Miami: Tsitsipas e Korda, sconfitti agli opposti. Rublev favorito con l'asterisco

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Miami: Tsitsipas e Korda, sconfitti agli opposti. Rublev favorito con l’asterisco

A Miami final-four inedita e gustosa. Tsitsipas si appella alla sfortuna, Korda la prende con filosofia. Rublev non vuole indossare i panni del favorito. Hurkacz è imperturbabile

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2021 (via Twitter, @australianopen)

Missione compiuta: in fondo a dieci giorni trascorsi in una fornace esasperata dall’insopportabile umidità, l’anomalo 1000 di Miami tornato dopo lo stop pandemico del 2020 ha infine retto l’urto provocato dalla contemporanea assenza della sacra trimurti, che in principio aveva ridotto mani nei capelli tifosi e, soprattutto, disperatissimi organizzatori. Ma il gioco del tennis, noto per essere immune, al di là dei contingenti attimi di smarrimento, dalle dipendenze affettive eccessivamente tossiche, sa sempre reinventare sé stesso, e in occasione del primo Masters stagionale ha servito una final four di grandissimo interesse: Rublev, Bautista, Sinner, Hurkacz, in rigoroso ordine di ranking; una boccata d’aria fresca – non ce ne voglia il trentaduenne, bravissimo Roberto – mica male e un diversivo che sembrava non potesse materializzarsi, dopo i colpi a salve delle generazioni lost e next, finalmente sulla via del disuso almeno a livello terminologico.

CHI PERDE E LA PRENDE MALE – Il grande favorito tra gli iscritti ai quarti, Stefanos Tsitsipas, è finito inopinatamente gambe all’aria, spezzato alla distanza da un Hubert Kurkacz che dopo un terzo di match aveva un piede e tre quarti nella fossa. Non l’ha presa bene il greco, incapace di liberarsi da un grave rammarico in conferenza stampa. “Avevo la partita in mano, ero in controllo, tranquillo. Tutto è girato sulla seconda palla break che ho avuto per andare tre a zero nel secondo set. Lui ha preso una riga clamorosa, all’incrocio più remoto del campo. Bravo, ci mancherebbe, ma anche un pizzico fortunato, e molto sfortunato io. Se la palla fosse finita qualche centimetro più in là la partita sarebbe finita“. Opportunamente, c’è chi gli ha fatto notare che tutto sommato, anche perso quel game, il suo vantaggio era ancora apprezzabile: avrebbe potuto e dovuto difenderlo. “Lo so, ma è come se mi fosse rimasto un tarlo nel cervello. Hubert ha iniziato a essere più convinto mentre io iniziavo ad agitarmi, in questi dieci giorni ho accumulato molto stress e l’ho pagato tutto insieme. Rimane un buon torneo, ma avrei potuto renderlo migliore. Non avrei mai dovuto perdere questa partita“.

I VINCITORI – Il polacco, alla prima semifinale Mille della carriera, al solito non esterna emozioni particolari, e regala alla stampa il solito osso scarnificato. “Sono felice, non ho mai smesso di crederci, anche se ovviamente a un certo punto non sentivo di avere molte chance. È uno dei risultati migliori della mia carriera, penso di poter stare a questo livello“.

 

Affronterà per un posto in finale Andrey Rublev, anch’egli, a dispetto del pedigree infinitamente più prestigioso, per la prima volta in vita tra gli ultimi quattro in un Mille, e a questo punto favorito per il tiolo, ammesso e non concesso i pronostici contino ancora qualcosa visto quello che è successo finora. Ha dovuto sudare il ginger moscovita per accompagnare alla porta Sebastian Korda, deflagrato in modo forse definitivo proprio in questa dieci giorni. “Un ottimo giocatoreha detto Rublev del figlio di Petrcon un ottimo servizio, molto potente, eccellente a rete. Ho sprecato qualche chance per chiuderla prima, ma lui ha i suoi meriti. Penso lo ritroveremo spesso a questi livelli, è molto giovane, ma in fondo non molto più giovane di me“.

