Miami Open 2020, l'entry list maschile

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Miami Open 2020, l’entry list maschile

Big Three e giovani rampanti guidano l’entry list del secondo Masters 1000 dell’anno. Quattro gli italiani direttamente in tabellone: Berrettini, Fognini, Sonego e Cecchinato

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Miami Open 2019 (foto via Twitter, @MiamiOpen)

È stata diramata l’entry list maschile del Miami Open 2020 (qui quella femminile). In cima all’elenco troviamo i nomi degli inossidabili Big Three, Novak Djokovic, Rafael Nadal e il campione in carica Roger Federer. Subito dietro lo stuolo dei pretendenti al trono: Thiem, Medvedev, Tsitsipas e Zverev. Tre sono invece i tennisti inseriti nella lista in virtù del ranking protetto: Kevin Anderson, Yen-Hsun Lu e Vasek Pospisil, recente finalista a Montpellier.

In ottava posizione figura il nome di Matteo Berrettini, che guida la spedizione italiana in Florida. Al momento accedono direttamente al tabellone quattro tennisti azzurri: oltre a Berrettini, ci sono Fabio Fognini, Lorenzo Sonego e Marco Cecchinato. Appena tre posti fuori dal “taglio”, si attesta Jannik Sinner che dunque ha buone possibilità di slittare nel main draw, sfruttando qualche forfait. In alternativa dovrà giocare le qualificazioni, sempre che la sua stellina e la fama non gli valgano già una wild card.

(clicca per ingrandire)

L’entry list aggiornata
Il calendario ATP

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Accadde Oggi

Accadde Oggi: 23 anni fa, Martina Hingis diventava n.1 del mondo

31 marzo 1997: la sedicenne Martina Hingis è la più giovane tennista della storia a diventare n.1 del mondo. Sarà sul trono per 209 settimane

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16 anni e 6 mesi. Questa è la – clamorosa – età di Martina Hingis quando raggiunge la vetta del ranking WTA il giorno 31 marzo 1997, appena dopo aver sconfitto Monica Seles in finale al Miami Open, già il quinto (!) titolo stagionale. Una folgore, un tornado che scuote il tennis femminile. Martina lascia soltanto tre game a Monica in quella finale dominata dal primo all’ultimo punto, con un’esuberanza che il tennis femminile avrebbe rivisto in una ragazza così giovane soltanto sette anni dopo con Maria Sharapova sui prati di Wimbledon.

La giovanissima Martina rimarrà sul trono per 80 settimane prima di abdicare in favore di Lindsay Davenport e riprendersi lo scettro nel febbraio 1999. Questo scambio in vetta alle classifica si verificherà altre tre volte prima che la svizzera, con le ultime 73 settimane passate lassù in cima, abdicasse definitivamente il 14 ottobre 2001. 209 settimane complessive, quinta all-time per tempo passato a guidare la carovana WTA. 43 titoli di cui 6 Slam e 2 WTA Finals.

Martina Hingis si ritirerà una prima volta nel 2003, rientrerà poi in campo per abbandonare definitivamente l’attività in singolare nel 2007 dopo la notizia della sua positività alla cocaina. Con la piccola eccezione dei Play Off di Fed Cup nel 2015, quando la svizzera scenderà per soccombere nelle due sfide contro le sorelle Radwanska. In doppio invece Hingis continuerà a mietere i risultati: dopo il rientro ufficiale nel 2013 conquisterà altri 27 titoli di cui 4 Slam. La maggior parte in coppia con Sania Mirza, ma altri nove (di cui l’ultimo Slam, lo US Open 2017) con la taiwanese Chang Yung-Yan. Terminata anche quest’ultima parentesi della sua carriera, al termine delle WTA Finals 2017 Martina si ritira definitivamente – da numero uno di specialità – dopo aver perso in semifinale contro Babos/Hlavackova. Una carriera snodatasi, tra un’interruzione e l’altra, sulla distanza di ben 23 anni. 

 

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[VIDEO] Roger Federer e il social distancing: gioca da solo contro il muro

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Roger Federer - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il campione svizzero Roger Federer, dopo aver deciso la scorsa settimana di donare un milione di franchi svizzeri a favore delle famiglie svantaggiate della federazione elvetica, ha deciso di prendere in mano la racchetta e iniziare a colpire qualche pallina, ma nel pieno rispetto delle norme restrittive sul distanziamento personale.

Il 20 volte vincitore di tornei dello Slam è fuori dalle competizioni dalla sua sconfitta all’Australian Open in semifinale contro Novak Djokovic dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico in artroscopia al ginocchio. Il suo rientro era previsto per la stagione sull’erba, ma naturalmente sarà difficile che ciò possa accadere dal momento che con ogni probabilità tutti i tornei sull’erba, compreso Wimbledon, saranno annullati a causa dell’epidemia di Covid-19.

 

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“Wimbledon non si farà. E nemmeno il Roland Garros nelle nuove date”

Dirk Hordoff, vice presidente della federtennis tedesca, rivela a L’Equipe la decisione di cancellare Wimbledon. L’ATP e tutto il tennis contro Il Roland Garros. La decisione di “Napoleone” Giudicelli sarà la sua Waterloo

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I grounds di Wimbledon (foto AELTC/Chris Raphael)

Il vice presidente della Federazione tedesca di tennis Dirk Hordoff, non è nuovo a dichiarazioni bomba alla stampa: ricordiamo infatti che poco più di un anno fa aveva attaccato sulle pagine dei giornali il Transition Tour della ITF, quello che poi venne ribattezzato il World Tennis Tour e abbandonato dopo solamente pochi mesi.

Quest’oggi il membro del Consiglio dell’ITF ha fornito alcune anticipazioni al quotidiano francese l’Equipe secondo le quali il torneo di Wimbledon verrà cancellato nel 2020 a causa dell’emergenza Covid-19, e anche il Roland Garros non verrà disputato nelle nuove date (20 settembre – 4 ottobre) così celermente occupate dalla Federazione Francese.

L’edizione 2020 di Wimbledon sarà annullata?
Sì. I tornei sull’erba hanno già deciso di annullare tutti gli eventi, si attende l’annuncio di Wimbledon mercoledì prossimo. Non si tratta di voci: verrà annunciato l’annullamento del torneo. È senza dubbio l’unica decisione possibile. Non ci sarà uno spostamento. Si può giocare il Roland Garros a settembre-ottobre, ma non Wimbledon perché è troppo umido per poter giocare sull’erba. E inoltre, si discute di ricominciare a giocare in ottobre, ma non siamo sicuri.

 

E il Roland Garros? Avrà luogo nelle date annunciate tra il 20 settembre e il 4 ottobre?
No. I dirigenti dell’ATP e della WTA sono stati chiarissimi: il modo di agire del Roland Garros è stato inaccettabile. Wimbledon e lo US Open si sono uniti all’ATP per fare un comunicato comune contro l’iniziativa presa dai francesi. Non c’è nulla contro il Roland Garros, che è un torneo molto importante. Se c’è una possibilità che si possa giocare, saremo tutti contenti. Ma il loro modo di fare l’annuncio, l’assenza delle qualificazioni, le date… Se tutti cominciano ad agire in questo modo, il tennis è morto. Non è il tradizionale modo di fare dei francesi, che solitamente si basano sulla solidarietà e sull’unità. È invece il modo di fare del presidente Bernard Giudicelli, è disgustoso. Per il tennis e per la Francia. Sono sicuro che si sia fatto prendere dal panico a causa delle imminenti elezioni (per la presidenza FFT nel febbraio 2021). Ha cercato di segnare qualche punto contro il suo avversario Gilles Moretton. Oggi l’idea è di provare a fare il Roland Garros in ottobre, e di avere una breve stagione sulla terra battuta prima.

L’ATP può veramente mettere in atto la sua minaccia e togliere i punti al Roland Garros?
Non è una minaccia: l’ATP l’ha comunicato al Roland Garros e alla FFT: ‘Se continuate con questa idea, non vi assegneremo punti per la classifica’. E non finirà con l’edizione di quest’anno: niente punti non solo questa stagione ma anche la prossima. Non mi piacciono le guerre, ma non rimane altro da fare che combattere in questo momento. È una follia. Bisogna preoccuparsi soprattutto di sconfiggere il virus, di salvaguardare la salute della popolazione, bisogna smetterla con questi giochini del gatto con il topo all’interno della nostra organizzazione. Bisogna fare quello che è meglio per il tennis. Andrea Gaudenzi (il nuovo presidente dell’ATP) vuole mettere d’accordo tutti quanti, è questo il suo obiettivo. Ma non è il caso di preoccuparsi per lui, è molto forte, è tranquillamente capace di dar seguito alla minaccia e togliere i punti al Roland Garros. L’ATP è stata chiarissima.

Sembra che lei consideri Giudicelli come il principale responsabile della situazione.
Bernard sa di aver commesso un grosso errore. Pensava di poterla scampare, ma non ha alcun supporto. Sperava di avere l’ITF dalla sua parte, è per quello che ha eliminato le qualificazioni, per dare un contentino a David Haggerty (il presidente ITF) e alla sua Coppa Davis. Ma le cose non funzionano così. Non è una persona molto intelligente. Ieri (sabato) un dirigente mi ha detto: ‘Quello che ha fatto sarà la sua Waterloo’. Prima di annunciare lo spostamento del torneo a settembre, aveva tenuto una conference call con il management di ATP e WTA, e credo fosse presente anche Haggerty. Tutti gli hanno detto: ‘Non puoi fare una cosa del genere. Troveremo una data, troveremo una soluzione, ma dobbiamo farlo tutti insieme’. E durante questa conversazione ha premuto il pulsante per pubblicare il suo comunicato stampa per annunciare lo spostamento di data. Nel bel mezzo della discussione! Steve Simon (CEO della WTA) gli ha urlato contro… Il Roland Garros merita tutto il nostro rispetto, nessuno lo mette in discussione, tutti vogliono che si svolga, ma non puoi fare una cosa del genere. Stiamo tutti parlando di date, ma non si può fare che chi primo arriva meglio alloggia. Non si può fare un calendario in questo modo.

Il Roland Garros ha la forza per poter vincere questo braccio di ferro?
Credo che la Federazione Francese sia perfettamente consapevole della situazione. Sa di essersi messa contro tutto il mondo del tennis, compresi i giocatori. Non ha alcuna chance di vincere questa battaglia. Non si può vincere da soli contro tutti. Questo modo di pensare e di agire (quello di Giudicelli) non fa parte dei valori della Francia o di un Paese europeo. Non si può lavorare così. Bisogna avere rispetto reciproco, essere consapevoli che si fa parte di una comunità, non essere egoisti e non pensare solamente ai propri interessi.

Lei come si immagina il resto della stagione?
Andrea (Gaudenzi) l’ha sempre detto: i tornei più importanti sono quelli del Grande Slam. Facciamo del nostro meglio perché si giochino. Poi i Masters 1000. Poi vedremo. Ma al momento non si può sapere quando la stagione potrà riprendere. Non sappiamo se potremo giocare ancora a tennis nel 2020. Secondo me, se non si trova un vaccino o una cura, la stagione è finita. Vi immaginate la gente viaggiare da una parte all’altra del mondo per andare ai tornei di tennis? Gli spettatori, i giocatori, gli allenatori, i fisioterapisti, gli arbitri… Al momento ci sono cose più importanti del tennis. Per lo US Open, bisogna vedere come sarà la situazione a New York. Ma non ho delle buone sensazioni. Si può sperare in una stagione sulla terra battuta nelle date successive a quelle dello US Open. Forse all’inizio di settembre, oppure a metà settembre, forse in ottobre. Ma è impossibile sapere ora cosa accadrà.

Il tennis è in pericolo dal punto di vista economico?
Il mondo intero è in pericolo dal punto di vista economico. Al momento non si sa quale danno verrà provocato all’economia mondiale da questa epidemia. E il tennis fa parte dell’economia mondiale. Ma se vuole la mia opinione, non credo che un giocatore nei primi 100 possa avere problemi di sopravvivenza. Forse alcuni dovranno vendere la propria Mercedes e comprare una Peugeot! Ma nessuno avrà problemi seri. Da una decina d’anni a questa parte il tennis sta molto bene, i prize money non fanno che aumentare. Mi ricordo, quando Reiner Schuettler ha disputato il Roland Garros per l’ultima volta, nove anni fa, ha vinto 13.000 euro. Oggi il premio più basso è 40.000 o 50.000 euro. I premi sono aumentati talmente tanto che i giocatori sono portati a pensare che non possa essere altrimenti. Il tennis sopravviverà. Tuttavia ci potranno essere dei problemi con alcune aziende che non vorranno più sponsorizzare i tornei per concentrarsi sul benessere dei propri dipendenti. L’economia del tennis cambierà dopo la crisi. Non so come, ma sarà diversa.

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