Gli auguri di Ubitennis a lettori e tennisti. Riflessi del biennio 2019-2020 con vista sul 2021

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Gli auguri di Ubitennis a lettori e tennisti. Riflessi del biennio 2019-2020 con vista sul 2021

È d’obbligo essere ottimisti dopo l’annus horribilis segnato dal Covid-19. Un paio di azzurri (Berrettini, Fognini, Sonego, Sinner?) fra gli 8 delle ATP Finals a Torino e 10 nei top-100, l’ambiziosa lista dei desideri 2021. Federer sarà ancora lui? 4073 articoli pubblicati da Ubitennis

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Natale 2020

Cari lettori

so di rivolgermi ai più affezionati perché non può non esserlo chi venga a leggere Ubitennis nel giorno di Natale quando non c’è tennis, non ci sono le solite esibizioni natalizie alle viste e perfino lo Slam australiano è stato rinviato a febbraio come non era mai successo nella sua storia.

Quest’anno è stato durissimo per tutti e tutto. Spero si possano bruciare al più presto tutte le mascherine esistenti al mondo e restituirci quei sorrisi che ci sono tanto mancati insieme alla buona salute per tutti, all’abituale frequentazione degli affetti più cari, degli amici. Chi, come il sottoscritto, si considerava iper-fortunato per essere appartenuto alla prima generazione di italiani non incappata in una guerra, ha dovuto pagare inatteso dazio alla pandemia. In famiglia abbiamo contratto il virus in quattro su cinque e purtroppo uno di noi non c’è più. Né consola il fatto che fosse la persona più anziana, la nonna dei miei ragazzi, perché fino a fine novembre stava benissimo, sia pur con gli acciacchi inevitabili dovuti all’età avanzata. So bene che purtroppo c’è chi è stato colpito ancor più duramente, quindi guai a lamentarsi. Non serve a nulla farsi cattivo sangue.

 

La vita, per chi è rimasto, va avanti e parliamo allora con minor tristezza della nostra comune passione per il tennis. E il tennis non poteva restare al riparo dalla pandemia, anche se non essendo sport di contatto, a livelli dilettantistici è rimasto uno dei pochi sport che ha potuto continuare ad essere praticato. Il grande tennis professionistico invece ha “vissuto” meno di 6 mesi, fino a metà febbraio e al torneo di Indian Wells, e da agosto – neppur tutto – fino a novembre inoltrato. E va detto che, per come si erano messe le cose a un certo punto, quando si è temuto la cancellazione totale, è andata fin troppo bene. Per un centinaio abbondante di giocatori alla fine è stata una fortuna non da poco l’aver potuto partecipare a 3 Slam su 4, a 3 Masters 1000 su 9 più le finali ATP, a un discreto numero di tornei ATP. Alle giocatrici è andata un po’ peggio perché il circuito WTA è stato fortemente penalizzato dal prevalente rapporto del calendario autunnale con il circuito asiatico.

Per noi di Ubitennis abituati a seguire in più inviati i tornei sul posto è stato brutto, quasi doloroso per alcuni dovervi rinunciare. Nel mio caso si è trattato di interrompere una sequenza ininterrotta di 46 Wimbledon, 44 Roland Garros, 36 US open,  30 Australian Open (meno uno, “saltato” nel 2013). Per la grande maggioranza degli appassionati, cioè coloro che non hanno voglia e/o modo di seguire i tornei al di fuori che in tv (o streaming), è cambiato più il periodo di fruizione dello spettacolo tennistico che altro, anche se inevitabilmente si è ridotto.

Ubitennis avrebbe potuto pagare pesantemente tutto quanto è successo, ma grazie a voi ha – per così dire – contenuto le perdite in termini di traffico. Io presumo – e spesso sbaglio nel presumere – che i lettori più affezionati siano anche interessati a conoscere gli sviluppi del sito che spesso amano frequentare e che preferirebbero andasse bene piuttosto che male, in omaggio al cosiddetto spirito di appartenenza. Motivo per cui, parto dal sito per arrivare al tennis, sperando di non…presumere male, ma sapendo che altrimenti in fondo non arrivereste!

