Diamo un voto ai colpi di Jannik Sinner. E vi diciamo perché ha qualcosa di Agassi

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Diamo un voto ai colpi di Jannik Sinner. E vi diciamo perché ha qualcosa di Agassi

Con l’aiuto di Fabrice Sbarro, passiamo in rassegna tutto il repertorio di Sinner. Cosa sa fare bene e cosa meno bene? Che tipo di ‘animale tennistico’ è o sta diventando? Le nostre risposte

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Jannik Sinner - Miami Open 2021 (foto Twitter @ATPTour)

Settimana un po’ più scarica, con due ATP 250 (Estoril e Monaco) e il WTA 1000 di Madrid che ci metterà un po’ a entrare nel vivo, settimana di approfondimenti. Rimanendo nel solco tracciato quest’anno, ossia il tentativo di seminare un po’ di coscienza statistica inaugurato in off-season, vi proponiamo un nuovo approfondimento, condotto con la collaborazione di Fabrice Sbarro, mente statistica di Gilles Cervara, coach del numero 4 al mondo Daniil Medvedev.

Il tema dell’approfondimento è quanto mai attuale: Jannik Sinner, ormai ben noto anche al di fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori. Tuttavia, se il nome Sinner è ormai sufficientemente conosciuto da cominciare a diventare quasi un marchio, forse alcuni aspetti del suo gioco meritano di essere indagati, al fine di svelarne punti di forza e di debolezza.

Nello svolgere l’analisi abbiamo ripreso alcuni categorie di analisi che Fabrice ha sviluppato nel corso degli anni e messo anche al servizio di Cervara, come ad esempio l’individuazione di caratteristiche predominanti che portano a identificare i diversi stili di gioco, una sorta di tassonomia naturalistica. In pratica ci chiediamo di che tipo di “animale” stiamo parlando. Ovviamente ringraziamo Fabrice; errori e omissioni sono interamente a carico nostro.

 

Per non tediarvi con eccessive e pedanti definizioni diamo qualche esempio, intendendo un colpo da 5 stelle molto sopra la media dei top 100, un colpo a 3 stelle nella media, e un colpo a 1 stella ben al di sotto della media dei top 100.

Andre Agassi, per capirci, è stato un tennista dotato di un tempo formidabile sulla palla. Le sue qualità sono riassunte in questo grafico.

La domanda che ci facciamo allora è questa: che tipo di animale è (tennisticamente parlando) Jannik Sinner?

Servizio

Le performance al servizio del ragazzo altotesino sono indubbiamente migliorate, anche grazie ad alcuni aggiustamenti nella meccanica del colpo che ne hanno migliorato la distribuzione dei pesi e gli angoli di incidenza sulla palla. I numeri in questo senso parlano chiaro.

Official data from ATP – Ubitennis own elaboration (le medie sono calcolate su circa 2500 match per il 2019 e circa 1000 per il 2020)

Fra l’altro, notiamo che mentre la media delle performance dei top 100 ATP è leggermente scesa nel 2020 rispetto all’anno precedente (prime di servizio vincenti passate da 72,16% a 71,61%) Sinner ha continuato nella sua traiettoria di miglioramento, nonostante il 2020 sia stato un anno mentalmente complicato.

Rispetto invece al tema della solidità del colpo, notiamo come Jannik non ecceda ne in un verso (ace) ne nell’altro (doppi falli), guadagnando un differenziale positivo dovuto alla limitazione degli errori. Un giocatore di caratteristiche fisiche tutto sommato simili come Zverev invece ha un andamento molto più estremo.

Official data from ATP – Ubitennis own elaboration

In futuro, quando la base dati dei match del tennista italiano sarà più significativa, sarà anche interessante notare la varianza di tali performance, per capire quanto questi valori siano stabili tra una partita e l’altra.

Questo più o meno è il quadro generale che possiamo ricavare dall’analisi dei dati ATP elementari relativi al servizio; nell’ottica di inquadrare il gioco di Sinner potremmo dire che il servizio è un colpo in linea con le performance dei top 100 e pertanto potremmo garantirgli 3 stelle su 5.

Con l’aiuto di Fabrice spingiamoci ora oltre, grazie a un’analisi relativa a un campione di 2052 punti giocati da Sinner negli ultimi due anni che si concentra su di un ulteriore metrica, ovvero il rapporto fra (ACE + Servizi vincenti)/Prime di servizio: il buon senso nel tennis ci ha sempre detto che il tuo servizio è buono quanto la tua seconda di servizio. Ma nel tennis maschile professionistico, dove più del 60% degli scambi si esaurisce in meno di cinque colpi, la prima di servizio è fondamentale. Un servizio poco efficace è un enorme svantaggio, e per contrastare questo handicap è necessario produrre prestazioni d’élite assolute in altri fondamentali, come Schwartzman ha brillantemente dimostrato negli ultimi anni, posizionandosi spesso al top come capacità di raccogliere punti con la seconda di servizio o in risposta.

L’analisi di questa metrica, sia comparata con le performance medie dei top 100 che messa a confronto con la media degli avversari di Sinner ci porta a un apparente paradosso:

Come mai Jannik ha prestazioni migliori della media se comparate con i top 100, ma prestazioni peggiori rispetto alla media dei propri avversari, che dovrebbero in media essere propri dei top 100 in genere? Per capire questo strano risultato dobbiamo spostarci ad analizzare un altro scomparto del gioco di Sinner, la risposta.

Risposta

Qui i dati di Fabrice sono fondamentali. Nel caso degli avversari di Sinner, come abbiamo riportato nel grafico sopra, la quota di servizi cosiddetti “unreturened” è del 36%. Infatti servizio e risposta sono due mondi speculari, e questo fatto può aiutare nel leggere i dati: dire che il 36% dei servizi di Sinner sono Ace o vincenti è equivalente ad affermare che il 36% delle risposte dei suoi avversari non hanno trovati il campo, e sono appunto degli unreturned serves.

Ma Sinner come si è comportato in risposta? Risposta: peggio dei propri avversari. I dati di Fabrice ci mostrano che nel 39% dei casi Sinner non è riuscito a rispondere ai servizi dei propri avversari.

Siccome l’appetito vien mangiando, allora una nuova domanda sorge spontanea? Perchè Jannik ha un delta negativo se confrontato con i propri avversari? In fin dei conti, l’istinto ci direbbe che il ragazzo sa rispondere! Anche in questo caso una spiegazione sembrerebbe esserci, e a parere di chi scrive è l’intuizione più interessante di questo articolo: la posizione in risposta di Sinner.

La sua posizione, vicino alla linea di fondo, consente ai suoi rivali di cogliere maggiori punti diretti col servizio in quanto l’altotesino spesso e volentieri non è in grado di opporre resistenza. Questo risultato è coerente anche con una ricerca portata avanti da Fabrice Sbarro e Lionel Grossenbacher, un preparatore atletico svizzero: analizzando circa 150.000 punti in risposta giocati da top 100 nel 2019 i due hanno riscontrato che c’è una correlazione positiva fra capacità di risposta e distanza dalla linea di fondo; detto in parole povere, quello che fa Nadal quando va a rispondere dai teloni, che spesso e volentieri manda ai matti i suoi avversari che non riescono a trovare punti facili al servizio. Tale tattica sembrerebbe valida anche sui grandi numeri.

Numeri alla mano, insomma, la risposta sembrerebbe al momento un colpo da 3 stelle per Jannik Sinner.

Gioco da fondo

Sebbene Sinner sia un giocatore aggressivo, ha uno stile di gioco diverso rispetto ad altri giovani cannoni come Shapovalov o Auger-Aliassime. Una differenza che però nasconde anche una leggera debolezza, una relativa morbidezza sul primo colpo in uscita dal servizio. Questa considerazione non toglie che, vista l’età e la massa muscolare ancora in fase di sviluppo, Sinner la palla la fa viaggiare eccome grazie a una generale fluidità di esecuzione. Tuttavia, rispetto all’élite dei professionisti, già fisicamente strutturati, a Jannik sembra mancare ancora di un po ‘di potenza di fuoco.

Lo dimostra anche la distribuzione degli scambi giocati dall’alto atesino: solo il 55% degli scambi giocati è inferiore a cinque colpi, una prestazione al di sotto della media dei top 100, che quindi lo obbliga a costruire e faticare di più e ad avere meno punti facili. Stante una performance discreta del servizio come colpo in sé, questo dato deficitario degli scambi sotto i cinque colpi è spiegabile con una difficoltà nel generare potenza con il primo colpo dopo il servizio.

Jannik Sinner – ATP Melbourne 1, Great Ocean Road 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Se dovessimo tirare a indovinare, ci aspetteremmo che nell’immediato futuro Sinner riesca a portare questo dato almeno al 60% . Di sicuro, Sinner non è un “puncher” (picchiatore). Nella terminologia di Fabrice, un Puncher è un giocatore che vince punti con il suo diritto in topspin. Di solito, questi giocatori sono eccellenti con il primo colpo in uscita dal servizio perché possono generare facilmente velocità sulle palle più lente. A Sinner non manca l’aggressività, ma probabilmente servirebbe qualcosa in più sulle accelerazioni in topspin di dritto dopo il servizio. Considerando il suo stile tennistico e la sua tendenza a essere aggressivo, Sinner non può essere definito neppure come un ‘retriever (che basa il suo gioco sui recuperi), perché fa comunque più vincenti sia con il diritto che con il rovescio rispetto ai suoi avversari.

Alla fine, la categoria che gli si addice di più è quella di “tempo player”, un giocatore che gioca vicino alla linea di fondo e prende la palla quando sale, usando la velocità di palla dell’avversario per appoggiarsi e ribaltare lo scambio.

Dritto

In generale, Sinner commette più errori non forzati dei suoi rivali con il suo diritto, ma comunque riesce a compensare con i vincenti. Infatti il rapporto vincenti/errori non forzati di dritto è leggermente migliore rispetto a quello dei propri avversari; il differenziale è circa di mezzo punto percentuale. Inoltre, sebbene il rovescio sia il punto di forza dell’italiano, è con il dritto che porta a casa la maggior parte dei punti, anche se con un’efficienza relativa inferiore. Quindi il dritto, sebbene ancora un po’ inaffidabile, è l’arma principale dalla linea di fondo.

Di nuovo, possiamo assegnare 3 stelle anche a questo colpo.

Rovescio

Il rovescio è il colpo più affidabile, utile a SInner per ottenere un vantaggio una volta che lo scambio si allunga. Negli scambi prolungati spesso e volentieri è proprio il rovescio a consentirgli di prendere il sopravvento negli scambi prolungati. Se prima abbiamo visto che Jannik ha in media un leggero vantaggio rispetto ai suoi avversari nel rapporto vincenti/errori non forzati, questo vantaggio si amplifica con il rovescio. Su questo fondamentale la forbice arriva infatti ad un +2,3%. Un altro segno dell’affidabilità del rovescio di Sinner è la fisica del colpo, con la palla che passa ben alta al di sopra delle rete e con una bella carica di rotazione.

Tali indicatori si traducono in una solidità del colpo che regala quindi a Jannik un margine d’errore più ampio. Se confrontiamo ad esempio i rovesci di Zverev e Sinner, notiamo che il tedesco, pur titolare di un bel colpo, tende a impattare in modo più piatto, con meno spin e meno margine sulla rete, rispetto a Sinner.

Confronto tra i rovesci di Zverev e Sinner

Se confrontiamo i valori di Sinner con la media ATP e quella dei suoi avversari, il rovescio risulta essere senza dubbio un colpo di spessore. Tuttavia in termini quantitativi come detto è con il dritto che Jannik fa più male ai suoi avversari. In altre parole, un rovescio a 5 stelle equivale a un diritto a 3 stelle in termini di reale efficacia.

