Pliskova nuova regina di Roma: va a Parigi da numero due del mondo

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Pliskova nuova regina di Roma: va a Parigi da numero due del mondo

ROMA – La ceca non lascia chance a Konta e chiude in due set. Per lei è il terzo titolo su terra e il tredicesimo in totale. Per la britannica rimane comunque un buon torneo

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[4] Ka. Pliskova b. J. Konta 6-3 6-4 (dal nostro inviato a Roma)

Il power tennis si sta impossessando anche della terra rossa: Karolina Pliskova infatti, a suon di bordate da fondo, ha vinto per la prima volta in carriera gli Internazionali di Tennis di Roma. Questo successo su Johanna Konta, arrivato con un netto 6-3 6-4, la proietta verso la seconda posizione del ranking, con un balzo di cinque posizione, e le regala il successo più importante della sua carriera, al fianco dell’altro WTA Premier 5 di Cincinnati datato 2016. Curioso osservare come gli ultimi due grandi tornei su terra rossa siano stati vinti dalle prime due giocatrici (Pliskova e Bertens) nella classifica degli ace stagionali.

Dopo una pioggia insistente caduta durante tutta la mattinata, il cielo si è schiarito giusto in tempo per permettere alle due atlete di scendere in campo in un centrale riempito a macchia di leopardo. La sfida è partita a rilento con le due tenniste che faticato a carburare e, in certi casi, persino a mettere la palla nel rettangolo di gioco. La profondità dei colpi da fondo della britannica ha iniziato ad impensierire Pliskova (avanti nei precedenti 5-1) solamente sul finire di set, ma anche in quel caso la ceca ha saputo come comportarsi. Evidentemente gli allenamenti con Conchita Martinez, vincitrice qui 4 volte, hanno pagato. Konta, a differenza delle partite precedenti, non ha fatto largo uso della smorzata e, indirettamente ha poi fatto capire il perché: uno dei rari tentativo di smorzata di rovescio infatti è stato bloccato dal nastro, consegnando così il primo set alla sua avversaria per 6-3.

 

Nonostante i tanti errori da entrambe le parti, nessuna delle due ha perso le staffe e Pliskova, dopo i numerosi rovesci mandati in rete, non ha perso neanche la convinzione. Con la n. 42 del mondo che aumentava sempre più l’intensità – ma spesso peccando in lunghezza – la ceca ancora una volta è stata la prima ad andare in vantaggio con un bello schiaffo al volo di dritto, al termine di uno scambio tenuto sempre sotto controllo. Mantenere il break di vantaggio non è stato particolarmente complicato e, in un’ora e 25 minuti, Pliskova ha chiuso 6-4.

La stagione WTA si era aperta con diciotto vincitrici differenti, ma adesso, con il successo di Pliskova, diventano tre le giocatrici capaci di conquistare due tornei (le altre sono Kvitova e Bertens). Nel giorno del terzo titolo sulla terra per la ceca, gli almanacchi ci ricordano che esattamente diciassette anni fa, nel 2002, Serena Williams battè Justine Henin vincendo il suo primo titolo sul rosso. In quell’occasione la statunitense disse: “Dicono tutti che non sono in grado di giocare su questa superficie; questo successo potrebbe far cambiare idea a qualcuno“.

Parole simili le ha usate Pliskova in vista del Roland Garros: Non sono certo tra le favorite ma penso di essere tra le prime 10. Del resto le condizioni a Parigi non sono troppo dissimili da Roma, varrà la pena quindi tenerla d’occhio anche lì.

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WTA Linz: Gauff centra la prima finale in carriera

La quindicenne statunitense elimina Petkovic in due set. Sfiderà Ostapenko, che ha annullato tre match point ad Alexandrova

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A Linz, un po’ in sordina per la concomitanza con il Masters 1000 di Shanghai, la quindicenne Cori Gauff ha raggiunto la prima finale della sua carriera ancora agli albori. Per farlo la giovanissima statunitense ha superato in due set Andrea Petkovic, dando prova di una grandissima solidità e soprattutto di una maturità sorprendente per la sua età. Dopo gli ottavi a Wimbledon e il terzo turno agli US Open arriva dunque per Gauff un altro risultato importante che la proietta ancora di più nella dimensione del tennis che conta.

Nel primo set Gauff si è trovata sotto 2-0, ma ha subito recuperato il break di svantaggio per poi piazzare la zampata decisiva nel nono gioco, chiudendo il parziale in trentasette minuti col punteggio di 6-3. La forza mentale di Coco però trova la sua massima espressione nel secondo set durato ben 55 minuti. Gauff è stata bravissima a guadagnarsi il break nell’unico gioco in cui ha avuto palle break (sei) e ad annullare poi, a sua volta, nove palle break su nove, di cui tre nel decimo e ultimo gioco quando è stata chiamata a servire per il match.

In finale troverà Jelena Ostapenko, autrice di una grande rimonta su Ekaterina Alexandrova. La lettone dopo aver perso nettamente il primo set 6-1, ha salvato un match point nel dodicesimo game del secondo set, poi vinto al tiebreak per 7 punti a 5. Nel terzo set, Ostapenko ha poi cancellato altri due match point ad Alexandrova sul 5-4. Passato l’ennesimo spavento la lettone ha strappato la battuta all’avversaria, chiudendo poi con il servizio a disposizione dopo due ore e venti di battaglia

 

Risultati:
[LL] C. Gauff b. A. Petkovic 6-4 6-4
J. Ostapenko b. [8] E. Alexandrova 1-6 7-6(5) 7-5

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Ranking

WTA Ranking: Kvitova va alle Finals, 4 in lizza per 2 posti con l’incognita Serena

Per le Finals restano ancora due posti e ci sono in gioco Svitolina, Bertens, Bencic e Serena Williams. Ma non è detto che la 38enne voglia andare a Shenzhen

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Belinda Bencic - Indian Wells 2019 - Twitter @BNPPARIBASOPEN

L’ottimo momento di Naomi Osaka, vincitrice del Mandatory di Pechino, frutta alla giapponese il ritorno al n.3 del ranking e la qualificazione alle Finals. Un anno fa, alla sua prima presenza, ha perso tutte e tre le partite del Round Robin terminando la stagione al n.5. Quest’anno può ambire a concludere l’anno in top 3: sia Pliskova sia Barty, che la precedono in classifica, dovranno difendere i punti conquistati nel finale dello scorso anno: 620 per l’australiana (vittoria al Master B), 180 di Tianjin e 625 delle Finals per la ceca. Questo significa che, a meno di wild card dell’ultima ora per i tornei di Mosca o Lussemburgo, la situazione per il n.1 alla vigilia di Shenzhen sarà:

1 Ashleigh Barty 6476
2 Karolina Pliskova 5315
3 Naomi Osaka 5246

I punti assegnati alle Finals, nella fase a gironi, sono sensibilmente meno rispetto a un anno fa: si è passati dai 250 per una vittoria e 125 per una sconfitta a, rispettivamente, 160 e 70. Restano invariati quelli per il titolo di Maestra, la finale e le semifinali a punteggio pieno (1500, 1080, 750 punti). Senza dilungarci ad affrontare tutte le casistiche possibili, che prenderemo in esame alla vigilia del torneo, possiamo dire che Barty ha ottime chance di terminare la stagione al n.1 anche non brillando a Shenzhen. Infatti, Osaka è obbligata a vincere a punteggio pieno: se conquistasse il titolo perdendo anche solo una partita nel girone sarebbe dietro a una Barty sempre sconfitta nel Round Robin. Anche Pliskova è costretta a vincere la manifestazione, se vuole tornare in vetta: l’ideale sarebbe farlo senza perdere un match, perché obbligherebbe Barty a vincere almeno due partite di RR per sopravanzarla. Se Karolina dovesse perdere un match, a Barty basterebbe vincerne uno nel girone iniziale per essere n.1 a fine anno.

AGGIORNAMENTO QUALIFICAZIONI MASTER DI ZHENZHEN – Accanto a Osaka, si qualifica per le Finals anche Petra Kvitova. Restano quindi solo due posti liberi e la situazione a oggi è questa:

 
7 Elina Svitolina 3995
8 Serena Williams 3935
9 Kiki Bertens 3870
10 Belinda Bencic 3705

Bencic è impegnata a Linz e non è nell’entry di alcun torneo in programma la prossima settimana, sebbene appaia assai verosimile la richiesta di una wild card per il Premier di Mosca. Ora come ora, infatti, non riuscirebbe a qualificarsi nemmeno vincendo in Austria: il titolo le frutterebbe 280 punti, solo 225 dei quali ‘netti’ poiché andrebbero a sostituirsi ai 55 del suo attuale sedicesimo risultato. Il totale sarebbe 3930, comunque inferiore ai punti di Svitolina e Williams.

Serena non è nell’entry list di alcun torneo, quindi dovrebbe restare a quota 3935. Sembra difficile che possa aver voglia di chiedere una wild card per Mosca o Lussemburgo, anche qualora la sua qualificazione dovesse essere a rischio.

Bertens ha chiesto un invito per giocare a Linz (dove è prima testa di serie) ed è iscritta a Mosca. I due peggiori risultati del suo ‘best 16’ sono due finali International da 180 punti ciascuna, e l’olandese dovrà ottenere un piazzamento che le frutti più di quello che scarta per muovere la sua classifica: una vittoria a Linz (280 punti, 100 netti) le sarebbe sufficiente per superare Serena. Se non vincesse il torneo, sarebbe condannata ad arrivare in finale a Mosca (305 punti, 125 netti) per sopravanzare Williams. Insomma, la semifinalista delle scorse Finals non può dirsi affatto tranquilla per il momento.

Svitolina, vincitrice delle Finals un anno fa, è iscritta solo al torneo di Mosca. Elina si trova in una situazione particolare: sarebbe già qualificata se Bencic e Serena non chiedessero wild card per gli ultimi tornei prima delle Finals, in caso contrario dovrebbe scendere in campo per tutelarsi e vincere almeno una partita per guadagnare qualcosa.

E SENZA SERENA? – Uno scenario che sarebbe miope non prendere in considerazione è l’eventuale rinuncia di Serena Williams alle Finals anche in caso di qualificazione. La statunitense non gioca le Finals dal 2014, anno della sua ultima affermazione, e quella presenza a Singapore è anche l’ultima di Serena in assoluto in un torneo disputato nel continente asiatico. Nelle stagioni 2015 e 2016 ha scelto di non partecipare pur avendone i diritti di classifica, quest’anno a pesare ulteriormente sulla sua scelta potrebbe esserci la presenza della piccola Olympia. Si tratta ancora di ipotesi, ma non ci stupiremmo troppo di un suo eventuale forfait.

L’assenza di Serena conferirebbe nuove vigore alle speranze di Bertens e Bencic, soprattutto di quest’ultima. Con una vittoria a Linz (o con doppia semifinale Linz-Mosca, dovesse ottenere una wild card per il torneo russo) scavalcherebbe Bertens, a cui come detto serve arrivare in fondo a entrambi i tornei per fare nuovi punti.

Il ranking

Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7096 15
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 27 6015 21
3 1 [JPN] Naomi Osaka 21 5621 17
4 -1 [UKR] Elina Svitolina 25 5525 22
5 1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5041 17
6 -1 [ROU] Simona Halep 28 4962 17
7 0 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
8 0 [NED] Kiki Bertens 27 4495 27
9 0 [USA] Serena Williams 38 3935 11
10 0 [SUI] Belinda Bencic 22 3848 25
11 0 [GBR] Johanna Konta 28 3063 18
12 0 [USA] Sloane Stephens 26 2818 21
13 0 [GER] Angelique Kerber 31 2775 22
14 1 [USA] Madison Keys 24 2767 15
15 1 [USA] Sofia Kenin 20 2615 24
16 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 21 2580 25
17 0 [CRO] Petra Martic 28 2517 18
18 3 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 11
19 4 [BEL] Elise Mertens 23 2290 27
20 4 [USA] Alison Riske 29 2185 24
21 1 [CRO] Donna Vekic 23 2185 22
22 -2 [CHN] Qiang Wang 27 2043 21
23 3 [UKR] Dayana Yastremska 19 1995 23
24 -5 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1883 17
25 -7 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1877 24
26 -1 [EST] Anett Kontaveit 23 1850 20
27 0 [GER] Julia Goerges 30 1840 22
28 1 [USA] Amanda Anisimova 18 1794 16
29 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1760 19
30 0 [GRE] Maria Sakkari 24 1741 23
31 0 [FRA] Caroline Garcia 25 1615 26
32 1 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1560 25
33 -1 [USA] Danielle Collins 25 1558 19
34 0 [CZE] Barbora Strycova 33 1550 21
35 3 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1473 27
36 1 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1455 25
37 -1 [CZE] Karolina Muchova 23 1449 14
38 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1435 26
39 6 [RUS] Daria Kasatkina 22 1425 22
40 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1385 22
41 -6 [CHN] Shuai Zhang 30 1325 26
42 -1 [POL] Magda Linette 27 1290 27
43 0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1259 28
44 0 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1255 24
45 -3 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1244 28
46 0 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1235 27
47 2 [CHN] Yafan Wang 25 1185 26
48 3 [SLO] Polona Hercog 28 1120 23
49 1 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18
50 2 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1115 28

MOVIMENTI IN TOP 20 Si ferma la striscia vincente di Bianca Andreescu, che però si riprende la posizione n.5. Sofia Kenin (+1, n.15) segna il suo best ranking. Retrocede di due posti Aryna Sabalenka (n.16). Ci sono tre nuovi ingressi: Marketa Vondrousova (+3, n.18), Elise Mertens (+4, n.19) e Alison Riske (+4, n.20), per la prima volta così in alto. Questo vuol dire che 3 atlete hanno abbandonato la top20: Qiang Wang (-2, n.22), Caroline Wozniacki (-5, n.24) e Anastasija Sevastova (-7, n.25).

FUORI DALLA TOP 20 – Nuovo best ranking per Dayana Yastremska (+3, n.23), che non potrà difendere il titolo conquistato a Hong Kong e precipiterà in classifica la prossima settimana. Boccata di ossigeno per Daria Kasatkina (+6, n.39), chiamata a difendere il titolo a Mosca tra una settimana, Venus Williams (+8, n.51), si riavvicina alle 20. Progressi anche per Jennifer Brady (+10, n.56), Christina Mchale (+9, n.81), Shuai Peng (+6, n.96).

Carla Suárez Navarro (-4, n.52) e Katerina Siniakova (-11, n.58) escono dalla top50.  Timea Bacsinszky (-5, n.101) saluta le cento.

Casa Italia

Camila Giorgi si è cancellata da Linz, dove era campionessa uscente. Questo le costerà parecchi posti in classifica. Perdono terreno Gatto-Monticone (-20, n.188), Bianca Turati (-9, n.361) e Deborah Chiesa (-12, n.381). Settimana positiva per Gaia Sanesi (+19, n.379), Federica Di Sarra (+74, n.422), finalista a Brno, e Claudia Giovine (+13, n.438).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
63 0 Camila Giorgi 959 17
116 1 Jasmine Paolini 554 28
179 1 Martina Trevisan 342 25
182 1 Martina Di Giuseppe 340 27
188 -20 Giulia Gatto-Monticone 321 25
240 -1 Sara Errani 250 19
296 0 Elisabetta Cocciaretto 189 14
306 2 Stefania Rubini 177 21
341 -3 Martina Caregaro 148 15
347 -5 Jessica Pieri 145 25
352 9 Lucia Bronzetti 140 25
355 -1 Anastasia Grymalska 137 24
361 -9 Bianca Turati 130 16
362 -3 Cristiana Ferrando 129 21
379 19 Gaia Sanesi 121 21
381 -12 Deborah Chiesa 120 25
391 2 Camilla Scala 115 18
422 74 Federica Di Sarra 101 17
430 -1 Lucrezia Stefanini 95 21
438 13 Claudia Giovine 93 16

NEXT GEN RANKING

Come 7 giorni fa, sono tutte stazionarie le posizioni delle prime dieci giocatrici under 20. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 18
3 0 Dayana Yastremska 2000 23
4 0 Amanda Anisimova 2001 28
5 0 Elena Rybakina 2000 43
6 0 Iga Swiatek 2001 60
7 0 Anastasia Potapova 2001 88
8 0 Catherine McNally 2001 108
9 0 Cori Gauff 2004 110
10 0 Whitney Osuigwe 2001 114

NATION RANKING

Salgono al n.3 l’Ucraina e al n.5 al Russia. Nonostante mantengano la seconda posizione, gli Stati Uniti, con l’ingresso di Riske, sono la compagine con più atlete in top20, ben 5.  (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 27
2 0 Stati Uniti 35
3 1 Ucraina 100
4 -1 Cina 101
5 1 Russia 114
6 -1 Germania 115
7 0 Bielorussia 129
8 0 Francia 134
9 0 Australia 142
10 0 Svizzera 147

Race to Shenzhen

Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 6476
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 5315
3 2 [JPN] Naomi Osaka 5246
4 -1 [ROU] Simona Halep 4962
5 -1 [CAN] Bianca Andreescu 4942
6 0 [CZE] Petra Kvitova 4401
7 1 [UKR] Elina Svitolina 3995
8 -1 [USA] Serena Williams 3935
9 1 [NED] Kiki Bertens 3870
10 -1 [SUI] Belinda Bencic 3705
11 0 [GBR] Johanna Konta 2879
12 1 [USA] Sofia Kenin 2615
13 1 [USA] Madison Keys 2607
14 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 2520
15 0 [CRO] Petra Martic 2458

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Naomi supera Barty in rimonta: dopo ‘Osaka’ conquista anche Pechino

Dopo un inizio indeciso, la giapponese ritrova il suo già proverbiale sangue freddo e si impone in rimonta sulla n. 1 del mondo. A soli 21 anni, Naomi vanta due trofei slam e due Premier Mandatory sui cinque successi conquistati finora

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La freddezza di Naomi Osaka colpisce ancora. In preda alla tensione nel primo set, la n. 4 del mondo riesce a mettere da parte una momentanea insicurezza, alza il livello del proprio tennis e scardina il martellamento e le variazioni di Ashleigh Barty. Naomi vince in rimonta 3-6 6-3 6-2 dopo un’ora e 50 minuti di gioco contro un’avversaria che, invece, subisce un calo nel corso dell’incontro per poi perdere definitivamente fiducia, lucidità e incisività. Abile nel rimanere serafica anche nei momenti più complicati, la giovane giapponese conquista così il suo quinto titolo in carriera, il suo secondo Premier Mandatory dopo quello di Indian Wells 2018 (gli altri tre sono i due titoli slam – New York 2018 e l’Australian Open 2019 – e la vittoria ad Osaka due settimane fa).

Ashleigh Barty è venuta a mancare nella fase calda del set decisivo, dopo uno strenuo testa a testa nei primi game – in cui si lascia sfuggire una palla break sull’1-2; si è sciolta del tutto cedendo ben dieci punti di fila, abbandonata anche dalle sue armi migliori (slice e servizio, soprattutto). Con il match vinto in finale a Pechino, Naomi ottiene la decima vittoria di fila e vince il suo terzo titolo dell’anno dopo Melbourne e Osaka. Ricordiamo inoltre che la giapponese, dopo aver raggiunto le semifinali al China Open, è stata la quinta tennista a staccare il pass per le WTA Finals di Shenzhendopo la stessa Barty, Karolina Pliskova, Simona Halep e Bianca Andreescu.

Tennis del futuro, insomma, sul palcoscenico di Pechino ma soprattutto tennis del presente, poiché si sfidano l’attuale numero uno del mondo e la giocatrice che ha guidato il ranking da gennaio a giugno e poi nuovamente in agosto. Barty conduce 2-1 nei precedenti ma è la prima volta che le due si incontrano da quando hanno trionfato in un Major e sono state prime in classifica.

LA SOLIDITÀ DI BARTY – Avvio prepotente di ‘Ash’ che tiene a zero il game di apertura. Ma Osaka non è da meno e neanche lei concede punti nel suo primo turno di battuta. Il primo punto in risposta del match è della giapponese che riesce ad aggredire l’avversaria con il dritto. Ed è ancora il dritto supersonico a regalarle un altro ’15’ sul servizio dell’avversaria. Ma la Barty non si scompone, continua a servire in modo incisivo e sale 2-1. Non si gioca sulla battuta di Osaka che mette a segno 8 punti su 8 e raggiunge l’avversaria sul 2-2. Naomi è ottima anche in risposta colpendo con estremo anticipo e con i piedi dentro il campo. E grazie al martellamento profondo, arriva per lei la prima balla break, salvata poi dalla Barty con un altrettanto solido palleggio. Ashleigh le tiene testa, si salva e sale ancora, 3-2.

 

Ora la Osaka tentenna al servizio; le concede la prima occasione del break ma si salva con una prima poderosa. Un rovescio malamente cacciato in rete le costa la seconda palla break, nuovamente annullata dal servizio. La Barty tenta di scardinare il palleggio incessante e incisivo di Naomi con il suo pregevole slice di rovescio; la Osaka le dà una mano commettendo il terzo doppio fallo del game e concedendole la terza palla break. È quella buona per Ashleigh che, grazie all’ennesimo errore dell’avversaria, allunga il passo sul 4-2.

Molto tesa ora la n. 4 del mondo che concede altri gratuiti, tensione che, per un attimo, si impradonisce anche della Barty, che concede a sua volta la palla del controbreak. Ma la varietà di gioco e la mano sopraffina dell’australiana si fanno subito sentire e, con un perfetto schiaffo al volo di dritto e sempre in attacco, ‘Ash’ prende il largo sul 5-2. Nervosa e indispettita, Osaka non riesce più a mettere in campo un tennis sufficientemente efficace. Il primo set è così appannaggio di Barty che si aggiudica a zero il nono game per chiudere il primo parziale 6-3 in 33 minuti.

LA REAZIONE DI OSAKA – La “risposta” di Naomi non si fa attendere e, come nel primo parziale, vince a zero il game di apertura di secondo set. La giapponese, sempre in spinta, ora disegna magnificamente il campo da fondo, trovando angoli estremi per salire ancora sul 2-1. Continua ad alzare il livello del proprio gioco e si procura una palla break; ma ‘Ash’ estrae dalle corde una smorzata deliziosa che annulla il pericoloso vantaggio, per poi impattare sul 2-2. Questa volta è Osaka a spezzare l’equilibrio – esattamente come Barty nel primo set – e, sul 3-2, sorprende l’avversaria al servizio aumentando il vantaggio sul 4-2. Ruoli invertiti dunque in questo secondo parziale, con la nipponica che riesce a ritrovare la calma e le misure giuste per intaccare l’ottimo rendimento di Barty che, ora, va in confusione e concede troppi errori. Naomi allunga le distanze sul 5-2. Il copione è identico a quello del primo set, ma ribaltato. L’australiana si avvicina ancora sul 3-5 ma questa volta è la Osaka ad imporsi, aggiudicandosi il secondo parziale con lo score di 6-3.

Finale dai due volti per ora a Pechino. Stesso canovaccio ma invertito, con la Osaka che si scuote e alza nettamente il livello del proprio gioco.

LA FREDDEZZA DI NAOMI – La Barty è nuovamente in difficoltà al servizio e deve fronteggiare la prima palla break del set decisivo; dopo una difesa pazzesca sul bombardamento dell’avversaria, cede a Naomi che continua a trovare geometrie perfette in accelerazione. Fredda e decisa, Osaka va ancora a segno e porta a casa anche il secondo gioco allungando sul 2-0. L’australiana è troppo fallosa; costretta a difendersi ancora, con il pericolo del doppio break, alla fine ritrova momentaneamente la battuta e resta attaccata all’avversaria sull’1-2. Ora è Osaka a rischiare il controbreak ma Barty fallisce una ghiotta occasione sparacchiando il dritto; ne approfitta la giapponese che va poi a prendersi il quarto gioco allungando ancora sul 3-1. Trema nei momenti caldi del match la Barty che non sfrutta le chance a disposizione e capitola negli scambi più intensi. L’australiana fa ancora appello al suo provvidenziale slice e, alla fine, si mantiene aggrappata allo score sul 2-3. Ancora un passo in avanti per Osaka che allunga sul 4-2. Si giunge su uno 0-40 pericolosissimo per Barty che tentenna di nuovo al servizio ed è troppo scomposta da fondo campo, cacciando dritti e rovesci a rete. Niente da fare per lei. La giapponese intasca otto punti di fila e vola sul 5-2.

Non c’è quasi più storia. Ancora infallibile al servizio, al secondo matchpoint Naomi vince in rimonta 3-6 6-3 6-2 contro una Ashleigh Barty che è andata via via calando nel corso dell’incontro per perdere totalmente la fiducia e le misure nella frazione decisiva. Vince ancora il sangue freddo e la determinazione della giapponese che è riuscita a risollevarsi in modo egregio dopo un inizio incerto. È il quinto trofeo in carriera (finora) per Osaka – su otto finali disputate – e il terzo dell’anno (dopo l’Australian Open e Osaka). Avendo raggiunto la semifinale a Pechino, la giapponese è stata la quinta tennista a qualificarsi per il Masters di fine anno dopo Ashleigh Barty, Karolina Pliskova, Simona Halep e Bianca Andreescu. Da lunedì, guadagnerà un posto nel ranking salendo al n. 3.

[4] N. Osaka b. [1] A. Barty 3-6 6-3 6-2

Il tabellone completo

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