ATP IW: Pospisil eroe in California, Murray a casa!

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ATP IW: Pospisil eroe in California, Murray a casa!

Clamoroso a Indian Wells! Esordio fatale per Murray, la partita perfetta la fa il canadese: si apre una voragine nel tabellone. Thiem spedito, Monfils e Goffin un po’ meno

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[Q] V. Pospisil b. [1] A. Murray 6-4 7-6(5) (Marco Pardini)

È il giocatore più forte del mondo, sapevo che avrei dovuto giocare un match perfetto. Adesso sono senza parole“. L’impresa di giornata porta la firma di Vasek Pospisil, che batte per la prima volta in carriera il n.1 del mondo Andy Murray. Lo fa attaccando la rete con continuità, senza timori reverenziali e approfittando di uno scozzese nervoso e poco lucido nei momenti cruciali. Del resto Indian Wells non è mai stato il torneo preferito da Andy Murray, i risultati parlano chiaro con lo scozzese che ha raggiunto una sola volta la finale, nel 2009 sconfitto da Nadal, ed è uscito anzi tempo in diverse occasioni per mano di giocatori modesti come Young, Garcia-Lopez e Delbonis. Tuttavia nessuno si aspettava un esito simile nella sessione serale del day 3 del torneo. Vasek Pospisil, canadese, ragazzo classe ’90 scivolato alla posizione numero 129 delle classifiche mondiali e costretto alle qualificazioni pur vantando un best ranking di 25, si è preso la sua rivincita. Gli infortuni, un periodo di involuzione e una cattiva gestione delle aspettative hanno bloccato la crescita di questo ragazzo che ha sofferto l’ingombrante figura del connazionale Raonic vivendo spesso nell’ombra dello stesso. I pochi acuti della sua carriera, ormai datati, come la vittoria in doppio di Wimbledon con Sock nel 2014, la prima finale in singolare a Washington persa contro Raonic, ma soprattutto i quarti sull’erba londinese nel 2015 sconfitto dallo stesso Murray, rendono il risultato di questa sera decisamente sorprendente. È vero che la versione 2017 di Murray era stata poco convincente nonostante il recente successo di Dubai e la finale di Doha di inizio anno, ma la versione di Indian Wells è apparsa ancora più preoccupante.

 

Il numero uno è costretto a salvare subito tre palle break nel game d’apertura del match ma è il primo a tentare l’allungo strappando il servizio a Pospisil nel quarto gioco. Entrambi però, soffrono al servizio e si apre una serie di quattro break consecutivi conclusa nell’ottavo gioco quando il canadese riesce a tenere il servizio e a portarsi in parità. Murray tenta di allungare gli scambi, di far muovere l’avversario che invece cerca di comandare con il dritto scendendo continuamente a rete per mettere pressione allo scozzese che, estremamente falloso, inizia ad innervosirsi. Il nono gioco è emblematico con Murray che, avanti nel punteggio e in controllo del game, sbaglia, si fa rimontare e nervoso, concede il break all’avversario. Nel gioco successivo Pospsil pasticcia un po’ nei pressi della rete ma, aiutato dal servizio e da un pizzico di riga colpito con uno schiaffo al volo di dritto, chiude il parziale per 6-4 aggiudicandosi per la prima volta un parziale contro lo scozzese. Il buon momento di Pospisil continua nei primi minuti del secondo set, il dritto pesante del canadese continua ad essere penetrante, forzando gli errori di Murray sempre più inquieto sul campo e sempre più in difficoltà nel punteggio quando scivola sotto due zero con chance di doppio break nel terzo gioco per il canadese. Il pubblico rumoreggia, Murray sbraita contro il suo angolo mentre gli occhi di Pospisil brillano di ardore sotto la luna piena sull’enorme Stadium 1. Ma qui è puntuale la reazione del campione che tira fuori il carattere, prende in mano la situazione, si fa più aggressivo e approfittando anche di qualche piccola, giustificabile, incertezza di Pospisil, recupera lo svantaggio e passa avanti nel punteggio. Tuttavia il canadese non si scompone, ha chiaro quello che deve fare, cerca di trovare coraggio, spinge da fondocampo accelerando con il dritto e cercando poi di verticalizzare velocemente a rete concludendo con voleè che dimostrano una sensibilità acuta in una mano capace di generare allo stesso tempo anche violentissime conclusioni.

