Roland Garros: un Musetti da applausi spaventa Djokovic per due ore, poi si ritira al quinto set

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Roland Garros: un Musetti da applausi spaventa Djokovic per due ore, poi si ritira al quinto set

Il 19enne delizia il Philippe Chatrier con due set spettacolari, poi Djokovic inizia la rimonta e Musetti cede per un problema fisico. Il n.1 affronterà Berrettini

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Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

[1] N. Djokovic b. L. Musetti 6-7(9) 6-7(2) 6-1 6-0 4-0 rit.

Ha raggiunto gli ottavi di finale al suo primo tabellone principale di un torneo dello Slam: non si poteva chiedere di più al diciannovenne Lorenzo Musetti che, invece, regala a sé stesso e a tutti gli appassionati due set di vantaggio, tanto inaspettato quanto meritato per il livello stellare espresso, contro il numero 1 del mondo Novak Djokovic. Personalità, solidità, inventiva, tocco, numeri, concretezza: Lorenzo ci ha messo tutto questo per oltre due ore, fino a che il fisico è arrivato, improvviso e prepotente, a reclamare il conto e Djokovic, paziente e calmo diversamente da altre volte in cui si è trovato in difficoltà, è uscito alla distanza in misura e con facilità disarmanti incamerando un gioco dopo l’altro fino alla resa dell’azzurro che, saggiamente viste le condizioni fisiche, si è ritirato sul finire del quinto set dopo aver fatto sognare – e certamente sognato – l’impossibile impresa.

La giornata inizia con una poco promettente rapidità di due incontri femminili durati complessivamente due ore esatte e il timore è che anche questo match possa volare via in fretta. Si parte con Lorenzo che sale sulla palla per esplodere il rovescio lungolinea vincente e la smorzata fallita da Novak che poi rimedia senza alcun rischio, lasciato libero di colpire dritti piuttosto comodi. Un primo game che, al netto di una titubante seconda di battuta serba, riassume già i temi tecnico-tattici, evidenziando le necessità azzurre di non allontanarsi troppo dalla linea di fondo (o avvicinarvisi un po’), mantenere profondo e carico il palleggio e scegliere la palla giusta su cui entrare. Roba che è difficile anche solo a dirsi, figuriamoci a farsi all’esordio sullo Chatrier contro il 18 volte campione Slam che infatti sale 3-1.

 

Il gioco successivo però si allunga, Musetti rischia di farsi male atterrando su una di quelle lamiere a fondo campo che, se non fosse per il logo che sfoggiano, starebbero lì solo per attentare all’integrità fisica dei tennisti, Djokovic sbaglia qualcosa di troppo, c’è anche un bel passante in corsa del “nostro” rovescio e dopo alcuni minuti il punteggio torna in equilibrio. Il pubblico applaude lampi di eleganza e tocco made in Carrara (veronica, passantino stretto in slice a punire l’attacco in controtempo), ma anche concretezza e decisione nell’importante e durissimo scambio forzando l’errore sulla diagonale sinistra in un ottavo gioco riaperto da 40-0.

Nole concede qualcosa in risposta, si affida al servizio quando occorre, mentre nell’angolo serbo ci fa piacere vedere Vajda scuotere irrispettoso la testa dopo la smorzata in allungo di Lorenzo come se l’avesse indovinata per sbaglio l’ultimo dei boscaioli. Indietro nel tie-break dopo aver sbagliato un recupero sul drop shot, il teenager rimane incollato sfoderando un paio di rovescioni lungolinea che passano appena sopra il palo della rete e riaggancia l’avversario dopo averne respinto l’attacco con un preciso lob. È lui che ora tiene la testa avanti, due set point se ne vanno, ma il colpo dalla destra serba traballa; non da quella di Musetti, che alla terza occasione lascia esplodere lo sventaglio e fa suo il primo parziale.

