ATP Ranking: Murray è il nuovo re del circuito. Cronaca di una rimonta inaspettata

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ATP Ranking: Murray è il nuovo re del circuito. Cronaca di una rimonta inaspettata

Sir Andrew Barron Murray è il 26esimo n.1 al mondo dal 1973. Primo britannico a riuscirci, potrebbe essere il primo n. 1 di fine stagione a chiudere con meno Slam del n.2, come Lendl ai danni di Becker nel 1989

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Iniziamo proprio da questa curiosità: nel 1989 Ivan Lendl chiuse l’anno al numero 1, ma il suo rivale Boris Becker, pur chiudendo al numero 2, vinse più Slam (2-1). La situazione potrebbe ripetersi quest’anno, con i due allenatori che passerebbero idealmente il testimone ad Andy Murray e Novak Djokovic. Murray supera Djokovic di 405 punti nel ranking, ma fra poche settimane perderà i 275 punti maturati con la finale Davis 2015 ed il bonus dello stesso anno, quindi Murray ha virtualmente 130 punti di vantaggio. Dovesse superare indenne le Finals, magari vincendo (non è mai arrivato in Finale, ma neppure a Bercy aveva mai vinto), si aprirebbero per lui le porte di un regno destinato a durare probabilmente fino a Wimbledon. Soprattutto, se Murray deve arrivare fino a Roma per trovare il primo dei sei titoli vinti nel 2016, Djokovic difende le vittorie di Doha, Australian Open, Indian Wells e Miami fino a marzo.

Con questa vittoria, Murray vince il quarto torneo consecutivo (Pechino, Shanghai, Vienna, Bercy), mai successo in carriera, con una striscia di 20 partite vinte (e 2 walkover). Quello di Bercy è il 42esimo titolo in carriera (Murray vince titoli ininterrottamente da 11 anni) ed è il suo 30esimo titolo sul “cemento”, il primo a Bercy, il 13esimo 1,000 in carriera. Ora a Murray mancano soltanto Indian Wells e Montecarlo per completare tutti i 1,000.

Ma andiamo con ordine e diamo una veloce occhiata alla top-20 prima di tornare a Murray:

 

1] Murray 11,185 (+1)
2] Djokovic 10,780 (-1)
3] Wawrinka 5,115
4] Raonic 5,050 (+1)
5] Nishikori 4,705 (-1)
6] Monfils 3,625 (+1)
7] Cilic 3,450 (+3)
8] Nadal 3,300 (-2)
9] Thiem 3,205 (-1)
10] Berdych 3,060 (+1)
11] Goffin 2,780 (+1)
12] Tsonga 2,550 (+1)
13] Kyrgios 2,460 (+1)
14] Bautista Agut 2,350 (+1)
15] Pouille 2,196 (+2)
16] Federer 2,130 (-7)
17] Dimitrov 2,035 (+1)
18] Gasquet 1,885 (+1)
19] Isner 1,850 (+8)
20] Karlovic 1,795

In grassetto i giocatori a best ranking, che sia nuovo di questa settimana o che fosse già stato raggiunto in precedenza. Ben 8 dei primi 20 giocatori hanno attualmente il proprio best ranking. Raonic potrebbe ritoccarlo alle Finals, superando Wawrinka, anche se il canadese è in forte dubbio e spalancherebbe, in caso di forfait (stiramento) le porte delle Finals a Berdych.

Torneremo nelle prossime settimane a parlare delle prospettive in ottica Australian Open, ma già ora possiamo notare che Nadal rischia di uscire dai primi 8 e Federer rischia di uscire dai primi 16: questi due fatti potrebbero rendere veramente interessante il sorteggio del tabellone degli Australian Open 2017.

Ma torniamo a Murray ed alla sua lunga, lunghissima rincorsa. Elenchiamo alcuni spunti interessanti, che approfondiremo nelle prossime settimane, relativi al ranking di Murray:

– Murray ha iniziato l’anno al numero 2 ed è sceso al 3 soltanto per una settimana a maggio;
– Murray non scende sotto al numero 3 da marzo 2015;
– Murray è uscito dalla top-10 per 6 settimane tra settembre ed ottobre 2014, ma se escludiamo queste 6 settimane, Murray è in top-10 da 8 anni e 4 mesi;
Murray raggiunse il numero 2 per la prima volta ad agosto 2009 per 3 settimane;
– poi tornò numero 2 ben 3 anni e 8 mesi dopo, nell’aprile del 2013 e restò tra il 2 ed il 3 fino ad agosto 2013;
– la terza era di Murray come numero 2 inizia ad ottobre 2015, ma scende al 3 per una settimana poche settimane dopo ed ancora una settimana a maggio 2016.

