Internazionali di Roma: Muguruza ferma la corsa di Azarenka, avanza la campionessa in carica

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Internazionali di Roma: Muguruza ferma la corsa di Azarenka, avanza la campionessa in carica

L’iberica troverà Halep, che ha beneficiato del ritiro di Putintseva. L’altra semifinale sarà il derby ceco Vondrousova-Pliskova

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Garbine Muguruza - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
 
 

Giornata di quarti di finale anche nel femminile, con un parco giocatrici di altissimo livello; vediamo com’è andata.

[9] G. Muguruza b. [SE] V. Azarenka 3-6 6-3 6-4

Garbiñe Muguruza si è imposta nel match di cartello della giornata, per la verità non bellissimo, in due ore e 19 minuti, interrompendo la corsa di un’altra bi-campionessa Slam ed ex numero uno WTA, Vika Azarenka, che è rimasta in partita pur perdendo il servizio sei volte di fila. Per Muguruza prosegue la strage di nomi altisonanti, dopo Stephens, Gauff e Konta.

 

2-1 Azarenka nei confronti diretti prima di questa sfida, con l’ultimo match proprio a Roma lo scorso anno, quando si ritirò la spagnola agli ottavi, mentre qualche mese prima era stata Vika ad abbandonare in corso d’opera durante la finale di Monterrey.

Entrambe piuttosto centrate all’inizio, soprattutto con il rovescio. L’iberica si è procurata le prime due chance, non consecutive, nel terzo gioco: ha risposto con colpi centrali ma potenti alle frequenti seconde dell’avversaria, approfittando di qualche iniziale esitazione in uscita dal servizio per salire a palla break, ma un errore di dritto e un rimbalzo infido l’hanno respinta. Nel gioco successivo, di contro, Vika non è stata così generosa, e rispondendo colpo su colpo ad ogni attacco di Muguruza l’ha portata a commettere tre non forzati per il 3-1, dimostrando di soffrire poco la prima potente di Garbine. Replica immediata, però, con la spagnola a disegnare entrambi i lungolinea per lo 0-40 prima di commettere altri errori esiziali, peccando di concretezza.

Azarenka, che questa settimana si è distinta sia per quanto fatto in campo (la bicicletta a Kenin al secondo turno) che per l’empatia mostrata nei confronti di Kasatkina, infortunatasi alla caviglia durante il tie-break del primo set di ieri, si è più volte lamentata dell’eccessiva altezza della sua panchina, e ha risolto il problema meditando come Siddartha sotto al fico:

Da lì ha gestito il punteggio con più punti diretti dal servizio (20/24 con la prima) e con le sue classiche variazioni di spin e direzione, sempre destabilizzanti per il tennis travolgente ma non troppo sfumato di Muguruza. La bielorussa ha chiuso il set con relativa tranquillità in 47 minuti, trovando punti soprattutto da sinistra e chiudendo su una risposta lunga dell’avversaria.

Bruttino il secondo set, con ben quattro break consecutivi: Azarenka è passata subito senza fare sforzi particolari, sfruttando altri tre dritti sbagliati e un doppio fallo, ma stavolta anche lei ha staccato la spina, sbagliando anche lei con servizio e dritto e riaprendo la contesa. Muguruza però non è stata da meno, e ha perso la battuta a zero continuando a soffrire la posizione avanzata dell’avversaria.

L’ultimo break, però, ha segnato un innalzamento del livello dell’iberica, che ha ritrovato il dritto per salire 2-2 grazie a un altro doppio fallo della bielorussa, il quinto. La chiave in questa fase è stata una maggior accortezza di Muguruza, che ha smesso di spingere già dal terzo colpo per aprirsi gli angoli a poco a poco e ha poi strappato la battuta ad Azarenka per la terza volta procurandosi due chance su una volée non chiusa dalla bielorussa e passando alla seconda occasione su un dritto lungo.

