ATP Vienna: Zverev non si scompone e conquista il quinto titolo della stagione

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ATP Vienna: Zverev non si scompone e conquista il quinto titolo della stagione

Un generoso Frances Tiafoe le prova tutte, ma Alexander Zverev mantiene la calma e porta a casa l’Erste Bank Open

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Frances Tiafoe (USA) a destra - Alexander Zverev (GER) a sinistra - Vienna 2021- (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer)

[2] A. Zverev  b. [Q] F. Tiafoe 7-5 6-4

Troppo Zverev oggi anche per il Tiafoe on fire di questi giorni che porta a casa il quarto 500 della sua carriera. Ingiocabile oggi il tedesco sulla prima di servizio che macina con regolarità impressionate, oltre 80% di prime in campo e 80% di punti vinti sulla prima.

Siamo così arrivati all’atto finale di questo intenso torneo di Vienna, con una finale parzialmente inattesa. Da un lato Zverev arrivava sull’onda di un periodo molto positivo a seguito delle Olimpiadi di Tokyo, che lo vede con un bilancio di match vinti/persi pari a 24-2. Uno Zverev che guida fra l’altro i “vecchi” next gen di fine anni novanta, in termini di titoli vinti in carriera (17) e che quest’anno è secondo solo a Tsitsipas nel numero di match ATP vinti. Dall’altra parte abbiamo il numero 49 del mondo Tiafoe che è dovuto passare per le qualificazioni, data la qualità del main draw, che ha previsto il taglio intorno alla posizione numero 40, un dato veramente notevole per un torneo di classe 500. L’americano quindi è alla sua settima partita qua a Vienna, arrivando in maniera a dir poco rocambolesca alla finale, dopo le partite con Schwartzman e Sinner. Una sconfitta che per l’italiano brucia parecchio e sa di occasione persa, visti 120 punti lasciati per strada e il sorteggio di Bercy non così benigno come quello di Vienna, che lo vedrà accoppiarsi al secondo turno a Carlos Alcaraz, in una sfida da non perdere. L’italiano comunque potrà consolarsi con l’ingresso in top ten, arrivato con una precocità superiore a quello di Federer.

 

Guardando le cifre Zverev questa settimana si è dimostrato pressochè ingiocabile sulla prima di servizio, con un 84% di punti vinti sulla prima, di gran lunga superiore al 67% di trasformazione di Tiafoe. Pertanto una prima chiave di lettura sarà vedere la consistenza con cui Zverev riuscirà a mettere in campo la prima di servizio, una percentuale superiore al 60% probabilmente sarebbe dura da ribaltare per l’americano. Una delle variabili sarà la capacità – ricordata anche dallo speaker della StadtHalle – di “put up a show”, anche se vedendo le quote dei bookmaker, il risultato dovrebbe già essere scritto. Una Stadthalle che per inciso oggi è al gran completo, con le tribune aperte al pubblico gremite, come veramente non si vedeva da parecchio.

Uno Zverev molto in palla al servizio che quindi in questo torneo sta andando ancora meglio di quanto messo in mostra in media nelle ultime 52 settimane sul veloce indoor.

Primo set che comincia con Zverev al servizio che continua a macinare al servizio come fatto con Alcaraz e si porta subito aggressivo in risposta, tanto da arrivare subito a palla break. Tiafoe nel primo game si salva, ma al secondo giro di servizio deve inchinarsi; la tattica di mischiare le carte andando a rete e provando a chiamare avanti il tedesco non sembra produrre grossi effetti, con il tedesco che non appare per nulla destabilizzato.

Però come per magia nel quinto game Zverev si inceppa e con un paio di banali errori non forzati apre uno spiraglio all’americano che sulla prima palla break a disposizione spara un missile di dritto all’incrocio delle righe…soluzione che ovviamente rimane in campo, dato che gli dei del tennis sembrano aver adottato il nativo del Maryland nelle ultime 24 ore.

Zverev insomma si inceppa un po’ come ieri Sinner, con gli errori non forzati che cominciano a fioccare, mentre Tiafoe comincia ad accendersi e a portare dalla sua parte il pubblico. Cominciano a scattare le spie di allarme nel cervello di Zverev, che però è bravo a mantenere la calma e con un paio di bordate al servizio si salva da una situazione complicata di 30-30, con Tiafoe che aveva portato a casa due punti spettacolari. Sasha deve assolutamente cercare di fare da pompiere ed evitare che l’americano vada on fire, come certi tiratori NBA che improvvisamente si accendono e non sbagliano più nulla.

