ATP Madrid: Nadal è una furia, ora c'è Djokovic. Cuevas elimina Zverev

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ATP Madrid: Nadal è una furia, ora c’è Djokovic. Cuevas elimina Zverev

Prestazione maiuscola del maiorchino per avere la meglio su un coraggioso David Goffin, semifinale ora con Djokovic. Cuevas piega la resistenza del giovane tedesco. Thiem regola Coric

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[4] R. Nadal b. [9] D. Goffin 7-6(3) 6-2 (da Madrid, Ferruccio Roberti)

Vi sarà dunque l’attesissimo – l’ultimo vi era stato un anno fa al Foro Italico nei quarti di finale – cinquantesimo capitolo della rivalità tra Djokovic e Nadal, la sfida con più confronti nella storia dell’ATP: 26-23 i precedenti a favore di Nole, che ha vinto gli ultimi 7, ma che sulla terra ha però conquistato solo 7 dei 21 incontri disputati. Per riuscire ad arrivare alle semifinali, Rafa Nadal ha dovuto fornire una prova più che convincente, divenuta nel secondo set ottima, nel corso in un match piacevolissimo che non boccia assolutamente David Goffin, giocatore che rivedremo sicuramente competere con i migliori. Del resto, si affrontavano i due giocatori che nel 2017 avevano vinto più match: 31 per Nadal, 27 per Goffin e si può tranquillamente dire che non abbiano tradito le attese. La partita era facilmente etichettabile come la rivincita della semifinale di Monte Carlo del mese scorso, unico precedente tra i due, vinta da Nadal facilmente nel punteggio, ma ricordata maggiormente per la clamorosa chiamata sbagliata dal giudice di sedia Cedric Mourier.

 

Dopo la prova sottotono e le quasi tre ore contro Fognini in sedicesimi e l’inaspettata sgambatura condita da ottima prestazione contro Kyrgios, Rafael sapeva di dover ancora migliorarsi quest’oggi: “A Montecarlo fu un match duro, sebbene il risultato non lo dica. David è un giocatore completo ed uno dei più in forma: se voglio andare avanti nel torneo devo commettere pochi errori e servire in maniera ancora più aggressiva” Del resto, il cammino di Goffin nel torneo confermava che il belga fosse in forma: il n°10 del mondo, per arrivare ai primi quarti della carriera nel Masters 100 madrileno, non aveva perso sin qui neanche un set per battere Kachanov (dal quale aveva perso a Barcellona, subito dopo Montecarlo), Florian Mayer e Raonic. Dopo una mattinata decisamente fresca illuminata da un timido sole, a Madrid da ora di pranzo piove ad intermittenza e così gli organizzatori hanno deciso di chiudere il tetto del Manolo Santana, rendendo di conseguenza indoor le condizioni di gioco.

Il primo set entra nel vivo nel quarto gioco, quando Goffin deve annullare 4 palle break totali: lo fa con aiuto del servizio e del coraggio, che sin dai primi minuti ha messo in campo, rischiando molto per non farsi attaccare. Nel gioco successivo, è il maiorchino a dover annullare una pericolosa palla break, -sara’ l’unica per lui nel parziale- che il belga si guadagna rispondendo bene e chiudendo con una bella volèe​ di rovescio. Nadal però si tira fuori dal pericolo con uno spettacolare dritto ad uncino, e nel sesto game arriva a guadagnarsi due nuove palle per allungare nel punteggio: la prima è annullata dal servizio del belga, la seconda vede vivere uno degli scambi più belli dell’intero match, lungo e pieno di ribaltamenti di possibilità per chiudere: alla fine, Rafa, ne esce con un rovescio che, purtroppo per lui, termina in corridoio. Da quel momento in poi, il set, che continua ad essere piacevole, non registra nessuna palla break e solo una volta si andrà ai vantaggi: si arriva al tie-break dopo sessantadue minuti di sostanziale equilibrio. Nel gioco decisivo, sul 2 pari, tre errori consecutivi di Goffin fanno involare Rafa, che fa suo il primo set in 1 ora e 11 minuti, appena due in meno di quelli che gli erano occorsi per battere ieri sera Kyrgios. Nel terzo gioco del secondo parziale il nove volte campione del Roland Garros prova l’allungo decisivo, alza il livello del suo gioco (spettacolare un quindici chiuso da stop volley di dritto) e riesce a strappare per la prima volta nell’incontro il servizio al belga, quando sono trascorsi 95 minuti dall’inizio dell’incontro. Goffin mostra di meritare la sua classifica da top ten e non molla, anzi si issa a 4 palle break, che il maiorchino annulla, mostrando l’attuale ottimo stato di forma psico-fisica, con due servizi vincenti ed altri due punti su cui Goffin non ha recriminazioni. Il settimo gioco è il più bello dell’incontro: i due mostrano tutto il loro talento e l’eccellente preparazione fisica di cui godono attualmente, nel corso di un gioco in cui, per due volte, la quasi totalità del Manolo Santana- oggi meno pieno che nella sfida di ieri sera contro Kyrgios- istintavamente si alza in piedi ad appaludire con entusiasmo. Goffin, annulla quattro palle break, ma sulla quinta è letteralmente sfondato da un gran rovescio al fulmicotone di Nadal, che vola sul 5-2. La partita finisce in pratica lì e Rafael Nadal conquista, dopo 1 ora e 59 minuti, l’accesso alle semifinali e, contestualmente, la cima dell’ATP Race.

P. Cuevas b. A. Zverev 3-6 6-0 6-4 (da Madrid, Remo Borgatti)

Il quarto meno nobile del tabellone madrileno arricchisce il programma del Grand Stand, monopolizzato dai doppi. Di fronte, per la prima volta in carriera, due che appartengono a generazioni successive. Tra il giovane corsaro Alexander Zverev e l’ammiraglio Pablo Cuevas ci sono infatti undici primavere di differenza oltre che stili contrapposti di gioco. Il tedesco è una sintesi pressoché perfetta del tennista moderno e concilia alla perfezione fisico e tecnica; per lui non sono certo azzardate ipotesi di ingresso imminente tra gli eletti e un futuro prossimo da re. Intanto è imbattuto da sette incontri e ha buttato fuori con autorità due teste di serie come Cilic e Berdych. L’uruguagio invece solca i mari dell’ATP da quasi tre lustri e della terra rossa è uno dei maggiori intenditori, come dimostrano i sei titoli in carriera. Pablo è abituato ai marosi e le sue tre vittorie al terzo (contro Bellucci, Mahut e Paire) non sono state esenti da momenti di bonaccia assoluta come i quattro match-point fatti recuperare a Bellucci nel tie-break decisivo o lo 0-6 subìto con Paire.

Non piove ma le previsioni non sono buone e il tetto è chiuso. Dopo tre giochi di studio, Zverev rompe gli indugi e infila undici punti consecutivi dal 30-30 del terzo gioco allo 0-15 del sesto facendo valere una pesantezza di palla che Cuevas stenta ad attenuare. Sotto 1-4, Pablo inizia quell’opera di affinamento della sua arte che gli darà soddisfazioni in seguito. Il primo colpo ad essere revisionato è la battuta ma sulla risposta deve ancora patire la potenza del tedesco, baldanzoso anche con il serve-and-volley. Per ora nei turni di servizio di “Sasha” quasi non si gioca e due prime oltre i 220 km/h sanciscono la fine del primo set (6-3). L’uruguagio va a sedersi a capo chino ma il Grand Stand, pieno in ogni ordine di posti, vuole battaglia e lo incita a gran voce. Cuevas sembra perdersi dentro la sua Lacoste blu un tantino abbondante mentre Zverev, filiforme nella maglietta arancione, giochicchia con la catenina tra un punto e l’altro. Pablo risale da 0-30 nel game che inaugura il secondo parziale e, avanti 1-0, si prende due palle-break e poi una terza annullata dal tedesco con l’ausilio del nastro ma sulla seconda parità il sudamericano piazza il tweener che fa esplodere l’Arantxa Sanchez e sbigottire l’incredulo Zverev.

Non è questo il punto che girerà il vento del match, perché Alexander torna in vantaggio con un ace, ma certo qualcosa succede perché Cuevas resiste e finalmente si prende la battuta dell’avversario con un rovescio lungo linea di assoluta eccellenza. Dal 2-0 Pablo  siede in cattedra, esaspera le rotazioni (soprattutto di rovescio) e manda fuori giri Zverev che lentamente abbandona la contesa anche mentalmente. In un attimo è 6-0 e l’atteggiamento rinunciatario di Sasha fa piovere qualche fischio dagli spalti. Il quadro tattico e psicologico della partita è cambiato ma se Zverev vuole diventare grande deve imparare a soffrire. Il ventenne di Amburgo non è fortunato nel terzo game del segmento conclusivo e due dritti fuori di centimetri potevano regalargli il break. In difficoltà (0-30) nel gioco seguente, Alexander recupera mostrando buone gambe su una palla corta di Cuevas e nei due turni successivi di servizio non concederà più un punto tenendo la scia del rivale di giornata (4-4) ma Pablo ha deciso di cuocere il tedesco a fuoco lento e trova angoli stretti con il rovescio che gli consentono poi di mettere a segno drop velenosi su cui Sasha corre invano. Avanti 5-4, Cuevas gioca con attenzione un paio di risposte e attende l’errore di Zverev al termine di uno scambio lunghissimo seguito in apnea dall’intero stadio: 15-40 e due match-point. Basta il primo, sul quale Cuevas risponde a una fucilata e non dà il tempo a Sasha di organizzarsi.

