WTA Miami: Iga Swiatek scrive la storia, è la nuova numero 1 al mondo. La prima polacca, la ventottesima nella storia

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WTA Miami: Iga Swiatek scrive la storia, è la nuova numero 1 al mondo. La prima polacca, la ventottesima nella storia

Si avvera il sogno della polacca, che prende il posto di Barty. Sempre composta e timida, da lunedì 4 aprile sarà la numero 1

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James Blake, Iga Swiatek e Lindsay Davenport - Miami 2022 (foto Twitter @miamiopen)
 
 

24 giugno 2019, il giorno in cui iniziò il regno di Ashleigh Barty (con un breve intermezzo di Naomi Osaka tra l’agosto e il settembre di quell’anno), che si sarebbe concluso, clamorosamente, mercoledì 23 marzo 2022, la mattina in cui l’australiana ha scioccato il mondo del tennis annunciando il suo ritiro. Ma una volta realizzata e anestetizzata la perdita, subito ci si è volti alla ricerca della nuova padrona del circuito femminile, una risposta che visti i recenti risultati appariva abbastanza scontata, e rispondeva al nome di Iga Swiatek da Varsavia, 21 anni il prossimo 31 maggio. E, come sempre ha fatto nella sua ancora giovane carriera, la campionessa di Indian Wells ha subito risposto presente, schiacciando con un netto 6-2 6-0 Viktorija Golubic, in una notte che non dimenticherà tanto facilmente. Lunedì si era issata al suo best ranking di numero 2, e subito aveva dichiarato come diventare la prima al mondo fosse il prossimo obiettivo: detto, fatto, dopo soli 4 giorni, e probabilmente Iga non lo avrebbe mai immaginato neanche nel più dolce dei sogni.

Da lunedì 4 aprile, all’aggiornamento delle classifiche dopo il torneo di Miami, la tennista polacca (prima nella storia della sua nazione) sarà la ventottesima numero 1 WTA, la decima più giovane di sempre a 20 anni e 308 giorni, dopo un regno lunghissimo di Barty, complice anche il congelamento delle classifiche causa COVID. Una vetta che un po’ sicuramente sarà agrodolce, ricordando che è avvenuta dopo il ritiro di una giocatrice molto amata e rispettata, sul quale la stessa Swiatek ha espresso parole forti e molto emozionanti, ma che al contempo arriva per l’unica giocatrice che nell’ultimo anno e mezzo ha sempre mantenuto un’ottima costanza, e che sta giocando un tennis strabordante in questo inizio di stagione, con 2 Master 1000 già portati a casa. E dunque, in poco più di un mese, dopo l’avvicendamento tra Djokovic e Medvedev come numero 1 ATP, cambia la vetta anche nella WTA, augurando ad Iga Swiatek che possa rimanervi più tempo rispetto al giocatore russo. Si dice che la cima sia fredda, ma la polacca è una che sa combattere, e saprà sicuramente affrontare tutto col solito sorriso e la solita timidezza e compostezza, che ha avuto anche nell’esultare dopo la vittoria di stasera, che almeno nel primo set l’ha fatta un po’ soffrire, come ora andremo a vedere.

Il match- arriva il break in avvio per Iga, che nonostante l’ovvia pressione inizia mettendo subito le cose in chiaro, anche se mostra qualche incertezza in più e meno scioltezza nel braccio, che nel terzo game emergono con forza: 18 punti, infinito, con ben 5 palle break da fronteggiare, e per quanto Golubic abbia dato qualche mano sprecandole, restano delle giocate ottime, incisive per annullarle, della polacca. La svizzera però approccia bene la partita, esprimendo al massimo il suo tennis di variazioni e cambi di ritmo, unico modo per arginare finché possibile la supremazia da fondo dell’avversaria. Arriva subito anche una palla per il doppio break nel quarto game per Swiatek, annullata con un dritto vincente; ma nel game successivo tornano, e con maggiore insistenza, i grattacapi: si trova sotto 0-40, stavolta sono tre consecutive le palle break da annullare, rischia sulla prima (delizioso lob fuori di poco), gran cross di rovescio sulla seconda e servizio e dritto, chiude alla terza palla game, ma che fatica. Per ora meravigliosa sul rovescio Iga , spumeggiante e strepitosa in difesa ma non cinica la svizzera, in un inizio di set di grandissimo tennis. Nel game successivo arriva il doppio break, causato da una sempre più devastante da fondo polacca, a tratti ingestibile: gran giocata a rete per annullare la prima palla break di Golubic, che cede poi con un doppio fallo; ma meritatamente nel gioco successivo riesce a portare a casa il break, diabolica con gli slice e brutale col rovescio (a una mano, spettacolare), e almeno ferma l’emorragia. Ma la gioia è di breve durata per Viktorija, che subito cede un altro break, ma stavolta con qualche errore di troppo, per quanto certamente anche forzata da una Swiatek che da fondo fa comunque sempre male, e porta a casa il primo parziale per 6-2, un risultato bugiardo per quanto fatto vedere da Golubic, che paga l’essere stata troppo evanescente(8 palle break sprecate).

 

Il secondo parziale si apre come il primo, con Swiatek che tiene il servizio a 0, in totale tranquillità, quasi stesse iniziando a sentire l’odore magnetico della storia, sempre più vicina. Il set sembra procedere a specchio, con un altro break nel secondo game della polacca, sempre strappato a 15, con una risposta di rovescio fulminante per suggellarlo, da incorniciare; lo conferma, ma stavolta senza nessuna sofferenza, perdendo due punti per un doppio fallo e un rovescio largo di nulla che sarebbe stato un vincente, e sembra soffrire anche meno le variazioni della svizzera ora, che sta perdendo qualche colpo. Stavolta le cose si mettono anche meglio, con il doppio break che arriva immediato, e la polacca che appare sempre più in controllo della situazione e di aver preso le misure alle variazioni dell’avversaria, arrivando sul 4-0, anche perchè Golubic gioca alla disperata, cercando solo colpi definitivi e vincenti, l’unico modo per tenere a bada l’avversaria. Iga tiene poi a 30, con qualche sprazzo della svizzera, ma oramai è troppo tardi. Swiatek chiude 6-0 in scioltezza, al primo match point, esultando con la solita compostezza, pur sapendo che stasera ha danzato con le stelle e con le leggende, che l’hanno definitivamente accolta nel loro Pantheon. Al prossimo turno affronterà, da favorita, Madison Brengle, nel cammino verso il completamento (che appare decisamente probabile) del Sunshine Double.

A fine match riceve anche un omaggio floreale da Lizzie Davenport (in un ideale passaggio di consegne, da vecchia a nuova numero 1) e James Blake, il direttore del torneo, per celebrare questo storico traguardo, la prima polacca a compiere l’impresa, dopo che Agnieszka Radwanska aveva sfiorato la vetta, ma senza mai assaporarla. La stessa Barty, dopo aver chiesto di essere cancellata dal ranking, ha detto come Iga sarebbe stata la persona più adatta a raccogliere la sua eredità, e con la rapidità di un’aquila la giovane polacca si è avventata sulla preda. La dominatrice di questo 2022 diventa anche nei numeri la giocatrice più forte al mondo, dando inizio al suo regno in modo certamente inaspettato, e molto prima del previsto, ma con la sensazione che sarà lungo e ricco di successi, per una ragazza che vinse, stupendo il mondo, uno strano Roland Garros d’ottobre e oggi, in un torneo dilaniato da rinunce, infortuni e sconfitte clamorose, si issa a guardare tutti dall’alto verso il basso. Certo grazie ad Ashleigh Barty, che ha messo lì la miccia; ma soprattutto grazie ad Iga Swiatek, che l’ha fatta scoppiare, in un giorno che entra nella storia del tennis dalla porta principale, e la fa passare dalla (per quanto grande) cronaca, alla leggenda.

