Guida all'ATP Cup 2020

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Guida all’ATP Cup 2020

Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova competizione a squadre. Qualche defezione illustre, ma i punti (e i soldi) in palio sono tanti. Italia (senza Berrettini) in campo il 3 gennaio

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Rafael Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Manca ormai pochissimo all’inizio della prima ATP Cup, la competizione per nazioni che aprirà il 2020 tennistico in luogo dei classici tornei di inizio anno (con l’eccezione dell’ATP 250 di Doha che manterrà la sua solita collocazione in calendario). L’evento si svolgerà dal 3 al 12 gennaio in tre diverse città australiane (Brisbane, Perth, Sydney) e coinvolgerà 24 nazioni, divise in sei gironi da quattro squadre. Le vincitrici di ciascun gruppo e le due migliori seconde si raduneranno a Sydney per la fase finale a eliminazione diretta. Proviamo dunque a esplorare i vari gironi e la distribuzione di punti e montepremi della nuova competizione con questa piccola guida alla ATP Cup 2020.

BRISBANE – Girone A

Serbia: Djokovic, Lajovic, Milojevic, Troicki, Cacic
Francia: Monfils, Paire, Simon, Mahut, Roger-Vasselin
Sudafrica: Anderson, Harris, Roelofse, Montsi, Klaasen
Cile: Garin, Jarry, Tabilo, Barrios Vera, Podlipnik-Castillo

L’urna ha depositato la Serbia di Novak Djokovic nel gruppo A. Nonostante la presenza del numero due del mondo e di un comprimario di alto livello come Dusan Lajovic, il team serbo potrebbe non essere il favorito per la vittoria del girone. La Francia infatti presenta una formazione mediamente di alto livello: Monfils e Paire come singolaristi e soprattutto il doppio costituito da Mahut e Roger-Vasselin, che potrebbe essere chiamato a dirimere lo scontro diretto proprio contro la Serbia. Decisamente più indietro parte il Sudafrica: le condizioni del rientrante Kevin Anderson sono tutte da testare e Lloyd Harris dovrebbe essere sfavorito contro i secondi singolaristi di Serbia e Francia. Il Cile guidato da Cristian Garin e Nicolas Jarry potrebbe creare qualche sporadico grattacapo nei singolari, ma l’eliminazione non dovrebbe essere in dubbio.

Pronostico: Francia vincitrice del girone

BRISBANE – Girone F

Germania: A. Zverev, Struff, Moraing, Krawietz, Mies
Grecia: S. Tsitsipas, Pervolarakis, Kalovelonis, P. Tsitsipas, Skorilas
Canada: Shapovalov, Auger-Aliassime, Diez, Polansky, Shamasdin
Australia: De Minaur, Kyrgios, Millman, Peers, Guccione

Altissimo tasso di giovani e spettacolo per il secondo girone smistato a Brisbane, il girone F, che raggruppa Germania, Grecia, Canada e Australia. L’unica squadra che il cui destino appare già segnato è la Grecia di Stefanos Tsitsipas, che purtroppo non può contare su compagni all’altezza del palcoscenico e degli avversari. Il secondo singolarista è Michail Pervolarakis (476 ATP), seguito da Markos Kalovelonis (726 ATP), Alexandros Skorilas (1169 ATP) e il fratellino di Stefanos, Petros Tsitsipas (1415 ATP). Nello sport ovviamente non è mai detta l’ultima parola, ma servirebbe un vero miracolo. Sarà comunque molto interessante vedere le sfide contro altri illustri colleghi della Next Gen come Alexander Zverev, Denis Shapovalov, Felix Auger-Aliassime e Alex De Minaur. Davvero difficile azzardare un pronostico, visto il sostanziale equilibrio che sulla carta regna tra Canada, Germania e Australia. Per il team down under molto dipenderà dall’incognita Nick Kyrgios che in contesti di squadra tende sempre ad esaltarsi e che può diventare un secondo singolarista di lusso. L’affidabilità di De Minaur e l’esperienza in doppio di John Peers dovrebbero porre dunque l’Australia in una buona posizione. Il Canada invece si affida quasi interamente agli astri più luminosi della propria “jeunesse dorée“, ovvero Shapovalov e Auger-Aliassime. Molto solido il team tedesco, che oltre a Alexander Zverev, potrà contare su un secondo singolarista di buon livello come Jan-Lennard Struff e su buoni doppisti come Krawietz e Mies.