Andrey Rublev – Miami 2021 (foto Twitter @ATPTour)

Rispetto al numero otto ATP, senz’altro Sebi ha avuto un percorso di crescita meno accidentato. “Quanti anni ha? Venti? Io ricordo con maggior favore i miei diciannove anni, quando ero già top 30. Poi mi sono fatto male e alla sua età ero fuori dai primi cento“. A questo punto gli allibratori puntano forte su di lui per la vittoria del titolo. “Ma non sento particolare pressione, non più del solito, e nemmeno mi sento favorito. Contro Hurkacz e Roberto ho perso gli ultimi precedenti; contro Jannik non ho mai giocato ma guardate cosa sta combinando. Di sicuro voglio vincere, ma sarà complicato“.

CHI PERDE E LA PRENDE… MEGLIO – Sebastian, la vera rivelazione in Florida, saluta lasciando una grande impressione. Primo quarto in un Masters – bissato nel torneo di doppio in coppia con Michael Mmoh -, top 50 nel mirino e soprattutto una dimostrazione tecnica e comportamentale notevolissima. Nonostante un piccolo infortunio all’inguine, Sebi ha tenuto testa fino al rettilineo d’arrivo a uno dei colleghi più in palla del momento, e non è riuscito a prolungare la sfida per dettagli. “L’infortunio non è nulla di serio, sto bene. Stamattina ho sentito un fastidio in quella zona, nel corso della partita è peggiorato ma non ha influito sulla mia sconfitta. Mi sono sentito alla grande in campo, negli ultimi mesi sto capendo che posso giocarmela con quelli forti. Se oggi un paio di colpi qua e là fossero girati meglio forse non sarei già qui a parlare con voi“.

Quello che impressiona maggiormente, dicevamo, è la freddezza assoluta con cui Sebastian, vent’anni appena, affronta i momenti torridi delle partite, anche al cospetto di un top ten e a differenza, appunto, di un fumantino top ten come Rublev. “Questi sono i frutti degli insegnamenti di mia madre – sorride il giovane Korda -, fin da quando ero un bimbo con la racchetta in mano ha continuato a dirmi che uno dei segreti per riuscire nel tennis è indossare sempre la miglior pokerface“. Tanti spunti e facce nuove, oltre a quelle da poker: non un brutto modo per inaugurare la stagione dei maestri.

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WTA Portorose: una grande Jasmine Paolini conquista il suo primo titolo

L’azzurra si libera in fretta dell’emozione per la sua prima finale e supera Alison Riske rimontando due break di svantaggio nel primo set. Sarà n. 64 del mondo

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Jasmine Paolini - 2021 US Open (Manuela Davies/USTA)

J. Paolini b. [3] A. Riske 7-6(4) 6-2

Alla sua prima finale del Tour maggiore, Jasmine Paolini parte contratta ma poi doma l’emozione e l’avversaria, imponendosi in due set sulla n. 3 del seeding Alison Riske, lei invece per la decima volta all’atto conclusivo di un torneo, per quanto solo in due occasioni sia riuscita ad alzare il trofeo. Il WTA 250 di Portorose si conclude così nel migliore dei modi per l’allieva di Renzo Furlan, giunta in finale superando le più quotate Yastremska, Cirstea e Putintseva, oltre che Kalinskaya, per un titolo che lunedì le varrà il nuovo best ranking al 64° posto.

Un incontro iniziato sentendo la pressione per Jasmine che ha ritrovato il suo miglior tennis quando il primo parziale sembrava ormai compromesso dal 2-5 pesante. Lì è iniziata la rimonta che si sarebbe fatta sentire nella testa di Alison nel secondo set. Un trionfo che conferma i progressi compiuti e la sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Una nota positiva, nonostante la sconfitta, anche per Riske, che in questa settimana slovena è tornata a vincere due incontri di fila dall’Australian Open 2020, dopo aver patito le conseguenze di una fascite plantare; ora, pienamente recuperata dal punto di vista fisico, sta rimettendo insieme il gioco che l’aveva portata al n. 18 WTA alla fine del 2019.

 

IL MATCH – La pioggia ritarda l’ingresso in campo delle giocatrici di quasi due ore e mezza rispetto alle ore 17 originariamente previste. C’è però giusto il tempo per un paio di minuti di palleggio preliminare perché Jasmine fa notare che almeno la sua metà campo presenta ancora zone bagnate e quindi pericolose. Un’altra mezz’ora se ne va e finalmente si comincia con Paolini che ha scelto di servire. Entrambe commettono alcuni errori di troppo che si traducono in tre break, finché Riske tiene, subito imitata da Jasmine grazie anche ai primi punti diretti portati dalla battuta – fondamentale in cui la 175 cm da Pittsburgh è superiore. Spinge affidandosi alle sue solite traiettorie relativamente piatte, Alison, che si produce in un paio di buone chiusure a rete ma anche in altrettanti attacchi pentiti, forse preoccupata della velocità dell’azzurra che ha già sfoderato un bel passante in corsa. Ancora contratta e non del tutto lucida, tuttavia, Paolini cede un altro turno di servizio mandando l’altra a servire sul 5-2.

Sarà la situazione di punteggio disperata, sarà la voglia di giocarsi davvero la sua prima finale, ma Jasmine entra finalmente in partita, mette a segno dieci punti consecutivi e, con il livello del match che si alza offrendo scambi intensi e spettacolari, prima pareggia e poi sorpassa, costringendo l’avversaria a servire per riparare al tie-break, compito che porta a termine nonostante l’iniziale 0-30. I colpi azzurri hanno cominciato a girare e il dritto, nonostante qualche imperfezione, mette la necessaria pressione alla terza testa di serie che si ritrova sotto di due mini-break dopo un punto perso sulla diagonale sinistra e uno smash fuori misura. Riske approfitta con coraggio di due scambi giocati in maniera troppo conservativa dalla venticinquenne toscana, ma un suo errore bimane manda Paolini a set point, immediatamente trasformato grazie all’errore al volo statunitense al termine di uno scambio tiratissimo in cui la nostra ha dato veramente tutto.

MTO per un massaggio alla coscia sinistra di Jasmine che ricomincia da dove aveva lasciato, vale a dire spingendo con il dritto e trovando anche ottime soluzioni con il rovescio che valgono il 2-0, mentre le statistiche mostrano il saldo vincenti-gratuiti ampiamente negativo, eppure la sfida risulta assolutamente godibile. Dal canto suo, Alison si fa vedere a rete e incide con il bimane lungolinea, ma è troppo incostante e il pareggio subito agguantato svanisce in un battito d’ali di farfalla. Vola, Paolini, e adesso tocca a lei servire sul 5-2, opportunità che non si lascia sfuggire e chiude al primo match point con un pesante dritto inside-in.

Due vittorie di fila sul cemento in un main draw WTA le aveva centrate una sola volta in carriera prima di questa settimana, al Gippsland Trophy che ha preceduto l’Australian Open. Il WTA 250 australiano era stato anche l’unico torneo assieme a Guangzhou 2019 nel quale Jasmine fosse riuscita a battere una top 50 sul duro; qui a Portorose si è spinta oltre i suoi limiti, vincendo cinque partite di fila – le ultime tre contro avversarie che abitano la top 50. In una parola, bravissima.

Il tabellone completo di Portorose

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WTA Lussemburgo: Ostapenko abdica, secondo titolo in carriera per Tauson

La lettone si sveglia nel secondo set, ma finisce per cedere al terzo. Buona prestazione per la danese che vince la seconda finale su due disputate

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Prosegue il settembre d’oro delle 2002 grazie alla vittoria di Clara Tauson nel WTA 250 di Lussemburgo. La danese vince il secondo titolo su due finali giocate, superando in tre set la campionessa in carica Jelena Ostapenko (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) e andando a sedersi poco lontano dalla top 50 (da lunedì sarà numero 52, migliorando di diciotto posizioni il suo best ranking). La partita si è animata ed è diventata interessante da metà secondo set in poi, dopo che per un’oretta l’incostanza e il nervosismo della lettone avevano reso le cose molto facili a Tauson.

Entrambe giocano in maniera molto aggressiva da fondo, spingendo molto bene con ambedue i fondamentali. La differenza però, almeno a inizio match, è che Tauson mantiene la palla in campo con buon margine, mentre Ostapenko o piazza il vincente o sbaglia entro i primi tre colpi (più spesso la seconda). La danese trova dunque il break già nel terzo game e bissa poi nel nono, chiudendo 6-3 e guadagnandosi il diritto di servire per prima anche nel secondo set. Le difficoltà continuano per una nervosissima Ostapenko, che salva una palla break nel quarto gioco e riesce a mantenersi in scia nel punteggio. Sul 3-3, la lettone ottiene per la prima volta la chance di strappare il servizio all’avversario, ma la manca. Il nastro gliene regala un’altra smorzando in maniera imprendibile un suo slice un po’ tremebondo e Jelena stavolta non vanifica il dono della sorte, giocando in maniera molto aggressiva. L’improvviso break destabilizza Tauson che non riesce a esprimersi al meglio nei game successivi, ritrovandosi in poco tempo da una posizione di totale controllo a dover giocare un insidioso terzo set.

L’urlo con cui Ostapenko accompagna la vittoria del parziale lascia presagire battaglia e così è. La lettone addirittura sale 2-1 con un break a zero, ma si fa subito recuperare da Tauson. Il gioco decisivo probabilmente è il quinto, durato ben sedici punti: Ostapenko si procura due palle break (la prima con un gran pallonetto vincente), ma la danese riesce a cancellarle entrambe con coraggio e tiene alla fine il servizio. Lo scoglio superato permette a Tauson di recuperare sicurezza e di rimettere dunque pressione sull’avversaria, che infatti al primo momento delicato crolla. Chiamata a servire per rimanere in partita sul 5-4, Ostapenko abdica con quattro erroracci non forzati e concede a Tauson la gioia del secondo titolo in carriera.

 

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Il tabellone del WTA di Ostrava: Swiatek e Kvitova sono le prime due favorite

Swiatek e Kvitova guidano il tabellone di Ostrava. In gara anche Bencic, Sakkari, Kerber e Ostapenko. Non è iscritta la campionessa in carica Sabalenka

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Il circuito WTA rimane in Europa, dopo le tappe di Lussemburgo e Portorose (dove la nostra Jasmine Paolini ha raggiunto la finale). Si sale di livello con il WTA 500 di Ostrava, che si disputerà in contemporanea al torneo di categoria WTA 125 (non è considerato circuito maggiore) di Columbus, negli Stati Uniti.

Da lunedì, in Repubblica Ceca, si svolgerà il J&T Banka Ostrava Open 2021 su cemento indoor. A guidare il tabellone è la polacca Iga Swiatek (n. 8 del mondo), mentre la padrona di casa Petra Kvitova, è la testa di serie n. 2. Entrambe beneficiano di un bye. L’oro olimpico Belinda Bencic e la semifinalista degli US Open Maria Sakkari sono n. 3 e 4 del seeding e, anche loro, accedono direttamente al secondo turno.

Anastasia Pavlyuchenkova, Angelique Kerber, Elena Rybakina e Karolina Muchova sono rispettivamente n. 5, 6, 7 e 8 del torneo. In gara anche Caroline Garcia, Jelena Ostapenko (impegnata in finale a Lussemburgo) e Julia Putintseva.

 

Questo torneo si disputa appena per la seconda volta, dopo che nel 2020 era andato in scena nel mese di ottobre per sopperire alle varie mancanze del calendario falcidiato dalle cancellazioni dovute alla pandemia. Mancheranno entrambe le giocatrici che hanno disputato la finale tutta bielorussa della passata edizione (vittoria di Sabalenka su Azarenka) e sarà presente al via una sola delle quattro semifinaliste in carica, ossia Maria Sakkari.

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