Focus USA: con la quantità arriverà anche la qualità?

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Focus USA: con la quantità arriverà anche la qualità?

14 tennisti ai recenti Australian Open, Stati Uniti paese più rappresentato. Molti promettenti, ma chi emergerà davvero?

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Il tennis maschile americano ha finalmente dato segnali di risveglio durante gli ultimi Australian Open. Sicuramente la luce alla fine del tunnel è ancora lontana per un movimento sportivo sospeso nel limbo ormai da una decina d’anni,  tuttavia 14 giocatori americani nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam rappresentano una griglia di partenza sicuramente interessante. Tra l’altro il dato più significativo ed importante di questo nuovo gruppo di giocatori a stelle e strisce è rappresentato dal fatto che, tra quei 14 giocatori, ci sono ben 7 ragazzi di età compresa tra i 19 e i 21 anni. Rubin, Tiafoe, Escobedo, Mmoh, Donaldson, Fritz e Opelka (a cui potremmo aggiungere anche Kozlov che in Australia non ha passato le qualificazioni) stanno lentamente andandosi a sostituire alla fallimentare generazione dei vari Querrey, Isner, Johnson e Young, con i 24enni Harrison e Sock che rappresentano invece la generazione di mezzo ed hanno iniziato questo 2017 con buoni risultati a livello ATP 250.

Bisognerà innanzitutto vedere se nell’arco della stagione Harrison e Sock riusciranno finalmente a fare il salto di qualità  almeno a livello ATP 500, mentre, salvo qualche eccezione che conferma la regola, è alquanto improbabile che uno dei due possa diventare davvero competitivo a livello Masters 1000, per non parlare a livello Slam.  Sicuramente Sock sembra avere più numeri di Harrison, anche perchè la classifica di certo non mente. Entrambi hanno comunque ancora dei limiti tecnici e atletici abbastanza considerevoli: rovescio per ora insufficiente per competere con avversari di altissimo livello, gioco di volo da affinare e preparazione fisica spesso molto incerta.  

La carriera di Jack Sock ha avuto finora una progressione lenta ma costante: dopo aver chiuso il 2013 al 100esimo posto, ha concluso il 2014 al numero 42, il 2015 al 26 ed il 2016 al 23. Questa settimana ha raggiunto il suo best ranking alla posizione 18, grazie ai successi negli ATP 250 di Auckland e Delray Beach ed il terzo turno raggiunto a Melbourne, dove si è arreso in quattro set lottati a Jo-Wilfried Tsonga. Nell’ATP 500 di Acapulco il tennista del Nebraska ha invece subito un inaspettato K.O. dal giapponesino Nishioka. Per il proseguo della stagione di Sock, Indian Wells e Miami saranno due tappe assolutamente fondamentali, se non altro per il fatto di poter sfruttare il fattore campo.

 

Ryan Harrison, invece, ha avuto una carriera costellata da innumerevoli alti e bassi. Ex-bambino prodigio, ha vinto il suo primo match ATP a soli 15 anni nel 2008 a Houston per poi raggiungere il best ranking di numero 43 nel 2012. Dopo di che, il nulla. Dopo tre anni in cui i match vinti si potevano contare sulle dita di una mano, nell’estate 2016 Harrison ha faticosamente iniziato la risalita, con gli ottavi di finale raggiunti a Washington e  Toronto ed il terzo turno agli US Open, dove si è addirittura preso il lusso di battere Milos Raonic – fresco finalista a Wimbledon.  In questo primo scorcio della stagione 2017, dopo aver trionfato nel challenger di Dallas, è anche arrivato il primo successo in un torneo ATP nel 250 di Memphis. A conferma però degli alti e bassi del giocatore originario della Louisiana, ad Acapulco si è rivisto l’Harrison delle stagioni più buie, anche lui vittima del giapponese Nishioka nel secondo turno delle qualificazioni.

Sarà dunque interessante vedere se i successi in questi primi tornei della stagione saranno il trampolino di lancio verso traguardi più importanti, oppure se Harrison e Sock possano al massimo ambire ad una carriera in stile Isner o Querrey. Ricordiamo infatti che nelle loro stagioni migliori i due giganti americani hanno sì conquistato diversi titoli a livello ATP 250, ma oltre francamente non sono mai andati, a parte un paio sporadiche finali che Isner ha perso a livello Masters 1000.