Nella notte di Swiatek, da segnalare però anche la vittoria di Paula Badosa, in un Miami Open che ha già perso 6 delle prime 10 teste di serie, per tacere di quelle più basse. E in questo contesto anche una vittoria della spagnola può fare notizia. La numero 5 del seeding ha battuto 7-5 7-5 Marie Bouzkova, giocatrice certamente sempre ostica, che vende cara la pelle, e ha fatto sudare Paula, che era avanti di un set e due break nel secondo set, per poi riuscire nell’impresa di far rientrare l’avversaria. La ceca alla fine è stata ricacciata indietro dal maggior talento e dall’orgoglio della Badosa, che con un be po’ di ritardo è riuscita a chiudere e a qualificarsi al terzo turno. Affronterà, con i favori del pronostico, Yulia Putintseva, per un posto negli ottavi e verso la semifinale, che se ci fosse saprebbe tanto di finale anticipata, con l’appena incoronata numero 1 al mondo.

Il tabellone femminile completo di Miami

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Wimbledon, il programma di lunedì 4 luglio: Kyrgios, Halep e Nadal sul centrale

Diffuso il programma della seconda giornata dedicata agli ottavi. Rybakina, Fritz e Anisimova sul campo nr.1, Cornet e Garin sul 2

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Reso pubblico il programma di gioco di domani lunedì 4 luglio, giornata dedicata alle rimanenti sfide di ottavi di finale dei due tabelloni di singolare.

Sul campo centrale dalle 13.30 locali in poi (14.30 italiane) saranno Kyrgios e Nakashima ad aprire le danze. A seguire sfida non banale tra Simona Halep (unica campionessa di Wimbledon rimasta in gara) contro la spagnola Paula Badosa. Ultimo match quello tra Rafa Nadal (che proverà a continuare la sua marcia verso il terzo titolo Slam del 2022) e la rivelazione di questa stagione, l’olandese Botic Van de Zandschulp.

Sul campo nr.1 prima sfida di giornata (dalle 13 locali) quella tra la kazaka Elena Rybakina e la croata Petra Martic. A seguire l’americano Taylor Fritz contro l’australiano Jason Kubler e poi a chiudere il programma della giornata Amanda Anisimova sfiderà la sorpresa transalpina Harmony Tan.

 

I restanti due ottavi andranno in scena sul campo nr.2. Dalle 11 locali saranno in campo Christian Garin contro Alex De Minaur, mentre non prima delle 13 Alizé Cornet sfiderà l’australiana Ajla Tomljanovic

PROGRAMMA 4 LUGLIO

CENTRE COURT (ore 14.30 italiane)

N. Kyrgios vs B. Nakashima

S. Halep (16) vs P. Badosa (4)

R. Nadal (2) vs B. Van de Zandschulp (21)

COURT NR. 1 (ore 14 italiane)

E. Rybakina (17) vs P. Martic

T. Fritz (11) vs J. Kubler

A. Anisimova (20) vs H. Tan

COURT NR.2 (ore 12 italiane)

C. Garin vs A. De Minaur (19)

A. Cornet vs A. Tomljanovic

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Wimbledon, l’opinione di Wilander a pochi minuti da Sinner-Alcaraz: “L’aspetto psciologico potrebbe contare più del tennis”[ESCLUSIVA]

Per l’ex giocatore svedese non è detto che la maggiore varietà di Carlos sia decisiva. Su Kyrgios-Tsitsipas: “Servono nuove regole”

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Mancano pochi minuti al match fin qui più atteso di questo Wimbledon almeno per quanto riguarda gli appassionati italiani. Alcaraz-Sinner: il meglio che la nuova next Gen del tennis possa offrire. Il nostro direttore Ubaldo Scanagatta ha intercettato Mats Wilander per chiedergli un’opinione sull’incontro che andrà in scena sul Centre Court, nel giorno della celebrazione dei 100 anni di questo storico impianto.

Lo svedese si è così espresso sul momento di forma dei due: “Pensavo che Sinner avrebbe avuto più difficoltà con Isner, ma ha giocato davvero bene, in modo aggressivo e senza commettere errori. Alcaraz serve meglio e si sta muovendo probabilmente in maniera migliore di Jannik sull’erba”. Tuttavia, per Wilander gli aspetti prettamente tennistici potrebbero anche passare in secondo piano rispetto a quelli psicologici, proprio come successo ieri nel match tra Kyrgios e Tsitsipas: “Sinner è più grande, non sappiamo cosa è successo tra di loro quando giocavano a 11-12-13 anni e questo potrebbe contare molto nella mente dei due giocatori. Magari per Carlos avere Jannik di fronte è come per Tsitsipas contro Kyrgios”.

Secondo il 7 volte Campione Slam anche il fatto che il gioco dello spagnolo sia più vario potrebbe non essere un vantaggio determinante: “Ha sicuramente più carte da giocare, può giocare palle corte e anche in serve-and-volley, mentre Sinner va avanti con un piano unico. Se Alcaraz gioca alla grande è sicuramente favorito, ma meno opzioni si hanno in questi grandi match più è facile giocare il proprio gioco”. E inoltre, secondo Wilander ancora non sappiamo qual è la reazione di Carlos a match di questa importanza su cinque set.

 

Il direttore Scanagatta ha anche chiesto all’opinionista svedese la sua opinione sulla partita di ieri tra Kyrgios e Tsitsipas e sulle polemiche tra i due: “Entrambi hanno le loro colpe e le loro ragioni, ma credo che la vera colpa sia degli arbitri e delle mancanza di regole, altrimenti questo sport diventa solo intrattenimento”.

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Wimbledon, per i 100 anni del Centre Court un parterre di campioni e leggende. E arriva anche Roger Federer

Momento solenne per i 100 anni del Campo Centrale più prestigiso dle mondo. E non poteva mancare Roger Federer

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Una giornata storica, domenica 3 luglio – e prima middle sunday nella storia del torneo in cui si gioca – per lo slam londinese. Viene celebrato infatti il centenario del campo più prestigioso del tennis, il Centre Court di Wimbledon. In una giornata soleggiata e fresca al tempo stesso, l’All England Club accoglie una schiera di personalità e artisti ma, soprattutto, i campioni che hanno trionfato a Church Road contribuendo ai fasti del torneo.

Si comincia con l’ingresso in campo di John McEnroe (che a Londra ha vinto tre volte). Big Mac ora è presentatore e commentatore per ESPN negli Stati Uniti e per la BBC in Gran Bretagna e, dunque, ha fatto da spalla alla storica presentatrice della BBC, Sue Barker, madrina della cerimonia. Un momento altrettanto speciale per Sue poiché, l’edizione 2022 sarà l’ultima da lei presentata e commentata. Barker, ex tennista e campionessa del Roland Garros nel 1976, commenta i Championships per la BBC dal 1993.

Dopo un video con immagini di repertorio, ecco che sfilano, uno alla volta, i campioni che hanno sollevato il trofeo sulla sacra erba del Centre Court.

 

Per cominciare, è la volta dei one time champions: Simona Halep, Angelique Kerber, Pat Cash, Lleyton Hewitt, Marion Bartoli, Goran Ivanisevic, Martina Hingis…

Poi, tocca a coloro che hanno vinto più volte, come Petra Kvitova (2), Rafa Nadal (2), Stefan Edberg (2) Chris Evert (3), Rod Laver (4), Venus Williams (5), Bjorn Borg (5) e Andy Murray (2). Seguono i campioni ad aver conquistato sei sigilli sull’erba, come Billie Jean King e Novak Djokovic.

E, per concludere, non poteva mancare colui che tutti aspettavano o almeno speravano ci fosse, Roger Federer. L’otto volte campione dei Championships è apparso molto emozionato e, al momento del discorso, ha ammesso, non senza un accenno di commozione, di “sperare di poter giocare ancora una volta qui, su questo campo“. Ce lo auguriamo tutti, Roger…

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