Come se non bastasse Pospisil esce vincitore anche da scambi prolungati, variando molto il ritmo con dritti carichi di top spin e rovesci tagliati in slice, mostrando finalmente un’eccellente condizione atletica e costringendo Murray a diversi errori grossolani in manovra. Entrambi, con alti e bassi, tengono i rispettivi turni di battuta e l’esito più giusto per un set decisamente equilibrato è il tie break. Nonostante un meraviglioso lob di Murray nel primo punto del tie break, il primo a tentare un allungo è il canadese, carico e aggressivo, sempre alla ricerca della rete, che approfitta di un sanguinoso doppio fallo dello scozzese nel quarto punto per scappare nel punteggio. Murray appare soffocato dalle continue incursioni a rete di Pospisil e come a Melbourne contro Zverev, giocatore con caratteristiche simili a Vasek, fatica a trovare soluzioni. L’urlo liberatorio del canadese arriva al quarto match point con uno splendido tracciante di dritto in diagonale sul quale Andy può solo guardare. Il tabellone maschile subisce così il secondo grande scossone della giornata dopo l’eliminazione di Tsonga, nello stesso quarto di Murray, ad opera di Fognini concedendo così a diversi giocatori una grande occasione per raggiungere le semifinali. Per Murray, in difficoltà nel gestire la pressione di essere il numero uno del mondo, si tratta della seconda grande delusione dell’anno dopo Melbourne. Vasek invece – che al prossimo turno se la vedrà con il qualificato serbo Lajovic (1-0 Canada nei precedenti) – trova la vittoria della carriera, cercata, voluta e meritata, con cattiveria e decisione, con quel sorriso che da tempo ormai non vedevamo più splendere sul suo volto.

Murray: “Il serve&volley di Pospisil? Non ho perso per quello”

[8] D. Thiem b. J. Chardy 6-2 6-4 (Matteo Polimanti)

La campagna californiana della testa di serie numero 8 Dominic Thiem inizia sul campo numero 2 con il francese Jeremy Chardy, attualmente numero 80 del mondo ma con un best ranking di 25 e giocatore sempre ostico su questo tipo di campi. Partenza falsa per Chardy che nel game di apertura commette due doppi falli consecutivi consegnando subito il break di vantaggio al suo avversario: la trama del match appare dall’inizio molto chiara con Thiem intento a cercare con costanza il rovescio ballerino del francese, che al contrario prova a comandare con il suo dritto piatto e ficcante. Chardy ha la possibilità di rientrare nel parziale sul 3-1 procurandosi tre palle break, annullate però con il servizio da Thiem, che al contrario del suo avversario riesce a concretizzare le occasioni ed effettua il secondo break sul 4-2, chiudendo poi al gioco successivo il primo set in 35 minuti di gioco. Secondo set più equilibrato, passaggio a vuoto ad inizio parziale per Thiem che perde a zero il servizio ma riconquista subito il break nuovamente alla prima occasione dimostrando come sappia giocare da campione i punti chiave del match: equlibrio fino al 4-4 quando Chardy viene tradito dal suo colpo preferito, affossa in rete un comodo dritto e dà la possibilità all’austriaco di chiudere l’incontro al cambio di campo; il francese non vuole mollare, si procura altre due chance di break ma ancora una volta nel momento decisivo Thiem se la cava con il servizio e al primo match point chiude con il punteggio di 6-2 6-4. Il prossimo avversario dello stakanovista austriaco uscirà dalla sfida tra Misha Zverev e il portoghese Joao Sousa in una parte del tabellone presidiata da Gael Monfils e Stan Wawrinka.

[11] D. Goffin b. K. Khachanov 6-4 3-6 6-3 (Chiara Nardi)

Sullo Stadium 4 esordisce il belga David Goffin, testa di serie n. 11 e con un recente passato da top 10, contro il russo Karen Khachanov, avversari per la prima volta in carriera. Il match inizia con un buon ritmo tenuto da Goffin, che strappa immediatamente il servizio a un Khachanov molto falloso e sale poi 2-0. Il russo migliora il rendimento al servizio, risponde bene e trova ottime accelerazioni con entrambi i fondamentali, che lo portano sul 4-2, approfittando anche delle molte seconde di servizio di Goffin. Karen torna ad essere meno aggressivo e a subire l’iniziativa di Goffin, che sale 5-4. Prima di portare a casa il set alla terza occasione, il belga annulla due palle break al russo e commette poi due doppi falli sui primi due set point. Il secondo parziale è piuttosto rapido: David ha un passaggio a vuoto nel quarto game e Karen, dopo aver salvato quattro palle break nel primo gioco, gestisce bene i suoi turni di servizio e porta il match al terzo set. Il primo a conquistare un servizio di vantaggio è il russo al termine di un quinto game molto lungo, ma nel gioco successivo Khachanov regala a Goffin il contro break. Il tennista belga sale poi 5-3 e conquista a 0 l’ultimo game grazie ad un errore di rovescio di Khachanov dopo un dritto profondo di Goffin. Al terzo turno il n. 12 del mondo affronterà il vincente del match Dzumhur-Ramos Vinolas.

[28] P. Kohlschreiber b. A. Dolgopolov 6-7(3) 1-1 rit. (Andrea Ciocci)

Incontro di cartello, quello fra Dolgopolov e Kohlschreiber, in quest’inizio un po’ sonnacchioso di torneo. Da un lato l’ineffabile ucraino, volto da efebo e colpi da mago, fresco vincitore a Buenos Aires dopo una siccità di titoli durata cinque anni. Dall’altro, l’esperto teutonico, sette volte a un punto dal battere Sir Andy Murray a Dubai – e abbonato a questi “quasi” sgarbi, come sperimentato da sua maestà Federer nel 2015 ad Halle, giardino di riserva dello svizzero. Si inizia con Dolgopolov che, come nella natura del suo tennis a margine zero, alterna grandi punti a errori non forzati. Ma, complice anche un Kohlschreiber che risponde dai teloni, è decisamente lui a condurre le danze. Punto dopo punto, toglie il tempo al tedesco. Un’aggressività che paga: il primo break è per lui. Kohlschreiber tiene duro, salva un set point sul 5-2. E aspetta gli immancabili unforced di Dolgopolov, che cede il servizio sul 5-3. Si arriva al tiebreak. Dove l’ucraino in versione “avanti tutta” vince il primo parziale per 7-2, nonostante appaia sofferente alla caviglia che l’ha costretto al ritiro a Rio. Ma con l’inizio della seconda frazione si capisce la ragione del forcing estremo dell’ucraino. La caviglia fa troppo male e lo costringe a evitare il benché minimo scatto. Chiaramente menomato, Dolgopolov si ritira sul punteggio di 7-6 1-1, in una partita che stava dominando ben più di quanto non dica lo score. Il tedesco attende il vincente del match Wawrinka-Lorenzi.

Gli altri incontri (Diego Serra)

A inizio giornata cade Ivo Karlovic, numero 21 ATP, contro il giapponese Yoshihito Nishioka, che nel primo set risponde bene a ben 7 palle break di Karlovic, per poi giocarsi benissimo la prima palla break che il servizio del croato gli concede. Si disunisce Karlovic nel secondo set facendosi brekkare per altre due volte. Non ci sono invece break come facilmente prevedibile tra John Isner e Mikhail Kukushkin, due set che si concludono al tiebreak in cui ha la meglio lo statunitense. Fatica solo un set Tomas Berdych contro Bjorn Fratangelo, statunitense wild card numero 112 del mondo. Primo set con un break per parte e Fratangelo che ha due set point nel decimo game, che però fallisce. Il tiebreak consegna a Berdych il set. Secondo set senza storia, con due break iniziali del giocatore ceco. Eliminato invece in tre set Feliciano Lopez, nell’incontro contro Dusan Lajovic spettacolare il terzo set, che ha consegnato al tiebreak il match al giocatore serbo. Vince in tre set Gael Monfils contro Darian King, numero 138 ATP, proveniente dalle Barbados. King gioca un primo set perfetto, brekkando tre volte il francese, che appare svogliato e sconclusionato al servizio. peccato che Darian non giochi i due set restanti lasciando via libera a Monfils. Avanza Pablo Cuevas battendo in due set Martin Klizan, in una partita in bilico nel primo set quando il gioco aggressivo di Klizan costringe Cuevas al tiebreak, che il giocatore uruguagio fa suo. Ancora tiebreak anche nel secondo set con Klizan che smarrisce il servizio sempre sul più bello. Ora Cuevas affronterà Fognini, tre a uno i precedenti a favore di Fabio.

Risultati:

[8] D. Thiem b. J. Chardy 6-2 6-4
[11] D. Goffin b. K. Khachanov 6-4 3-6 6-3
[LL] Y. Nishioka b. [19] I. Karlovic 6-4 6-3
F. Fognini b. [7] J.W. Tsonga 7-6(4) 3-6 6-4
[20] J. Isner b. [LL] M. Kukushkin 7-6(0) 7-6(8)
[21] P. Carreno Busta b. [Q] P. Gojowczyk 7-5 6-2
[28] P. Kohlschreiber b. A. Dolgopolov 6-7(3) 1-1 rit.
[6] T. Berdych b. [WC] B. Fratangelo 7-6(4) 6-4
[Q] D. Lajovic b. [30] F. Lopez 6-2 4-6 7-6(2)
[29] M. Zverev b. J. Sousa 6-4 6-3
[22] A. Ramos-Vinolas b. D. Dzumhur 6-4 5-7 7-5
[16] R. Bautista Agut b. A. Mannarino 7-5 6-2
[10] G. Monfils b. [Q] D. King 3-6 6-0 6-1
[27] P. Cuevas b. M. Klizan 7-6(3) 7-6(5)
[3] S. Wawrinka b. P. Lorenzi 6-3 6-4
[Q] V. Pospisil b. [1] A. Murray 6-4 7-6(5)

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

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A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

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Seppi e Sonego subito fuori a Ginevra. Sinner subisce la rivincita dal lucky loser

Lunedì triste per l’Italia, che perde tutti e tre i giocatori in corsa questa settimana. Momentaccio per Seppi, che arriva a 9 sconfitte consecutive

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Andreas Seppi - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non piove solo sugli Internazionali di Roma. Anche a Ginevra e a Lione il maltempo si fa sentire, ma l’effetto è solo quello di ritardare le sconfitte dei tre italiani impegnati in un lunedì il cui grigio non lascia il minimo spiraglio d’azzurro. Eliminati con rimpianti Andreas Seppi, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner e senza altri nostri rappresentanti nei due tornei che precedono il Roland Garros, l’attenzione si sposta ora su quei quindici che daranno battaglia per entrare nel tabellone del Roland Garros, dei quali sei (sui dodici che hanno già esordito) hanno passato il primo turno.

ANDREAS, QUASI MA NON BASTA – Nonostante l’ultima vittoria ottenuta in febbraio a Delray Beach e un primo set da dimenticare, la nona sconfitta consecutiva per Andreas Seppi arriva inaspettata per come era riuscito a girare l’incontro e per il vantaggio nella partita finale. L’avversario, il n. 92 ATP Hugo Dellien e primo boliviano a entrare in top 100 trentaquattro anni dopo Mario Martinez, durante il Golden Swing sudamericano ha fatto conoscere a un pubblico più ampio il dritto pesante e la prima robusta di cui dispone. La pioggia smette di cadere, quattro connazionali di Hugo (metà del pubblico, quindi) si immortalano gioiosi sulle gradinate e tutti sono pronti per cominciare. Quasi tutti, perché Andreas propone una delle sue partenze tutt’altro che scattanti a cui ci ha peraltro abituati, quindi non preoccupa più di tanto il break subito al secondo gioco mentre l’avversario sale 3-0 con facilità. Con il passare dei minuti, veramente pochi, appare chiara la difficoltà dell’azzurro nel trovare soluzioni alla pressione di Dellien, il quale continua a girare attorno alla palla sfoderando il suo drittone per comandare il gioco quasi senza concedere errori, e il 6-1 arriva tanto rapido quanto inevitabile.

Nel secondo parziale, Seppi trova subito lucidità e comincia a muovere efficacemente la palla aprendosi il campo, lascia partire accelerazioni improvvise e raccoglie i frutti prendendosi il vantaggio al terzo game. Gli scambi si allungano ma, se Andreas è sempre più solido e riesce a essere aggressivo in risposta, l’altro concede finalmente alcuni errori, regali obbligati nel vano tentativo di riprendere il controllo del gioco. La reazione boliviana evita un punteggio pesante nel parziale ma non il terzo set e neanche sposta l’inerzia: con il numero degli spettatori triplicato grazie all’arrivo di una scolaresca, la Seppia nazionale continua a dettare le condizioni a cui Dellien deve suo malgrado adattarsi. La svolta arriva quando Hugo risale dalla buca salvando due palle dell’1-4 pesante e – un classico – riprendendosi il break di svantaggio, ma soprattutto l’iniziativa che lo porta a chiudere 6-4.
Per un set e mezzo, Andreas ha messo in campo il suo tennis migliore che da troppo mancava all’appello, ma il dazio della falsa partenza, ineludibile, è stato pagato con la sconfitta numero 14 in stagione che lo porta al primo posto della classifica per incontri persi nel circuito maggiore, un triste primato che l’italiano condivide con Chardy.

 

FUORI ANCHE SONEGO – Diventato ormai esperto nel superare le qualificazioni (sesta volta negli ultimi sei tentativi), Lorenzo Sonego cede con un doppio 7-6 a quel Radu Albot che, forse, avrebbe voluto evitare per un po’ di pensare all’Italia dopo il vergognoso comportamento di alcuni “tifosi” durante il suo match perso contro Fabio Fognini a Roma. Su un rilassante campo 2 immerso nel verde, il decimo gioco della prima partita risulta quello chiave, con Lorenzo che serve sul 5-4, annulla palle break a ripetizione finché la pioggia non prende il sopravvento; due ore dopo, non trasforma un set point nello stesso game, ma inizia con coraggio il tie-break guadagnandosi il 4-0. Troppo poco per tirare il fiato, perché lascia l’iniziativa ad Albot che rientra anche grazie a un paio di ottime risposte e fa sua la prima partita dopo aver annullato un’altra palla per il set. Andamento regolare nel secondo parziale sia per il punteggio sia per il gioco, con il moldavo piuttosto ordinato che cerca di muovere l’avversario e il torinese più esuberante pur senza strafare; ancora una volta, però, Albot è più concreto nel finale e il tie-break è ancora fatale a Sonego.

Tre minuti dopo il dritto al volo in contropiede con cui Dellien si è guadagnato il secondo turno a Ginevra, in quel di Lione arriva l’urlo di Tristan Lamasine a sottolineare il dritto vincente, un passante incrociato, con cui il ventiseienne francese n. 270 ATP si prende la rivincita su Jannik Sinner, a poco più di 24 ore di distanza dalla loro sfida nel tabellone cadetto. Sì, proprio come Salvatore Caruso si era qualificato a Estoril a spese di Pablo Cuevas per poi perderci nettamente al primo turno del main draw, Jannik si ritrova davanti l’avversario del giorno prima che, perdente fortunato, ha preso il posto di Mikhail Kukushkin, ritirato per dolore alla spalla destra. Spalla che invece non dà alcun problema a Lamasine, che sbraccia violento come se non fosse domani il secondo turno (infatti). E fa anche il fenomeno a rete, a sottolineare che è stato addirittura top 100 in doppio. Il nostro, viceversa, sempre tranquillo ma che non può non sentire la doppia pressione dell’opportunità favorevole e di quella che sembra la regola della vendetta del lucky loser, nel set iniziale commette errori che, insieme a quel 20% di prime trasformate, probabilmente gli ricordano di quando era under 10.

Dopo sette giochi consecutivi a favore di Tristan, Sinner entra in partita e si porta avanti di un break, facendosi però riprendere tra ingenuità proprie e meriti dell’avversario che lo punisce, anche fisicamente, centrandolo da distanza ravvicinata sulla (e con la) palla del 4 pari. La maggiore aggressività francese paga anche nel tie-break e Lamasine si prende la seconda vittoria in carriera nel circuito maggiore e gli ottavi contro la testa di serie numero 1 Nikoloz Basilashvili. Per il diciassettenne Jannik, restano comunque la soddisfazione e il risultato del primo main draw ATP dove il suo nome è introdotto dalla ‘Q’ di qualificato.

Risultati:

Ginevra
H. Dellien b. [8] A. Seppi 6-1 3-6 6-4
[5] R. Albot b. [Q] L. Sonego 7-6(6) 7-6(3)

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Lione
[LL] T. Lamasine b. [Q] J. Sinner 6-0 7-6(5)

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