Jannik Sinner – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Il 2019 era stato un anno record per Ubitennis, grazie ai soliti grandi nomi, i Fab-3, ai giovani emergenti, ai primi exploit dei tennisti italiani piazzatisi nei top-ten (Berrettini e Fognini) e le prime affermazioni di un certo livello di altri (Sonego, Sinner). Quasi cinque milioni di utenti unici, oltre 41 milioni di pagine visualizzate, oltre 21 milioni di visite. Numeri impressionanti per un sito “verticale” che segue uno sport minore…perché in Italia rispetto al calcio sono tutti minori. Anche se qualcuno più …minore di altri. (E’ un errore voluto il “più minore”, i “maestrini della tastiera” si astengano dal bacchettarmi eh eh). Considerando che, come dicevo, si è giocato a tennis per meno di 6 mesi, se ci fossimo mantenuti sul trend dello scorso anno, avremmo dovuto perdere il 50% su tutti quei dati. Non è stato così. E di ciò devo ringraziare tutto il folto gruppo dei collaboratori, quello più presente da casa sua cui devo ovviamente maggior riconoscenza – anche se nessuno è full time e alcuni magari fanno un articolo o mezza giornata in una settimana – e quello meno.

I dati di Ubitennis 2020 registrano infatti un calo di appena il 7% fra gli utenti unici, del 17% per le visite/sessioni, del 25% per le pagine viste. Insomma quasi 5 milioni di utenti unici, oltre 17 milioni di visite, oltre 30 milioni di pagine viste. Insomma, tenuto conto delle circostanze, siamo andati molto meglio dell’anno scorso. E qui non vorrei far le figura di quei “politici” che avendo perso le elezioni cercano di dimostrare di averle vinte. Ma se con 6 mesi di non tennis abbiamo retto a quel modo significa che chi ha ha collaborato ha fatto un eccellente lavoro e quindi devo ringraziare almeno una cinquantina di amici che mi hanno sostenuto in tempi così difficili.

Del resto c’è un articolo che ha raccontato esaurientemente tutte le iniziative che sono fiorite in tempi di crisi, con lo sviluppo di tutti i social d’appoggio, Instagram (cresciuto di oltre 5.000 follower negli ultimissimi mesi), Facebook (cresciuto di 11.000), più i podcast, UbiRadio e chi più ne ha più ne metta. Ma direi che è particolarmente significativo il fatto che si siano pubblicati nel 2020 fino al 24 dicembre ben 4073 articoli, cioè una media di 11 articoli al giorno! Un impegno collettivo clamoroso da parte di tanti, tantissimi amici.

I tre articoli più letti:

  1. Tabellone maschile Roland Garros (96K)
  2. Sonego strapazza Djokovic (95K)
  3. Carreno Busta polemico con Djokovic (92.3K)

Follower social

Martina Trevisan al Roland Garros

Si respira nuova aria nel tennis italiano e questo senz’altro contribuisce a questi risultati. Infatti fioriscono di continuo varie iniziative, libri, spazi televisivi, interviste favorite anche dall’enorme sviluppo dei sistemi di videoconferenza causa smart-working  (Skype, Zoom, Video Hangout, Go to Meeting i primi che mi vengono in mente) e in Italia ha certo contribuito l’attesa per le prossime finali ATP a Torino.Già se ne parla ogni volta che si avvicina Berrettini, Fognini, Sonego e Sinner e tutti loro fanno capire di sognare di parteciparvi, pur consapevoli della difficoltà dell’impresa e quindi preoccupandosi anche di mettere le mani avanti. Ma insomma 2 anni fa questo sarebbe stato del tutto impensabile. Così come non era prevedibile che otto tennisti italiani conquistassero un posto fra i top-100 e altri fossero in procinto di bussare a quella stessa porta per entrarci anche loro, giovanissimi come Musetti in testa, ma non il solo.

Di riflesso ecco nuovi sponsor affacciarsi al tennis, anche di insolite categorie merceologiche, ecco nuovi manager internazionali che hanno scelto testimonial italiani. Tutto ciò lascia ben sperare per il futuro del tennis in Italia. Già in tempi recenti avevo osservato come stesse funzionando in Italia una diversa mentalità rispetto ad anni fa, come i team privati si fossero dati via via una filosofia operativa e una solidità strutturale ben diversa, come la FIT avesse finalmente cambiato atteggiamento e comportamenti nei loro confronti mettendo a punto un sistema oggettivo di incentivazione, dopo anni in cui si favorivano sistematicamente gli amici degli amici.

Mi ha fortemente stupito nei giorni scorsi leggere che, di fronte ai continui insuccessi del tennis sardo, Angelo Binaghi ha suggerito di commissariare il comitato regionale sardo. “Questo comitato va commissariato, è il peggiore della storia. E’ il peggiore che esista in Italia…Sono 25 anni che la Sardegna non esprime un giocatore entro i primi 300 del mondo. E nemmeno fra i primi 100 d’Italia! La Sardegna in 50 anni non è mai stata a un livello così basso…Nei primi 200 abbiamo 16 giocatori provenienti da 13 regioni che sono anche il prodotto di un sistema di tornei internazionali tra i migliori del mondo e la Sardegna, guarda caso, è la regione dove la maggior parte di questo tornei si gioca, ma non ha neanche un giocatore compreso fra i 142 italiani presenti nelle classifche ATP”.

Ipse, Binaghi, dixit.

Detto che a suo tempo fra i primi 100 italiani c’erano arrivati lo stesso Binaghi (fra il 20mo e il 30mo posto a cavallo degli anni 80), Murgia e Spiga, va detto anche che il presidente Antonello Montaldo, un fedelissimo di Binaghi, è stato rieletto recentemente e da 24 anni è a capo di quel comitato. Le critiche di Binaghi, uscite sull’Unione Sarda, hanno stupito i più…perché non solo Montaldo, ma tutti quegli uomini che hanno diretto il comitato regionale sardo, sono uomini che ha voluto e appoggiato sempre lui. Molti amici mi hanno scritto, proprio dalla Sardegna, segnalandomi quell’incongruenza, chiedendomi come me la spiegassi. Ho loro risposto che non me la spiego, ma dicendo che se quelle dichiarazioni le avessi fatte io…come minimo mi sarebbe arrivata una querela da qualche parte. Certo è che, sotto il lodevole impulso dello stesso Binaghi (e dell’autonomia finanziaria della Regione Sardegna, regione a statuto speciale) l’attività organizzativa, fra Coppa Davis, Fed Cup, tornei ATP e Futures vari al Forte Village, non ha certo fatto mancare la promozione del tennis. E tutto questo dà ragione alle critiche avanzate dallo stesso Binaghi.

Ma prima che qualcuno mi scriva…ma che c’entra Binaghi e la Sardegna con un articolo sugli auguri?, io devo dare atto alla FIT degli ultimi anni di aver cambiato registro e di aver aiutato lo sviluppo del tennis italiano e probabilmente Binaghi sta dando la sveglia ai dirigenti della sua regione come a suo tempo l’ha data a quelli nazionali. Magari sarebbe più facile raggiungere lo scopo cambiandone alcuni, ma questo non rientra nella sua mentalità: da una parte gli amici che restano sempre dove stanno anche se incompetenti e dall’altra i nemici che restano tali anche se competenti. Per fortuna anche se la Sardegna fa acqua – e non si può nemmeno dire che è inevitabile solo perché si tratta di un’isola!, la Sicilia invece con il sempre più convincente Caruso e altri ragazzi che si distinguono nel campionato di serie A è invece regione all’avanguardia – l’Italtennis invece sta vivendo un momento felice ed è questo quel che più conta.

Salvatore Caruso – Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Io ho grande fiducia che i nostri migliori giovani tennisti, che sono in grande parte ottimi amici fra loro e con i rispettivi coach e spesso si scambiano utili informazioni, facciano notevoli progressi nel 2021. Berrettini, Sonego, Sinner, più degli altri che sembrano avere caratteristiche più da “terraioli” come ad esempio Cecchinato, paiono oggettivamente in grado di farli. Contemporaneamente per alcuni dei “vecchietti” – in particolare Federer per via dei suoi problemi al ginocchio e di una rentree che sulla soglia dei 40 anni non può essere come quella compiuta a 36 nel 2017 – ma anche Nadal e Djokovic, non sarà del tutto scontato ripetere risultati e classifica che nel 2020 è stata protetta anche dai risultati del 2019. I vari coach da Santopadre e Rianna, a Piatti e Volpini, a Arbino, Tartarini e Melaranci sono preparati e ambiziosi. Faranno bene. Insomma nelle fasi finali dei tornei che distribuiscono più punti, Slam, come Masters 1000, si dovrebbe trovare più facilmente la strada giusta, se ben preparati. E i nostri saranno sicuramente ben preparati.

Credo che anche le ragazze, Martina Trevisan in testa, con l’incognita delle condizioni fisiche di Camila Giorgi, e poi la Paolini, la Cocciaretto, la Pigato e le altre dovrebbero poter fare dei progressi significativi. L’onda azzurra maschile favorisce e trascina anche quella femminile, forse.

Sarà interessante anche constatare i progressi che altri ragazzi sicuramente faranno. I nomi li conoscete tutti. Thiem, Zverev, Tsitsipas, Shapovalov, Aliassime, Rublev, de Minaur, ma anche Coric, Humbert… e fra le donne il ritorno di Barty, Andreescu, le conferme di Kenin, Osaka, Pliskova, insieme alla Halep, alla Muguruza, la Swiatek, la Sabalenka, e le incertezze relative alle mamme, Serena Williams, Azarenka, Clijsters (sì, perché no?).

Auguro a tutti i tennisti azzurri un 2021 denso di successi. Al di là della mia passione certamente “patriottica” per il tennis, Ubitennis ha tutto l’interesse a che i tennisti azzurri vincano il più possibile. Di certo l’ATP del presidente Andrea Gaudenzi e del CEO Massimo Calvelli – che jella hanno avuto al loro primo anno di dirigenza la pandemia! Di certo il precedente presidente Kermode si sarà rallegrato di non trovarsi più al comando della baracca – sarebbero contenti se il tennis italiano fosse presente a Torino con qualche suo elemento così come nei Masters 1000 nelle fasi finali.

Concludo prioprio come lo scorso anno: a voi tutti lettori i miei migliori auguri per un bellissimo Natale e per un Felice Anno nuovo, ringraziando coloro che hanno accolto il mio appello di 12 mesi fa, quando vi chiesi di aiutarci a crescere nel numero dei follower sui vari social condividendo quel che vi piace – ogni tanto vi piacerà qualcosa! – con i vostri amici che ancora non hanno scoperto alcuni nostri servizi. Speriamo di poter tornare a seguire con i nostri inviati il maggior numero di tornei possibile. Il tennis va seguito sul posto, non alla tv, se si vuole fare buon giornalismo. Anche se, come diceva Orson Welles “Il montaggio è tutto”. Se le telecronache talvolta non sono dei livelli di un tempo è anche per questo: è difficile farle davvero bene stando chiusi in una cabina a Milano o a Roma mentre si gioca a New York o a Parigi.

Ubitennis ha continuato a istruire nuove leve verso il giornalismo e io a questo proposito mi devo fortemente scusare con tutti coloro (tanti) che ci hanno inviato la loro disponibilità a collaborare e non ho ancora richiamato. Riprovateci.

Chi abbia voglia di provare, di cimentarsi, contatti direttaubitennis@gmail.com , mandi un CV più esauriente possibile, con tutti i propri contatti e abbia tanta pazienza, perché le nostre forze non disdegnano nuovi aiuti – per esempio per formare un team Instagram anche in versione inglese – e approfitto qui per ringraziare moltissimo il gruppo dei traduttori che ci consente di fornirvi contenuti eccellenti. Mi sono ripromesso di contattarli in questi giorni e lo farò.

Chiudo qui questo lungo, lunghissimo messaggio con gli auguri per un felice Anno Nuovo a tutti voi, alle vostre famiglie, a chi sta bene ma soprattutto a chi sta meno bene, ringraziandovi per esserci stati vicini. Vi trasmetto anche gli auguri di Rino Tommasi e Gianni Clerici con i quali sono sempre in contatto. Buon tennis a tutti, basta con le mascherine, speriamo di rivedere anche il pubblico attorno ai campi di tennis, è stato triste vedere spalti vuoti quasi ovunque, spero che per Roma e gli Internazionali si possa rivederlo (anche se probabilmente ancora “mascherato”), coraggio anche ai Don Abbondio che non ce l’hanno, non è vero che non se lo possono dare.

Ubaldo e tutta la squadra compatta di Ubitennis

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WTA

WTA Doha: Svitolina sul velluto, vittorie sofferte per Pliskova e Muguruza

Muguruza vince la partita di cartello contro Sabalenka, Kontaveit continua il suo grande momento di forma battendo Kerber, quarto interessante tra Svitolina e Azarenka

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Giornata ricca di tante partite interessanti al WTA500 di Doha, e molte tenniste hanno continuato a mostrare la loro ottima forma. Tra queste c’è Anett Kontaveit, che non accenna a fermare il suo ottimo periodo di forma in questo primo scorcio di stagione. La tennista estone non si fa problemi ad eliminare Angelique Kerber in un’ora precisa di gioco. Kontaveit dà così seguito alla convincente vittoria al primo turno contro la finalista uscente degli Australian Open Jennifer Brady,

Al prossimo turno Kontaveit sfiderà la testa di serie numero 4 Petra Kvitova, reduce da una vittoria sofferta contro Pavlyuchenkova. La tennista ceca è la prima a concedere (e salvare) palle break nel primo set ma breakka senza problemi nei due turni di battuta dell’avversaria. Un passaggio a vuoto nel secondo set può costare caro a Kvitova che si trova per la prima volta sotto di un break, ma il servizio della tennista russa è troppo spuntato oggi per poter opporre resistenza e Kvitova trova tre break consecutivi e la partita.

I risultati di oggi ci regalano anche un quarto di finale di lusso tra Vika Azarenka ed Elina Svitolina. Partita semplice per entrambe, anche se con qualche insidia in più per la tennista bielorussa. Azarenka parte poco centrata al servizio contro Laura Siegemund e tra tutte e due nel primo set ci saranno ben cinque break. La più solida è proprio Vika, e riesce a trovare l’allungo decisivo per chiudere il primo set dopo un’ora di gioco. Molto più semplice il secondo, in cui Azarenka va a servire per il 6-0 e nonostante un piccolo calo chiude il match in due ore. Ordinaria amministrazione invece per Elina Svitolina, la cui potenza e precisione è troppo per Misaki Doi, sarà però tutt’altra partita contro Azarenka, con cui in tre precedenti non ha mai vinto. L’ultima sfida tra le due è stata due anni fa a Roma, nel secondo turno vinto in tre set dalla tennista bielorussa.

 

Tante buone sensazioni anche per Jessica Pegula. La sorpresa dello Slam australiano femminile vola ai quarti di finale senza aver perso ancora un set. L’avversario di oggi era la sempre ostica Jelena Ostapenko, che aveva vinto e convinto contro Kiki Bertens al rientro alle competizioni. Meno storia c’è stata oggi, se non nel secondo set in cui la tennista lettone ha provato a riacciuffare la partita nell’ottavo gioco, dopo essere andata sotto due volte di un break. Un game pieno di errori vanifica la rimonta e Pegula scappa via definitivamente, sfiderà Karolina Pliskova.

Proprio la tennista ceca ha avuto la meglio di Ons Jabeur in una partita soffertissima arrivata fino alla nottata qatariota. Dopo due set in cui entrambe si sono alternate nel dominio del gioco, nel terzo set Pliskova non sfrutta un match point sul servizio di Jabeur. E’ l’inizio di una fase di partita complicata ed equilibratissima. La tennista tunisina rientra in partita con un break, ma Pliskova rimette insieme i pezzi del suo tennis ed evita un tie-break pericolosissimo breakkando l’avversaria nel dodicesimo game. Sarà la prima sfida in carriera tra Pliskova e Jessica Pegula.

L’altra faccia della medaglia del tennis femminile americano è Madison Keys, che non entra mai in partita contro Maria Sakkari che si impone in maniera autoritaria per 6-2 6-2. La tennista greca sembra aver ritrovato una discreta forma dopo la brutta prestazione dell’Australian Open. Segnali positivi comunque da Doha per Keys, che aveva saltato lo swing australiano a causa della positività al Covid-19. Nonostante la sconfitta di oggi al primo turno in Qatar ha ottenuto una vittoria di rilievo contro la testa di serie numero 6 Belinda Bencic.

Sakkari sfiderà per un posto in semifinale Garbine Muguruza, uscita vincitrice contro Aryna Sabalenka dalla partita di più alto profilo della giornata di Doha. Il primo set nonostante il 6-2 a favore della spagnola è estremamente equilibrato, con Muguruza brava ad uscire vincitrice da tutti i punti chiave. La partita sembra ormai avviata verso la tennista spagnola quando ad inizio secondo set Muguruza va a servire per il 3-1, ma Sabalenka ha un sussulto e rimette il match nei suoi binari. Da lì in poi l’inerzia della partita cambia di continuo. Entrambe hanno l’occasione di servire per il set ma sia Sabalenka che poi Muguruza si fanno riprendere al momento decisivo e alla fine serve il tie-break per decidere il set.

La tennista bielorussa si fa riprendere un break anche nel tie-break ma mantiene la calma e spedisce la partita al terzo set. Sabalenka sembra aver portato finalmente la partita nelle sue mani quando breakka Muguruza nel quinto game. La reazione della tennista spagnola non si fa attendere e con due break consecutivi si porta a casa set e partita con una prestazione complessivamente di alto livello. La tennista spagnola si regala così un’altra partita complicata contro la greca Maria Sakkari. Ultimo precedente tra le due ad Abu Dhabi di quest’anno, con vittoria in due set per la tennista greca.

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Focus

Arriva Clara Tauson. “Non sono una giocatrice di squadra”

La diciottenne danese a Lione ha battuto la seconda Top 50 della carriera. “Mi piacerebbe somigliare a Petra Kvitova”. Con la benedizione di Justin Henin

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Attesa, chiacchierata, indicata come possibile stella del tennis mondiale almeno da quando, appena sedicenne, vinse il titolo under 18 all’Open d’Australia 2019 battendo in finale l’altra campioncina Leylah Fernandez. Sin da allora la sua ascesa al tennis che conta ha avuto pochi eguali tra le coetanee, e la prova del fuoco con il professionismo non la sta scottando più del necessario. Clara Tauson, danesina di Copenaghen data alla luce pochi giorni prima del Natale 2002, sta iniziando a confermare le attese tra le grandi: lo scorso settembre, nel primo turno dell’inedito Roland Garros autunnale, ha subito eliminato Jennifer Brady, che pochi mesi dopo si sarebbe spinta sino alla finale di Melbourne. Ieri l’altro, dopo aver ancora una volta superato le qualificazioni, ha fatto fuori al primo round di Lione la prima testa di serie in gara, quell’Ekaterina Alexandrova che a partire dal 2018 vanta il numero più alto di vittorie conquistate sottotetto.

Non sapevo avesse ottenuto quei risultati indoor – ha detto candidamente Clara nella bella intervista rilasciata al sito ufficiale della WTA -, l’ho saputo da mio padre, che ho chiamato subito dopo il match e ho trovato incredulo ed entusiasta. Ma sapete una cosa? Speravo di essere sorteggiata contro Alexandrova o contro Fiona Ferro (prima e seconda testa di serie a Lione, NdR), perché sono due ottime giocatrici e da match simili si impara in fretta“. Numero centotrentanove del mondo, nove titoli ITF in carriera di cui due conquistati nel 2021 (a Fujairah e Altenkirchen), Tauson già a questo punto dell’anno avrebbe potuto godere di un ranking decisamente migliore, ma la pandemia le ha ingarbugliato i piani, riducendo il numero dei tornei e di conseguenza rendendole più ostica la chance di accedere ai tabelloni, vista la posizione non ancora solida in classifica. Il resto l’ha fatto la politica del ranking congelato, che per sua stessa natura respinge i tentativi di scalata. Poco male, c’è tempo. “Ho comunque giocato molti tornei da 25.000 dollari – ha ricordato la teenager -. Lì non si guadagnano molti punti, nemmeno se vinci il trofeo, ma sto ancora sviluppando il mio gioco e sono giovane, quindi ogni esperienza in campo è benaccetta. Certo, affrontare tenniste abituate a giocare ad alti livelli rappresenta una grande opportunità. Anche se Alexandrova mi avesse battuto nettamente sarei stata felice, avrei imparato molto in ogni caso“.

L’apprendimento, sinora, sembra aver prodotto risultati non comuni. In pagella luccicano le vittorie su due colleghe da molto tempo a proprio agio con incombenze di primo livello, e si ha l’impressione che gli sgambetti inflitti a Brady e Alexandrova non rimarranno isolati ancora per molto tempo. Ma il livello, Claretta nostra, è dunque già quello? “E chi lo sa, non ho accumulato dati sufficienti. Due ne ho giocate, due ne ho vinte. Per ora è andata bene, ma serve continuità nel lungo periodo per capire a quale categoria di tennisti appartieni. Di certo, almeno per ora, contro le più forti posso giocare libera di testa, ed esprimere il mio tennis migliore“.

 

Ne passeranno di avversarie sotto i ponti nei prossimi tre lustri. Considerando le campionesse sulla cresta dell’onda nell’anno 2021 quali sono quelle con cui vorrebbe incrociare la racchetta? “Mi viene subito in mente Simona Halep, è una persona incredibile, dà sempre il cento per cento, ovunque si trovi, qualunque sia il punteggio. E poi Petra Kvitova, vorrei capire cosa si prova vedendosi arrivare quelle bordate. Petra è una grande fonte d’ispirazione, un giorno vorrei giocare come lei“. Che tirasse forte già lo si era capito; che il progetto, una volta completato, includesse la possibilità di non far toccare palla all’avversaria, anche. “Mi piace avere il comando delle operazioni, essere aggressiva e venire avanti a prendermi il punto non appena se ne presenta l’opportunità. A livelli più alti è più difficile, me ne rendo conto, ma stiamo lavorando proprio su questo“.

Comandare il gioco, avere il controllo del campo, tenere in pugno, per quanto possibile, le sorti della tizia dall’altra parte del net. Concetti che tornano continuamente nel pensiero di Clara Tauson, la quale sintetizza in maniera lapidaria. “Le giocatrici forti ti propongono rebus difficili, impongono decisioni rapide e possibilmente giuste. Ma mi piace pensare di poter imporre gli scambi, indirizzare la partita. Ciò che amo del tennis è proprio questo: scelgo io cosa fare, quale soluzione adottare, dove tirare i colpi. Io e solo io. Non sono certo una giocatrice di squadra, e infatti non ho mai praticato altro sport in vita mia“.

Detto che fuori dal campo i passatempo sono i soliti sospetti – “videochiamate con gli amici in Danimarca, serie TV su Netflix, con predilezione per quelle a sfondo criminale come The Blacklist” – ed evasa l’ineludibile domanda sull’eroina della pallina di casa Caro Wozniacki – “ci ho parlato un paio di volte ma vive negli Stati Uniti, dunque le occasioni di contatto sono poche, siamo giocatrici di due epoche diverse” – lo spazio finale della chiacchierata è inevitabilmente dedicato a obiettivi e aspettative. “Quando abbiamo ripreso dopo il lockdown il mio scopo era entrare tra le prime 150 e ci sono riuscita giocando solo nove tornei. Adesso non mi cruccio sul ranking, voglio giocare il maggior numero possibile di incontri WTA e vedere come vanno le cose. Il peso delle aspettative? La pressione? Quando Jennifer Brady è andata in finale all’Open d’Australia tutti i miei amici mi hanno tempestata di messaggi, ricordandomi che avevo battuto una finalista Slam, quindi automaticamente dovrei raggiungere quel risultato anch’io. Non mi aspetto una cosa del genere nel breve periodo, innanzitutto occorre lavorare per essere solidi lungo le due settimane come ha fatto Jennifer“.

Orizzonti aperti, dunque, specie se in cabina di regia siede una donna che un po’ di argenteria in bacheca l’ha messa. “Justine Henin guarda tutti gli allenamenti di chiunque, alla sua accademia (dove Clara Tauson lavora insieme a coach Olivier Jeunehomme, NdR). Lei è una leggenda, ma è anche semplice e simpatica, è molto confortevole parlarci“. Tauson si è ripetuta poco fa da favorita contro Timea Babos con un netto 6-2 6-3 al secondo turno dell’Open 6ème Sens Métropole: un altro passo nel percorso verso un luogo che conosciamo bene. Facile capire dove in molti l’aspettino. I

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ATP

L’ATP aggiorna ancora il sistema di ranking

Tra marzo e agosto 2021, i tennisti potranno preservare il 50% dei punti ottenuti nei tornei non disputati nel 2020 (qualora il risultato di quest’anno non fosse migliore)

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Fabio Fognini - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dall’ATP sono arrivati aggiornamenti sulla questione classifiche. Il ranking, che è rimasto congelato dal 16 marzo al 24 agosto 2020, è passato dal classico sistema di validità annuale a uno a 22 mesi e poi a 24 mesi, a seguito di un’altra delibera dell’ATP dello scorso ottobre. A gennaio la data di ripresa del sistema tradizionale era stata ulteriormente posticipata alla settimana del 15 marzo, ma recentemente l’associazione dei giocatori ha deciso di prorogare ancora il termine.

Nel periodo tra il 4 marzo e il 9 agosto 2021 (incluso Masters 1000 di Toronto), i giocatori potranno mantenere il 50% dei punti dei tornei che non si sono disputati nel 2020 (ad esempio Montecarlo), ovviamente a patto che il risultato del 2021 non sia migliore. Per fare un esempio pratico, prendendo proprio il torneo di Montecarlo, Fabio Fognini potrà mantenere 500 dei 1000 punti conquistati vincendo il titolo nel 2019, sempre che non raggiunga la finale (che offre 600 punti) o rivinca il torneo. La stessa logica è stata applicata – in maniera sorprendente, a onor del vero – anche ai tornei riprogrammati in un periodo diverso, come gli Internazionali di Roma o il Roland Garros. Ipoteticamente dunque, se Rafael Nadal e Novak Djokovic dovessero perdere al primo turno al prossimo Roland Garros, manterrebbero rispettivamente 1000 e 600 punti. Discorso simile per Jannik Sinner che, avendo raggiunto i quarti nello Slam parigino lo scorso anno, di fatto è sicuro di mantenere 180 punti (equivalenti cioè ad un ottavo di finale).

Per il resto i criteri rimangono gli stessi annunciati alla fine del 2020 e qui sotto riassunti:

 
  • I giocatori che abbiano giocato lo stesso evento due volte nel corso del periodo sopra indicato (marzo 2019 – 9 agosto 2021) potranno conteggiare i punti derivanti dal migliore risultato tra i due
  • Ai fini del calcolo del ranking di un giocatore, verranno presi in considerazione 19 risultati e non 18 come negli anni passati. Questi includono i quattro Slam, gli otto Masters 1000 obbligatori (escluso dunque Montecarlo) e i sette migliori risultati ottenuti negli altri tornei (Rolex Montecarlo Masters, ATP Cup, ATP 500, ATP 250, Challenger, ITF). Le ATP Finals 2021 conteranno come evento addizionale per coloro che si qualificheranno.
  • Ai fini della qualificazione alle ATP Finals di Torino e alle Next Gen ATP Finals di Milano, verranno considerati i punti raccolti nel corso dell’anno solare; le due Race saranno dunque stilate sulla base dei soli risultati ottenuti nei tornei del 2021. C’è dunque la possibilità che a fine anno la posizione di un giocatore nella Race to Turin non coincida con il suo ranking ATP.

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