Mondo Challenger: Pospisil ritorna al successo, Uchiyama sbarca in top 100

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Mondo Challenger: Pospisil ritorna al successo, Uchiyama sbarca in top 100

Il canadese trionfa a Las Vegas interrompendo 20 mesi di digiuno, il giapponese conferma il suo periodo d’oro e entra per la prima volta in carriera tra i primi 100

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Vasek Pospisil - Challenger Las Vegas foto da Twitter @vegastennisopen

Challenger Ningbo (Cina, hard outdoor, montepremi $162,480)

Il giapponese Yasutaka Uchiyama conferma un grande momento di forma conquistando il secondo Challenger nel giro di cinque settimane all’interno delle quali ha raggiunto anche i quarti di finale nel prestigioso ATP500 di Tokyo. Dopo tre partite facili l’unico test complicato della settimana è stato contro Klahn, top100 statunitense al quale Uchiyama ha dovuto rimontare un set di svantaggio prima di imporsi per 6-3 al terzo parziale. La finale contro il canadese Steven Diez è stata a senso unico: negli scambi da fondocampo il giapponese aveva sempre in mano le redini dello scambio e le sole due palle break concesse da Uchiyama son state prontamente annullate dal servizio, chiave di questa settimana d’oro del giapponese: lo score finale recita 6-1 6-3 e questo successo permette al giapponese di irrompere per la prima volta tra i primi 100, al numero 87 del ranking ATP.

Finale: [4] Y. Uchiyama b. [11] S. Diez 6-1 6-3

 

Challenger Las Vegas (USA, hard outdoor, montepremi $54.160)

Torna al successo che mancava da febbraio 2018 il canadese Vasek Pospisil che trionfa in America e rientra tra i primi 170 giocatori del ranking mondiale. Dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi per oltre 8 mesi, consentendogli di rientrare solo a luglio di quest’anno, Pospisil aveva dimostrato di essere di nuovo in buona forma battendo Khachanov agli US Open e facendo sudare non poco Medvedev a Shanghai. Questa settimana ha servito in maniera egregia non perdendo nessun servizio fino alla finale e lasciando una media di 5 games ad avversari anche di buon livello come Mmoh, Daniel e O’Connell, australiano in formissima. In finale ha dato vita ad un’intensa lotta contro un altro australiano, Duckworth, anche lui spesso alle prese con infortuni che ne condizionano il rendimento ma che all’interno del singolo match rappresenta un ostacolo durissimo per molti. Dopo aver vinto il primo parziale, Pospisil era avanti di un break anche nel secondo prima di farsi agguantare sino al tie break dove ha sciupato cinque match point, di cui 2 al servizio, prima di cedere per 13-11. L’inerzia a quel punto sembrava totalmente girata e Duckworth sembrava potersi imporre nel parziale decisivo ma Pospisil, dopo aver annullato una pericolosa palla break sul 3-3, ha sfruttato un calo dell’australiano chiudendo 6-3 il terzo set.

Finale: V. Pospisil b. [5] J. Duckworth 7-5 6-7(11) 6-3

Challenger Ismaning (Germania, carpet indoor, montepremi €69.280)

Nell’unico torneo europeo di questa settimana si impone Lukas Lacko, giocatore slovacco che ha vissuto un’annata deludente che lo ha spedito fuori dai primi 200 giocatori del ranking ma con questo sussulto si garantisce almeno un posto tra le qualificazioni del primo Slam del 2020. In Germania c’erano diversi italiani come Baldi, campione in carica, Napolitano, Arnaboldi, Bonadio, Vanni e Pellegrino ma nessuno di loro è riuscito ad andare oltre il terzo turno. Il cammino di Lacko non è stato per niente semplice, ha faticato per tre set contro l’ucraino Sachko al secondo turno, poi ha sconfitto agevolmente Baldi agli ottavi prima di rimontare un set all’ostico russo Gabashvili e giungere così in semifinale dove ha dato vita ad un’intensissima battaglia contro il tedesco Lenz, al quale ha annullato diversi match point prima di vincere 12-10 al tie break del terzo parziale. La finale contro la sorpresa del torneo, l’americano Cressy al primo Challenger in carriera fuori dal suo continente, che ha dimostrato comunque di trovarsi molto bene sulla superficie rapidissima tedesca, è stata a senso unico in quanto Maxime non è sembrato mai in partita e ha perso in meno di un’ora di gioco con lo score di 6-3 6-0.