Volée

In termini di attitudine a giocare a rete, Sinner ha ancora grandi margini di miglioramento. Questo non è un colpo naturale e le sue percentuali a rete sono normali. Inoltre, un altro segno della sua mancanza di comodità nei pressi della in rete è il rapporto vincenti/errori non forzati, che è negativo. Qui siamo decisamente sotto la media: le volée di Sinner non possono valere più di 2 stelle.

Conclusioni

Jannik Sinner è un giocatore di Tempo come caratteristica predominante, in grado di trovare buoni contrattacchi con un ottimo rovescio che può usare per manovrare il gioco una volta che lo scambio si è pareggiato; un motore leggero, in grado di trovare un buon equilibrio in molte situazioni. Probabilmente Sinner condivide alcune caratteristiche del gioco di Djokovic come il rovescio e l’equilibrio sotto pressione (forse il passato da sciatore è un vantaggio reale e riproducibile sul campo da tennis!), con meno pugno sia sul servizio che sul diritto, meno velocità e meno flessibilità in termini di movimenti. Il tempo – a proposito di Tempo Player – dirà se Jannik saprà avvicinare anche la solidità mentale di Djokovic. Da questo punto di vista, il 19enne italiano sembra essere già sulla buona strada.

Un confronto tra Agassi e Sinner

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova ai quarti con qualche sofferenza

Iga si fa impegnare da Putintseva, ma chiude in due; mentre Petra si complica la vita dopo aver dominato per un set e mezzo. Tutto facile per Ostapenko

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La testa di serie numero uno Iga Swiatek è la prima giocatrice a qualificarsi per i quarti di finale del WTA 500 di Ostrava. La polacca elimina Yulia Putintseva con più fatica di quanto non si intuisca dal doppio 6-4 col quale si è chiuso il match. Nonostante le 3 ore e 24 minuti passate in campo nel precedente incontro contro Shuai Zhang, la kazaka ha infatti giocato un’ottima partita, sbagliando poco o nulla e costringendo una fallosa Swiatek a pescare parecchi jolly per vincere lo scambio.

Dopo una partenza sprint, Swiatek si fa rimontare da 3-0 a 3-3, salvo poi riuscire a trovare l’allungo decisivo sul 4-4 nel primo set. Nel secondo, Putintseva lima ancora gli errori e fa sudare ogni punto a Iga, che viceversa sbaglia più di frequente. La costanza dell’avversaria la costringe infatti a cercare rischi sempre più consistenti, non sempre ripagati. Nonostante tutto, la polacca ha una ghiotta occasione di scappare avanti nel sesto game, nel quale si procura tre consecutive palle break, ma cinque punti di fila di Putintseva respingono il suo tentativo. Sul 4-4, è Iga ad andare in difficolta e a dover salvare due palle break. La testa di serie numero uno gestisce entrambe le situazioni da campionessa, salvandosi prima con un ace e poi con un rovescio lungolinea vincente. Proprio il rovescio lungolinea si rivela l’arma in più di questo finale di partita, come testimonia eloquentemente il gran vincente sul primo match point. La sua prossima avversaria uscirà dalla sfida tra Elena Rybakina e Magda Linette.

Ai quarti pure la seconda testa di serie Petra Kvitova, che si complica terribilmente la vita contro Anastasia Potapova, ma alla fine riesce a vincere in tre set. Avanti 6-1 4-2 in totale scioltezza, la ceca ha avuto uno dei suoi classici momenti di black out e si è ritrovata addirittura a dover salvare due set point sul 5-4 con altrettante prime esterne vincenti da sinistra. Giunta al tiebreak, Kvitova rimonta da 3-0 a 3-3, ma finisce per cedere 7-4, facendosi trascinare al terzo set. Potapova prova sfruttare l’onda e si prende un break di vantaggio, che però restituisce subito, mancando così l’opportunità di andare in fuga. Kvitova rimette un po’ d’ordine nel suo tennis e dal 3-3 cambia passo, facendo suo il match dopo poco più di due ore di gioco.

 

Esordi vincenti anche per le finaliste della scorsa settimana Alison Riske (battuta da Jasmine Paolini a Portorose) e Jelena Ostapenko (sconfitta da Clara Tauson in Lussemburgo). La statunitense è venuta a capo in tre set (6-4 1-6 6-4) delle resistenze di Fiona Ferro, nonostante un secondo parziale disastroso e rimontando un break di svantaggio sia nel primo che nel terzo, e sfiderà Jil Teichmann per un posto nei quarti di finale. La lettone invece, dopo aver vinto un primo set altalenante contro Anna Blinkova, ha preso il largo nel secondo, vinto addirittura 6-0, e ora affronterà Maria Sakkari in un match potenzialmente molto interessante.

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WTA Ostrava, Teichmann a sorpresa. Maratona Putintseva

La svizzera batte nettamente Kerber grazie ad un 6-2 6-3. Putintseva ha la meglio su Zhang dopo 3 ore e 24 minuti

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Ha il dolce sapore della piccola ma grande impresa la vittoria di Jil Teichmann, sulla più quotata Angelique Kerber, numero 15 al mondo, ottenuta nel primo turno del torneo di Ostrava. La svizzera, che per la prima volta in carriera affrontava l’ex numero 1 al mondo, si è infatti imposta con il netto punteggio di 6-2 6-3 in 1h12′.

Un punteggio abbastanza netto che lascia pochi dubbi sull’andamento dell’incontro, incanalatosi subito e prepotentemente verso la via dei tre cantoni grazie ad un iniziale parziale di 5-0 del primo set. La 24enne rossocrociata non ha praticamente permesso mai il ritorno in partita di Kerber chiudendo il primo set sul punteggio di 6-2. Sulla stessa falsariga anche il secondo parziale che ha visto subito Teichmann portarsi avanti di un break che ha gestito fino alla fine dell’incontro nonostante i tentativi di rientrare in partita da parte della tedesca. Teichmann se la vedrà ora con la vincente dell’incontro tra l’americana Alison Riske (fresca finalista a Portorose, battuta da Jasmine Paolini) e la francese Fiona Ferro.

Primo turno del torneo caratterizzato da partite che hanno visto nella lunghezza delle stesse una caratteristica comune. Tra queste sicuramente la più interessante ed intensa è stata il confronto tra Yulia Putintseva e Shuai Zhang risoltosi a favore della kazaka con il punteggio di 5-7 7-6(7) 6-4 dopo 3h:24 di gioco. Partita che ha vissuto di altalenanti momenti come le due volte in cui Putintseva si è trovata a due punti dalla sconfitta nel tie break del secondo set annullando sul 5-4 Zhang un match point per la tennista cinese. Grazie a questo successo Putintseva affronterà Iga Swiatek testa di serie numero 1 del torneo.

 

Da segnalare tra le partite del primo turno, andata anch’essa oltre le tre ore di gioco è il derby ceco tra Tereza Martincova e Katerina Siniakova vinto dalla prima con il risultato di 5-7 6-4 7-6(7). Anche in questo match il risultato è stato in bilico fino alla fine: decisivo in tal senso il match point a favore di Siniakova nel tie break del terzo set che avrebbe potuto regalarle il secondo turno del torneo che invece sarà disputato dalla sua connazionale Martincova.

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Al femminile

Lo straordinario US Open di Leylah Fernandez

Come una teenager, numero 73 del ranking, è stata capace di sconfiggere in un solo torneo tre delle prime cinque giocatrici del mondo e una pluricampionessa Slam

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Leylah Fernandez - US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

La scorsa settimana Emma Raducanu si è presa tutto lo spazio dell’articolo dedicato allo US Open. Tante questioni stimolanti, tanti temi da approfondire: le vicende di una giocatrice quasi sbucata dal nulla hanno reclamato un articolo esclusivo. Del resto l’attenzione suscitata da Raducanu non ha colpito solo il mondo del tennis, ma sembra avere superato i confini più stretti degli appassionati per coinvolgere un pubblico più ampio e meno specialistico.

