Montecarlo: premiato il fotografo Ubitennis, Roberto Dell'Olivo

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Montecarlo: premiato il fotografo Ubitennis, Roberto Dell’Olivo

Come ogni anno assegnati i riconoscimenti per i migliori scatti effettuati durante il torneo. Primo posto per Ubitennis, grazie all’occhio artistico di Roberto Dell’Olivo

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Alain Manigley e Roberto Dell'Olivo, premiazione fotografi - Montecarlo 2022
 
 

È diventata ormai una consueta abitudine al Rolex Monte-Carlo Masters la cerimonia di premiazione riservata ai miglior fotografi scelti in base agli scatti dell’edizione passata (in questo caso quella del 2019). Dopo aver ricevuto un riconoscimento simile già nel 2018, Ubitennis grazie all’occhio artistico e le abilità tecniche di Roberto Dell’Olivo viene nuovamente premiata quest’anno. In particolare si tratta del primo premio del concorso fotografico del torneo del 2019, ma appunto assegnato questo anno, tra tutti i fotografi accreditati al torneo, vinto ex-equo con un altro fotografo francese.

Ad assegnare il riconoscimento è stato Alain Manigley, Presidente Amministratore di SMETT (Société Monégasque pour l’Exploitation du Tournoi de Tennis). Roberto Dell’Olivo da diversi anni immortala i campioni del tennis nei tornei di tutto il mondo, dall’Australian Open allo US Open, dal Roland Garros a Paris Bercy, solo per citarne alcuni. Complimenti dunque a Roberto che, ormai alla sua quinta presenza nel Principato, sta immortalando lo svolgersi della competizione monegasca.

Premiazione fotografi – Montecarlo 2022

Il tabellone completo di Montecarlo

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Wimbledon: Gauff bella di notte sul Centre Court, vola al terzo turno

Coco Gauff ha battuto la rumena numero 127 al mondo, Mihaela Buzarnescu, 6-2, 6-3 dimostrando una netta superiorità. Derby americano nel prossimo turno: avversaria Amanda Anisimova

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Le oltre 100 posizioni in classifica di differenza tra Coco Gauff e Mihaela Buzarnescu, potrebbero essere già sufficienti per spiegare il perché di un match che ha visto l’americana vincere per 6-2, 6-3 in un’ora e venti minuti. Una partita che non ha disatteso i pronostici e ha visto i due set, per certi versi, essere piuttosto antitetici nello svolgimento, ma uguali nello spartito finale, in quell’acuto dal nome Coco assolutamente romantico. Gauff che gioca un tennis alle volte sublime nella sua modernità, fatto di colpi potenti e mano che si sta sempre di più ingentilendo, sembra esaltarsi in un contesto, quello del centrale di Wimbledon, che tre anni fa la proiettò alla ribalta del mondo, dopo aver battuto la Venere nera del tennis. Poco ha potuto la sua avversaria, che nonostante provenisse dalle qualificazioni e avesse superato il primo turno del tabellone principale, nulla ha potuto per contrastare i colpi dell’americana nel primo set. Meglio nel secondo set, dove ha ritrovato quel gioco che le ha permesso di arrivare fino al centrale di Wimbledon salvo poi perdere quel break decisivo, condannandola all’ineluttabilità della sconfitta.

Il match

Il match inizia senza particolari sussulti nei primi due game che seguono sostanzialmente l’inerzia del servizio. Nel terzo game il primo possibile miss match dell’incontro ma tre vincenti e un servizio vincente permettono all’americana di rimettere le cose a posto, risalendo da un pericoloso 0-30. Risalita che non riesce nel game successivo alla rumena che sotto 0-30, abdica alla sua avversaria concedendo il primo break dell’incontro sbagliando un dritto che in realtà occhio di falco battezza dentro. Ma la chiamata non c’è, ed è 3-1 Gauff. Continua a spingere l’americana, sfruttando tutta la potenza generata dal suo servizio e costringendo Buzernuscu a correre per tutto il campo non dandole la possibilità di trovare il bandolo di una matassa piuttosto ingarbugliata e costringendola di fatto a costruire un castello di errori. Pur senza giocare il suo tennis migliore però la rumena interrompe emorragia di punti più che di gioco, portandosi sul 4-2. Le velocità di crociera delle due giocatrici sono però troppo diverse: i colpi dell’americana fanno male e lasciano segni importanti nel morale della giocatrice rumena che sembra non avere le armi per contrastare quello che sembra un destino segnato. Un destino che infatti destina il primo set ad appannaggio di Gauff col punteggio di 6-2, dopo soli 31 minuti di gioco. Troppi i problemi da risolvere per la giocatrice rumena, messa in difficoltà dalla potenza dell’americana ma anche dalle tante palle alte che l’hanno mandata fuori giri. Talmente tanto fuori giri che quando prova a forzare, non trova quasi mai il campo, come nel dritto finale che termina la propria parabola mezzo metro oltre la linea di fondocampo.

