Gli auguri di Ubitennis a lettori e tennisti. Riflessi del biennio 2019-2020 con vista sul 2021

Focus

Gli auguri di Ubitennis a lettori e tennisti. Riflessi del biennio 2019-2020 con vista sul 2021

È d’obbligo essere ottimisti dopo l’annus horribilis segnato dal Covid-19. Un paio di azzurri (Berrettini, Fognini, Sonego, Sinner?) fra gli 8 delle ATP Finals a Torino e 10 nei top-100, l’ambiziosa lista dei desideri 2021. Federer sarà ancora lui? 4073 articoli pubblicati da Ubitennis

Pubblicato

il

Natale 2020

Cari lettori

so di rivolgermi ai più affezionati perché non può non esserlo chi venga a leggere Ubitennis nel giorno di Natale quando non c’è tennis, non ci sono le solite esibizioni natalizie alle viste e perfino lo Slam australiano è stato rinviato a febbraio come non era mai successo nella sua storia.

Quest’anno è stato durissimo per tutti e tutto. Spero si possano bruciare al più presto tutte le mascherine esistenti al mondo e restituirci quei sorrisi che ci sono tanto mancati insieme alla buona salute per tutti, all’abituale frequentazione degli affetti più cari, degli amici. Chi, come il sottoscritto, si considerava iper-fortunato per essere appartenuto alla prima generazione di italiani non incappata in una guerra, ha dovuto pagare inatteso dazio alla pandemia. In famiglia abbiamo contratto il virus in quattro su cinque e purtroppo uno di noi non c’è più. Né consola il fatto che fosse la persona più anziana, la nonna dei miei ragazzi, perché fino a fine novembre stava benissimo, sia pur con gli acciacchi inevitabili dovuti all’età avanzata. So bene che purtroppo c’è chi è stato colpito ancor più duramente, quindi guai a lamentarsi. Non serve a nulla farsi cattivo sangue.

 

La vita, per chi è rimasto, va avanti e parliamo allora con minor tristezza della nostra comune passione per il tennis. E il tennis non poteva restare al riparo dalla pandemia, anche se non essendo sport di contatto, a livelli dilettantistici è rimasto uno dei pochi sport che ha potuto continuare ad essere praticato. Il grande tennis professionistico invece ha “vissuto” meno di 6 mesi, fino a metà febbraio e al torneo di Indian Wells, e da agosto – neppur tutto – fino a novembre inoltrato. E va detto che, per come si erano messe le cose a un certo punto, quando si è temuto la cancellazione totale, è andata fin troppo bene. Per un centinaio abbondante di giocatori alla fine è stata una fortuna non da poco l’aver potuto partecipare a 3 Slam su 4, a 3 Masters 1000 su 9 più le finali ATP, a un discreto numero di tornei ATP. Alle giocatrici è andata un po’ peggio perché il circuito WTA è stato fortemente penalizzato dal prevalente rapporto del calendario autunnale con il circuito asiatico.

Per noi di Ubitennis abituati a seguire in più inviati i tornei sul posto è stato brutto, quasi doloroso per alcuni dovervi rinunciare. Nel mio caso si è trattato di interrompere una sequenza ininterrotta di 46 Wimbledon, 44 Roland Garros, 36 US open,  30 Australian Open (meno uno, “saltato” nel 2013). Per la grande maggioranza degli appassionati, cioè coloro che non hanno voglia e/o modo di seguire i tornei al di fuori che in tv (o streaming), è cambiato più il periodo di fruizione dello spettacolo tennistico che altro, anche se inevitabilmente si è ridotto.

Ubitennis avrebbe potuto pagare pesantemente tutto quanto è successo, ma grazie a voi ha – per così dire – contenuto le perdite in termini di traffico. Io presumo – e spesso sbaglio nel presumere – che i lettori più affezionati siano anche interessati a conoscere gli sviluppi del sito che spesso amano frequentare e che preferirebbero andasse bene piuttosto che male, in omaggio al cosiddetto spirito di appartenenza. Motivo per cui, parto dal sito per arrivare al tennis, sperando di non…presumere male, ma sapendo che altrimenti in fondo non arrivereste!

Jannik Sinner – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Il 2019 era stato un anno record per Ubitennis, grazie ai soliti grandi nomi, i Fab-3, ai giovani emergenti, ai primi exploit dei tennisti italiani piazzatisi nei top-ten (Berrettini e Fognini) e le prime affermazioni di un certo livello di altri (Sonego, Sinner). Quasi cinque milioni di utenti unici, oltre 41 milioni di pagine visualizzate, oltre 21 milioni di visite. Numeri impressionanti per un sito “verticale” che segue uno sport minore…perché in Italia rispetto al calcio sono tutti minori. Anche se qualcuno più …minore di altri. (E’ un errore voluto il “più minore”, i “maestrini della tastiera” si astengano dal bacchettarmi eh eh). Considerando che, come dicevo, si è giocato a tennis per meno di 6 mesi, se ci fossimo mantenuti sul trend dello scorso anno, avremmo dovuto perdere il 50% su tutti quei dati. Non è stato così. E di ciò devo ringraziare tutto il folto gruppo dei collaboratori, quello più presente da casa sua cui devo ovviamente maggior riconoscenza – anche se nessuno è full time e alcuni magari fanno un articolo o mezza giornata in una settimana – e quello meno.

I dati di Ubitennis 2020 registrano infatti un calo di appena il 7% fra gli utenti unici, del 17% per le visite/sessioni, del 25% per le pagine viste. Insomma quasi 5 milioni di utenti unici, oltre 17 milioni di visite, oltre 30 milioni di pagine viste. Insomma, tenuto conto delle circostanze, siamo andati molto meglio dell’anno scorso. E qui non vorrei far le figura di quei “politici” che avendo perso le elezioni cercano di dimostrare di averle vinte. Ma se con 6 mesi di non tennis abbiamo retto a quel modo significa che chi ha ha collaborato ha fatto un eccellente lavoro e quindi devo ringraziare almeno una cinquantina di amici che mi hanno sostenuto in tempi così difficili.

Del resto c’è un articolo che ha raccontato esaurientemente tutte le iniziative che sono fiorite in tempi di crisi, con lo sviluppo di tutti i social d’appoggio, Instagram (cresciuto di oltre 5.000 follower negli ultimissimi mesi), Facebook (cresciuto di 11.000), più i podcast, UbiRadio e chi più ne ha più ne metta. Ma direi che è particolarmente significativo il fatto che si siano pubblicati nel 2020 fino al 24 dicembre ben 4073 articoli, cioè una media di 11 articoli al giorno! Un impegno collettivo clamoroso da parte di tanti, tantissimi amici.

I tre articoli più letti:

  1. Tabellone maschile Roland Garros (96K)
  2. Sonego strapazza Djokovic (95K)
  3. Carreno Busta polemico con Djokovic (92.3K)

Follower social

Martina Trevisan al Roland Garros

Si respira nuova aria nel tennis italiano e questo senz’altro contribuisce a questi risultati. Infatti fioriscono di continuo varie iniziative, libri, spazi televisivi, interviste favorite anche dall’enorme sviluppo dei sistemi di videoconferenza causa smart-working  (Skype, Zoom, Video Hangout, Go to Meeting i primi che mi vengono in mente) e in Italia ha certo contribuito l’attesa per le prossime finali ATP a Torino.Già se ne parla ogni volta che si avvicina Berrettini, Fognini, Sonego e Sinner e tutti loro fanno capire di sognare di parteciparvi, pur consapevoli della difficoltà dell’impresa e quindi preoccupandosi anche di mettere le mani avanti. Ma insomma 2 anni fa questo sarebbe stato del tutto impensabile. Così come non era prevedibile che otto tennisti italiani conquistassero un posto fra i top-100 e altri fossero in procinto di bussare a quella stessa porta per entrarci anche loro, giovanissimi come Musetti in testa, ma non il solo.

Di riflesso ecco nuovi sponsor affacciarsi al tennis, anche di insolite categorie merceologiche, ecco nuovi manager internazionali che hanno scelto testimonial italiani. Tutto ciò lascia ben sperare per il futuro del tennis in Italia. Già in tempi recenti avevo osservato come stesse funzionando in Italia una diversa mentalità rispetto ad anni fa, come i team privati si fossero dati via via una filosofia operativa e una solidità strutturale ben diversa, come la FIT avesse finalmente cambiato atteggiamento e comportamenti nei loro confronti mettendo a punto un sistema oggettivo di incentivazione, dopo anni in cui si favorivano sistematicamente gli amici degli amici.

Mi ha fortemente stupito nei giorni scorsi leggere che, di fronte ai continui insuccessi del tennis sardo, Angelo Binaghi ha suggerito di commissariare il comitato regionale sardo. “Questo comitato va commissariato, è il peggiore della storia. E’ il peggiore che esista in Italia…Sono 25 anni che la Sardegna non esprime un giocatore entro i primi 300 del mondo. E nemmeno fra i primi 100 d’Italia! La Sardegna in 50 anni non è mai stata a un livello così basso…Nei primi 200 abbiamo 16 giocatori provenienti da 13 regioni che sono anche il prodotto di un sistema di tornei internazionali tra i migliori del mondo e la Sardegna, guarda caso, è la regione dove la maggior parte di questo tornei si gioca, ma non ha neanche un giocatore compreso fra i 142 italiani presenti nelle classifche ATP”.

Ipse, Binaghi, dixit.

Detto che a suo tempo fra i primi 100 italiani c’erano arrivati lo stesso Binaghi (fra il 20mo e il 30mo posto a cavallo degli anni 80), Murgia e Spiga, va detto anche che il presidente Antonello Montaldo, un fedelissimo di Binaghi, è stato rieletto recentemente e da 24 anni è a capo di quel comitato. Le critiche di Binaghi, uscite sull’Unione Sarda, hanno stupito i più…perché non solo Montaldo, ma tutti quegli uomini che hanno diretto il comitato regionale sardo, sono uomini che ha voluto e appoggiato sempre lui. Molti amici mi hanno scritto, proprio dalla Sardegna, segnalandomi quell’incongruenza, chiedendomi come me la spiegassi. Ho loro risposto che non me la spiego, ma dicendo che se quelle dichiarazioni le avessi fatte io…come minimo mi sarebbe arrivata una querela da qualche parte. Certo è che, sotto il lodevole impulso dello stesso Binaghi (e dell’autonomia finanziaria della Regione Sardegna, regione a statuto speciale) l’attività organizzativa, fra Coppa Davis, Fed Cup, tornei ATP e Futures vari al Forte Village, non ha certo fatto mancare la promozione del tennis. E tutto questo dà ragione alle critiche avanzate dallo stesso Binaghi.

Ma prima che qualcuno mi scriva…ma che c’entra Binaghi e la Sardegna con un articolo sugli auguri?, io devo dare atto alla FIT degli ultimi anni di aver cambiato registro e di aver aiutato lo sviluppo del tennis italiano e probabilmente Binaghi sta dando la sveglia ai dirigenti della sua regione come a suo tempo l’ha data a quelli nazionali. Magari sarebbe più facile raggiungere lo scopo cambiandone alcuni, ma questo non rientra nella sua mentalità: da una parte gli amici che restano sempre dove stanno anche se incompetenti e dall’altra i nemici che restano tali anche se competenti. Per fortuna anche se la Sardegna fa acqua – e non si può nemmeno dire che è inevitabile solo perché si tratta di un’isola!, la Sicilia invece con il sempre più convincente Caruso e altri ragazzi che si distinguono nel campionato di serie A è invece regione all’avanguardia – l’Italtennis invece sta vivendo un momento felice ed è questo quel che più conta.

Salvatore Caruso – Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Io ho grande fiducia che i nostri migliori giovani tennisti, che sono in grande parte ottimi amici fra loro e con i rispettivi coach e spesso si scambiano utili informazioni, facciano notevoli progressi nel 2021. Berrettini, Sonego, Sinner, più degli altri che sembrano avere caratteristiche più da “terraioli” come ad esempio Cecchinato, paiono oggettivamente in grado di farli. Contemporaneamente per alcuni dei “vecchietti” – in particolare Federer per via dei suoi problemi al ginocchio e di una rentree che sulla soglia dei 40 anni non può essere come quella compiuta a 36 nel 2017 – ma anche Nadal e Djokovic, non sarà del tutto scontato ripetere risultati e classifica che nel 2020 è stata protetta anche dai risultati del 2019. I vari coach da Santopadre e Rianna, a Piatti e Volpini, a Arbino, Tartarini e Melaranci sono preparati e ambiziosi. Faranno bene. Insomma nelle fasi finali dei tornei che distribuiscono più punti, Slam, come Masters 1000, si dovrebbe trovare più facilmente la strada giusta, se ben preparati. E i nostri saranno sicuramente ben preparati.

Credo che anche le ragazze, Martina Trevisan in testa, con l’incognita delle condizioni fisiche di Camila Giorgi, e poi la Paolini, la Cocciaretto, la Pigato e le altre dovrebbero poter fare dei progressi significativi. L’onda azzurra maschile favorisce e trascina anche quella femminile, forse.

Sarà interessante anche constatare i progressi che altri ragazzi sicuramente faranno. I nomi li conoscete tutti. Thiem, Zverev, Tsitsipas, Shapovalov, Aliassime, Rublev, de Minaur, ma anche Coric, Humbert… e fra le donne il ritorno di Barty, Andreescu, le conferme di Kenin, Osaka, Pliskova, insieme alla Halep, alla Muguruza, la Swiatek, la Sabalenka, e le incertezze relative alle mamme, Serena Williams, Azarenka, Clijsters (sì, perché no?).

Auguro a tutti i tennisti azzurri un 2021 denso di successi. Al di là della mia passione certamente “patriottica” per il tennis, Ubitennis ha tutto l’interesse a che i tennisti azzurri vincano il più possibile. Di certo l’ATP del presidente Andrea Gaudenzi e del CEO Massimo Calvelli – che jella hanno avuto al loro primo anno di dirigenza la pandemia! Di certo il precedente presidente Kermode si sarà rallegrato di non trovarsi più al comando della baracca – sarebbero contenti se il tennis italiano fosse presente a Torino con qualche suo elemento così come nei Masters 1000 nelle fasi finali.

Concludo prioprio come lo scorso anno: a voi tutti lettori i miei migliori auguri per un bellissimo Natale e per un Felice Anno nuovo, ringraziando coloro che hanno accolto il mio appello di 12 mesi fa, quando vi chiesi di aiutarci a crescere nel numero dei follower sui vari social condividendo quel che vi piace – ogni tanto vi piacerà qualcosa! – con i vostri amici che ancora non hanno scoperto alcuni nostri servizi. Speriamo di poter tornare a seguire con i nostri inviati il maggior numero di tornei possibile. Il tennis va seguito sul posto, non alla tv, se si vuole fare buon giornalismo. Anche se, come diceva Orson Welles “Il montaggio è tutto”. Se le telecronache talvolta non sono dei livelli di un tempo è anche per questo: è difficile farle davvero bene stando chiusi in una cabina a Milano o a Roma mentre si gioca a New York o a Parigi.

Ubitennis ha continuato a istruire nuove leve verso il giornalismo e io a questo proposito mi devo fortemente scusare con tutti coloro (tanti) che ci hanno inviato la loro disponibilità a collaborare e non ho ancora richiamato. Riprovateci.

Chi abbia voglia di provare, di cimentarsi, contatti direttaubitennis@gmail.com , mandi un CV più esauriente possibile, con tutti i propri contatti e abbia tanta pazienza, perché le nostre forze non disdegnano nuovi aiuti – per esempio per formare un team Instagram anche in versione inglese – e approfitto qui per ringraziare moltissimo il gruppo dei traduttori che ci consente di fornirvi contenuti eccellenti. Mi sono ripromesso di contattarli in questi giorni e lo farò.

Chiudo qui questo lungo, lunghissimo messaggio con gli auguri per un felice Anno Nuovo a tutti voi, alle vostre famiglie, a chi sta bene ma soprattutto a chi sta meno bene, ringraziandovi per esserci stati vicini. Vi trasmetto anche gli auguri di Rino Tommasi e Gianni Clerici con i quali sono sempre in contatto. Buon tennis a tutti, basta con le mascherine, speriamo di rivedere anche il pubblico attorno ai campi di tennis, è stato triste vedere spalti vuoti quasi ovunque, spero che per Roma e gli Internazionali si possa rivederlo (anche se probabilmente ancora “mascherato”), coraggio anche ai Don Abbondio che non ce l’hanno, non è vero che non se lo possono dare.

Ubaldo e tutta la squadra compatta di Ubitennis

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Fabio Fognini che cosa pensi di fare da grande? Berrettini e Sinner sono da semifinale?

Sognare costa poco, ma dando retta al ranking, Berrettini è il primo candidato a un posto in semifinale così come Sonego lo è per i quarti…contro Matteo. E Sinner, dopo il forfait di Ruud, lo è per i quarti: contro Tsitsipas?

Pubblicato

il

Dal record di partecipazione, 10 azzurri nel tabellone maschile, si passa al record degli eliminati al primo turno, sette su dieci, ma direi che il record che conta è il primo e non il secondo che è più una boutade.

E poi dopo aver visto il sorteggio direi che era tutto abbastanza prevedibile. Berrettini, Sinner e Sonego sono i nostri migliori giocatori, tutti e tre compresi fra le teste di serie, n.7, n.11 e n.25 ed è normale che abbiano superato il primo turno. Il solo ad aver perso un set è stato Berrettini che incontrava in Nakashima il giocatore più forte, il solo compreso fra i primi 100, e dopo aver perso ill primo set ha rischiato forte di cederne un altro perché non stava neppure bene, ma ha dimostrato anche in questa occasione una solidità di nervi non comune per venir fuori da una situazione preoccupante. Prima di dire che cosa mi aspetto dai nostri 3 tenori – vabbè, non è una definizione originale, ma mica potevo chiamarli Fab 3 – mi pare si debba spendere qualche commento su Fabio Fognini.

La sconfitta che fa più male forse è la sua. Anche perché è stata nettissima e contro un giocatore, Griekspoor, che anni fa lui avrebbe ridicolizzato. Invece Fabio ha raccolto 9 miseri game in tre set in un’oretta e tre quarti di tennis da dimenticare. La metà del suo avversario.

 

Non intendo assolutamente infierire nei confronti di Fabio. Mi aspetto che qualche maligno pensi che non si aspettasse altro che di farlo, visti i rapporti spesso polemici tenuti da Fognini nei confronti miei, di Ubitennis e dei suoi collaboratori, però mi pare che Fabio da un bel po’ non sia più lui.

a 35 anni è difficile tornare ad essere quello che si era se non si ha – o quantomeno si mostra di non avere – più neppure grande fiducia nelle proprie possibilità. E forse neppure la voglia di continuare a giocare. Tanto Murray appare irriducibile, tanto Fabio pare sconsolato, sfiduciato, quasi rassegnato.

Figurarsi se mi permetto di dargli consigli. Anche perché lui farebbe certamente il contrario di quel che io gli consigliassi. Ma giocare senza pensare di poter vincere non ha molto senso. Sono abbastanza sicuro che a lui non piaccia viaggiare, lasciando Flavia e tre bambini a Arma di Taggia, o anche in Spagna, per fare figure che non avrebbe mai fatto.

C’è il doppio, meno male, e l’amicizia con Bolelli che può essere uno stimolo a continuare. Qualche risultato, abbiamo visto, lì arriva ancora se non si affrontano i più forti della specialità come quelli che non gli hanno dato scampo in Davis a Torino, e questo lo può tenere su di morale.

Del resto tanti tennisti che non si sentivano di lasciare da un momento all’altro il tennis, l’agonismo, il circuito, gli amici frequentati per anni (nel caso di Fabio quasi una ventina d’anni fra carriera junior e adulta), si sono rifugiati nel doppio e hanno continuato a giocare e anche a guadagnare dei bei soldini fino a 40 anni e oltre.

Ovviamente quello dei soldi per Fabio è l’ultimo dei problemi, beato lui.

Fra moglie e marito – senza mettere il dito – i Fognini hanno guadagnato 30 milioni di dollari (lordi) di soli premi ufficiali.  Quanto da  sponsor, esibizioni, gettoni di presenza in Davis e Fed Cup non ho idea. E mica sono l’agente delle tasse. Ma la coppia Fognini potrà mantenere serenamente i 3 figli e i figli dei figli, forse anche i pronipoti.

Fabio è stato il miglior tennista che abbiamo avuto dal tramonto di Panatta e&. Miglior come talento puro dei tre migliori tennisti italiani di oggi, quei tre tenori che abbiamo visto essere ancora in gara a Melbourne.

Sono contento per lui che proprio poco prima che l’anagrafe e qualche problema fisico gli facessero pagare dazio, Fabio si sia tolto la soddisfazione di entrare finalmente fra i top-ten (n. 9 il 15 luglio– dopo essere stato n. 13 del mondo per un breve periodo nell’estate di 9 anni fa: chiuse l’anno a n.16) e di vincere un Masters 1000 a Montecarlo 2019. A febbraio perderà la seconda metà di quei 1000 punti congelati da allora e il suo ranking peggiorerà notevolmente.

Con Montecarlo ha vinto 9 tornei, ma purtroppo negli Slam non ha raggiunto grandissimi traguardi, un solo quarto di finale a Parigi 2011 quando battè annullando caterve di matchpoint Montanes negli ottavi ma facendosi così male da non poter disputare i quarti contro Djokovic.

Si fosse programmato meglio sarebbe probabilmente riuscito a qualificarsi una volta per un Masters che invece ha solo sfiorato.

Gli sono mancati dei centimetri per servire meglio, in tempi in cui i più forti tennisti oggi sono quasi tutti più vicini ai 2 metri che al metro e 90, ma forse ancora di più una testa per uno sport che è durissimo proprio per gli aspetti psicologici che comporta.

Non avendo mai avuto la continuità dei Fab Four, quelli sì veri fenomeni e stiamo constatando anche in questi giorni di cosa sia capace Andy Murray, i 35 anni di Fognini pesano di più, sono quasi come i 40 di un Federer. Nadal e Djokovic, vaccino a parte, reggono ancora alla grande, ma da Fognini ormai non credo ci si possa più aspettare vittorie in qualche torneo che conta. Qualche exploit magari ancora sì, perché di talento ne ha da vendere e quindi qualche bella giornata gli potrà anche capitare. Ma tre di fila non credo proprio. Il mio non vuole assolutamente essere un De Profundis, perché una partita ben giocata da Fognini varrà sempre il prezzo del biglietto, ma quante di queste partite riuscirà ancora a giocare? Cosa vuoi fare da grande caro Fabio? Ai posteri…  

E sempre posteri saranno anche quelli che vedranno a che punto del ranking mondiale sarà capace di issarsi Lorenzoo Musetti.

Speravo proprio che Lorenzo ce la facesse contro de Minaur e invece dopo un illusorio primo set, vinto in rimonta come avrete constatato dalla nostra cronaca e dalla sua intervista , è purtroppo sceso di intensità, ha perso sempre più campo. Tuttavia, anche se era certamente dispiaciuto, non credo possa avere troppi rimpianti.

De Minaur, classe 1999, fra meno di un mese compierà 23 anni. Ha cioè 3 anni più di Lorenzo (che è nato nel marzo 2002) e a quest’età tre anni di differenza sono un abisso.

Ho fiducia che fra tre anni Lorenzo sarà un altro giocatore.

Questa, come le altre sconfitte degli altri 6 azzurri eliminati ci stavano tutte. E salvo Travaglia che ha lottato parecchio, fino ai crampi, con Bautista Agut, e ha almeno vinto un set quando avrebbe potuto vincerne anche due –nel primo ha servito per il set ma ha perso il game a 15 – tutti gli altri hanno perso 3 set a zero. Dominati.

Ho scritto questo editoriale quando i “tre tenori” dovevano scendere in campo e spero di non portare loro male se dico che in teoria potrebbero arrivare tutti e tre nei quarti.

Se ciò accadesse, visto che per centrare quel traguardo Sonego e Berrettini, i gemelli diversi, si troverebbero l’un contro l’altro armati, avremmo la certezza di uno di loro due in semifinale. Roba da stropicciargli gli occhi, perché a seguito del ritiro di Ruud testa di serie n.8 nel settore di Sinner, Jannik è rimasto come il miglior classificato lì.

Quindi Sinner è il maggior candidato a raggiungere i quarti, proprio come Berrettini, ma senza avere sul suo cammino tennisti del calibro di Alcaraz e Korda che invece Matteo potrebbe dover affrontare. Per carità, il Braveheart Murray che ha vinto al quinto con Basilashvili e che a fine anno scorso  battè proprio Sinner non sarà certo avversario arrendevole, ma secondo me Sinner è più solido di Basilashvili…sebbene quando c’è da chiudere un set con il servizio a disposizione tende un po’ troppo spesso a irrigidirsi e a perderlo.

Forse sarebbe stato meglio per lui incontrare  Murray subito, già al secondo turno, perché lo scozzese sarebbe ancora stanco per la battaglia del primo turno, dopo la finale di domenica scorsa. Invece dovrà giocare contro il giapponese Taro Daniel e probabilmente avrà modo di recuperare.

C’è anche de Minaur nel settore di Sinner, ma Sinner oggi come oggi è ben più forte di Musetti. E De Minaur è comunque un tennista con limiti ben definiti.

Sinner giocherà da favorito i prossimi 3 match con Johnson, Murray e de Minaur. Se li vince eccolo nei quarti, probabilmente contro Tsitsipas, il n.4 del seeding e il più abbordabile rispetto a Medvedev, Zverev e secondo me anche rispetto a Nadal (che è n.6).

Sinner ha battuto a Tsitsipas a Roma, dove ci ha anche perso. E per quanto con il greco abbia perso 2 volte su 3 potrebbe – se arrivassero entrambi a scontrarsi – il traguardo della semifinale non sarebbe un traguardo impossibile.

Ben più difficile sarebbe l’eventuale semifinale con Medvedev, nonostante il matchpoint avuto a Torino…quando però il russo un momento sbadigliava (o si fingeva disinteressato) e un altro momento faceva numeri e recuperi da prestigiatore.

Lo so che mi sono spinto troppo in là, nemmeno io fossi parente del Mago Ubaldo, però se ho detto del tutto illogiche fatemelo pure presente. Non mi offendo. E non ho scritto che due italiani giocheranno due semifinali eh. Diciamo che, sebbene io guardi soprattutto a Berrettini contro Alcaraz con grandissima preoccupazione, quasi maggiore di quella che proverei alla vigilia di un Sonego-Monfils – ma attenzione già stanotte a Otte perchè a New York mi impressionò e non sarà facile domarlo, batte molto bene – magari sotto sotto ci spero. Voi no?

Continua a leggere

Australian Open

Chi dei gemelli diversi, Berrettini e Sonego, ha più chances di centrare gli ottavi?

Strapiombo Kenin, delusione Gauff, dispiacere Jabeur. Febbrile attesa Brit per Murray contro… chiunque e per Raducanu-Stephens

Pubblicato

il

A un boomerang dall’Australia risponde un boomerang dalla Francia. Novak Djokovic dovrà decidere cosa farà da grande. Cioè a 35 anni. Il pensionato coerente con le sue libere opinioni? Il tennista professionista che rispetta tutte le stesse regole che rispettano i suoi colleghi? Molte alte strade non le vedo. Salvo che il COVID ci faccia la grazie di scomparire dalla terra con la stessa rapidità con cui si affacciato in Cina e poi nel resto del mondo.

Ma su quest’ultima ipotesi perfino coloro che accusano di ipocondria coloro che contano tristemente i 5 milioni e 500.000 morti disseminati nel globo dal Covid, sembrano poco ottimisti, pur tenendosi attaccati quasi morbosamente _ e per questo morbo davvero non pare ci sia vaccino che funzioni – alle proprie convinzioni NoVax.

Il caso Djokovic ha tenuto banco per tutto questo fine2021-inizio2022, e penso che ci terrà compagnia ancora per qualche mese, ci piaccia o no. E certamente ancora l’anno prossimo a gennaio quando si capirà se a) Djokovic vorrebbe giocare il prossimo Open d’Australia mettendo una pietra sopra a quanto successo quest’anno, b) se le autorità australiane gli apriranno uno spiraglio per evitargli i tre anni di semaforo rosso al Paese.

 

Io mi auguro entrambe le cose, a scanso di equivoci.

Ma siccome oggi volevo parlare di tennis e in fondo nella prima giornata dell’open d’Australia non è poi successo granchè, eviterò di asfissiarvi con un editoriale troppo lungo.

Cominciamo da sciovinisti. Gli italiani. Ce n’erano 8 in gara, hanno vinto in 5. Le due sconfitte, Fognini con Griekspor, Caruso con Kecmanovic per me non sono sorprese. Per quella della Paolini con la Ruse, assai peggio classificata della nostra, preferisco non pronunciarmi perché non conosco abbastanza la tennista rumena. So che ha 24 anni e che ha avuto come best ranking il n.87, ma non ricordo di averla vista giocare abbastanza a lungo. Certo che il punteggio è netto. Come sono netti anche i due punteggi patiti da Fognini e Caruso (per l’appunto i due che lo scorso anno si presero a male parole).

E le cinque vittorie? Mi sono svegliato stamattina, erano le 8 e mezzo, con una grande apprensione. Ero andato a letto poco prima delle quattro del mattino, con Berrettini che aveva salvato diverse pallebreak ma non il primo set. Mentre di occasioni ne aveva avute pochissime con Nakashima, dal servizio con una motion simile a quella del grande Pete Sampras.

Grande sollievo quando stamani ho visto che Matteo aveva vinto in 4 set. Non ci avrei giurato, anche perché i commenti che si udivano indirizzati al suo angolo (leggi Santopadre) erano piuttosto negativi “Ehi ma questo non sbaglia mai! Ma che devo fare? Quante righe prende?” e così proseguendo. Bene che approda al secondo turno e bene anche trovarsi di fronte Kozlov piuttosto che Vesely il quale, con il servizio mancino che si ritrova, in giornata di vena contro Matteo che ha nella risposta il punto più debole, era meglio riuscire ad evitare. Penso che l’ostacolo vero sarà Alcaraz. E più Alcaraz che forse in ottavi Carreno Busta o Korda (che ha fatto fuori brutalmente Norrie, n.12, con Harris n.30, una delle due teste di serie eliminate on the first day. Lo spagnolino allievo di Juan Carlos Ferrero ha avuto il Covid ma lo si è visto allenarsi come un assatanato.

Sonego ha regolato con discreta tranquillità Querrey che per nostra fortuna non è più quello che eliminò Djokovic a Wimbledon e tanti altri giocatori in carriera. Lorenzo deve cercare di vendicare la sconfitta patita con l’ostico tedesco Otte a New York.

E’ notevole l’opportunità che ha di raggiungere gli ottavi, approfittando del vuoto lasciato dall’espulsione di Djokovic. Né Otte né il vincitore di Paul-Kecmanovic sono avversari scarsi…ma al terzo turno è difficile che possa capitare di meglio. Testa di serie n.25 Lorenzo è il miglior in classifica rispetto ai tre che ho citato. Qualcosa dovrebbe pur dire, anche se il ranking non è anche un ranking di specialità, cioè di superficie.

Voglio mettere alla prova i lettori – mi serve capire chi legge e chi “posta” commenti eh – chiedendo loro: secondo voi ha più chances di raggiungere gli ottavi Sonego oppure Berrettini? Son curioso di leggere come la pensiate.

Delle ragazze, anche se ho parlato con la mia vicina di casa Martina Trevisan subito dopo la sua vittoria sulla giapponese Hibino (sostituta dell’ultimo momento della cinese Zheng…sempre occhi a mandorla erano), non ho visto che Camila Giorgi con la nervosissima Potapova che ricordavo aver visto bambina tredicenne superpromettente al torneo junior pasquale di Firenze.. Talmente nervosa che dopo aver concesso pallabreak sul 4-5 e subito il set è scomparsa di scena nel secondo: 6-0. Di Camila …mi ha fatto piacere vedere che apparentemente non sta male. Il suo forfait ritiro nel torneo precedente mi aveva preoccupato. La Martincova non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile come (sulla carta) la Barty al terzo turno.

Non avendo viste le loro partite vi rimando alle cronache dei vittoriosi match della Trevisan (che ha però la Badosa al secondo) e della Bronzetti sulla Gracheva: bravissima Lucia, complimenti perché vincere all’esordio in uno Slam è sempre una piccola grande impresa. Ma anche lei ha l’ostacolo Barty e subito. Si toglierà la soddisfazione di giocare su un grande campo, con tanto pubblico. Quanti pagherebbero? Lei invece con i 154.000 dollari australiani del secondo turno, uscendo dalle qualificazioni, ha già fatto Bingo.

Chiusa la pagina azzurra, accennato all’exploit di Korda ai danni di Norrie (che non penso valga la classifica che ha), sarei stato curioso di guardare dal basso lo scontro fra Opelka e Anderson (2m,11cm contro 2m,03; solo Opelka-Isner avevano raggiunto altezze più elevate) vinto dal primo.

Mentre Nadal che perde solo 7 game con Giron conferma che Rafa, almeno a livello di tornei 250 ATP, sta benino. Non ha nemmeno troppo bisogno di sollecitare il piede malato.

Fra le donne è successo forse qualcosa più importante fuori dal campo, la Jabeur n.9 del seeding che si è ritirata – e davvero dispiace perché oltre a essere la tennista araba più forte di sempre è anche una ragazza deliziosa e che gioca un tennis piacevole come poche – anche se sul campo va registrata la sorprendente netta sconfitta di Coco Gauff  con una delle tante Wang Qiang  (la riconosco a fatica, ammetto, ma so che è la più forte delle omonime) e anche la nuova battuta d’arresto della Kenin, campionessa a Melbourne del 2020, con Madison Keys finalista US Open 2017.

La Kenin perde i 2000 punti che la classifica congelata le aveva lasciato in dotazione, scenderà intorno alla sessantesima posizione …me lo segnala la redazione più informata sulle vicende dei punti congelati che prima o poi dovremo riprendere a discutere perché sono quasi certo che ben poche ne conoscano, o ricordino, tutte le implicazioni e variabili.

Mi appresto stanotte a fare nuovamente le ore piccole. Abbiamo in campo i 6 azzurri del tabellone maschile che non abbiamo visto nella prima giornata.

De Minaur Musetti sarebbe il match più intrigante fra tutti, ma anche uno dei più duri, tranne che per il Travaglia-Bautista Agut e Mager-Rublev. Ma non è che con Cecchinato-Kohlschreiber e Seppi-Majchrzak  si possano fare nottate tranquille e senza caffè. Quanto a Sinner con Joao Sousa beh, non ci faccia scherzi. Se non vince lui allora davvero buona notte.

Se avessi dovuto pagare un biglietto per vedere qualche match della seconda giornata avrei scelto, oltre a Musetti-de Minaur, certamente Murray Basilashvili e Stephens-Raducanu. Si fosse giocato due set su tre anche il maschile avrei puntato su Murray. Tre su cinque forse il georgiano. Se si giocasse su un set su due…non mi perderei mai Kyrgios. Sapendo che già dal secondo set può succedere di tutto. Nel match di cartello femminile…se lo si fosse giocato su un campo periferico avrei avuto il dubbio che la Stephens potesse anche giocare un match distratto, come tanti dei suoi. Ma questo genere di match lei invece lo adora. E allora penso che vincerà. Anzi, lo pensa il Mago Ubaldo.

Continua a leggere

Flash

Ranking WTA, Paula Badosa al sesto posto. Serena Williams esce dalla Top 50

Best ranking anche per Cori Gauff, male Mertens e Vondrousova

Pubblicato

il

Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Pochi movimenti verso l’alto nel WTA Ranking di questa settimana, come d’altronde è tradizione per il periodo immediatamente precedente ad uno Slam. In Top 10 c’è grande stabilità, con una sola eccezione: forte del titolo conquistato al 500 di Sydney, Paula Badosa ha conquistato il best ranking di N.6 WTA; e pensare che un anno fa era stata l’unica tennista positiva (uomini compresi) alla vigilia del torneo, finendo isolata in un hotel senza nemmeno gli attrezzi per allenarsi. A fare le spese della sua ascesa sono Maria Sakkari (-2, da N.6 a N.8) e Iga Swiatek (-1, da N.8 a N.9).

In Top 20 ci sono altre due tenniste che raggiungono la propria miglior classifica, vale a dire Elena Rybakina (N.12, +1) e Cori Gauff (N.16, +3). Calo per Angelique Kerber (N.17, -3) e soprattutto per Elise Mertens, che esce dalle prime venti accasandosi alla 26 (-6). Il suo posto viene preso da Petra Kvitova (+2, N.19). Poco più indietro, buon salto per Daria Kasatkina (N.23, +3).

I veri spostamenti di rilievo sono avvenuti più indietro. Si segnalano infatti i forti cali di Marketa Vondrousova (-7, N.41) e soprattutto di Serena Williams, che è uscita dalla Top 50 perdendo 12 posizioni. Questo è solo il prodromo di un vero e proprio crollo per la leggenda statunitense, che dopo l’Australian Open (dove difendeva la semifinale ma è stata costretta al forfait) uscirà addirittura dalle prime 200 (il suo live ranking è di N.244). Destino simile per la finalista uscente Jennifer Brady, che fra due settimane si troverà fuori dalle prime cento (live ranking di N.110). Di seguito la Top 50:

 
Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
10Ashleigh Barty7111
20Aryna Sabalenka5698
30Garbiñe Muguruza5425
40Barbora Krejcikova5213
50Karolina Pliskova4582
6+3Paula Badosa4264
70Anett Kontaveit4231
8-2Maria Sakkari4071
9-1Iga Swiatek3916
100Ons Jabeur3500
110Anastasia Pavlyuchenkova2968
12+1Elena Rybakina2765
13-1Sofia Kenin2762
140Naomi Osaka2696
150Simona Halep2657
16+3Cori Gauff2655
17-1Elina Svitolina2641
180Emma Raducanu2595
19+2Petra Kvitova2530
20-3Angelique Kerber2517
21+1Jessica Pegula2474
22+1Belinda Bencic2415
23+3Daria Kasatkina2360
240Leylah Fernandez2279
250Victoria Azarenka2166
26-6Elise Mertens2091
27+1Jelena Ostapenko2035
28-1Jennifer Brady1953
29+2Tamara Zidansek1931
30-1Danielle Collins1911
31+1Karolina Muchova1734
32-2Veronika Kudermetova1695
330Camila Giorgi1692
34+3Jil Teichmann1620
350Sara Sorribes Tormo1588
360Shelby Rogers1583
37+2Liudmila Samsonova1577
380Sorana Cirstea1502
39+2Clara Tauson1459
40+2Viktorija Golubic1452
41-7Marketa Vondrousova1447
42+1Yulia Putintseva1400
43+2Ajla Tomljanovic1395
44+2Bianca Andreescu1378
45-5Ekaterina Alexandrova1356
46+11Alison Riske1271
47+1Tereza Martincova1226
48+1Katerina Siniakova1220
49+2Anna Kalinina1188
50+3Camila Osorio1167

CASA ITALIA

Le migliori giocatrici italiane rimangono piuttosto stabili, anche perché la N.1 Camila Giorgi ha deciso di non scendere in campo prima dell’Australian Open, mentre Trevisan, Errani, Bronzetti, Cocciaretto, Stefanini e Di Sarra erano impegnate nelle qualificazioni dello Slam – Trevisan e Bronzetti sono riuscite ad accaparrarsi un posto in tabellone, con Lucia che si è guadagnata l’esordio assoluto in un Major. Si segnala purtroppo la forte discesa di Bianca Turati, che ha perso 64 posizioni rispetto alla scorsa settimana. Di seguito le venti migliori azzurre:

Classifica WTAVariazioneGiocatricePunti
330Camila Giorgi1692
520Jasmine Paolini1153
111+2Martina Trevisan713
121+2Sara Errani621
142+3Lucia Bronzetti511
159-4Elisabetta Cocciaretto43′
184-3Lucrezia Stefanini368
190+2Giulia Gatto-Monticone361
204+1Federica Di Sarra337
280+4Martina Di Giuseppe243
294+4Cristiana Ferrando229
295-2Jessica Pieri228
386-64Bianca Turati148
411+3Stefania Rubini131
413+3Camilla Rosatello129
414-7Martina Caregaro129
424+2Anna Turati123
430+1Nuria Brancaccio121
444+1Dalila Spiteri115
469-1Anastasia Grymalska105

NEXT GEN RANKING

Raggiunto il best ranking, Coco Gauff si riprende anche lo scettro di miglior teenager del circuito grazie alla semifinale raggiunta all’Adelaide International 2. Superata Emma Raducanu, travolta senza tema di smentita da Rybakina a Sydney. Brutto calo per Marta Kostyuk, che perde 16 posizioni ed esce dalla Top 50. Qui le migliori tenniste nate dopo il 1° gennaio 2002:

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
1+3Cori Gauff200416
20Emma Raducanu200219
30Leylah Fernandez200224
4+2Clara Tauson200239
5-16Marta Kostyuk200266
6+3Qinwen Zheng2002108
7+3Diane Parry2002114
8+1Daria Snigur2002151
90Victoria Jimenez Kasintseva2005202
10+3Elina Avanesyan2002211

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement