Gli outfit dello US Open 2020

Focus

Gli outfit dello US Open 2020

Bene (per una volta) Serena Williams. Benissimo Osaka. Agassi è di nuovo tra noi. Djokovic impeccabile… non come in campo. A Berrettini serve più fantasia

Pubblicato

il

Serena Williams - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Anche i tennisti sono rimasti loro malgrado in pigiama e pantofole per un sacco di giorni. Niente scarpe, fascette e polsini. Immaginiamo che avranno avuto una voglia matta di tornare a sfoggiare quelle che sono le loro uniformi, come il camice per il dottore, la toga per gli avvocati e la divisa per i poliziotti. A maggior ragione considerando che il primo Slam dell’era post-Covid è stato lo US Open, dove si sa, in termini di outfit, vale un po’ qualsiasi cosa. E noi siamo lieti, a pochi giorni dall’inizio del Roland Garros, di poter tornare a commentare quelli che sono riusciti a scegliere gli abiti migliori e quelli che invece, a forza di girare per casa con quello che trovavano, hanno perso il buon gusto in fatto di vestire.

Serena Williams – Nike

Finalmente! No, Serena non ha vinto il tanto agognato 24esimo titolo Slam – fermata in semifinale da un’ispiratissima Vika Azarenka – ma, per una volta, ha centrato la mise in campo. Nike le ha creato un abito elegante dalle linee abbastanza classiche, mettendo da parte gli eccessi di dubbio gusto. Molto graziosa la gonna dai volant asimmetrici ma senza esagerazioni. Azzeccati i colori: beige per la sessione diurna e rosso carminio per quella serale. Unico neo, l’elastico per capelli col doppio pon pon. Un po’ naïf e fuori contesto ma, trattandosi di un piccolo accessorio, glielo perdoniamo. (Laura Guidobaldi)

Serena Williams – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Novak Djokovic e Lacoste

Lacoste dimostra ancora una volta l’estrema eleganza nella scelta dei completi con i quali presentare a un torneo il suo uomo immagine: il numero uno del mondo Novak Djokovic. Le due versioni disegnate per lo US Open sono complementari: sfondo blu elettrico con il lato destro decorato da righe oblique candide, per i match serali e maglietta total white, con le medesime righe color blu elettrico, per i match giocati sotto il sole di Flushing Meadows. Il pantaloncino si intona di volta in volta al colore delle righe creando un effetto molto chic. Anche a New York, quindi, Lacoste si conferma indiscussa regina di stile nel mondo del tennis, senza strafare ma puntando su uno stile semplice e classico. Il bianco piace sempre molto. Certo il completo con la maglietta candida non passerà alla storia per aver però portato fortuna a Nole nel match contro Carreno Busta, ma questo è un altro discorso!

 
Novak Djokovic lascia il campo dopo lo squalifica – US Open 2020 (via Instagram, @djokernole)

Il coccodrillo colpisce nel segno però anche con la sua collezione “basic”, riservata a tutti coloro che non si chiamino Djokovic. La polo di Daniil Medvedev è ad esempio un riuscito gioco di linee (due verticali, bianche, spezzate a metà) e colori molto classici (il blu sulla spalla e il nero nel resto). Peccato per le scarpe verde acido Nike che ci stanno a dire ben poco. In ogni caso se il russo ha fatto un passo indietro nel risultato rispetto all’anno scorso, fermandosi in semifinale, ha fatto un passo in avanti nel look rispetto alla rivedibile fantasia a ragnatela che gli era stata appioppata nel 2019. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Naomi Osaka – Nike

Nike si ispira a un quadro di Mondrian per infilare Naomi Osaka in una tuta da super eroina. Come consuetudine a New York il modello viene presentato in due diverse varianti: il colore dominante resta in entrambe le versioni il viola, ma le forme geometriche che completano il look sono in un caso salmone e arancione chiaro, nell’altro nere e giallo fluo. La tutina super aderente viene smorzata da un paio di short che Osaka indossa sopra quella che pare essere una seconda pelle. Un completo molto difficile da sfoggiare, ma che Naomi riesce a valorizzare al meglio trasformandolo in uno degli outfit più riusciti e originali di questa edizione dello US Open.

Naomi Osaka – US Open 2020 (photo by Adam Glanzman/USTA)

Naomi a New York si dimostra una vera eroina, non solamente per aver conquistato il suo terzo titolo Slam, ma soprattutto per il coraggio di utilizzare la sua immagine a sostegno della lotta contro il razzismo. Osaka ha giocato sette match e a ogni ingresso in campo ha indossato una mascherina nera con scritto il nome di una vittima del razzismo. Naomi ha alzato al cielo la coppa indossato l’outfit viola, nero e giallo. Una volta rientrata nello spogliatoio è scivolata fuori dalla sua tutina per infilarsi la maglia di un altro eroe dello sport: Kobe Bryant. E così con il numero otto dei Lakers in bella vista è tornata sull’Arthur Ashe per le foto di rito. Perfetta anche nel cambio d’abito finale, insomma. (Chiara Gheza)

Collezione Nike Agassi

Un outfit nel segno dell’amarcord. La collezione dedicata al “Kid” di Las Vegas ci fa rivivere gli anni d’oro del giovane ex campione, rivoluzionario non solo nel maneggiare la racchetta con esasperato anticipo, ma anche nell’osare una mise inedita e “ribelle”. Ed ecco l’acrobatico Shapovalov indossare la celebre T-Shirt con maniche larghe giallo fosforescente, molto anni ’90, che staccano benissimo sul bianco della parte anteriore e il nero sulla schiena. E poi i mitici pantaloncini di jeans, portati sopra gli short aderenti giallo fluo. Il tutto è ovviamente molto psichedelico e futurista, in perfetto stile US Open. Il revival è una bella idea, tuttavia dal punto di vista prettamente estetico e dell’eleganza non era il massimo allora e non lo è neanche trent’anni dopo. Ma almeno “Shapo” non si è ossigenato i capelli e sfoggia un biondo naturale. E niente capelli a spazzola. Decisamente più classy il canadese anche se il cappellino portato al contrario sarebbe sempre da evitare.

Futurista, sgargiante e grintosa anche la collezione femminile. Vika Azarenka indossa magnificamente gli short di colore fucsia. I pantaloncini le portano decisamente bene, li indossava anche quando vinse il suo primo titolo Slam a Melbourne, nel 2012. La canotta, semplice e accollata, anch’essa fucsia, è variegata con “macchie” viola e righe diseguali bianche, con un pizzico di giallo fluo. Semplice ma accesa, essenziale ma esplosiva, proprio come il gioco di Vika in campo. (Laura Guidobaldi)

Vika Azarenka – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Collezione Adidas

Semplicità e sobrietà per la collezione Adidas di fine agosto, con un tocco di vivacità grazie al color ciclamino. Per Sascha Zverev pantaloncini dalla tinta accesa abbinati alla T-shirt grigio chiaro lievemente “spruzzata” di grigio perla, gli conferiscono un’aria un po’ sbarazzina. Anche la fascetta sulla fronte, dello stesso colore degli short, contribuisce a ravvivare un completo decisamente classico.

Alexander Zverev – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Anche la versione Adidas femminile è, come sempre, raffinata. Forse questa volta manca un po’ di originalità ma il gonnellino è comunque vezzoso con, inoltre, un tocco di “grinta”, grazie alla tinta “dégradé” del color ciclamino. Così come è di buon gusto la canotta bianca con il richiamo del colore viola chiaro della gonna sui bordi delle spalline. La fascetta è rigorosamente colorata, come il gonnellino. Tutto molto carino ma non eccezionale. (Laura Guidobaldi)

Karolina Muchova – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Collezione Fila

Fila sceglie un completo spezzato per vestire Sofia Kenin a New York: canotta blu in stile marinara e gonnellino a vita alta verde menta. La tonalità scelta per la gonna è accesa, allegra e fuori dagli schemi. Forse la forma della stessa si potrebbe rivedere poiché sembra troppo corta e troppo aderente, quasi scomoda per muoversi sul campo. Lo stesso outfit, ma con gonnellino svolazzante avrebbe potuto essere tra i più riusciti di questo Slam, in campo femminile.

Sofia Kenin – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Per i maschietti il brand di Biella sceglie un abbinamento più sobrio. Il blu navy per la maglia viene confermato anche in versione uomo. La tonalità molto scura è illuminata da sottili linee orizzontali che decorano l’intera maglietta. Il pantaloncino è invece classico, bianco con un paio di inserti laterali blu e rosso. Diego Schwartzman abbina poi il polsino blu e rosso completando così un outfit perfetto e senza tempo. Non certo il look più originale visto a Flushing Meadows, ma decisamente di classe e, come insegna Chanel, lo stile e la classe non passano mai di moda. (Chiara Gheza)

Diego Schwartzman – US Open 2020 (photo by Mike Lawrence/USTA)

Matteo Berrettini – Lotto

Ennesimo outfit di Matteo Berrettini, firmato Lotto, molto lineare e semplice. Fin troppo lineare e semplice. Maglietta rosso fuoco con bordino navy e stemma dello storico marchio di Treviso in bianco. Pantaloncini navy a richiamo. Nessun fronzolo. Che ne so una striscia sulla maglietta, dei motivi nei pantaloncini. Nulla di nulla. Zero assoluto. Il risultato è inevitabilmente ordinario per non dire banale. E dire che in questi tempi di revival anni novanta Lotto potrebbe attingere ai meravigliosi completi indossati in quegli anni da Boris Becker e Thomas Muster, con i loro motivi colorati e sgargianti, rivisitandoli in chiave moderna. Ci riflettano per favore che cominciamo ad essere stanchi di vedere il nostro bel Matteo vestito in maniera così scialba. (Valerio Vignoli)

Matteo Berrettini – US Open 2020 (courtesy of USTA)

Andy Murray – Castore

Castore è il nome di una montagna del massiccio del Monte Rosa alta oltre 4mila metri e di un sistema stellare facente parte della costellazione dei gemelli. Non si sa a cosa i fratelli Beaton, Tom e Phil, nativi di Liverpool, ex sportivi di alto livello, rispettivamente nel Cricket e nel Calcio, si siano ispirati quando hanno fondato l’omonimo brand d’abbigliamento sportivo. In ogni caso l’obiettivo era puntare in alto. Molto in alto. A quello che probabilmente è uno degli atleti, se non l’atleta, più riconoscibile del Regno Unito, ovvero l’ex n.1 del mondo Andy Murray. Dall’inizio del 2019, il fenomeno scozzese veste infatti gli outfit di questo piccolo ma ambizioso brand locale, con un simbolo formato da due ali.

Andy Murray – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

La collaborazione era partita all’insegna della semplicità, con T-Shirt eleganti e semplici, in puro stile Murray, come quella indossata nello sportivamente drammatico match contro Roberto Bautista Agut agli Australian Open. In questi US Open post-Covid però c’è stato il salto di qualità, con uno degli outfit della seconda edizione della Andy Murray Collection (AMC). Raffinatissima e al contempo aggressiva la maglietta bianca con due righe blu notte abbinata a pantaloncini blu notte con laccetti bianchi. So British. Un outfit non per tutti. In tutti i sensi dato che la combo top-pantaloncini sul sito ufficiale costa in totale 150 euro. Ma si sa, lo stile ha un prezzo. (Valerio Vignoli)

Jan-Lennard Struff – Diadora

Da un paio di stagioni Diadora, marchio iconico nel mondo del tennis, basti pensare alle scarpe di Bjorn Borg o alle polo di Gustavo Kuerten, si è riaffacciata nel tennis che conta. Lo ha fatto con una scelta di testimonial non di primissimo piano ma comunque interessanti: l’esperto olandese Robin Haase, l’esplosivo tedesco Jan-Lennard Struff e il giovane spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. Gli outfit sono un trait d’union tra passato e presente. Tagli e fantasie un pò retrò, colori e vestibilità assolutamente contemporanee. La collezione del marchio veneto per questi US Open era tutta giocata sul verde, nelle su diverse sfumature: verde bosco (nel chevron sulla maglietta e nei pantaloncini), verde acceso (nella parte superiore della t shirt) e verde lime (nelle finiture). Un look riconoscibile e di impatto che riporta dritto dritto Diadora al top nel settore. (Valerio Vignoli)

Jan-Lennard Struff – US Open 2020 (courtesy of USTA)

Bonus Off Court – Non sappiamo chi sia e chi abbia fatto l’abito ma vorremmo saperlo al più presto

Per quanto ci si possa vestire in maniera stravagante per seguire una partita di tennis è difficile farsi riconoscere tra la folla. Soprattutto tra quella immensa dell’Arthur Ashe Stadium. Ma quest’anno era tutto diverso come ben sappiamo. E così abbiamo potuto apprezzare come merita questo fenomenale completo a pois multicolori con la cravatta in tinta sfoggiata da uno dei pochissimi spettatori. Non è dato sapere chi sia quest’individuo e cosa ci facesse sugli spalti mentre Medvedev e Rublev se le davano di santa ragione. Dai commenti su Twitter pare possa essere uno degli Chef presenti nella bolla newyorkese. Così come non è dato sapere dove abbia comprato il suo outfit. Fatto sta che è magnificamente kitsch. Numero uno vero. (Valerio Vignoli)

Il calendario compresso di questo 2020 ci impone di darvi appuntamento già tra tre settimane, quando commenteremo le scelte compiute dai vari marchi per il Roland Garros pronto a cominciare: saranno lanciata nuove collezioni o verranno ‘riciclati’ i completini dello US Open, con i quali i giocatori sono scesi in campo anche a Roma? Non molto è trapelato sinora, tranne le scelte di Nike già rese note a maggio – Nadal dovrebbe vestire così; si tratta però di una collezione estiva, pensata prima del rinvio del torneo a settembre. Non resta che attendere la prova del campo.

Continua a leggere
Commenti

Italiani

La crescita costante di Lorenzo Sonego: perché la vittoria su Djokovic non è un caso

Battere il numero uno del mondo non è da tutti. Lorenzo si è fatto trovare pronto: la pazienza, la costanza e la determinazione l’hanno premiato. E continueranno a farlo

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - ATP Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Diventare il numero uno del mondo è il sogno di ogni tennista, ma più in generale di ogni sportivo. Lo è quando ci si approccia alla disciplina, quando arrivano i primi risultati importanti, ma non appena si assaggia il circuito professionistico le prospettive per la maggior parte dei giocatori iniziano a cambiare e allora il sogno più realistico non è arrivare al numero uno, ma almeno battere chi quella posizione la occupa. Lorenzo Sonego fa parte di questa ampissima schiera di atleti e dal pomeriggio di venerdì trenta ottobre è entrato anche nel più ristretto club di chi è anche riuscito a battere (con soli tre game concessi) il primo giocatore del mondo (in Italia ci sono riusciti solo in 6 nell’Era Open), tale Novak Djokovic.

L’ascesa silenziosa di Lorenzo Sonego

Ciò che si è visto ieri all’ATP 500 di Vienna ha però radici lontane. E soprattutto è frutto di un mix di pazienza, determinazione e costanza, le tre caratteristiche fondamentali del 25enne torinese. Nel 2018 parlammo di un’ascesa silenziosa, un lavoro a tappe descritto dal suo allenatore, Giampiero Arbino, nel pezzo che vi riproponiamo. Pochi exploit difficili da confermare nel tempo, ma risultati importanti ottenuti in maniera graduale, accostati al miglioramento dei fondamentali di gioco. Insomma, un esempio da seguire per chi vuole fare di questo sport una professione. E ‘Gipo’ al tempo si sbilanciò: “Non bisogna avere fretta, io sono convinto che il suo anno sarà il 2020“. Sembra però che ogni anno sia quello di Sonego: dopo gli ottimi risultati del 2019, si è migliorato nel 2020 e chissà dove arriverà nel 2021. Certamente neanche la pandemia ha potuto fermare l’ascesa (silenziosa) di Lorenzo.

 
Lorenzo Sonego – Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Quando uscì quell’intervista, Sonego era già entrato nei primi 100 giocatori del mondo. Il traguardo coincise con la vittoria del Challenger di Genova, probabilmente uno dei successi che il torinese ricorda con più piacere. Vinse contro Dustin Brown in finale 6-1 6-2 di fronte alle tribune gremite che facevano il tifo per lui sin dall’inizio del torneo. Fu un successo significativo non solo per lui, ma anche per il torneo sé e per la città di Genova, colpita un mese prima dal disastro del ponte Morandi, ma pronta a rialzarsi anche con quel piccolo momento di distrazione (e gioia) legato al successo del ragazzo italiano sui campi di Valletta Cambiaso.

Berrettini e Sonego, due gemelli più amici che rivali in cerca di gloria

Come già detto, più che il 2020 (come pronosticava il suo coach) è il 2019 l’anno di Sonego, che a Montecarlo arrivò fino ai quarti di finale, mai così avanti in un Masters 1000. Curiosamente il suo primo titolo ATP lo vince sull’erba di Antalya, non certo la sua superficie preferita, ma arriva nei mesi in cui esplode definitivamente il talento di Matteo Berrettini. I due sono molto amici, anagraficamente li sperano solamente cinque mesi e il loro percorso ha molti punti in comune, soprattutto l’affermazione più “tardiva” dei due nel circuito rispetto ai Sinner e ai Musetti.

Queste somiglianze portarono il direttore Scanagatta a definirli “gemelli e amici” in un pezzo risalente allo US Open 2019, che vi invitiamo a rileggere per scoprire di più sulla loro amicizia. Un rapporto nato nei tornei amatoriali prima, poi rinforzato dai tornei giocati assieme nel circuito maggiore, quando ancora i risultati faticavano ad arrivare, ma la fiducia non mancava. In quello US Open Matteo arrivò in semifinale, Sonego perse al secondo turno un match che poteva gestire meglio contro Andujar. Se i terreni che i due hanno battuto sono pressoché gli stessi, perché non sperare in un qualcosa di simile, Lorenzo?

Sonego vince un tie-break da leggenda: è agli ottavi del Roland Garros

Diciamo che nell’ultimo Slam si è avvicinato abbastanza a un traguardo simile. Sul mattone tritato parigino (insolitamente in autunno), Lorenzo ha giocato per la prima volta negli ottavi di finale di uno Slam. Dopo le vittorie nei primi due turni contro Gomez e Bublik, il tabellone gli ha proposto l’americano Taylor Fritz, un brutto cliente, ma battibile su terra. Questo è lo spirito con cui è entrato in campo il torinese, con la consapevolezza di poter vincere la partita. E non solo ci è riuscito, ma l’ha fatto in tre set, vincendo anche il tie-break più lungo della storia del Roland Garros (19 punti a 17, annullando ben nove set point). Una dimostrazione di forza straordinaria, che ci ha mostrato come il potenziale più grande Lorenzo non lo ha nel dritto o nel rovescio, ma nella mentalità.

Lorenzo Sonego – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Questi risultati che abbiamo sinora ripercorso hanno conferma totale nell’analisi della crescita di Sonego in classifica mondiale:

  • 2014: n. 812
  • 2015: n. 370
  • 2016: n. 300
  • 2017: n. 212
  • 2018: n. 107
  • 2019: n. 52

È sicuro di ottenere il suo nuovo best ranking da lunedì grazie al risultato di Vienna (oggi, non prima delle ore 15, giocherà la semifinale contro Evans). Di sicuro sarà numero 35 ATP, ma in caso di raggiungimento della finale potrebbe salire al numero 32 (proprio dietro Evans, suo avversario oggi in semifinale, alle 15.30 circa) e la vittoria del titolo gli permetterebbe di sfondare per la prima volta tra i primi 30 del mondo, agguantando la 27esima piazza. Ma sicuramente Lorenzo non starà pensando a queste prospettive. E fa bene. Perché, come ci sta dimostrando, è meglio crescere un passo alla volta.

Continua a leggere

ATP

Il tabellone di Parigi-Bercy 2020

Sorteggiato il tabellone di Bercy, ultimo Masters 1000 della stagione. Zverev e Rublev dalla parte di Nadal, forfait di Thiem. Sonego debutta contro Bublik, Berrettini nel quarto di Tsitsipas

Pubblicato

il

Rafa Nadal - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

In un clima piuttosto surreale, mentre la Francia è tornata in lockdown costringendo gli organizzatori a chiudere le porte agli spettatori, comincerà l’edizione 2020 del Masters 1000 di Parigi-Bercy – l’ultimo torneo di categoria di questa stagione. Sarà appena il terzo ‘Mille’ stagionale a disputarsi, dopo Cincinnati e Roma, in virtù delle cancellazioni di Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Toronto e Shanghai.

Gli unici top 10 assenti saranno Roger Federer e il numero uno del mondo Novak Djokovic, detentore del titolo e recordman di vittorie sull’indoor parigino (cinque successi), ai quali si aggiunge il forfait dell’ultima ora di Dominic Thiem. Sarà assente anche il finalista in carica, Shapovalov, che ha deciso di concludere in anticipo il 2020 per concentrarsi sulla prossima stagione. Ci sarà invece Nadal, a cui questo trofeo manca nel palmares, e ci saranno i tre giocatori in lotta per gli ultimi due posti alle Finals di Londra: Andrey Rublev, Diego Schwartzman e Matteo Berrettini. In realtà le speranze di Matteo sono ridotte al lumicino, poiché dovrà raggiungere almeno la finale per scavalcare Schwartzman, che come Berrettini potrà aggiungere punti in classifica con ogni vittoria e dunque vanificare l’eventuale exploit del tennista romano. Rublev, invece, è praticamente già a Londra – ed è soprattutto in forma smagliante.

Tra gli outsider, occhio a chi ha fatto bene nei recenti tornei indoor – Humbert e Evans su tutti, ma anche Dimitrov – mentre sarà interessante vedere come reagirà alla prova del campo Zverev, coinvolto di recente da vicenda extra-tennistiche piuttosto preoccupanti.

 

IL TABELLONE – Parte alta

IL TABELLONE – Parte bassa

Tabellone completo (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] R. Nadal vs [15] B. Coric
[9] P. Carreno Busta vs [8] D. Goffin
[4] A. Zverev vs [13] G. Dimitrov
[12] S. Wawrinka vs [5] A. Rublev

[6] D. Schwartzman vs [11] K. Khachanov
[16] A. De Minaur vs [3] D. Medvedev
[7] M. Berrettini vs [10] M. Raonic
[14] F. Auger-Aliassime vs [2] S. Tsitsipas

I PRIMI TURNI DEGLI ITALIANI

[7] M. Berrettini bye
L. Sonego vs A. Bublik

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry list

  • Tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 8 bye)
  • 44(1) giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati (tabellone qualificazioni)
  • 4 wild card

Il sito ufficiale del torneo

Copertura televisiva

Il torneo sarà visibile su Tennis TV, la piattaforma streaming dell’ATP, e sui canali di Sky Sport. Le dirette partiranno ogni giorno alle 11 e i canali di riferimento saranno Sky Sport Uno e Sky Sport Arena (canale 204). Gli incontri potranno essere seguiti anche in streaming su NOW TV.

Calendario di gioco

Lunedì 2: primo turno
Martedì 3: primo e secondo turno
Mercoledì 4: secondo turno
Giovedì 5: ottavi di finale
Venerdì 6: quarti di finale
Sabato 7: semifinali alle 14 e alle 16:30
Domenica 8: finale alle 15

Continua a leggere

ATP

Rublev spodesta Thiem a Vienna: sfiderà un ottimo Anderson, che batte Medvedev

Tredicesima vittoria di fila in un ATP 500 per il russo, contro un Thiem non al top. Anderson ritrova la semifinale in un torneo ATP dopo quasi due anni

Pubblicato

il

Nella parte bassa del tabellone di Vienna giocheranno la semifinale i due sfavoriti (sulla carta) dei quarti di finale. Kevin Anderson e Andrey Rublev. A dirla tutta la vera sorpresa è la vittoria del sudafricano, che ha sbarrato la strada a Daniil Medvedev nel primo incontro in programma sui campi dell’ATP 500 austriaco. Rublev invece è ormai una certezza e nonostante Thiem non perdesse in Austria da 11 partite (ha vinto il titolo qui a Vienna e a Kitzbhuel lo scorso anno), la sua non può nemmeno definirsi un’impresa: quest’anno solo Novak Djokovic ha vinto più partite di lui (39 contro le 37 del moscovita).

Anderson e Rublev si sono sfidati un mese fa al terzo turno del Roland Garros. Il russo ha vinto agevolmente, ma è lecito aspettarsi tutta un’altra partita a Vienna e non solo per via della superficie. Kevin Anderson è tornato finalmente a brillare, ritrovando la semifinale dopo quasi due anni di attesa (l’ultima risaliva all’ATP di Pune di gennaio 2019). La sofferta vittoria del primo turno contro Dennis Novak ( tre match point annullati nel finale) l’ha sbloccato. Al secondo turno ha dato due set a zero a Carreno Busta e nei quarti ha riservato lo stesso trattamento a Daniil Medvedev, non di certo uno che non digerisce il cemento indoor.

La partita si è messa subito sui binari giusti per il numero 111 ATP (con questo risultato salirà almeno nei primi 90 del mondo). Con il break di vantaggio sin dal primo game, il sudafricano ha dovuto annullare solo una palla break nel primo set e nonostante Medvedev non abbia perso nemmeno un punto con la prima in tutto il set, il punteggio della prima frazione recita 6-4 Anderson, in 35 minuti. Anche all’inizio del secondo set il copione è rimasto lo stesso: la profondità in risposta di Anderson si è rivelata decisiva e il russo ha dovuto correre rischi enormi per poter salvare la battuta nei primi due game (quattro palle break salvata, con rovesci sulla riga e seconde di servizio sopra i 180 orari).

 

Alla fine è stato il tie-break a dare la semifinale ad Anderson. Dopo essere scivolato sotto 2-0, ha trovato tre mini-break per portarsi 6-3. Con un vincente di dritto e un solido passante Medvedev ha provato ha rientrare in partita, ma al servizio per portarsi sul 6-6 ha spedito lungo un rovescio non impossibile. Vittoria assolutamente meritata per Kevin, che non batteva un top 10 dal 2018 (Nishikori alle Finals). Allo stesso anno, proprio contro Nishikori in finale, risale il suo successo a Vienna, il suo primo successo a livello di ATP 500 in carriera.

ANDREY… IN SEMI – E parlando della categoria ‘500’ non possiamo che ricollegarci alla striscia di 13 vittorie consecutive di Andrey Rublev nella categoria d’argento (ha trionfato a San Pietroburgo e ad Amburgo). Oggi ha battuto per la seconda volta in carriera Dominic Thiem, per la prima volta sul duro e l’ha fatto addirittura a casa sua, dove difendeva il titolo. Ci si aspettava una partita entusiasmante, e così è stato. Ma solo nel primo set. Thiem ha avuto l’opportunità di fare gara di testa nel terzo game, ma ha mancato due palle break. Da lì in poi entrambi hanno infilato una lunga striscia di game rapidissimi, ma pieni di vincenti di alta qualità. E alla fine si è arrivati al tie-break, altrettanto spettacolare: dopo due punti in difesa, Rublev ha beneficiato di un dritto sparato lungo di qualche spanna da Thiem e con un ace si è preso il primo parziale.

L’austriaco ha iniziato a dare segnali non incoraggianti all’inizio del secondo. Infatti non riusciva più a muoversi così rapidamente come nel primo set, complice un fastidio al piede destro. Rublev, impassibile e costante nel suo martellamento da fondocampo, si è trovato avanti non di uno, ma ben due break, sul 5-1. Impossibile per questo Thiem, lontano dalla sua miglior forma atletica, anche solo tentare una rimonta. Avanza perciò in semifinale per la quinta volta in stagione il russo, dopo un’ora e 34 minuti. Negli ultimi quattro tornei vanta un impressionante bilancio di 17 vittorie e una sconfitta.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement