Matteo Berrettini sicuro top 10 a fine anno

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Matteo Berrettini sicuro top 10 a fine anno

La sconfitta contro Tsonga a Bercy mette a rischio la qualificazione per le ATP Finals. Ma Matteo si consola con un risultato storico: è il primo italiano a chiudere la stagione in top 10 da Barazzutti nel 1978

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno

Matteo Berrettini è sceso in campo ieri sera nel Masters 1000 di Parigi-Bercy contro Jo-Wilfried Tsonga con il cuore che batteva a mille. Inevitabilmente. Nel pomeriggio dell’ultimo torneo prima del Masters dei Magnifici otto di fine anno, i suoi più incalzanti inseguitori per un posto alle finali ATP, lo spagnolo Bautista Agut che era n.9 nella Race to London a 160 punti ATP e il belga David Goffin che era decimo a 335, erano stati eliminati: 7-6 7-6 il primo dall’australiano de Minaur, 7-5 6-3 il secondo da Dimitrov.

Altri tre tennisti assai più distaccati ma ancora con qualche chance di qualificazioni, Fognini (KO con Shapovalov 3-6 6-3 6-3, e racchetta frantumata), Schwartzman sconfitto in due set da Edmund e Isner (battuto da Garin 7-6 7-6) avevano dovuto abbandonare anch’essi ogni speranza. A quel punto il rivale più vicino (a 230 punti) era diventato Gael Monfils, il francese che Matteo aveva superato al quinto set nei quarti all’US Open e che ieri pomeriggio battendo Paire 6-4 7-6 aveva raggiunto gli ottavi, dove troverà oggi il non irresistibile moldavo Radu Albot.

Così Berrettini sapeva che se lui fosse riuscito a battere Tsonga, Monfils avrebbe dovuto raggiungere addirittura la finale, pur trovandosi nella stessa metà tabellone di Nadal, oltre che di Tsonga e Berrettini. Insomma più fatta di così… Matteo sapeva che se invece lui avesse perso con Tsonga, beh Monfils non avrebbe potuto limitarsi a battere Albot, ma avrebbe poi dovuto superare anche il vincente del duello di ottavi fra Zverev e Shapovalov e raggiungere le semifinali. Traguardo non facile ma più raggiungibile.

Potete immaginare la grande pressione dell’azzurro, con tutto il Palais du Sport de Bercy schierato a favore di Tsonga: l’idolo locale, ex numero 5 del mondo (2012) e oggi a 34 anni numero 35 dopo un lungo infortunio, si era mostrato in gran progresso di forma battendo al primo turno Rublev, 4-6 7-5 6-4. Ma intanto Matteo sapeva anche che, comunque andasse la storia delle finali ATP, a fine anno sarà sicuramente top 10, come nessun italiano più da Barazzutti, numero 10 nel 1978, 41 anni fa. Non c’è un solo scenario che lo metterebbe fuori dai primi dieci giocatori del mondo. Anche nella peggiore delle ipotesi (trionfo di Wawrinka o de Minaur a Bercy e contemporanea semifinale di Monfils) Matteo chiuderebbe comunque la stagione in top 10. Come dire che per Matteo questa sarà comunque un’annata straordinaria, fantastica, storica.

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Giornata senza sorprese a Doha, passano tutte le favorite. A Muguruza servono tre ore

La domenica in Qatar non propone alcun scossone. Muguruza soffre ma passa contro Kasatkina, vince Anisimova (che prova a rilanciarsi)

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Garbine Muguruza - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Prima giornata di gioco del WTA Premier 5 di Doha, ricca di incontri ma priva di reali sorprese. Nessuna delle teste di serie in gioco è stata infatti eliminata.

Prosegue lo scarso momento di forma di Wang, alla terza sconfitta di fila, che cede nettamente alla testa di serie numero 16 Elise Mertens per 6-1 6-2. Vittoria molto sofferta (7-5 5-7 6-3) anche per la numero 11 del seeding e recente finalista in Australia, Garbine Muguruza. La tennista spagnola ha bisogno di tre ore per avere ragione di Daria Kasatkina, che non sembra riuscire a riprendersi dopo diversi mesi di risultati deludenti. Agli ottavi sarà sfida con Tomljianovic, vincitrice ieri contro Hon.

Segnali di ripresa invece da Amanda Anisimova. La giovane tennista statunitense ha superato per 6-3 7-6(4) la russa Alexandrova, mostrando una grande solidità al servizio. Sfiderà la testa di serie numero 5 Svitolina al prossimo turno. Continua a ben figurare Ons Jabeur, che dopo i quarti all’Australian Open è andata a un solo punto dall’eliminare Halep, futura vincitrice del torneo, sul cemento di Dubai. Qui a Doha proverà a dimostrare di aver compiuto quei progressi di continuità che le hanno sempre fatto difetto, e la vittoria netta contro Siniakova (6-3 6-2) sembra posizionarla sulla giusta strada. La attende, al turno successivo, la vincitrice della sfida tra Riske e Brady. Muchova e Kudermetova saranno invece le (non semplicissime) avversarie di Bertens e Bencic.

 

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Il programma del lunedì a Dubai: Musetti dopo pranzo, Djokovic a merenda

L’ATP 500 di Dubai comincia subito con il botto. L’esordio assoluto di Musetti e il ritorno in campo del campione dell’Australian Open

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Quella che inaugurerà l’ATP 500 di Dubai sarà una giornata ricca di partite interessanti. Gli occhi degli appassionati italiani saranno puntati sui due connazionali in tabellone, Fabio Fognini che torna a giocare dopo i guai fisici di Rotterdam e soprattutto la new entry Lorenzo Musetti, alla prima partita in un torneo ATP.

Grande curiosità per il giovane tennista di Carrara, che ha eliminato Popyrin (il primo top 100 battuto in carriera) e Donskoy nelle qualificazioni. ed è il primo 2002 a qualificarsi ad un torneo ATP. Non è stato però fortunato nel sorteggio, ed esordirà domani sul campo 1 di Dubai contro il numero 14 del mondo Rublev, non prima delle 14 italiane.

Domani sarà anche il giorno dell’esordio di Novak Djokovic, alla sua prima partita dopo la finale degli Australian Open. Il tennista serbo esordirà contro il tunisino Malek Jaziri (protagonista di un siparietto qui sotto allegato) non prima delle 16 italiane sul campo centrale. Unico precedente tra i due nell’edizione 2016 di Dubai, con vittoria netta di Djokovic.

Chiude il programma della giornata sul centrale di Dubai la sfida tra Monfils e Fucsovics, in programma non prima delle 17 e 30 italiane. Il tennista ungherese non è riuscito a portare avanti la forma mostrata in Australia, collezionando due sconfitte di fila tra Marsiglia e Rotterdam. Stato di forma completamente diverso per Monfils, che viene da nove vittorie di fila e due tornei vinti tra Montpellier e Rotterdam. Il tennista francese difende la semifinale dello scorso anno, e chissà che la regolarità di Fucsovics non possa metterlo in difficoltà. Unico precedente tra i due la sfida dello scorso anno a Madrid, vinta da Monfils.

Il programma completo

Centrale – 11 italiane
M. Kukushkin vs K. Khachanov
Non prima delle 13
P. Kohlschreiber vs [WC] M. Safwat
Non prima delle 16
[1] N. Djokovic vs [WC] M. Jaziri
[3] G. Monfils vs M. Fucsovics

Campo 1 – 11.30 italiane
Peers/Venus vs Herbert/Paire
[Q] Kontinen/Struff vs Pavic/Soares
[Q] L. Musetti vs [6] A. Rublev
[Q] L. Harris vs R. Gasquet

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Caujolle, direttore di Marsiglia: “L’edizione migliore per qualità. Sinner è impressionante”

MARSIGLIA – Nella consueta conferenza stampa post-torneo, Jean-François Caujolle si è detto soddisfatto della qualità del tennis di quest’anno: “Con Tsitsipas e Aliassime, la finale migliore. Impressionato da Sinner, farà parte della rosa dei giovani più forti”

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da Marsiglia, la nostra inviata

Il direttore dell’Open13, Jean-François Caujolle, ha tenuto la consueta conferenza stampa di fine torneo per tessere il bilancio dell’evento. Inizialmente accompagnato dal Presidente della Federazione francese Bernard Giudicelli affinché questi approfondisse la situazione dell’evoluzione delle competizioni del tennis amatoriale in Francia, l’ex tennista francese – classe 1953 ed ex n. 71 del mondo – ha sottolineato, tra le altre cose, la grande qualità del tabellone di quest’anno e del livello di gioco. Inoltre ha evocato la necessità, in futuro, di considerare un rinnovo delle strutture che accolgono l’evento.

Ci sono due tematiche inerenti all’edizione 2020 sulle quali vorrei soffermarmi e che mi stanno particolarmente a cuore” precisa Caujolle, “la forza del torneo e l’evoluzione del tabellone. Quella di quest’anno è certamente la migliore edizione in termini di qualità dei match, soprattutto grazie a questa nuova generazione presente in tabellone e che è andata avanti nel torneo. Si tratta di giocatori che si elevano ad un livello che speravamo e poi sono ragazzi che non giocano soltanto molto bene ma danno un riscontro sotto il profilo umano, anche a noi organizzatori. Guardando indietro le edizioni del torneo, 20 anni fa, 10 anni, o 5 anni fa, oggi il livello è aumentato in maniera impressionante. Oggi la qualità del gioco è elevatissima“.

 

Un commento sui due finalisti? “Sono due giocatori che speravamo avere in finale, è una finale ideale. Tsitsipas è sempre al 100% nel senso che dà sempre tutto, tutte le volte. Félix è uguale, arriva e gioca al 100%, e, per la giovane età, è un giocatore di una maturità incredibile. Tsitsipas è forse più incisivo nel gioco, Félix lo è ancora un po’ meno ma ha una forza impressionante, è solido, è un bulldozer; e anche se i suoi colpi non sono potentissimi, ha una forza mentale e una determinazione incredibili, è programmato per diventare, teoricamente, n. 1 del mondo. In generale, non guardo molto le partite durante il torneo, resto spesso nel mio ufficio, perché non sempre assistiamo ad una qualità eccelsa degli incontri; ma quest’anno è stato diverso, abbiamo avuto davvero incontri di gran bel tennis. Abbiamo registrato inoltre un aumento di pubblico“.

Saranno necessari dei cambiamenti in futuro? “Le infrastrutture ormai sono un po’ superate, ci vorrebbero strutture più adatte alla metropoli di Marsiglia. Non sto parlando assolutamente di cambiamento di città  ma di strutture. Siamo tra i primi 2-3 ATP ‘250’ per quanto riguarda il tabellone, ma siamo un po’ stretti, ci vorrebbero impianti più funzionali e più adatti alla nostra epoca. Per ritornare alla competizione, quest’anno abbiamo investito innanzitutto sui giocatori. Per me è importante il piacere che la qualità del tennis può dare al pubblico, con un gioco e giocatori di qualità e il torneo ha un’economia sufficientemente stabile per avere giocatori come Tsitsipas, Medvedev, ecc.“.

E poi un commento su Sinner: “Sinner è uno di quei giocatori che ha contribuito a elevare la qualità e il livello del gioco di quest’anno. Sono davvero impressionato da questo giovane tennista, secondo me farà sempre più parte di questa bella generazione, insieme a Tsitsipas, Medvedev, Thiem, Zverev.“.

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