Lleyton Hewitt si scaglia contro il trasloco della Coppa Davis ad Abu Dhabi: "Sarebbe la fine"

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Lleyton Hewitt si scaglia contro il trasloco della Coppa Davis ad Abu Dhabi: “Sarebbe la fine”

Il capitano australiano non usa mezzi termini: “Hanno già gettato fuori dalla porta tutto ciò che rendeva affascinante la Davis, adesso vogliono distruggere la porta e anche la casa”

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Lleyton Hewitt, capitano dell'Australia, alla Davis Cup by Rakuten 2021 (Credit: Giampiero Sposito, Torino, 23 Novembre 2021)

Da quando si è accomodato sulla panchina della nazionale aussie, Lleyton Hewitt ha addomesticato gli impulsi più focosi che ne avevano caratterizzato le gesta nel rettangolo di gioco, ma l’istinto è l’istinto, e il personaggio rimane poco incline a chinare la testa di fronte ai soprusi. L’ex ragazzaccio di Adelaide si presenta un po’ abbacchiato in conferenza stampa dopo la secca sconfitta patita contro la Croazia nell’esordio Davis a Torino, ma la delusione sportiva, cocente ma pur sempre figlia di questioni di campo e comunque calmierata da una matematica che ancora non condanna nessuno, diventa lucida rabbia quando i cronisti lo incalzano sull’hot topic del momento, vale a dire l’ulteriore mutamento a cui starebbe andando incontro la cara, vecchia manifestazione.

Come noto, il board dell’ITF la prossima settimana dovrebbe prendere in esame la possibilità di un trasloco della grande kermesse per nazionali, con gli Emirati Arabi come destinazione finale per i prossimi cinque anni. Gerard Piqué, l’ideologo della rivoluzione, sembra notevolmente spaventato dal bagno di sangue economico registrato nell’edizione d’esordio nel 2019, e dopo l’apprezzato stop imposto dalla pandemia gradirebbe evitare di incamerare altri debiti che si presumono ingenti. Il processo assomiglia in modo sinistro a quello conclusosi con l’assegnazione del mondiale di calcio 2022 al Qatar: poche garanzie rispetto alla reale affluenza di pubblico ma una montagna di soldi utili a rincuorare chi dello sport non sembra avere una concezione particolarmente popolare. Hewitt, già più volte critico nel corso degli ultimi quattro anni con la radicale riforma della Coppa, rompe gli argini e dice la sua, scegliendo parole discretamente lontane dal concetto di mediazione. “Nessuno mi ha interpellato in merito – esordisce -, ho solo sentito qualche voce a riguardo, ma se ciò dovesse accadere sarebbe ridicolo, la Coppa Davis non esisterebbe più“.

Assecondando il Lleyton-pensiero, gran parte del fascino che il mondiale per nazioni aveva costruito in oltre cento anni di storia si è già spento, insieme all’atmosfera incendiaria di un evento che si cibava del feroce entusiasmo del pubblico di casa e della necessità di sopravvivere al clima da corrida nelle trasferte più disparate. “Guardate per esempio al bellissimo, ampio, meraviglioso palazzetto in cui abbiamo giocato oggi“, continua il capitano australiano, “non era esattamente pieno, non abbiamo ricevuto un grande supporto. Penso che in passato gran parte della magia fosse garantita dalla gente, non importava ci trovassimo in Australia o alle Hawaii. Essere letteralmente trascinati dal nostro pubblico quando giocavamo in casa era magico, ma era magico anche giocare in trasferta, con tutti contro, perché dovevi trovare il modo di venire fuori da situazioni complicate cementando il gruppo. A volte io e Tony Roche raccontiamo ai ragazzi delle vecchie avventure in nazionale, e sono triste per loro, deluso perché non le possono vivere. Penso ad Alex De Minaur, amerebbe ritrovarsi in quelle situazioni. La Davis rappresentava il momento più alto del nostro sport, con partite in cinque set come solo negli Slam. Hanno gettato tutto questo fuori dalla porta, e adesso vogliono distruggere la porta e la casa. Dovessero davvero trasferire tutto ad Abu Dhabi per cinque anni sarebbe la fine, una cosa ridicola, ucciderebbero definitivamente la competizione“.