Dunque Murray è stato numero 2 in tre differenti periodi della sua carriera. Quando fu numero 2 per tre settimane ad Agosto 2009, il numero 1 era Roger Federer e Murray superò Nadal. Ecco cosa recitava la classifica il 17 agosto 2009:

1] Federer 11,040
2] Murray 9,250
3] Nadal 8,665
4] Djokovic 7,150

Murray era vicino, ma non vicinissimo al numero 1. I 1,790 punti che lo sepravamo dalla vetta sarebbero presto aumentati dopo la vittoria di Federer a Cincinnati. In quel Cincinnati alle semifinali arrivarono proprio i primi 4 giocatori del mondo, i Fab-4. Quasi quattro anni dopo, Murray tornò al numero 2 il 13 maggio 2013, superando Federer. Ecco la classifica:

1] Djokovic 12,730
2] Murray 8,750
3] Federer 7,760
4] Ferrer 6,920
5] Nadal 6,895

Murray era lontanissimo dalla prima posizione, circa 4,000 punti. Nei mesi successivi il mondo avrebbe assistito ad un fantastico crescendo di Nadal, ma Murray vincerà il suo primo Wimbledon, ecco la classifica post Wimbledon 2013:

1] Djokovic 12,310
2] Murray 9,360
3] Ferrer 7,220
4] Nadal 6,860
5] Federer 5,785

Ancora una volta, Murray si trovava a circa 4,000 punti dalla vetta. Dunque era un numero 2 lontanissimo dalla possibilità di diventare numero 1. Ma quando poi Murray tornerà nuovamente numero 2, ad ottobre 2015, il distacco sarà veramente abissale:

1] Djokovic 15,785
2] Murray 8,640
3] Federer 8,420
4] Wawrinka 6,495

Quasi 7,000 punti, un distacco impressionante, in quelle settimane e nei mesi successivi Djokovic toccò e ritoccò il massimo distacco tra numero 1 e 2 del mondo. Se analizziamo soltanto il 2016, vediamo come la rincorsa di Murray nella seconda metà dell’anno sia veramente stata eccezionale, se consideriamo che dopo il Roland Garros Murray aveva 8,045 punti di ritardo. Un distacco doppio rispetto a quello che sembrava incolmabile nel 2013. Ecco la progressione del distacco nel 2016:

04.01 – Djo +7,640
11.01 – Djo +7,845 (Djokovic vince Doha)
01.02 – Djo +7,845 (Djokovic batte in finale agli AUS Open Murray come 12 mesi prima)
15.02 – Djo +7,935 (a Murray scadono 90 punti di Rotterdam 2015)
29.02 – Djo +7,815 (entrambi perdono punti a Dubai, Djokovic esce ai QF, Murray non partecipa)
07.03 – Djo +7,855 (entrambi perdono alcuni punti del 1T di Davis 2015)
21.03 – Djo +8,170 (Djokovic vince Indian Wells, Murray esce al 3T)
04.04 – Djo +8,735 (Djokovic vince Miami, Murray esce al 3T: Murray doppiato)
18.04 – Djo +7,375 (Djokovic perde subito da Vesely a Monte Carlo, Murray arriva in SF)
02.05 – Djo +7,625 (Murray non difende la vittoria a Monaco di Baviera)
09.05 – Djo +9,025 (Djokovic batte Murray in finale a Madrid, Murray scende al 3, agganciato a paripunti da Federer. Massimo vantaggio per Djokovic, oltre 9,000 punti)
16.05 – Djo +7,715 (Murray batte Djokovic in finale a Roma)
06.06 – Djo +8,045 (Djokovic batte Murray in finale al Roland Garros)
20.06 – Djo +8,045 (Murray conferma la vittoria al Queen’s)
11.07 – Djo +4,845 (Murray vince Wimbledon, Djokovic esce al 3T)
18.07 – Djo +4,975 (Murray perde i punti Davis 2015 dei QF)
01.08 – Djo +5,975 (Djokovic vince in Canada, Murray non partecipa)
15.08 – Djo +6,385 (escono i punti ottenuti in Canada nel 2015, il calendario è sfalsato a causa delle Olimpiadi)
22.08 – Djo +5,535 (Murray arriva in finale a cincinnati, Djokovic non partecipa)
12.09 – Djo +4,555 (Djokovic perde la finale US Open, Murray si ferma ai QF)
19.09 – Djo +4,695 (Murray perde i punti SF Davis 2015)
03.10 – Djo +4,695 (da qui il distacco calerà sempre)
10.10 – Djo +3,695 (Murray vince Pechino, Djokovic non partecipa e non difende il titolo)
17.10 – Djo +2,415 (Murray vince Shanghai, Djokovic si ferma in SF e non difende il titolo)
31.10 – Djo +1,915 (Murray vince Vienna)
07.11 – Mur +405 (Murray vince Bercy, Djokovic si ferma ai QF; escono i punti delle Finals 2015)

Incredibile notare che in poco più di un mese Djokovic si sia fatto rimontare oltre 5,000 punti, consentendo il sorpasso a Murray. Il 3 ottobre Nole aveva ancora 14,040 punti, Andy era fermo a 9,345, dietro per circa 4,700 punti. Oggi, 35 giorni dopo, Murray è davanti per circa 400 punti.

Per concludere, ecco qualche interessante dato relativo a Murray ed alla sua nuova posizione di leader della classifica mondiale ed all’avvicendamento con Djokovic:

– Djokovic era numero 1 dal giorno dopo Wimbledon 2014, quando superò Nadal;
si interrompe una striscia di 122 settimane al numero 1 per Djokovic, per lui le settimane in testa sono 223, 79 meno di Federer;
Murray diventa numero 1 a 29 anni, 5 mesi e 23 giorni, ma NON è il più vecchio da che il ranking è stato introdotto. Newcombe diventò numero 1 ad oltre 30 anni nel 1974, tuttavia Newcombe era “virtualmente” già stato numero 1 prima che fosse introdotto in tanking;
Murray è stato numero 2 per un totale di 76 settimane;
Murray è il giocatore che ha impiegato più tempo a diventare numero 1 dopo esser diventato numero 2: 7 anni, 2 mesi e 18 giorni.

Infine, ecco tutti i 26 numeri uno al mondo e le settimane in testa. Se Murray dovesse superare le Finals, è probabile tenga la posizione fino a Wimbledon, passando dal 25esimo posto in questa speciale classifica al 15esimo posto.

1] Federer 302
2] Sampras 286
3] Lendl 270
4] Connors 268
5] Djokovic 223
6] McEnroe 170
7] Nadal 141
8] Borg 109
9] Agassi 101
10] Hewitt 80
11] Edberg 72
12] Courier 58
13] Kuerten 43
14] Nastase 40
15] Wilander 20
16] Roddick 13
17] Becker 12
18] Safin 9
19] Newcombe 8
19] Ferrero 8
21] Kafelnikov 6
21] Rios 6
21] Muster 6
24] Moya 2
25] Murray 1
25] Rafter 1

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Classifica ATP: best ranking per Sinner e Musetti. Dieci italiani tra i primi 100: è record

Merito di Musetti e Sinner, ma anche di Gianluca Mager che vince il challenger di Marbella e irrompe in top 100. Jannik è anche il 18° italiano a entrare in top 30

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Jannik Sinner e Lorenzo Musetti - Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

“Esultate! L’orgoglio italiano asceso è in ciel” (Otello rivisited).

Nonostante Jannik Sinner non abbia coronato con un successo la sua prima volta in una finale di un Masters 1000, l’esultanza resta perché nel corso dell’ultima settimana il tennis maschile italiano ha confermato di scoppiare di saluteL’articolo dedicato a questo tema pochi giorni fa è già superato: da oggi ci sono 10 tennisti italiani nelle prime 100 posizioni; sotto il profilo quantitativo rappresentiamo il terzo movimento al mondo a pari merito con gli Stati Uniti.

Di seguito i magnifici 10:

 
  • Matteo Berrettini – n. 10
  • Fabio Fognini – n. 18
  • Jannik Sinner – n. 23
  • Lorenzo Sonego – n. 34
  • Stefano Travaglia – n. 69
  • Salvatore Caruso – n. 87
  • Lorenzo Musetti – n. 90
  • Gianluca Mager – n. 91
  • Marco Cecchinato – n. 93
  • Andreas Seppi – n. 96

Gianluca Mager è tornato tra i primi 100 grazie alla vittoria ottenuta nel Challenger di Marbella. In finale Gianluca ha superato in tre set Jaume Munar, terraiolo doc.

Tra la posizione 101 e 200 troviamo altri 6 italiani:

Federico Gaio – n. 137
Paolo Lorenzi – n. 153
Alessandro Giannessi – n. 166
Lorenzo Giustino – n. 170
Thomas Fabbiano – n. 172
Roberto Marcora- n. 193

Nel torneo ATP 250 di Cagliari questa settimana rivedremo in singolare Musetti, Gaio, Cecchinato, Fabbiano, Travaglia, Sonego e Giulio Zeppieri, classe 2001 numero 313 del mondo; Matteo Berrettini disputerà il doppio in coppia con il fratello Jacopo. A Marbella, oltre a Mager reduce come detto dal successo nel torneo challenger, nel torneo ATP 250 sarà impegnato anche Fabio Fognini (seconda testa di serie).

TOP 20

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia11963 
2MedvedevRussia10030 
3NadalSpagna9670 
4ThiemAustria8660 
5TsitsipasGrecia7040 
6ZverevGermania61251
7FedererSvizzera5875-1
8RublevRussia5400 
9SchwartzmanArgentina3720 
10BerrettiniItalia3453 
11Bautista AgutSpagna30901
12ShapovalovCanada2820-1
13MonfilsFrancia2770-1
14GoffinBelgio2750-1
15Carreno BustaSpagna2630 
16HurkaczPolonia260021
17DimitrovBulgaria2598-1
18FogniniItalia2548-1
19RaonicCanada2495 
20GarinCile2385 

Tre considerazioni:

RACE TO TORINO

GiocatoreNazionePuntiPosizione ATP
DjokovicSerbia21401
MedvedevRussia21302
RublevRussia18008
TsitsipasGrecia15405
HurkaczPolonia139516
KaratsevRussia131028
SinnerItalia99523
ZverevGermania9356

I finalisti di Miami in questo momento sono il quinto e il settimo miglior giocatore dell’anno. Bautista Agut è nono. Matteo Berrettini si allontana dalle prime otto posizioni: è quattordicesimo.

RACE TO MILANO (Classifica Next Gen con i risultati del 2021)

La classifica riservata ai migliori giocatori dell’anno nati dopo il 31 dicembre 1999

GiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
SinnerItalia995232001
KordaUSA495652000
Auger-AliassimeCanada465222000
MusettiItalia385902002
JM CerundoloArgentina2881762001
MachacCechia2131382000
BaezArgentina1752162000
NakashimaUSA1531432001

Qualora dovesse avere l’onere della scelta, ci chiediamo se Sinner opterà per: 1. Mole Antonelliana; 2. Madonnina. Una voce interna ci suggerisce la risposta 1.

BEST RANKING

Tanti, giovani e forti i tennisti che nel corso degli ultimi sette giorni hanno raggiunto il best ranking. Il più attempato è il 24enne Hubert Hurkacz; il più giovane il 19enne Lorenzo Musetti.

GiocatoreNazionePosizione
HurkaczPolonia16
SinnerItalia23
BublikKazakistan42
HarrisSud Africa50
KordaUSA65
RuusuvuoriFinlandia75
MusettiItalia94

Concludiamo segnalando che Sinner è il diciottesimo tennista italiano ad entrare nella top 30. Sono stati invece, sinora, soltanto dieci i giocatori italiani capaci di entrare in top 20 (quattro dei quali in attività); vediamo se e quando Sinner riuscirà a diventare l’undicesimo.

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WTA Ranking: Andreescu riavvicina la top 5, Sakkari in top 20. Stephens precipita

La canadese perde la finale a Miami ma sale fino al n.6. Maria Sakkari conquista il best ranking (n.19). Esce dalla top 20 Madison Keys, Stephens addirittura dalla top 50

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Maria Sakkari - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Il torneo di Miami ha dato un bello scossone alla classifica. I punti del 2019 sono stati sostituiti da quelli ottenuti nell’edizione di quest’anno. Andiamo a vedere i movimenti più importanti cominciando dalla top 10. Innanzitutto, si riconferma n.1 Ashleigh Barty, grazie anche alla riconferma del titolo in Florida. Sale di tre posti, fino al n.6, Bianca Andreescu, seguita da Arina Sabalenka che guadagna una posizione e ritorna a ricoprire lan.7, suo miglior ranking di sempre. In discesa di tre posti, invece, è Karolina Pliskova. La ceca, ex numero 1 del mondo, precipita al n.9 e sembra, in questo momento, davvero lontana dal mantenere quanto il suo talento aveva promesso. Rientra in top ten Kiki Bertens, pur praticamente senza meriti (bruscamente eliminata all’esordio di Miami, si è cancellata anche da Charleston per infortunio) e lo fa ai danni di Petra Kvitova che invece si ritrova fuori dalle 10 di un soffio.

In top 20, la novità più interessante è l’ingresso di Maria Sakkari. La tennista greca fa segnare il best ranking inerpicandosi fino alla posizione n.19, con un balzo di ben sei posti. Esce dall’élite del tennis mondiale Madison Keys, precipitando al n.24. Anche per l’americana sembrano lontani i tempi migliori e pur avendo solo 26 anni ci si chiede legittimamente se sarà in grado di cogliere i risultati che il suo talento promette.

Alle spalle delle migliori, ritocca il proprio best ranking la talentuosa tunisina Ons Jabeur (+2, n.28), mentre continua la corsa di Daria Kasatkina, questo oggi in salita di cinque posizioni fino al n.37. Ricordiamo che la russa a inizio anno era n.72 e ha già guadagnato ben 35 posizioni. Un’altra ex top 20 in grande ascesa oggi è Anastasija Sevastova. La lettone si mette alle spalle dieci posti e rientra in top 50 posizionandosi al n.47. Subito dietro di lei, in salita anch’essa di 10 posizioni, Sara Sorribes Tormo fa segnare il miglior ranking mai raggiunto in carriera e cioè il n.48.

 

In grossa difficoltà, invece, sono Qiang Wang (-12, n.50), ma soprattutto Marie Bouzkova (-9, n.56) e Sloane Stephens (-8, n.58), che escono dalla top 50. Stephens non si trovava fuori dalle prime 50 del mondo dalla vigilia dello US Open 2017, quando si presentò a New York ancora convalescente e ne uscì con il trofeo della vincitrice.

Sloane Stephens – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Altri movimenti rilevanti nelle retrovie: Su-Wei Hsieh, dopo l’inizio di stagione incoraggiante perde 7 posti (n.67), Venus Williams ne lascia per strada ben 11 (n.90), la giovane promessa danese Clara Tauson esce dalla top100 (-6, n.102). Sorridono invece la serba Nina Stojanovic, in salita di 10 posizioni fino al numero 85, Liudmila Sansonova (+16, n.110), Tsvetana Pironkova (+18, n.113) e Vera Zvonareva (+8, n.114).

PosizioneVariazioneGiocatricePuntiTornei
10Ashleigh Barty918619
20Naomi Osaka798517
30Simona Halep696518
40Sofia Kenin591527
50Elina Svitolina575028
6+3Bianca Andreescu526511
7+1Aryna Sabalenka508528
8-1Serena Williams485013
9-3Karolina Pliskova466023
10+1Kiki Bertens449026
11-1Petra Kvitova447618
120Belinda Bencic431526
130Garbine Muguruza412018
140Jennifer Brady376527
150Victoria Azarenka362519
160Iga Swiatek361519
170Elise Mertens340030
180Johanna Konta323620
19+6Maria Sakkari302028
200Marketa Vondrousova286219
210Petra Martic279026
220Karolina Muchova278118
230Elena Rybakina271832
24-5Madison Keys260617
25+1Angelique Kerber231523
26-2Anett Kontaveit229523
270Alison Riske222221
28+2Ons Jabeur208825
290Donna Vekic200027
30+1Dayana Yastremska200026
31-3Yulia Putintseva197029
32+1Jessica Pegula196824
33-1Amanda Anisimova196021
340Ekaterina Alexandrova195534
350Svetlana Kuznetsova186521
360Cori Gauff179619
37+5Daria Kasatkina174527
38-1Veronika Kudermetova174032
390Barbora Krejcikova171626
40+6Anastasia Pavlyuchenkova171526
41+2Shuai Zhang171327
42-1Jil Teichmann169335
43-3Danielle Collins164522
44+1Barbora Strycova164022
45-1Fiona Ferro161027
46+2Nadia Podoroska160135
47+10Anastasija Sevastova159626
48+10Sara Sorribes Tormo159036
49+4Saisai Zheng158528
50-12Qiang Wang158027

CASA ITALIA

Luci ed ombre per quanto riguarda la settimana delle nostre migliori atlete classificate. Camila Giorgi guadagna sei posti e sale fino al n.80, ne perde ben sette Martina Trevisan, che si ferma al n.99. Rischiamo di perdere un’altra atleta tra le 100 dopo l’uscita di Jasmine Paolini (n.103), che anche questa settimana perde due posizioni. Salgono Elisabetta Cocciaretto (+2, n.111), Camilla Rosatello (+8, n.402), Angelica Moratelli (+11, n.475). Settimana no per Cristiana Ferrando, in caduta di 14 posizioni (n.383).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
806Camila Giorgi25990
99-7Martina Trevisan31844
103-2Jasmine Paolini36811
1112Elisabetta Cocciaretto26746
112-1Sara Errani32739
177-5Giulia Gatto-Monticone31407
201-1Martina Di Giuseppe31345
2814Bianca Turati17236
292-2Jessica Pieri32221
3001Martina Caregaro23211
3140Federica Di Sarra23195
322-1Stefania Rubini24182
345-1Lucia Bronzetti31155
3631Lucrezia Stefanini28138
383-14Cristiana Ferrando23127
4028Camilla Rosatello24121
4242Deborah Chiesa20112
454-1Camilla Scala1497
47511Angelica Moratelli2892
487-3Gaia Sanesi1689

NEXT GEN RANKING

Non ci sono variazioni nella classifica delle giovani. Sono tutte stabili ed Elisabetta Cocciaretto resiste al n.8. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek200116
20Amanda Anisimova200133
30Cori Gauff200436
40Leylah Fernandez200272
50Anastasia Potapova200175
60Marta Kostyuk200284
70Clara Tauson2002102
80Elisabetta Cocciaretto2002111
90Catherine McNally2001118
100Xiyu Wang2001133

LA RACE

Asleigh Barty sale al n.3. Le novità più sostanziose sono gli ingressi di Maria Sakkari (+12, n.13), di Bianca Andreescu (+49, n.15) e di Sara Sorribes Tormo (+6, n.16).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Naomi Osaka32400
20Garbiñe Muguruza61925
3+6Ashleigh Barty41901
4-1Jennifer Brady51497
5-1Elise Mertens41180
6+2Aryna Sabalenka61117
7+3Jessica Pegula61006
8-3Serena Williams2965
9+2Iga Swiatek5935
10+9Elina Svitolina6931
11-5Daria Kasatkina6931
12-5Karolina Muchova3910
13+12Maria Sakkari6871
14-2Barbora Krejcikova6833
15+49Bianca Andreescu3830
16+6Sara Sorribes Tormo7732
17-4Veronika Kudermetova8717
18-2Petra Kvitova5716
19-5Anett Kontaveit6706
20-5  Jil Teichmann6616

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Ticking clock parte due: da Andreescu a Swiatek, chi difende più punti in un solo torneo

Nel circuito WTA, i punti andranno difesi al 100 percento – ci saranno più scossoni di classifica? Il curioso caso di Muguruza

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Bianca Andreescu - Pechino 2019 (foto via Twitter, @WTA)

Qualche settimana fa ci siamo occupati dei giocatori che devono almeno il 30 percento della propria classifica ATP ad un solo risultato, ed era naturale che un pezzo equivalente sulla WTA facesse seguito. 

Il tour femminile ha deciso di scalare completamente i punti ottenuti in tornei giocati nel 2019 che non si sono svolti nel 2020 ma si giocheranno nel 2021 (Indian Wells rimarrà escluso da questa sistematizzazione, e lo stesso vale per quegli eventi che non si disputeranno nemmeno in questa stagione), e questo significa che dal 5 di aprile la difesa dei punti non sarà eufemistica: le atlete dovranno lottare per salvaguardare la totalità dei propri score, anche se per tornei che nel 2020 si sono svolti a mesi di distanza dalla loro normale collocazione (come Parigi e Roma) una mancata conferma avrà comunque uno scoppio ritardato, visto che i punti ottenuti a ottobre 2020 dureranno comunque 52 settimane.  

IL QUADRO GENERALE

L’elenco delle giocatrici che segue ci dà un’idea del grande equilibrio del circuito WTA: se nel maschile i giocatori a rischio sono tutti fuori dalla Top 10, perché i migliori essenzialmente monopolizzano i piazzamenti di rilievo, nel femminile tante top player sono attaccate a un solo risultato, per vari motivi che includono per esempio un numero inferiore di tornei in calendario, soprattutto negli ultimi mesi, e anche il tipo di momento storico in cui si trovano i due tour. Questo significa che alcune giocatrici devono addirittura più della metà del proprio punteggio a un solo risultato, e che ora lo dovranno difendere in toto.

 

Rispetto al maschile, però, sono molti meno i casi di veterane che godono ancora di una buona classifica grazie a risultati del 2019 (essenzialmente solo Kuznetsova, che comunque è ancora competitiva, e Strycova). Tante giocatrici hanno realizzato la rispettiva pièce de résistance in tempi recenti, e tutto fa pensare che la loro statura nel circuito non potrà che crescere.

PARIGI VAL BENE UNA CLASSIFICA ALTA

Come si potrà notare, le ultime due edizioni del Roland Garros sembrano aver prodotto diverse grandi performance che sono rimaste isolate (per esempio quelle di Podoroska e Trevisan), in particolare quella del 2020 – il fenomeno può probabilmente essere attribuito alle condizioni uniche in cui il torneo si è svolto dal punto di vista climatico, e anche al fatto che da allora non si sia poi giocato molto, né a fine 2020 (c’è quindi stata poca possibilità di guadagnare sull’inerzia di un grande exploit) né in generale sulla terra battuta (per il rosso bisognerà aspettare la fine di Miami con il mini-swing americano e poi la stagione europea).

Infine, la situazione Ashleigh Barty è comparabile a quella di Roger Federer che si era citata nell’articolo precedente: è vero, è stata ferma un anno, ma ha tanti punteggi grossi a cui rimanere attaccata, dalle vittorie al Roland Garros, alle WTA Finals e a Miami nel 2019, fino alla semifinale dell’Australian Open del 2020; è quindi presumibile che nei prossimi mesi riuscirà quantomeno a rintuzzare un calo che al momento parrebbe inevitabile vista la lunga assenza dai campi, e se anche non dovesse aiutarla ad evitare il sorpasso da parte di Osaka, almeno potrebbe consentirle di rimanere nell’acme del gioco.

IGA, BIANCA E LE ALTRE

Di seguito l’elenco delle 18 giocatrici con classifica e punteggio attuali, nonché la data della scadenza delle loro cambiali più ingenti (“perdita massima” significa quante posizioni verrebbero persi se la giocatrice non riuscisse a difendere nessuno dei punti fatti nel proprio miglior torneo):

1. Iga Swiatek, N.16, 3570 punti

  1. Torneo: Roland Garros 2020 (2000 punti), scadenza ad ottobre
  2. Incidenza sul suo punteggio WTA: 56%
  3. Perdita massima: circa 35 posizioni

Si inizia proprio con la vincitrice del Roland Garros 2020, e che vincitrice: nessun set e solo 28 giochi persi – non male per una che non era troppo sicura di avere un futuro nel tennis. Grazie alla riforma del ranking, la polacca è sicura di tenere i suoi 2000 punti fino ad ottobre nonostante il Roland Garros si giochi fra maggio e giugno, ma in ogni caso ha già vinto un WTA 500 ad Adelaide nel 2021 e non sembra intenzionata a rimanere una Totò Schillaci della racchetta, anche perché dotata di un tennis che potenzialmente non ha limiti di superficie o palcoscenico.

Iga Swiatek – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

2. Martina Trevisan, N.92, 890 punti (Roland Garros 2020)

  • Torneo: Roland Garros 2020 (470 punti), scadenza ad ottobre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 52,8%
  • Perdita massima: circa 85 posizioni

La corsa dell’azzurra fino ai quarti di Bois de Boulogne è stata una delle più grandi sorprese degli ultimi anni, arrendendosi solo contro la sopracitata Swiatek. In questo inizio di 2021, Trevisan non è per ora riuscita a confermarsi, ma come detto non ha ancora avuto modo di giocare sulla sua superficie preferita e soprattutto si è dovuta adattare ad un livello a cui non era usa fino a pochi mesi fa.

3. Nadia Podoroska, N.48, 1577 punti

  • Torneo: Roland Garros 2020 (820 punti), scadenza ad ottobre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 52%
  • Perdita massima: circa 62 posizioni

Tutto quello che si è detto di Trevisan può essere ripetuto quando si parla dell’argentina, la cui esistenza è cambiata radicalmente nel giro di tre settimane, visto che da qualificata a Parigi si è guadagnata l’accesso in Top 50.

4. Barbora Strycova, N.45, 1630 punti

  • Torneo: Wimbledon 2019 (780 punti), scadenza a luglio
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 47,9%
  • Perdita massima: circa 65 posizioni

Appena compiuti 35 anni (lo scorso 28 marzo), la ceca ha appena annunciato di essere in dolce attesa:

Al momento è ancora N.4 al mondo di doppio, ma è lecito chiedersi se la rivedremo di nuovo in campo – la sua compagna di squadra, Hsieh, le ha comunque dato la staffetta raggiungendo le migliori otto a Melbourne.   

5. Marketa Vondrousova, N.20, 2957 punti

  • Torneo: Roland Garros 2019 (1300 punti), scadenza a giugno
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 44%
  • Perdita massima: circa 24 posizioni

Altra ceca, l’artista della smorzata aveva incantato durante la piovosa edizione dell’Open di Francia di ormai quasi due anni fa. Lo scorso settembre ha raggiunto le semifinali a Roma, e può quindi godere di un discreto cuscinetto a prescindere da quello che farà a Parigi.

6. Bianca Andreescu, N.9, 4735 punti

  • Torneo: US Open 2019 (2000 punti), scadenza a settembre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 42,2%
  • Perdita massima: circa 14 posizioni

Sembrano passati un paio di eoni, ma solo 18 mesi fa la canadese era considerata il futuro del tennis WTA assieme a Osaka dopo aver vinto lo US Open e un paio di Premier Mandatory/Premier 5. Con un palmarès di questo tipo per una ragazza di neanche 21 anni, sembra strano che possa essere inclusa in una lista di questo tipo: il fatto è che Bianca paga gli infortuni che l’hanno fermata non solo per tutto il 2020 ma anche quando era al suo meglio nel 2019, visto che quell’anno ha sostanzialmente o vinto tornei o rinunciato per problemi fisici. Mentre i 900 punti della Rogers Cup 2019 scadranno ad agosto, subito prima di Flushing Meadows, è comunque sicura di mantenere i 1000 punti di Indian Wells probabilmente fino al 2022, e ha quindi il tempo di cercare la condizione migliore.

7. Amanda Anisimova, N.32, 1905 punti

  • Torneo: Roland Garros 2019 (780 punti), scadenza a giugno
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 40,9%
  • Perdita massima: circa 39 posizioni

Altro grande talento fermato dalla sfortuna, e nel suo caso il cliché esonda facilmente nell’eufemismo: nell’agosto del 2019 ha perso il padre, cosa che ha giustamente fatto passare il tennis in secondo piano, e dopo aver provato a riprendere un buon ritmo alla fine dell’anno scorso è stata fermata prima della trasferta australiana dalla positività al Covid. Ci si può solo augurare che la sua esplosione definitiva sia solo stata temporaneamente rimandata. 

8. Victoria Azarenka, N.15, 3665 punti

  • Torneo: US Open 2020 (1300 punti), scadenza a settembre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 35,5%
  • Perdita massima: circa 12 posizioni

Come molti ricorderanno, Vika è stata protagonista di una clamorosa rinascita alla ripresa della scorsa estate: allargando un attimo il focus, ben 2550 dei suoi punti (il 69,6 percento) sono stati ottenuti nel giro di quattro settimane fra agosto e settembre, includendo la vittoria nell’allora Premier 5 e la semifinale di Roma. L’inizio di stagione è stato segnato dalla quarantena dura australiana e dai problemi respiratori accusati in campo a Melbourne (oltreché da un infortunio patito a Doha), ma dopo tutto quello che ha passato sarebbe una sorpresa se la cosa la limitasse sine die.

9. Sofia Kenin, N.4, 5760 punti

  • Torneo: Australian Open 2020 (2000 punti), scadenza a gennaio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 34,7%
  • Perdita massima: circa 11 posizioni

Altro caso particolare, visto che circa il 60 percento dei suoi punti deriva da due finali Slam, una delle quali, ormai lo sapete, le resterà fino a ottobre. L’inizio di stagione è stato complicato per Sonya, fra l’ammessa incapacità di gestire la pressione a Melbourne e soprattutto l’appendicite che l’ha colpita nelle settimane successive – forse la stretta allo stomaco non era solo psicologica! Comunque il tempo è dalla sua, e un gioco di quella solidità difficilmente non le permetterà di rimanere al vertici per anni.

10. Jennifer Brady, N.14, 3765 punti

  • Torneo: Australian Open 2021 (1300 punti), scadenza a gennaio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 34,5%
  • Perdita massima: circa 12 posizioni

Un po’ come Kenin, Brady ha capitalizzato due momenti di forma in due grandi eventi (ha anche i 780 punti della semi di Flushing Meadows 2020), ed è anzi probabile che il suo ranking salirà nei prossimi mesi, visto che circa il 55 percento dei suoi punti sono cristallizzati almeno fino a settembre, anche se i suoi punti di Melbourne dureranno circa tre settimane in meno del previsto per via della disputa posticipata di quest’anno.

11. Clara Tauson, N.96, 868 punti

  • Torneo: Lione 2021 (298 punti), scadenza a febbraio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 34,3%
  • Perdita massima: circa 49 posizioni

Classe 2002, la danese aveva già sorpreso a Parigi e ha appena vinto il suo primo titolo in carriera, da qualificata e senza perdere set. Giocatrice molto attesa e super-colpitrice, è presumibile che i punti di Lione che le sono valsi l’ingresso in Top 100 non saranno la sua preda più prestigiosa ancora a lungo.

12. Taylor Townsend, N.100, 836 punti

  • Torneo: US Open 2019 (280 punti), scadenza a settembre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 33,5%
  • Perdita massima: circa 46 posizioni

Townsend è un caso a parte, visto che ha appena partorito e quindi al momento il tennis non sarà fra le sue priorità. Una delle ultime serve-and-volleyer, la mancina statunitense è una delle giocatrici più varie del circuito, e sta per compiere 25 anni, quindi avrebbe sicuramente una chance di ritagliarsi una buona posizione di classifica al suo ritorno.  

13. Barbora Krejcikova, N.39, 1756 punti, risultato veramente recente

  • Torneo: Dubai 2021 (585 punti), scadenza a febbraio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 33,3%
  • Perdita massima: circa 29 posizioni

Altro risultato estremamente recente, Krejcikova sta vincendo un buon numero di match, e quindi è lecito aspettarsi che consolidi il suo ranking nelle prossime settimane, magari raggiungendo un seed in vista di Parigi.

14. Margarita Gasparyan, N.88, 948 punti

  • Torneo: San Pietroburgo 2021 (305 punti), scadenza a febbraio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 32,2%
  • Perdita massima: circa 45 posizioni

Una delle sole tre monomani della Top 100 (con Golubic e Suarez Navarro), Gasparyan si è appena rilanciata dopo parecchi problemi fisici, e vedendola giocare non sembra plausibile che rimanga così bassa ancora a lungo.

15. Laura Siegemund, N.59, 1356 punti

  • Torneo: Roland Garros 2020 (430 punti), scadenza ad ottobre
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 31,7%
  • Perdita massima: circa 31 posizioni

Siegemund è l’ultima beneficiaria dello scorso Open di Francia, e forse più di tutte, visto che ha vinto un match con Mladenovic anche grazie ad una surreale svista del giudice di sedia. Si è appena ritirata dal torneo di Miami, quindi le sue condizioni in vista della terra battuta andranno verificate.

16. Svetlana Kuznetsova, N.35, 1865 punti

  • Torneo: Cincinnati 2019 (585 punti), scadenza ad agosto
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 31,4%
  • Perdita massima: circa 28 posizioni

La due volte campionessa Slam sembrava una ex-giocatrice un paio d’anni fa, quando un disguido burocratico le ha impedito di difendere il suo titolo a Washington nel 2019 spingendola quasi fuori dalla Top 200. Game over? No, perché due settimane dopo era in finale a Cincinnati, tornando prepotentemente ad alti livelli – addirittura, durante il recente torneo di San Pietroburgo è quasi riuscita a tornare N.1 di Russia. Nonostante non sia più quella di una volta, a quasi 36 anni è ancora vicina ad un seed negli Slam, il che è tutto dire.

17. Garbine Muguruza, N.13, 4235 punti

Garbine Muguruza – WTA Doha 2021 (via Twitter, @QatarTennis)
  • Torneo: Australian Open 2020 (1300 punti), scadenza a gennaio 2022
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 30,7%
  • Perdita massima: circa 8 posizioni

Curioso paradosso: Muguruza è stata probabilmente la seconda miglior giocatrice di inizio 2021, ma in condizioni normali avrebbe perso classifica in virtù della sconfitta contro Osaka a Melbourne (con tanto di doppio match point sprecato), e invece è stata bravissima a capitalizzare sull’immobilismo del ranking per raggiungere la finale a Doha e vincere a Dubai, dove ha messo in cantiere 900 punti. La situazione si è quindi ribaltata, visto che pur vincendo tanto ora non sta guadagnando molte posizioni, e le due cose in qualche modo si controbilanciano, ma è comunque notevole come l’iberica stia arrivando in fondo ai tornei che gioca pur affrontando grandi avversarie fin dai primi turni.

18. Saisai Zheng, N.53, 1540 punti,

  • Torneo: San José 2019 (470 punti), scadenza ad agosto
  • Incidenza sul suo punteggio WTA: 30,5%
  • Perdita massima: circa 21 posizioni

Zheng ha avuto un inizio negativo di 2021, e paga, come altre giocatrici cinesi, la decisione di stare ferma alla ripresa delle operazioni. Bisognerà vedere se saprà rimettersi in corsa o se l’anno di stop le precluderà altri progressi di classifica.  

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