ATP Roma: Il bello e il brutto del derby Sinner-Fognini. Perché spero che vinca Sinner. Nel 2021 il cielo fu molto più azzurro

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ATP Roma: Il bello e il brutto del derby Sinner-Fognini. Perché spero che vinca Sinner. Nel 2021 il cielo fu molto più azzurro

Nel confronto con un anno fa l’Italtennis ha fatto sicuramente peggio. Ma i romani, dimentichi del COVID, sono impazziti per Sinner. Ha tanto da imparare…per esempio leggi qui. E Luca Nardi? Se lo conoscessi come Federer, Nadal e Djokovic…

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Una buona notizia e una brutta notizia. La buona notizia è che avremo un tennista italiano in ottavi di finale a Roma, perché al secondo turno stasera ci sarà il primo inedito derby, con tanto di conflitto generazionale, fra Jannik Sinner (21 anni il prossimo 16 agosto) e Fabio Fognini (35 anni il prossimo 24 maggio).

La brutta notizia è che ci resterà un solo tennista in gara dei 13 all’avvio del torneo. Il vincente del match di cui sopra, perché tutti gli altri 11, incluse 5 ragazze su 5, hanno tutti perso al primo turno.

Ero stato facile profeta…di italiche sventure in sede di presentazione. Ma assenti Berrettini e Musetti non c’era bisogno di avere frequentato 162 Slam per fare le stesse predizioni.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Lo scorso anno avevamo in tabellone 11 tennisti, 8 uomini e 3 donne e se le tre donne avevano tutte perso al primo turno proprio come quest’anno (Trevisan, Giorgi e Cocciaretto sia nel 2021 sia nel 2022, cui quest’anno si sono aggiunte ieri sul carro delle sconfitte Bronzetti e Paolini raccogliendo pochissimi game) però cinque uomini avevano superato il primo turno sebbene i loro avversari fossero tutt’altro che comodi: Musetti l’aveva sfangata alla grande con Hurkacz, Mager con de Minaur, Berrettini con Basilashvili, Travaglia con Paire e Sinner con Humbert. Tre vittorie su cinque arrivarono smentendo il ranking ATP, ma anche le altre due furono successi di valore.

Poi al secondo turno Musetti si arrese ai servizi di Opelka, Mager perse il derby con Sonego, Travaglia lottò ma perse con Shapovalov, Sinner perse anche lui lottando (7-5,6-4) con Rafa Nadal che avrebbe poi vinto il suo decimo torneo al Foro Italico battendo Novak Djokovic in finale, Berrettini battè l’australiano Millman con un netto 6-4 6-2.

Dei due superstiti in ottavi, Sonego e Berrettini, fu solo il primo – sebbene allora appena n.33 del mondo come probabilmente ridiventerà per l’appunto la settimana prossima- a fare un primo passo in più perché batté al termine di un match bellissimo e combattutissimo fino alle ore piccole Dominik Thiem, con il pubblico del Grand Stand che finì per ballare entusiasta sugli spalti insieme a un Sonego in estasi e pieno orgasmo (trascinando nelle danze improvvistae perfino l’incauto direttore di questo sito). Berrettini invece si arrese a Tsitsipas (7-6 6-2). Sonego non si fermò a Thiem e nei quarti, perché in preda ad una sacra erezione agonistica prolungata annientò anche Rublev. Soltanto Djokovic sarebbe riuscito a fermare il torinese-torinista in semifinale. E guai ad azzardarsi a battezzarlo juventino…Gli fareste il peggior affronto.

Beh, quest’anno, il sogno si chiama Sinner. Sinner – più che Fognini che potrebbe anche “intortare” Sinner stasera ma difficilmente i successivi avversari (Rublev o Krajinovic, Tsitsipas o Dimitrov, o il vincente di Carreno Busta- Khachanov  – potrebbe teoricamente riuscire a imitare l’exploit romano 2021 di Sonego. E’ solo per questo che spero che a vincere il derby sia Sinner. Non mi illudo che ci riesca, come dirò, ma ha comunque più chance lui di andare avanti piuttosto che Fognini. Sono certo che qualcuno oggi penserà che è a causa di miei rapporti spesso polemici con Fognini (per la verità più lui con me che il contrario) che mi esprimo così, ma sono malignità gratuite. Le mie speranze sono soltanto legate alle maggiori chance che ritengo si possano attribuire a Sinner nel prosieguo del torneo, anche se non sono eccessivamente ottimista neppure sul suo conto.

Ciò detto spero di sbagliare, come certo sbagliai lo scorso alla vigilia dei vari exploit di Lorenzo, ma non mi sembra che l’attuale Sinner abbia grandissime chances di imitare Sonego.

Vedremo. Basta pazientare, da qui a venerdì sera per conoscere i nomi dei quattro semifinalisti. Tre sembrano quasi scontati: Djokovic e Nadal in alto, Zverev giù giù in basso. Magari il quarto fosse Jannik.

Al Foro, e in tutt’Italia direi, tutti (anche gli sponsor che hanno magari un po’ trascurato Berrettini) stravedono per lui, per Sinner, è proprio Sinnermania, e si è visto anche ieri sera contro Pedro Martinez, n.40 del mondo. Qualunque punto facesse Jannik, ed è vero che ne ha fatti di belli, in particolare con il rovescio lungolinea e qualche missile di dritto incrociato, e lo stadio pareva potesse venire giù dagli applausi e dagli incitamenti. Perfino esagerati, perché non è stato un match trascendentale, ancorché vinto agevolmente 6-4 6-3 con due set entrambi decollati con un 3-0  di abbrivio, nonostante Jannik abbia tentato di complicarsi la vita – e gli succede spesso quando deve chiudere un set – perdendo la battuta sul 5-3 del primo set. Peraltro break immediatamente restituito allo spagnolo che ha una buona mano, ma un tennis leggero e un dritto troppo modesto per permettersi di contrastare il peso debordante di palla di Jannik.

Furbo e un tantino ruffianello – quanto basta – Jannik ha imparato a ingraziarsi il pubblico ringraziandolo in più riprese sul campo al microfono tenuto da Diego Nargiso e riscuotendo così entusiastiche ovazioni.

Del resto che il pubblico romano sia assolutamente vivo, vivace ed entusiasta, senza retropensieri, lo dimostra anche il fatto che al Foro Italico sembra quasi che il COVID non sia mai esistito, oppure si sia “spento” una decina di anni fa.

Non si vede una mascherina in giro a pagarla oro, all’aperto dove la promiscuità è massima ma insomma ci può stare, ma anche nei pochi posti chiusi, negli stand grandi e piccoli multicolori…allegri anch’essi quasi ad allontanare ogni ombra di convissuta tristezza. Omicron? Nome e variante sconosciuta. Mai più ignorato con così tanta nonchalance. Che Dio ci protegga. Personalmente, sognando la quarantaseiesima trasferta consecutiva dal ’76 (annus excellentissimus Panattae) al Roland Garros (ho saltato in realtà l’anno del Covid), sono terrorizzato all’idea di beccare il virus, ora che i 3 vaccini paiono simili all’aver bevuto acqua minerale non gassata, e di dover saltare la trasferta parigina. Ma stare con la mascherina 14 ore al giorno, quando nessuno accanto a te la porta, è ancora più dura di sempre.

Perdonate l’inciso Covid…torno a Jannick e alla sua recente capacità acquisita di strappare facili applausi alla folla. Ha imparato alla svelta il ragazzo della Val Pusteria. Così fan tutti e lui si è adeguato. Come, nel rispondere a una mia domanda, aveva spiegato qualche ora prima Novak Djokovic – che considera Roma la sua seconda casa perché qui è dove ha più tifosi che ovunque, eccezion fatta naturalmente per la sua Serbia – “avere il pubblico dalla tua parte aiuta, eccome se aiuta. Ed è vero che io invece, quando ho dovuto giocare contro Federer e contro Nadal, ho quasi sempre avuto il pubblico contro. Qui forse anche perché parlo italiano – e in italiano ha fatto quasi tutta la sua conferenza stampa che avrebbe continuato a fare per chissà quanto se il troppo solerte media manager dell’ATP non lo avesse interrotto mentre lui sembrava divertito e ciarliero – la gente mi apprezza. Alcuni da oltre 10 anni! Erano ragazzini e ora sono grandi e mi cantano ancora “Uno di noi! Uno di noi!”. Ecco perché ho voluto scrivere proprio quella frase “Uno di noi!”  sulla telecamera quando ho finito il match con Karatsev”.

Tornando a Sinner mi pare che Jannik si trovi ancora in piena fase di apprendistato con il suo nuovo coach Simone Vagnozzi.