 

Naturalmente, vista la piega presa dalla situazione, sono esistite ed esistono campane discordanti e opposte, suonate da chi ritiene che un cambiamento, Abu Dhabi o meno, sarebbe stato in ogni caso ineludibile. Novak Djokovic, recentemente espressosi sull’argomento, ha sottolineato come la vecchia versione della Coppa non fosse più sostenibile, auspicando però rilevanti modifiche di quella corrente. La principale, secondo il numero uno ATP, dovrebbe riguardare la collocazione delle partite: un’ipotesi consisterebbe nel raddoppiare il numero delle sedi ospitanti, al fine di promuovere lo sport della racchetta. I grandi fautori della riforma, inoltre, solevano foraggiare le loro tesi battendo su un tasto a loro dire dolente: la vecchia Coppa, sparpagliata durante l’anno ai quattro angoli del globo, non attirava più i grandi giocatori. Nemmeno in questo caso, tuttavia, Lleyton Hewitt ha mai notato un reale problema.

Le stelle giocavano eccome la Coppa Davis. Forse Roger Federer qualche volta si è negato, ma anche lui ha fatto di tutto per iscrivere il proprio nome dell’albo d’oro, e lo ha fatto quando era il più grande giocatore di tutti i tempi. Novak Djokovic è stato presente ogniqualvolta contasse per la Serbia, e sappiamo cosa abbia passato Andy Murray per consentire alla Gran Bretagna di vincere. Sascha Zverev ha sempre giocato, è venuto a sfidarci a Brisbane e ha significato qualcosa di immenso per lui. Adesso c’è anche l’ATP Cup: non vorrei sembrare di parte perché si gioca in Australia, ma tutti i migliori giocatori ne hanno preso parte e la cornice di pubblico è sempre stata clamorosa. Un grande servizio non solo per il nostro Paese, ma per il nostro sport“.

Come sempre, voci pure autorevoli come quella di Hewitt verranno ascoltate il giusto, questioni di tale portata purtroppo decidendosi ai piani alti, e stavolta non dovrebbe andare diversamente. “Nessuno mi ha interpellato quattro anni fa e non vedo perché dovrebbero farlo adesso. Le decisioni vengono prese da un calciatore e dalla compagnia che lo sostiene, ma non credo che queste persone conoscano a fondo il tennis e quello che sarebbe utile a renderlo migliore. Boicottare la Davis in caso davvero si trasferisse negli Emirati? Questo mai, ogni volta che ci sarà data la possibilità di indossare la nostra maglia saremo in prima linea, e daremo tutto“. Povero Lleyton, povera Davis. Sperando che nella stanza dei bottoni qualcuno accenda la luce. Ammesso non siano già stati venduti i bottoni e le lampadine.

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[VIDEO] Il punto del direttore Scanagatta: “Spero in una finale femminile combattuta”

Ubaldo deluso per la poca battaglia vista nelle semifinali: “Barty mi ricorda Bjorn Borg a Parigi 1978”

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Nel consueto punto di giornata sulla nostra pagina Instagram, il direttore Ubaldo Scanagatta fa un breve riepilogo delle due semifinali femminili dell’Australian Open andate in scena oggi, giovedì 27 gennaio. “Due semifinali a senso unico. Barty ha dato 6-3 6-1 alla Keys, è la prima australiana in finale nel torneo di casa dal 1980. Collins, che dopo questo torneo sarà tra le prime dieci del mondo, ha dato  6-4 6-1 a Swiatek -dice Ubaldo -. La Barty ha un rovescio slice che mi ricorda Federer, ma per aver perso solo 21 game in 6 partite mi ricorda Bjorn Borg, che a Parigi nel 1978 ne perse 32 in 7 (ma lui giocava tre set su cinque). La Collins, dopo un anno da una delicata operazione, tira fortissimo e contro la Barty può fare meglio di Anisimova e Giorgi. Spero di assistere a una finale lottata dopo tante partite senza storia”.

Ecco il video, reperibile anche sulla pagina Instagram di Ubitennis, che potete seguire per rimanere aggiornati in tempo reale su tutto ciò che accade nel mondo del tennis.

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Australian Open, Vanni Gibertini e Ubaldo Scanagatta parleranno di Berrettini-Nadal a RAI Radio 1 Sport

Vanni interverrà il 27 gennaio alle 17:35, il direttore Scanagatta il 28 gennaio alle 11:30 per parlare del risultato della semifinale

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

Siamo ormai prossimi alla semifinale fra Matteo Berrettini e Rafael Nadal all’Australian Open 2022, in programma il 28 gennaio alle 4:30. Si tratta di una prima assoluta per il tennis maschile italiano, e non è quindi una sorpresa che la performance del N.7 ATP sia finita sulle prime pagine degli organi d’informazione.

Proprio per questo motivo, era naturale che ci si rivolgesse a chi segue il tennis su base un pochino più frequente. RAI Radio 1 Sport si è quindi rivolta alla redazione di Ubitennis per un commento pre- e post-partita, con le seguenti modalità:

  • Il vicedirettore Vanni Gibertini interverrà a “Tempi Supplementari” verso le 17:35 del 27 gennaio
  • Il direttore Ubaldo Scanagatta invece sarà di scena verso le 11:30 a “Palla al Centro” il 28 gennaio

Oltre che via radio, le loro parole si potranno ascoltare anche in streaming, a questo link: Rai Radio1 Sport | Canale | RaiPlay Sound. Vi aspettiamo!

 

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Australian Open

Australian Open, Swiatek: “Collins ha giocato un gran tennis, vedremo che farà Barty contro di lei”

La giocatrice polacca riconosce i meriti dell’avversaria che le ha impedito l’accesso in finale. E sottolinea: “Sembra che io abbia ritrovato la gioia di stare nel tour”

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Iga Swiatek - Adelaide 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Iga Swiatek esce sconfitta senza appello dalla semifinale dell’Australian Open 2022. L’ex campionessa del Roland Garros non ha certo ottenuto contro Danielle Collins il risultato che si aspettava, vedendo terminare il proprio torneo ad un passo dalla finale.

Un 6-4 6-1 netto quello inflitto dall’americana, che lascia certamente dei rimpianti nella giocatrice polacca, ma anche la consapevolezza di aver meritato la sconfitta contro un’avversaria superiore in questa circostanza. “Di sicuro non sono felice per il risultato di oggi, ma so che Danielle ha giocato un tennis fantastico” – ha dichiarato Swiatek nella conferenza stampa post partita – “É difficile fermare un’ avversaria che sta giocando così. Ho provato a trovare delle soluzioni e, se avessimo avuti più scambi prolungati, sarebbe stato più semplice per me. Lei ha vinto la partita sul servizio e con le risposte“.

Swiatek resta comunque soddisfatta del percorso fatto a Melbourne Park. Una campagna australiana che l’ha portata a soli venti anni alla seconda semifinale Slam in carriera – la prima sul cemento dopo quella di Parigi 2020 culminata poi con il successo finale – e al best ranking al n.4. “Di sicuro sono fiera di me, perché la mie partite contro Sorana (Cirstea negli ottavi ndr.) e Kaia (Kanepi ai quarti ndr.) sono state molto intense e penso di averle vinte con il cuore, quindi ho dato molto“.

 

Di seguito la conferenza stampa integrale.

D: Tutti sanno quanto Collins sia aggressiva e quanto lei cerchi di prendere il comando. All’inizio della partita in TV hanno mostrato una grafica che segnalava la sua velocità media con il rovescio nel torneo e poi contro di te, e lei stava colpendo con il suo rovescio in quantità notevolmente maggiore contro di te. Mi chiedevo solo, eri preparata per questa aggressività? Perché, sì, lei stava davvero puntando su questo.

Swiatek: “Ero preparata per il suo gioco aggressivo, ma penso che siano stati i colpi più veloci che io abbia mai affrontato in una partita. Di sicuro in allenamento ho colpito forse alla stessa velocità, ma nelle partite è diverso perché i giocatori non vogliono prendere così tanti rischi. Ma sembrava per lei che non fosse nemmeno rischioso perché stava giocando sotto controllo. Sono impressionata e ho grande rispetto per lei perché sta giocando un grande torneo. Sono solo curiosa di come sarà in finale, la guarderò di certo e imparerò“.

D: Hai giocato una partita molto faticosa ieri e ovviamente non hai avuto molto tempo per recuperare per la semifinale di oggi. Dal punto di vista delle energie, come ti sei sentita a giocare oggi?

Swiatek: “Di sicuro il mio corpo era dolorante, ma non è una cosa negativa perché sono abbastanza abituata a questo. Durante la pre-season mi alleno sempre e il mio corpo si stanca. A volte mi sento addirittura meglio fisicamente quando il mio corpo non è al massimo. Forse sono stata un po’ meno reattiva oggi ma lei stava giocando molto velocemente, quindi non userò molti condizionali perché non so come sarebbe andata in altre circostanze. Mentalmente penso che fossi nel giorno migliore“.

D: Specialmente nel secondo set Collins ha messo 13 vincenti e soltanto due errori non forzati, quindi lei stava avendo semplicemente una giornata fantastica. Quanto velocemente dopo la partita puoi fare un passo indietro e accettare questa cosa?

Swiatek: “Ho già accettato questa cosa durante il match in un certo senso, non accettavo di perdere ma ho accettato il fatto che lei potesse giocare un grande match perché ho sentito le sue palline sulla racchetta ed erano veramente forti. Non voglio concentrarmi sul gioco dell’avversaria. Provo solo rispetto per la sua partita di oggi, so che ha giocato una partita perfetta e sono cose che capitano. Anche io posso giocare una partita perfetta, sai? Di sicuro non è il caso di oggi ma è successo in passato e spero accada di nuovo in futuro“.

D: Hai detto che non vedi l’ora di guardare la finale. Cosa ti aspetti? Hai giocato contro Barty in precedenza e hai visto quanto bene sta giocando qua, e lo stesso per Collins. Se dovessi vestire i panni di un’analista per un secondo, come valuteresti la finale?

Swiatek: “É difficile pronosticare, perché Ash sta giocando diversamente rispetto ad ogni altra giocatrice e può rallentare lo scambio anche quando qualcuno sta giocando molto velocemente. Sono solo curiosa. Lei è la n.1 quindi penso abbia maggiori possibilità di trovare soluzioni per il gioco di Danielle rispetto a me. Lei ha molta più esperienza e se lo farà, voglio imparare da questo e vedere cosa avrà fatto“.

D: Riguardo Danielle, la cosa di cui tutti parlano è la sua intensità sul campo. Lei gioca probabilmente con più intensità di qualsiasi altra giocatrice. Cosa si prova a vedere un tale livello di intensità dall’altra parte della rete?
Swiatek: “Non mi interessa molto ovviamente. Non so come le altre giocatrici vedano ciò, ma io ero solo concentrata sulla partita e non ho nemmeno notato che non si sedeva ai cambi di campo. Di sicuro l’energia sul campo potrebbe influenzare il gioco, ma non è stato così oggi”.

D: Oggi giornata difficile, ma hai fatto un grande torneo. Hai iniziato la stagione e le tue due sconfitte sono arrivate contro giocatrici che giocheranno la finale sabato. Quale insegnamento ti porti dietro? Cosa hai imparato da questo inizio dell’anno?

Swiatek: “Di sicuro non devo giocare un tennis perfetto per vincere le partite, anche sul cemento. Questo è il mio miglior risultato sul veloce oltre alla vittoria ad Adelaide. Quindi questo è positivo perché ho sempre voluto migliorare su questa superficie. Mi piace il fatto che ho vinto contro Sorana e Kaia sia fisicamente che mentalmente e ho messo il cuore sul campo, che è una grande cosa. Sono piuttosto contenta di essere capace di giocare aggressiva ed essere pronta anche sul veloce“.

D: Sei stata sfortunata oggi. Hai un po’ toccato il tuo aspetto mentale in questo inizio dell’anno. Hai parlato prima dell’inizio del torneo di come volessi trovare piacere dal giocare a tennis e come mantenere quella gioia. Senti che hai ancora questo piacere dopo tutti gli sforzi che stai facendo sul campo?

Swiatek: “Sì, di sicuro. Gli ultimi due tornei sono stati più gratificanti degli ultimi mesi della scorsa stagione. La mia attitudine verso lo stare nel tour è cambiata, ma vedremo se la manterrò perché ora come ora è abbastanza presto per dirlo. Se riuscirò a mantenere questa positività avrò più energie alla fine della stagione“.

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