WTA e ATP lanciano una nuova App ufficiale congiunta

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WTA e ATP lanciano una nuova App ufficiale congiunta

ATP WTA Live, la tappa del nuovo viaggio intrapreso dai due organi di governance, che hanno l’ambizione di: “Rendere il tennis un prodotto unificato”

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I due enti governativi del tennis hanno avviato una collaborazione nel campo del marketing e della promozione del tennis. La WTA e l’ATP hanno, infatti, lanciato nel mercato una nuova app mobile – l’ATP WTA Live, da oggi disponibile che consentirà ai fan un’esperienza ancora migliore, avvicinandoli ulteriormente ai loro beniamini. Il progetto rispecchia perfettamente i piani programmatici e le linee guida del mandato del Chairman dell’Association of Tennis Professionals, Andrea Gaudenzi. Non a caso fin dal suo insediamento il faentino ha sempre rimarcato con forza la fondamentale importanza di sviluppare una sinergia tra le varie organizzazioni di governance dello sport con la racchetta. Questo per far sì che si crei un prodotto migliore sia per quanto riguarda la fruizione da parte dei tifosi; sia per ciò che attiene alla capacità competitiva del tennis, nell’industria mediatica, in confronto ad altre attrazioni d’interesse. La nuova app sarà dotata di punteggi, statistiche, classifiche live, notizie dell’ultima ora e contenuti esclusivi dietro le quinte. Nell’intento di fornire un’esperienza unificante ai fan, l’app riguarderà entrambi i circuiti: maschile e femminile. Questa è solo una delle tante collaborazioni strategiche tra ATP e WTA, che nel prossimo futuro verterà anche sulla disciplina dello storytelling – molto in voga nell’ultimo decennio – dopo che si sono già avute azioni progettuali condivise molto proficue come il Tennis United, lo show digitale del 2020 e svariate integrazioni dei due brand e tra i rispettivi team di marketing . Inoltre le notifiche dell’applicazione mobile, appena immessa sul mercato tecnologico e creata dal legame commerciale tra due dei principali organi di governo del tennis, saranno completamente personalizzabili e garantiranno di conseguenza agli appassionati un’esperienza direzionabile ed orientabile, a proprio piacimento, verso i loro giocatori preferiti. Così facendo ogni tifoso potrà godere di un’esperienza totalmente soggettiva.

LA NUOVA FRONTIERA – Una peculiarità dell’app, poi sarà anche quella data dalla presenza di una biblioteca integrata, che permetterà l’accesso agli spogliatoi e a tutte quelle aree a cui normalmente è vietato l’ingresso di telecamere e tifosi. Allargando lo sguardo ad una visione d’insieme, si può notare come tutte queste introduzioni e innovazioni facciano, in realtà, parte di una riforma strutturale più ad ampio respiro inerente al tema del processo di evoluzione e allineamento ai tempi moderni di tutto il mondo del tennis. Il quale ha l’obbligo di modificare, quantomeno in parte, la sua anima tradizionale (l’ha fatto Wimbledon, teatro per eccellenza dell’intransigenza tennistica nel violare le consuetudini stabilitesi fin dai gesti bianchi degli anni ruggenti, anche se solamente sponsorizzando il re della telefonia) in relazione ai social network, ai media, ad Internet ed in generale ad un’ apertura a 360°verso la nuova frontiera della tecnologia.

LE PAROLE DI TSITSIPAS E BADOSA A CONFERMA DEL PASSAGGIO EPOCALE – In conclusione riportiamo il comunicato stampa congiunto di WTA e ATP sulla neonata app mobile – con le dichiarazioni di Dan Ginger, SVP Brand and Marketing – che avvicinerà ancora di più i due Tour; come richiedono i fan secondo gli ultimi dati raccolti in merito, per ricercare un’esperienza complessiva in toto, che tocchi tutte le sfaccettature del nostro sport. “L’ATP Tour e l’Hologic WTA fanno parte della stessa storia e all’interno della stagione condividono molti eventi. ATP WTA live è stata lanciata per rendere più facile per i fan seguire entrambi i Tour in una sola app. La nostra ambizione è più ampia, è quella di rendere il tennis un prodotto unificato, coerente e premium, che sia al servizio del tifoso moderno. Lanciare ATP WTA Live è un passo importante in quel viaggio“. A testimonianza del passaggio epocale, che il lancio di questa app comune rappresenta, e della necessità di un rimodernamento funzionale del sistema, in grado di essere pronto ad accogliere i nuovi tifosi, sempre più immersi nelle nuove tecnologie; sono intervenuti il fresco bi-campione di Montecarlo Stefanos Tsitsipas e la n. 3 del ranking femminile, Paula Badosa. Partiamo dalle parole del greco: “Come giocatori sappiamo quanto i fan del tennis siano appassionati di entrambi i Tour. Penso che sia davvero potente quando il nostro sport può unirsi per raccontare la sua storia. E’ fantastico offrire ai fan un’altra finestra sul nostro mondo attraverso la nuova app congiunta“. Mentre la spagnola si è così espressa: “Come i nostri fan in tutto il mondo, noi come atleti professionisti siamo spesso in movimento. Questa nuova app congiunta ci aiuterà a stare al passo con le ultime novità e i punteggi sul tennis in modo molto più semplice. Sono entusiasta di condividerlo con i tifosi, che così potranno seguire tutto ciò che accade durante tutta la stagione“.

 

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Wimbledon: eroico Nadal, anche infortunato supera Fritz alla distanza. Ora trova Kyrgios

Nonostante un’evidente menomazione agli addominali Rafael Nadal resiste e supera Taylor Fritz in cinque set. Ci sarà la semifinale con Nick Kyrgios

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (foto Twitter @atptour)

[2] R. Nadal b. [11] T. Fritz 3-6 7-5 3-6 7-5 7-6(4) (da Londra il nostro inviato)

È difficile capire cosa può passare nella testa di Taylor Fritz dopo una sconfitta come quella subita contro Rafael Nadal in questo incredibile quarto di finale. A metà del secondo set, dopo aver perso il primo, lo spagnolo sembrava sul punto di dover gettare la spugna: l’infortunio agli addominali stava pesantemente influenzando il suo gioco, la prima di servizio era molto più lenta del solito (e lo sarebbe rimasta per quasi tutto il match), gli allunghi laterali erano faticosi, la tattica “avanti tutta” stava dando risultati non sufficienti, e non sembrava che fosse possibile trovare una strada per la vittoria. Invece, facendo leva sul suo incredibile gioco di piedi e sulla sua varietà di colpi e schemi, Nadal è riuscito a mettere una toppa al deficit del servizio, approfittando nel finale dei set combattuti della fragilità di Fritz che non è riuscito a fare la differenza con il suo servizio e si è lasciato irretire dagli scambi del maiorchino fino a perdere il bandolo della partita.

Per Fritz il parallelo più ovvio è quello con il match perduto all’Australian Open 2021 contro un Novak Djokovic evidentemente menomato, che riuscì a venir furio da quella partita in cinque set per poi andare a vincere il torneo e dare il via alla cavalcata che lo portò a un match dal Grande Slam. Giocare con un avversario ferito non è mai semplice, ma queste due clamorose occasioni mancate fanno sorgere parecchi dubbi sul suo “killer instinct” nonostante l’indubbio valore tecnico del suo tennis.

 

IL MATCH – La partenza di Nadal è stata molto simile a quella avuta nel match con Sonego: molto aggressivo, soprattutto con la risposta di diritto, per sfruttare il momento di uscita dal servizio di Fritz che è forse la fase di gioco più attaccabile del tennista californiano. Già nel primo gioco il maiorchino è riuscito a ottenere il break grazie a due ottimi punti su scambio prolungato. Il forcing continuo ha però un prezzo da pagare e gli errori, soprattutto di diritto, hanno cominciato ad accumularsi per Nadal che al sesto gioco ha concesso il controbreak per il 3-3.

Il servizio di Fritz, partito un po’ diesel, ha iniziato a farsi sentire, salvando con un ace una palla break nel settimo game, mentre il diritto di Nadal ha continuato ad andare a corrente alternata: nel gioco successivo commetteva altri due gratuiti e, chiudendo il game con un doppio fallo, concedeva il secondo break consecutivo che di fatto consegnava il set a Fritz, in 37 minuti.

Un piccolo calo di attenzione all’inizio del secondo set da parte dello statunitense ha consentito a Nadal di scappare subito 3-0 nel primo set, ma come nel set precedente i suoi errori di diritti hanno consentito al suo avversario di raggiungerlo sul 3-3. L’intenzione dello spagnolo di non accettare gli scambi e provare il vincente alla prima occasione possibile diventava più chiara quando sul 4-3 (dopo aver salvato una palla break) usciva dal campo per un medical timeout dovuto all’infortuno ai muscoli addominali che lo costringe ormai da giorni a giocare con una fasciatura sull’addome. Interrogato a proposito della fasciatura durante una conferenza stampa nei turni precedenti, Nadal si è rifiutato di rispondere a ogni domanda su questo guaio fisico

Con il suo angolo che gli faceva segno di non insistere, Nadal rientrava giocando un game in risposta quasi da fermo, poi lentamente riprendeva il suo ritmo seppur giocando con una evidente cautela. Poi, con la solita abilità da illusionista che lo contraddistingue, sul 6-5 è riuscito a mantenersi in gioco quanto è bastato per incassare due errori gratuiti di Fritz e piazzare la zampata vincente per aggiudicarsi il più improbabile dei set.

Il servizio di Nadal però era notevolmente più lento rispetto all’inizio del match, spesso più lente delle sue accelerazioni di diritto, ora più che mai chiamate a fare un superlavoro. Fritz riusciva a prendere un break di vantaggio per il 2-1, grazie a un altro doppio fallo di Nadal, ma poi a sua volta chiamava il fisioterapista per farsi sistemare un’ampia fasciatura alla gamba sinistra. L’americano non riusciva a estrare troppi punti diretti dal servizio, ma era comunque abbastanza per mantenere i suoi turni di battuta e allungare sul 5-3 per chiudere il parziale e iniziare al servizio nel set seguente.

Nella pausa tra il terzo e quarto set i giocatori quasi si litigavano le cure del fisioterapista, tanto erano entrambi rattoppati. I primi tre giochi vedevano tre break consecutivi, con Fritz che appariva sempre più confuso alle variazioni di Nadal. Lo spagnolo, sempre costretto a giocare senza servizio, si affidava più spesso al rovescio slice e ritornava al vecchio diritto spazzolato in top spin per manovrare lo scambio, alternandolo con splendide palle corte.

Fritz riusciva a ottenere il controbreak per il 4-4, andava a rispondere per il match sul 5-4, ma ancora una volta si faceva irretire da Nadal che lo bruciava sulla volata vincendo il parziale per 7-5 e allungando la partita al quinto set.

Nonostante il servizio chiaramente “depotenziato”, Nadal è riuscito a mantenere i suoi turni di battuta mantenendo il punteggio in parità, aspettando un calo nella prima di servizio di Fritz che puntualmente arrivava sul 3-3: le prime tre palle break erano annullate da Fritz, una anche con un nastro decisamente fortunoso, ma la quarta si spegneva sull’erba più alta vicina a rete dopo una stop volley di Nadal. Neanche questo break però era decisivo: nel game immediatamente seguente Nadal giocava una palla corta maldestra per concedere la chance del 4-4, sulla quale poi metteva un rovescio in rete.

Si arrivava quindi al tie-break decisivo (a 10 punti), nel quale l’esperienza di Nadal aveva il sopravvento sul servizio e sulla confusione di Fritz: lo spagnolo sprintava 5-0, poi 7-3 per poi chiudere 10-4 in 4 ore e 21 minuti un’altra partita quasi impossibile, nella quale entrambi i protagonisti hanno vinto 168 punti ciascuno.

Rimane quindi in piedi l’ipotesi di Grande Slam per Rafael Nadal, che però in semifinale dovrà superare l’ostacolo Kyrgios, contro il quale ha vinto 6 dei 9 confronti diretti, ma che raramente è stato così in forma e così vicino a un traguardo importantissimo.

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Wimbledon: Kyrgios sta bene, tre set a zero a Garin e prima semifinale Slam

LONDRA – Problemi fisici superati per Nick, e superato senza problemi anche il bravo Cristian. Prima semifinale Slam, aspetta Nadal o Fritz

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Pic credits Wimbledon Twitter

N.Kyrgios b. C,Garin 6-4 6-3 7-6(5) (da Londra, il nostro inviato)

Sono da poco passate le 15 quando fanno il loro ingresso sul “court” 1 di Wimbledon il “miracolato” Cristian Garin (bravissimo a infilarsi nel corridoio di tabellone lasciato libero da Matteo Berrettini, s’intende) e Nick Kyrgios, per il loro match di quarti di finale. Bel pomeriggio, tribune strapiene, è chiaro che la curiosità è tanta, ed è rivolta all’australiano.

In effetti, Nick inizia a giocare con un paio di minuti di ritardo, durante i quali Cristian incassa un parziale di 9 punti a 0, trovandosi subito avanti di un break. Nel terzo game, Kyrgios si accende, e da quel momento cambia tutto. Subito recuperato lo svantaggio, Nick procede a velocità di crociera, si permette di annullare con disinvoltura (bastonando col servizio) due pericolose palle break sul 4-4, e chiude il primo parziale 6-4. Poco da fare per il cileno, la palla di Kyrgios semplicemente viaggia troppo più veloce con tutti i colpi, a partire dal servizio.

La tribuna stampa del campo 1 è laterale, e si vede molto bene come sulle palle filanti e piatte di Nick, in particolare il rovescio lungolinea, Garin si trova sistematicamente a colpire in ritardo di dritto, un po’ come era successo a Iga Swiatek qualche giorno fa. L’impugnatura, e lo swing di Cristian sono adatti alla terra battuta o al cemento non troppo rapido, senza la necessaria velocità di braccio è dura sull’erba. Velocità di braccio che non manca di certo a Kyrgios, le sue fucilate schioccano che è un piacere. I disagi fisici palesati nella partita contro Nakashima sembrano spariti, non lo vedo toccarsi la spalla nemmeno una volta, meglio così.

Nel secondo set, di conseguenza, l’australiano va avanti 4-1, ma non sarebbe Nick se non arrivasse prima o poi qualche momento di difficoltà totalmente autoinflitto. Una smorzata senza senso gli costa una palla del controbreak, che però viene annullata con una seconda palla vincente. Tutto regolare in casa Kyrgios, insomma, che sale 5-2, e poco dopo, quando è passata un’ora e un quarto, si prende il 6-3 e il vantaggio di due set a zero.

Rendendosi conto che così non si va da nessuna parte, Garin è molto bravo a prendersi il massimo dei rischi possibili per rimanere a galla, spinge, va a rete con successo, e francamente legittima il suo essere arrivato a questo punto del torneo. Una volée di rovescio lungolinea vincente spinta da fondocampo da Nick provoca il boato stupito del pubblico, ma subito dopo un drittaccio fallito dà a Cristian la palla break per salire 4-2. Ovvio missile esterno con la prima, annullata, ne arriva un ‘altra, drop shot vincente dell’australiano, ecco la terza, cancellata con un attacco. “Why do I have to give break points?” (“perchè devo regalare palle break?), grida Kyrgios al suo angolo, prima di risolvere il game con due battute imprendibili. Come detto, tutto normale per lui, siamo 3-3.

Si prosegue semza grossi problemi seguendo le battute, fino al tie-break, dove Nick si incarta in un paio di erroracci di troppo, va sotto 5-3, e viene graziato da una steccata di dritto del cileno, che poi fallisce di un pelo, col nastro che gli porta via la palla, un passante ravvicinato. Sul 5-5, un duello tra pallate di Garin e volée di Kyrgios (un po’ ingenuo qui Cristian) viene vinto da Nick, che arriva a match point. Una chiamata errata sulla risposta che sarebbe stata vincente dell’australiano rimanda solo di pochi secondi la conclusione, col rovescio largo di Garin che manda Kyrgios per la prima volta in una semifinale Slam. Attende il vincitore della sfida fra Nadal e Fritz.

Simpatico Kyrgios a fine partita: “Bellissima atmosfera, non pensavo sarei arrivato a tanto nella mia carriera, sono orgoglioso di me stesso. Non ho un coach, non potrei affliggere nessuno con un peso simile (risate), ma va bene, sono in una semifinale Slam, sono felice. Credo di aver giocato un po’ troppo indietro a tratti, lui è molto bravo, ora mi preparerò per la prossima partita. Ma adesso non voglio pensarci, voglio andare a casa, cucinare qualcosa, guardare un film, tutto qui!”

 

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Wimbledon, Halep ritrova semifinale e gioia: “Ho ricominciato a credere in me stessa, anche grazie a Mouratoglou”

Simona torna tra le ultime quattro in uno Slam dopo due anni e mezzo: “Ho lavorato duro negli ultimi mesi per raggiungere questo livello”

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Simona Halep – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

Simona Halep non giocava a Wimbledon da tre anni, quando aveva vinto il torneo. Dopo la cancellazione dei Championships nel 2020 per il Covid, l’anno scorso la rumena non ha potuto difendere il suo titolo a causa di un infortunio al polpaccio subito a Roma. Non raggiungeva la semifinale in uno Slam dall’Australian Open di due anni fa. Aveva anche pensato al ritiro: ha confessato che il 2021 è stato l’anno più difficile della sua vita tanto che era arrivata a riferire alla famiglia di voler chiudere con il tennis. Ora la ex numero 1 del mondo è di nuovo felice, ha detto di amare ancora questo gioco e non è un caso che sia tornata a splendere nel torneo in cui ha provato una delle gioie più grandi della sua carriera. Domani contro Rybakina giocherà per guadagnarsi un posto in finale.

Dopo la vittoria per 6-2 6-4 su Anisimova, le parole pronunciate da Halep in sala stampa dicono molto della sua voglia di rivalsa e della consapevolezza propria di chi ha lavorato intensamente per recuperare il tempo perso.

D: Nel 2019 hai fatto un percorso magico in questo torneo. Come descriveresti invece il cammino di quest’anno?

 

Halep: “Sono diversa, sono una giocatrice diversa. Nessun match è stato uguale a quelli del 2019. Sto semplicemente acquisendo fiducia, mi sto godendo il fatto di essere in campo. Penso di essere migliorata di un po’ in ogni partita. Ho avuto avversarie difficili e ho fatto quello che dovevo ogni volta”.

D: Come ti senti per ciò che hai raggiunto?

Halep: “Sono super contenta. Ho lottato molto, come ho detto diverse volte. Essere in una semifinale Slam significa molto. Devo riconoscere che ho fatto le cose per bene negli ultimi due, tre mesi. Ho lavorato duro ed è pura gioia essere tornata a questo livello in uno Slam“.

D: Domani torni in campo. I tuoi match sono stati molto rapidi, immagino tu ti senta fresca e pronta per tornare a giocare.

Halep: “Sì, mi sento pronta. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Anche la mia avversaria ha giocato oggi. In questo momento penso solo al fatto che ho una grande occasione di giocare una semifinale a Wimbledon”.

D: Una delle tradizioni di Wimbledon è che il campione in carica inauguri il Campo Centrale l’anno successivo. Per tre anni non hai potuto goderti questo momento per diverse circostanze. Una possibilità per riguadagnarti questo diritto è vincere di nuovo il titolo. E’ una cosa a cui hai pensato?

Halep: “Sì ci ho pensato perché me l’hanno chiesto a inizio torneo. Sono in semifinale, il traguardo è ancora lontano, ma se c’è una chance di vincere farò di tutto per sfruttarla”.

D: Cosa hai pensato quando Anisimova ha iniziato a tirare una serie di vincenti verso la fine del match?

Halep: “Non è stato facile perché percepivo che lei stava giocando senza avere niente da perdere. Ma mi sono rifiutata di andare sul 5-5 anche se ero sotto 0-40. Mi sono caricata, ero convinta di poter finire il match sul 6-4″.

D: Hai già giocato diverse semifinali Slam. Cosa si prova in queste occasioni, prima di entrare in campo per una partita così importante?

Halep: “E’ passato molto tempo dalla mia prima semifinale nel 2014. Ora mi sento più forte: ho esperienza e posso controllare le mie emozioni. Quando ti ritrovi in una posizione in cui sei già stata, ti senti meglio perché hai imparato delle cose. Ogni volta che ho dentro di me qualcosa di nuovo su quanto successo, cerco di fare del mio meglio la volta successiva”.

D: Quando hai iniziato ad essere allenata da Patrick Mouratoglou, hai detto che lui era stato in grado diriaccendere la tua voglia, di rialimentare il desiderio di giocare e vincere. Cosa lo rende un grande allenatore?

Halep: “Ci siamo intesi molto rapidamente. Prima di tutto e una grande persona, poi come coach parla in modo molto semplice ma altrettanto potente. Prendo tutto ciò che mi dice in modo positivo e cerco di metterlo in pratica. Ha avuto fiducia nel fatto che potevo essere ancora una buona giocatrice. Mi ha trasmesso queste sensazioni e ho ricominciato a credere in me stessa. Lui pensa che tutto sia possibile e ciò mi aiuta molto”.

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