Pronostico: Australia vincitrice del girone

 

PERTH – Girone B

Spagna: Nadal, Bautista Agut, Carreno Busta, Ramos-Vinolas, Lopez
Giappone: Nishioka, Matsui, Soeda, Mclachlan
Georgia: Basilashvili, Metreveli, Tsivadze, Bakshi, Tkemaladze
Uruguay: P. Cuevas, M. Cuevas, Fumeaux, Roncadelli, Behar

Sembra esserci davvero poca storia nel girone B, con base a Perth. La Spagna guidata da Rafael Nadal sembra infatti strafavorita per la vittoria del gruppo e per il passaggio del turno. A supporto del numero uno del mondo, la squadra spagnola può schierare nomi del calibro di Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, oltre a un esperto doppista come Feliciano Lopez. Dando per assodato il primo posto per la Spagna, gli altri tre team si daranno battaglia per arrivare secondi e ambire al “ripescaggio” ai quarti di finale. Il Giappone con Nishikori sembrava in grado di prevalere, ma il numero uno del team asiatico ha dato forfait per problemi al solito gomito (non ci sarà neanche Uchiyama) ponendo la sua squadra sostanzialmente allo stesso livello di Georgia e Uruguay, che non hanno dotato i propri numeri uno, rispettivamente Nikoloz Basilashvili e Pablo Cuevas, di un team troppo competitivo (nessun singolarista tra i primi 500 giocatori del mondo).

Pronostico: Spagna vincitrice del girone

PERTH – Girone D

Russia: Medvedev, Khachanov, Gabashvili, Nedelko, Kravchuk
Italia: Fognini, Travaglia, Lorenzi, Giannessi, Bolelli
Stati Uniti: Isner, Fritz, Opelka, Ram, Krajicek
Norvegia: Ruud, Durasovic, Hellum Lilleengen, Rivera, Hoeyeraal

L’altro girone di Perth, il gruppo D, sembra avere una chiara favorita, la Russia di Medvedev e Khachanov, ma potrebbe in realtà essere aperta anche a piccole sorprese. Se la Norvegia sembra infatti tagliata fuori dalla lotta per il passaggio del turno (oltre a Ruud, numero 54, il giocatore con il miglior ranking è Durasovic, 331), Stati Uniti e Italia potrebbero infatti provare a dire la loro e ad approfittare di un passo falso dei russi. Il team nordamericano può contare su John Isner e Taylor Fritz come singolaristi e su un doppio insidioso, probabilmente composto da Rajeev Ram e probabilmente da Isner stesso. L’Italia, capitanata da Alberto Giraudo dopo il passo indietro di Berrettini e di conseguenza di Vincenzo Santopadre, schiera Fabio Fognini come numero uno e Stefano Travaglia come secondo singolarista con la possibilità di chiamare in causa per il doppio una coppia collaudata come Fognini/Bolelli. Dunque se i russi sembrano decisamente avvantaggiati per quanto riguarda i singolari, è anche vero che probabilmente saranno chiamati costantemente al doppio impegno, singolare e doppio. Quest’ultimo potrebbe dunque rivelarsi fondamentale per dirimere le varie sfide.

Pronostico: Russia vincitrice del girone

SYDNEY – Girone C

Belgio: Goffin, Darcis, Coppejans, Gille, Vliegen
Gran Bretagna: Evans, Norrie, Ward, Salisbury, J. Murray
Bulgaria: Dimitrov, Kuzmanov, Lazarov, Andreev, Donski
Moldavia: Albot, Cozbinov, Matvievici, Baskov

Il girone C doveva essere una questione tra Belgio e Gran Bretagna, tra Goffin e Murray, ma il britannico è stato costretto a dare forfait per il solito infortunio che lo costringerà a saltare anche l’Australian Open. Questo sposta l’ago della bilancia dalla parte del Belgio di Goffin e del “Davisman” Steve Darcis, anche se la Gran Bretagna probabilmente ha ancora un piccolo margine di vantaggio sul team belga. Se infatti Evans parte sfavorito con Goffin, Norrie si fa preferire a Darcis (anche se il belga tende ad esaltarsi nelle competizioni a squadre). Nell’ottica di un doppio decisivo poi, i britannici, forti della coppia formata da Jamie Murray e Joe Salisbury, sarebbero decisamente favoriti. Occhio anche ad eventuali exploit di Grigor Dimitrov, che però non sembra adeguatamente sostenuto dal resto del team bulgaro (Kuzmanov è numero 424 e Lazarov 513), mentre la Moldavia di Radu Albot non dovrebbe avere troppa voce in capitolo per quanto riguarda le sorti del girone.

Pronostico: Gran Bretagna vincitrice del girone

SYDNEY – Girone E

Austria: Thiem, Novak, Ofner, J. Melzer, Marach
Croazia: Coric, Cilic, Galovic, Mektic, Dodig
Argentina: Schwartzman, Pella, Londero, Molteni, Gonzalez
Polonia: Hurkacz, Majchrzak, Zuk, Marek, Kubot

Gli scenari possibili per il girone E sembrano vari e sono ben tre le squadre che possono avanzare legittime pretese di vittoria. L’unica più indietro dovrebbe essere la Polonia di Hurkacz e Majchrzak, mentre Austria, Croazia e Argentina possono tutte giocarsi delle buone carte. L’Austria può schierare un numero uno di peso come Dominic Thiem, numero 4 del ranking ATP, e su un buon doppio (probabilmente Melzer/Marach), mentre dovrebbe partire battuta sia contro la Croazia che contro l’Argentina per quanto riguarda il secondo incontro di singolare. Per i croati molto dipenderà dal livello di Coric, primo singolarista, ma ancora di più dalle prestazioni di Marin Cilic, reduce da un anno difficilissimo. Se Cilic dovesse tornare ai livelli che gli erano propri fino al 2018, allora la Croazia potrebbe avere un discreto vantaggio, considerando anche la possibilità di schierare un doppio di alto livello (sia che giochi Dodig, Mektic o lo stesso Cilic). L’Argentina però ha in squadra ben tre top 50 (Schwartzman 14, Pella 25 e Londero 50) e una buona coppia di doppisti, ovvero Molteni/Gonzalez. Probabilmente allo stato attuale delle cose, sono proprio gli argentini ad avere un mini vantaggio nel pronostico, essendo la più equilibrata delle formazioni.

Pronostico: Argentina vincitrice del girone

Muster e Thiem, team Austria – ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

IL PROGRAMMA COMPLETO (orari italiani)

DAY 1 (3 gennaio)
Girone C: Belgio vs Moldavia, dalle 00
Girone F: Grecia vs Canada, dalle 01
Girone D: USA vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Gran Bretagna, dalle 07:30
Girone F: Germania vs Australia, dalle 08:30
Girone D: Russia vs Italia, dalle 10:30

DAY 2 (4 gennaio)
Girone E: Argentina vs Polonia, dalle 00
Girone A: Francia vs Cile, dalle 01
Girone B: Giappone vs Uruguay, dalle 03
Girone E: Austria vs Croazia, dalle 07:30
Girone A: Serbia vs Sudafrica, dalle 08:30
Girone B: Spagna vs Georgia, dalle 10:30

DAY 3 (5 gennaio)
Girone C: Belgio vs Gran Bretagna, dalle 00
Girone F: Canada vs Australia, dalle 01
Girone D: Italia vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Moldavia, dalle 07:30
Girone F: Germania vs Grecia, dalle 08:30
Girone D: Russia vs USA, dalle 10:30

DAY 4 (6 gennaio)
Girone E: Croazia vs Polonia, dalle 00
Girone A: Sudafrica vs Cile, dalle 01
Girone B: Giappone vs Georgia, dalle 03
Girone E: Austria vs Argentina, dalle 07:30
Girone A: Serbia vs Francia, dalle 08:30
Girone B: Spagna vs Uruguay, dalle 10:30

DAY 5 (7 gennaio)
Girone C: Gran Bretagna vs Moldavia, dalle 00
Girone F: Germania vs Canada, dalle 01
Girone D: Russia vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Belgio, dalle 07:30
Girone F: Grecia vs Australia, dalle 08:30
Girone D: Italia vs USA, dalle 10:30

DAY 6 (8 gennaio)
Girone E: Austria vs Polonia, dalle 00
Girone A: Serbia vs Cile, dalle 01
Girone B: Spagna vs Giappone, dalle 03
Girone E: Croazia vs Argentina, dalle 07:30
Girone A: Francia vs Sudafrica, dalle 08:30
Girone B: Georgia vs Uruguay, dalle 10:30

DAY 7 (9 gennaio)
Quarto 1: vincente girone C vs vincente girone F, dalle 00
Quarto 2: vincente girone D vs vincente girone E, dalle 07:30

DAY 8 (10 gennaio)
Quarto 3: vincente girone A vs seconda migliore seconda, dalle 00
Quarto 4: vincente girone B vs prima migliore seconda, dalle 07:30

DAY 9 (11 gennaio)
Semi 1: vincente quarto 2 vs vincente quarto 3, dalle 00
Semi 2: vincente quarto 1 vs vincente quarto 4, dalle 07:30

DAY 10 (12 gennaio)
Finale, dalle 07:30

LA PROGRAMMAZIONE TV – Il torneo sarà interamente visibile su Supertennis, canale 224 di SKY e 64 del digitale terrestre.