Dopo i quarti conquistati sempre quest’anno a Indian Wells e Montecarlo, domani giocherà la prima semifinale in carriera in un Masters 1000. Pablo è più vivo che mai.

[8] D. Thiem b. [LL] B. Coric 6-1 6-4 (Gabriele Ferrara)

Secondo scontro diretto tra Dominic Thiem e Borna Coric, con il secondo che si era aggiudicato il precedente un mese e mezzo fa a Miami. Il croato è arrivato fin qui in maniera rocambolesca, dal momento che cinque giorni fa era stato eliminato all’ultimo turno di qualificazioni da Kukushkin. Dopo, però, ha approfittato del forfait di Gasquet, riuscendo ad issarsi fino ai quarti superando il più “vecchio” dei fratelli Zverev, Herbert e Murray, autore di una prestazione sconcertante. Dall’altra parte, invece, Thiem ha vinto senza troppi problemi con Donaldson, annullando poi cinque match point a Dimitrov e spuntandola al ventesimo punto del tiebreak decisivo. Entrambi erano alla caccia della prima semifinale in un torneo di questo livello, ma Thiem è già arrivato fino a quel punto in uno Slam, ovvero il Roland Garros di 12 mesi fa. Alla fine ha vinto l’austriaco, superiore al più giovane avversario in tutti i settori di gioco.

La sfida inizia con Thiem che appare subito molto centrato: solo prime in campo e la solita potenza debordante su cui Coric può fare poco . Borna non ha nel proprio arsenale le accelerazioni dell’austriaco, il quale nel quarto gioco trova il break con uno splendido dritto inside-out, dopo che si era procurato l’occasione grazie ad un gratuito di rovescio del rivale: 3-1. Coric è un combattente nato e un drop-shot millimetrico e una fantastica risposta in diagonale lo portano sullo 0-40; ciò nonostante, Dominic trova aiuto dalla prima – oltre che da un gratuito di dritto di Coric sul 40 pari – per consolidare il break. Il numero 59 ATP continua a insistere sulla diagonale sinistra, ma non riesce mai a guadagnare campo: due rovesci lungolinea, un back quasi rasoterra e un accelerazione vincente, valgono il doppio break e, di fatto, la fine del set, che termina dopo 29 minuti: 6-1.

Nel secondo parziale Coric è costretto a chiamare un medical time-out dopo tre game a causa di un problema alla spalla destra, che però in realtà non sembra essere particolarmente preoccupante. Al rientro in campo, il ragazzo di Zagabria continua a servire con ottime percentuali, mettendo quasi il 70% di prime in campo e perdendo solamente due punti nei primi tre turni di battuta. Adesso Borna gioca con maggiore aggressività e nel sesto gioco riesce a portarsi ai vantaggi sul servizio dell’avversario; qui, però, sbaglia in larghezza un rovescio su una palla centrale e con poco peso, mentre nel punto seguente è bravo Thiem ad andare a segno con un dritto inside-out vincente. Sul 3 pari l’austriaco Dominic torna ad imporre con continuità il proprio maggior punch e si procura tre palle break: sulle prime Coric si salva venendo a prendersi il punto a rete, ma sulla terza Dominic trova un fantastico dritto inside-in che vale il sorpasso. Coric protesta con Lahyani perché crede che la palla sia out. L’esito negativo della disputa, forse, gli toglie le ultime speranze di rimonta. Thiem, infatti, chiude agevolmente la contesa dopo un’ora e 19 minuti: 6-1 6-4 il punteggio finale. Ottima prova dell’austriaco, che da lunedì salirà al numero 7 del mondo e che domani affronterà Pablo Cuevas (l’uruguaiano si è aggiudicato l’unico head to head, disputatosi al Roland Garros nel 2015).

Risultati:

[2] N. Djokovic b. [6] K. Nishikori W/O
P. Cuevas b. A. Zverev 3-6 6-0 6-4
[4] R. Nadal b. [9] D. Goffin 7-6(3) 6-2
[8] D. Thiem b. [LL] B. Coric 6-1 6-4

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Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

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Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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