WTA Toronto, Halep si conferma contro Gauff: è semifinale

Flash

WTA Toronto, Halep si conferma contro Gauff: è semifinale

Simona Halep rischia nel finale, ma per la quarta volta su quattro vince in due set contro Coco Gauff, eccessivamente fallosa con il dritto

Pubblicato

il

Simona Halep – WTA Toronto 2022 (foto Gyles Dias via Twitter @NBOtoronto)
 

[15] S. Halep b. [10] C. Gauff 6-4 7-6(2)

Vincitrice in Canada, ma a Montreal, nel 2016 e nel 2018, Simona Halep impiega un’ora e tre quarti per battere in due set la n. 11 del mondo Coco Gauff e prendersi la semifinale al National Bank Open presented by Rogers. Troppo altalenante il dritto di Gauff, certo molto efficace in spinta con la sua carica di rotazione, ma anche soggetto a improvvise insicurezze (un po’ come la seconda di servizio nei momenti di tensione) e certo non aiutato da inopportune raffiche di vento. In palleggio o quando si è creata le occasioni per il vincente, sono stati davvero tanti gli unforced con questo fondamentale da parte di Coco, spesso anche non in grado di organizzarsi in tempo sul lato destro. Quando il colpo ha girato a dovere con continuità, è arrivato il rientro nel secondo parziale, ceduto però al tie-break – un piccolo risultato, visto che mai aveva vinto più di quattro giochi nei sette precedenti set. Dal canto suo, Halep ha messo in campo una prestazione sufficientemente solida pareggiando il numero di vincenti dell’avversaria e riuscendo più di lei a contenere i gratuiti, in una sfida che pareva filare via liscia per Simona fino al meritato rientro in extremis di Gauff, incapace tuttavia di mettere le mani sul secondo parziale contraddistinto da otto break.

 

IL MATCH – Gli head-to-head parlano rumeno: 3-0 sempre in due set su su erba, cemento e terra battuta, due quest’anno, l’ultima a Madrid. La prima, meno determinante ai fini del mero confronto, è stata in quel Wimbledon 2019 invece molto importante per entrambe: l’allora Cori si è rivelata al grande pubblico, Simona ha alzato il trofeo. Si comincia con uno scambio di break, tra il nastro che trasforma in vincente la risposta di Halep e il suo doppio fallo a chiudere il successivo game caratterizzato dalla grintosa reazione di Gauff.

La diciottenne è ben decisa a fare gioco e mette peso e velocità sulla palla, mentre Halep si difende con qualche geometria ragionata e i passanti, senza tuttavia rinunciare a essere lei quella che comanda appena ne ha l’opportunità. Al quinto gioco, un nuovo tentativo di allungo rumeno è facilitato da un paio di doppi falli – Gauff ne ha commessi 28 negli ultimi due tiratissimi match – e questa volta Simona consolida. Coco si guadagna una prima palla del rientro sul 3-4 ed è grave il suo errore di dritto in entrata, bissato sul successivo vantaggio esterno in una situazione neutra. Qualche apprensione per Halep al momento di chiudere, ma due errori in risposta e l’ace archiviano la prima frazione, dove spiccano i parecchi gratuiti di entrambe ma soprattutto i cinque vincenti in più di Simo rispetto all’avversaria.

La due volte campionessa Slam non ha alcuna intenzione di lasciare spazio alla reazione della diciottenne di Delray Beach, risponde profondo, toglie il tempo all’avversaria non permettendole di caricare i colpi (gli errori di dritto si moltiplicano) e vola sul 3-0 pesante prima di tirare il fiato e far muovere il punteggio dell’altra che non ha intenzione di mollare. Mentre il servizio diventa uno svantaggio per entrambe, Gauff risale da 0-40, ma non riesce ad accaparrarsi un quinto game che avrebbe potuto lasciare strascichi nella testa di Simo. Coco ha comunque alzato il livello, il match regala qualche fiammata e l’urlo di Halep fa ben capire anche ai più distratti l’importanza del game appena conquistato che la porta 5-3, dopo essersi salvata due volte da sinistra – la seconda con una gran difesa su risposta statunitense, ma l’errore della teenager a campo aperto con palla sopra la rete sul 30-40 non può non lasciare il segno.

