Roland Garros, attesa finita per Shnaider? La separazione dal padre, l’arrivo di Bajin e la vittoria su Sabalenka

Diana Shnaider sta trovando una nuova dimensione al Roland Garros. “Non sono più così negativa verso me stessa”, ha dichiarato. Ora, in semifinale, sfida Maja Chwalinska da favorita

Di Andrea Binotto
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Diiana Shnaider - Roland Garros 2026 (Foto X @wta)

Il Roland Garros 2026 deve ancora volgere al termine. Ma è già una sorpresa. Se nel tabellone maschile il grande favorito per la vittoria del titolo è Alexander Zverev, in passato tre volte finalista in uno Slam, nel seeding femminile la situazione è ancora più particolare. Nessuna delle quattro semifinaliste ha mai disputato una finale in un Major. Solamente Mirra Andreeva era riuscita in passato (Roland Garros 2024) a staccare il pass per un penultimo atto Slam. Per le altre, invece, è una prima volta assoluta.

Sia per Marta Kostyuk, dominatrice della stagione sul rosso con 16 vittorie consecutive intascate, ma anche e soprattutto per la rivelazione del torneo, Maja Chwalinska. A Parigi, la mancina polacca si è fatta strada partendo dalle qualificazioni. Grazie a otto successi filati, ora è in semifinale al Roland Garros. Del suo personaggio però se n’è già parlato parecchio in questi giorni. Non si è ancora detto abbastanza, invece, della mancina che dovrà affrontare per un posto all’ultimo atto: Diana Shnaider.

Shnaider e il cambio di prospettiva

Prima di questa edizione dello Slam francese, Shnaider non aveva mai raggiunto i quarti di finale in un Major. A Parigi, quest’anno ha però superato i primi tre impegni piuttosto facilmente. Poi, agli ottavi, ha avuto la meglio in tre set su Madison Keys. “Questa svolta ha più a che fare con l’aspetto mentale”, ha raccontato dopo il match la 22enne russa.Ho più fiducia in me stessa e nel mio gioco. Non sono più così negativa. Prima, se perdevo il secondo set, dubitavo molto durante il terzo. Ora cerco invece di rimanere nel momento presente, e pensare a soluzioni senza cadere in pensieri negativi o dubbi quando l’avversaria gioca meglio. Rimanere concentrata e controllare le mie emozioni mi ha aiutato molto”.

Senz’altro questo nuovo approccio le ha consentito di restare lucida anche quando le cose si stavano mettendo male contro Aryna Sabalenka, numero 1 del mondo, ai quarti di finale. Sotto 6-3 5-3, complice un enorme e clamoroso passaggio a vuoto della sua avversaria, la mancina nata a Zigulevsk ha piazzato un filotto impressionante di dieci giochi consecutivi ed è così venuta a prendersi il successo. “Sul 5-3 per lei mi sono detta che dovevo cambiare qualcosa”, ha dichiarato Shnaider a seguito della vittoria. “Ho avvertito una sorta di liberazione e ho deciso che dovevo essere più aggressiva ed entrare di più nel campo”.

“Ho visto l’inerzia della partita spostarsi dalla mia parte e ho iniziato a credere di più in me stessa. In questo torneo sto riuscendo a non lasciare che le mie emozioni e i miei pensieri negativi ostacolino il mio miglior tennis. In caso di vittoria, Diana potrebbe misurarsi in finale con l’amica e compagna di doppio, Mirra Andreeva. “Se ci dovessimo affrontare andrebbe benissimo. Abbiamo un ottimo rapporto fuori dal campo. Ma se giochiamo contro, entrambe vogliamo vincere. Non c’è nulla di male”.

L’importanza del doppio

Fianco a fianco, le due giovani russe hanno sin da subito fatto scintille. Nel primo torneo giocato insieme, ovvero le Olimpiadi di Parigi 2024, Shnaider e Andreeva hanno conquistato la medaglia d’argento. Da inizio 2025, poi, hanno iniziato a fare coppia fissa. Tra i loro migliori risultati spiccano due semifinali Slam (Australian Open e Roland Garros 2025) e altri quattro ultimi atti. Di questi, ben tre sono finiti nelle loro mani. L’unico perso è quello di Madrid 2026, mentre i due sigilli più importanti sono arrivati a Miami 2025 e a Roma in questa stagione.

Sin da junior, in realtà, Shnaider ha avuto un debole per il doppio. A livello giovanile, Diana ha trionfato tre volte a livello Slam. All’appello le è mancato solamente il titolo al Roland Garros, sfuggitole nella sua prima finale di categoria nel 2020, contro le azzurre Lisa Pigato ed Eleonora Alvisi. In singolo, invece, la russa non è mai riuscita ad andare oltre le semifinali in un Major junior: sia a Parigi 2021 che allo US Open 2022 si è infatti fermata prima di qualificarsi al turno decisivo. Ciononostante, è stata capace di agguantare la seconda posizione mondiale nel ranking under 18.

Dal college al circuito pro

Lanciata nel mondo del tennis professionistico già nel 2020, e brava a fare suoi quattro titoli minori tra il 2021 e il 2022, Shnaider ha però deciso di trascorrere un anno nel college della Carolina del Nord tra il 2022 e il 2023, con una borsa di studio. All’Australian Open 2023 è avvenuto il suo debutto assoluto nelle qualificazioni di uno Slam. Pronti via, e Diana le ha subito superate brillantemente. Ha poi battezzato con una vittoria anche il main draw e al secondo turno l’allora numero 6 WTA, Maria Sakkari, ha avuto bisogno di tre set e di oltre due ore e mezza per superarla.

Durante quell’annata Shnaider ha battuto giocatrici navigate come Veronika Kudermetova a Charleston e Petra Kvitova a Ningbo, dove a fine stagione si è issata sino alla sua prima finale nel circuito maggiore. A quel punto, Ons Jabeur le ha impartito una severa lezione. Ma da quel momento la carriera di Diana è esplosa definitivamente. Negli anni successivi la russa si è fatta un nome tra le top del panorama femminile. Ha messo in bacheca cinque trofei, per giunta su tutte le superfici: tre WTA 250 e due WTA 500. Va da sé, che grazie a questi risultati ha scalato piuttosto rapidamente la classifica. Anche se…

Limiti, addii e nuove guide

Shnaider non sempre in campo ha dimostrato di aver il killer instinct. Emblematico, da questo punto di vista, è il quarto di finale giocato a Roma nel 2025 contro Paolini. Avanti 7-6 4-0, Diana è andata completamente nel pallone e ha finito per perdere 12 dei successivi 14 giochi. Quello è stato anche il periodo in cui ha deciso di prendere una decisione importante per il prosieguo della sua carriera: abbandonare la guida di papà Maxim, che l’aveva plasmata tennisticamente sin da quando era piccola.

Dopo un breve periodo con Dinara Safina (“alcune cose non erano come me le sarei aspettate”, aveva affermato Shnaider dopo la rottura) e con Carlos Martinez, lo scorso agosto Diana ha iniziato a collaborare con Sascha Bajin, ex coach di Serena Williams, Naomi Osaka e Karolina Pliskova tra le altre. Dopo pochi giorni, la mancina russa è subito tornata alla vittoria in quel di Monterrey.

Passando quindi alla stagione 2026, Shnaider aveva iniziato abbastanza bene tra la semifinale ad Adelaide e il terzo turno all’Australian Open, persi rispettivamente contro Mirra Andreeva ed Elina Svitolina. Nei mesi seguenti, però, Diana ha faticato a trovare continuità. Prima di Parigi, a cui è arrivata con un bilancio stagionale di 13 vittorie e 11 sconfitte, solamente a Charleston era poi riuscita a intascare due affermazioni consecutive. Fatta eccezione la sconfitta subita contro Alycia Parks a Doha, però, vale la pena evidenziare il fatto che Shnaider ha sempre perso o contro tenniste top 20, o contro giocatrici decisamente in forma.

A due passi dalla top 10. È giunta l’ora?

L’ultimo discorso non vuole essere la classica scusa del ‘tabellone sfortunato’. Anche perché, prima del successo contro Sabalenka, Shnaider era stata in grado di avere ragione di una top 10 una volta sola in quindici sfide. Era successo contro Coco Gauff nel 1000 di Toronto 2024, torneo che peraltro coincide con l’unica semifinale importante giocata dalla russa (e persa contro Jessica Pegula) prima di questa edizione del Roland Garros.

Dotata di un dritto potente e di un tennis che può essere sia solido ma anche sorprendente a causa dei cambi di traiettoria e di ritmo, pur non essendo altissima (1 metro e 70) Diana sa molto bene come impostare le partite. E, come abbiamo visto, ora le affronta con uno spirito diverso, rinnovato. Più maturo e consapevole, a livello tennistico ma anche emozionale. Con il supporto di Bajin, tutto sembra più lucido nella sua testa, anche tatticamente.

Attuale numero 23 al mondo, grazie alla sua cavalcata parigina Shnaider è ora numero 16 nella classifica live, lei che in passato è stata 11. Riuscisse a regolare Chwalinska in semifinale, ecco che avanzerebbe fino alla 14esima casella. Il primo alloro Slam, invece, la catapulterebbe verso quella top 10 che in passato ha già tagliato nel ranking di doppio. Salirebbe infatti fino alla piazza numero 9 al mondo. Ma non spingiamoci troppo in là. Diana ora ragiona passo per passo. E allora, appuntamento sul Philippe Chatrier per la seconda semifinale di giornata.

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