Lorenzo varia il ritmo, le rotazioni, le altezze; Djokovic fatica a spingere la palla con il dritto, a volte proprio non la trova e il carrarese si porta addirittura avanti di un break. Quella che i nostri Luca & Vanni chiamano la “tassa” (il prezzo da da pagare quando incontri per la volta uno dei Big 3, quantificato in un set e un break), dopo tanti anni è diventato un balzello iniquo e Lorenzo, novello Robin Hood, non solo la rifiuta, ma è lui a esigerla. Paga invece il fin troppo comprensibile entusiasmo con un po’ di fretta che gli costa il turno di battuta, così il fenomeno di Belgrado, dopo essersi salvato grazie al servizio, pareggia al sesto game. Ancora in difficoltà di fronte a un avversario che non gli dà due palle uguali di fila (in altri termini, il ragazzetto al primo torneo Slam sta scompigliando il ritmo al più forte del mondo), questa volta Nole approfitta dell’errore azzurro per annullare un’altra palla break. Lorenzo tende a perdere la capacità di spingere il dritto nei momenti di tensione e forse quel gratuito sulla palla del 5-3 era un sintomo, ma le due catenate che fa partire con quel colpo sono a dir poco rassicuranti.

È di nuovo tie-break e Musetti vola 4-0 anche in virtù di una smorzata fallita e una palla buona guardata e lasciata da Djokovic dopo uno smash non chiuso. Il divario non sarà più colmato, Lorenzo sorprende ancora con il passante di rovescio e il rapido ma non indolore 7-2 inferto significa due set a zero.

Djokovic, che comunque non ha espresso rabbia o nervosismi vari, si prende un toilet break di cinque minuti per riordinare le idee e far dissolvere l’estasi agonistica del nostro, mentre qualcuno ci ricorda che anche Andreas Seppi era avanti di due partite contro Novak negli ottavi parigini nel 2012 prima di subirne la rimonta vincente. Il numero 76 della classifica tira il fiato, certamente dal punto di vista mentale ma anche e soprattutto fisico (oltre tre ore per i cinque set con Cecchinato sabato e due ore e venti per assicurarsi questi primi due parziali), il numero 1 ricomincia decisamente più carico e propositivo e nel secondo game trasforma la terza palla break su altrettante finora a disposizione.

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Musetti cerca di rimanere in scia, ma il match è completamente cambiato e il 6-1 arriva inevitabile e troppo veloce perché ci sia la pur minima possibilità di riprendersi almeno parzialmente. L’inizio del quarto set è impietoso, sedici punti di fila per Djokovic, e nemmeno il 40-15 del quinto game basta per muovere il punteggio a Lorenzo, le cui gambe che continuano a non rispondere all’appello vengono ulteriormente sollecitate dai drop shot serbi. Il quarto parziale si chiude con un 6-0 e Musetti esce dal campo con il fisioterapista per il MTO.

Già al primissimo punto della partita finale, Nole rende subito chiaro che non allenterà la presa vincendo il punto dopo aver tenuto vivo lo scambio ribattendo la palla praticamente da sdraiato dopo una caduta. L’indice destro sanguinante non scalfisce la ferocia di Djokovic che tira dritto verso il traguardo. Fallito l’ennesimo recupero su una smorzata, Lorenzo risente di un dolore all’inguine e, furioso, scaglia una palla fuori dallo stadio con relativo warning. Il corpo ha abbandonato definitivamente il campo, il tabellino riporta un parziale di 42 punti a 8 per Novak e il nostro rappresentante sceglie di anticipare la resa.

Il tennis di Musetti c’è tutto e la personalità non manca davvero; con calma, lavorerà sul fisico per arrivare a esprimerlo a questi livelli per tutto il tempo necessario. Ai quarti, per Djokovic, battuto in uno Slam da un solo italiano – Marco Cecchinato – c’è un altro azzurro: Matteo Berrettini.

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ATP Lione: Norrie di ordinaria amministrazione, Watanuki sorprende Kwon, una certezza Baez. Avanti anche Guinard e Coria

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

Il martedì dell’ Open Parc Auvergne-Rhône-Alpes Lyon, atp 250 che si gioca a Lione, in territorio del Roland Garros, vede l’esordio nel torneo del suo principale favorito, il n.11 al mondo e 1 del seeding Cameron Norrie. Il britannico, dopo la brutta sconfitta la scorsa settimana a Roma, prova subito a risollevarsi sulla terra in vista dello Slam rosso. Lo fa molto bene rifilando un ordinario 6-4 6-4 a Francisco Cerundolo, che dopo l’exploit di Miami(un po’ fortuito alla Steven Bradbury) sembra essere tornato al suo onesto livello. Ha mantenuto il possibile contro l’aggressività e la solidità da fondo del mancino, addirittura andando avanti di un break nel primo set, ma non riuscendo a trovare la zampata vincente. Nel secondo invece dimostra la classica garrua argentina, recuperando il break di svantaggio(che sapeva tanto di ipoteca per l’inglese) e arrivando tranquillo fino al 5-4: qui al servizio trema un po’, regala qualcosa e alla fine, dopo un match point annullato in spinta, sul secondo è costretto a cedere, con un doppio 6-4. Norrie fa il suo dovere da favorito, come sempre senza niente di eclatante, ma porta a casa il risultato e si appresta a sfidare nei quarti di finale Sebastian Baez, di cui parleremo più avanti.

Scorrendo i risultati, uno in particolare fa subito sollevare qualche sopracciglio per la meraviglia: la vittoria di Yosuke Watanuki su Soonwoo Kwon. Il giapponese, n.263 al mondo e lucky loser, ha regolato con un banale 6-3 6-4 il ben più quotato sudocoreano, capace di esprimere un ottimo tennis sulla terra. E dire che aveva anche iniziato alla grande, con il break in avvio che lo aveva portato sul 2-0, ma Watanuki, anche servendo 5 ace, ha preso poi le redini del parziale, recuperando e vincendolo 6-3. Nel secondo c’è stato invece un solo break, rivelatosi poi quello decisivo per regalare un altro scalpo importante(dopo Pedro Martinez) al giapponese, oltre a un bel quarto di finale ATP. Rimanendo in tema di derby, non c’è stato solo quello asiatico, ma anche quello francese, che conferma il periodo scuro di Hugo Gaston. Il n.58 ATP, forte di una wildcard, ha perso in 2h e 20 contro il qualificato Manuel Guinard. 6-4 6(5)-7 6-2 il punteggio a favore del n.158 al mondo, che ha proprio fatto il vuoto nel set decisivo, disarmando la fantasia di Gaston. Al prossimo turno affronterà il lucky loser Michael Mmoh, voglioso di giocare vista la sua wildcard al Roland Garros.

 

Oltre a due transalpini uno contro l’altro, hanno giocato anche due argentini, in match diversi ma con risultato uguale: la vittoria. Sebastian Baez, tds n.7 e 38 al mondo, ha battuto 5-7 6-4 6-2 Oscar Otte, giocatore sempre ostico che non regala mai nulla; ma il gioco difensivo di Baez, che sa rapidamente trasformarlo in offensivo, è certamente più adatto a questi tornei, e gli ha permesso di vincere un match intenso, equilibrato nei primi due set, a senso unico nel terzo, dove la vena terraiola è uscita fuori. Il recente campione dell’ATP Estoril dunque si conferma un osso molto duro, e nei quarti avrà il n.1 del seeding Cameron Norrie . Parlando di argentini, l’altra vittoria albiceleste di giornata l’ha messa a segno Federico Coria contro un altro tedesco, Daniel Altmaier, con il punteggio di 6-3 3-6 6-3, con la partita che si è accesa a suon di break e contro-break dall’inizio del secondo set in poi. Chiude con un buon 72% con la prima il fratellino del Mago Guillermo, prenotandosi un posto al secondo turno contro la tds n.2 Pablo Carreno-Busta, il meno spagnolo degli spagnoli.

