Medvedev 'legno storto' è in finale dello US Open. Con buona pace dei puristi

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Medvedev ‘legno storto’ è in finale dello US Open. Con buona pace dei puristi

L’OPINIONE – Luca Bottazzi ci offre la sua analisi del tennis al veleno di Daniil Medvedev. Chi lo dice che i colpi di Dimitrov sono… giusti? Forse confondiamo tecnica e destrezza

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Daniil Medvedev - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Il russo Medvedev, già stravolto e sudato fin dal primo 15, mezzo acciaccato con la gamba, tra un ace e un doppio fallo batte il bulgaro Dimitrov tre set a zero. Grigor Dimitrov, il tennista definito da molti addetti ai lavori la copia di Federer perché, secondo questi esperti, dotato di tecnica ed eleganza nei colpi.

Eppure, Medvedev che pare un legno storto, tra un chop di dritto e una tagliatela di rovescio ha avviluppato l’avversario. E più ancora! Il russo gioca oltre l’80% dei suoi tiri nel centro del campo, e tutto questo è più che sufficiente per mandare a casa il bulgaro. Ovviamente Medvedev gioca con la giusta dose di veleno, combinata a una raffinata capacità di posizionamento, altrimenti non sarebbe il vincitore di una semifinale Slam.

Questi fatti, molto evidenti, conducono a una riflessione profonda, circa come viene illustrato il tennis agli appassionati. Per esempio, spesso si sente parlare di braccio, anca, spalla, piede, gamba. Mancano le ali di pollo e il quadro sarebbe una perfetta macelleria. Ma forse è proprio questo il punto: il mondo del tennis è un vero macello. Viene quindi spontaneo chiedersi come un ambiente tecnico-centrico dove la tecnica risulta l’ombelico per eccellenza, possa essere credibile e quindi seguito. Il dubbio è che la tecnica venga confusa con la destrezza, dunque in questo caso il mistero sarebbe immediatamente svelato.

Eppure, una volta evocati i pezzi di carne da macelleria di cui sopra, a condire lo spezzatino viene aggiunta la biomeccanica accompagnata dalla videoanalisi. Quest’ultimo strumento poi viene generalmente impiegato per individuare i vincoli del movimento dell’azione esecutiva, volgarmente definita tecnica. Vincoli ricercati in uno sport di situazione come il tennis dove la palla non si troverà mai due volte nella vita nello stesso preciso punto del tempo e dello spazio. Ulteriormente, all’interno di una disciplina individuale ad abilità aperte, dove le caratteristiche personali, per loro natura, differiscono. Infatti, non esistono due giocatori in grado di ribadire lo stesso identico gesto, mai!

Ciò nonostante il tema resta ancorato imperturbabile sulle ali di pollo, autentica chiave in grado di spiegare la teoria del tutto. Impressionante! Ma nella storia ci sono mai stati altri ‘legni storti’ come Medvedev? Certamente si, basta ricordare l’australiano Bromwich, serviva da destrorso per poi colpire da mancino. Gli americani Segura e Riggs: il primo bimane con dritto e rovescio, il secondo re della combinazione smorzata e pallonetto. Così come gli italiani De Stefani, giocava con due dritti, e Beppe Merlo (scomparso di recente) dal rovescio bimane con impugnatura inversa a mezzo manico. Per finire con tennisti dell’Era Open come i bimani “all court” Drysdale, McMillan, Gidelmaister, Gene Mayer, Santoro e l’arte istrionica di gattone Mecir. Sorvolo, per motivi di sintesi, altrimenti dovrei scrivere un altro libro, sulle deformazioni stilistiche di campioni come Connors, Borg, McEnroe (servizio), Courier, Bruguera, Seles, Bartoli, e tanti altri.

Tornando invece a Medvedev mi domando: chissà di cosa è fatto il suo braccio, le sue spalle, le anche, le gambe, i piedi, per produrre una tecnica così! Chissà quali riferimenti biomeccanici e quali processi di videoanalisi ha seguito Medvedev per diventare il tennista che è! Forse, per migliorare, dovrebbe chiedere qualche lezione di tecnica a Dimitrov, l’erede della tecnica di Federer. Chissà!

Nato a Milano nel 1963, Luca Bottazzi è un ex giocatore professionista di tennis, attuale docente universitario, studioso, insegnante, autore di libri, opinionista e commentatore televisivo

 

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Lotto Mirage 100, la scarpa di Matteo Berrettini

Leggerezza, stabilità e ammortizzazione. Sono questi i punti forti della calzatura top di gamma del brand trevisano. Un mix vincente come testimonia il grande 2019 del tennista azzurro

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Dall’essere uno dei tanti volti nuovi del circuito a qualificarsi per le ATP Finals: il 2019 di Berrettini è stato un viaggio fantastico. E si sa che per qualunque avventura bisogna munirsi di scarpe confortevoli e, in questo caso, anche estremamente performanti. Mirage 100, modello top di gamma di Lotto, celebre marchio di abbigliamento sportivo veneto, è stata la calzatura indossata dal giovane tennista romano durante questa sua fantastica stagione. Berrettini già da diversi anni è sponsorizzato da Lotto, in un binomio all’insegna della modernità e dell’italianità. Che quest’anno, grazie anche a Mirage 100, è diventato ancora più vincente. 

La scarpa è stata sviluppata dal brand trevisano in collaborazione con i suoi tennisti di punta tra i quali spiccano, oltre a Berrettini, l’ex finalista di Wimbledon Kevin Anderson, il georgiano Nikoloz Basilashvili, il serbo Laslo Djere e la belga Elise Mertens. Per soddisfare le esigenze di questi giocatori di vertice ma anche degli appassionati più assidui, Mirage 100 risponde a tre caratteristiche chiave di una calzatura da tennis: leggerezza, stabilità e ammortizzazione. La leggerezza è dimostrata dal peso contenuto, solamente 350 grammi per una taglia 42. La stabilità è garantita da una nuova geometria della suola e da una gabbia di contenimento in Kurim multistrato che facilità i cambi di direzione. L’ammortizzazione è fornita dalla tecnologia brevettata SynPulse, che restituisce energia e spinta.

Ai piedi di Berrettini e degli altri atleti sponsorizzati Lotto, sono state viste molteplici colorazioni di Mirage 100 durante questa stagione: bianco e blu navy, blu navy e verde mela, arancione e bianco, verde oliva e giallo. Tutte dal look moderno e accattivante. Tutte disponibili sul sito ufficiale di Lotto. Così come sono disponibili due diverse versioni a seconda della superficie: una per campi in terra con geometria Herringbone che permette maggiore durabilità e una per i campi veloci. Naturalmente c’è anche la Mirage 100 per donne, con colori più tenui: corallo e grigio, viola e rosa, azzurro e bianco. Il prezzo al pubblico è di 140 euro, in linea con quello di altre calzature top di gamma nel mercato.

Insomma, Mirage 100 una scarpa pensata per chi non vuole lasciare nulla al caso, senza cedere a compromessi tra leggerezza, stabilità e ammortizzazione. Una scarpa ideata insieme a professionisti di altissimo livello ma perfetta per ogni agonista che dà il massimo sul campo da tennis. E che, per un giorno, si vuole sentire come Berrettini. 

 

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Zverev: “Non penso che molti avrebbero scommesso sulla mia qualificazione”

LONDRA – Il tedesco è pronto per affrontare Thiem, ma è certo che sarà un match complicato. “La più grande sorpresa per me è l’eliminazione di Djokovic”

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Alexander Zverev in conferenza stampa - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

Sascha Zverev non ha tremato alla prova del nove, né ha avuto particolari scrupoli a cancellare dai sogni dei tifosi londinesi la sfida tra Federer e Nadal. Il campione in carica tedesco ha controllato la verve di Medvedev, approfittato dei suoi errori e si è preso anche la rivincita della recente finale di Shanghai. Zverev giocherà la seconda semifinale consecutiva qui a Londra contro Dominic Thiem, sconfitto solo due volte in sette precedenti.


Puoi spiegarci perché hai deciso di non disputare la coppa Davis la prossima settimana?
L’ho già detto molte volte. Per me con questo formato non è più la coppa Davis. Credo fosse l’evento storicamente più significativo del tennis con i suoi oltre 100 anni di vita e le sfide in casa e in trasferta. La Davis è l’atmosfera, è il giocare partite combattute in tre giorni al meglio dei tre set su cinque. Quella è la Davis per me e non disputarla in una settimana. Quella non è la Davis. Coppa Davis è andare in Australia, Sud America, come facevo io quando era la vera Davis. Spero che la gente capisca che è qualche cosa più dei soldi che ci stanno mettendo sul tavolo. Si tratta della storia del tennis.

 

Quali sono i tuoi pensieri in vista dell’incontro con Thiem?
Sta giocando in modo incredibile. Battere Roger e Novak su questa superficie è speciale e farlo consecutivamente è difficilissimo. Sarà un match molto complicato e non vedo l’ora che arrivi. A dirla tutta sono già felice di essere in semifinale e da qui in avanti vivrò alla giornata.

Quest’anno hai vinto un solo torneo e ora hai la possibilità di vincere questo anche grazie alla rapidità della superficie, nonostante una stagione non straordinaria. Nadal appena nominato numero 1 del mondo è già fuori. Solo uno dei Fab 4 è in semifinale. Tutte queste cose non ti paiono in qualche modo sconfessare quanto è successo nel corso dell’anno?
Non è strano. I più giovani stanno giocando meglio dello scorso anno. La più grande sorpresa per me è Novak eliminato perché le condizioni del campo sono quelle più adatte alle sue caratteristiche. Un’altra sorpresa l’eliminazione di Rafa dal nostro gruppo, per me e Stefanos era dura riuscirci. Non penso che molti ci avrebbero scommesso. Soprattutto sulla mia qualificazione in considerazione della stagione che ho disputato. Però negli ultimi 5 giorni ho giocato a un buon livello. Sarà interessante ora vedere chi vincerà. Magari sarà la prima volta di qualcuno. Mi auguro di confermarmi ma domani mi attende una semifinale durissima. 

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ATP

Zverev non trema, batte Medvedev e avanza. Nadal fuori dalle Finals

Il tedesco non sbaglia il match decisivo contro il russo già eliminato. La vittoria in due set gli permette di affrontare Thiem in semifinale. Nadal beffato, saluta il Masters di Londra

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Alexander Zverev - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[7] A. Zverev b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Presentando il match tra Berrettini e Thiem, avevamo scritto che il tennis senza pathos può essere esteticamente bello ma non appassionante. Lo ribadiamo dopo avere visto questa sera Alexander Zverev battere Daniil Medvedev in una partita piacevole ma a nostro avviso priva di pathos. Il tennista russo non aveva infatti sufficienti motivazioni – al di là di quelle economiche – per battere il suo amico tedesco dal momento che era già matematicamente escluso dalle semifinali. E infatti non lo ha battuto. Zverev incassa la vittoria senza eccessiva fatica e tiene così viva la speranza di confermare la vittoria ottenuta nella scorsa edizione.

Toccherà quindi a Stefanos Tsitsipas affrontare Roger Federer domani nella semifinale pomeridiana dove proverà a ripetere la vittoria ottenuta quest’anno agli Australian Open. Il numero 1 del mondo Rafael Nadal, nonostante la splendida vittoria ottenuta oggi contro Tsitsipas, deve invece lasciare per la nona volta il torneo senza averlo vinto.

LA CRONACA – Primo set deciso da un’unica palla break: quella concessa da Medvedev nel game di apertura. Zverev compie invece diligentemente il suo dovere al servizio mettendo in campo mediamente 7 prime ogni 10 seppure senza raggiungere le consuete velocità medie di velocità e, con una sola piccola esitazione nel game finale, in 34 minuti chiude la prima metà dell’esibizione … pardon, della partita

Il secondo parziale offre più emozioni del primo e un tennis qualitativamente migliore. I due giocatori offrono ai presenti uno spettacolo piacevole condito da colpi di squisita fattura. Meritevoli di lode in particolare un passante stretto di rovescio di Medvedev e un diritto in corsa di Zverev rispettivamente nel sesto e nell’ottavo gioco. Nel nono game Medvedev salva un break point grazie ad una grande prima di servizio e subito dopo invoca e ottiene il sostegno sonoro del pubblico che evidentemente spera nel terzo set.

Terzo set che non verrà mai, poiché nel tie-break Medvedev parte bene ma poi commette alcuni errori non forzati che gli costano la sconfitta senza essere mai riuscito a procurarsi una palla break nel corso dell’intero incontro. Nell’intervista del dopo partita a questo proposito affermerà di avere avuto per tutto il torneo grosse difficoltà alla risposta a causa dell’estrema velocità del campo. Medvedev si congeda così dalle Finals con il risultato di tre sconfitte in altrettanti incontri, mentre Alexander Zverev prosegue la sua corsa.

Sabato alle 21 italiane affronterà il primo classificato del girone Borg – Dominic Thiem – e abbiamo la sensazione che dovrà sudare molto più di quanto abbia fatto oggi per superare un avversario contro il quale in passato ha giocato sette volte perdendone cinque, l’ultima delle quali nei quarti di finale del Roland Garros nel 2018. 

 

La classifica finale del Gruppo Agassi
La vittoria di Nadal su Tsitsipas
Gruppo Agassi, day 1le vittorie di Tsitsipas e Zverev
Gruppo Agassi, day 2:le vittorie di Tsitsipas e Nadal
Il ranking ATP aggiornato

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