Ritornando invece ai giovani, è significativo osservare come nella nuova Race to Milan istituita quest’anno dall’ATP che porterà i migliori under 21 della stagione a contendersi il titolo di maestro della Next Generation, ci sono Noah Rubin al quinto posto, Frances Tiafoe al nono, Taylor Fritz al decimo, Ernesto Escobedo al dodicesimo,  Michael Mmoh al sedicesimo, Reilly Opelka al diciassettesimo e Jared Donaldson al ventesimo.  Insomma, 7 dei primi 20 giocatori finora in lista sono americani. L’impressione è dunque che qualcosa si stia veramente muovendo, bisognerà però vedere se da questo gruppetto emergerà finalmente quel grande campione che gli USA attendono con ansia ormai da troppi anni. In tutta sincerità, Alexander Zverev sembra essere di un’altra classe rispetto ai giocatori sopra citati, ma diamo tempo al tempo.

Non è detto che questo gruppetto, anzichè avere in dote un grande campione, possa invece dare agli USA una serie di ottimi giocatori, un pò come è successo alla Francia in questi ultimi anni. I francesi non vincono uno Slam da ben 34 anni, ovvero da quando Yannick Noah trionfò al Roland Garros nel lontano 1983. Nonostante ciò, negli ultimi anni la Francia ha prodotto diversi top ten tra cui Tsonga, Monfils, Gasquet e Simon, per non dimenticare il 23enne Pouille che sembra anche lui ormai pronto a sfondare il tetto dei primi dieci del mondo. Per il tennis a stelle e triste, magari, potrebbe essere lo stesso. Ma la strada è ancora lunga.

Lorenzo Dellagiovanna

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Laver Cup, il programma di sabato 25 settembre: è il turno di Kyrgios, Medvedev e Tsitsipas

Seconda giornata di sfide tra Europa e Resto del Mondo (europei in vantaggio 3-1). Iniziano Kyrgios e Tsitsi, avversari anche in doppio. Ogni vittoria vale 2 punti

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Laver Cup 2021 (via Twitter, @LaverCup)

Con il Team Europe in vantaggio per 3-1, parte la seconda giornata della Laver Cup 2021. I vincitori delle tre edizioni sinora disputate hanno costruito un vantaggio significativo grazie alle vittorie di Ruud su Opelka, Berrettini su Auger-Aliassime (10-8 al super tie-break) e Rublev su Schwartzman. Attenzione però. La formula del torneo lascia spazio a repentini ribaltamenti nel punteggio complessivo e il Team World potrà tentare il sorpasso già nella sessione diurna del sabato. Infatti a differenza del venerdì, ogni vittoria ottenuta varrà due punti (tre invece per i match della domenica).

Ancora tre singoli e un doppio formeranno il programma di sabato 25 settembre. Alle 19 italiane (le 13 a Boston) toccherà a Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios rompere il ghiaccio, due personalità molto diverse del Tour che potrebbero dare vita a uno spettacolo straordinario. A seguire si sfideranno Sascha Zverev e John Isner: hanno giocato l’uno contro l’altro nelle ultime due edizioni del torneo. Nel 2019 vinse Isner al terzo, mentre nel 2018 la vittoria andò a Zverev. Il match che aprirà la sessione serale sarà quello tra Daniil Medvedev e Denis Shapovalov, con il russo che parte nettamente favorito, forte del primo trionfo Slam collezionato a Flushing Meadows. Il doppio chiuderà la seconda giornata. Rublev/Tsitsipas sfideranno Isner e Kyrgios.

Il programma

 

Sessione diurna – ore 19 italiane
S. Tsitsipas vs N. Kyrgios
A. Zverev vs J. Isner
Sessione serale – ore 1 italiane
D. Medvedev vs D. Shapovalov
A. Rublev/S. Tsitsipas vs N. Kyrgios/J. Isner

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Laver Cup, il programma di venerdì 24 settembre: Berrettini in campo in singolo e doppio

All’ora di cena si parte con Opelka-Ruud, poi un altro incrocio tra Berrettini e Auger-Aliassime. Nella nottata italiana Matteo impegnato in coppia con Zverev

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Laver Cup 2021 (via Twitter, @tdgarden)

Tutto pronto al TD Garden di Boston per il primo quindici della Laver Cup 2021, quarta edizione della sfida Europa-Resto del Mondo posticipata di un anno per colpa del calendario scompigliato dalla pandemia. Vincitrice di tutte e tre le precedenti tornate, anche quest’anno la rappresentativa europea parte nettamente favorita, forte del contributo congiunto di Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, Sascha Zverev, Andrey Rublev, Matteo Berrettini e Casper Ruud: sei top ten contro nessuno, e pronostico sulla carta chiuso con buona pace di John McEnroe.