L’incanto è durato poco, sfortunatamente per lei, e un rovescio sbagliato dal centro ha regalato lo 0-40 ad Azarenka, tornata in gioco grazie a… un doppio fallo, ça va sans dire. Vika era in un momento di astenia anche peggiore del suo, però, e l’ha mandata a servire per il set prima di risvegliarsi dal torpore e trovare i suoi migliori colpi di giornata (un passante in corsa, un rovescio vincente dal centro e una combo drop/lob) per andare guadagnarsi tre palle dell’ennesimo contro-break, ma Muguruza ha tenuto e ha portato la partita al terzo grazie a due rovesci appena larghi dopo un’ora e 32 minuti. Per Azarenka 5/21 al servizio nel parziale. L’impressione è che i tanti match giocati (17 in 28 giorni) abbiano iniziato a pesare sulla pur imperturbabile Vika.

Il terzo set è iniziato allo stesso modo, con tre break consecutivi e qualità intermittente. Vantaggio immediato per Muguruza grazie a un doppio fallo di Azarenka, quasi una superfetazione scriverlo, e contro-break a zero con un bel passante e un cross di dritto imprendibile. Nel gioco successivo, 0-40 in favore della spagnola, imprecisa inizialmente ma brava a chiudere lo smash per il 2-1 e servizio. Azarenka è riuscita a tenere la battuta dopo sei break subiti di fila per accorciare, e improvvisamente il livello del match è salito: Muguruza ha vinto un punto straordinario con un dritto lungolinea al termine di una strenua difesa:

Ciononostante, ha concesso tre palle break non consecutive, e, pur salvando le prime due con degli ottimi punti giocati in progressione, si è fatta raggiungere con un rovescio lungo. Proprio quando Vika sembrava essere tornata ai livelli dell’ultimo mese, Muguruza è però riuscita a rialzarsi nell’ottavo gioco, salvando una palla break con il rovescio, e ha vinto 11 degli ultimi 13 punti, breakkando a zero nel nono e chiudendo al terzo match point grazie a un rovescio in rete dell’avversaria. Domani affronterà Halep.

[1] S. Halep b. Y. Putintseva 6-2 2-0 rit.

Di breve durata l’incontro che ha aperto la giornata sul Centrale, dove Simona Halep ha approfittato del ritiro di Yulia Putintseva dopo soli 48 minuti. La kazaka è partita bene, procurandosi due palle break nel terzo gioco, ma una volta sprecate quelle ha sofferto il pressing da fondo della prima favorita del torneo, per poi soccombere a un problema alla parte bassa della schiena – i lunghi match precedenti contro Martic e Rybakina hanno probabilmente influito.

La rumena raggiunge così la sua quinta semifinale romana (non ha mai perso ai quarti), e cercherà di conquistare il suo primo titolo. Interrogata sul vuoto a forma di Roma nel suo palmares, Halep ha risposto: “Vincere qui è il mio obiettivo più importante al momento. Voglio davvero questo trofeo. Amo giocare qui, e ho raggiunto cinque semifinali, quindi magari avrò una chance nel futuro immediato“.

[12] M. Vondrousova b. [4] E. Svitolina 6-3 6-0

La finalista del Roland Garros 2019, Marketa Vondrousova, ha battuto la campionessa di Roma del 2018 e 2019 in 80 minuti. Sei palle break non sfruttate nei primi due giochi da Svitolina, stranamente fallosa (16 unforced) e destabilizzata dai cambi di ritmo dell’avversaria, dotata di un dritto mancino molto carico che tiene le avversarie lontane dal campo per poi colpire con soventi palle corte. La ceca si è allora portata avanti nel gioco successivo, e ha addirittura sprecato due palle per il 5-1 prima di concederne un paio all’avversaria, cancellate però da un rovescio largo e da un drop – zero su otto per Svitolina con le palle break nel parziale. Set estremamente combattuto, con sei game ai vantaggi, ma chiuso a zero da Vondrousova su un dritto in corsa complicato tirato in corridoio dall’ucraina.

La ceca ha subito messo la racchetta avanti anche nel secondo, vincendo uno scambio di pittino e aggredendo una palla corta un po’ telefonata. Svitolina ha avuto una chance per rientrare grazie a un doppio fallo, ma Vondrousova si è schernita attaccando bene con il colpo bimane prima di scappare definitivamente nel gioco successivo, soffrendo solo nell’ultimo game del match prima di chiudere con l’ennesima palla corta chiosata da un pallonetto.

