Indian Wells: finalmente Delpo, è il primo 1000. Finale folle, Federer KO

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Indian Wells: finalmente Delpo, è il primo 1000. Finale folle, Federer KO

INDIAN WELLS – L’argentino salva tre match point in tre set tesissimi. Livello a tratti stellare. Delpo è l’unica alternativa a Federer. Prima sconfitta in stagione per Roger

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[6] J.M. del Potro b. [1] R. Federer 6-4 6-7(8) 7-6(2) (dal nostro inviato a Indian Wells)

Si sperava in una grande finale, e le attese non sono state tradite. Due ore e 42 minuti di grandissimo tennis, emozioni qualche parola di troppo che dovrebbe rimanere fuori dal campo da tennis, così come i comportamenti eccessivamente entusiastici del pubblico che hanno causato il nervosismo dei giocatori.  Il tennis ha comunque prevalso in questa grande sfida che ha visto Juan Martin del Potro conquistare il suo primo titolo Masters 1000 salvando ben tre match point nel terzo set dopo aver avuto un match point nel tie break del secondo. L’argentino è stato capace di mantenere livelli di efficienza molto alti alla battuta per tutto il match, mentre Federer è stato più altalenante ed è sembrato meno a suo agio, soprattutto all’inizio, negli scambi da fondocampo.

 

LA CRONACA

Il rovescio di Federer sembra più solido rispetto a quello messo in mostra durante la semifinale (non che fosse troppo complicato), ma le sassate che deve gestire quest’oggi sono altra roba. È del Potro che sul 2-2 ottiene il primo break, addirittura a zero, grazie a tre gratuiti di diritto, che al contrario del rovescio è certamente più altalenante di quello di sabato. L’argentino non fa nulla di straordinario, gioca solido, protegge il suo servizio ed in 34 minuti incamera la prima frazione per 6-4.

La scelta di Federer di sfidare il diritto di del Potro non sembra portare troppi risultati, anche perché Juan Martin è molto preciso quando affonda e soprattutto riesce a rimettere in campo molte prime palle messe dallo svizzero tenendo le risposte profonde e riuscendo spesso a prendere il pallino dello scambio. L’argentino rimane 3-4 metri oltre la linea di fondo quando risponde da sinistra, per avere il tempo di giocare i suoi colpi, mentre avanza un paio di metri nei punti da destra per contrare il possibile slice esterno. Federer si salva da 15-40 nel game d’apertura del secondo set, mentre sulla risposta è ancora notte fonda: il parziale per del Potro è di 18-1 quando è lui a servire. Sul 3-2 Federer trova un paio di righe con il diritto ed un paio di risposte di rovescio su prime sopra i 200 all’ora, ma non è sufficiente per arrivare nemmeno alla palla break. Roger prova a sfruttare la posizione arretrata del suo avversario durante gli scambi (dalla quale può menare i suoi potentissimi colpi) con qualche palla più corta, ma l’argentino su muove benissimo. Federer è chiaramente frustrato, e la sua frustrazione si palesa in due diritti facilissimi mandati alle ortiche che però non gli causano problemi più gravi.

Sul 5-4 in suo favore, l’elvetico riesce a piazzare due palle più corte nel campo spostando del Potro e costringendolo all’errore avanzando a due set point sul 15-40: il primo lo annulla Juan Martin con un diritto sulla riga, sul secondo un diritto di Federer finisce oltre la riga. Si arriva ad un tie-break vietato ai deboli di cuore, nel quale Roger ottiene il primo minibreak sul 3-3 grazie ad un diritto anomalo vincente, va 6-3 con tre set point che però se ne vanno uno dopo l’altro, soprattutto l’ultimo, in un modo che “ancor l’offende”. Il giudice di sedia Fergus Murphy chiede a più riprese al pubblico (nettamente pro-Federer) di non fare rumore tra la prima e la seconda, ed entrambi i giocatori hanno i nervi a fior di pelle. Sul 6-5 Federer serve quello che tutti vedono come un ace, del Potro avanza verso l’arbitro e dopo una breve conversazione chiede l’occhio di falco, il quale mostra la palla appena fuori. Si ritorna in campo dopo quasi 30 secondi con Federer che serve un doppio fallo e parlotta furente con Murphy. Il quarto set point per lo svizzero nel tie-break (il sesto in totale) viene cancellato da un vincente di del Potro, il quale poi si porta al match-point che lo sbaglia con un gratuito di diritto. Roger scende a rete sull’8-8 forzando l’errore sul passante di diritto, e sul punto seguente la volée di rovescio di del Potro su un passante di rovescio finisce lunga chiudendo il set dopo un’ora e sei minuti.

Nell’intervallo prima del terzo set Federer torna negli spogliatoi, dopo aver apostrofato in maniera irripetibile l’arbitro, mentre del Potro continua a lamentarsi con Fergus Murphy che, irlandese, sta avendo un post St. Patrick’s Day di cui avrebbe volentieri fatto a meno. I due riprendono a giocare furibondi come raramente si erano visti, e lasciano partire colpi ancora più violenti di prima. Sul 4-4 due bei rovesci lungolinea di Federer gli danno la prima palla break del set, cancellata subito da un diritto perentorio. Un rovescio tagliato lungo ne regala una seconda che questa volta lo svizzero trasforma con un rovescio incrociato vincente.

Il decimo game, con Federer che serve per il match, è un altro giro sull’ottovolante. Sul 40-15 due match point per lo svizzero se ne vanno, una palla del 5-5 viene annullata con Roger che spara addosso a del Potro, il terzo match point svanisce con un passante su un drop shot troppo lungo, e sulla seconda palla break Federer cambia sul lungolinea senza aver spostato a sufficienza l’avversario che lo ripaga con un missile di diritto incrociato a 168 km/h: 5-5! Dopo 2 ore e 35 di gioco è il tie-break decisivo che decide il match ed il torneo: Federer si consegna all’avversario con due doppi falli letali e Juan Martin del Potro conquista il suo primo titolo Masters 1000 in carriera.

Si conclude a 17 quindi la striscia di vittorie consecutive di Roger Federer, il quale ha perso un’altra partita dopo aver avuto match point a favore (sono 20 in tutta la carriera), ed il suo record contro del Potro nelle finali diventa di 2 vittorie e 4 sconfitte.

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

Arriva un Federer molto tranquillo e sorridente in conferenza stampa:“Sì’, è stato un match in cui ci sono state tante occasioni per entrambi, ho avuto due match point, certo non sono contento, ma Juan martin ha meritato, sono felice per lui, a volte va così. Ho cercato di caricarmi, di trovare energia, anche nei momenti in cui ci sono state discussioni con l’arbitro, si è lamentato anche Juan martin, per le stesse cose, o per altre? … non lo so. L’arbitro ha un lavoro difficile, a volte. A volte no (risate). Mi piacerebbe rigiocare il tie-break finale, perchè non so cosa diavolo sia successo, questo sì. Ammiro molto il modo in cui lui ha saputo rialzarsi dagli infortuni, e come è riuscito a risolvere i problemi dal lato del rovescio. Il ritiro può aspettare, mi sto godendo la corsa, e il tour. Anche se non è facile, può sembrarlo visto dal di fuori. Il record negativo contro di lui nelle finali, non lo so perchè sia così, sono state tutte partite dure, potevano andare a finire in tutti i modi. Ad ogni modo, vedersi sfuggire un’occasione del genere brucia, poi ci pensi, bravo lui oppure ho sbagliato io, ma alla fine ti passa, ci sono cose positive, è stata una bellissima partita, piena di tensione, mi sono divertito“.

Juan Martin del Potro è ovviamente raggiante:Partita incredibile, in tutti i sensi. Eravamo nervosi tutti e due, l’atmosfera era elettrizzante e si sentiva in campo. Nelle finali ci sono altri fattori, non solo il tennis. Dopo aver sbagliato il dritto sul match point, ero distrutto, è il mio colpo, da quella posizione non lo sbaglio mai. Poi però ho giocato meglio, ho controbrekkato quando ero sotto io due match point, e alla fine nel tie break lui ha fatto due doppi falli, e ce l’ho fatta. Mi piace giocare contro di lui perchè non hai mai nulla da perdere, lui alza il livello così tanto. Ho vinto contro Roger, sono numero 6 del mondo, è tutto così bello per me. Devo continuare, e soprattutto cercare di rimanere in salute durante la stagione. Tutti sanno che ero arrivato vicino a smettere dopo il terzo intervento chirurgico, poi sono rientrato, dovevo arrangiarmi di rovescio con lo slice, vincere alle Olimpiadi contro Djokovic è stata una svolta, così come vincere la Coppa Davis. Mi sto davvero divertendo a giocare, non voglio più pensare ai brutti momenti del passato, adesso mi godo la vita sul tour, in giro per il mondo, i fan mi danno così tanto affetto. Ora è il momento di festeggiare, e poi essere pronto per Miami, che è il mio torneo preferito, mi fa sentire speciale, ci sono tanti latino-americani là. I miglioramenti maggiori, di rovescio, li ho fatti in risposta, posso essere aggressivo e non trovarmi a dover correre tanto. Non posso dirvi come festeggerò, ma sarà a Miami domani, non dico altro (risate). Alla fine, ho sorpreso me stesso“.

http://www.spreaker.com/user/ubitennis/sunshine-drive-14-il-gigante-e-la-bambin

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

Il tabellone completo

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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Qualificazioni US Open, day 2: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

Il tabellone completo

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