 

Molto più equilibrato l’inizio del secondo set per merito di Buzarnescu che grazie ad un gioco più vario ha elevato il ritmo mettendo in difficoltà Gauff, togliendolo il tempo di attacco, grazie a palle più lavorate e complesse da gestire. Il cambio di passo in questa fase del match è caratterizzato dal quarto game che, nel primo set, la rumena avrebbe probabilmente mollato nell’altalena dei vantaggi (saranno sette a fine game) e che invece dopo aver perso per ben 4 volte la possibilità di chiudere il game, alla quinta mette il sigillo finale con dritto lungolinea. Ed è chiaro che il set si giochi sui turni di servizio della giocatrice numero 127 al mondo. Il sesto gioco è infatti la fotocopia del quarto: servono infatti ben 10 minuti, tanta fatica e tutto il repertorio di gioco per permettere a Buzarnescu di portare a casa il game del 3 pari. Come i precedenti, anche il successivo game al servizio di Gauff è poco più di una formalità prima del game decisivo quello che segna definitivamente il solco che separa le due giocatrici tra il prosieguo del torneo e il tornare a casa. È infatti dopo il consueto braccio di ferro che a spuntarla è l’americana, conquistando il break decisivo che vuol dire in pratica terzo turno. Il sesto game è l’apoteosi del servizio: 4 servizi vincenti che vogliono dire gioco, partita e incontro.

È sempre molto emozionante giocare sul campo centrale non mi ricordavo da quale parte dovessi entrare in campo; quando mi hanno detto che ci avrei giocato ero scioccata e per me è stato un onore giocare su questo torneo. Ringrazio il pubblico per essere rimasto a vedere il match nonostante sia stata una giornata molto lunga. Da me si aspettano tutti molto di più rispetto a tre anni fa, tutto per me è cominciato qua (prima volta a Wimbledon e vittoria con Venus) ma per me questo torneo e speciale e giocarlo è uno dei privilegi maggiori per questo sport”. Nel prossimo turno Coco Gauff affronterà un’altra enfant prodige del tennis americano femminile, Amanda Anisimova.

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Wimbledon: fuori Andreescu e Pliskova, avanzano Krejcikova e Halep

Rybakina supera la canadese, la campionessa del Roland Garros 2021 si disfa non senza soffrire della monomane Golubic e l’ex n. 1 fa un sol boccone della semifinalista 2013 Flipkens

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Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Day 4 sui sacri prati di Wimbledon, dove nella seconda parte di questa giornata dedicata alla metà bassa del tabellone maschile e a quella alta del tabellone femminile per allineare i due main-draw ai sedicesimi di finale, sono scese in campo tra le Ladies ben tre campionesse Slam ed una giocatrice capace di raggiungere l’ultimo atto a Church Road.

BIANCA E LA MALDIZIONE DEL SECONDO TURNO – Partiamo da chi ha raccolto una sconfitta: la campionessa dello Us Open 2019 Bianca Andreescu. La canadese è stata superata dalla tds n. 17 Elena Rybakina per 6-4 7-6(5) in un’ora e trentanove minuti. L’ex n. 4 WTA  ha pagato, nel parziale d’apertura, l’unica palla break materializzatasi nel set, la kazaka dopo aver messo in mostra un eccezionale cinismo nel cogliere l’unica occasione avuta a disposizione nella frazione inaugurale ha completato l’opera al tie-break nonostante avesse sprecato per due volte un break di vantaggio. A livello statistico a fare la differenza è stato il rendimento in termini di punti vinti con la prima di servizio: 80% per la n. 24 del mondo, contro un appena sufficiente 65% della tennista di origini rumene. Deve così abbandonare i propri sogni di gloria Bianca, che non riesce a spezzare la maledizione che la vede incapace di andare oltre il secondo turno in una delle prove Slam che non sia l’amato Flushing Meadows.

BOULTER INFIAMMA IL PUBBLICO DI CASA – Subito a ruota di Andreescu, c’è da registrare l’amara e precoce eliminazione della finalista della scorsa edizione Karolina Pliskova. La tds n. 7 del seeding, è stata co-protagonista – a suo discapito – del grande scalpo di giornata, facendosi rimontare nel match che dato il via al programma sul Centre Court dalla tennista di casa Katie Boulter. La n. 118 delle classifiche dopo aver lasciato per strada il primo set per 6-3, ha compiuto l’impresa con lo score finale nei due parziali conclusivi di 7-6(4) 6-4 allo scoccare delle due ore di gioco. Un risultato che sorprende il giusto, considerando l’opaca stagione fin qui disputata dall’amazzone ceca e tenendo presente il supporto di cui ha potuto godere la britannica, e che rispecchia simmetricamente l’andatura del loro secondo confronto diretto andato in scena la scorsa settimana a Eastbourne – anche in quel caso la 25enne di Leicester vinse in tre set rimontando. L’esito conclusivo del match, però lascia comunque abbastanza di stucco, se si analizzano i numeri al servizio.

 

Karolina ha dovuto infatti abdicare prima del tempo, in questo torneo, nonostante 13 ace scagliati a far da contorno ad una solida performance in battuta da un punto di vista delle percentuali: 79% di prime in campo, con il 75% di conversione. Anche se andando a scovare con più attenzione le statistiche dei fondamentali d’inizio gioco, si può osservare come i punti diretti al servizio siano stati mitigati da un bottino – per sfortuna della n. 6 – assolutamente rilevante di doppi falli (8). Dall’altra parte Katie non è stata da meno, con 5 doppi errori a fronte però di un solo ace, ma probabilmente il dato maggiormente dirimente che ha indirizzato l’andamento della sfida è stata la resa con la seconda: un infelice 44% per la giocatrice di sua Maestà, ma che si rivela comunque superiore rispetto al pessimo 26% della finalista dello Us Open 2016.

BARBORA PER RICALCARE LE ORME DELLO SCORSO ANNO – Approda invece al terzo turno la campionessa del Roland Garros 2021 Barbora Krejcikova. A differenza della sua connazionale la tds n. 13 si sbarazza senza problemi della sempre affascinante e stilisticamente apprezzabile Viktorja Golubic. La svizzera, autentico esemplare di dinosauro in via di estinzione nel circuito femminile con il suo rovescio monomane, è un’avversaria molto ostica su questa superfice, da prendere sempre con le pinze. Non a caso la compatriota del Re indiscusso dei Championships, è stata protagonista di una cavalcata che la scorsa stagione la spinse fino ai quarti. Quest’oggi però non c’è stato niente da fare, eppure è stata proprio la rossocrociata a partire meglio in entrambi i set. Nel primo ha mancato un’occasione di break nel terzo game, per poi capitolare sulla seconda ed ultima chance di strappo offerta  – nella frazione – da chi serviva nell’ottavo gioco. Nel secondo parziale ha fatto anche peggio, non sfruttando un vantaggio di 3-1 e lasciato inopinatamente il torneo con un parziale di 5 game a 1. La 26enne di Brno cercherà di ripetere il percorso dello scorso anno, che la vide giungere al quarto turno e chissà provare anche a fare meglio.

SIMONA SEMPRE PIU’ BRILLANTE – A dar manforte alla ex n. 2, ci ha pensato una giocatrice che è stata capace di sedere sul trono mondiale e di laurearsi Regina della Londra erbosa tre stagioni fa: Simona Halep. La rumena, attuale n. 18, ha vinto quello che ha più sbadati osservatori poteva sembrare un derby, visto la somiglianza delle bandiere nazionali delle due protagoniste. Infatti l’allieva di Patrick Mouratoglou ha battuto la veterana belga Kirsten Flipkens, (n. 190 WTA, ma in passato nell’agosto del 2013 si è issata sino alla piazza n. 13 della classifica) la quale ottenne il proprio best ranking la bellezza di nove stagioni orsono, quando fece suoi i bagliori della cronaca raggiungendo il miglior risultato della carriera con la semifinale nell’evento tennistico più importante del Pianeta. L’ormai 36enne ha potuto però poco con una Simona in grandissimo spolvero, che con il 7-5- 6-4 in quasi un’ora e mezza da continuità dopo aver superato un esordio insidioso come quello contro una giocatrice di talento come Muchova. Nella sfilza di precedenti tra le due – il bilancio recita un netto 5-0 per la rumena – ce n’è anche uno andato in scena sull’erba: la finale di Eastbourne 2013, 6-4 6-2 in favore di Halep, che consegnò alla 30enne di Costanza il secondo alloro della carriera.

Negli altri match del pomeriggio, affermazione facile con un doppio 6-2 per l’ex morosa di Berrettini; Ajla Tomljanovic, la tennista australiana ma di origini croate si è imposta sulla statunitense Harrison (n. 262). Successo in rimonta invece per la tds n. 24 Elise Mertens per 3-6 7-6(5) 7-5 sulla ungherese Udvardy (n. 100) in 3h18 di battaglia. Continua la corsa anche della francesina Harmony Tan, dopo lo scalpo che vale una carriera contro Serena Williams, fa fuori la forza n. 32 del seeding: la poco erbivora, ma molto terraiola Sara Sorribes Tormo con il punteggio di 6-3 6-4. Avanzano al terzo turno, costrette anche loro ad inseguire, la tds n. 8 Jessica Pegula (4-6 6-3 6-1 alla giocatrice casalinga Harriet Dart) e la n. 20 Amanda Anisimova (2-6 6-3 6-4 nel derby con Lauren Davis).

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Wimbledon, Jannik Sinner: “Preparare Isner? Più importante la mente che la tecnica. Sarà una brutta partita”. E ieri sera…Milan-Chelsea!

Nella suite Lavazza Sinner incontra (audio) noi giornalisti. Con il gigante americano “Ci vorrà equilibrio, non rischiare troppo ma neppure troppo poco. È anche il campo a dettare soluzioni … devi saperlo usare”

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Jannik Sinner allo spazio Lavazza di Wimbledon 2022 con Paolo Lorenzi

Lavazza, sponsor di Jannik Sinner,  ha invitato un gruppo di giornalisti italiani, fra i quali il sottoscritto, per un incontro con Jannik Sinner alla vigilia del suo match di terzo turno con il gigante USA John Isner (2 metri e 08 cm, 90 ace nei primi due match con Coacaud e Andy Muray!) nella sua suite all’interno del complesso del court 1 – lo stesso che nel basement ospita il mega shopping dei Championships – e l’incontro, organizzato con la collaborazione di Benito Perez Barbadillo e il beneplacito di Lawrence Frankopan, manager di Starwings e di Jannik Sinner (oltre che di Wawrinka, Khachanov, Shapovalov, Monfils, Edmund, Sakkari, Mladenovic, Juvan)…è cominciato con una serie di domande poste da Stefano Meloccaro per Sky sulle tradizioni di Wimbledon (domande del tipo, ti piace vestirti di bianco, ti piacciono le fragole, prima di arrivare a parlare di Isner e di scoprire che …Isner ha un gran servizio e rispondere sarà difficile).

Poi è toccato a noi e ha cominciato il tour di domande Stefano Semeraro (La Stampa) – Il primo giorno contro Wawrinka ti ho visto scivolare e perdere l’equilibrio diverse volte, e contro Ymer no…sono così diversi i movimenti sull’erba?

Sinner: “La cosa più difficile è muovercisi. È talmente diverso! Ma anche come usare i colpi. Non deve essere sempre perfetto il colpo, può essere slice, o meno, ma è il campo anche che fa il lavoro, devi aspettare, devi saperlo usare, devi conoscere la superficie nel modo giusto…”

 

Riccardo Crivelli (Gazzetta dello Sport) -Come si prepara la partita con Isner?

Sinner: “Mi devo preparare mentalmente, sarà una partita difficile. Per il resto me la preparo come qualsiasi partita. Devo stare sul gioco e fare le cose giuste. Nello scambio devo fare gioco io, perché se non faccio tanto, lui in alcuni momenti poi magari prende un rischio e può essere pericoloso. Ci vuole tanto equilibrio. Occorre non rischiare troppo ma nemmeno troppo poco. Chiaro che la risposta sarà molto difficile…

Massimo Grilli (Corriere dello Sport): La smorzata?

Me la devo preparare per capire quando usare certi colpi. Ci sarà anche nel lavoro ancora da preparare stasera…”

Grilli : -Il tuo rapporto con i social? Sei nato nell’universo di Instagram. Se Berrettini si ritira, se te perdi piovono insulti…Riesci a rimanerne estraneo?

Sinner: “Io guardo me stesso, non quello che dicono gli altri sono io che gioco a tennis, che fa delle cose, forse il perché io sia arrivato qua è dovuto a questo. Gli haters fanno parte del mio lavoro,  non è che io me la prenda. Non voglio neanche dire quanto …ma ci sono anche tante persne che ti sostengono e semmai guardo più a loro”.

Lorenzo Amuso (Ansa)- Il tuo primo ricordo di Wimbledon? Djokovic ha sempre detto che il suo primo fu veder vincere Pete Sampras…

Sinner: “Avevo visto la finale Rafa Roger ma non ricordo più che anno…fu una finale con una partita lunga, la mia prima partita vista sull’ erba, campo distrutto ma più distrutto in avanti allora. Adesso più nel fondo… il modo di giocare è cambiato

Ubaldo –Il tuo sogno era giocare e magari vincere Wimbledon… quando eri bambino?

Beh sognavo innanzitutto che sarebbe stato bello stare intorno a questa gente qua, nello stesso spogliatoio, vedere che cosa c’era dietro, poi certo…più tardi anche vincere. Qua vedo cose nuove, per esempio oggi mi sono allenato con Nole, ed è già bello. Nessuno ha vinto, abbiamo fatto senza contare i punti…”

Ubaldo: Che differenza c’è fra allenarsi con Nole e con Rafa?

Sinner “Sono ovviamente giocatori diversi ma l’intensità è sempre uguale…”

Ubaldo: Ma se domani dovessi scegliere qualcuno fra i due per allenarti? (domanda ingenua con risposta scontata!)

È uguale…è lo stesso!”.

Ubaldo: Per preparare il match con Isner cerchi di allenarti con uno come…  Opelka?

Sinner: “No, no! Gioco con chiunque. La cosa più importante è la parte mentale. Non ci sarà ritmo, sarà magari una partita brutta, da guardare e giocare. Ma le devi accettare tutte queste cose…”

Grilli: Sai dove giocherai?

Sinner: “Penso giocherò sul 2…Un campo perfetto. Sul 2 ho giocato contro Stan… appena va via il sole si scivola di più. Ieri (contro Ymer) ho giocato sul 3 che è più giocabile…”

Ubaldo: -Hai detto che sognavi prima di tutto di entrare in questo mondo, ma che cosa ti ha sorpreso di più del tuo ingresso nel mondo con i professionisti…

Puoi parlare con tutti i giocatori. Ho un ottimo rapporto con tutti. Di qua…si mangia bene! Il vento e la pioggia si sa, la cosa bella è che anno dopo anno si prova a far meglio. Anche dove fanno le “quali”, è bello vedere che ci tengono tanto a che i giocatori stiano meglio

Semeraro: Tu hai cucinato qualcosa?

Sinner: “Mi piace mangiare anche a casa, soprattutto la sera, altrimenti negli altri tornei e tutto l’anno siamo sempre fuori, sempre nei ristoranti, si è fatto barbecue, poi pasta…del barbecue si è occupato Darren (Cahill), è australiano, lo sa fare!”

Ubaldo: Rispetto al precedente team quale aspetto è cambiato maggiormente o di più?

Non voglio paragonare i due team. Mi diverto fuori campo a giocare, magari con la playstation… – poi si rivolge al suo manager Lawrence Frankopan che è lì e dice ridendo – …ma ha portato Playstation 3 …quello della FIFA 2011 (quindi con i giocatori di allora…e Jannik aveva dieci anni! Magari il Milan era più forte, c’era Shevchenko…), stasera vediamo chi vince …lui prende il Chelsea e io il Milan!

Crivelli Rafa non vuole mai perdere nemmeno alla Playstation … e te? Com’è il tuo rapporto con la sconfitta anche in queste piccole cose?

Non mi piace mai perdere. Ma non me la prendo. Facciamo sempre piccole scommesse. Mi piace che c’è un po’ più tensione…Nel tennis se perdo voglio capire perché. Nel calcio alla playstation no…non me la prendo”.

Ubaldo: Che scommesse sono?

Sinner: Beh le scommesse cambiano. In una partita di ping pong con amici la scommessa era che chi vinceva poteva tirare una pallata addosso allo sconfitto…ora vi faccio vedere che segno gli ho lasciato a quest’amico sul fianco….”- e mostra una foto del suo cellulare con un segno bello rosso sul corpo del suo malcapitato avversario. Evidentemente battuto… –

Ubaldo: La Davis la vinciamo?

Sinner: “Speriamo. La squadra c’è. Se stiamo bene, io e Berretta, possiamo farcela…finora non siamo stati fortunati, dita incrociate”

Mi sembra pura cortesia, se non obbligo, a questo punto, ringraziare Lavazza – era presente anche Marco Lavazza, oltre a (nei diversi ruoli, ovviamente ben distinti,  che qui forse non è il caso di stare a specificare) Massimo Buonaiuto, Davide Asinelli, Andrea Mazza…mentre Giuseppe Lavazza non aveva voluto “tradire” sul centre court l’amico Rafa Nadal alle prese con Berankis – perché la possibilità di intervistare Jannik alla vigilia del suo match di terzo turno è stata certamente da tutti noi della stampa specializzata cosa assai gradita. Se Jannik vincesse con Isner e dovesse giocare con Alcaraz (oppure Otte) e Lavazza volesse organizzare un secondo round…noi certamente non ci opporremmo!

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