Novak Djokovic – ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

REGOLAMENTO – Ciascun tie prevede due incontri di singolare al meglio dei tre set e un doppio, giocato secondo le regole standard dell’ATP (niente vantaggi e super tiebreak al posto del terzo set). Il doppio verrà giocato sempre, a prescindere dall’esito dei due singolari. I capitani potranno decidere quali giocatori disputeranno il doppio, mentre i due singolaristi verranno decisi e accoppiati automaticamente in base al ranking. Sarà ammesso il coaching in campo durante i cambi di campo e alla fine del set.

ASSEGNAZIONE PUNTI ATP – L’ATP Cup verrà considerato come un evento bonus per quanto riguarda il ranking di ciascun partecipante e i punti da essa derivanti verranno dunque sommati ai 18 migliori risultati stagionali. Un singolarista imbattuto può guadagnare fino a 750 punti, mentre un doppista può arrivare a 250. L’ammontare di punti incamerati per ciascuna vittoria dipende dal ranking del vincitore, dell’avversario e dal turno nel quale essa viene conseguita (round robin, quarti, semifinale o finale). In verità analizzando le tabelle che riportiamo di seguito, la somma dei punti che ciascun singolarista può ottenere al massimo, sulla carta, è 775 (75×3 nel girone+120 nei quarti+180 in semifinale+250 della finale), mentre per i doppisti è di 330 (40×3 nel girone+55 nei quarti+75 in semifinale+80 in finale). Non è chiaro se si tratti di un errore di calcolo dell’ATP o se a prescindere si sia deciso che ciascun singolarista non può incamerare più di 750 punti e un doppista 250. Probabilmente si dovrà propendere per la seconda opzione, anche se lo scarto di 80 punti per quanto riguarda il doppio rimane notevole (e un po’ sospetto).

Singolaristi top 300: punti per ciascuna vittoria (in base al ranking dell’avversario)

Ranking dell’avversario 1-10 11-25 26-50 51-100 101+
 Finale 250200150 75 50
 Semifinale 180140 105 50 35
 Quarti di finale 120100753525
 Girone 7565502520


Singolaristi con ranking oltre la 300esima posizione: punti per ciascuna vittoria

Ranking dell’avversario 1-100 101+
Finale 85 55
 Semifinale 55 35
 Quarti di finale 35 25
 Girone 25 15


Doppio: punti per ciascuna vittoria (a prescindere dal ranking della coppia avversaria)

 Finale 80
 Semifinale 75
 Quarti di finale 55
 Girone 40


PRIZE MONEY – Il montepremi totale per i giocatori è di 15 milioni di dollari americani (22 milioni di dollari australiani). Ci sono tre diverse componenti del montepremi totale assegnato ai giocatori: un premio di partecipazione, premi in denaro per le vittorie individuali e premi in denaro per le vittorie del tie. Di seguito le ripartizione del montepremi:

Giocatore 1

Teste di seriePremio di partecipazione
1-3$250,000
4-6$225,000
7-12$200,000
13-18$150,000
19-24*$75,000

*I Top 20 riceveranno comunque 150,000 dollari

Giocatore 2

RankingPremio di partecipazione
1-10$200,000
11-20$150,000
21-30$75,000
31-50$60,000
51-100$45,000
101-200$30,000
201-300$20,000
301+$15,000


Giocatori 3-5

Ranking doppioPremio di partecipazione
1-20$30,000
21-50$20,000
51-100$12,500
101-150$10,000
151+$7,500
Ranking singolarePremio di partecipazione
1-100$20,000
101-300$12,500
301+$7,500


Vittoria individuale

Vittoria primo singolareVittoria secondo singolareVittoria doppio (per ciascun giocatore)
Finale $290,400 $204,000 $61,800
 Semifinale  $151,000 $106,000 $32,150
 Quarti di finale $78,350 $55,100 $16,700
 Girone $39,400 $27,600 $8,375


Vittoria di squadra (la cifra va a ciascun giocatore del team, a prescindere dal fatto che abbia o meno giocato un incontro del tie)

 Finale $48,760
 Semifinale$29,280
 Quarti di finale $17,620
Girone $9,850

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ATP

Nadal riparte bene ad Acapulco. Il polso fa male, si ritira Kyrgios

Il dolore al polso sinistro costringe Nick Kyrgios all’abbandono dopo un set contro Ugo Humbert. Nessun problema per Rafa nel derby con Andujar, al prossimo turno sfiderà Kecmanovic

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

La sessione serale della seconda giornata all’Abierto Mexicano di Acapulco ha visto in cartellone i rispettivi match di primo turno di quelli che nel 2019 avevano dato vita al match del torneo, ovvero il campione uscente Nick Kyrgios e la prima testa di serie Rafael Nadal. Un piatto succulento, almeno sulla carta, per gli spettatori del Princess Mundo Imperial, che però hanno lasciato le tribune poco dopo le 23 locali con un po’ di amaro in bocca.

