Coppa Davis: Raonic non ce la fa, dentro Schnur

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Coppa Davis: Raonic non ce la fa, dentro Schnur

L’ex n.3 del mondo deve chiudere la stagione anzitempo per un malanno alla schiena e rinuncia alle Finali di Madrid

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Milos Raonic dopo l'incontro con Fognini a Vancouver nel 2013 (Photo Don MacKinnon/AFP/Getty Images)

Il team canadese di Coppa Davis dovrà fare a meno del suo uomo di maggiore esperienza per le BNP Paribas Davis Cup Finals presented by Rakuten che cominciano la settimana prossima alla Caja Magica di Madrid. Milos Raonic (n. 31 ATP) è stato costretto a dare forfait e sarà sostituito da Brayden Schnur (n. 94 ATP).

È davvero una grossa delusione per me non essere in grado di rappresentare il mio paese in Coppa Davis. La mia salute mi ha tradito ripetutamente quest’anno ed è capitato ancora una volta. Mi prenderò tutto il tempo necessario per rimettermi in sesto e sono impaziente di tornare in campo la prossima stagione – ha detto Raonic – ho molta fiducia nei miei compagni di squadra e so che daranno tutti loro stessi per assicurare al Canada la sua prima Coppa Davis. Farò il tifo per loro e auguro ogni fortuna”.

Schnur ha scalato 100 posti in classifica dall’inizio della stagione, raggiungendo la finale dell’ATP 250 New York Open in febbraio e, più recentemente, è stato sconfitto dall’altro canadese Vasek Pospisil nella finale del Challenger di Charlottesville, Virginia. Questa sarà la sua seconda esperienza in Coppa Davis, dopo aver debuttato nel 2017 a Edmonton nel play-off per il World Group contro l’India. “Sono molto contento di giocare nelle Finali di Coppa Davis, ma naturalmente voglio augurare a Milos un pronto recupero – ha dichiarato Schnur – è un onore rappresentare il Canada in questa competizione, ogni partita sarà difficile e sono pronto a sostenere i miei compagni fino alla fine”.

 

Il Canada sarà impegnato nello stesso girone dell’Italia e degli Stati Uniti, quindi l’assenza di Raonic è una buona notizia per i colori azzurri. Il resto del team biancorosso sarà composto da Denis Shapovalov (n. 15 ATP), Felix Auger-Aliassime (n. 21 ATP) e Vasek Pospisil (n. 149 ATP). Shapovalov è reduce dalla semifinale al Rolex Paris Masters di Parigi-Bercy, Pospisil sta rientrando dopo un infortunio alla schiena che l’ha tenuto fuori gioco per diversi mesi ed ha vinto due tornei Challenger in singolare nell’ultimo mese, oltre a essere un eccellente doppista. Il più giovane della squadra, Auger-Aliassime, sta recuperando da una distorsione alla caviglia rimediata poco prima del torneo di Vienna che lo ha costretto anche a saltare l’ultimo Masters 1000 della stagione, ma dovrebbe essere della partita a Madrid.

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WTA Awards 2019: Tyzzer coach dell’anno, Kvitova brilla per il fair play

Premiato l’allenatore di Barty, in attesa dei riconoscimenti per le giocatrici. Indian Wells si conferma il Premier Mandatory preferito dalle tenniste

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Petra Kvitova - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Prime ufficialità per i riconoscimenti di fine stagione della WTA, aspettando gli attesi Awards destinati alla giocatrice e al doppio dell’anno che verranno ufficializzati mercoledì 11 dicembre.

I MIGLIORI TORNEI – Il voto delle protagoniste del circuito ha determinato, per ciascuna categoria, quali siano stati gli appuntamenti più apprezzati in giro per il mondo nell’anno che si sta per concludere. Parametri di valutazione: il livello dell’organizzazione, i servizi offerti alle atlete e la passione dei fan. Dal 2014 Indian Wells ha sempre primeggiato tra i Premier Mandatory. Quello del 2019 è invece il secondo successo per Dubai tra i Premier 5. Gli altri riconoscimenti sono stati assegnati a pari merito. Tra i Premier, decimo successo per Stoccarda insieme al secondo di San Pietroburgo. Acapulco per la dodicesima volta è l’International più votato e condivide il gradino più alto con Auckland (quarto alloro).

  • Premier Mandatory: BNP Paribas Open (Indian Wells)
  • Premier 5: Dubai Duty Free Tennis Championships
  • Premier: Porsche Tennis Grand Prix (Stoccarda) e San Pietroburgo
  • International: Abierto Mexicano TELCEL (Acapulco) e Auckland

FAIR PLAY – Va a Petra Kvitova per il settimo anno consecutivo (l’ottavo in totale) il Karen Krantzcke Sportsmanship Award, premio per la giocatrice che maggiormente si è contraddistinta per il rispetto delle avversarie e la correttezza dei suoi comportamenti dentro e fuori dal campo. “La conferma di questo riconoscimento dalle colleghe mi rende felice – ha commentato la numero sette del mondo -, sono sempre orgogliosa di trattare le mie avversarie con grande rispetto e spero di ispirare le ragazze più giovani ad amare il tennis quanto me“.

SINDACALISTA – Per la prima volta nella sua carriera, la canadese Gabriela Dabrowski (otto del mondo in doppio) si è guadagnata il Peachy Kellmeyer Player Service Award, riconoscimento (assegnato in passato anche a Francesca Schiavone) che va a premiare la sua attività a favore delle giocatrici all’interno del Players’ Council WTA. “Ho cercato di dar voce agli interessi di tutte – ha commentato – spero di proseguire al meglio questo lavoro, con tre spunti per il nuovo anno: il percorso verso le pari opportunità, la promozione dei tornei di doppio e in generale di un sempre maggiore coinvolgimento dei tifosi“.

BEST COACHCraig Tyzzer, allenatore di Ashleigh Barty, si prende invece il premio di coach dell’anno. Insieme all’australiana, che ha chiuso l’anno da numero uno del ranking, ha conquistato il Roland Garros e le Finals di Shenzhen. Tra i meriti riconosciuti al tecnico di Melbourne, anche l’attività mediatica di promozione del tennis femminile svolta da Gold Member del WTA Coach Program.

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Playoff Asia-Pacifico: ad Han e Ito le wild card per l’Australian Open 2020

Per la sudcoreana Han si tratterà del debutto a livello Slam, il giapponese Ito sarà invece alla sesta presenza in carriera nel main draw dell’Australian Open

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Si sono conclusi a Zhuhai nella giornata di domenica gli Australian Open Asia-Pacific Wildcard Play-off, giunti alla loro ottava edizione. A conquistare le due wild card per il tabellone principale sono stati la sudcoreana Na-Lae Han e il giapponese Tatsuma Ito, che tra poco più di un mese saranno quindi ai nastri di partenza dell’Australian Open (20 gennaio – 3 febbraio 2020).

Na-Lae Han e Tatsuma Ito – Australian Open Asia-Pacific playoff (photo @tennis.com.au)

La 27enne Han, numero 182 del mondo e prima favorita del seeding, ha superato in finale la giapponese Ayano Shimizu con un doppio 6-2. A Melbourne farà il suo debutto nel tabellone principale di uno Slam, a 12 anni di distanza dall’ultima partecipazione di una giocatrice coreana in un major: era il 2007 quando Cho Yoon-jeong perse al primo turno degli US Open da Lourdes Domínguez Lino. “Chi vorrei affrontare al primo turno? Mi piacerebbe giocare contro Serena Williams, ha dichiarato Han per poi aggiungere: “Ma se voglio vincere, sarebbe meglio affrontare una giocatrice con un ranking più basso”.

Nel torneo maschile ha invece trionfato il giapponese Tatsuma Ito, che in finale ha sconfitto in due set (7-5 6-4) il primo favorito del seeding Jason Jung. Per il 31enne Ito, numero 148 del mondo, si tratterà della seconda partecipazione consecutiva all’Australian Open (lo scorso anno perse al primo turno contro Daniel Evans dopo aver superato le qualificazioni), la sesta in assoluto. “Ho giocato all’Australian Open diverse volte, lì mi sento a casa. Ci sono sempre tante persone che vengono lì per supportarmi. Quest’anno sono dovuto passare dalle qualificazioni ed è stato molto dispendioso per il mio fisico. Il prossimo anno sarà più semplice, ha dichiarato un sorridente Ito.

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Andreescu vince il Trofeo Lou Marsh come miglior atleta canadese dell’anno

Bianca Andreescu è la prima tennista nella storia a venire insignita del prestigioso titolo

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Bianca Andreescu - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Non poteva finire in maniera migliore quest’anno 2019 per Bianca Andreescu. Dopo i successi a Indian Wells, Toronto e allo US Open, oltre che alla qualificazione alle WTA Finals di Shenzhen e il raggiungimento del n. 4 nella classifica mondiale, l’atleta di Mississauga è stata insignita del Lou Marsh Trophy come migliore atleta canadese dell’anno, un prestigioso riconoscimento istituito nel 1936 che viene attribuito da una giuria di giornalisti sportivi e che elegge l’atleta canadese che maggiormente si è distinto in tutti gli sport.

È la prima volta che questo premio viene assegnata un tennista, uomo o donna, dopo che nel corso degli anni gli sport del ghiaccio hanno giocato la parte del leone con 21 vincitori tra hockey e pattinaggio. In passato il trofeo è stato vinto per ben quattro volte da Wayne Gretzky, universalmente ritenuto il miglior giocatore di hockey di tutti i tempi, e nell’albo d’oro compaiono tanti nomi di assoluto valore, dal cestista Steve Nash al pilota di Formula 1 Jacques Villeneuve, dagli sprinter Ben Johnson (prima che venisse squalificato per doping) e Donovan Bailey alla giovane nuotatrice Penny Oleksiak.

Andreescu al momento si trova a Toronto dove sta completando la riabilitazione dopo l’infortunio al ginocchio sinistro che l’ha costretta a ritirarsi dalle WTA Finals di Shenzhen e ricomincerà ad allenarsi a metà mese in California per preparare l’Australian Open 2020.

 

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