Finale: [16] L. Lacko b. [12] M. Cressy 6-3 6-0

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Nei Challenger gli italiani si prendono una settimana libera

Eliminati prematuramente Agamenone e Arnaboldi, gli unici due azzurri in tabellone a Quimper

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Franco Agamenone al Challenger di Forlì 3 (Foto Gentilmente Concessa dall'Ufficio Stampa del Torneo)

Al Challenger 80 di Quimper (Bretagna, cemento indoor) fanno poca strada Franco Agamenone e Andrea Arnaboldi, gli unici due italiani in tabellone. L’italo-argentino si ferma al primo turno contro il portoghese Joao Sousa (N.140 ATP e sesta testa di serie) con un punteggio (6-3 6-3) che descrive molto bene quanto successo. Troppa la superiorità di Sousa, che ha avuto migliori percentuali sia al servizio che in risposta e ha ottenuto quattro break contro uno solo.

Franco ha iniziato la stagione in maniera un po’ altalenante, quasi fosse sospeso tra due mondi: i Challenger e il circuito maggiore. Ma salire di categoria ogni sei mesi è piuttosto complicato e lui, da ragazzo intelligente, lo sa fin troppo bene. Lo aspettano probabilmente mesi difficili in cui la ricerca di un nuovo equilibrio sarà costellata di molti alti e bassi. Sempre senza dimenticare che pochi mesi fa giocava i Futures e non si era mai affacciato al piano di sopra. Intanto la sconfitta prematura in terra di Bretagna gli ha un po’ scombussolato la programmazione (che a questo punto prevede il 7 febbraio un altro Challenger a Cherbourg e l’ATP 250 a Marsiglia la settimana successiva), consigliandogli un pit stop a Lecce per raccogliere le idee.

Inizio di stagione un po’ deludente per Andrea Arnaboldi che ha raccolto una sola vittoria a fronte di quattro sconfitte. Qui a Quimper è stato fermato al secondo turno delle qualificazioni da Hiroki Moriya (i giapponesi devo avercela con lui visto che a Melbourne è stato Taro Daniel a imporgli lo stop). Poi la sorte gli ha offerto una seconda chance ripescandolo come lucky loser, ma purtroppo il tennista azzurro è stato costretto al ritiro quando era sotto 6-3 3-0 con Lestienne.

 

Il torneo nel frattempo si è allineato ai quarti di finale con poca fortuna per le prime teste di serie e per i vecchi leoni. Henri Laaksonen e Pierre-Hugues Herbert (i primi due giocatori del seeding) sono usciti subito per mano rispettivamente di Damir Dzumhur e Alexandre Muller. Nella categoria ‘vecchi leoni’ abbiamo assistito con un po’ di tristezza all’ennesima tappa del malinconico declino di Gilles Simon e Jo-Wilfred Tsonga che, complici anche diversi problemi fisici, dimostrano per l’ennesima volta di non essere più competitivi. Preferiamo ricordarli su altri palcoscenici.

Al Challenger 80 di Santa Cruz (Bolivia, terra battuta) abbiamo un seeding tutto sudamericano con Hugo Dellien (N.114 ATP) che presidia la parte alta del tabellone e Francisco Cerundolo (N.127 ATP) che cerca di sterzare dopo un inizio di 2022 non particolarmente brillante. C’è poi l’inossidabile Fernando Verdasco, che a 38 anni prova a giocarsi le ultime carte di una fantastica carriera.

Si gioca un Challenger 80 anche a Columbus (Ohio, cemento indoor), dove il grande e unico favorito è il padrone di casa Jenson Brooksby, che dopo le riuscitissime incursioni al piano di sopra (Newport, Washington, US Open e Anversa) e dopo aver saltato lo swing australiano causa COVID-19 torna ai suoi amati Challenger, forse per rifinire una classifica che già lo vede al N.58 ATP. Qualche chance se la giocano anche Jack Sock, da cui non sai mai cosa aspettarti, e lo specialista Bjorn Fratangelo.

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Il 23enne Pavel Kotov vince il Challenger di Forlì

Il giovane russo conferma di trovarsi a proprio agio in terra romagnola e bissa il successo di dicembre.

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Pavel Kotov - Forlì 2022 (foto Uff. Stampa Challenger Forlì)

Il russo Pavel Kotov (n.231 ATP), che qui aveva già vinto in dicembre, mette in bacheca il Challenger 80 di Forlì 3 (cemento indoor), battendo in finale il francese Quentin Halys (n.148 ATP) con il punteggio di 7-5 6-7(5) 6-3. Una partita aspra e combattuta, durata più di due ore e mezzo, che il 23enne russo ha tenuto a lungo in pugno, pur accusando alcuni passaggi a vuoto che hanno concesso qualche chance all’avversario. Il primo set segue la regola dei servizi fino al 5-5 quando il francese si fa brekkare a zero e si condanna ad una gara di rincorsa. Che sembra avere successo quando nel secondo parziale Kotov è prima costretto, già nel secondo game, ad annullare tre palle break e subito dopo a ricorrere ad un lungo medical timeout per un fastidioso problema ad un ginocchio. Questo non gli impedisce comunque di arrivare al tie-break che però lo vede soccombere, rimandando la decisione ad un terzo set in cui il russo prende quasi subito il comando con un break nel quarto game. È lo strappo decisivo perché Kotov, servendo sul 5-3, chiude al secondo match point, non prima in realtà di aver annullato una palla break che avrebbe potuto riaprire l’incontro. Per Kotov, che era arrivato alla finale senza perdere nemmeno un set, è la seconda vittoria Challenger in carriera che gli regala il nuovo best ranking al n.180, sesto miglior giocatore russo in graduatoria. Per Halys continua un’anonima navigazione a ridosso dei primi 100, senza che sia mai riuscito ad entrarci. E i 25 anni già compiuti gli mettono senz’altro un po’ di pressione.

Fuori ai quarti i due italiani superstiti Franco Agamenone e Jimbo Moroni. L’italo-argentino perde 7-5 7-5 contro l’esperto tedesco Cedrik-Marcel Stebe. In un primo set che segue a lungo la regola dei servizi, Franco si fa brekkare a zero nel dodicesimo gioco, mentre nel secondo parziale perde il servizio e va sotto 3-5. Qui reagisce, come nel suo carattere, annulla un match point e recupera il break, tornando in partita. Poi, sventato un secondo match point, riperde a zero il maledetto dodicesimo game ed è costretto a fare i bagagli, con destinazione Francia per una lunga trasferta che lo vedrà partecipare a due Challenger in Bretagna e Normandia (Quimper e Cherbourg) e alle qualificazioni dell’ATP 250 di Marsiglia.

Ancora più combattuta la partita di Jimbo Moroni che lotta strenuamente contro il francese Quentin Halys, ma alla fine è costretto a cedere 7-6(1) 7-6(2) dopo un’ora e quaranta di partita.

 

Si è giocato un Challenger 80 anche in Cile, a Concepcion (terra battuta) e ha vinto Daniel Elahi Galan che in finale ha avuto la meglio sull’argentino Santiago Rodriguez Taverna (n.264 ATP) con il punteggio di 6-1 3-6 6-3, conquistando così il suo terzo titolo Challenger (S.Benedetto del Tronto 2019 e Lima 2020 i precedenti). Il 25enne colombiano risale così alla posizione n.122 ATP, riprendendo la rincorsa a quella top 100 che già aveva sfiorato nello scorso mese di marzo.

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Bene gli azzurri Agamenone e Moroni al Challenger 80 di Forlì

Out al primo turno Jack Draper, il vincitore della scorsa settimana. Torna alla vittoria Stefano Napolitano, che sembra finalmente sulla via del recupero

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Franco Agamenone al Challenger di Forlì 3 (Foto Gentilmente Concessa dall'Ufficio Stampa del Torneo)

Franco Agamenone, reduce dalla spedizione australiana dove ha collezionato una semifinale al Challenger di Bendigo e un primo turno nelle qualificazioni dell’Australian Open, riprende esattamente da dove aveva lasciato. Riprende cioè a dominare nel circuito Challenger, che ormai per lui è come il giardino di casa. Mostra infatti una tale confidenza che non lascia trapelare il fatto che sono appena pochi mesi che si è guadagnato il diritto di giocare a questo livello. Qui a Forlì, su un tappeto piuttosto veloce che in teoria non dovrebbe favorirlo, ha prima faticato non poco per avere la meglio del rumeno Marius Copil (N.275 ATP, ma ex Top 100 dal rovescio monomane pesantissimo), poi si è riposato contro il giapponese Kaichi Uchida (N.263 ATP). Il figlio del Sol Levante infatti non ha praticamente visto palla e il 6-2 6-4 finale, maturato in poco più di un’ora, rende solo in parte l’idea di come la partita sia stata totalmente a senso unico. Quattro break contro uno solo, concesso dall’italo-argentino in un momento di distrazione quando era convinto di avere ormai portato a casa la partita. Ora lo attende una sfida probabilmente più complicata contro l’esperto tedesco Cedrik-Marcel Stebe (N.247 ATP) che ha eliminato il britannico Jay Clarke, finalista qui la settimana scorsa.

