Osaka: "Durante gli Slam non dormo. Ci proverò prima della finale!"

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Osaka: “Durante gli Slam non dormo. Ci proverò prima della finale!”

Lunga conferenza stampa di Naomi Osaka dopo la vittoria contro Brady in semifinale. L’attivismo (‘non è una cosa che si pianifica’) e le sue motivazioni: “La gente ricorda solo chi vince”

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Sabato 12 settembre alle 22 italiane, Naomi Osaka giocherà la terza finale Slam della sua giovane carriera contro Vika Azarenka. Nelle due precedenti occasioni, US Open 2018 e Australian Open 2019, si è laureata campionessa. Dopo la vittoria in semifinale contro Jennifer Brady, la giapponese si è presentata in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti collegati via Zoom. Ecco alcuni estratti della sua conferenza.


Hai avuto la stessa sensazione che noi tutti abbiamo avuto, che il match sia stato di livello molto alto dall’inizio alla fine?
Sì. Quello che ho percepito mentre giocavo, è che il suo livello non scendeva mai. Ho ripensato un po’ alla partita che ho giocato contro Kvitova in Australia. A differenza di quella volta, mi è sembrato che Jenny sia stata solidissima durante tutto il match, mi sono sentita come se non avessi quasi possibilità.

Quanta forza hai ricavato dalle storie delle (inudibile, ndt) i cui nomi hai portato sulle mascherine durante il torneo?
Beh, io ricavo molta forza dalle persone attorno a me. Penso decisamente che sia stata una grande motivazione anche soltanto cercare di far conoscere questi nomi a più persone possibili. In definitiva, non sono sicura che mi abbia dato più forza del normale, ma di certo vorrei che più persone parlassero di questo.

 

È stata una partita incredibile, di qualità davvero molto alta. Sei stata davvero in grado di apprezzare il livello del gioco e l’eccitazione di un match del genere mentre eri nel bel mezzo di esso?
Beh, non sono sicura di aver percepito l’eccitazione, ma certo sono molto felice. Talvolta mi sono sentita come se non avessi altra scelta se non giocare meglio che potevo, perché la mia avversaria non mi avrebbe dato alcuna possibilità. Normalmente, se sono così concentrata, la partita potrebbe benissimo terminare in due set. Ma stavolta sentivo che si protraeva ininterrottamente. Onestamente, è stato divertente, perché un’avversaria di questo livello… E poi, siamo alle fasi finali del torneo. Sì, mi sono divertita.

Ti ho vista prima che assistevi al match di Serena dalla tua suite. Ti ho notata in TV anche in precedenza, a quasi tutti i match di Serena. Cos’hai notato, osservandola durante il torneo? Hai cercato di sfruttare l’occasione del punto di osservazione privilegiato per vederla da vicino come mai prima?
Sì, assolutamente. Sai, prima di tutto lei giocava nei miei giorni di riposo. Normalmente, all’orario in cui io pranzavo, lei giocava. Ma non saprei. Mi sembra sia passato molto tempo, forse era l’anno in cui ho vinto l’Australian Open, da quando sono riuscita a vederla giocare. Per me è una sorta di privilegio, so che moltissime persone pagano un sacco di soldi per guardare le sue partite. Poter semplicemente uscire nel balcone e assistervi gratis è molto bello.

Hai conquistato la tua terza finale Slam. Cos’hai imparato rispetto alla prima, nel 2018, sul modo di approcciarle mentalmente?
Sento che la mia mentalità è molto differente questa volta, sento di aver imparato davvero molto da tutti gli alti e bassi, non soltanto dalle finali, ma da tutti i normali tornei che gioco regolarmente. Direi che mentalmente mi sento più forte. Mi sento più pronta ora. Sarà interessante vedere cosa accadrà.

Sei stata molto esplicita nell’esprimere il tuo appoggio al Black Lives Matter con le mascherine che indossi. Ti ha sorpreso un po’ che Serena non si sia fatta sentire e non abbia espresso alcun supporto per il movimento?
Onestamente, lei è come un’icona vivente. Io non sarei qui senza di lei. Quindi, no. Sono sicura che tutto quello che lei fa sia frutto di attenta riflessione, probabilmente ha parlato molto con moltissime persone. Quando vorrà esprimersi, lo farà. No, io sono appena arrivata in questo mondo, quindi…

A proposito specificamente di Azarenka, cosa la rende un’avversaria difficile da affrontare? L’hai mai guardata giocare durante questa settimana?
Ci ho giocato contro una volta al Roland Garros. In realtà, l’ho affrontata due volte, ma quella del Roland Garros è quella più recente che ricordi. Sembra molto in fiducia ora. Si muove bene. Non saprei, cerco di non pensare troppo alla partita successiva appena ne ho terminata una. Ma certamente sarà difficile se dovrò giocare contro di lei.

Sei riuscita a parlare con Wim dopo la partita? Dopo la tua vittoria, si è alzato in piedi ed è sembrato dicesse qualcosa tipo “Wow!”. Non so cosa significasse, ti ha detto cosa pensa del tuo match?
Sì, tutti nel mio team sono molto contenti. Hanno detto tutti che è stata una partita di alta qualità. Sono orgogliosi di me e della mia attitudine durante tutto il match. Non abbiamo parlato in dettaglio, ma sembravano davvero contenti.

Nelle tue manifestazioni di attivismo, hai dichiarato di avere sette mascherine e hai detto che erano troppe. Hai in mente di continuare con questo tipo di prese di posizione anche nei tornei successivi, o è qualcosa di limitato agli US Open?
Non ho piani. Sto solo facendo ciò che penso di essere capace di fare emotivamente. Ho sentito che era la cosa giusta per me da fare in questo momento, quello che doveva essere fatto. Ma non ho progetti per il futuro, anche perché non credo che questa sia una cosa si pianifica, quindi…

Molte giocatrici hanno parlato del clima di incertezza a seguito della pausa di cinque mesi, del fatto che non sapessero che piega avrebbero preso le cose una volta tornate in campo. Tu non hai perso nemmeno una partita dalla ripartenza. Cosa ti è passato per la testa prima che il tennis ricominciasse? Sei sorpresa da tutto ciò che hai fatto oppure avevi già buone sensazioni poco prima del ritorno?
Non sei mai davvero sicuro di come le cose si metteranno. Ma sapevo di aver lavorato al massimo, ho fatto di tutto durante la quarantena per arrivare pronta. Era l’unica cosa che potessi fare. Nella mia prima partita a Cincinnati ero molto nervosa, ma sono stata molto contenta del livello a cui ho giocato. Da lì in avanti, ho cercato di migliorare costantemente. Ora sono qui, quindi…

Dando un’occhiata alle tue statistiche, ogni volta che hai superato il quarto turno di uno Slam, sei arrivata in finale. È raro, nient’affatto normale. Com’è che, quando incominci a vincere una serie di partite, sei in grado di protrarre la serie così a lungo?
Sì, non sono così certa che questa statistica conti molto, perché è soltanto la terza volta che arrivo a questo punto (sorride). Ma sì, direi che più ci si avvicina alla finale, più penso che… onestamente, nessuno si ricorda alcunché, se non il vincitore. Anche se dovesse succedermi, non dico di perdere, ma di non ottenere il mio obiettivo in finale, comunque porterei casa un piccolo trofeo, qualcosa di luccicante. Almeno me ne torno con qualcosa… (sorride). Questa è probabilmente una delle cose che mi motivano di più.

Lasciando da parte la tua avversaria, come ti preparerai il giorno della finale? Cosa farai, in generale?
In tutta onestà, io non dormo durante gli Slam. Quindi, immagino che ci proverò. Probabilmente assomiglierà a qualcosa del tipo: io che sono stesa a letto con gli occhi spalancati e cerco di imporre a me stessa di prendere sonno. E poi, sì, mi allenerò e basta. Cercherò di stare più tranquilla possibile. Ma poi, non lo so, per quanto mi riguarda sono soltanto felice di essere qui. Quindi, mi auguro di giocare bene.

LE RISPOSTE DI OSAKA ALLE DOMANDE DEI COLLEGHI GIAPPONESI

“Onestamente, non ho avuto la sensazione di dominare in nessun momento della partita. Ho avuto la sensazione che ci siano stati momenti in cui ho capitalizzato su dei suoi errori o su alcuni punti di cui avevo molto bisogno.

Penso che, più invecchi, più diventi forte mentalmente; è un qualcosa che impari stando a lungo nel tour e giocando molte partite. Ma in definitiva, il mio obiettivo durante gli ultimi due tornei era di essere più forte dal punto di vista psicologico e di lottare su ogni punto. Questo è quello che mi porterò in finale. Nulla potrà cambiare questo. Onestamente, non importa contro chi giocherò, perché se mi concentrerò su me stessa, non avrò la necessità di cercare troppe risposte all’esterno.


Sì, ero decisamente nervosa. Sentivo come se questa fosse una possibilità che capita una sola volta nella vita. Ho cercato di non pensarci troppo, ho soltanto detto a me stessa: ‘Gioca punto a punto. Se alla fine riuscirai a tenere il tuo servizio, sarà una gran cosa. Se non ce la farai, avrai comunque altre opportunità’.

Decisamente, mi pare di star guadagnando maggior fiducia in me stessa. Sono consapevole che, se si va al terzo set, se riesco a rimanere calma, il risultato potrà essermi favorevole. Direi che questo dipende molto da quanto giochi, perché impari di più quando competi nelle partite.

Una routine? Rispetto alle ultime volte in cui ho vinto dei titoli Slam, non mi sono allenata nei miei giorni di riposo. Ma questo è stato soprattutto per preservare la mia gamba. E poi, ero davvero stanca. Ma non direi di aver stabilito una routine. Per quanto mi riguarda, mi sto rilassando qui. L’ambiente della bolla è differente, non penso troppo alle cose che capitano all’esterno”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

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Australian Open

Chi dei gemelli diversi, Berrettini e Sonego, ha più chances di centrare gli ottavi?

Strapiombo Kenin, delusione Gauff, dispiacere Jabeur. Febbrile attesa Brit per Murray contro… chiunque e per Raducanu-Stephens

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A un boomerang dall’Australia risponde un boomerang dalla Francia. Novak Djokovic dovrà decidere cosa farà da grande. Cioè a 35 anni. Il pensionato coerente con le sue libere opinioni? Il tennista professionista che rispetta tutte le stesse regole che rispettano i suoi colleghi? Molte alte strade non le vedo. Salvo che il COVID ci faccia la grazie di scomparire dalla terra con la stessa rapidità con cui si affacciato in Cina e poi nel resto del mondo.

Ma su quest’ultima ipotesi perfino coloro che accusano di ipocondria coloro che contano tristemente i 5 milioni e 500.000 morti disseminati nel globo dal Covid, sembrano poco ottimisti, pur tenendosi attaccati quasi morbosamente _ e per questo morbo davvero non pare ci sia vaccino che funzioni – alle proprie convinzioni NoVax.

Il caso Djokovic ha tenuto banco per tutto questo fine2021-inizio2022, e penso che ci terrà compagnia ancora per qualche mese, ci piaccia o no. E certamente ancora l’anno prossimo a gennaio quando si capirà se a) Djokovic vorrebbe giocare il prossimo Open d’Australia mettendo una pietra sopra a quanto successo quest’anno, b) se le autorità australiane gli apriranno uno spiraglio per evitargli i tre anni di semaforo rosso al Paese.

 

Io mi auguro entrambe le cose, a scanso di equivoci.

Ma siccome oggi volevo parlare di tennis e in fondo nella prima giornata dell’open d’Australia non è poi successo granchè, eviterò di asfissiarvi con un editoriale troppo lungo.

Cominciamo da sciovinisti. Gli italiani. Ce n’erano 8 in gara, hanno vinto in 5. Le due sconfitte, Fognini con Griekspor, Caruso con Kecmanovic per me non sono sorprese. Per quella della Paolini con la Ruse, assai peggio classificata della nostra, preferisco non pronunciarmi perché non conosco abbastanza la tennista rumena. So che ha 24 anni e che ha avuto come best ranking il n.87, ma non ricordo di averla vista giocare abbastanza a lungo. Certo che il punteggio è netto. Come sono netti anche i due punteggi patiti da Fognini e Caruso (per l’appunto i due che lo scorso anno si presero a male parole).

E le cinque vittorie? Mi sono svegliato stamattina, erano le 8 e mezzo, con una grande apprensione. Ero andato a letto poco prima delle quattro del mattino, con Berrettini che aveva salvato diverse pallebreak ma non il primo set. Mentre di occasioni ne aveva avute pochissime con Nakashima, dal servizio con una motion simile a quella del grande Pete Sampras.

Grande sollievo quando stamani ho visto che Matteo aveva vinto in 4 set. Non ci avrei giurato, anche perché i commenti che si udivano indirizzati al suo angolo (leggi Santopadre) erano piuttosto negativi “Ehi ma questo non sbaglia mai! Ma che devo fare? Quante righe prende?” e così proseguendo. Bene che approda al secondo turno e bene anche trovarsi di fronte Kozlov piuttosto che Vesely il quale, con il servizio mancino che si ritrova, in giornata di vena contro Matteo che ha nella risposta il punto più debole, era meglio riuscire ad evitare. Penso che l’ostacolo vero sarà Alcaraz. E più Alcaraz che forse in ottavi Carreno Busta o Korda (che ha fatto fuori brutalmente Norrie, n.12, con Harris n.30, una delle due teste di serie eliminate on the first day. Lo spagnolino allievo di Juan Carlos Ferrero ha avuto il Covid ma lo si è visto allenarsi come un assatanato.

Sonego ha regolato con discreta tranquillità Querrey che per nostra fortuna non è più quello che eliminò Djokovic a Wimbledon e tanti altri giocatori in carriera. Lorenzo deve cercare di vendicare la sconfitta patita con l’ostico tedesco Otte a New York.

E’ notevole l’opportunità che ha di raggiungere gli ottavi, approfittando del vuoto lasciato dall’espulsione di Djokovic. Né Otte né il vincitore di Paul-Kecmanovic sono avversari scarsi…ma al terzo turno è difficile che possa capitare di meglio. Testa di serie n.25 Lorenzo è il miglior in classifica rispetto ai tre che ho citato. Qualcosa dovrebbe pur dire, anche se il ranking non è anche un ranking di specialità, cioè di superficie.

Voglio mettere alla prova i lettori – mi serve capire chi legge e chi “posta” commenti eh – chiedendo loro: secondo voi ha più chances di raggiungere gli ottavi Sonego oppure Berrettini? Son curioso di leggere come la pensiate.

Delle ragazze, anche se ho parlato con la mia vicina di casa Martina Trevisan subito dopo la sua vittoria sulla giapponese Hibino (sostituta dell’ultimo momento della cinese Zheng…sempre occhi a mandorla erano), non ho visto che Camila Giorgi con la nervosissima Potapova che ricordavo aver visto bambina tredicenne superpromettente al torneo junior pasquale di Firenze.. Talmente nervosa che dopo aver concesso pallabreak sul 4-5 e subito il set è scomparsa di scena nel secondo: 6-0. Di Camila …mi ha fatto piacere vedere che apparentemente non sta male. Il suo forfait ritiro nel torneo precedente mi aveva preoccupato. La Martincova non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile come (sulla carta) la Barty al terzo turno.

Non avendo viste le loro partite vi rimando alle cronache dei vittoriosi match della Trevisan (che ha però la Badosa al secondo) e della Bronzetti sulla Gracheva: bravissima Lucia, complimenti perché vincere all’esordio in uno Slam è sempre una piccola grande impresa. Ma anche lei ha l’ostacolo Barty e subito. Si toglierà la soddisfazione di giocare su un grande campo, con tanto pubblico. Quanti pagherebbero? Lei invece con i 154.000 dollari australiani del secondo turno, uscendo dalle qualificazioni, ha già fatto Bingo.

Chiusa la pagina azzurra, accennato all’exploit di Korda ai danni di Norrie (che non penso valga la classifica che ha), sarei stato curioso di guardare dal basso lo scontro fra Opelka e Anderson (2m,11cm contro 2m,03; solo Opelka-Isner avevano raggiunto altezze più elevate) vinto dal primo.

Mentre Nadal che perde solo 7 game con Giron conferma che Rafa, almeno a livello di tornei 250 ATP, sta benino. Non ha nemmeno troppo bisogno di sollecitare il piede malato.

Fra le donne è successo forse qualcosa più importante fuori dal campo, la Jabeur n.9 del seeding che si è ritirata – e davvero dispiace perché oltre a essere la tennista araba più forte di sempre è anche una ragazza deliziosa e che gioca un tennis piacevole come poche – anche se sul campo va registrata la sorprendente netta sconfitta di Coco Gauff  con una delle tante Wang Qiang  (la riconosco a fatica, ammetto, ma so che è la più forte delle omonime) e anche la nuova battuta d’arresto della Kenin, campionessa a Melbourne del 2020, con Madison Keys finalista US Open 2017.

La Kenin perde i 2000 punti che la classifica congelata le aveva lasciato in dotazione, scenderà intorno alla sessantesima posizione …me lo segnala la redazione più informata sulle vicende dei punti congelati che prima o poi dovremo riprendere a discutere perché sono quasi certo che ben poche ne conoscano, o ricordino, tutte le implicazioni e variabili.

Mi appresto stanotte a fare nuovamente le ore piccole. Abbiamo in campo i 6 azzurri del tabellone maschile che non abbiamo visto nella prima giornata.

De Minaur Musetti sarebbe il match più intrigante fra tutti, ma anche uno dei più duri, tranne che per il Travaglia-Bautista Agut e Mager-Rublev. Ma non è che con Cecchinato-Kohlschreiber e Seppi-Majchrzak  si possano fare nottate tranquille e senza caffè. Quanto a Sinner con Joao Sousa beh, non ci faccia scherzi. Se non vince lui allora davvero buona notte.

Se avessi dovuto pagare un biglietto per vedere qualche match della seconda giornata avrei scelto, oltre a Musetti-de Minaur, certamente Murray Basilashvili e Stephens-Raducanu. Si fosse giocato due set su tre anche il maschile avrei puntato su Murray. Tre su cinque forse il georgiano. Se si giocasse su un set su due…non mi perderei mai Kyrgios. Sapendo che già dal secondo set può succedere di tutto. Nel match di cartello femminile…se lo si fosse giocato su un campo periferico avrei avuto il dubbio che la Stephens potesse anche giocare un match distratto, come tanti dei suoi. Ma questo genere di match lei invece lo adora. E allora penso che vincerà. Anzi, lo pensa il Mago Ubaldo.

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Flash

Ranking WTA, Paula Badosa al sesto posto. Serena Williams esce dalla Top 50

Best ranking anche per Cori Gauff, male Mertens e Vondrousova

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Pochi movimenti verso l’alto nel WTA Ranking di questa settimana, come d’altronde è tradizione per il periodo immediatamente precedente ad uno Slam. In Top 10 c’è grande stabilità, con una sola eccezione: forte del titolo conquistato al 500 di Sydney, Paula Badosa ha conquistato il best ranking di N.6 WTA; e pensare che un anno fa era stata l’unica tennista positiva (uomini compresi) alla vigilia del torneo, finendo isolata in un hotel senza nemmeno gli attrezzi per allenarsi. A fare le spese della sua ascesa sono Maria Sakkari (-2, da N.6 a N.8) e Iga Swiatek (-1, da N.8 a N.9).

In Top 20 ci sono altre due tenniste che raggiungono la propria miglior classifica, vale a dire Elena Rybakina (N.12, +1) e Cori Gauff (N.16, +3). Calo per Angelique Kerber (N.17, -3) e soprattutto per Elise Mertens, che esce dalle prime venti accasandosi alla 26 (-6). Il suo posto viene preso da Petra Kvitova (+2, N.19). Poco più indietro, buon salto per Daria Kasatkina (N.23, +3).

I veri spostamenti di rilievo sono avvenuti più indietro. Si segnalano infatti i forti cali di Marketa Vondrousova (-7, N.41) e soprattutto di Serena Williams, che è uscita dalla Top 50 perdendo 12 posizioni. Questo è solo il prodromo di un vero e proprio crollo per la leggenda statunitense, che dopo l’Australian Open (dove difendeva la semifinale ma è stata costretta al forfait) uscirà addirittura dalle prime 200 (il suo live ranking è di N.244). Destino simile per la finalista uscente Jennifer Brady, che fra due settimane si troverà fuori dalle prime cento (live ranking di N.110). Di seguito la Top 50:

 
Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
10Ashleigh Barty7111
20Aryna Sabalenka5698
30Garbiñe Muguruza5425
40Barbora Krejcikova5213
50Karolina Pliskova4582
6+3Paula Badosa4264
70Anett Kontaveit4231
8-2Maria Sakkari4071
9-1Iga Swiatek3916
100Ons Jabeur3500
110Anastasia Pavlyuchenkova2968
12+1Elena Rybakina2765
13-1Sofia Kenin2762
140Naomi Osaka2696
150Simona Halep2657
16+3Cori Gauff2655
17-1Elina Svitolina2641
180Emma Raducanu2595
19+2Petra Kvitova2530
20-3Angelique Kerber2517
21+1Jessica Pegula2474
22+1Belinda Bencic2415
23+3Daria Kasatkina2360
240Leylah Fernandez2279
250Victoria Azarenka2166
26-6Elise Mertens2091
27+1Jelena Ostapenko2035
28-1Jennifer Brady1953
29+2Tamara Zidansek1931
30-1Danielle Collins1911
31+1Karolina Muchova1734
32-2Veronika Kudermetova1695
330Camila Giorgi1692
34+3Jil Teichmann1620
350Sara Sorribes Tormo1588
360Shelby Rogers1583
37+2Liudmila Samsonova1577
380Sorana Cirstea1502
39+2Clara Tauson1459
40+2Viktorija Golubic1452
41-7Marketa Vondrousova1447
42+1Yulia Putintseva1400
43+2Ajla Tomljanovic1395
44+2Bianca Andreescu1378
45-5Ekaterina Alexandrova1356
46+11Alison Riske1271
47+1Tereza Martincova1226
48+1Katerina Siniakova1220
49+2Anna Kalinina1188
50+3Camila Osorio1167

CASA ITALIA

Le migliori giocatrici italiane rimangono piuttosto stabili, anche perché la N.1 Camila Giorgi ha deciso di non scendere in campo prima dell’Australian Open, mentre Trevisan, Errani, Bronzetti, Cocciaretto, Stefanini e Di Sarra erano impegnate nelle qualificazioni dello Slam – Trevisan e Bronzetti sono riuscite ad accaparrarsi un posto in tabellone, con Lucia che si è guadagnata l’esordio assoluto in un Major. Si segnala purtroppo la forte discesa di Bianca Turati, che ha perso 64 posizioni rispetto alla scorsa settimana. Di seguito le venti migliori azzurre:

Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
330Camila Giorgi1692
520Jasmine Paolini1153
111+2Martina Trevisan713
121+2Sara Errani621
142+3Lucia Bronzetti511
159-4Elisabetta Cocciaretto43′
184-3Lucrezia Stefanini368
190+2Giulia Gatto-Monticone361
204+1Federica Di Sarra337
280+4Martina Di Giuseppe243
294+4Cristiana Ferrando229
295-2Jessica Pieri228
386-64Bianca Turati148
411+3Stefania Rubini131
413+3Camilla Rosatello129
414-7Martina Caregaro129
424+2Anna Turati123
430+1Nuria Brancaccio121
444+1Dalila Spiteri115
469-1Anastasia Grymalska105

NEXT GEN RANKING

Raggiunto il best ranking, Coco Gauff si riprende anche lo scettro di miglior teenager del circuito grazie alla semifinale raggiunta all’Adelaide International 2. Superata Emma Raducanu, travolta senza tema di smentita da Rybakina a Sydney. Brutto calo per Marta Kostyuk, che perde 16 posizioni ed esce dalla Top 50. Qui le migliori tenniste nate dopo il 1° gennaio 2002:

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
1+3Cori Gauff200416
20Emma Raducanu200219
30Leylah Fernandez200224
4+2Clara Tauson200239
5-16Marta Kostyuk200266
6+3Qinwen Zheng2002108
7+3Diane Parry2002114
8+1Daria Snigur2002151
90Victoria Jimenez Kasintseva2005202
10+3Elina Avanesyan2002211

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ATP

Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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