Ma descrivere Raducanu come protagonista assoluta dello Slam newyorchese sarebbe non solo sbagliato, ma anche ingeneroso nei confronti di Leylah Fernandez. La giocatrice canadese ha avuto un ruolo decisivo nell’alimentare l’interesse che ha circondato il torneo femminile. A conferma di questo ci sono anche i dati televisivi statunitensi. Su ESPN, che deteneva i diritti del torneo, sia la finale che le semifinali femminili hanno avuto un seguito di spettatori superiore alle corrispondenti partite maschili. Non era facile immaginare che due tenniste classificate fuori dalle prime 70 del mondo avrebbero raccolto più pubblico di Djokovic e Medvedev; ma evidentemente il modo di giocare e la personalità di Emma e Leylah hanno “bucato” lo schermo.

Raducanu e Fernandez, entrambe nate nel 2002, hanno vissuto un torneo simile e parallelo, ma nelle singole partite gli andamenti sono stati molto diversi: la giocatrice inglese ha vinto tutti i match con margine e senza perdere set, la canadese invece ha affrontato un percorso ben più battagliato.




 

Lehlah Fernandez allo US Open 2021
L’avventura di Fernandez allo US Open è caratterizzata dalla continua lotta. Una vera e propria costante che non ha conosciuto eccezione in alcun match. Sette partite affrontate, e nessuna che sia filata via semplice. Anzi, spesso Leylah ha dovuto fronteggiare situazioni difficili. Sin dal primo turno.

Eppure Fernandez, fuori dalle teste di serie, non parte con un sorteggio sfortunato: il primo turno le riserva una qualificata. Ma quando vengono definiti gli accoppiamenti si scopre che si tratta di Ana Konjuh. Ana nel 2021 sta costantemente risalendo la classifica. Dopo il lunghissimo periodo di stop a causa dei ripetuti problemi al gomito, ha cominciato la stagione da numero 476 del ranking, ma al momento del match è già numero 88: quasi quattrocento posti scalati nel giro di otto mesi. Non ha avuto accesso diretto allo Slam americano solo perché la entry list si definisce con sei settimane di anticipo, e in quel momento era ancora fuori dalle prime cento. In più c’è un precedente recente di cui tenere conto: Konjuh ha sconfitto Fernandez nel torneo di Madrid 2021.

Il primo set tra Fernandez e Konjuh vede Ana partire meglio; grazie al break di vantaggio Konjuh serve per il set sul 5-4. Conquista anche due set point, però in entrambe le occasioni Fernandez si salva: strappa a sua volta la battuta a Konjuh, e così si procede in equilbrio sino al 6-6. Al tiebreak Leylah riesce a spuntarla. Il braccio di ferro del primo set si rivela decisivo per indirizzare anche il secondo set. Il match termina 7-6, 6-2.

In base alle premesse del tabellone, al secondo turno Fernandez dovrebbe incrociare la sua prima testa di serie, la numero 31 Yulia Putintseva. Ma Kaia Kanepi è riuscita ad avere la meglio al primo turno, e dunque Leylah si trova di fronte una giocatrice ben più potente, anche se decisamente meno mobile di Putinsteva. E di nuovo ne esce un confronto tiratissimo. Fernandez vince il primo set strappando la battuta a Kanepi all’ultima occasione utile (7-5), ma Kaia non ha affatto intenzione di lasciare strada.

Nel secondo set Kanepi reagisce e si porta avanti 5-3. È un passaggio complicatissimo per Fernandez, che prima salva due set point sul proprio turno di servizio, e poi ne salva altri due con Kanepi alla battuta sul 5-4. Scampato il pericolo, sullo slancio Leylah conquista quattro game di fila e riesce a chiudere 7-5, 7-5. Due match disputati, 6 set point salvati in due partite diverse: non male come inizio.

Ma questa è solo l‘ouverture, perché al terzo turno il sorteggio propone come avversaria un ostacolo apparentemente invalicabile: la campionessa in carica Naomi Osaka. Dopo Kanepi, il “peso leggero” Fernandez trova così un’altra big hitter che metterà alla prova la sua capacità di confrontarsi con tenniste ben più strutturate fisicamente di lei.

Luogo di confronto: l’Arthur Ashe Stadium. Per Fernandez non è la prima volta in assoluto in una arena importante di Flushing Meadow, perché nel 2020 ha già giocato (e perso) contro Sofia Kenin sul Luis Armstrong. Ma lo scorso anno non c’era la presenza del pubblico; questa volta contro Osaka la programmazione è la più eccitante possibile: primo match del serale nello stadio per il tennis più grande del mondo.

Forse perché sulla carta non ha nulla da perdere, fatto sta che nel primo set Leylah tiene molto bene testa a Naomi. Almeno sino al 5-4 per Fernandez. Poi Osaka inserisce una marcia in più, sfodera una serie di punti da fuoriclasse e con un parziale di 12 punti a 1 chiude il set in proprio favore sul 7-5.

Leylah ha perso il primo set del torneo, ma ha progressivamente conquistato le simpatie del pubblico, ammirato dalla sua combattività ma anche dalla qualità dei suoi colpi. Malgrado la pesantezza di palla di Osaka, infatti, Fernandez riesce quasi sempre a rimanere con i piedi attaccati alla linea di fondo e da quella posizione incalza Naomi sul ritmo, impedendole di sprigionare con tranquillità la potenza di cui dispone.

Secondo set. La partita scorre rapida, senza alcuna palla break sino all’approdo nei game decisivi. Esattamente come nel primo parziale, Osaka alza il livello quando più conta. Ed esattamente come nel primo parziale, sul 5-5 strappa la battuta a Leylah e va a servire per il set (e il match).

Sembrerebbe quasi una formalità, anche perché Naomi nello stesso frangente del primo set ha tenuto la battuta a zero. E invece l’incontro non solo non è vicino alla fine, ma sta per attraversare la fase decisiva del totale ribaltamento. Da una parte l’improvvisa ansia di Osaka, dall’altra la straordinaria voglia di combattere di Fernandez, producono l’inatteso: sul 7-5, 6-5 Naomi perde la battuta a 30 (primo break subito nel match), e poi in preda allo sconforto è quasi travolta nel tiebreak, che perde 7-2.

La sconfitta inopinata del secondo set lascia un pesante strascico su Osaka in avvio di terzo parziale: di nuovo perde la battuta e da quel momento non riesce più a recuperare. Con una grinta e con una decisione impressionanti, Leylah non lascia speranze a Naomi, che non riesce nemmeno a sfiorare il recupero, visto che non arriva mai neanche a conquistare palle break. Fernandez chiude dunque 5-7, 7-6, 6-4, ed è autrice di una delle più grandi sorprese del torneo.

E così, dopo la sconfitta alle Olimpiadi di Tokyo contro Vondrousova, di nuovo Osaka perde contro una giocatrice mancina, dotata di una battuta non potente, ma che Naomi non è comunque riuscita a decrittare. In più sia Vondrousova che Ferndandez hanno saputo consolidare i vantaggi ottenuti con il colpo di inizio gioco sviluppando con grande efficacia lo scambio.

Altro parallelismo tra Tokyo e New York: al momento della eliminazione, le sconfitte di Osaka sembrano arrivate contro giocatrici di secondo piano, ma a conti fatti sia Vondrousova che Fernandez sarebbero state capaci di raggiungere la finale del torneo, offrendo tennis di altissima qualità. Anche i numeri del match americano lo confermano: Osaka ha chiuso il match con un saldo fra vincenti ed errori non forzati di +1 (37/36), Fernandez di +4 (28/24)

a pagina 2: I match contro Kerber e Svitolina

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