Comunque vada a finire, l’azzurro ha ulteriormente migliorato il suo best, come minimo alla posizione N.178. Ma questa non è una novità perché lo fa ogni settimana.

Un grande Jimbo Moroni approda anche lui ai quarti di finale superando nell’ordine il francese Antoine Hoang (N.200 ATP) e il cinese di Taipei Tung-Lin Wu (N.268 ATP). Con Hoang il tennista romano è stato costretto ad una gara di rincorsa, vinta 6-7(4) 6-0 6-2, mentre con Wu ha sempre avuto in mano il pallino del match anche se nel primo set ha dovuto sudare non poco, prevalendo in un drammatico tie-break alla terza occasione utile. Il punteggio di 7-6(8) 6-3 e la durata di quasi due ore chiariscono bene la durezza dell’incontro. Al prossimo turno affronterà il francese Quentin Halys che si è sbarazzato in rimonta del connazionale Manuel Guinard.  

 

In ogni caso ‘El bufalo’ si è già garantito il rientro in Top 200 (N.199 ATP), a sole quattro posizioni dal suo best.

Fuori invece Stefano Napolitano e Andrea Pellegrino che hanno vissuto entrambi di alti e bassi. Napolitano ha superato all’esordio l’insidioso croato Nino Serdarusic (N.245 ATP) col punteggio di 7-6(6) 2-6 7-6(2), annullando ben sei set point nel primo set. Un buon segnale perché il tennista piemontese, in questo suo complicato rientro alle competizioni dopo l’operazione al gomito, aveva sempre accusato dei passaggi a vuoto proprio nei momenti delicati dei match. Troppo solido nel turno successivo il canadese Vasek Pospisil (N.138 ATP e prima testa di serie) che ha prevalso 6-3 6-4, sfoggiando a tratti sprazzi di quel talento che nel 2014 lo avevano portato alla posizione N.25 in classifica.

Pellegrino, quasi irriconoscibile col capello corto e senza lo smanicato d’ordinanza, ha faticato non poco all’esordio contro lo slovacco Lukas Lacko (N.188 ATP), dando l’impressione di essere ancora alle prese con il fuso orario australiano. Poi si è assestato e ha recuperato la sua proverbiale energia che, dopo la vittoria su Lacko, l’ha portato a condurre anche contro il portoghese Frederico Ferreira Silva (N.239 ATP e vincitore al primo turno di Matteo Arnaldi). Vinto il primo set, il tennista pugliese è andato a servire sul 5-4 nel secondo parziale, ma qui purtroppo ha subito il break che ha fatto girare l’incontro, dando inizio a un percorso accidentato che, attraverso due tie-break, l’ha portato a perdere 4-6 7-6(5) 7-6(5).

Non avevamo finito di tessere le lodi di Jack Draper che il ventenne tennista britannico ci ha spiegato in maniera esaustiva perché la sua classifica non sia quella che il suo enorme talento gli potrebbe consentire. Contro il croato Borna Gojo (N.286 ATP), l’eroe della scorsa Davis, è arrivata una sconfitta del tutto inaspettata ma anche ineccepibile. Draper nel primo set, preso subito un break di vantaggio, si era avviato, così almeno sembrava, verso un facile successo. A questo punto decideva però di mostrarci il lato oscuro della luna, cominciando a sbagliare cose elementari e apparendo per di più anche un po’ svogliato. Così si faceva trascinare ad un tie-break che perdeva malamente. Encefalogramma piatto nel secondo parziale e il risultato di 7-6(3) 6-3 lo costringeva ad utilizzare un biglietto di ritorno anticipato.

Si gioca anche a Concepcion (Cile, terra battuta) dove va in scena un Challenger 80 con una buona entry list. Hugo Dellien (N.114 ATP) presidia il tabellone con la prima testa di serie, e se dovessimo indicare un favorito alternativo faremmo i nomi di Francisco Cerundolo (N.127 ATP) che a questi livelli sarebbe un grave errore trascurare, e del colombiano Daniel Elahi Galan Riveros (N.121 ATP).

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