Sa che deve cercate di variare un po’ di più il gioco, azzardare qualche smorzata anche se lui prefeirebbe tirare sempre una gran pallata, anche qualche serve&volley contro natura (per lui eh…), ma lo fa quando – a parer mio – non dovrebbe farlo.

Come quel serve&volley che ha voluto fare sul 2-0 40-0 del primo set avviato in discesa. Ha servito a 160 km l’ora – e ci sta che per avvicinarsi meglio alla rete uno giochi un kick più lento dei soliti 203-207 km orari cui è abituato, ma oggi 160 è un servizio modesto cui rispondono agevolmente anche le ragazze – e ha lasciato completamente scoperto il proprio lato destro. Che era il primo da coprire.

Chiunque abbia giocato a tennis sa che se c’è un punto sul quale chi ribatte lascia partire le sue migliori risposte è proprio sul 40-0. Non hai nulla da perdere, tiri a tutto braccio e spesso ti entrano le migliori risposte. Chi scrive ricorda di averne giocate alcune straordinarie nel senso letterale dell’aggettivo: fuori dal (modesto) ordinario. Magari mi fossero riuscite sul 30 pari!

Scelta doppiamente sbagliataquella di Jannik,  perché non è sul 40-0 che prendi di sorpresa il tuo avversario. E’ semmai in un frangente delicato che la sorpresa sortisce l’effetto voluto. Perché l’avversario non penserà mai che tu ti senta di farlo, perché lui stesso sarà teso e in apprensione. Certo bisogna avere quella sicurezza nei propri mezzi e il coraggio di avventurarsi in un terreno in cui non ci si sente a proprio agio per mettere in atto certe strategie. Se perfino Roger Federer all’inizio della carriera – come ebbe a confessarmi all’aeroporto di Melbourne uno dei primi coach di Roegr, lo svedese Peter Lundgren – “Quando si trova a rete si sente come uno che nuota in acque infestate dai pescicani” si può capire come Jannik, a poco più di 20 anni, possa ancora essere titubante…possa sbagliare volée piuttosto comode come ha fatto ancora ieri sera in un match che certo non doveva angosciarlo per come si era messo – Martinez ha fatto 3 punti nei primi 3 game…- senza per questo scomodare il Don Abbondio del Manzoni, quello cioè che “se uno non ha coraggio non se lo può dare”.

Poiché non bisogna fare di tutte le erbe un fascio, e neppure di tutte le sconfitte, pare giusto far presente che Luca Nardi, 18 anni e tante profezie interessanti riguardo al suo futuro a dispetto di un approccio meno…altoatesino a confronto con Sinner, è piaciuto parecchio sul Grand Stand anche se ha perso 6-4 6-4 con il n.11 del mondo, l’inglese del Sud Africa Cameron Norrie. L’eccellente cronaca di Cipriano Colonna lo dice e lo ribadisce.

Nardi ha una bella prima di servizio, anche se una seconda certamente da migliorare. “Il grande campione in fieri lo si riconosce dalla seconda palla di servizio” soleva dire l’avvocato Pier Giovanni Canepele, detto Vanni, che è stato indimenticato capitano di Davis all’epoca delle prime due finali conquistate dall’Italia di Pietrangeli, Sirola, Gardini e Merlo a cavallo degli anni Sessanta.

Una buona seconda palla di servizio è sinonimo di coraggio, intraprendenza, fiducia, ambizione, personalità, tecnica. E anche di un tantino di presunzione che non guasta. Qualità non comuni. Proprie soltanto di veri campioni.

Vorrei poter scrivere dopo averlo visto giocare che Luca  Nardi è qualcosa di più di una speranza, anche se oggi è ancora soltanto n.199 del mondo. Una speranza concreta? Per come gioca, dritto e rovescio direi di sì, mano discreta seppur da raffinare – ohè mica son tutti Alcaraz! – a rete ancora assolutamente acerbo…ma a 18 che si pretende?

Però prima di sbilanciarmi voglio ancora rivederlo e soprattutto voglio conoscerloQuando conobbi Federer a Fienze e Nadal a Montecarlo, entrambi prima dei loro 17 anni, e Djokovic anche lui a Montecarlo un mese prima dei suoi 18 anni, mi parve di capire subito dalle loro prime risposte che dietro al grande e già evidente precocissimo talento sul campo da tennis, c’erano anche teste belle mature di uomini già quasi fatti e certamente intelligenti che sapevano il fatto loro.