Marketa Vondrousova – Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

[2] Ka. Pliskova b. [11] E. Mertens 6-3 6-0

Non c’era solo Azarenka fra le reduci dello US Open, visto che sia Pliskova che Mertens hanno giocato a Flushing Meadows, e pure molto bene nel caso della belga (fermata solo dal ciclone-Azarenka). Il loro match odierno si è chiuso con la vittoria della campionessa uscente degli Internazionali d’Italia in due ore e otto minuti.

La ceca ha salvato due palle break nel game d’apertura, ma si è salvata e ha colpito nel game successivo per il rapido 3-0 iniziale. Pliskova avrebbe potuto allargare ulteriormente il gap, ma non è riuscita a sfruttare due occasioni non consecutive nel quarto game. Nonostante questo, ha chiuso facilmente il parziale per 6-3.

L’inizio del secondo sembrava aver indirizzato l’incontro definitivamente, visto che Pliskova era rapidamente salita 1-0 e servizio, e invece la belga ha iniziato a trovare continuità in risposta, arrivando a palla break in ogni turno di servizio dell’avversaria e vincendo cinque game di fila per mandarla al terzo dopo un’ora e 37 minuti. Pliskova ha commesso alcuni errori esiziali, come il doppio fallo sulla palla del 4-2 e il 15-40 non sfruttato sul 3-3.

All’inizio del terzo, però, la campionessa uscente ha ritrovato i suoi colpi, ed è salita 2-0 grazie a un paio di vincenti, uno in contropiede e uno di puro muscolo, beneficiando anche di un’esitazione di Mertens nello scendere a rete. La partita è finita lì, perché la belga è completamente uscita dall’incontro, subendo anche la beffa di un break a zero favorito dal nastro nel quarto gioco. Mertens ha avuto una chance per accorciare il divario subito dopo, ma una bella combinazione seconda-e-dritto di Pliskova l’ha ricacciata indietro, infornando il bagel poco dopo con tre risposte senza tema di smentita consecutive.

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WTA Toronto: Andreescu non ne ha più e cede al terzo set con Zheng

Non basta una buona versione di Bianca Andreescu per superare la cinese Zheng, decisamente più brillante nel parziale decisivo

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Qinwen Zheng batte Canada 2-0. La 19enne cinese ha infatti eliminato in tre set e altrettante ore di gioco la beniamina di casa Bianca Andreescu negli ottavi di finale del WTA 1000 di Toronto, dopo aver sconfitto al primo turno l’altra canadese Rebecca Marino. È stato un match che ha vissuto di alti e bassi per quanto riguarda gli standard di gioco e in cui alla fine ha fatto la differenza la maggiore brillantezza fisica della numero 51 del mondo (da lunedì sarà come minimo alla 40esima posizione). Nei due turni precedenti Zheng, che ieri ha sfruttato il ritiro di Jabeur a inizio secondo set, aveva infatti speso molte meno energie rispetto ad Andreescu, rimasta in campo cinque ore per avere la meglio di Kasatkina e Cornet. Nei quarti di finale, la cinese affronterà Pliskova che ha dovuto ricorrere anche lei al terzo set (e a sei match point) per superare Sakkari.

Q. Zheng b. B. Andreescu 7-5 5-7 6-2

Sul centrale del National Bank Open by Rogers di Toronto si affrontano le numero 51 e 53 del mondo. La padrona di casa Andreescu (#53) riesce subito a brekkare Zheng approfittando delle difficoltà della cinese con la prima di servizio. Il match è comunque molto equilibrato, con scambi intensi e pochi errori gratuiti. Sul 2-1 in favore di Andreescu, la cinese ha la prima opportunità per recuperare lo svantaggio ma il rovescio la tradisce. Bianca va in affanno anche sul 3-2, dove è il suo di rovescio ad essere croce e delizia: con lo stesso colpo, infatti, realizza prima due splendidi vincenti che atterranno entrambi negli ultimi centimetri di campo alla destra dell’avversaria e poi due gratuiti che permettono alla cinese di agganciare l’avversaria sul 3-3.

 

Ma la beniamina del pubblico non si scompone: nel gioco successivo decide di aggredire Zheng con il dritto sin dalla risposta e si riporta avanti nel punteggio. Ancora una volta, però, Andreescu non trova continuità e in un amen regala quattro punti e quindi il controbreak alla 19enne cinese. Il livello del match è sicuramente inferiore rispetto ai primi game e infatti in questa fase i giochi scorrono molto più rapidamente. Nessun cambiamento, invece, sul fronte della rumorosità degli spettatori, più volte richiamati dalla giudice di sedia. Il pubblico canadese viene però gelato quando Zheng infila tre punti straordinari (tutti ottenuti comandando lo scambio ma concludendolo sempre in modo diverso) che le permettono di chiudere il set dopo più di un’ora di gioco senza ricorrere al tie-break che sembrava ormai inevitabile.

In avvio di secondo parziale, Andreescu prova a ritrovare l’energia mostrata nelle battute iniziali del match e forse anche grazie alla spinta dei suoi tifosi riesce a non subire un break che avrebbe potuto rappresentare una mazzata più dal punto di vista piscologico che a livello di punteggio. In realtà, oltre all’aiuto del pubblico, risultano decisivi, su due palle break in favore di Zheng, soprattutto quello del net che rende imprendibile un colpo difensivo della canadese e quello della stessa cinese che commette un gratuito nello scambio. Nel quinto gioco è Bianca ad avere un’occasione per strappare il servizio all’avversaria: la canadese se la guadagna con una grande difesa e prova a replicare nel punto successivo ma Zheng è brava a non andare fuori giri. Entrambe, comunque, concedono molto poco nei loro turni di battuta a differenza di quanto successo nel primo set.

La giovane cinese sale così sul 5-4 e Andreescu deve servire per restare nel match. Qui la campionessa dello US Open 2019 gioca uno dei migliori game della sua partita: è il trampolino di lancio ideale per provare poi a brekkare l’avversaria. E infatti il break arriva puntuale con Zheng che, mostrando di sentire la tensione del momento, mette in campo solo una prima ed è imprecisa da fondo campo. Nel gioco successivo, invece, Bianca serve bene ed è attenta a non forzare. Per la gioia del pubblico si va quindi al terzo set dopo oltre due ore di grande lotta.

L’inerzia del match sembrerebbe dalla parte della giocatrice di casa, ma la cinese rientra subito mentalmente nel match e anzi è la prima ad andare vicina ad operare un allungo nel terzo set. Nel secondo game si guadagna infatti un break point con uno splendido rovescio lungo linea quasi in controbalzo, ma poi non regge la spinta dell’avversaria sulla diagonale di dritto. Zheng sembra comunque averne di più e infatti nel quarto gioco vince il punto più lungo (e bello) del match spingendo con il dritto sul rovescio della canadese: ritorna quindi ad avere palla break e questa volta la concretizza, ancora facendo male con il dritto.

Sembra la svolta dell’incontro: per qualche minuto, infatti, la cinese è ingiocabile ma basta un doppio fallo per interrompere il magic moment e far tornare in partita Andreescu che controbrekka. L’impressione che le sorti del match siano però nella racchetta della classe 2002 è confermata dal gioco successivo in cui è Zheng a fare tutto, tra errori e vincenti. Sono questi ultimi a prevalere – sempre più nettamente con il passare dei minuti – tanto che la numero 51 del mondo vince 10 degli ultimi 12 punti della partita aggiudicandosi l’incontro dopo 3 ore esatte. Per la cinese è il secondo quarto di finale a livello WTA, il primo in un WTA 1000.

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WTA Toronto: anche Swiatek è umana, Haddad Maia lotta e vince con merito

Prestazione eccessivamente fallosa col dritto per la n.1 Iga Swiatek. La brasiliana Beatriz Haddad Maia caparbia e aggressiva fin dall’inizio la spunta in tre set

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Iga Swiatek - Adelaide 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

B. Haddad Maia b. [1] I. Swiatek 6-4 3-6 7-5

Finisce con l’ennesimo dritto sbagliato della sua partita il torneo di Iga Swiatek al National Bank Open di Toronto. La n.1 del mondo è stata sconfitta 6-4 3-6 7-5 in tre ore di gioco da Beatriz Haddad Maia, che diventa la prima brasiliana a raggiungere i quarti di finale in un torneo WTA 1000. Per la n.24 si tratta del primo successo su una numero 1, mentre per Swiatek è la sesta sconfitta in stagione, una delle peggiori forse in termini di livello di tennis ma non di carattere.

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IL MATCH – La mancina brasiliana ha saputo resistere alla grande alle accelerazioni di dritto di Iga, rispondendo sempre colpo su colpo. Anzi ben presto è Haddad Maia ha prendere il controllo degli scambi, mettendo a segno il break che decide il primo set nel quinto game, subito confermato a ‘0’. Senza concedere neanche palle break, Haddad Maia si invola verso un 6-4 meritatissimo, nel quale entrambe le tenniste hanno giocato in maniera aggressiva e lineare cercando spesso la rete, e la maggior brillantezza della n.24 del mondo ha fatto la differenza. Bilanciata da troppi errori di Swiatek.

Uno dei momenti chiave del secondo set si verifica già nel primo, interminabile, game dove Swiatek annulla 5 palle break alla brasiliana. Le due tenniste, vittime della pressione, iniziano a sbagliare con più frequenza nel momento di chiudere il game, e quella che pian piano inizia a ritrovare il ritmo è la n.1 del mondo. Questa maggior fiducia si manifesta in due palle break consecutive in favore della polacca sul 2-1 ma, nel momento di lasciare il segno, i colpi di Iga tornano a sfarfallare causando errori gratuiti. Il match prosegue sui binari dell’equilibrio e dell’incertezza, con svariate occasioni da ambo i lati, e con gli scambi che assumono sempre di più la forma di un braccio di ferro. L’opaca prestazione di Swiatek – oggi troppo fallosa per i suoi standard – è certificata anche da questo dato: il primo break in suo favore arriva dopo un’ora e 38 minuti di match. Di positivo è che si rivelerà decisivo nell’economia del secondo set, apportando benefici anche nel resto del suo gioco.

Con dritto e servizio sulla via della guarigione, la 21enne polacca ritorna in parità chiudendo il secondo set 6-3. Purtroppo per lei però, Beatriz è un osso dure e il suo black out dura poco; ad inizio terzo set la brasiliana con una buona dose di grinta (anche vocale) resta aggrappata al match, mentre Iga costantemente alla ricerca del suo gioco, appare a tratti persino scoraggiata. Anche questo sentimento però è passeggero, e con l’avvicinarsi del traguardo le due tenniste vogliono assicurarsi di lasciare tutto in campo. Inutile a questo punto fare il conto delle occasioni (sfruttate e mancate a bizzeffe) con Swiatek avanti anche 4-2 e servizio ma subito riacciuffata. 

L’impressione tuttavia, anche nei rari scambi in cui la n.1 prende il sopravvento, è che sia Beatriz Haddad Maia la più convinta di poter agguantare la vittoria, e alla fine così sarà. La suspense però rende intrigante anche il finale di questo match dove a più riprese la polacca concede match point in risposta. Il primo sul 5-4 viene annullato con un ace centrale, ma un paio di game più tardi, sul 6-5, la resistenza di Swiatek finisce per cedere e un dritto largo regala a Haddad Maia la gioia più grande della sua carriea.

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WTA Toronto: a Giorgi non basta un match point, troppo solida Pegula. Fuori la campionessa in carica

Match colmo di rimpianti per l’azzurra Camila Giorgi, rimontata da Jessica Pegula. Vincitrice del torneo nel 2021, questa sconfitta al 3° turno le costerà l’uscita dalla top 60

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Camila Giorgi - Montreal 2021 (foto Instagram WTA)

[7] J. Pegula b. C. Giorgi 3-6 6-0 7-5

Paganini non ripete, si diceva, e a quanto pare anche Camila Giorgi è di quest’avviso. Ma nel suo caso, la mancanza di ripetizione nel vincere l’Open del Canada, o quantomeno arrivare in fondo, è una tragedia, sportivamente parlando. La meritata vittoria di Jessica Pegula, brava a crederci e a fare sempre il suo compito senza permettere alla maceratese di prendere troppo in mano la bussola, arriva per 3-6 6-0 7-5, ma soprattutto porta l’impossibilità di difendere i 900 punti in scadenza, e automatica discesa fino al n.65 del ranking per Giorgi. Restano i rimpianti di un set di vantaggio, un break nel terzo set, e anche un match point, tutti infrantisi sul muro della costanza dell’americana (oltre che su un servizio troppo assente), che si dimostra n.7 al mondo non per caso. Trova il terzo quarto di finale 1000 dell’anno Pegula, dopo Miami e Madrid (dove si arrese solo in finale a Jabeur) e si mette in prima fila per un posto tra le protagoniste dell’estate. Per quanto riguarda Camila, la speranza è che riparta con la giusta testa per scalare la classifica e tornare dove merita.

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IL MATCH – Stessa partenza del match contro Raducanu: orrendo game al servizio di Giorgi, 7 seconde su 10, e chiaramente possibilità per Pegula di spingere con consistenza e portare a casa il break. Ma appunto, ciclicamente, il game in risposta che segue si snoda tra buoni cambi e spinte col rovescio di Camila e qualche gratuito dell’americana, che rimettono subito in parità la partita. In risposta, anche sfruttando il lato del campo a favore di vento (violento oggi a Toronto) la n.2 d’Italia continua a tenere un livello impressionante, ingestibile sul lato del rovescio, che riesce a giocare per quanto Pegula provi ad evitarlo cercando il dritto. E così, altro break, che stavolta vale il vantaggio a Giorgi. Col proseguire del set le cose si mettono ancora meglio per l’azzurra, imponente da fondo anche con il dritto, e pochi errori a referto in proporzione ai rischi corsi. Camila riesce ad alzare il livello anche al servizio, più regolare e incisivo, impedendo dunque da un lato di trovare ritmo a Pegula, dall’altro rendendolo impossibile anche rispondere come sa e allungare un po’ lo scambio. Una partenza un po’ a rilento, e un finale in crescendo, regalano dunque il primo set per 6-3, meritatamente, a Giorgi, a segno in tre degli ultimi 4 giochi in risposta.

Il secondo set segue in avvio le orme del primo, ma in maniera drasticamente peggiore, vedendo un doppio break a favore di Pegula. L’americana, complice una Giorgi ora un po’ più evanescente, sembra più decisa e in ritmo, come se avesse trovato le adatte contromisure alle accelerazioni dell’azzurra, e può essere la vera chiave della partita. Troppo lungo il blackout di Giorgi, , che appare scollegata e in 24 minuti perde rovinosamente 6-0 un parziale da dimenticare, mai realmente iniziato (terzo bagel dell’anno per Camila). Ma, per quanto le sue colpe siano alte, vanno comunque celebrati i meriti della sua avversaria, ora decisamente in palla e solida, brava a tenere su ogni punto e accelerare quando può, neutralizzando i vincenti di Giorgi, che chiude con un saldo di meno 11 tra colpi definitivi e non forzati.

Il terzo set si apre sull’equilibrio, grazie a una Giorgi che riesce a restare a galla e trova a tratti qualche sprazzo di ciò mostrato inizialmente in risposta, ma con poca soluzione di continuità; idem però la Pegula, solida al servizio, regolare da fondo, ma incapace dello strappo. Nel sesto gioco ecco però il graffio di Camila, complici due doppi falli in apertura di game dell’americana, che danno coraggio all’azzurra, propositiva e pronta anche ad avanzare all’occorrenza, così da andarsi a prendere di prepotenza un pesante break proprio nel momento in cui l’avversaria sembrava aver trovato la quadratura. Brava però a non scomporsi Pegula nel gioco successivo, in cui continua ad andare a segno da dietro, mettendo pressione a Giorgi, che sciorina errori in serie regalando un immediato contro-break. Spreca un match point l’azzurra, buttando via la risposta nel decimo game, un’altalena di doppi falli e prime vincenti da parte di Pegula. Purtroppo l’occasione pesa in Camila, che gioca il primo brutto game al servizio del set, chiudendolo con un doppio fallo e mandando l’americana a servire per il match senza che abbia dovuto chissà quanto impegnarsi. E l’impegno è minimo anche al momento di chiudere per la n.7 del seeding, che non trema, sale sul carro degli errori di Giorgi con l’ennesima prova di regolarità e porta a casa un set in cui ha avuto più coraggio e più serenità, strappando per il secondo anno consecutivo il pass per i quarti di finale dell’Open del Canada, dove partirà da chiara favorita contro una tra Riske e Putintseva.

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