Sinner in finale a Pula. Musetti fuori agli ottavi, ma arriva la wild card di Mouratoglu

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Sinner in finale a Pula. Musetti fuori agli ottavi, ma arriva la wild card di Mouratoglu

Settimana interessante a Santa Margherita di Pula, la prima dell’anno con tornei professionistici. Sinner vince la 15esima partita consecutiva e va ancora in finale

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Jannik Sinner - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Felice Calabrò)

A Santa Margherita di Pula è cominciata la stagione professionistica che andrà avanti senza sosta per sei settimane, fino a maggio inoltrato, quando al Forte Village si comincerà già a respirare odore d’estate. Il primo torneo cominciato questo lunedì in Sardegna, dal montepremi di 25000 dollari (categoria M25, secondo la nuova nomenclatura ITF), vedeva impegnati due ragazzini italiani molto chiacchierati in questo inizio di stagione: il campione dell’Australian Open junior Lorenzo Musetti e il vincitore del challenger di Bergamo, Jannik Sinner.

Musetti ha superato il primo turno contro la wild card Simone Roncalli ed è stato eliminato al secondo dal pugliese Andrea Pellegrino, seconda testa di serie, che è ancora in gioco e si è qualificato per le semifinali. Jannik Sinner non ha invece alcuna intenzione di fermarsi: dopo i successi di Bergamo e Trento, il tennista altoatesino ha raggiunto la finale vincendo la 15esima partita consecutiva. Dopo aver battuto i francesi Bax (privo di ranking ATP) e Lokoli (n.619), ai quarti ha beneficiato del ritiro del russo Slobodchikov a partita quasi conclusa, sul 7-6 4-0 in suo favore. In semifinale ha sconfitto per 6-4 7-5 (al termine di una partita durata oltre due ore) il 26enne Fabrizio Ornago, numero 445 in classifica, e in finale affronterà proprio Pellegrino.

WILD CARD PER LORENZO – Per Musetti, che comunque si è tolto la soddisfazione di vincere la sua seconda partita tra i professionisti, è arrivata comunque una notizia positiva nelle ultime ore. Il challenger che comincerà il prossimo lunedì sui campi in terra della Mouratoglou Academy di Sophia Antipolis gli ha concesso una wild card. La notizia è stata riportata da Sportface, che informa su orario e data del sorteggio (sabato alle 17). Non si tratta di un invito troppo sorprendente, considerando che Mouratoglou conosce bene Musetti e l’ha già ospitato nella sua accademia per alcune sessioni di allenamento, oltre ad averlo seguito da vicino durante la sua cavalcata a Melbourne.

Ricordiamo che anche Sinner ha in programma un paio di puntate sulla terra battuta nel circuito challenger: sarà sicuramente in campo ad Alicante la prossima settimana, e ci sono buone probabilità che ottenga anche un invito per il challenger di Barletta al via l’8 di aprile.

EDIT: in data 31/03 l’articolo è stato aggiornato con il raggiungimento della finale da parte di Sinner. La versione originale era aggiornata alle semifinali.

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Doppia festa in casa Seppi: compleanno e… fiocco rosa!

È nata negli Stati Uniti la primogenita di Andreas Seppi

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Dopo la finale disputata al New York Open domenica scorsa, Andreas Seppi è corso a Boulder, in Colorado, dove da qualche tempo risiede con la moglie Michela, pronto a festeggiare il 36° compleanno che sarebbe arrivato venerdì di questa settimana.

Prima del compleanno, però, è arrivato un enorme regalo atteso da tempo: la nascita della sua prima figlia, la piccola Liv. Andreas è diventato padre proprio il giorno prima di compiere 36 anni: “Il regalo è arrivato in anticipo, ma non avrei pensato ad un regalo migliore – ha scritto Andreas sul suo profilo Instagram – grazie Michela per essere una fantastica moglie, e per essere già diventata una fantastica mamma”.

Naturalmente sono arrivati gli auguri da parte di tanti colleghi e amici del mondo del tennis, con in testa Fabio Fognini che si è distinto con un poetico “E mo… so cazzi! Auguri ragazzi!”.

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Bublik è convinto che i giornalisti facciano domande sciocche ‘tutte le volte’

MARSIGLIA – Il giovane kazako, già protagonista di un’intervista pepata a L’Equipe qualche giorno fa, ribadisce i concetti… e rincara la dose. Intanto, giocherà la sua terza semifinale ATP

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Alexander Bublik - ATP Marsiglia 2020 - Foto di Cristina Criswald

da Marsiglia, la nostra inviata

Dopo la vittoria conquistata al terzo set contro Denis Shapovalov (7-5 4-6 6-3), che gli è valsa la qualificazione alla sua terza semifinale nel circuito maggiore, il kazako Alexander Bublik non si è risparmiato in conferenza stampa ripetendo i concetti già espressi qualche giorno fa nell’intervista rialsciata a L’Equipe. Incalzato dai giornalisti sull’argomento, Alex infatti ha ribadito senza remore le ragioni che l’hanno spinto a diventare un tennista professionista:

Ho detto che mi piace giocare, colpire la palla, ma non lo farei mai se non si guadagnassero soldi” afferma Alex con un certo cipiglio alla domanda un po’ sibillina di un giornalista francese, “Anche tu non faresti un lavoro che non ti fa guadagnare perché non potresti avere da mangiare (cit: ‘bread on the table’). È molto semplice. Devi allenarti, poi ti fai male al ginocchio (indicandosi il ginocchio dolorante su cui gli è stato applicato un impacco di ghiaccio, ndr), devi sacrificare la tua vita privata, ma devi andare avanti, devi ascoltare cose di m…. sui social (qualcuno ha scelto di abbandonarli, infatti, ndr) o dai giornalisti che ti chiedono cose stupide. Ripeto, mi piace giocare ma non sacrificherei mai la mia vita se non guadagnassi denaro“.

 

Per Alexander allora i giornalisti fanno domande sciocche? “Oh sì, tutte le volte!” risponde un imperturbabile e spavaldo Alex. Di sicuro il coraggio delle opinioni non gli manca.

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L’ITF pubblica l’elenco dei test antidoping del 2019. Nadal, Federer e Fognini tra i più controllati

Il più ‘bersagliato’ è però Chung, testato addirittura 30 volte fuori dai tornei. Il curioso caso di Giulia Capocci, campionessa di wheelchair tennis

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Come di consueto a inizio stagione, l’ITF ha divulgato il riassunto di tutti i test anti-doping effettuati nella stagione 2019. Nel documento che potete consultare integralmente qui, i tennisti vengono elencati in ordine alfabetico e per ognuno di loro è specificato il numero di volte che sono stati testati sia durante che fuori competizione. Da questo conteggio sono esclusi i test effettuati dalle organizzazioni anti-doping nazionali.

Il report segnala delle tendenze che difficilmente possono superare il grado di ‘curiosità’, considerando che non siamo in possesso degli elementi per spiegare il motivo per cui un tennista viene testato più degli altri, sia durante che al di fuori di un torneo. I big three sono certamente clienti piuttosto frequenti delle stanze dei controlli: Djokovic è stato testato 24 volte (10 durante i tornei e 14 fuori), Federer e Nadal entrambi 29 volte (9-20 il primo, 12-17 il secondo). Fognini e Nishikori vantano lo stesso ‘score’ di Nadal, mentre la palma di tennista più bersagliato del circuito ATP spetta a Hyeon Chung, che ha ricevuto solo 4 controlli in-competition ma ben 30 fuori. Il ‘recordman’ di test effettuati durante i tornei è invece Struff, a quota 14.

Al femminile, le big maggiormente sotto controllo nel 2019 sono state Barty e Svitolina (29 test, ben 14 dei quali in-competition per l’ucraina), seguite da Konta (28); in testa c’è però la slovacca Kuzmova, sottoposta a controlli ben 34 volte come Chung. Relativamente poco testate Sharapova (12 volte) e Serena Williams (11), che due anni fa aveva inveito contro l’agenzia antidoping statunitense per la frequenza eccessiva – a suo dire – dei controlli. In generale, e questo vale per i top player di entrambi i circuiti, nessun giocatore che abbia trascorso la stagione ai vertici è stato controllato meno di 15 volte e una quota ben superiore al 50% ha ricevuto più di 20 controlli. Tra le maggiori stranezze si includono i 22 test fuori da tornei a cui è stata sottoposta Giulia Capocci, finalista lo scorso anno a Wimbledon nel torneo di doppio in carrozzina.

 

Per quanto riguarda i giocatori che di recente sono stati oggetto di procedimenti disciplinari, spiccano i 23 controlli di Farah (che però è stato pienamente riabilitato, dopo l’iniziale positività) e i 24 di Jarry, al momento sospeso in via cautelare. La brasiliana Haddad Maia, che è stata sospesa lo scorso luglio ed è squalificata fino a maggio, ha ricevuto appena quattro controlli nel 2019, a uno dei quali – quello durante il torneo di Bol – è risultata positiva.

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