Invece non lo lascia, perché Gauff tiene la battuta e poi risponde bene, si prende il campo e il 5 pari. Il tempo per un altro scambio battute (nel senso di turni di servizi persi) ed è tie-break. Coco regala anche con il rovescio, mentre il bimane rumeno squarcia il campo per il 5-2. Il quinto errore al servizio di Gauff ha il sapore della resa e poco dopo Halep alza il pugno: è in semifinale, la quinta in Canada, dove affronterà la vincente fra Pegula e Putintseva.

Il tabellone del WTA 1000 di Toronto

Continua a leggere
Commenti

Flash

Roland Garros day 10 LIVE: i quarti si aprono con Muchova-Pavlyuchenkova

La diretta scritta di martedì 6 giugno: si aprono i quarti di finale

Pubblicato

il

Court Suzanne Lenglen con la struttura del tetto - Roland Garros 2023 (foto Roberto Dell'Olivo)

11.00 – Sul Court Philippe Chatrier stanno scendendo in campo Muchova e Pavlyuchenkova per il primo quarto di finale femminile.

Cari appassionati e appassionate di tennis, benvenuti alla diretta scritta di questo martedì 6 giugno dal Roland Garros 2023. Con oggi si aprono i quarti di finale dei tabelloni di singolare maschile e femminile. Il programma si apre alle 11 sullo Chatrier con il duello tra Muchova e Pavlyuchenkova.

QUI IL PROGRAMMA DI MARTEDI’ 6 GIUGNO

 

QUI L’EDITORIALE DI UBALDO SCANAGATTA: Roland Garros – Il dubbio è: Djokovic è sempre lui o no? Se lo è la probabile semifinale Djokovic-Alcaraz sembrerà una finale anticipata

Continua a leggere

Flash

Roland Garros: Miyu Kato, squalificata nel doppio femminile, gioca e vince nel misto. Ma piange in conferenza stampa. E Sorribes Tormo…

La giapponese abbandona in lacrime la conferenza stampa. Sorribes Tormo: “io e Bouzkova non abbiamo fatto nulla di male”

Pubblicato

il

Quanto occorso domenica 4 giugno alla coppia Kato-Sutjiadi, che è stata come è noto squalificata dal torneo di doppio femminile del Roland Garros a causa di una pallina che, colpita dalla giapponese, ha accidentalmente centrato una raccattapalle alla testa, tiene banco anche nelle ultime ore attraverso le dichiarazioni (o i silenzi) di alcune delle protagoniste.

Il caso è stato senza dubbio controverso soprattutto perché è parso subito chiaro che nell’atteggiamento dell’atleta asiatica non sussistessero violenza o nervosismo, né il punteggio ne suggeriva i presupposti. Si è trattato in sostanza di un momento sfortunato, così come a volte per fortuna da un gesto dettato da nervosismo non succede nulla di grave (ricordiamo anche la pallata di Tsitsipas, esasperato dai trick di Kyrgios durante lo scorso Wimbledon).

Accade così che alla mortificata Miyu Kato venga concesso lunedì di giocare nel doppio misto, torneo dove è in corsa in coppia con il tedesco Tim Puetz. I due, opposti nei quarti di finale al duo brasiliano Stefani-Matos, hanno per la cronaca guadagnato l’accesso alle semifinali con un successo in due set per 7-6 6-2.

 

Durante la conferenza stampa di prassi, mentre il tedesco stava parlando del match vinto, Kato, sicuramente non abituata a tante attenzioni e su un caso così negativo per lei, ha cominciato a piangere e ha abbandonato la sala senza profferire verbo.

Passando alla coppia femminile che ha beneficiato del default, Sara Sorribes Tormo è stata sollecitata sull’argomento dopo il suo match di singolare perso con Haddad Maia e ha risposto laconicamente: “è sicuramente stata una situazione spiacevole. Anche per me e per Marie Bouzkova e stata dura sentire tutto quello che è stato detto. L’unica cosa che noi abbiamo fatto è stato andare dal giudice arbitro e spiegargli cosa era successo.