Con Luca Nardi ci ho parlato brevissimamente a Londra quando aveva 14 anni e giocò un torneino di semi esibizione durante le ATP finals alla O2 Arena, ma poi mai più. Quando ci avrò riparlato e un po’ conosciuto avrò le idee un po’ più chiare.

Mi accorgo di essermi dilungato anche troppo, e ora vi lascio segnalata la inattesa resurrezione di un giocatore che ho sempre ammirato molto, David Goffin, perché ha ottenuto grandi risultati (n.7 del mondo e finale alle ATP Finals nel 2017) grazie al proprio innato talento e a dispetto di un fisico ben diverso da quello di tanti marcantoni, Stan the Man in possanza, Isner o anche solo Zverev, Medvedev, Berrettini in altezze dal metro e 96 in su e assistiti naturalmente dal santo protettore dei grandi battitori,  San Servizio. Dato a Goffin quel che è di Goffin, passate le tre del mattino vi saluto e vado a dormire che quest’oggi con Nadal-Isner e Sinner-Fognini, mi e ci aspetta una lunga giornata. Buon tennis a tutti nel brulichio del Foro Italico per chi avrà la fortuna di esserci, davanti alla tv o leggendo Ubitennis per tutti gli altri.

Il tabellone del WTA Roma

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Qualificazioni Roland Garros: vittorie per Giannessi, Zeppieri e Agamenone. Si fermano Giustino e Cobolli

I risultati del mattino del tabellone parigino cadetto: Giulio batte l’esperto romeno Copil e accede al match decisivo. Nulla da fare per Flavio, sconfitto in tre set

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Alessandro Giannessi è a un passo dall’entrare nel tabellone principale del Roland Garros 2022. Il ligure ha battuto per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco l’argentino Thiago Tirante, terraiolo di formazione. L’azzurro è stato bravo a portare a casa un primo set molto combattuto: decisivo il break conquistato nell’undicesimo gioco. Per Giannessi tutto più facile nel secondo set in cui Tirante ha sofferto una condizione fisica non ottimale. Buon per l’azzurro, che adesso si giocherà l’accesso al main draw contro l’austriaco Sebastian Ofner, reduce dalla convincente vittoria in due set contro l’australiano Vukic.

Non ce l’ha fatta invece Lorenzo Giustino, sconfitto per 6-4 6-1 in poco più di un’ora e mezza dal portoghese Pedro Sousa. Il campano ha vanificato un vantaggio di 3-1 nel primo set. Da quel momento in poi il tennis dell’italiano ha smesso di brillare: l’iberico ha messo a segno un tremendo parziale di undici game a due che non ha lasciato scampo a Giustino.

Si chiude l’esperienza parigina anche per Flavio Cobolli, uscito sconfitto per 6-3 3-6 6-3 contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, dopo due ore di grande lotta. Il giovane romano sembrava potercela fare dopo essersi aggiudicato il secondo set. Nel parziale decisivo, però, Kuzmanov non si è più voltato indietro grazie al servizio con cui ha concesso solamente le briciole all’azzurro: solo cinque i punti vinti in risposta da Cobolli. Fatale il break subito nel quarto gioco, che ha posto fine alle speranze azzurre.

 

Convincente prestazione anche per Giulio Zeppieri che ha la meglio su Marius Copil in due facili set, 6-2 6-3. Per l’azzurro, che non ha affrontato palle break, decisivi il sesto gioco del primo set e il quarto gioco del secondo dove ha strappato il servizio al romeno. Per Giulio, protagonista a Roma di una bella qualificazione al tabellone principale, c’è l’obiettivo di fare il bis cogliendo la sua prima partecipazione in uno Slam. Affronterà adesso il vincente del match tra Ramanathan e Cuenin. Infine, c’è anche la bella vittoria di Franco Agamenone in due set – 7-6 (6) 6-2 – su Alexander Muller. Il n.155 ATP, azzurro di origini argentine, attende ora uno tra Altug Celikbilek e Zdenek Kolar.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

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Giovedì 19 maggio il sorteggio tabelloni Roland Garros 2022: entry list, a che ora e come seguirlo

Sta per cadere il velo sull’edizione di quest’anno dello Slam parigino: cinque gli azzurri direttamente in main draw, quattro le azzurre

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Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2022, di fatto, è ormai iniziato, con le qualificazioni che hanno preso il via questa settimana. Ma il momento clou della settimana che porta al via del torneo principale sarà domani, giovedì 19 maggio, con il sorteggio dei tabelloni principali. C’è molta attesa di capire in quale parte del tabellone cadranno gli spagnoli Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, con il campione uscente Novak Djokovic e Daniil Medvedev che avranno l’onore e onere di essere le prime due teste di serie. E ovviamente la curiosità sta anche nello scoprire che tipo di percorso avranno di fronte a sé gli italiani. Sono cinque gli uomini con accesso diretto al main draw: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Marco Cecchinato. Quattro invece le azzurre: Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, con l’auspicio che la truppa tricolore possa infoltirsi al termine delle qualificazioni.



Il sorteggio prenderà il via domani alle 18.45 all’Orangerie nel Giardino delle Serre D’Auteuil. In Italia, al momento, non è prevista una copertura televisiva dell’evento, che potrà essere seguito sui canali social ufficiali del torneo, tra sito (www.rolandgarros.com) e social.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

 

L’ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA
1 Novak Djokovic 1
2 Daniil Medvedev 2
3 Alexander Zverev 3
4 Rafael Nadal 4
5 Stefanos Tsitsipas 5
6 Matteo Berrettini 6
7 Casper Ruud 7
8 Andrey Rublev 8
9 Felix Auger-Aliassime 9
10 Cameron Norrie 10
11 Carlos Alcaraz 11
12 Jannik Sinner 12
13 Taylor Fritz 13
14 Hubert Hurkacz 14
15 Denis Shapovalov 15
16 Diego Schwartzman 16
17 Reilly Opelka 17
18 Roberto Bautista Agut 18
19 Pablo Carreno Busta 19
20 Nikoloz Basilashvili 20
21 Gael Monfils 21
22 Marin Cilic 22
23 John Isner 23
24 Karen Khachanov 24
25 Alex de Minaur 25
26 Lorenzo Sonego 26
27 Daniel Evans 27
28 Frances Tiafoe 28
29 Grigor Dimitrov 29
30 Aslan Karatsev 30
31 Cristian Garin 31
32 Fabio Fognini 32
Tommy Paul 33
Federico Delbonis 34
Jenson Brooksby 35
Alexander Bublik 36
Albert Ramos-Vinolas 37
Miomir Kecmanovic 38
Filip Krajinovic 39
Lloyd Harris 40
Botic van de Zandschulp 41
Sebastian Korda 42
Roger Federer 43
Ilya Ivashka 44
Pedro Martinez 45
Alejandro Davidovich Fokina 46
David Goffin 47
Ugo Humbert 48
Dusan Lajovic 49
Alex Molcan 50
Dominic Thiem 51
Francisco Cerundolo 52
Mackenzie McDonald 53
Marcos Giron 54
Federico Coria 55
Kei Nishikori 56
Marton Fucsovics 57
Tallon Griekspoor 58
Arthur Rinderknech 59
Jan-Lennard Struff 60
Benoit Paire 61
Laslo Djere 62
Benjamin Bonzi 63
Dominik Koepfer 64
Hugo Gaston 65
Sebastian Baez 66
Daniel Altmaier 67
Adrian Mannarino 68
Maxime Cressy 69
Soonwoo Kwon 70
James Duckworth 71
Oscar Otte 72
Jiri Vesely 73
John Millman 74
Kamil Majchrzak 75
Brandon Nakashima 76
Nick Kyrgios 77
Roberto Carballes Baena 78
Holger Rune 79
Pablo Andujar 80
Emil Ruusuvuori 81
Denis Kudla 82
Lorenzo Musetti 83
Richard Gasquet 84
Andy Murray 85
Jordan Thompson 86
Joao Sousa 87
Thanasi Kokkinakis 88
Yoshihito Nishioka 89
Ricardas Berankis 90
Henri Laaksonen 91
Hugo Dellien 92
Facundo Bagnis 93
Carlos Taberner 94
Tomas Martin Etcheverry 95
Mikael Ymer 96
Alejandro Tabilo 97
Alexei Popyrin 98
Jiri Lehecka 99
Marco Cecchinato 100
Aljaz Bedene 75 (PR)
Borna Coric 27 (PR)
Jeremy Chardy 88 (PR)
Stan Wawrinka 22 (PR)


ALTERNATES

  1. Peter Gojowczyk 101
  2. Attila Balazs 101 (PR)
  3. Quentin Halys 102
  4. Pablo Cuevas 103
  5. Guido Pella 104
  6. Jaume Munar 105
  7. Taro Daniel 106
  8. Steve Johnson 107
  9. Lucky loser #1
  10. Lucky loser #2
  11. Lucky loser #3

L’ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA
1 Iga Swiatek 1 1
2 Barbora Krejcikova 2 2
3 Paula Badosa 3 3
4 Maria Sakkari 4 5
5 Anett Kontaveit 5 6
6 Karolina Pliskova 6 7
7 Ons Jabeur 7 9
8 Aryna Sabalenka 8 4
9 Danielle Collins 9 8
10 Garbiñe Muguruza 10 10
11 Jessica Pegula 11 14
12 Emma Raducanu 12 12
13 Jelena Ostapenko 13 11
14 Belinda Bencic 14 13
15 Coco Gauff 15 16
16 Victoria Azarenka 16 18
17 Elena Rybakina 17 19
18 Leylah Fernandez 18 21
19 Angelique Kerber 19 17
20 Anastasia Pavlyuchenkova 20 15
21 Simona Halep 21 20
22 Madison Keys 22 22
23 Daria Kasatkina 23 26
24 Tamara Zidansek 24 27
25 Liudmila Samsonova 25 31
26 Sorana Cirstea 26 24
27 Veronika Kudermetova 28 29
28 Jil Teichmann 29 37
29 Camila Giorgi 30 30
30 Ekaterina Alexandrova 31 40
31 Amanda Anisimova 32 33
32 Elise Mertens 33 23
Petra Kvitova 34 28
Anhelina Kalinina 36 36
Sara Sorribes Tormo 37 49
Naomi Osaka 38 35
Alizé Cornet 39 34
Yulia Putintseva 40 52
Ajla Tomljanovic 41 42
Shuai Zhang 42 41
Alison Riske 43 43
Clara Tauson 44 38
Katerina Siniakova 45 45
Kaia Kanepi 46 54
Petra Martic 47 60
Shelby Rogers 48 46
Sloane Stephens 49 44
Aliaksandra Sasnovich 50 51
Nuria Parrizas Diaz 51 55
Beatriz Haddad Maia 52 61
Tereza Martincova 53 50
Magda Linette 54 58
Jasmine Paolini 55 48
Viktorija Golubic 56 39
Elena-Gabriela Ruse 57 56
Camila Osorio 58 47
Marta Kostyuk 59 53
Alison Van Uytvanck 60 59
Madison Brengle 61 57
Mayar Sherif 62 62
Irina-Camelia Begu 63 63
Andrea Petkovic 64 67
Ann Li 65 65
Maryna Zanevska 66 68
Ana Konjuh 67 64
Marie Bouzkova 68 78
Anna Bondar 69 72
Caroline Garcia 71 69
Varvara Gracheva 72 73
Qinwen Zheng 73 71
Arantxa Rus 74 74
Anna Kalinskaya 75 75
Rebecca Peterson 77 77
Karolina Muchova 78 66
Lucia Bronzetti 79 89
Dayana Yastremska 80 93
Greet Minnen 81 79
Martina Trevisan 82 84
Clara Burel 83 76
Panna Udvardy 84 82
Kaja Juvan 85 81
Kristina Kucova 86 80
Magdalena Frech 87 87
Anna Karolina Schmiedlova 88 88
Xinyu Wang 89 86
Bianca Andreescu 90 22
Danka Kovinic 91 98
Dalma Galfi 92 92
Oceane Dodin 93 94
Ana Bogdan 95 91
Diane Parry 96 99
Misaki Doi 97 95
Qiang Wang 98 97
Kristina Mladenovic 100 100
Chloe Paquet 101 105
Lauren Davis 102 85
Kamilla Rakhimova 104 96
Heather Watson 107 104
Tatjana Maria 109 100
(WC) Katie Volynets 112
Harriet Dart 113 101
(WC) Harmony Tan 115
Bernarda Pera 116 102
Claire Liu 118 83
(WC) Daria Saville 132
(WC) Fiona Ferro 139
(WC) Tessah Andrianjafitrimo 144
Astra Sharma 147 90
(WC) Leolia Jeanjean 223
(WC) Elsa Jacquemot 229
(WC) Carole Monnet 266
Taylor Townsend 333 84
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Alternates
1 Lin Zhu 99 106
2 Harmony Tan 115 107
3 Donna Vekic 106 108
4 Jule Niemeier 94 109
5 Irina Bara 105 110
6 Rebecca Marino 114 111
7 Viktoriya Tomova 119 112
8 Zarina Diyas 134 113
9 Elisabetta Cocciaretto 159 113
10 Nadia Podoroska 117 11
11 Vitalia Diatchenko 121 116
12 Aleksandra Krunic 122 117
13 Tamara Korpatsch 108 118
14 Ekaterine Gorgodze 111 121
15 Anastasia Potapova 76 122
16 Mihaela Buzarnescu 124 123
17 Maddison Inglis 127 124
18 Hailey Baptiste 126 125
19 Laura Pigossi 125 126
20 Cristina Bucsa 130 127

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ATP

Intervista a Jack Draper: “Geloso di Raducanu? Emma mi ha ispirato. Sapevo sarebbe arrivata in alto”

Il ventenne britannico ha vinto già 4 titoli Challenger, guadagnando 153 posizioni nella classifica
mondiale e posizionandosi al n.106 ATP

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Jake Draper - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Simon Briggs, The Telegraph, 29 aprile 2022

A 20 anni Jack Draper non è solo un ottimo giocatore di tennis ma anche un attento conoscitore del gioco. Lo scorso giugno 2021, alla domanda riguardo alla sua amica e quasi coetanea Emma Raducanu, una ragazza allora sconosciuta nel mondo del tennis, figuriamoci al pubblico, Draper aveva risposto: “Non ha giocato molto, ma quando lo farà saprà arrivare in alto.” Dieci mesi dopo, seduti in un verdeggiante patio sul retro del National Tennis Centre nel sud-ovest di Londra, Draper non può non sorridere mentre ricorda ciò che è successo dopo. “Siamo quasi della stessa età “, dice della 19enne Raducanu, “quindi abbiamo giocato gli stessi tornei, l’Orange Bowl [a Miami], l’Eddie Herr Invitational (giusto qui vicino a Bradenton, nda). Ed Emma, inoltre, si è allenata qui un po’ di tempo fa. È una brava ragazza, e una grande persona.”

“In quell’intervista avevo detto ‘Riuscirà a fare incredibilmente bene’. Due settimane dopo, a Wimbledon raggiunge il quarto turno, e tutti pensano che ciò fosse un grande risultato. Dopo compie l’impensabile [vincendo gli US Open alla prima partecipazione]. Quindi, sì, è stato parecchio surreale, a essere onesti.” Il ranking di Raducanu da allora è salito dal n. 338 al n.11, un decollo verticale simil-NASA, che ha fatto sembrare quello di Draper quasi la scalata di una lumaca al confronto. E tuttavia, secondo standard comuni, non è che lui stia bighellonando. Il suo ranking è salito di 153 posizioni fino al n.106 negli ultimi quattro mesi, che è il maggior balzo in classifica ATP. Se non fosse stato per la presenza di questa supernova del tennis del vicino distretto di Orpington – Draper vive a Leatherhead, circa 20 miglia lontano – questo mancino di circa 195 cm, avrebbe decisamente attirato maggiore attenzione su di sé.

 

È geloso dei risultati di Raducanu? Di nuovo, Draper fa un sorrisetto. “È divertente. Vuoi che i tuoi compatrioti facciano bene perché li conosci come persone e conosci le loro vite. Ma poi, se qualcosa come quello non ti fa pensare “Oh! Voglio farlo anch’io!’, allora non saresti un forte agonista. Mi ha motivato, come avrebbe dovuto, e spero abbia fatto lo stesso con tutti gli altri giocatori, spingendoli a farsi sotto.” Sin dall’inizio della stagione Draper ha senz’altro tenuto un passo notevole. Oltre a collezionare il record di quattro titoli Challenger (nessuno è mai riuscito a vincerne così tanti nel primo quarto di stagione), ha fatto a marzo una comparsata all’Hard Rock Stadium a Miami, ottenendo la sua prima vittoria in un Master 1000 ai danni del veterano francese Gilles Simon [che ha da poco annunciato il ritiro, ndr].

“Vieni trattato in una maniera incredibile in un evento come quello di Miami”, dice Draper, “ma sapevo che ero solo di passaggio per la città. Poi, la settimana successiva, sarei stato nel mezzo del nulla in Francia. Quindi non ho voluto abituarmici. Detto ciò, i posti dove sto giocando stanno già diventando più confortevoli. È uno shock quando esci dal circuito juniores, dove giochi gli Slam, che sono tutti fantastici e comodi, e poi d’improvviso ti ritrovi nei Futures [il fondo della piramide del tennis professionale]. Siamo andati a Cancun [in Messico], che sembrava un bel posto, ma era in realtà a 20 minuti di strada sterrata dall’aeroporto. Avevano costruito i campi nel mezzo della giungla.” Districandosi tra questo periodo complicato della sua giovane carriera, Draper si è affidato all’infinito entusiasmo di Ryan Jones, un allenatore che lui descrive come “un amico di famiglia in tutto, qualcuno che si è preso cura di me.”

Entrambi sono tali e quali ai padri. Alan Jones, il padre di Ryan, ha allenato Jo Durie negli anni 80, mentre Roger Draper, padre di Jack, era l’amministratore delegato della Lawn Tennis Association. Insieme hanno messo su quattro anni di duro lavoro. Ma poi, a ottobre, Draper ha deciso che aveva bisogno di un cambiamento. Un problema, forse un effetto collaterale dell’intensità degli allenamenti di Jones, era il numero eccessivo di infortuni. “Ryan mi ha decisamente insegnato la filosofia del duro lavoro”, dice Draper adesso. “Avevo 15 anni quando abbiamo cominciato insieme e non avevo idea di cosa volesse dire quella frase. Mangiavo cibi indicibili e facevo cose che non avrei dovuto fare. Durante gli allenamenti mi limitavo a presentarmi e colpire un po’ di palle senza metterci alcun tipo di impegno. Ma Ryan aveva girato per il circuito con Kyle [Edmund] e sapeva cosa significa essere un tennista professionista“.

“Quella di terminare il rapporto è stata una decisione incredibilmente dura, ma sentivo la necessità di andare oltre, perché avevo passato la maggior parte del tempo degli ultimi quattro anni con Ryan, più che con chiunque altro, compresa mia mamma. Dopo ciò, mi ci è voluta qualche settimana per trovarmi in un luogo dove fossi di nuovo felice. Ma poi ho iniziato a lavorare con James Trotman (un altro allenatore inglese, assoldato tramite la LTA, nda). Sono molto fortunato ad aver avuto quell’opportunità.” I tifosi britannici del tennis lo sono anche. C’è stato un periodo durante il lockdown dove sembrava disinteressato, e si temeva che quel tempo passato a casa col fratello Ben, che attualmente si trova alla Wake Forest University nel North Carolina con una borsa di studio per il tennis, potesse spegnergli la voglia di vivere una vita da viaggiatore. Ora, però, la sua passione per il gioco è tornata alla grande. Possiamo vederlo non solo dal suo bilancio di partite vinte e perse, 24-4 questa stagione, ma anche dalla sua scelta di astenersi da opportunità romantiche. “Mio fratello mi dice sempre di andare sui siti di incontri, e di divertirmi. Ma penso che non capisca che io alle 6 di sera sono cotto. Ho bruciato all’incirca 5000 calorie e sono troppo sfinito per uscire per un appuntamento galante. Ho un cane, un labradoodle australiano, da cui mi faccio coccolare.”

Quanto sono solidi gli obiettivi a lungo termine di Draper? In un momento in cui il fenomeno spagnolo 18enne Carlos Alcaraz è riuscito a scalare la classifica fino alla top10, uno si potrebbe chiedere se lui non sia rimasto un poco indietro. E tuttavia ci sono solo due giocatori più giovani di Draper nella Top 100. Molti esperti credono che sia tranquillamente capace di riuscire ad entrare nella Top 20, e magari anche oltre. “Quando ero un teenager”, dice Draper, “guardavo sempre a ragazzi come Felix Auger Aliassime (di 16 mesi più vecchio, nda) pensando ‘Non sto facendo così bene”. Ma ho imparato che ognuno ha il suo proprio percorso da seguire. Ho avuto qualche infortunio, ma forse tutto ciò è accaduto per una ragione. Mi hanno dato più tempo per maturare, per avere la mia testa nel posto esatto e per essere fisicamente in una forma migliore. Quando sei pronto a fare qualcosa, quando sei al posto giusto: ecco quando succederà.”

Traduzione di Massimiliano Trenti

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