WTA Indian Wells, tanto equilibrio ma poche sorprese: avanza Andreescu, out Muguruza

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WTA Indian Wells, tanto equilibrio ma poche sorprese: avanza Andreescu, out Muguruza

La campionessa in carica lotta tre set contro Riske. La n. 6 del mondo viene sorpresa da Tomljanovic. Bene la tds N.1 Pliskova, vittorie in tre set per Jabeur, Krejcikova e Gauff

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Bianca Andreescu - US Open 2021 (Brad Penner/USTA)

Il tennis nel deserto californiano si inizia a fare sempre più incandescente e il programma di ieri ha visto scendere in campo in chiusura di giornata Bianca Andreescu. Per la vincitrice dell’ultima edizione disputata nel 2019, il ritorno nel torneo che aveva dato il là alla sua carriera ad altissimi livelli è stato positivo, anche se Alison Riske ha fatto di tutto per rovinarle la festa finendo poi per perdere 7-6(2) 5-7 6-2. Nel loro primo incontro in carriera, Andreescu e Riske hanno combattuto in un duro set di apertura nel quale si sono breakkate una volta a vicenda; ma la costante pressione in risposta di Andreescu ha mantenuto l’ex numero 4 del mondo in vantaggio e ciò l’ha permesso di scappare nel tie-break, vinto per 7-2. Nel secondo parziale tutto lasciava supporre in un epilogo agevole per Bianca, salita in vantaggio 4-1. A questo punto però lei è iniziata ad incappare in una serie di errori gratuiti che hanno rimesso in corsa l’americana, la quale non è certo una che si lascia scappare offerte del genere. Giunte al terzo set, il servizio di Andreescu è tornato quello di inizio partita, e dopo un parziale di 3-0 la canadese ha chiuso il match in due ore e 48 minuti continuando la striscia di 8 vittorie a fronte di 0 sconfitte su questi campi.

“Credo che avrei potuto alzare un po’ di più il mio livello durante la partita perché è quello che la mia avversaria ha fatto”, ha spiegato Andreescu in conferenza stampa. “In questo modo lei è tornata in corsa in quei momenti importanti. Ma penso che la chiave per me oggi sia stata mantenere la calma il più possibile e non avvertire la pressione che scaturisce dall’essere la campionessa in carica. Penso di aver gestito meglio le cose nel terzo set”. A fine partita l’attuale N.21 del mondo ha mostrato più segni di sollievo che autentica gioia per la vittoria, e lei stessa ha confermato la cosa. “Posso essere davvero dura con me stesso a volte. Mi sentivo come se durante la partita mi stessi arrabbiando troppo. Penso che sia stato più una sensazione di sollievo, perché è stata dura. E sono stanca, non lo nascondo”.

La giornata di ieri a Indian Wells ha offerto tantissimi altri match terminati al terzo set, e uno di essi ha visto coinvolte Ajla Tomljanovic e Garbine Muguruza, con l’australiana uscita vittoriosa per 6-3 1-6 6-3 in quella che è stata forse la più grande sorpresa di giornata. Ciò che ha permesso alla n. 47 del mondo di portare a casa il match è stato un approccio positivo già in partenza. “Sono davvero felice quando vivo questi momenti in cui mi innervosisco e riesco a rimanere calma e concentrarmi solo sul mio compito. Anche quando in passato ho perso le mie occasioni o ho avuto sconfitte davvero dure contro le migliori giocatrici, ero solita dirmi, ‘va bene, ok, imparerò da questo’. Ma la volta successiva che ti trovi nella stessa posizione, non è mai la stessa cosa. È sempre un momento nuovo. Ma puoi imparare la lezione e metterla in pratica“.

 

La testa di serie numero cinque era arrivata a Indian Wells con l’entusiasmo derivante dal titolo conquistato a Chicago, ma tutta questa fiducia evidentemente non è bastata e addirittura sul 3-5 nel primo set ha concesso il break decisivo alla sua avversaria con un doppio fallo sul set point dopo essersi fatta rimontare da 40-0. L’australiana non vedeva l’ora di affrontare la spagnola anche per vendicare la dura batosta subita a inizio anno a Doha, e ci è riuscita alla grande.

Nel frattempo, anche la giocatrice che Muguruza aveva battuto nella finale di Chicago della scorsa settimana, Ons Jabeur, è stata trascinata al terzo set per arrivare al terzo turno a Indian Wells, riuscendo in questo caso a spuntarla. La tunisina, tds N.12, ha superato Anastasija Sevastova 6-2 6-7(5) 6-3, raggiungendo il terzo turno del BNP Paribas Open per la prima volta in carriera. Molto più agevole invece il compito della prima favorita Karolina Pliskova, la quale per 7-5 6-2 ha superato la qualificata polacca Magdalena Frech. Prestazione molto aggressiva anche da parte di Coco Gauff, al suo esordio nel torneo 1000 californiano e al suo primo match dalla sconfitta al secondo round degli US Open. La giovane tennista USA ha superato al terzo set 6-3 6-7(2) 6-1 l’ex Top 10 Caroline Garcia. Segnaliamo infine anche le vittorie delle due campionesse Slam Angelique Kerber e Barbora Krejcikova, le quali nel parziale decisivo hanno superato rispettivamente Katerina Siniakova e Zarina Diyas.

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

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Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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