WTA Istanbul: Paolini al secondo turno, Cocciaretto KO nelle quali

Italiani

WTA Istanbul: Paolini al secondo turno, Cocciaretto KO nelle quali

Jasmine vince un match piuttosto pazzo con Voegele e sfiderà Hercog. Niente da fare per Elisabetta, sconfitta da Martincova nel turno decisivo del draw cadetto

Pubblicato

il

Un sorriso e un pianto per le azzurre impegnate nella giornata del WTA di Istanbul. La faccina felice è per Jasmine Paolini, che ha staccato il pass per il secondo turno battendo Stefanie Voegele al termine di un match parecchio altalenante. Controllato con discreto agio il primo set, la ragazza da Bagni di Lucca ha perso improvvisamente le misure dell’incontro all’inizio del secondo, finendo sotto a un pesantissimo zero a quattro. Agevolata da una svizzera molto scostante, Jasmine è comunque riuscita a pareggiare sul quattro pari, e ha addirittura sprecato la palla del vantaggio prima di cedere in volata.

Con l’inerzia ormai a disposizione Voegele è partita con il piglio giusto anche nella partita decisiva, ma sul due a zero Svizzera è arrivata l’usuale reazione d’impeto di Paolini, la quale con un parziale di cinque giochi a uno si è garantita la sfida di ottavi con Polona Hercog.

Si è invece fermata all’ultimo turno del torneo di qualificazione la corsa di Elisabetta Cocciaretto. La diciannovenne di Ancona, reduce dalla sfortunata finale al 125K di Praga, non è riuscita a difendere il set di vantaggio dal ritorno di Tereza Martincova, che la precede di una manciata di posizioni nel ranking WTA. Per Elisabetta, sicuramente stanca, pochi giorni per recuperare prima degli Internazionali d’Italia, che giocherà grazie a una wild card. Sarà tabellone principale per Eugenie Bouchard: sprofondata alla posizione 272 della classifica e costretta ad accedere ai tornei del tour maggiore passando dalla porta secondaria, Genie ha sconfitto Leonie Kung nel round decisivo e domani se la vedrà con Viktoriya Tomova: la bulgara si è nel frattempo ristabilita un mese dopo la positività al Covid-19 scoperta al Ladies Open di Palermo.

 

Tornando in conclusione al tabellone principale, una nota la merita la sconfitta della settima testa di serie Zarina Diyas. Avanti per 6-3, 5-2 e servizio contro Aliaksandra Sasnovich, Diyas ha sprecato nel complesso tre match point prima di subire un clamoroso parziale di cinque giochi consecutivi e la conseguente, bruciante sconfitta per 6-1 al terzo.

Risultati, primo turno:

A.K. Schmiedlova b. K. Juvan 7-5 1-6 6-4
S. Sorribes Torma b. [5] H. Watson 3-2 (Rit.)
P. Badosa Gibert b. K. Zavatska 6-1 6-2
J. Paolini b. S. Voegele 6-1 4-6 6-3
[3] P. Hercog b. [WC] B. Cengiz 6-2 6-3
A. Sasnovich b. [7] Z. Diyas 3-6 7-5 6-1

Qualificazioni, turno decisivo:

[WC] E. Bouchard b. [8] L. Kung 6-4 6-4
E. Perez b. [7] H. Dart 2-6 6-1 6-3
O. Danilovic b. D. Radanovic 6-2 6-0
[4] T. Martincova b. [6] E. Cocciaretto 5-7 7-5 6-3

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere
Commenti

Italiani

Roland Garros: un grande Travaglia batte Nishikori al quinto, si regala Nadal

Il giapponese aveva vinto le ultime 9 partite arrivate al quinto set. Travaglia ne ha di più fisicamente e avrà l’onore di giocare contro il 12 volte campione di Parigi

Pubblicato

il

S. Travaglia b. K. Nishikori 6-4 2-6 7-6(7) 4-6 6-2

Stefano Travaglia giocherà venerdì per la prima volta un terzo turno in un torneo del Grande Slam: questa già di per sè sarebbe una notizia ma arrivarci battendo Kei Nishikori in 5 set, per affrontare poi Rafael Nadal le dà tutto un altro sapore. L’azzurro di Ascoli Piceno a quasi 29 anni batte il giappnese, ex N.4 del mondo, un giocatore che in carriera prima di oggi vantava un incredibile bilancio di 23-6 al quinto set, avendo vinto anche le ultime 9 (ultima sconfitta contro Federer in Australia nel 2017). Ora quasi certamente giocherà sul Philippe Chatrier contro il padrone del torneo.

Una soddisfazione non da poco e più che mai meritata dato che nel quinto set la sua superiorità fisica nei confronti del suo avversario era palese, dato che tanto per cambiare Kei aveva già chiamato un medical timeout nel quarto set e in pratica non riusciva più a servire una vera prima palla di servizio limitandosi a una rimessa in gioco.

 

In realtà il crocevia del match è stato il tie-break del terzo set quando nel suo momento migliore Nishikori ha mancato 3 set point che lo avrebbero portato avanti due set a uno dando una direzione chiara al match. Travaglia ha prima recuperato da 4-6 e poi ne ha annullato un terzo col servizio a disposizione sul 6-7 prima di chiudere 9-7 grazie a un nastro beffardo che sposta la palla al giapponese pronto a colpire di dritto.

A quel punto sembra che nel quarto set un Nishikori in preda allo scoramento sia pronto alla resa e invece sfrutta le ultime energie buttandosi anche a rete appena ne ha la possibilità raccogliendone i frutti. Si porta 5-2 con due break di vantaggio prima di chiudere per 6-4, dando comunque i primi segnali di cedimento alla battuta.

E infatti un lungo game al servizio del giapponese nel secondo gioco del quinto dà l’indirizzo finale al match. Travaglia si porta avanti di un break spingendo sempre di più da fondo campo con Nishikori in affanno costante. Serve per il match su 5-1 non riuscendo a chiudere ma il giapponese non riesce più a servire e si arrende dunque nel game successivo dopo 3h53 di battaglia.

Adesso per Stefano resta solo da festeggiare e godersi venerdì una passerella da sogno contro il Mostro di Parigi.

Il tabellone completo e aggiornato con tutti i risultati

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Ancora nove vittorie azzurre al Roland Garros nei prossimi giorni e sarà mezzo trionfo

È già record con nove tennisti al secondo turno a Parigi. Ma i tabelloni suggeriscono prospettive straordinarie per Berrettini (quarti?), Sinner e Sonego (ottavi?), Cecchinato e Travaglia (terzo turno?)

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Sei ragazzi più tre ragazze italiane al secondo turno al Roland Garros è un record. Mi direte: vabbè ma è un secondo turno, non esaltiamoci… E io non mi esalto, anche perché a Roma tutti avevamo esultato per i quattro azzurri negli ottavi di finale e poi abbiamo visto come è andata: Berrettini nei quarti (ma era un derby con Travaglia quindi un approdo ai quarti di un azzurro era scontato), gli altri due eliminati sebbene Sinner ci avesse illuso vincendo il primo set contro un Dimitrov non irresistibile, mentre Musetti accusò contro Koepfer la fatica di tanti tornei e tante partite di fila e l’essere andato a letto molto tardi la sera prima dopo aver battuto anche Nishikori dopo Wawrinka. Fra Wawrinka e Nishikori c’era stato un giorno di riposo, fra Nishikorio e Koepfer no.

Ciò ricordato e premesso, mentre molti colleghi stranieri, americani e inglesi, mi chiamano per chiedermi quali possano essere le spiegazioni di questa massiccia presenza italiana negli Slam e nei top-100 e rivolgono quel tipo di domande anche ai nostri giocatori – Matteo Berrettini ha dato diverse risposte assolutamente condivisibili a Simon Cambers, che è anche il presidente dell’Associazione Giornalisti, l’ITWA – ho la sensazione che quest’anno in questo Roland Garros così diverso dai precedenti per i noti motivi (clima, palle, campi) quattro se non cinque dei sei tennisti azzurri hanno reali possibilità di fare ancora strada. E non necessariamente poca.

Uno nei quarti, due in ottavi, altri due al terzo turno? Un sogno? Secondo me no, anche se mi rendo conto che sarebbe una grande affermazione di squadra… in uno sport individuale come il tennis, un magnifico spot per il tennis italiano. Quelli che sono usi scommettere chiamano martingala le scommesse collegate, cioè quelle che se le azzecchi tutte vinci una fortuna perché le singole quote si moltiplicano, ma se ne perdi anche una sola salta tutto. Allora ora provo a entrare nei dettagli.

 

Dei sei italiani al secondo turno l’unico che mi sembra davvero chiuso dal pronostico, e non perché abbia giocato 6 ore e 5 minuti contro Moutet che gli stava avanti 86 posti in classifica (70 vs 156) è Lorenzo Giustino. Deve affrontare uno degli uomini più in forma del momento, “El Peque” Schwartzman e onestamente non vedo come il simpatico ragazzo napoletano cui abbiamo dedicato un profilo e che non aveva mai vinto le qualificazioni in 17 tentativi di Slam né aveva mai vinto un match a livello di circuito maggiore possa vincerne un secondo in queste circostanze. Magari! Ma non credo che avverrà.

Riguardo agli altri cinque, Berrettini (Harris), Sinner (Bonzi), Cecchinato (Londero), Sonego (Bublik) e Travaglia (Nishikori), direi che i match più complicati da vincere sono quelli di Travaglia e Sonego, per quanto Cecchinato con Londero non possa aspettarsi una passeggiata. Se Sinner perdesse con Bonzi sarebbe una clamorosa sorpresa negativa – non succederà vedrete – e anche Berrettini con Harris lo vedo fortemente favorito anche se il sudafricano è un tipo che pare molto sicuro del fatto suo. Oggi, dopo che ha battuto Popyrin, Lloyd Harris mi ha spiegato perché in Sud Africa gli hanno dato il nickname King: “Perché avevo 17 anni quando sono arrivato nella squadra di Coppa Davis e battevo tutti i miei compagni… da noi usa dare un nickname a tutti, e a me dettero quello. Non conosco troppo bene Berrettini ma è un top-ten e ha un gioco simile al mio, gran servizio e gran dritto. Credo di poter far match pari….

Io credo invece che Berrettini lo batterà, magari con un set o anche due che potrebbero arrivare al tiebreak. Ma Matteo con queste palle che lo costringono a picchiare anche di rovescio a tutto braccio – me lo ha detto lui – si trova bene e anche il campo pesante alla fine non lo danneggia. Gli dà più tempo per le ampie aperture, gli offre il destro per giocare qualche smorzata vincente e, sempre per averlo detto lui, “se anche faccio meno punti direttamente con il servizio, però posso aprirmi il campo angolandolo bene e forzare poi con il dritto”. Insomma l’ho visto bene con un Pospisil molto presto rassegnato. D’altra parte come non esserlo dopo 17 sconfitte consecutive sulla terra battuta?! Gli ha lasciato appena sette game. Continuo a parlare di Matteo perché è lui che io credo possa, o addirittura debba, arrivare ai quarti di finale. Con tutta probabilità contro Djokovic… e lì si vedrà.

Infatti se batte Harris trova poi probabilmente Struff (più che Altmaier), che gioca come Harris e un po’ come lui, servizio e dritto, ma meno bene di lui. E poi in ottavi probabilmente uno spagnolo, Bautista Agut o Carreno Busta, altrimenti l’argentino Pella. In ogni caso vedrei Matteo favorito. Ecco perché lo vedo arrivare nei quarti. Lui tocchi pure ferro.

Chi sono i due allora che penso possano raggiungere gli ottavi? Sinner quasi certamente, perché credo che batterà non solo Bonzi ma anche il vincente di Paire-Coria. E Sonego se riesce a superare l’ostacolo Bublik. Il kazako è un personaggio assolutamente imprevedibile dentro e fuori dal campo. L’ho intervistato ieri con Tommaso Villa che ha fatto un ottimo lavoro nel riprodurre l’intervista integrandola. E abbiamo pubblicato anche il video di uno dei suoi ace fatti battendo dal basso, sempre da sinistra verso destra nei punti dispari, con un taglio pazzesco: richiede una gran mano. Monfils che risponde stando vicino alla rete di fondocampo come tanti giocatori, non ha nemmeno abbozzato lo scatto. Forse Berrettini potrebbe imparare anche questo colpo. Lui la mano ce l’ha. Contro un Thiem un giorno potrebbe essere utile.

Insomma, inciso e divagazione Bublik a parte, se Sonego superasse il kazako che si affida molto al servizio ma può incontrare anche giornate disastrose, troverebbe poi Fritz (o Albot) e insomma il miglior Sonego avrebbe mille possibilità di superare anche quel turno e approdare quindi agli ottavi contro Schwartzman.

Un Cecchinato in ritrovata fiducia può battere l’argentino Londero, che ha vinto 14-12 su Delbonis, il secondo match più lungo del torneo dopo quello di Giustino-Moutet, e approdare al terzo contro Zverev, dove naturalmente il compito sarebbe ben più difficile e dipenderebbe più dal tedesco che da lui.

Travaglia al terzo turno può arrivare se Nishikori fosse quello che abbiamo visto a Roma contro Musetti ma forse non quello che ha battuto Evans al quinto set. I campi pesanti non sembrano l’ideale per un giocatore leggero come il giapponese, che con il suo grande anticipo ama chiudere i punti nell’arco di pochi colpi, e per questo motivo secondo me Travaglia – che è molto cresciuto anche in autostima – ha ottime chance di conquistare il terzo turno. Lì, però, lo aspetterebbe un certo Nadal e allora… disco rosso!

Ma, ribadisco, Berrettini nei quarti contro Djokovic, Sinner e Sonego in ottavi contro rispettivamente Zverev e Schwartzman, Cecchinato al terzo turno con Zverev e Travaglia al terzo turno contro Nadal, secondo me… il Mago Ubaldo che ci azzecca quando può ma ci prova senza prendersi mai sul serio, sono traguardi possibilissimi. Spero proprio di non essere smentito dai fatti. E i fatti sarebbero ancora – riassumo per i disattenti – altre tre vittorie per Berrettini, due per Sinner e Sonego, una per Cecchinato e Travaglia. Totale altre nove vittorie, e soddisfazioni, azzurre. Io mi accontenterei, loro spero di no. Perché dovrebbero escluderne qualcuna di più? Condividete o no?

P.S. Purtroppo, invece, il Mago Ubaldo vede scuro nel futuro delle tre ragazze, in particolare per Trevisan-Gauff e Paolini-Kvitova. Per Errani-Bertens il solo spiraglio nel buio sono quelle quelle vittorie di Sara su Kiki. Vittorie superdatate e molte cose sono cambiate in cinque anni e più. In peggio per Sara e in meglio per Kiki. Però è vero che a volte nella testa dei tennisti restano tracce quasi indelebili delle sconfitte. E cinque sono tante.

Continua a leggere

Focus

Roland Garros: Mager non supera l’esame Lajovic. Finisce il primo turno degli italiani

Niente da fare per Mager, che vince il terzo set ma crolla nel quarto. Sono sei gli italiani (maschi) al secondo turno: è record in Era Open

Pubblicato

il

Gianluca Mager - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

[22] D. Lajovic b. G. Mager 6-4 7-6(4) 4-6 6-1 

Esce dal Roland Garros l’ultimo italiano impegnato al primo turno, Gianluca Mager, uno dei tennisti che ha maggiormente risentito dello stop causato dalla pandemia. L’Italia si ferma così a sei giocatori qualificati per il secondo turno, comunque un record in Era Open.

Mager aveva avuto un ottimo inizio di 2020 raggiungendo la finale a Rio – battendo Thiem lungo il percorso – ma non ha potuto sfruttare lo slancio di quel risultato sia dal punto di vista della fiducia che del ranking. Dalla ripresa delle attività agonistiche ha incassato quattro sconfitte in quattro tornei, e si è potuto consolare solo con l’accesso diretto (e il relativo montepremi del primo turno) al Roland Garros dove ha messo piede per la seconda volta, dopo la sconfitta al secondo turno di quali dello scorso anno. Oggi a sbarrargli la strada è stato il n.22 del seeding Dusan Lajovic, avversario di Fognini nella finale di Montecarlo, esperto terraiolo come certificano gli ottimi risultati delle scorse settimane – ottavi a Roma e quarti ad Amburgo. Il pronostico dunque è stato rispettato: è stata una partita lottata, ma alla fine il 30enne di Belgrado l’ha vinta senza eccessivi rischi.

 
 

IL MATCH – Lajovic ha iniziato il match con l’approccio giusto, colpendo senza fronzoli. Non si può dire lo stesso di Mager, che ha subito un break immediato; a renderlo più doloroso è stato il fatto che sia arrivato dopo tre occasioni per chiudere il game. Lajovic ha preso un secondo break di vantaggio, poi ne ha perso uno ma questo non gli ha impedito di chiudere 6-4 in 38 minuti. Il suo gioco da fondo non prevede colpi particolarmente esaltanti – se non qualche sporadica palla corta, usata con accortezza-  ma ciò è sufficiente per indurre spesso Mager all’errore, soprattutto col dritto.

Nel secondo set il punteggio ha subìto molti più scossoni, con vari break e contro-break che hanno sempre visto Lajovic passare in vantaggio per primo, ma senza mai riuscire a concretizzare. Anche in questo caso è stato l’italiano a cercare maggior varietà di soluzioni, non disprezzando le discese a rete quando ne era il caso ed esibendosi persino nel serve and volley. Il suo atteggiamento volitivo gli ha permesso di issarsi fino al tie-break, epilogo giusto per un set equilibrato. Mager si è però sciolto sul più bello e qualche palla di troppo mandata a mezza rete l’ha condannato al doppio set di svantaggio. Lajovic ha vinto il tie-break 7-4 proprio un attimo prima che la pioggia aumentasse di intensità e costringesse tutti a lasciare il campo 9, dopo che già in precedenza c’era stata una breve sospensione del gioco.

Dopo la sospensione per pioggia durata circa un’ora, il serbo è tornato in campo insolitamente impreciso, rinvigorendo le fioche speranze del tennista italiano. Mager è passato in vantaggio già nel quinto game del terzo set, ma è nel nono gioco che ha piazzato l’allungo decisivo per dimezzare lo svantaggio complessivo e vincere il set 4-6, annullando due insidiose palle del contro-break con il servizio. Proprio quando ha lasciato credere di poter tentare una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile, le energie di Mager si sono esaurite e Lajovic si è ricomposto: il serbo ha rimesso il pilota automatico e la sua solidità da fondo ha fatto il resto. Netto 6-1 in 24 minuti per guadagnarsi un secondo turno non banale contro Kevin Anderson, che ha battuto in tre set Laslo Djere.

All’inizio ero piuttosto nervoso, pioveva, c’erano condizioni particolari, non riuscivo a fargli male – ha spiegato dopo la partita Gianluca Mager – Ho giocato qualche punto male nel tie-break, e poi dopo l’interruzione è stata una partita diversa perché lui non riusciva più a spingere come faceva prima e io invece sì. Peccato per il quarto set, quando mi sono disunito prendendo un break piuttosto stupido subito, e con questi giocatori se ti distrai un attimo è difficile recuperare“.

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement