Guida all'ATP Cup 2020

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Guida all’ATP Cup 2020

Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova competizione a squadre. Qualche defezione illustre, ma i punti (e i soldi) in palio sono tanti. Italia (senza Berrettini) in campo il 3 gennaio

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Rafael Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Manca ormai pochissimo all’inizio della prima ATP Cup, la competizione per nazioni che aprirà il 2020 tennistico in luogo dei classici tornei di inizio anno (con l’eccezione dell’ATP 250 di Doha che manterrà la sua solita collocazione in calendario). L’evento si svolgerà dal 3 al 12 gennaio in tre diverse città australiane (Brisbane, Perth, Sydney) e coinvolgerà 24 nazioni, divise in sei gironi da quattro squadre. Le vincitrici di ciascun gruppo e le due migliori seconde si raduneranno a Sydney per la fase finale a eliminazione diretta. Proviamo dunque a esplorare i vari gironi e la distribuzione di punti e montepremi della nuova competizione con questa piccola guida alla ATP Cup 2020.

BRISBANE – Girone A

Serbia: Djokovic, Lajovic, Milojevic, Troicki, Cacic
Francia: Monfils, Paire, Simon, Mahut, Roger-Vasselin
Sudafrica: Anderson, Harris, Roelofse, Montsi, Klaasen
Cile: Garin, Jarry, Tabilo, Barrios Vera, Podlipnik-Castillo

L’urna ha depositato la Serbia di Novak Djokovic nel gruppo A. Nonostante la presenza del numero due del mondo e di un comprimario di alto livello come Dusan Lajovic, il team serbo potrebbe non essere il favorito per la vittoria del girone. La Francia infatti presenta una formazione mediamente di alto livello: Monfils e Paire come singolaristi e soprattutto il doppio costituito da Mahut e Roger-Vasselin, che potrebbe essere chiamato a dirimere lo scontro diretto proprio contro la Serbia. Decisamente più indietro parte il Sudafrica: le condizioni del rientrante Kevin Anderson sono tutte da testare e Lloyd Harris dovrebbe essere sfavorito contro i secondi singolaristi di Serbia e Francia. Il Cile guidato da Cristian Garin e Nicolas Jarry potrebbe creare qualche sporadico grattacapo nei singolari, ma l’eliminazione non dovrebbe essere in dubbio.

Pronostico: Francia vincitrice del girone

BRISBANE – Girone F

Germania: A. Zverev, Struff, Moraing, Krawietz, Mies
Grecia: S. Tsitsipas, Pervolarakis, Kalovelonis, P. Tsitsipas, Skorilas
Canada: Shapovalov, Auger-Aliassime, Diez, Polansky, Shamasdin
Australia: De Minaur, Kyrgios, Millman, Peers, Guccione

Altissimo tasso di giovani e spettacolo per il secondo girone smistato a Brisbane, il girone F, che raggruppa Germania, Grecia, Canada e Australia. L’unica squadra che il cui destino appare già segnato è la Grecia di Stefanos Tsitsipas, che purtroppo non può contare su compagni all’altezza del palcoscenico e degli avversari. Il secondo singolarista è Michail Pervolarakis (476 ATP), seguito da Markos Kalovelonis (726 ATP), Alexandros Skorilas (1169 ATP) e il fratellino di Stefanos, Petros Tsitsipas (1415 ATP). Nello sport ovviamente non è mai detta l’ultima parola, ma servirebbe un vero miracolo. Sarà comunque molto interessante vedere le sfide contro altri illustri colleghi della Next Gen come Alexander Zverev, Denis Shapovalov, Felix Auger-Aliassime e Alex De Minaur. Davvero difficile azzardare un pronostico, visto il sostanziale equilibrio che sulla carta regna tra Canada, Germania e Australia. Per il team down under molto dipenderà dall’incognita Nick Kyrgios che in contesti di squadra tende sempre ad esaltarsi e che può diventare un secondo singolarista di lusso. L’affidabilità di De Minaur e l’esperienza in doppio di John Peers dovrebbero porre dunque l’Australia in una buona posizione. Il Canada invece si affida quasi interamente agli astri più luminosi della propria “jeunesse dorée“, ovvero Shapovalov e Auger-Aliassime. Molto solido il team tedesco, che oltre a Alexander Zverev, potrà contare su un secondo singolarista di buon livello come Jan-Lennard Struff e su buoni doppisti come Krawietz e Mies.

Pronostico: Australia vincitrice del girone

 

PERTH – Girone B

Spagna: Nadal, Bautista Agut, Carreno Busta, Ramos-Vinolas, Lopez
Giappone: Nishioka, Matsui, Soeda, Mclachlan
Georgia: Basilashvili, Metreveli, Tsivadze, Bakshi, Tkemaladze
Uruguay: P. Cuevas, M. Cuevas, Fumeaux, Roncadelli, Behar

Sembra esserci davvero poca storia nel girone B, con base a Perth. La Spagna guidata da Rafael Nadal sembra infatti strafavorita per la vittoria del gruppo e per il passaggio del turno. A supporto del numero uno del mondo, la squadra spagnola può schierare nomi del calibro di Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, oltre a un esperto doppista come Feliciano Lopez. Dando per assodato il primo posto per la Spagna, gli altri tre team si daranno battaglia per arrivare secondi e ambire al “ripescaggio” ai quarti di finale. Il Giappone con Nishikori sembrava in grado di prevalere, ma il numero uno del team asiatico ha dato forfait per problemi al solito gomito (non ci sarà neanche Uchiyama) ponendo la sua squadra sostanzialmente allo stesso livello di Georgia e Uruguay, che non hanno dotato i propri numeri uno, rispettivamente Nikoloz Basilashvili e Pablo Cuevas, di un team troppo competitivo (nessun singolarista tra i primi 500 giocatori del mondo).

Pronostico: Spagna vincitrice del girone

PERTH – Girone D

Russia: Medvedev, Khachanov, Gabashvili, Nedelko, Kravchuk
Italia: Fognini, Travaglia, Lorenzi, Giannessi, Bolelli
Stati Uniti: Isner, Fritz, Opelka, Ram, Krajicek
Norvegia: Ruud, Durasovic, Hellum Lilleengen, Rivera, Hoeyeraal

L’altro girone di Perth, il gruppo D, sembra avere una chiara favorita, la Russia di Medvedev e Khachanov, ma potrebbe in realtà essere aperta anche a piccole sorprese. Se la Norvegia sembra infatti tagliata fuori dalla lotta per il passaggio del turno (oltre a Ruud, numero 54, il giocatore con il miglior ranking è Durasovic, 331), Stati Uniti e Italia potrebbero infatti provare a dire la loro e ad approfittare di un passo falso dei russi. Il team nordamericano può contare su John Isner e Taylor Fritz come singolaristi e su un doppio insidioso, probabilmente composto da Rajeev Ram e probabilmente da Isner stesso. L’Italia, capitanata da Alberto Giraudo dopo il passo indietro di Berrettini e di conseguenza di Vincenzo Santopadre, schiera Fabio Fognini come numero uno e Stefano Travaglia come secondo singolarista con la possibilità di chiamare in causa per il doppio una coppia collaudata come Fognini/Bolelli. Dunque se i russi sembrano decisamente avvantaggiati per quanto riguarda i singolari, è anche vero che probabilmente saranno chiamati costantemente al doppio impegno, singolare e doppio. Quest’ultimo potrebbe dunque rivelarsi fondamentale per dirimere le varie sfide.

Pronostico: Russia vincitrice del girone

SYDNEY – Girone C

Belgio: Goffin, Darcis, Coppejans, Gille, Vliegen
Gran Bretagna: Evans, Norrie, Ward, Salisbury, J. Murray
Bulgaria: Dimitrov, Kuzmanov, Lazarov, Andreev, Donski
Moldavia: Albot, Cozbinov, Matvievici, Baskov

Il girone C doveva essere una questione tra Belgio e Gran Bretagna, tra Goffin e Murray, ma il britannico è stato costretto a dare forfait per il solito infortunio che lo costringerà a saltare anche l’Australian Open. Questo sposta l’ago della bilancia dalla parte del Belgio di Goffin e del “Davisman” Steve Darcis, anche se la Gran Bretagna probabilmente ha ancora un piccolo margine di vantaggio sul team belga. Se infatti Evans parte sfavorito con Goffin, Norrie si fa preferire a Darcis (anche se il belga tende ad esaltarsi nelle competizioni a squadre). Nell’ottica di un doppio decisivo poi, i britannici, forti della coppia formata da Jamie Murray e Joe Salisbury, sarebbero decisamente favoriti. Occhio anche ad eventuali exploit di Grigor Dimitrov, che però non sembra adeguatamente sostenuto dal resto del team bulgaro (Kuzmanov è numero 424 e Lazarov 513), mentre la Moldavia di Radu Albot non dovrebbe avere troppa voce in capitolo per quanto riguarda le sorti del girone.

Pronostico: Gran Bretagna vincitrice del girone

SYDNEY – Girone E

Austria: Thiem, Novak, Ofner, J. Melzer, Marach
Croazia: Coric, Cilic, Galovic, Mektic, Dodig
Argentina: Schwartzman, Pella, Londero, Molteni, Gonzalez
Polonia: Hurkacz, Majchrzak, Zuk, Marek, Kubot

Gli scenari possibili per il girone E sembrano vari e sono ben tre le squadre che possono avanzare legittime pretese di vittoria. L’unica più indietro dovrebbe essere la Polonia di Hurkacz e Majchrzak, mentre Austria, Croazia e Argentina possono tutte giocarsi delle buone carte. L’Austria può schierare un numero uno di peso come Dominic Thiem, numero 4 del ranking ATP, e su un buon doppio (probabilmente Melzer/Marach), mentre dovrebbe partire battuta sia contro la Croazia che contro l’Argentina per quanto riguarda il secondo incontro di singolare. Per i croati molto dipenderà dal livello di Coric, primo singolarista, ma ancora di più dalle prestazioni di Marin Cilic, reduce da un anno difficilissimo. Se Cilic dovesse tornare ai livelli che gli erano propri fino al 2018, allora la Croazia potrebbe avere un discreto vantaggio, considerando anche la possibilità di schierare un doppio di alto livello (sia che giochi Dodig, Mektic o lo stesso Cilic). L’Argentina però ha in squadra ben tre top 50 (Schwartzman 14, Pella 25 e Londero 50) e una buona coppia di doppisti, ovvero Molteni/Gonzalez. Probabilmente allo stato attuale delle cose, sono proprio gli argentini ad avere un mini vantaggio nel pronostico, essendo la più equilibrata delle formazioni.

Pronostico: Argentina vincitrice del girone

Muster e Thiem, team Austria – ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

IL PROGRAMMA COMPLETO (orari italiani)

DAY 1 (3 gennaio)
Girone C: Belgio vs Moldavia, dalle 00
Girone F: Grecia vs Canada, dalle 01
Girone D: USA vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Gran Bretagna, dalle 07:30
Girone F: Germania vs Australia, dalle 08:30
Girone D: Russia vs Italia, dalle 10:30

DAY 2 (4 gennaio)
Girone E: Argentina vs Polonia, dalle 00
Girone A: Francia vs Cile, dalle 01
Girone B: Giappone vs Uruguay, dalle 03
Girone E: Austria vs Croazia, dalle 07:30
Girone A: Serbia vs Sudafrica, dalle 08:30
Girone B: Spagna vs Georgia, dalle 10:30

DAY 3 (5 gennaio)
Girone C: Belgio vs Gran Bretagna, dalle 00
Girone F: Canada vs Australia, dalle 01
Girone D: Italia vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Moldavia, dalle 07:30
Girone F: Germania vs Grecia, dalle 08:30
Girone D: Russia vs USA, dalle 10:30

DAY 4 (6 gennaio)
Girone E: Croazia vs Polonia, dalle 00
Girone A: Sudafrica vs Cile, dalle 01
Girone B: Giappone vs Georgia, dalle 03
Girone E: Austria vs Argentina, dalle 07:30
Girone A: Serbia vs Francia, dalle 08:30
Girone B: Spagna vs Uruguay, dalle 10:30

DAY 5 (7 gennaio)
Girone C: Gran Bretagna vs Moldavia, dalle 00
Girone F: Germania vs Canada, dalle 01
Girone D: Russia vs Norvegia, dalle 03
Girone C: Bulgaria vs Belgio, dalle 07:30
Girone F: Grecia vs Australia, dalle 08:30
Girone D: Italia vs USA, dalle 10:30

DAY 6 (8 gennaio)
Girone E: Austria vs Polonia, dalle 00
Girone A: Serbia vs Cile, dalle 01
Girone B: Spagna vs Giappone, dalle 03
Girone E: Croazia vs Argentina, dalle 07:30
Girone A: Francia vs Sudafrica, dalle 08:30
Girone B: Georgia vs Uruguay, dalle 10:30

DAY 7 (9 gennaio)
Quarto 1: vincente girone C vs vincente girone F, dalle 00
Quarto 2: vincente girone D vs vincente girone E, dalle 07:30

DAY 8 (10 gennaio)
Quarto 3: vincente girone A vs seconda migliore seconda, dalle 00
Quarto 4: vincente girone B vs prima migliore seconda, dalle 07:30

DAY 9 (11 gennaio)
Semi 1: vincente quarto 2 vs vincente quarto 3, dalle 00
Semi 2: vincente quarto 1 vs vincente quarto 4, dalle 07:30

DAY 10 (12 gennaio)
Finale, dalle 07:30

LA PROGRAMMAZIONE TV – Il torneo sarà interamente visibile su Supertennis, canale 224 di SKY e 64 del digitale terrestre.

Novak Djokovic – ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

REGOLAMENTO – Ciascun tie prevede due incontri di singolare al meglio dei tre set e un doppio, giocato secondo le regole standard dell’ATP (niente vantaggi e super tiebreak al posto del terzo set). Il doppio verrà giocato sempre, a prescindere dall’esito dei due singolari. I capitani potranno decidere quali giocatori disputeranno il doppio, mentre i due singolaristi verranno decisi e accoppiati automaticamente in base al ranking. Sarà ammesso il coaching in campo durante i cambi di campo e alla fine del set.

ASSEGNAZIONE PUNTI ATP – L’ATP Cup verrà considerato come un evento bonus per quanto riguarda il ranking di ciascun partecipante e i punti da essa derivanti verranno dunque sommati ai 18 migliori risultati stagionali. Un singolarista imbattuto può guadagnare fino a 750 punti, mentre un doppista può arrivare a 250. L’ammontare di punti incamerati per ciascuna vittoria dipende dal ranking del vincitore, dell’avversario e dal turno nel quale essa viene conseguita (round robin, quarti, semifinale o finale). In verità analizzando le tabelle che riportiamo di seguito, la somma dei punti che ciascun singolarista può ottenere al massimo, sulla carta, è 775 (75×3 nel girone+120 nei quarti+180 in semifinale+250 della finale), mentre per i doppisti è di 330 (40×3 nel girone+55 nei quarti+75 in semifinale+80 in finale). Non è chiaro se si tratti di un errore di calcolo dell’ATP o se a prescindere si sia deciso che ciascun singolarista non può incamerare più di 750 punti e un doppista 250. Probabilmente si dovrà propendere per la seconda opzione, anche se lo scarto di 80 punti per quanto riguarda il doppio rimane notevole (e un po’ sospetto).

Singolaristi top 300: punti per ciascuna vittoria (in base al ranking dell’avversario)

Ranking dell’avversario 1-10 11-25 26-50 51-100 101+
 Finale 250200150 75 50
 Semifinale 180140 105 50 35
 Quarti di finale 120100753525
 Girone 7565502520


Singolaristi con ranking oltre la 300esima posizione: punti per ciascuna vittoria

Ranking dell’avversario 1-100 101+
Finale 85 55
 Semifinale 55 35
 Quarti di finale 35 25
 Girone 25 15


Doppio: punti per ciascuna vittoria (a prescindere dal ranking della coppia avversaria)

 Finale 80
 Semifinale 75
 Quarti di finale 55
 Girone 40


PRIZE MONEY – Il montepremi totale per i giocatori è di 15 milioni di dollari americani (22 milioni di dollari australiani). Ci sono tre diverse componenti del montepremi totale assegnato ai giocatori: un premio di partecipazione, premi in denaro per le vittorie individuali e premi in denaro per le vittorie del tie. Di seguito le ripartizione del montepremi:

Giocatore 1

Teste di seriePremio di partecipazione
1-3$250,000
4-6$225,000
7-12$200,000
13-18$150,000
19-24*$75,000

*I Top 20 riceveranno comunque 150,000 dollari

Giocatore 2

RankingPremio di partecipazione
1-10$200,000
11-20$150,000
21-30$75,000
31-50$60,000
51-100$45,000
101-200$30,000
201-300$20,000
301+$15,000


Giocatori 3-5

Ranking doppioPremio di partecipazione
1-20$30,000
21-50$20,000
51-100$12,500
101-150$10,000
151+$7,500
Ranking singolarePremio di partecipazione
1-100$20,000
101-300$12,500
301+$7,500


Vittoria individuale

Vittoria primo singolareVittoria secondo singolareVittoria doppio (per ciascun giocatore)
Finale $290,400 $204,000 $61,800
 Semifinale  $151,000 $106,000 $32,150
 Quarti di finale $78,350 $55,100 $16,700
 Girone $39,400 $27,600 $8,375


Vittoria di squadra (la cifra va a ciascun giocatore del team, a prescindere dal fatto che abbia o meno giocato un incontro del tie)

 Finale $48,760
 Semifinale$29,280
 Quarti di finale $17,620
Girone $9,850

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Coppa Davis

Davis Cup: oltre le più azzurre previsioni. Un’Italia così forte può vincere la Davis? Isner: “Sinner sicuro top 3”

Capitan Fish: “L’Italia può battere qualsiasi squadra”. Forse non la Russia di Medvedev e Rublev. Il mio ricordo di Siviglia 2004, il Sinner di ieri mi ha ricordato quel Nadal

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Jannik Sinner - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

“Abbiamo una squadra fortissima”. Ipse, Sinner, Dixit. Come dargli torto? “Sinner diventerà certamente un top-3 del mondo!”. Ipse, Isner, dixit. Come dargli torto dopo quello che ho visto oggi?

Due esordienti hanno stroncato le reni ai giganti made in USA. Mi è tornata in mente la finale di Coppa Davis, quella vera, di Siviglia nel 2004 quando due tennisti nati e cresciuti nella piccolissima isola di Maiorca, l’esordiente diciottenne Rafa Nadal e il ventottenne Carlos Moya, stroncarono le reni a un Paese di 300 milioni di abitanti. Già, anche in quell’occasione, sul banco degli sconfitti ci finirono gli Stati Uniti, vincitori di 32 Coppe Davis, che schieravano Andy Roddick e per l’appunto l’attuale capitano di Coppa Davis Mardy Fish.

La Coppa Davis non è più la stessa, purtroppo, ma è vero che abbiamo una squadra fortissima se anche senza il nostro numero uno, Matteo Berrettini, siamo stati capaci di risolvere in due ore e mezzo la pratica americana a Torino.

 

In 2 ore e 31 minuti in totale l’Italia dei due esordienti in azzurro, con tanto di scritta Italia sulle spalle blu, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner, ha dominato i giganti degli Stati Uniti, Reilly Opelka e John Isner, senza neppure perdere un solo game di servizio. Nessuno dei due azzurri. Sonego in un’ora e 29 minuti (6-3 7-6) ha concesso una sola palla break nel sesto game del primo set, cancellandola coraggiosamente. Sinner (6-2 6-0 in un’ora e 2 minuti) ne ha salvate tre consecutive nel secondo game del secondo set quando peraltro già era avanti di un break.

Se ieri ci avessero detto che un paio di giocatori avrebbero potuto chiudere il loro match senza perdere il servizio, avremmo probabilmente pensato che quelli sarebbero stati gli americani. C’è qualcuno al mondo che batte più forte di loro? Invece a non perdere il servizio sono stati gli azzurri e non quei due tipacci che tirano giù noci di cocco a 235 km orari da più di 4 metri e mezzo d’altezza, sommando la loro, la lunghezza delle braccia, quella della racchetta con l’aggiunta del saltino che hanno imparato a fare per incocciare la malcapitata pallina più su ancora per strapazzarla ben bene.

Francamente neppure il tifoso più ottimista avrebbe potuto immaginarsi uno scenario del genere. Io, ad esempio, non avevo nascosto la mia preoccupazione. Temevo soprattutto che Lorenzo Sonego patisse l’emozione di giocare nella sua Torino, a coronare un sogno di qualunque bambino che prende la racchetta in mano: giocare in Coppa Davis per l’Italia e proprio nella tua città, davanti alla tua famiglia, ai tuoi amici, con l’obbligo di vincere perché… il doppio americano aveva i favori generali del pronostico contro qualsiasi coppia azzurra. Sulle spalle c’era un carico di pressione assai pesante. Pesantissimo. Roba da far tremare i polsi, insomma. Sinner si era già più abituato, nel corso dell’anno, giocando finali davvero importanti, a situazioni pesanti.

Beh, Lorenzo ha cominciato il suo match mettendo dentro 4 prime palle sui primi 4 punti, tutti vinti. Meglio di così non poteva cominciare. Ha perso meno punti sul proprio servizio che non Opelka anche nel primo set: lui 6 in 5 turni, l’americano 7 in 4 turni. 28 punti per Sonego nel primo set, 21 per Opelka. E nel secondo, fino al tiebreak, la differenza è stata ancora più netta: Sonego ha ceduto 3 punti soltanto in 6 turni, Opelka 8. Quando Lorenzo ha fatto subito il minibreak nel tiebreak è apparso quasi fosse la logica conseguenza di quel che avevamo visto fono a quel momento.

Così come il fatto che Lorenzo, mettendo a segno l’ace n.4 e l’ace n.5 nel secondo e nel sesto punto di quel tiebreak, è stata la dimostrazione di una straordinaria lucidità e capacità di concentrazione. Quel minibreak gli è bastato, tenendo tutti i suoi servizi a non concedere la minima chance a un Opelka così stranito da apparire quasi rassegnato. Ma era furibondo… tanto che, obbligato a presentarsi in conferenza stampa, è stato di una scortesia, e di una mancanza di professionalità, pazzesca. Ha risposto a monosillabi, un vero gigante nella maleducazione.

Tutto il contrario di John Isner. Un Isner che aveva molte più ragioni di essere furioso. Mai aveva perso con un punteggio simile. 6-2 6-0! Ma vi rendete conto? Mentre arrivava in sala stampa ero andato di corsa a leggere i suoi risultati di 15 anni, dal 2021 al 2006 e non avevo trovato nessuna batosta così dura. Mai neppure un 6-0. La volta in cui aveva fatto meno game erano stati 4. Con Sinner ne ha fatti 2.

Cercando di non maramaldeggiare, ma solo dopo essermi reso conto della sua educazione – ha anche detto che era stata bellissima l’atmosfera, il tifo degli italiani e che l’unico dispiacere era stato quello di non essere riuscito a essere più competitivo – gli ho dovuto dire che avevo cercato nelle statistiche un punteggio altrettanto duro da lui subito nel corso della sua lunga carriera e lui ha ammesso con grande savoir faire: “Non ricordo che mi sia mai successo, ce lo siamo chiesti anche noi negli spogliatoi, ma Sinner ha giocato in un modo incredibile, non mi ha dato alcuna possibilità… è stato davvero troppo bravo. Non c’era davvero nulla che io potessi fare e se mi guardo indietro ci sono poche volte nelle quali non ho avuto un colpo in canna, una chance per rovesciare un match. Oggi invece è stato così. Non ricordo un match che io abbia perso altrettanto facilmente. Credo sia la prima volta. Naturalmente tutto il credito va a lui… che, ed è ancora più importante, è un bravissimo ragazzo, a very nice kid, davvero”.

È stato lì che gli ho chiesto se a suo avviso Sinner aveva le carte in regola per aspirare a un posto fra i primi 3 tennisti del mondo. E lui non ha avuto dubbi: “Anche se avessi giocato al meglio delle mie possibilità non so se sarei riuscito a batterlo oggi. Credo che questa indoor sia probabilmente la superficie più adatta al suo tennis. Forse se avessi avuto qualche match in più d’allenamento alle mie spalle avrei potuto giocare un match un po’ più equilibrato, ma non so se ci sarebbero molti giocatori che potrebbero batterlo su questo campo. Sono sicuro che sentirete parlare molto di lui in futuro, avrà molta pressione sulle sue spalle, ma la risposta è sì, lo vedo arrivare fra i primi 3 tennisti del mondo. Questa superficie è probabilmente la migliore per lui, ha avuto davvero ottimi risultati indoor quest’anno, penso che abbia solo 20 anni. Ma sì, penso che avrà certo un futuro radioso. Il nostro sport è fortunato ad avere un ragazzo come lui”.

E Mardy Fish ha poi detto: È la prima volta che vedo Sinner così da vicino e sono rimasto incredibilmente impressionato. Sì, perché avrò visto giocare Isner 600 o 700 volte e non ho mai visto nessuno rispondere al suo servizio come ha fatto stasera Sinner… E anche John mi ha detto la stessa cosa… Ci sono tanti giocatori che ho visto rispondere particolarmente bene, i del Potro, i Medvedev, ma stando lontani dalla riga di fondo. Lui sembra vedere bene prima dove andrà la palla. Decisamente il tennis italiano ha davanti a sé un brillante futuro. Per come gli italiani hanno giocato oggi, avrebbero vinto contro qualunque squadra al mondo”.

Beh… e se avessimo avuto anche il miglior Berrettini? Davvero forse soltanto la Russia di Medvedev e Rublev sembra più forte di noi, se i nostri giocano così. E il rimpianto per il formato della vecchia Coppa Davis cresce a dismisura. Perché potendo giocare 4 singolari invece di due, e riducendo l’importanza del doppio che oggi vale il 33 per cento dei punti e nella antica Coppa Davis invece valeva il 20 per cento, avremmo avuto vere chances di conquistarla per più di uno, due o tre anni. Se pensiamo che l’abbiamo vinta una volta sola… beh, cavolo, come sono cambiate le cose in un paio d’anni, da quella semifinale parigina raggiunta da Cecchinato a Parigi (dopo un “buco nero” di circa 40 anni e 160 Slam!), al trionfo monegasco di Fabio Fognini nell’aprile 2019, con gli 11 tornei vinti da allora dai tennisti italiani in mezzo a 13 finali raggiunte.

Oggi dobbiamo stare attenti. Dobbiamo vincere entrambi i singolari perché il doppio contro Cabal e Farah (campioni a Wimbledon nel 2019) non ci vedrebbe favoriti. Non credo che Galan possa combinarci lo scherzo di battere Sinner e che Mejia (se gioca lui invece di Cristiano Rodriguez) possa creare veri problemi a Sonego. Ragionevolmente giocheremo i quarti di finali lunedì contro la Croazia di Cilic e Gojo. Sinner dovrà giocare contro Cilic e Sonego contro Gojo. E anche in quel caso sarà meglio vincere entrambi i singolari, perché contro Pavic e Mektic, n.1 mondiale del doppio, sarebbe meglio non dover giocare un match decisivo.

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Editoriali del Direttore

Davis Cup, i tennisti vedono l’Italia favorita con gli USA. Io mica tanto, ma spero di sbagliarmi

Tante incertezze sulle formazioni. Il gran dubbio Fognini-Sonego. Chi giocherà fra Isner e Tiafoe? E sì che Isner sarebbe il N.1, ma Opelka non lo si discute

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Ho sempre pensato che la Croazia fosse più forte di quest’Australia, anche se non mi aspettavo che Gojo battesse Popyrin. E a confermare il mio pronostico è arrivata la prima tristanzuola giornata di Coppa Davis a Torino, pochissimi spettatori nonostante i ragazzi portati dalle scuole, spalti vuoti salvo uno sparuto gruppo croato.

D’altra parte non si poteva pretendere che qualcuno arrivasse dall’Australia, fra i Paesi più difficili al mondo da raggiungere (o in cui rientrare) ma non semplice neppure da lasciare.

La Croazia, che ha chiuso sul 2-0 i singolari ancora prima di schierare il doppio n.1 del mondo Pavic-Mektic (che infatti hanno dominato gli aussies Peers-De Minaur) giocherà lunedì – ormai sono in vena di pronostici – contro chi emergerà già stasera dal duello Italia-USA.

 

Partita durissima, quella dei nostri, perché giocare indoor contro i giganti americani, Opelka 2 metri e 11, Isner 2 metri e 8, e senza l’apporto di Matteo Berrettini non è davvero un sorteggio ideale.

Oggi i giocatori con cui ho avuto la possibilità di parlare, Gojo, Popyrin, Cilic, hanno detto tutti che l’Italia doveva essere considerata leggermente favorita. Chi riferendosi alla gran forma di Sinner, chi al fattore campo, chi all’annata particolarmente felice del tennis italiano.

Io confesso di non essere stato in grado di capire se Filippo Volandri ha intenzione di schierare come secondo singolarista Fabio Fognini oppure Lorenzo Sonego. Non ho potuto verificare chi sia più in forma dei due, il “trispapà” Fabio o il torinese e torinista Lorenzo, perché a differenza di Jannik che si è allenato al PalaAlpiTour con un Volandri ancora in buone condizioni atletiche e tennistiche, loro due sono andati a giocare al Cral Reale Mutua.

Volandri in questi giorni sembra essere stato in maggiore sintonia con Fognini, che stamattina si è allenato sfoggiando una maglia azzurra con su scritto Italia. Forse Volandri ha più fiducia nell’esperienza di Fognini. Ma è anche vero che conosce tutto sommato meglio Fognini che Sonego, il quale avrebbe l’handicap di esordire con la maglia della nazionale (salvo che alle Olimpiadi…).

Il campo con i rimbalzi alti, e non particolarmente veloce – anzi…e poi ci sono le palle Wilson anziché le Dunlop delle ATP Finals – parrebbe dare a Fognini qualche margine di vantaggio. Tuttavia a me la scelta Fognini pare molto rischiosa: non so quanto abbia potuto allenarsi e non è che i suoi ultimi risultati siano stati entusiasmanti.

Bisogna vedere anche chi sceglierà capitan Mardy Fish: se decidesse di schierare i due giganti, Isner N.24 scenderebbe in campo da N.1 contro Sinner ma per secondo, mentre il primo match lo disputerebbero i numeri due, Opelka N.26 e Fognini N.37.

Però, se invece Fish volesse tenere fresco Isner, 36 anni e mezzo, per schierarlo in doppio al fianco di Sock o di Ram, allora Opelka diventerebbe il N.1 contro Sinner e Tiafoe giocherebbe contro Fognini.

Onestamente il doppio italiano non mi sembra forte come qualunque dei tre doppi che possono schierare gli Stati Uniti. La vittoria all’Open d’Australia di Fognini e Bolelli è ormai parecchio datata: 2015, sono passati quasi sette anni.

Ergo dobbiamo cercare di vincere i due singolari. E mentre Sinner deve essere considerato favorito, con le riserve del caso, nel singolare dei numeri uno, nell’altro match a me non pare che saremmo favoriti.

Quindi, augurandomi ovviamente di sbagliare, a differenza di quello che hanno detto tutti i tennisti ascoltati oggi, un leggerissimo margine per me ce lo ha il team USA.

Quanti break potranno mai subire Opelka e Isner se dovessero giocare i singolari? Di sicuro qualche set finirà al tiebreak. E magari perderanno un set 6-4 o 7-5. Se Fognini perdesse un servizio, come ne recupererebbe uno o due?

Sulle prime mi ero rallegrato che il campo di questa Coppa Davis non fosse così veloce come quello delle ATP Finals.  Però poi ho sentito Mardy Fish dire che ai suoi giocatori il campo più lento piaceva: “Gli aces e i servizi vincenti li fanno ovunque, anche se un campo è lento. Ma se è troppo veloce non riescono a recuperare sugli angoli. Forse per Isner il campo in terra  battuta è quello ideale…”.

E in effetti mi sono ricordato di Isner che battè Federer sulla terra rossa in Svizzera in Coppa Davis o che fece una gran battaglia con Rafa Nadal al Roland Garros nel 2011. Rafa vinse 6-4 6-7 6-7 6-2 6-4. Quest’anno al Roland Garros Isner ha lottato per 4 set con il finalista del torneo Tsitsipas.

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Coppa Davis

Davis Cup Finals by Rakuten: la Svezia dei fratelli Ymer affossa il Canada

La Svezia vince tutti gli incontri senza perdere neanche un set. Prima Elias e Mikael regolano Diez e Pospisil, poi Goransson e Lindstedt completano l’en plein

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Mikael Ymer - Davis Cup Finals Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

SVEZIA b. CANADA 3-0

E. Ymer b. S. Diez 6-4 6-2

M. Ymer b. V. Pospisil 6-4 6-4

 

Goransson/Lindstedt b. Pospisil/Schnur 7-6(5) 6-4

Percorso netto per la Svezia nel primo tie del gruppo B. Il team scandinavo ha vinto tutti gli incontri senza concedere neanche un set al Canada, orfano di Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. La Svezia di capitan Robin Soderling si mette dunque in un’ottima posizione per passare ai quarti e sabato contro il Kazakistan tenterà di accaparrarsi il primo posto, mentre il Canada è con le spalle al muro.

PRIMO SINGOLARE – Il primo punto agli svedesi lo ha portato Elias Ymer, che ha avuto vita relativamente facile contro Steven Diez. Il canadese è stato capace di opporre una vera resistenza solamente nel primo set per poi pagare progressivamente la differenza di peso nel palleggio da fondo. Ymer ha cominciato alla grande, ottenendo il break con tre vincenti e una gran risposta, ma poi ha rimesso subito in partita l’avversario con qualche imprecisione di troppo. Diez addirittura si è issato sul 4-1 compensando le proprie difficoltà da fondocampo con ottime discese a rete, ma si aveva la netta sensazione che l’incantesimo non potesse durare a lungo. Infatti Ymer ha rapidamente recuperato il pallino del gioco, gestendo gli scambi a piacimento con i cambi in lungolinea e costringendo il proprio avversario a rimanere costantemente sulla difensiva. Lo svedese ha dunque fatto suo il parziale con una striscia di cinque giochi consecutivi nei quali l’avversario ha raccolto la miseria di quattro punti. Nel secondo set, si sono sentite le quasi cento posizioni in classifica che separano i due giocatori e cose sono scivolate via in maniera molto comoda per Ymer che si è portato rapidamente sul 5-1, chiudendo poi 6-2 in meno di un’ora e mezza di gioco.

SECONDO SINGOLARE – Sono bastati due set e un’ora e mezza anche all’altro fratello Ymer, Mikael, per avere la meglio su Vasek Pospisil. Il canadese ha sofferto molto fin dall’inizio: nel primo game dell’incontro è riuscito a tenere il servizio solo dopo sedici punti e undici minuti, mentre Ymer lo ha difeso a zero in meno di due minuti. Il break è arrivato nel gioco successivo con Pospisil che non è stato in grado di impensierire l’avversario e anzi si è trovato costretto a vincere un altro game fiume da sedici punti sul 3-1, evitando un punteggio peggiore. Perso il primo set 6-4, Vasek si è aggrappato al servizio nel secondo e si è procurato la prima e unica palla break della sua partita nel sesto game, senza però riuscire a far partire lo scambio. Break mancato, break subito si potrebbe dire mutuando una trita espressione calcistica, perché nel gioco successivo Ymer riesce a far breccia nel servizio dell’avversario, anche grazie a una comoda volée alta di rovescio sbagliata da Pospisil. Lo svedese si proietta dunque senza ulteriori patemi verso il doppio 6-4 che regala al canada la vittoria del tie.

DOPPIO – Per l’incontro di doppio, ormai ininfluente ai fini di determinare la nazione vincitrice del tie, la squadra canadese schiera nuovamente Vasek Pospisil, ex numero 4 di doppio e campione a Wimbledon 2014 (insieme a Jack Sock), al fianco di Brayden Schnur (numero 234 di doppio), mentre la Svezia manda in campo il numero 64 del ranking di doppio Andre Goransson e il veterano Robert Lindstedt, attuale numero 184 di specialità con un best ranking di numero 3 e uno Slam in bacheca (Australian Open 2014 in coppia con Lukasz Kubot). Nonostante i 44 anni suonati, è stato proprio Lindstedt a giganteggiare nella partita, supportato da un Goransson molto cinico e reattivo sotto rete. Dopo quattro break nei primi sei giochi, la situazione si è stabilizzata fino al tiebreak dove un guizzo di Lindstedt ha firmato il 7-5 che è valso il primo set agli svedesi. Nel secondo set il duo scandinavo ha mantenuto un certo predominio, mancando una palla break nel terzo game sul servizio di Schnur e trovando poi il break sul 4-4 con Pospisil alla battuta. Nel gioco decisivo, Lindstedt ha messo poche prime e la coppia svedese, dopo aver mancato due set point, si è trovata a salvare palla break. Nel momento del bisogno però il veterano svedese ha ritrovato la prima, chiudendo il match in bellezza con un ace.

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