La lettera di Djokovic: "Questo sistema è contro i giocatori. Ora è il momento di agire”

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La lettera di Djokovic: “Questo sistema è contro i giocatori. Ora è il momento di agire”

Il testo della lettera inviata da Novak Djokovic ai suoi colleghi: “Pensiamo di avere potere, ma in realtà non abbiamo potere decisionale. Facciamo questo passo e uniamoci”

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Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Cari giocatori e colleghi,

come voi tutti sapete sono stato fortunato nella mia carriera tennistica. Non ho altri interessi se non la sostenibilità e il futuro del tennis. Lavorando con il nostro collega Vasek Pospisil e dozzine di voi nel corso degli anni, abbiamo provato con forza a presentare gli interessi dei giocatori all’interno dell’ATP e direttamente con gli Slam. Per farla semplice, anche se ero il numero uno del mondo, siamo stati respinti. Ci hanno sbattuto la porta in faccia. Non ci hanno portato rispetto.

Ho partecipato alla “politica del tennis” attraverso il Player Council per gli ultimi 10-15 anni. Ho visto 4-5 presidenti diversi e molti rappresentanti del Board e del Management dell’ATP. Sappiate che il progetto “Players Association” non è un nuovo progetto. Si tratta di un’idea che circola nel tour da 30 anni. Molti giocatori di diverse generazioni hanno provato a mettere insieme un’associazione o un’unione di giocatori che permettesse ai tennisti di avere una migliore e più forte rappresentanza nell’ecosistema tennis. Finora nessuno è stato in grado di organizzare concretamente questa associazione. Ci sono molte ragioni e fattori per cui non è successo fino ad ora, ma probabilmente la ragione principale è che i giocatori non erano uniti. La struttura ATP è imperfetta per i giocatori. Non credo che la struttura e il sistema ATP stiano aiutando i giocatori. È stato dimostrato molte volte in passato che questo sistema va contro i giocatori.

 

Non incolpo nessuno individualmente. Vari presidenti e dirigenti hanno cercato di fare cose diverse nel corso degli anni. E ovviamente alcune cose buone sono state fatte per il nostro tour, senza dubbio. Ma penso che la maggior parte di voi che è nel circuito da un po’ sia d’accordo sul fatto che i giocatori non sono considerati e trattati come dovrebbero in questo sistema. Molte volte non ci viene nemmeno chiesto cosa pensiamo e proviamo in determinate situazioni. Ad esempio, ieri sera il CEO dell’ATP ha deciso in cinque minuti che avrebbero annullato le competizioni per oggi (giovedì, ndr). Nessuno ha contattato me o nessun altro giocatore che sta ancora partecipando al torneo. Lo trovo molto irrispettoso e sbagliato. Ovviamente questo è solo un esempio. Ce ne sono molti. Ho fatto parte del Consiglio perché questa piattaforma era (è ancora) l’unica piattaforma attraverso la quale possiamo lottare per i diritti dei giocatori.

Ma per coloro che sanno come funziona la struttura, saprete che il Player Council NON sta prendendo alcuna decisione. I nostri rappresentanti del Board sono quelli che prendono le decisioni e sono scelti da noi, ma è successo parecchie volte negli ultimi dieci anni che su alcune grandi decisioni siano andati contro l’interesse della maggioranza dei giocatori. E come sapete, altri 3 membri del Council sono rappresentanti dei tornei. Il 95% delle volte ci sono conflitti di interesse tra giocatori e tornei. A causa dello statuto ATP, per molte decisioni è necessario avere la “super maggioranza” dei voti nel Consiglio, ma spesso questa non si verifica perché giocatori e tornei non hanno obiettivi comuni. Allora non succede niente perché non c’è la super maggioranza. E in determinate circostanze di voto in cui non è necessaria la super maggioranza, il presidente di solito è quello che deve rompere il voto alla pari e far capire quale parte sostiene. Potete immaginare quanta politica sia coinvolta lì… Ho visto di tutto. Non è facile trovarsi come presidente in un sistema che semplicemente non funziona!

Questo è il motivo per cui combattiamo così tanto con gli Slam per i montepremi e i diritti televisivi, con i Masters 1000 a proposito di questioni di calendario, ecc. Sfortunatamente molte delle teste degli organi che governano il tennis ridono di noi giocatori perché non siamo uniti. Non ci prendono sul serio. Queste sono le ragioni per cui ORA è il momento di creare la Players Association.

Questo NON è assolutamente un messaggio o segno di conflitto nei confronti di ATP/ITF/Grand Slam. Siamo solo noi che facciamo quel grande passo e formalizziamo la nostra Unione/Associazione… Questo è ciò che molte persone che non sono giocatori nel nostro sport non vogliono che accada. Non vogliono che i giocatori siano uniti. Non vogliono che i giocatori abbiano la propria struttura e associazione, ma ne abbiamo bisogno e lo meritiamo.

Così ora, Vasek e io abbiamo contattato uno dei principali studi legali globali con uffici in 52 città in tutto il mondo, Norton Rose Fulbright e il suo presidente Walied Soliman. Attraverso Norton Rose abbiamo cercato di avviare discussioni con gli Slam e siamo stati completamente e irrispettosamente respinti. Dopo esserci consultati con molti di voi, Vasek ed io proponiamo la costituzione di un’associazione per i nostri tennisti. Voglio essere chiaro: tutto questo è perfettamente legale in tutte le giurisdizioni, ciò non influisce sulla vostra iscrizione o status ATP e non stiamo proponendo alcuna azione sindacale in questo momento. Stiamo semplicemente proponendo la costituzione di un’Associazione che, forte dei numeri, sarà in grado di parlare all’ATP, agli Slam e ad altri degli interessi dei professionisti del tennis e del futuro dello sport.

Le ragioni per cui decidiamo di procedere con la Players Association sono le seguenti:

• Avevamo deciso di concedere ad Andrea un anno per eseguire la sua missione. Ma come sapete, stiamo vivendo molti cambiamenti da gennaio 2020. Sfortunatamente, molti giocatori (me compreso) non sono contenti del modo in cui la direzione dell’ATP ha gestito la situazione negli ultimi cinque mesi. Diverse decisioni importanti (ad esempio, i punti dei tornei negli USA, restrizioni, trattare con le autorità, programma, ecc.) sono state prese anche senza il pieno supporto del Council. Sono/siamo consapevoli che è un momento difficile per chiunque per prendere decisioni su qualsiasi cosa. È la mancanza di comunicazione con i giocatori nelle grandi decisioni e l’esclusione dei giocatori che mi preoccupa.

• La Players Association non è una novità. È nell’aria da molti anni. Sapete molto bene che Slam, ITF, i proprietari di tornei hanno letteralmente riso di noi nei decenni precedenti perché non siamo uniti. Noi giocatori pensiamo di avere un po’ di potere (esclusi i migliori in alcune situazioni specifiche) ma in realtà non abbiamo potere decisionale. I giocatori che sono nel Council sono “azionisti” dell’ATP e tecnicamente hanno effetto su ciò che viene deciso, ma molte volte in realtà questo non è vero. E voi ragazzi lo sapete molto bene. Molte volte a causa della struttura ATP (divisa al 50% tra giocatori e tornei) c’è un conflitto di interessi e non è possibile prendere decisioni. Perché le leggi dell’ATP consentono solo in alcuni casi al Presidente di decidere (che ha dimostrato di essere più dalla parte del torneo in passato purtroppo, anche se non è così con Andrea ora), altrimenti deve esserci la maggioranza nel Council (6 voti) cosa che nella maggior parte dei casi non accade.

La Players Association non si sta formando a causa di una necessità di conflitto ma a causa della necessità di una più forte rappresentanza dei giocatori. Molti giocatori in molte generazioni negli ultimi 30 anni hanno parlato di associazione di soli giocatori, ma non ne è uscito nulla di concreto perché non c’era abbastanza unità. In questo momento i tempi sono maturi e c’è una super maggioranza di giocatori tra i primi 500 singolaristi e i primi 100 doppisti che vogliono che questa associazione diventi reale. Ovviamente con o senza i migliori giocatori è una grande differenza .. Speriamo di poter aiutare tutti voi a sostenere questa associazione di giocatori tanto attesa..

L’associazione dei giocatori avrà i suoi amministratori iniziali. L’Associazione molto probabilmente (all’inizio) non avrà una posizione decisionale esecutiva nell’ecosistema del tennis, ma anche questo cambierà gradualmente. Dobbiamo partire in qualche modo. Dobbiamo mostrare la nostra unità e forza. Non perché vogliamo lottare, ma perché vogliamo essere consultati, valutati, rispettati su tutte le grandi decisioni che avvengono nel nostro sport e finora non è stato così. Sappiamo tutti quanti agenti, membri delle Federazioni, uomini d’affari che sono stati nel consiglio e/o in altre posizioni influenti nello sport hanno lavorato per decenni solo per i propri interessi, senza preoccuparsi troppo dei giocatori. È un monopolio ed è per questo che per cambiare qualcosa a favore dei giocatori dobbiamo mostrare unità ..

[…]

Amici miei, non ho altro da guadagnare da questo se non promuovere gli interessi dei giocatori e del nostro sport. Spero che capiate e tutti vogliamo che vi uniate a noi in questo viaggio storico.

Grazie,
Novak

P.S. Ovviamente Vasek e io rassegneremo le dimissioni dal Player Council non appena avremo ufficialmente creato la Player Association”.


Il tabellone maschile dello US Open 2020
Il tabellone femminile dello US Open 2020

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Olimpiadi Tokyo 2020, Svitolina rimonta (due volte) Rybakina: è medaglia di bronzo per l’Ucraina

Elina conquista il podio ai Giochi battendo una Rybakina timorosa e sprecona: era avanti 3-1 nel secondo set e 3-0 nel terzo

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Elina Svitolina - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)

Ha tantissimo da recriminare anche in questo match Elena Rybakina, sconfitta i semifinale da Bencic nonostante i cinque set point mancati nel primo set e il break di vantaggio nel terzo parziale. Nella finale per la medaglia di bronzo dei Giochi Olimpici di Tokyo, ha vinto nettamente il primo set contro Elina Svitolina, ma non ha gestito un vantaggio di 3-1 nel secondo set e di 3-0 15-40 nel terzo. Svitolina ha vinto 6-4 il parziale decisivo in 2 ore e 28 minuti e al settimo match point utile ha portato a casa la quinta medaglia (tutte di bronzo) per l’Ucraina in questa Olimpiade e la prima della sua storia nel tennis. Rybakina avrebbe permesso al Kazakistan di agganciare proprio l’Ucraina nel medagliere a quota quattro.

Svitolina ha giocato un primo set molto scarico. È stata la prima ad andare sotto nel punteggio, brekkata nel quarto gioco dopo aver avuto a sua volta chance di break nel game precedente (durato ben 18 punti). C’è una grossa differenza sulla diagonale di rovescio, colpo con il quale Rybakina non ha avuto alcun problema ad aprire gli angoli e spingere, mentre l’ucraina ha pagato l’atteggiamento troppo difensivo, sorpresa anche da qualche palla corta della sua avversaria sul finale del set. Il dominio nel gioco di Rybakina si è tradotto in un rapido 6-1.

Le difficoltà di Svitolina a prendere in mano il gioco sono continuate nel secondo set. A comandare è stata sempre la tennista kazaka, che ha guadagnato un break di vantaggio a inizio set. Una grafica mostrata a metà secondo set ha evidenziato il diverso atteggiamento delle due: Rybakina ha risposto sempre coi piedi sulla linea di fondo alla seconda avversaria, Svitolina circa due metri dietro. La qualità di gioco della kazaka è però calata man mano che si avvicinava la linea del traguardo (e la medaglia di bronzo): ha mancato una palla del 4-2 e ha perso il vantaggio, andando in confusione. Il numero di non forzati (25 a fine set) si è alzato, avvicinandosi a quello dei vincenti. Con troppa fretta ha giocato gli ultimi game del parziale, sbagliando una risposta (che sarebbe stata vincente) di pochi centimetri sul 4-4 30-30.

 

Il primo grande rimpianto di Rybakina è arrivato però nel tie-break, dove sul 5-5 gioca un ottimo punto ma manda in corridoio l’appoggio con la volée di dritto a campo aperto. Sarebbe stato match point. Invece Svitolina con un servizio che forse ha sorpreso la sua avversaria per la sua lentezza ha forzato il terzo set. Mai dare per spacciata Elina, che vanta un’ampia collezione di match rimontati in extremis. L’ucraina però non è entrata in campo rinfrancata nel terzo. Molto contratta, ha perso subito il servizio con un doppio fallo, mandando Rybakina in vantaggio 3-0. La numero 22 del mondo ha avuto due palle del doppio break, senza però sfruttarle. Il match è cambiato da lì in poi: il dritto di Rybakina, rivelatosi il colpo in più tra fine secondo e inizio terzo set, è andato in crisi. Quattro errori dal lato destro hanno concesso a Svitolina il contro break. Da 1-4 ha impattato 4-4, per poi approfittare di un’altra coppia di non forzati col dritto di Rybakina per andare a servire per la vittoria. Il coraggio sul finale (4 match point salvati con colpi vincenti) non è bastato alla kazaka. Svitolina ha chiuso il match in lacrime, consapevole di aver raggiunto un traguardo di enorme importanza per lei e per il suo Paese.

Il tabellone femminile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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Olimpiadi Tokyo 2020, Djokovic dà forfait in doppio misto: “Infortunio ad una spalla”

Il n.1 del mondo lascia il Giappone a mani vuote regalando la medaglia di bronzo agli australiani Barty/Peers. “Spero che le conseguenze fisiche non siano un problema in vista dello US Open” ha detto Nole in conferenza stampa

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Djokovic/Stojanovic - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)

Le Olimpiadi di Tokyo si concludono davvero male per Novak Djokovic: il numero uno del mondo torna a casa a mani vuote dalla trasferta giapponese. Dopo la sconfitta nella finale per la medaglia di bronzo nel singolare maschile, infatti, il campione serbo ha dato forfait per quella di doppio adducendo un infortunio alla spalla sinistra. Avrebbe dovuto giocare insieme a Nina Stojanovic: il terzo posto nel doppio misto va dunque agli australiani Ashleigh Barty e John Peers.

Peers/Barty – Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)

Djokovic dovrà ora digerire in fretta l’amarezza in vista dello US Open, in cui cercherà di completare il Grande Slam. Prima di New York, il serbo dovrebbe prendere parte al Masters 1000 di Cincinnati (ha invece dato forfait per il precedente torneo di Toronto). “Sono molto rammaricato per non aver vinto alcuna medaglia per il mio paese – ha detto Djokovic -. Non ho portato a termine l’incarico che avevo, sia ieri che oggi. Il mio livello di tennis è calato, anche a causa della stanchezza fisica e mentale. Ma non rimpiango il fatto di essere venuto alle Olimpiadi. Credo che nella vita non ci siano coincidenze e tutto accada per un motivo. Ho avuto alcune sconfitte molto dolorose alle Olimpiadi e nei grandi tornei e so che mi hanno reso più forte, solitamente”.

Ancora Djokovic: “So che recupererò da questa delusione. Proverò ad esserci a Parigi 2024 per vincere una medaglia. Mi dispiace aver deluso molti tifosi in Serbia, ma questo è lo sport, ho dato tutte le energie che avevo, che non erano molte. Spero che le conseguenze fisiche non siano un problema in vista dello US Open. Ma non ci sono rimpianti: quando c’è la tua patria in ballo, bisogna dare tutto”.

 

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