In apertura di serata Rafael Nadal ha rimediato a una partenza estremamente imprecisa e titubante che lo aveva visto andare subito in svantaggio per 2-0 0-30 con un rapido aggiustamento di rotta che gli è valso un prevedibile 6-3, 6-2 di routine nei confronti del suo connazionale Pablo Andujar, n. 54 del ranking ATP. Una volta presa la mira sulle prime accelerazioni di diritto, l’attuale n. 2 del mondo non si è più guardato indietro e non ha mai avuto momenti di difficoltà se non nel tentare di tamponare la sua abbondantissima sudorazione nella calura dell’umidità messicana. La sua cavalcata è stata soltanto temporaneamente rallentata dal break subito sul 4-1 “pesante” del secondo set, quando comunque il suo vantaggio era già molto consistente.

In 90 minuti Nadal ha concluso il suo primo match dall’Australian Open, sconfiggendo Andujar per la quarta volta su quattro incontri e avanzando al secondo turno dove incontrerà il serbo Miomir Kecmanovic, n. 50 del ranking ATP, vincitore al primo turno dell’australiano Alex de Minaur.

Ma il piatto forte della serata, almeno per il pubblico messicano, doveva essere l’esordio del campione uscente Nick Kyrgios, che lo scorso anno estrasse dal cilindro una delle più improbabili rincorse al titolo sconfiggendo uno dietro l’altro il nostro Andreas Seppi, Rafael Nadal appunto, poi Stan Wawrinka, John Isner e Sascha Zverev, ovvero tre Top 10 su cinque incontri.

Kyrgios era impegnato contro il giovane e talentuoso francese Ugo Humbert, n. 43 del mondo, ma con grande disappunto di tutta la folla presente non è riuscito a portare a termine il proprio impegno, vedendosi costretto al ritiro dopo la perdita del primo set a causa del persistere del problema al polso sinistro che già lo aveva costretto al forfait la settimana scorsa a Delray Beach.

Nick Kyrgios – Acapulco 2020 (foto Twitter @Abiertotelcel)

Humbert, dal canto suo, ha messo in campo una solidissima prestazione, soprattutto nei suoi game di battuta nei quali ha concesso solamente quattro punti in tutto il set, e sicuramente non si è meritato tutti i fischi che hanno accompagnato la sua uscita dal campo. L’australiano è apparso in difficoltà sin dall’inizio, soprattutto dalla parte sinistra ovvero dalla parte del suo rovescio bimane dove ha bisogno della mano sinistra: si è fatto fasciare il polso dal fisioterapista sull’1-4, ma dopo aver giocato qualche altro game e completato il primo set ha capito che era perfettamente inutile continuare ed ha stretto la mano ad arbitro e avversario avviandosi verso gli spogliatoi, non prima però di essersi tolto le scarpe da tennis come di consueto e infilato le scarpe da basket direttamente sul campo.

Il torneo (e con lui anche tutti i party di contorno) perde così il proprio campione uscente ed un sicuro potenziale protagonista che ora però dovrà cercare di recuperare in vista dell’impegno di Davis della settimana prossima ad Adelaide contro il Brasile. Humbert avanza quindi al secondo turno dove trova l’americano Taylor Fritz, vincitore in tre set di John Millman.

 

Risultati:

[1] R. Nadal b. P. Andujar 6-3 6-2
S. Kwon b. [LL] T. Daniel 6-2 2-6 6-3
[8] D. Lajovic b. S. Johnson 6-7(5) 6-4 6-3
P. Martinez b. R. Albot 6-3 6-2
[7] G. Dimitrov b. [Q] D. Dzumhur 6-3 6-3
U. Humbert b. [6] N. Kyrgios 6-3 rit.
T. Fritz b. J. Millman 7-5 3-6 6-1
[4] F. Auger-Aliassime b. [LL] A. Bolt 6-3 7-6(5)
[5] J. Isner b. [WC] M. Zverev 6-3 7-6(4)
[2] A. Zverev b. [Q] J. Jung 7-6(6) 6-1

Il tabellone aggiornato

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I numeri della settimana: segnali dal futuro

I tornei ATP della scorsa settimana hanno messo in mostra tanti giovani di primo livello oltre al mircolo di Gianluca Mager in Brasile

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5- i tennisti non ancora ventenni ad aver vinto la scorsa settimana almeno una partita. Tra questi, chi ha fatto meglio è stato Felix Auger-Aliassime, che a Marsiglia ha perso la quinta finale (su altrettante giocate) a livello ATP. Un piazzamento raggiunto dal canadese annullando cinque match point complessivi nelle partite giocate contro Travaglia e Herbert e che gli ha permesso di confermarsi saldamente nella top 20. Una settimana fa, oltre al nostro Jannik Sinner – a Marsiglia, pur senza brillare, bravo a confermare quanto di buono fatto vedere a Rotterdam, sconfiggendo il 102 ATP Gombos, per poi strappare un set al quinto giocatore al mondo, Medvedev – tre tennisti molto giovani si sono imposti a livello ATP. Il più “anziano” è il brasiliano Thiago Seyboth Wild, giocatore che compie 20 anni il prossimo 10 marzo: l’ex numero 8 juniores e vincitore della versione cadetta degli US Open nel 2018 (quando in finale sconfisse il nostro Musetti) ha vinto nell’ATP 500 di Rio la sua seconda partita nel circuito maggiore, sconfiggendo Davidovich Fokina, quinto top 100 superato nella sua giovane carriera, già impreziosita qualche mese fa dalla vittoria del primo Challenger. A Delray Beach, invece, dove proprio la scorsa settimana iniziava la sua collaborazione con l’ex numero 4 del mondo e campione di Wimbledon, Pat Cash, Brandon Nakashima ha vinto le sue due prime partite a livello ATP.

Il tennista nato a San Diego tredici giorni prima di Sinner (agosto 2001) è stato capace di onorare la wild card concessagli dagli organizzatori arrivando ai quarti, dove è stato a tre punti dalla vittoria anche nel match con Nishioka. Fattosi notare nelle ultime settimane per essersi imposto su giocatori in difficoltà ma dal passato nobile come Tomic e Harrison – oltre che per una vittoria sfiorata con Tiafoe e due semi e la vittoria di un torneo a livello Challenger – a Delray Beach si è imposto all’attenzione generale con due vittorie archiviate senza perdere set contro Vesely e Norrie, primi top 100 da lui sconfitti in carriera. A Rio si è poi avuta la grande sorpresa della partita vinta, in un match durato quasi quattro ore, da Carlos Alcaraz, tennista nato a Murcia il 5 maggio 2003 e capace di vincere le sue prime partite a livello Challenger già nel marzo scorso (quando sconfiggeva Sinner e poi il primo tennista nella top 150, Martinez) e poi, lo scorso settembre nel Challenger di Siviglia, di divenire il più giovane tennista dai tempi di Auger-Aliassime nel 2015 a raggiungere i quarti di finale in un torneo di questa categoria. Il sedicenne spagnolo dopo aver sconfitto (7-6 4-6 7-6) Ramos Vinolas, 41 ATP, ha inscenato una nuova lotta al terzo set in ottavi, ma si è poi arreso contro Federico Coria.

6- i tennisti italiani nella top 100 della Race di questa settimana, con uno solo, Gianluca Mager, presente tra i primi 40. L’ottimo risultato del nostro movimento maschile, capace di piazzare nella classifica ufficiale, come gli Stati Uniti, otto tennisti tra i primi cento al mondo – solo Spagna, con 9 rappresentanti, e Francia, con 12, fanno meglio – non smentisce quello che è stato un brutto inizio di 2020 per i nostri giocatori. Se la trasferta australiana generalmente non ci ha mai portato fortuna, maggiori soddisfazioni si potevano attendere dalle prime tre settimane di terra battuta sudamericana e dall’indoor europeo. Influiscono senz’altro le difficili condizioni fisiche dei nostri due migliori giocatori: Berrettini -quest’anno sin qui in campo solo in due partite ufficiali per i problemi alla zona compresa tra addominali, pube e adduttori – e Fognini, il quale dopo gli ottavi raggiunti a Melbourne ha giocato (in non perfette condizioni fisiche) solo il primo turno di Rotterdam e di Dubai.

Un rendimento deludente, rispetto alle attuali potenzialità dei nostri giocatori, come mostra in maniera inequivocabile il differenziale negativo tra la Race e la classifica ufficiale delle ultime 52 settimane. Quando febbraio è al termine, i tennisti italiani hanno raccolto nel 2020 solo due finali (Seppi all’ATP 250 di New York e Mager a Rio) e tre quarti (Sonego, che con questo piazzamento nella capitale brasiliana ha interrotto una serie di 11 sconfitte consecutive, Marcora a Pune e Sinner a Rotterdam). Il bilancio complessivo dei tennisti italiani nei tabelloni principali, fermo alla settimana scorsa, indica 28 vittorie e 43 sconfitte ed è negativo, anche più del fisiologico handicap dovuto ai tanti nostri giocatori intorno alla centesima posizione (nel dettaglio, Berrettini ha 1 partita vinta e 1 persa, Fognini 4-5, Sonego 2-6, Sinner 3-5, Mager 5-2, Travaglia 2-4, Marcora 2-1, Seppi 6-3, Caruso 1-4, Cecchinato 1-6, Lorenzi 1-2, Gaio 0-2, Fabbiano 0-1, Giustino 0-1).

24- la media dell’età dei dodici semifinalisti dei tre tornei ATP (Marsiglia, Delray Beach, Rio De Janeiro) programmati la scorsa settimana. In una Race che vede ai primi venti posti sette giocatori che ancora devono compiere 24 anni, è stata confermata la tendenza dei tornei meno importanti di manifestare le avvisaglie di un ricambio generazionale. Un dato che sarebbe stato ancora più rilevante senza la meritata presenza a Marsiglia tra i migliori di Gilles Simon, tornato, nel torneo vinto in passato due volte (2007 e 2015) a sconfiggere un top 5, Daniil Medvedev, a tre anni e mezzo dall’ultima volta in cui c’era riuscito (Shanghai 2016 contro Wawrinka). Oltre al ventinovenne Raonic, incapace di sfruttare un match point nella sua semifinale a Delray Beach contro Opelka, tra i dodici tennisti a fare meglio la scorsa settimana, c’erano solo altri due giocatori ad aver compiuto i 25 anni. Il primo è il semifinalista di Rio, Attila Balazs, che, dopo una carriera vissuta nel purgatorio dei Challenger (con l’unica eccezione rappresentata dalla semifinale raggiunta a Bucarest nel 2012) l’anno scorso a Umago, salvando sette match point nel primo turno contro Galovic, divenne il primo ungherese a raggiungere una finale ATP dal 1984, quando a riuscirci fu Taroczy.

Il secondo è invece il nostro Gianluca Mager, da sempre valutato dagli addetti ai lavori come tennista tecnicamente meritevole di giocare nel circuito maggiore, ma che, a 25 anni compiuti lo scorso dicembre, aveva dato la prima svolta alla carriera solo l’anno scorso, vincendo tre Challenger. Mager era però ancora incapace di imporsi a livello ATP: la prima partita vinta nel circuito maggiore è arrivata contro il modesto Ficovich solo un paio di settimane fa, a Cordoba. Proprio nel torneo della città argentina Mager aveva dato segnali molto incoraggianti sfiorando nel turno successivo la vittoria contro Cuevas, ma nemmeno lui poteva immaginare di -partendo dalle quali – arrivare in semifinale in un ATP 500 senza perdere nemmeno un set. Un risultato arrivato non solo con vittorie contro specialisti fuori dalla top 100 come Collarini e Domingues, ma anche avendo la meglio su un fresco vincitore di un torneo ATP (Buenos Aires) sul rosso, Cristian Ruud, e sul 4 ATP (virtuale numero 2 del mondo sulla terra), Dominic Thiem. La finale conquistata con il successo in rimonta in semifinale su Balazs, e giocata contro un altro tennista giovane, il ventitreenne e scatenato Garin di questo periodo -giunto domenica scorsa alla nona vittoria consecutiva e al secondo titolo di fila dopo quello di Cordoba, successi grazie ai quali è balzato al quarto posto della Race – è stata comunque combattuta ed equilibrata, sebbene persa. Tra due under 21 è stata invece disputata la finale vinta da Tsitsipas a Marsiglia su Auger-Aliassime, con il greco per la seconda volta consecutiva vincitore del torneo francese senza perdere nemmeno un set e capace di dare una svolta a un 2020 sin qui mediocre (tre sole partite vinte).

Infine, a Delray Beach, lo sfortunato -perse quando era al best ranking di 58 ATP quasi un anno tra il 2017 e il 2018, per un’operazione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro- classe’95 Nishioka ha confermato, dopo il primo terzo turno raggiunto in uno Slam il mese scorso a Melbourne, di stare vivendo il miglior momento della carriera raggiungendo la seconda finale nel circuito maggiore (dopo il successo a ottobre 2018 a Shenzhen) e con essa, per la prima volta, ha guadagnato l’accesso nella top 50. Nell’ultimo atto del torneo giocato in Florida il giapponese si è però arreso a Opelka, che a 22 anni ha messo nella propria bacheca il secondo titolo della carriera (dopo quello di New York dell’anno scorso) garantendosi anche il rientro nella top 40.

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ATP

Il febbraio nero di Fognini non cambia colore a Dubai: sconfitto in rimonta da Evans

Perfetto per un set e mezzo al rientro dopo due forfait, Fabio inizia a sbagliare e lascia spazio all’inglese

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Fabio Fognini - Australian Open 2020

D. Evans b. [4] F. Fognini 3-6 6-4 7-5


Un match dai due volti quello che Fabio Fognini perde opposto a Daniel Evans: la migliore versione di Fabio si smarrisce avanti 6-3 e 3-1, commettendo errori che fanno entrare in partita un Evans per oltre un’ora relegato al ruolo di sparring partner che si arrabatta dalle parti della scritta “Dubai”, ma poi bravo a farsi trovare pronto e a mettere in campo quel tennis lo ha ha portato al best ranking una settimana fa. Con i segnali azzurri che da più e quasi insospettabili parti ricominciano ad arrivare dopo le primissime settimane di quasi silenzio radio, ci si augurava un rientro vincente del Fogna nazionale nonostante le sue prudenti dichiarazioni. Apparentemente superati i guai fisici che avevano compromesso la sua ultima apparizione (sconfitta all’esordio di Rotterdam contro Karen Khachanov) e costretto a rinunciare a Montpellier e Marsiglia, la sfida inedita contro Daniel Evans, numero 37 al servizio tennistico di Sua Maestà, comincia nel migliore dei modi per poi sfuggirgli lentamente dalle mani. Fabio tornerà in campo sulla terra rossa di Cagliari per la sfida di Davis contro la Corea (6-7 marzo).

L’INIZIO SUL VELLUTO – Proveniente dalla città dei Duran Duran, il miglior britannico del momento sta portando i suoi 175 cm all’assalto della top 30 forte del suo gioco sbarazzino. Vinto il sorteggio, Evans sceglie di rispondere al servizio seguendo le indicazioni ATP che vedono Fabio nelle zone più basse della classifica dei battitori. Il nostro tiene agevolmente la battuta preferendo invece dar ragione ai dati relativi alla risposta e arriva il 2-0. Il dritto fila che è un piacere, il rovescio lungolinea lascia fermo “Evo”, che ci mette anche del suo lasciando spesso una superstrada con diverse corsie alla sua destra. Il passaggio a vuoto di Fabio arriva dopo quattro giochi con un doppio fallo e due errori di dritto. Tirato il fiato nel gioco successivo, Fognini non si scompone e ritrova subito le buone sensazioni, ricominciando a pestare forte e preciso fino al 6-3, con i numeri che confermano chi ha fatto gioco e chi l’ha subito. Un’occasione mancata all’inizio del secondo set scivola addosso a un Fogna fino a questo momento impermeabile a situazioni che, duole rammentarlo, spesso gli fanno perdere la concentrazione se non la bussola; va allora a prendersi il vantaggio al terzo gioco e, di nuovo, gioca con intelligenza il punto dell’immediato rientro britannico, tenendo l’avversario ben distante dalla linea di fondo.

 

LA SVOLTA – La grafica mostra l’impietoso bilancio degli scambi vinti da fondo, 29-19, anche perché lo slice di Daniel giocato spesso da troppo lontano non è la rasoiata di Feliciano; Fabio torna però a sbagliare concedendo palle break che Evans decide di giocare remando e alla fine la scelta paga grazie all’assenza di prime e al dritto di nuovo impreciso. Fognini tiene per il 4 pari, ma fallisce il successivo aggancio cedendo 4-6, con i 19 unforced responsabili del cambio di direzione preso dalla partita. Dopo il MTO per farsi trattare una gamba, l’inglese torna in campo mostrando una grinta finora sopita; vale allora moltissimo il break ottenuto in apertura dal taggiasco che ringrazia anche un nastro fortunato, ma i suoi errori rimettono prontamente in corsa l’altro.

SI SOFFRE – Tornato avanti, Fabio riesce a non sfasciare la racchetta dopo uno smash fallito che finirà con il compromettere nuovamente il vantaggio: palla scagliata in un altro Emirato e warning. Abbassa la velocità dei colpi nel tentativo spesso vano di tenerli dentro le righe, ma in qualche modo agguanta il 4 pari nonostante un’altra tragedia nei pressi della rete, una rarità per lui; tocca poi a Evans salvarsi dal 15-40 con il servizio. La grande aggressività di Daniel e un doppio fallo inguaiano l’azzurro che salva cinque match point point di arrendersi 5-7. Un match girato in modo imprevedibile, occasioni fallite anche quando la situazione non era favorevole, vantaggi non consolidati: davvero un peccato, ma contro Pierre-Hugues Herbert ci giocherà Evans.

Il tabellone completo

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