Sam Stosur si ritira dal singolare: dalla malattia al trionfo Slam, una carriera davvero unica

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Sam Stosur si ritira dal singolare: dalla malattia al trionfo Slam, una carriera davvero unica

L’aussie ha battuto la malattia di Lyme prima di imporsi in singolare. Il successo su Serena Williams allo US Open e la sconfitta al Roland Garros con Schiavone i momenti più alti

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Samantha Stosur saluta il suo pubblico all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
 
 

Il netto 6-2 6-2 subito da Anastasia Pavlyuchenkova nel secondo turno dell’Australian Open ha fatto calare il sipario sulla lunga carriera da singolarista di Samantha Stosur, senza dubbio una delle migliori tenniste australiane di sempre. La partita di stanotte è stata la numero 1053 giocata in singolare dalla tennista di Brisbane, che ha chiuso la sua esperienza nel circuito WTA con l’invidiabile statistica di 606 vittorie a fronte di 447 sconfitte, pari a una percentuale di vittorie del 57,5%. Stosur continuerà la sua carriera in doppio, dove ha vinto quattro tornei dello Slam nella categoria femminile e tre nel doppio misto, impreziositi dal best ranking di numero uno del mondo raggiunto il 6 febbraio 2006.

Proprio da questa specialità (fenomeno oggi piuttosto comune a livello WTA) è partita la carriera di Stosur, che prima ancora di imporsi come una delle singolariste più forti del mondo aveva raccolto tanto, conquistando nel 2005 lo US Open femminile (in coppia con Lisa Raymond battendo Dementieva/Pennetta) e l’Australian Open misto (con Scott Draper), con la ciliegina sulla torta a fine stagione delle WTA Finals e il numero due del ranking. Il 2006 è l’anno della definitiva consacrazione, con la vittoria del Roland Garros di doppio femminile e la corona di numero uno del mondo di categoria.

IL PICCO IN SINGOLARE

I progressi stavano arrivando anche nel singolare, in cui Stosur raggiunge la Top 30 a fine stagione grazie ai buoni risultati di Praga e New Haven che si accompagnano agli ottavi raggiunti all’Australian Open.

 

Il viaggio di Stosur rischia però di essere definitivamente interrotto dalla malattia di Lyme, patologia di natura batterica causata dalla puntura di una zecca e che nei casi più gravi può trascinare il malato a dolori forti alle articolazioni e alla testa. La malattia costringe Stosur ad un grosso calo di forma dopo un inizio promettente e ad alzare bandiera bianca per tutto il resto del 2007. La tennista australiana però sfrutta la pausa forzata per migliorare il suo gioco, e dopo un 2008 interlocutorio esplode definitivamente in singolare nel 2009, vincendo il torneo di Tokyo e raggiungendo la semifinale del Roland Garros persa contro Kuznetsova, chiudendo l’anno al numero tredici del mondo.

Il 2009 fa da prodromo al triennio migliore della carriera da singolarista di Stosur, quello che va dal 2010 al 2012. Sul rosso la tennista australiana dà il meglio di sé nel 2010, vincendo sulla terra americana a Charleston e raggiungendo la finale al Roland Garros, persa contro la nostra Francesca Schiavone. A fine anno Stosur è sei del mondo e partecipa alle Finals, coronando la sua prima stagione da top player. Ancora meglio va il 2011: l’australiana perde da Gisela Dulko al terzo turno del Roland Garros ma mette il punto esclamativo alla sua carriera vincendo il suo primo e unico Slam individuale allo US Open, battendo nettamente la padrona di casa Serena Williams in finale per 6-2 6-3 e vendicando la sconfitta della finale di Toronto di un mese prima. A fine stagione Stosur resta numero sei del mondo ma a marzo, prima della scadenza dei punti del Roland Garros, si era tolta la soddisfazione di raggiungere il best ranking al N.4. Buono anche il 2012, con Sam che manca di un soffio la terza finale Slam in singolare in carriera perdendo contro Sara Errani in semi al Roland Garros.

GLI ULTIMI ANNI

La stagione 2013 fa realizzare che il picco della carriera di Stosur forse è stato superato: la tennista australiana scende per la prima volta dopo tre anni fuori dalla Top 10. Non ci tornerà mai più. Stosur si mantiene nel triennio 2013-2014-2015 sempre nella Top 30, vincendo ogni stagione almeno un torneo WTA. L’ultima stagione dell’australiana con almeno due tornei vinti è il 2015, in cui Stosur batte Karin Knapp a Bad Gastein e Kiki Mladenovic a Strasburgo, entrambi disputati sulla terra rossa.

Il canto del cigno di Stosur ad altissimi livelli arriva nel 2017, anno in cui vince il suo ultimo torneo WTA proprio sulla terra rossa di Strasburgo contro la connazionale Daria Gavrilova (oggi Daria Saville), chiudendo l’anno in Top 50 per l’ultima volta in carriera. Dal 2017 torna a concentrarsi sul doppio, in cui forma una coppia di assoluto livello con Shuai Zhang che tra il 2019 e il 2021 vince lo US Open, l’Australian Open e il Masters 1000 di Cincinnati, tornando in Top 10 nel 2019. C’è spazio anche per un ultimo sussulto in singolare: la finale persa nel 2019 a 35 anni contro Sofia Kenin a Guangzhou, ultimo squillo assieme al secondo turno degli Australian Open nel 2021 e nel 2022, per chiudere una carriera che difficilmente verrà dimenticata.

IL FUTURO

Se da un lato si chiude un capitolo, di sicuro Stosur non rimarrà inoperosa: innanzitutto perché come detto continuerà in doppio; e poi perché nel luglio del 2020 la sua compagna Liz Astling ha infatti dato alla luce Genevieve, prima figlia della coppia – sempre molto schiva, Sam non aveva mai detto nulla sulla sua privata.

Come redazione di Ubitennis, non possiamo che ringraziarla per una carriera unica nell’augurio che ciò che verrà possa essere persino migliore degli otto Slam conquistati. Difficile ma decisamente fattibile, soprattutto per chi come lei ha saputo ripartire quando il suo sogno stava per esserle portato via. Buona fortuna, Sam, e grazie di tutto!

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Osaka risponde a Ubitennis su Wimbledon: “Non sono sicura al 100% di andarci”

La risposta di Osaka a Ubitennis ripresa dalla CNN: “Sono una giocatrice che si motiva salendo nel ranking”

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Naomi Osaka - Roland Garros 2022 (Twitter - @rolandgarros)
Naomi Osaka - Roland Garros 2022 (Twitter - @rolandgarros)

Raramente quando uno Slam è in corso, c’è un altro torneo della stessa categoria a tenere banco nelle discussioni tra appassionati e tennisti. Al momento, nonostante sia in corso di svolgimento il Roland Garros, molti volgono le loro attenzioni alla diatriba tra ATP e WTA da una parte e Wimbledon dall’altra. Il major londinese non permetterà ai giocatori russi e bielorussi di prendere parte all’evento, e come reprimenda le due associazioni dei tennisti non assegneranno punti per quel torneo. Come ha raccontato il Direttore Scanagatta nel suo editoriale la visita di alcuni membri dei piani alti dell’organizzazione del torneo in questi giorni potrebbe cambiare le carte in tavola, ma per il momento sono tanti i tennisti che stanno esprimendo la loro opinione – o il loro disappunto – in maniera più o meno pacata.

Quello che si è fatto sentire a gran voce, opponendosi alla scelta dell’ATP di non assegnare punti, è stato finora Benoit Paire che ha messo fortemente in discussione l’operato dell’ATP. Di tutt’altro avviso invece il n.2 Medvedev che ha definito “più logicale scelte dell’ATP. Molto più diplomatica invece è stata Naomi Osaka, uscita prematuramente dal Roland Garros, sconfitta al primo turno da Anisimova.

Nell’affollatissima conferenza stampa che ne è seguita, la giapponese ha risposto anche a Ubitennis, in particolare alla domanda di Vanni Gibertini su quali erano i suoi piani per la stagione su erba: “Direi che la decisione (della WTA di non assegnare punti) in qualche modo influisce sulla mia mentalità nell’andare o meno a giocare sull’erba. Non sono sicura al 100% se ci andrò. Mi piacerebbe molto andarci anche solo per fare esperienza sui campi in erba, ma allo stesso tempo per me… non voglio dire che sarebbe inutile (pointless in inglese) scusate il gioco di parole, ma io sono una di quelle giocatrici che si motiva nel vedere il proprio ranking salire o cose del genere

 

Le parole di Osaka, sul tema più caldo del momento, sono state riprese anche dalla CNN nel segmento dedicato al tennis, con Mats Wilander come opinionista di riferimento, come si vede nel video sottostante. “Direi che la loro intenzione (degli organizzatori di Wimbledon) era molto positiva, ma il modo in cui l’hanno messa in pratica è confusionaria ha concluso la n.38.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, le letture di Nole: “Ho tanti libri con me, ma non riesco a leggerli tutti”

PARIGI – A Djokovic è stato chiesto cosa legge nel tempo libero. “Mi piacciono libri che trattano di salute, di benessere psicofisico. Ora sto leggendo un libro sulle tecniche di respirazione. Ne ho con me sempre almeno una decina”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

È sempre interessante seguire le conferenze stampa di Djokovic con i giornalisti del suo paese, dato che spesso gli argomenti delle domande esulano dall’aspetto puramente agonistico e tennistico, e vanno invece a conoscere qualche dettaglio in più del Novak uomo.

È accaduto anche nella conferenza stampa dopo la vittoria contro Molcan, quando una giornalista serba proprio al fotofinish, sfruttando la disponibilità del n. 1 al mondo a rispondere ad una domanda in più rispetto a quelle previste (in realtà Nole l’aveva concessa ad un’altra giornalista, ma la collega ha sfruttato il momento di indecisione), gli ha chiesto quali sono le sue letture durante il tempo libero. “In questo momento sto leggendo il libro di una scrittrice russa, non molto nota, che tratta delle tecniche del respiro. Basandosi sulla fisiologia e l’anatomia, spiega determinate tecniche di respirazione che permettono di alzare il proprio livello di energia, e altre che permettono invece di rilassarsi. A me piace leggere libri sulla salute, mi interessa l’argomento della salute, del benessere psicofisico. Mia moglie mi critica perché porto con me molti, molti libri in più di quelli che riesco a leggere. Porto sicuro con me almeno una decina di libri anche in un torneo di una sola settimana. Anche perché dipende dal mio umore in un determinato momento, mi va di prendere un libro invece di un altro…

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Le leggende Rino Tommasi e Gianni Clerici: due miti per due opposti che si attraggono

Il sito “Calciograffiti” rievoca con nostalgia le grandi telecronache dei due Maestri di giornalismo. Diverse filosofie applicate allo stesso mondo del tennis

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Gianni Clerici, Ubaldo Scanagatta e Rino Tommasi

Non esiste una regola più pertinente de “gli opposti si attraggono” per descrivere il rapporto che lega l’iconico duo Clerici-Tommasi, che ha tenuto incollati alla televisione milioni di tifosi italiani di tennis negli ultimi 40 anni. Gianni Clerici e Rino Tommasi, due monumenti del giornalismo italiano riconosciuti a livello internazionale, tanto che il primo è stato perfino insignito dell’introduzione nella gloriosa International Tennis Hall of Fame nel 2006, per il suo contributo nella diffusione dello sport. Il sito ‘Calciograffiti’, a questo indirizzo, ha prodotto un interessante confronto su due tra le personalità italiane più amate nel mondo del tennis.

Due leggende che abbiamo potuto apprezzare anche sul canale Youtube di Ubitennis, dove spesso accompagnavano il direttore Ubaldo Scanagatta nelle sue considerazioni a margine degli eventi più importanti del mondo del tennis. Eccovi alcune delle migliori scene:

 

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