Si parte oggi, nella prima serata italiana. Alle tredici locali (le diciannove da noi) il via con Opelka-Ruud; a seguire, Matteo Berrettini sfiderà ancora una volta Felix Auger-Aliassime: i due incroceranno la racchetta per la quarta volta in carriera, la terza nel solo 2021. Nei quarti dell’ultimo Wimbledon Matteo vinse muovendo un passo decisivo verso la finale, ma a Cincinnati, un mesetto dopo, Felix si è preso una netta rivincita in due set.

Nella sessione serale, a partire dalle 19 del New England (l’una di notte da queste parti) ecco il match tra Andrey Rublev e Diego Schwartzman, subito prima del doppio di giornata: Matteo Berrettini e Alexander Zverev proveranno a chiudere il day 1 in bellezza nella difficile sfida a John Isner e Denis Shapovalov.

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US Open 2021, segui LIVE la finale femminile: Raducanu campionessa senza macchie, 20 set di fila

Ore 22, va in scena una delle finali più giovani della storia degli Slam femminili: sarà Leylah Fernandez o Emma Raducanu a sollevare il trofeo dello US Open 2021?

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(courtesy of US Open)

VERSO LA FINALE – Fernandez-Raducanu, la sfida che tiene testa alla caccia di Nole
Gli orari di gioco di oggi, sabato 11 settembre
I tabelloni con i risultati aggiornati in tempo reale
: maschile – femminile

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00:15Emma Raducanu completa un torneo che rimarrà negli annali del tennis: vince lo US Open senza cedere un set, inclusi i 3 turni delle qualificazioni. La britannica è la prima qualificata di sempre a vincere uno Slam. 6-4 6-3 a Leylah Fernandez nella finale

 

23:20 – Un primo set molto lottato viene vinto da Emma Raducanu per 6-4. La britannica non ha ancora perso un set nel torneo e mai è arrivata a un tie-break

22:00 – Tutto è pronto per la finale femminile della 141° edizione dell’Open degli Stati Uniti, che per la nona volta vedrà affrontarsi due teenager: per il titolo dello US Open scenderanno in campo le classe 2002 Emma Raducanu e Leylah Fernandez, entrambe alla prima finale Slam

UN PO’ DI NUMERI SULLA FINALE FEMMINILE

  • L’unico precedente risale al circuito junior, quando Raducanu battè in due set Fernandez al secondo turno di Wimbledon 2018
  • Entrambe sono nate nel 2002, ma Raducanu deve ancora compiere 19 anni (li compirà il 13 novembre)
  • Raducanu è la prima giocatrice a vincere nove partite di fila in una stessa edizione di uno Slam, ossia a raggiungere la finale da qualificata…
  • …ed è soltanto la seconda a riuscirci con meno di tre presenze in un main draw Slam (questa è appena la seconda)
  • Fernandez ha trascorso in campo quasi 13 ore in questo torneo, necessarie a battere due ex campionesse del torneo (Kerber e Osaka) e tre top 5 (Svitolina, Sabalenka e la stessa Osaka)
  • I numeri del torneo sorridono a Raducanu, diretta espressione del percorso meno accidentato: ha vinto il 90% dei game di servizio (Fernandez 81%) e il 53% di quelli in risposta (Fernandez il 26%), e pur avendo colpito meno vincenti ha commesso anche molti errori in meno (88 contro 174). I numeri assoluti non possono essere confrontati, però, per la disparità di set trascorsi in campo (16 per la canadese, 12 per la britannica)
  • Raducanu non ha mai vinto un titolo nel circuito maggiore, il suo alloro più prestigioso è un ITF 25K vinto a Pune nel 2019
  • Fernandez un titolo l’ha vinto, quest’anno, battendo in finale a Monterrey la svizzera Golubic
  • Proiezioni di classifica: Fernandez sarà sicuramente n.27 del mondo (n.19 in caso di vittoria del titolo), mentre Raducanu sarà n.32 (23 sollevando il trofeo). Non saranno comunque le più giovani in top 50, saldamente occupata da Coco Gauff (classe 2004)

US OPEN MASCHILE: SARA’ DJOKOVIC VS MEDVEDEV

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