La buona notizia comunque è che sembra esserci partita, dopo che Zverev con una partenza fulminante stava già cominciando a far capire di voler sparecchiare subito la tavola. Si arriva così senza altri particolari scossoni alle soglie del tie break con Tiafoe che continua a giocare con le variazioni, fra seconde tirate a 130 km/h, palle corte improvvisate e serve and volley fulminei. Purtroppo però sul più bello l’americano commette un paio di errori gratuiti e Zverev sentendo l’odore del sangue alza il livello di gioco come fatto con Auger venerdì e porta casa il set.  Vada come vada comunque la lezione principale che Sinner potrà trarre dal match perso con Tiafoe a parere di chi scrive non è tanto il gestire gli aspetti psicologici, comunque importanti – ma gestire le variazioni di gioco proposte da un avversario che, legittimamente, vedendosi inferiore cerca di sparigliare le carte con ogni mezzo; una tattica che in un mondo di super atleti sempre più monocordi in pochi ormai possono e vogliono mettere in atto comunque, di qua forse anche la sorpresa per il nostro Jannik.

Secondo set che comincia alla stessa maniera del primo, con Zverev che scatta bene dai blocchi e Tiafoe che va subito in difficoltà nel gioco di apertura al servizio. E qua l’americano, visto che tanto sui game di servizio di Zverev non si gioca prova a giocare sugli aspetti mentale per intaccare la concentrazione del tedesco. Nel terzo game del set, prima lascia completamente sguarnito un lato del servizio, andando a rispondere all’altezza della T, e sulla seguente rimane fermo come una statua di sale, ricordando certe scenette del miglior Ivanisevic.

Ma Tiafoe oggi si supera, e chiude il proprio game di servizio con una serie di smorzate e pallonetti che Sinner sicuramente avrebbe trovato irridenti, ma che hanno l’effetto di portare il pubblico ancor più dalla sua parte e magari di innervosire il tedesco. Non si può certo dire che Tiafoe non ci stia provando ma Zverev mantiene i nervi saldi e torna a farsi minaccioso in risposta con Tiafoe che deve annullare la quarta palla break del set per sopravvivere.

Si arriva così sul 4-4 con Tiafoe che inventa tre giocate spettacolari di rovescio per andare a palla break, con Zverev che però non si scompone e piazza due prime vincenti a 208 e 225 Km/h rispettivamente. Ci è mancato poco, ma paradossalmente l’effetto sembra quello di aver dato una svegliata a Zverev che nel game successivo arriva senza sbavature al triplo championship point, trasformando il primo con una risposta di rovescio lungolinea vincente.

Nelle interviste a caldo post partita Tiafoe ha affermato: “Questo è stato il torneo più importante della mia carriera ed è una grande soddisfazione il supporto che mi avete dato. Grazie al mio team, è stata una cavalcata incredibile, la miglior settimana tennistica della mia vita e non vedo l’ora di vedere cosa succedere nel 2022. Ringrazio l’organizzazione con tutti che mi hanno fatto sentire a casa..Con Sasha ci conosciamo da quando eravamo undicenni, conosco anche le tua famiglia e ci troviamo bene, sei un ragazzo speciale. Spero continueremo a dar battaglia. Purtroppo oggi non ce l’ho fatta, ma Sasha continua così

Zverev poi si congratula con Tiafoe: “Una settimana incredibile, la migliore fino ad ora. Credo che da quando sei con questo team stai giocando un tennis incredibile. Sei uno dei giovani più talentuosi, ti voglio vedere nei primi 10 e voglio battermi con te per tanti anni a venire, il tennis ha bisogno di te. Continua così e ti vedremo tra i migliori ben presto. Voglio anche fare le congratulazioni al mio team. Ringrazio anche  Sofia che sta con me 24 ore al giorno e sei la nuova della squadra. Questo torneo è una delle settimane migliori dell’anno. Grazie agli organizzatori per il lavoro che avete fatto e spero di rivedervi il prossimo anno. Questa è stata una delle settimane più belle con tutto questo pubblico, è bellissimo vedere migliaia di persone di nuovo nell’arena, dopo il vuoto dell’anno scorso. Senza pubblico non era il nostro sport. Una delle sensazioni più belle per un tennista è potersi esibire di fronte al pubblico.

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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