Coppa Davis: il doppio regala il 2-1 alla Gran Bretagna, non basta un buon Wawrinka

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Coppa Davis: il doppio regala il 2-1 alla Gran Bretagna, non basta un buon Wawrinka

Evans e Skupski rimediano alla debacle di Norrie contro Wawrinka, mentre nel primo singolare Murray vince una maratona di oltre tre ore contro Riedi

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Andy Murray – Coppa Davis 2023 (credit: Getty Images for ITF)
 

Da Manchester, il nostro inviato

Coppa Davis 2023, Group Stage
Gruppo B, Manchester

 

Gran Bretagna b. Svizzera 2-1

I britannici contro la Svizzera bissano il 2-1 ottenuto mercoledì contro l’Australia e si avvicinano a grandi passi alle Davis Cup Finals di Malaga in programma tra il 21 e il 26 novembre prossimi. Ci riescono con una formazione stravolta nei singolari: capitan Leon Lewis lascia a riposo -nonostante avessero entrambi vinto- Draper e Evans e schiera Murray e Norrie. Se l’ex numero 1 del mondo ripaga ampiamente la scelta vincendo una partita bella e sofferta contro un sorprendente Riedi, non si può dire lo stesso di Norrie, deludente contro un Wawrinka molto solido. Il numero 1 svizzero, tornato dopo otto anni di assenza in nazionale, viene schierato poi con un cambio dell’ultim’ora rispetto alle formazioni annunciate anche in doppio a fianco di Stricker, ma nulla può davanti alla maggiore consistenza e abitudine alla specialità di Skupski e Evans, i quali portano il punto decisivo del 2-1 alla Gran Bretagna.

A. Murray (GBR) b. L. Riedi (SUI) 6-7(7) 6-4 6-4
Murray impiega più di tre ore per vincere, ma si conferma braveheart. Nell’intervista post match commuovono le sue lacrime
La prima partita di giornata ha visto protagonisti due tennisti di differenti generazioni (separati da quasi quindici anni di differenza) e soprattutto dal pedigree tennistico decisamente diverso: la Gran Bretagna è stata rappresentata da Andy Murray, ex numero 1 ATP con 46 titoli (tra cui 3 Slam e 2 Olimpiadi) in carriera e un bilancio in singolare di Coppa Davis di 32 vittorie e 3 sconfitte (una di questa subite da Fognini a Napoli). La Svizzera si è affidata al 21enne Leandro Riedi, all’esordio assoluto in questa competizione, con appena cinque partite giocate nel circuito maggiore e tre sole vittorie nel circuito maggiore (l’ultima delle quali ottenuta a Marsiglia lo scorso febbraio contro Rinderknech). Venendo al racconto del match, che non sarebbe stata una partita per lui facile Andy Murray lo capisce già nel corso del primo game, durato 12 minuti e 18 punti, e portato a casa solo dopo aver salvato tre palle break. Lo scozzese però già nel game successivo strappa il servizio all’avversario e si issa senza troppi patemi sul 5-2. Da quel punto in poi cambia però il match: Riedi inizia a fare capire perché il suo capitano Severin Luthi lo abbia preferito a Dominic Stricker,-nonostante quest’ultimo sia stato autore di un ottimo US Open- e sale molto di livello. Nell’ottavo game lo svizzero annulla con coraggio due set point, aiutandosi in entrambi i casi con la battuta (prima servizio vincente, poi ace) e nel gioco successivo brekka Murray.

Dopo 58 minuti si sono giocati appena nove game, a riprova della battaglia tennistica che si sta vivendo sul campo della Manchester Arena. Si arriva senza ulteriori sussulti al tie-break, nel quale Riedi annulla altri due set point al britannico, prima di chiudere al sedicesimo punto con un un servizio vincente che gli consente di portare a casa, dopo un’ora e 23 minuti, il primo set.

Il secondo parziale viene deciso nella sua metà, quando Murray, dopo aver già avuto palla break nel terzo gioco fa il bello e il cattivo tempo:  perde il servizio nel decimo ma brekka per due volte nel nono e undicesimo game, portandosi al terzo e decisivo set.

Il parziale decisivo inizia con i due giocatori che entrambi perdono il loro primo turno di servizio e per la svolta dell’intero incontro bisogna attendere il quinto gioco, con Riedi al servizio: lo svizzero annulla due palle break consecutive, ma quando deve fronteggiare la terza affossa in rete il rovescio, facendo esplodere il grido di Murray e scatenando il boato della Manchester Arena. Nessuno dei giochi successivi va ai vantaggi: dopo tre ore e dodici minuti di battaglia Riedi non riesce a rispondere alla risposta dello scozzese, che può esultare assieme al suo pubblico dopo 3 ore e 12 minuti di battaglia. Per il campione britannico nell’intervista post match, fatti i complimenti a Riedi “Non lo conoscevo, sapevo però che era un ottimo colpitore e oggi ha risposto sempre molto bene, ma non era facile nemmeno per me, anche perché in questi giorni mi sono allenato con un mancino pensando di affrontare Stricker, o al massimo Huesler“. Inaspettatamente, continuando l’intervista al centro del campo arriva poi il momento delle lacrime, che non riesce a trattenere quando racconta cosa stesse vivendo: “Oggi era il funerale di mia nonna, avrei voluto essere lì, questa vittoria è per lei“. Alla conferenza stampa alla quale abbiamo partecipato l’ex numero 1 al mondo ha prima ribadito i complimenti a Riedi “Mi ha sorpreso con il suo modo di rispondere molto vicino alle righe, sono abituato nel circuito ad avere chi si mette a metri di distanza dalla riga di fondocampo“. Sollecitato dalla stampa si è anche soffermato sul formato attuale della Coppa Davis: “Non va bene che due nazioni che amano tanto il nostro sport come Francia e Australia debbano giocare davanti a poche centinaia di persone. Personalmente non conosco tennisti che fossero contrari all’idea di giocare in casa e fuori, che rende questa manifestazione magica. Erano altri i problemi, ad esempio che si vinceva a novembre e si tornava a giocare già a febbraio, non aveva molto senso. Anche gli stessi tre set su cinque sono molto affascinanti ma rendevano difficile la preparazione e il recupero. Credo si potrebbe magari trovare una soluzione giocando le cinque partite al meglio dei tre set in due giorni nel week-end, così come avviene adesso nei turni preliminari di questi Groupe Stage.”

S. Wawrinka (SUI) b. C. Norrie (GBR) 7-5 6-4
WAWRINKA RIMETTE IN GIOCO LA SVIZZERA CONTRO UN NORRIE ANCORA DELUDENTE-
La sfida tra i due numeri 1 delle selezioni, Cameron Norrie, 17 ATP e Stan Warinka, 40 ATP è stata molto meno avvincente della prima partita di giornata, nonostante l’equilibrio in campo sia stato rotto in entrambi i set solo quando i parziali stavano terminando. Tra i due giocatori c’era un solo precedente datato e poco indicativo, vinto sull’erba del Queen’s cinque anni fa dallo svizzero: forse era più rilevante in sede di pronostico il periodo estremamente negativo vissuto negli ultimi sei mesi da Norrie, che a partire dal Masters 1000 di Miami aveva vinto appena 13 partite (una sola delle quali contro un top 40) sulle 26 giocate. Il pubblico della Manchester Arena prova sin dai primi scambi a sostenere il proprio giocatore che inizia bene guadagnando nel game iniziale due palle break, annullate però dal tre volte campione Slam. Un primo campanello d’allarme per Norrie arriva già nel quarto gioco quando è lui a salvare una palla che avrebbe mandato sul 3-1 lo svizzero. Il primo set è sostanzialmente equilibrato, chi serve vince facilmente gli altri turni di servizio, ad eccezione di Stan che in un’occasione (nell’ottavo game) rischia di mandare a servire per il set l’avversario. Tutti pensano al tie-break, ma nel corso del dodicesimo game si spegne la luce per Norrie, che perde a 0 il servizio e contestualmente il set, che termina 52 minuti dopo il suo inizio. Il match sembra riaprirsi quando nel terzo gioco -dopo che nel precedente il 17 ATP aveva annullato una pericolosissima palla break- Wawrinka spara lungo il dritto al termine di uno scambio molto lungo sulla palla break da fronteggiare. Il numero 1 britannico arriva di lì a pochi minuti sul 4-3 e servizio ma poi per lui cala nuovamente il buio e la partita finisce: sul match point a proprio favore lo svizzero tira fuori dal cilindro uno degli splendidi passante di rovescio che lo ha reso celebre e dopo 1 ora e 35 minuti chiude l’incontro che lo ha visto molto solido al servizio (ben 17 ace), rimandando al doppio le sorti della sfida.

D.Evans/N.Skupski (GBR) b. S.Wawrinka/D.Sricker (SUI) 6-3 6-3
TROPPO PIù FORTE E COLLAUDATA LA COPPIA EVANS-SKRUPSKI, GLI SVIZZERI NON RIESCONO AD OPPORSI-Nulla può Wawrinka, non basta nemmeno la sua fresca euforia per aver da pochi minuti conquistato il singolare. In coppia con Stricker a luglio ha vinto l’ATP 250 di Gstaad ed è pur sempre un ex campione olimpico di specialità (nel 2008 a Pechino in coppia con Federer), ma il suo scarso ruolino in doppio nella coppa Davis (4 vittorie e 14 sconfitte) viene purtroppo per lui confermato contro la coppia britannica. Skupski è uno degli specialisti più forti del momento (è n°3 del ranking di specialità e ha da poco vinto Wimbledon), Evans  gioca piuttosto spesso il doppio e ha una buona confidenza col suo compagno, col quale due anni fa ha anche raggiunto due finali nel Masters 1000 di Miami e Monte Carlo. Sul campo della Manchester Arena non si è mai avuta davvero impressione che il doppio non sarebbe stato vinto dalla coppia britannica: già nel terzo gioco Stricker perde la battuta, e poco dopo, nel nono, viene brekkato Wawrinka. Nel quinto gioco del secondo set si vive l’unico momento nel quale la coppia svizzera ha una vera chance di entrare in partita: arriva una palla break in loro favore, ma Stricker sbaglia la risposta di dritto. Il match finisce in pratica in quel momento; nel game successivo il numero 1 elvetico perde nuovamente il servizio. Pochi minuti dopo arriva il boato del pubblico britannico a suggellare una bella prestazione di Evans e Skupski, che chiudono con un duplice 6-3 regalando in tal modo il 2-1 finale alla Gran Bretagna.

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