Il tabellone completo dell’ATP 250 Lione

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ATP

ATP Ginevra, Medvedev stecca al rientro contro un ottimo Gasquet. Out Cecchinato

Niente da fare per Daniil alla prima su terra battuta, il francese mette a segno la seconda vittoria contro un top 2. Cecchinato surclassato da Majchrzak

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Richard Gasquet – ATP Ginevra 2022 (foto via Twitter @atptour)

R. Gasquet b. [1/WC] D. Medvedev 6-2 7-6(5)

Torna in campo Daniil Medvedev dopo l’operazione all’ernia e il progetto musicale con Shapovalov. Il palcoscenico – un ATP 250 su terra battuta – non sarebbe certo un appuntamento imprescindibile in condizioni normali, ma c’è un quarto di finale al Roland Garros da difendere e il tempo stringe. Tra la superficie del Gonet Geneva Open (la cui lentezza è mitigata dai 400 metri di altitudine) e l’assenza dalle competizioni, non ci si poteva aspettare troppo da Medvedev e così è stato. Un set e mezzo passato a lamentarsi verso il suo angolo, a cambiare racchette (solo una rotta su cinque) e a tirare un po’ dove capita, per poi cominciare a trovare almeno in parte il proprio gioco senza peraltro riuscire a portare il match alla partita finale. Ma è stata innanzitutto la giornata del vincitore, quel Richard Gasquet alla sua seconda vittoria in carriera contro un top 2 dopo il successo su Federer a Monte Carlo nel 2005 – il loro primo duello. Ora è 1-16 contro i numeri uno e 1-20 contro i numeri due. E, pareggiando il conto nelle quattro sfide con Daniil, ci deliziato con tocchi e rovesci lungolinea che mettono di buon umore (magari non l’avversario).

L’incontro si fa presto in salita per un Medvedev a disagio: dritti fuori di metri e doppi falli gli costano due break nel primo parziale senza che in risposta riesca a creare la minima apprensione a Gasquet che si limita a fare il dalla parte del rovescio. Vedere Medvedev per la prima volta senza conoscerlo deve lasciare perplessi; o forse no, nel senso che, se tutto storto colpisce il dritto al volo con quello swing, nessuno dovrebbe sorprendersi quando la palla va a fare un altro buco nell’ozonosfera. E invece, con quella stortezza, con quegli swing, è numero 2 al mondo. Pure 1 è stato.

 

Nel secondo parziale il leitmotiv non cambia granché, tra un Richard che dispensa pazienza e ottimo tennis e un Daniil che tenta di battere il record di racchette cambiate (che poi sono tutte uguali, facesse almeno come certi giocatori di circolo che hanno attrezzi completamente diversi e solide teorie a giustificarne la rotazione). Prova anche un paio di smorzate, ma il solo risultato che ottiene è evidenziare la corsa in avanti e la “mano” del classe 1986.

A caccia del secondo break per un 4-1 che chiuderebbe un match rimasto al massimo socchiuso (a essere generosi), Gasquet viene penalizzato da una chiamata sbagliata (il giudice di linea dà buona una palla fuori, l’arbitro non lo corregge e lui non si ferma in tempo per chiedere la verifica). L’episodio cambia l’inerzia della sfida e ciò non si manifesta solo con il controbreak, bensì con un Medvedev in fiducia che non rivolge più al coach Cervara occhiate del tipo “complimenti, sono proprio forte” dopo ogni pessima giocata. O, semplicemente, l’ultima racchetta impugnata ha la tensione giusta.

Nel tie-break spalla a spalla tra azzardi e timori, è Richard il primo ad avere la palla per chiudere; anzi, Medvedev neanche gliela fa arrivare perché manda lunga la seconda battuta e dunque ai quarti contro Majchrzak va Gasquet.

K. Majchrzak b. [Q] M. Cecchinato 6-2 6-3

Dopo aver superato le qualificazioni e Dominic Thiem nel derby delle zero vittorie ATP nel 2022, Marco Cecchinato si arrende a un buonissimo Kamil Majchrzak, n. 81 del ranking e di regola più a suo agio sulle superfici veloci, pur avendo nella smorzata il colpo preferito, come ha ben dimostrato nella sfida del martedì ginevrino. Solidissimo ed efficace particolarmente dalla parte del rovescio, è stato spesso in grado di annullare il vantaggio che il Ceck sa prendersi con il kick da sinistra, piazzando cinque break. La differenza più evidente nei dati sul servizio, è appunto la bassa resa di Marco con la prima, il 48% contro il 73 di Kamil.

Parte subito forte, Majchrzak, che strappa il servizio azzurro rispondendo bene con il colpo bimane e poi conferma depositando tre drop-shot irraggiungibili. Cecchinato muove il punteggio, si scuote e si procura una palla per rientrare, cancellata però dall’ace. Il polacco non molla la presa fino al 5-1, ma il turno di battuta perso anche per un avversario che non ci sta è subito recuperato. Marco rimane aggrappato alla seconda partita per i primi cinque giochi, poi due smorzate in rete e la risposta di rovescio polacca aprono la strada all’allungo decisivo che arriva con il punto sulla diagonale sinistra. Sono passati 59 minuti e non succede molto altro nei successivi, ultimi dieci.

Il tabellone dell’ATP 250 di Ginevra

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WTA Strasburgo: bei successi per Makarova e Ferro. Avanti Pera, Friedsam e Linette

Grande vittoria su Cirstea per la russa, bene come la padrona di casa. Nessuna particolare sorpresa negli altri match

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Fiona Ferro - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

La sorpresa di giornata è stata certamente già servita in questo martedì all’ Internationaux de Strasbourg, WTA 250. Ekaterina Makarova, russa al n.274 della classifica WTA(solo omonima della ben più celebre mancina, ex n.8 al mondo) ha eliminato Sorana Cirstea, tds n.3 e n.27 del ranking. 1-6 6-3 6-2 il finale in favore della classe 1996, che dopo un pessimo inizio ha saputo risalire, approfittando dei soliti alti e bassi della rumena, sempre bella da veder giocare, ma alle volte troppo fumosa, come in questo caso, che l’ha portata ad una sconfitta eufemisticamente clamorosa. La prossima avversaria di Makarova sarà Oceane Dodin, una delle padrone di casa. E parlando di transalpine è giusto citare la vittoria di Fiona Ferro, n.139 al mondo, per 6-3 6-4 contro un’altra russa, la lucky loser Angelina Gabueva. Certo, compito facile da assolvere, trattandosi di una giocatrice a stento tra le prime 600(n.594), ma brava comunque Ferro a non cullarsi troppo e ad essere ben decisa a portare a casa il match, dato che Gabueva è anche andata avanti nel primo, oltre a mettere a segno vari break nel secondo, giocandosi al massimo le sue carte. Quindi comoda sì, ma non banale, la vittoria della francese, che giocherà il prossimo match contro la svizzera Viktorija Golubic, tds n.9.

Il tabellone completo del torneo

Un’altra giocatrice rumena classificata più in alto della sua avversaria, oltre Cirstea, è stata costretta ad uscire anzitempo dal tabellone di Strasburgo: Gabriela Ruse, n.52, ha perso 5-7 4-6 contro Bernarda Pera,122 al mondo. L’americana porta a casa un match combattuto e intenso, in 1h e 57 minuti, recuperando il break per poi metterlo a segno in entrambi i parziali, sfruttando un gran 67% di punti vinti con la prima, e prenotandosi un bell’incontro duro con la n.1 del seeding, Karolina Pliskova. Vittoria in due set anche per Magda Linette contro Heather Watson. Ma è una vittoria decisamente diversa quella della tds n.8 contro la britannica: score che recita un desolante e perentorio 6-1 6-1, con un’impressionante 100% di punti con la prima per la polacca, che attende ai quarti una tra Sasnovich e Angelique Kerber. Una connazionale dell’ex n.1 al mondo è stata protagonista della partita più interessante di giornata, e cioè Anna-Lena Friedsam, che ha avuto la meglio per 4-6 6-3 7-6(5) su Daria Saville, la ritrovata australiana dei miracoli nella primavera sul cemento americano. La tedesca, n.207 al mondo, nonostante le quasi ottanta posizioni di svantaggio ha giocato un gran match, una lotta con le unghie e con i denti in 2h e 40, per la possibilità di sfidare al prossimo turno Elise Mertens, n.4 del seeding. Un match equilibrato quasi in tutto, dove alla fine la voglia ha fatto la differenza.

 

Il tabellone completo del torneo

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