Poi abbiamo detto che la ragazza stava piangendo e che noi eravamo spaventate. La ragazza non aveva visto la pallina arrivare. Per il resto ha deciso tutto il supervisor, noi non abbiamo fatto nulla di male, è l’unica cosa che posso dire su quanto accaduto”. Sorribes Tormo e Bouzkova avevano avuto l’atteggiamento di chi sollecitava arbitro e supervisor a prendere la decisione di assegnare loro il match a tavolino e questo ha fatto sì che sui social abbiano ricevuto offese e attacchi di ogni tipo.

In ogni caso, la presenza di Kato nel torneo di doppio misto ci fa pensare a una soluzione intermedia che riconosce delle attenuanti alla tennista giapponese e forse implicitamente individua qualche responsabilità in carico al giudice di sedia, che non si è accorto dell’accaduto e non si è sincerato delle condizioni del raccattapalle.

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Roland Garros – Il dubbio è: Djokovic è sempre lui o no? Se lo è la probabile semifinale Djokovic-Alcaraz sembrerà una finale anticipata

Djokovic ha perso una sola volta con Khachanov, Alcaraz mai con Tsitsipas. Ancora rimpianti per la sconfitta di Sonego. E Rune si conferma un gran maleducato

Pubblicato

il

Un brutto e triste risveglio, come ho detto anche nel video, ritrovarsi al Roland Garros senza un tennista italiano da seguire nei tabelloni principali.

Ci siamo fermati agli ottavi, e a domenica, con i due Lorenzo, Musetti e Sonego. E i rimpianti soprattutto per la partita di Sonego ci sono e tanti. Poteva vincere sia secondo sia terzo set, con un pizzico di fortuna in più e oggi sarei qui a presentare il match Sonego-Djokovic invece che ad aspettare di constatare se Djokovic è ancora lui.

Se Nole fosse ancora il vero Nole probabilmente anche il miglioratissimo Khachanov, non avrebbe via di uscita. Il russo  è stato battuto dal serbo 8 volte su 9 è l’unica volta che vinse fu a Bercy, il torneo dove non sai mai se chi lo gioca va lì perché ci deve andare, ma se è ormai qualificato per le finali ATP che cominciano di lì a pochi giorni si impegna il giusto.

 

Se Nole non fosse il vero Nole beh, allora anche Sonego avrebbe potuto giocare le sue carte.

Ma dei se e dei ma sono piene le fosse e ci tocca soltanto sperare che le cose vadano meglio sull’erba di quanto sono andate sulla terra battuta, una volta nostro terreno di maggior raccolta.

Da qualche anno a questa parte però, Berrettini bi-campione al Queen’s e finalista a Wimbledon, Sinner nei quarti in Church Road, forse otteniamo migliori risultati oltre Manica.

Intanto contro lo scorrettissimo Rune Francisco Cerundolo ha dimostrato che Sinner non aveva perso a Roma da un pisquano qualsiasi.

Magra consolazione, direte, ma pur sempre consolazione. Mi è sembrato davvero poco competitivo, anche se è stato un break avanti nel secondo set, Grigor Dimitrov con Zverev. Il bulgaro che aveva lasciato soltanto 8 game a Altmaier, sarebbe stato più competitivo e determinato contro Sinner? Non lo sapremo mai.

Piuttosto quanti avevano dato per molto probabile l’approdo di Jannik ai quarti di finale, non avevano fatto i conti con il recupero di Sasha Zverev, il quale ora non giocherà più da n.3 del mondo, ma nemmeno da n.27 come è adesso.

Insomma questo Zverev sarebbe stato un osso duro anche per un buon Sinner. Era la zona ancora più bassa, quella dove si è infilato Etcheverry,quella che avrebbe potuto essere un buon terreno da conquistare, grazie anche al k.o. di primo turno di Daniil Medvedev.

Ma Sinner era piazzato più, fra Dimitrov e Zverev, quindi è inutile piangere sul latte versato altrove. L’argentino ha dominato Nishioka quindi non sarà un avversario comodissimo neppure per il risorto Zverev.

Ma non c’è dubbio che il quarto più interessante della metà bassa lo giocheranno nella giornata di mercoledì Ruud e Rune, con il danesino che vorrebbe ripetere il risultato della semifinale di Roma, dopo che dal norvegese aveva perso 4 volte su 4. Intanto non si è fatto né in qua né in là quando si è trattato di “rubare” un punto importante ai danni di Cerundolo. Aveva fatto rimbalzare la palla due volte e lo sapeva benissimo. Si è preso il punto con la complicità dell’arbitro dalla voce baritonale ma distratto.

Io penso però che il vincitore del torneo uscirà dalla metà alta del tabellone. Oggi si affrontano Djokovic e Khachanov e in serale Alcaraz e Tsitsipas, con i primi che hanno dominato i confronti diretti: 8-1 come già detto il serbo sul russo, 4-0 lo spagnolo sul greco,.

Se Djokovic batte Khachanov vuol dire che sta bene e che allora la probabile semifinale  Alcaraz-Djokovic potrebbe essere presentata con un po’ di spregiudicatezza come una finale anticipata. A Roma Djokovic perse da Rune, ma non era il vero Djokovic.

Per quanto riguarda il torneo femminile dall’alto in basso abbiamo questi accoppiamenti nei quarti: Swiatek-Gauff (che fu la finale lo scorso anno), Haddad Maia-Jabeur – e qui c’è almeno un po’ di fantasia geopolitica, una polacca contro un’americana, una brasiliana contro una tunisina –mentre nella metà bassa e in campo oggi ci sono tutte tenniste dell’Europa dell’Est, Muchova e Pavlyuchenkova – con la prima che ha fatto stragi di azzurre (Trevisan e Giorgi) e la seconda che 2 anni fa fece finale qua ma oggi è n.333 WTA perché è stata a lungo infortunata – Svitolina e Sabalenka per un altro duello che si concluderà senza una stretta di mano.

La Svitolina, un po’ perché sposata con Gael Monfils e mamma di un erede nato ad ottobre, un po’ perché ucraina, è stata adottata dal pubblico francese come se fosse nata e cresciuta sugli Champs Elysées. Se dovesse vincere la porterebbero sotto l’Arco di Trionfo. Intanto ieri ha riservato alla Kasatkina lo stesso trattamento rivolto alla Blinkova. Nessuna stretta di mano. La Kasatkina non si faceva illusioni ma c’è rimasta male, sia per il comportamento orribile del pubblico francese, sia per il mancato gesto della Svitolina perché lei in fondo è stata una delle poche russe che ha provato a esporsi un po’. Cosa che non ha fatto, ad esempio, la bielorussa Aryna Sabalenka che anzi –sulla scia di Naomi Osaka – è riuscita convincere i deboli organizzatori a riunire un gruppo qualificato di giornalisti scelti dalla stessa organizzazione. Non avrebbe dovuto essere tollerato. Ma i giornalisti oramai sono tutti talmente appiattiti che nessuno osa più opporsi a niente. Del resto basta leggere le domande le trascrizioni delle domande fatte ai tennisti per rendersi conto di quanto l’autonomia, la indipendenza dei giornalisti, la loro personalità sia scaduta.

E’ responsabilità dei vari organismi che gestiscono il tennis questa assenza di un minimo di verve nelle conferenze stampa. I giocatori vengono istruiti per non dire nulla di interessante e ci riescono benissimo. Negli altri sport non è così. Poi ci si lamenta se nel tennis, in parallelo con il progressivo e inevitabile prepensionamento dei FabFour,  mancano le personalità. Quelle che ci sarebbero vengono soffocate. E va a finire che le sole interviste che vengono lette ovunque sono quelle “inarrestabili” di Kyrgios che gioca pochi mesi l’anno, cioè quando gli va.. 

E’ un errore, anche culturale, di chi si occupa della comunicazione del nostro amato sport. Si sentono dire solo le cose più scontate, ammantate di dichiarazioni politically correct. Sandra Mondaini, pace all’anima sua, direbbe al suo Raimondo Vianello: “Che noia che barba, uffa che noia che barba!”.

Vabbè, oggi ero di cattivo umore e vi ho spiegato perché. Agli azzurri impegnati nelle fasi finali dei grandi tornei, ormai mi ci ero abituato. Non vorrei tornare a …digiunare come mi è toccato fare per 40 anni. 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement