ATP Madrid: Djokovic: "Mi concentro su me stesso. Alcaraz? È speciale"

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ATP Madrid: Djokovic: “Mi concentro su me stesso. Alcaraz? È speciale”

Ai microfoni dei giornalisti, Nole ha risposto alle domande circa il suo stato di forma e su chi vorrebbe affrontare in semifinale

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MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) ATP NOVAK DJOKOVIC OF SERBIA SALA TWITCH PHOTO: ALBERTO NEVADO / MMO
 
 

È un Novak Djokovic in cerca di autore direbbe Pirandello. Noi umili cronisti possiamo solo ipotizzare che il serbo è ancora alla ricerca di sé stesso e della sua forma migliore. Dopo aver battuto in due comodi set Hubert Hurkacz quest’oggi, il n.1 è tornato in semifinale in un 1000 dopo le note vicissitudini di inizio anno. Nole, prima ancora di scoprire chi avrebbe affrontato (poi rivelatosi essere il più giovane degli spagnoli in campo), ha parlato a ruota libera in conferenza stampa, spaziando del suo percorso nel torneo ai suoi possibili avversari: Nadal e Alcaraz.

D. Ovviamente questa vittoria non è qualcosa di tanto nuovo per Novak. Ma capire cosa hai passato in termini di tennis quest’anno, per ottenere due vittorie in controllo contro giocatori di grande qualità ed essere in grado di giocare in modi efficaci a un livello così alto a questo punto del torneo, cosa significa per te?

Novak Djokovic: “Beh, è ​​sicuramente un’indicazione positiva che sono sulla strada giusta per raggiungere il livello desiderato di tennis, essendo in uno dei migliori tornei al mondo in cui giocano tutti i migliori giocatori. Ovviamente mi dà fiducia e mi incoraggia ad andare avanti. Penso che in termini di prestazioni oggi sia stato molto solido. Due break per set. Un break è stato sufficiente per vincere contro Hubert, che è tra i primi 10 giocatori e ovviamente è sempre difficile da affrontare. Grande servizio. Condizioni oggi, più calde, palla che rimbalza alta. Ovviamente quando stai giocando contro un ragazzo di quelle dimensioni con un servizio potente, non è mai facile rispondere. Ma penso in particolare nel secondo set di aver servito bene, mettendomi in una buona posizione per strappargli il servizio. Quando le opportunità si sono presentate, le ho sfruttate. Ho fatto cose positive negli ultimi due giorni. Ovviamente al prossimo round sono pronto per un’altra buona prestazione“.

 

D. Due domande. Non hai affrontato nessuna palla break. Sembravi abbastanza sicuro del tuo servizio. E in secondo luogo, la rinuncia a Murray è stata vantaggiosa per te in quanto hai più giorni per riposare?

Novak Djokovic: “Beh, penso di aver servito meglio, anche meglio di come ho fatto nella prima partita. Quando giochi in una giornata calda in cui la palla rimbalza alta, oppure quando stai servendo bene in questo particolare giorno in queste condizioni, aiuta molto il tuo gioco in generale, il resto del tuo gioco. Sapere di non aver affrontato break points ovviamente mi ha dato più sicurezza per fare alcuni colpi nei turni di risposta, sai, e ti senti un po’ più rilassato. Quindi è sempre una cosa positiva e incoraggiante per il tuo gioco. Voglio dire, volevo giocare, ovviamente voglio giocare di più a tennis. Quindi per me, ok, sai, Murray non si è presentato alla partita perché aveva problemi di salute, e questo succede nello sport e non è la prima volta che qualcuno si ritira prima di giocare. Ho sfruttato questa opportunità per allenarmi, recuperare e raccogliere le energie per la competizione e per la prossima partita. Questo è tutto“.

D. Volevo alcune riflessioni su Carlos Alcaraz. Non sappiamo se lo affronterai o meno, ma si è parlato molto di lui e c’è molta aspettativa su di lui. Naomi Osaka ci ha anche detto che sente di aver portato così tanta nuova energia ed eccitazione all’ATP Tour. Ai tuoi occhi, cosa ha di speciale?

Novak Djokovic: “Beh, ci sono molte cose che lo rendono speciale. Voglio dire, ha battuto molti record come giocatore giovane, tra i primi 10, ovviamente negli ultimi decenni, perché abbiamo avuto dei campioni fantastici come Michael Chang quando aveva 16 anni, sai, ha vinto uno slam e così via. Ma, sai, al giorno d’oggi non siamo abituati a vedere qualcuno che è adolescente e che già arriva nella top 10 e gioca a un livello così alto. La sua crescita, il suo miglioramento e il suo viaggio in particolare negli ultimi sei mesi sono stati sorprendenti. È un ragazzo molto simpatico fuori dal campo. Ho avuto possibilità di allenarmi con lui e di passare un po’ di tempo fuori dal campo con lui qui a Madrid e la scorsa settimana, e devo dire che su tutti i fronti, dentro e fuori dal campo, (indicando due pollice in su) fantastico. Mi piace vederlo giocare, come molti altri giocatori del tour. Lodo il suo gioco senza dubbio. È fantastico per il nostro sport, senza dubbio. Penso che sia fantastico avere un giovane giocatore che sta facendo così bene e sta portando una nuova ventata di freschezza al mondo del tennis. Vederlo e sapere che è un ragazzo molto simpatico, molto umile con buoni valori, è una combinazione perfetta“.

Q. Devo chiederti di Rafa nel caso lo affrontassi. Come abbiamo detto l’ultima volta, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che avete partecipato allo stesso torneo. A questo punto della tua carriera, cosa significa per te essere ancora in grado di affrontare Rafa in un grande torneo?

Novak Djokovic: “Affrontare Rafa in qualsiasi torneo, indipendentemente dall’importanza del torneo, è speciale, il più grande rivale della mia carriera, l’ho detto prima, per molte ragioni. Uno di queste, voglio dire, è ovviamente averlo affrontato così tante volte. È probabilmente la battaglia più dura affrontarlo sulla terra battuta. Non vedo l’ora di una grande sfida“.

D. Hai detto cose molto positive per entrambi, ma hai delle preferenze? Vuoi un’altra partita con Rafa qui o la prima partita con Alcaraz?

Novak Djokovic: “Nessuna preferenza. Mi concentro su me stesso“.

Il tabellone maschile del torneo di Madrid

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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