La preview di Ubaldo e Steve Flink: “Lo US Open è nelle mani di Novak Djokovic”

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La preview di Ubaldo e Steve Flink: “Lo US Open è nelle mani di Novak Djokovic”

“Solo lui può perderlo, mai stato così super favorito”, dice Flink. Scanagatta: “Ma allora avrà una tremenda pressione sulle spalle”. Dieci italiani direttamente in tabellone, è un record. Le chance di Matteo Berrettini… però c’è Medvedev. Il grande libro di Steve su Pete Sampras

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Novak Djokovic - US Open 2018 (foto Art Seitz)

Il Direttore Ubaldo Scanagatta è tornato con una nuova conversazione a distanza, e stavolta Steve Flink, suo tradizionale compagno di chat, è l’intervistato. Di seguito il video, diviso in due parti: la prima sul tabellone maschile dello US Open, la seconda sul nuovo libro di Steve, che contiene lunghe conversazioni con Pistol Pete e con molti dei suoi rivali principali, oltreché con alcuni dei giocatori che lo idolatravano da bambini, fra cui un certo serbo di belle speranze…

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

00:00 – Si apre con una gara a chi ha fatto più US Open di fila, e la vince Steve: “Li ho fatti tutti [quindi dal 1968, ndr] ad eccezione di quello del 1970, e ci ho lavorato come giornalista dal 1974”. Ubaldo ne ha fatti ‘solo’ 36 di fila, 38 in totale. “Sarà strano non esserci dopo tutto questo tempo, ma possiamo fare i nostri soliti video, magari sarà proprio come stare seduti nell’Arthur Ashe!”

 

02:18Il favorito secondo Steve? Spoiler alert: è uno dei due vincitori del torneo che parteciperanno, ma non è Cilic…

03:00Il tabellone di Djokovic: “Nole non ha avuto un sorteggio semplicissimo, il vincitore di Bublik-Edmund al secondo turno potrebbe dargli fastidio, soprattutto il kazako perché serve benissimo”. Anche un potenziale ottavo con Isner potrebbe essere interessante, anche se Ubaldo non è convinto che John abbia le armi per vincere un tre su cinque con il serbo.

04:30 – A proposito di lungagnoni, cosa ne pensano di Reilly Opelka che tanto bene ha fatto questa settimana? “Serve meglio di Isner, me l’ha detto Tsitsipas”, è il responso di Ubaldo, mentre Steve non è d’accordo: “Credo che serva bene quanto Isner, ma che si muova molto meglio”. Una cosa è certa: bisogna rivolgere una prece al povero greco che questa settimana si è fatto Anderson, Isner, Opelka, e stasera Raonic, tutti di fila!

06:56“Quando guardo un match fra big server posso solo pensare alle parole del grande Rino Tommasi: iniziamo direttamente dal tie-break!”

08:30 – Parte alta del tabellone: qual è il pronostico di Steve Flink? “Credo che potremmo vedere una semifinale molto intrigante fra Djokovic e Tsitsipas…” E Zverev? “Be’, se serve come negli ultimi giochi con Murray…”

10:59 – Parte bassa: sarà Medvedev vs Thiem? “Il russo ha fatto benissimo lo scorso anno, ma credo che Thiem sia pronto per vincere uno Slam dopo aver perso tre finali”. Ubaldo però non è così sicuro del Dominator: “Questa settimana è stato disastroso, ha vinto solo due punti in risposta contro Krajinovic, se giocherà così non andrà lontano! E potrebbe dover passare attraverso due canadesi, Auger-Aliassime agli ottavi e Milos Raonic, che sta giocando benissimo, ai quarti…”

13:08 – E il nostro Matteo Berrettini? Ubaldo: “Credo possa arrivare agli ottavi facilmente, ma lì avrebbe Rublev, che ha già battuto l’anno scorso. Credo possa ripetersi, perché il russo è talentuoso ma si prende delle pause durante il match?” Come se la caverebbe Matteo in un eventuale quarto con Medvedev? “Sarebbe molto dura, è meglio augurarsi che glielo faccia fuori Dimitrov!”

15:24 – Ubaldo ha ricordato David Mercer, giudice di sedia della finale di Wimbledon ’84 fra McEnroe e Connors, scomparso di recente. Queste le parole elegiache di Steve: “Ha lavorato anche come commentatore, ed era uno che amava profondamente il gioco. Abbiamo perso un vero compagno”

16:50 – Se Fognini non fosse stato convalescente, l’Italia avrebbe avuto 11 giocatori in tabellone, ma il ligure rientrerà per Roma e Parigi. A proposito del Roland Garros, il torneo sta cercando di alzare la quota di 5000 accessi giornalieri portandola a 15000 (5000 sì, ma per stadio). Steve farà una capatina? “Non ho in programma di andare, e sinceramente non credo nemmeno che sarei ammesso nel Paese in questo momento…”

19:34 – Si passa al nuovo libro di Steve, ‘Pete Sampras. Greatness revisited’: “Il libro uscirà il primo settembre su Amazon, sono veramente emozionato, perché credo che ci saranno molti spunti per i lettori. Ho parlato con Pete stesso ma anche con con molti dei suoi rivali, fra cui Edberg, Courier, Chang, e Ivanisevic. Ho parlato anche con Novak Djokovic, che ha parlato di cosa significasse per lui Pistol Pete in quanto idolo d’infanzia”.

20:45 – La verità, quanto hai importunato il povero Pete? “Non ho contato le ore che abbiamo passato insieme, ma sono state parecchie, abbiamo iniziato nel novembre del 2018 e siamo andati avanti a singhiozzo fino allo scorso autunno. Credo che sentire i commenti positivi dei suoi contemporanei l’abbia fatto riflettere in maniera diversa sulla sua carriera.

21:43 – Sampras è uno di quelli che ricordano ogni singolo punto? “No, Agassi e Navratilova sono così ma Pete non pensa in quel modo. Ha una memoria molto buona, ma tende soprattutto a ricordare i punti importanti

21:47 – Come alcuni ricorderanno, ma a 14 anni Pete fu convinto dal suo primo coach, Peter Fischer, a staccare la sinistra dal rovescio bimane, altro aspetto di cui si parla nel libro: “Fu molto difficile per lui, perché Fischer gli chiese di pensare ai benefici che ne avrebbe tratto nel lungo periodo, quando il colpo a una mano l’avrebbe aiutato a vincere Wimbledon. Lui si convinse e smise di preoccuparsi dei match che stava perdendo a livello juniores, perché sapeva che alla fine avrebbe avuto ragione lui, e credo che i suoi 14 Slam siano una buona prova a sostegno della bontà di quella decisione!”

24:10 – Ubaldo aveva commentato con Rino Tommasi uno dei primi match di Sampras, una sconfitta per triplice 6-1 con Michael Chang al Roland Garros, e aveva stentato a credere che quel ragazzo fosse lo stesso che Gianni Clerici aveva vaticinato come futuro N.1 (anche qui, lo Scriba non aveva tutti i torti). Anche Steve ricorda quegli esordi stentati: “All’inizio si stava ancora abituando al nuovo rovescio e al gioco dei pro, ma a partire dal 1990, quando vinse il suo primo US Open, divenne un altro giocatore

25:30 – Pistol Pete deve la sua fama (e il suo soprannome) al suo servizio, che Ubaldo definisce “forse il migliore di sempre, soprattutto sulla seconda”. Steve concorda: “Un aspetto di cui non si parla abbastanza è la sua forza mentale, perché soprattutto sulle palle break non aveva mai paura del doppio fallo, e si prendeva sempre dei rischi. Per certi versi era davvero come se avesse due prime

26:26 – Sampras non si fa vedere spesso ai tornei – non gli manca il tennis? “Non credo che non gli manchi, perché so che guarda tutte le finali importanti e che è rimasto impressionato dalla finale di Wimbledon dello scorso anno. Semplicemente credo che non sia ossessionato dal gioco come i suoi contemporanei e che non gli interessi farsi vedere ancora dopo essere stato sotto i riflettori per 15 anni, e lo rispetto per questo”.


Il tabellone maschile dello US Open 2020
Il tabellone femminile dello US Open 2020

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L’inarrestabile ascesa di Coco Gauff

Dall’exploit di Wimbledon 2019 alla top 30, anche se Coco Gauff diventerà maggiorenne solo tra un anno. I capitoli migliori sono da scrivere, ma è già tra le migliori al mondo

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Coco Gauff - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tra tutte le ragazze che prenderanno parte al WTA 250 di Parma una delle più attese è sicuramente Coco Gauff, che farà il suo esordio contro Kaia Kanepi nella giornata di martedì. Certo, le wild card alle sorelle Williams hanno rimescolato un po’ le carte, ma l’interesse dei media per Coco rimane altissimo, da quel tardo pomeriggio del 1 luglio 2019 in cui sul campo centrale di Wimbledon avvenne il ‘fattaccio’. 

Qualsiasi detective degno del suo distintivo sa che la ricostruzione di un evento differisce, anche di molto, a seconda dei punti di vista di chi osserva. Ognuno di noi percepisce frammenti di realtà che non sempre è facile ricomporre. Saremmo allora curiosi di sapere cosa rimase negli occhi dei presenti. 

Il pubblico probabilmente avrà seguito con simpatia l’adolescente che schizzava rapidissima da una parte all’altra del campo a ribattere ogni colpo di Venus Williams. La veterana statunitense avrà guardato con ammirato stupore quell’impertinente ragazzina che, punto dopo punto, stava trasformando in un incubo quel tranquillo incontro di primo turno. Quelli che ne sanno, avranno osservato deliziati quel frenetico gioco di piedi alla ricerca della palla: prima di ogni colpo tre velocissimi passettini di avvicinamento, un vero spettacolo. Il quadro, una volta ricomposto, ci ha restituito una delle più grandi sorprese tennistiche degli ultimi anni: la 15enne venuta dal nulla aveva appena rifilato un comodo 6-4 6-4 alla grande Venus.

 

Insomma, non è che la ragazzina venisse proprio dal nulla, in fin dei conti nel 2017, a soli 13 anni, aveva raggiunto la finale degli US Open junior per poi vincere l’anno successivo il Roland Garros, sempre a livello giovanile. Però ce ne passa dall’essere una bimba prodigio a battere la cinque volte campionessa di Wimbledon.

Cori Gauff, in arte Coco, diventa a 15 anni e 122 giorni la più giovane tennista a vincere un match Slam dai tempi di Anna Kournikova, ma i suoi piedi, pur velocissimi, rimangono però saldamente piantati a terra. Facendo sfoggio di understatement, dice: Non scherziamo, non è corretto che le sorelle Williams vengano paragonate a una ragazza che ha appena iniziato. Loro rimangono i miei idoli“.

Sarà. Intanto supera altri due turni (Magdalena Rybarikova e Polona Hercog le vittime) e deve pensarci Simona Halep in persona, la futura campionessa, a fermare la sua corsa. Intanto sale al n.141 del ranking e si guadagna la paginata su Vogue. Michelle Obama le fa i complimenti e su Twitter i follower diventano in un attimo 375.000 (oggi sono 661.000).

Coco fa bella figura anche allo US Open. Supera due turni prima di essere sconfitta dalla campionessa in carica Naomi Osaka, che è talmente impressionata dalla ragazza che la prega di partecipare alla sua intervista post-partita, gesto inusuale e particolarmente significativo. 

Poi, quando le chiedono come spenderà i primi soldi guadagnati, mostra finalmente tutti i suoi 15 anni: Probabilmente mi comprerò un costume per Halloween“.

A questo punto facciamo un passo indietro. Da dove arriva questa ragazza prodigio? Da Atlanta, da una famiglia di sportivi. Mamma Candi era un’ostacolista e babbo Corey giocava a basket (entrambi a livello universitario). I genitori si accorgono presto che la bimba ha doti motorie e di coordinazione inusuali. A sette anni inizia a giocare a tennis ed è talmente brava che i genitori capiscono che Atlanta non è la città giusta per coltivare il suo talento. Si trasferiscono così in Florida, a Delray Beach, una delle città a più alto ‘tasso tennistico’ degli States. Abbandonano il lavoro per seguire a tempo pieno i sogni tennistici della figlia, accettando un rischio di fallimento altissimo, sia umano che professionale.

Tra parentesi, diciamo che adesso i problemi economici sono superati: il mezzo milione in banca e la procura firmata con Team 8 (la società di management creata da Federer e gestita dal suo agente Tony Godsick) mettono al sicuro la famiglia. 

Frequenti sono intanto le trasferte in Europa, dove la bimba inizia a frequentare anche l’Academy di Patrick Mouratoglou, cui dice, con la serena incoscienza dei suoi dieci anni: Io voglio diventare la numero uno del mondo!Inutile sottolineare che Mouratoglou rimane molto impressionato. Adesso non ha più dieci anni, ma lo stesso Mouratoglou, che ogni anno la ospita per qualche settimana, di lei dice: È molto più matura di tante ragazze che girano per il Tour e che di anni ne hanno venticinque“.

Talmente matura che nella triste vicenda di George Floyd che ha dato origine a ‘Black Lives Matter’, ha preso una posizione molto chiara e netta. Ho una voce e la uso nella speranza che le mie parole servano a stimolare in qualcuno una riflessione, soprattutto nelle persone a me vicine e in particolare nei miei amici bianchi. È molto triste che la protesta di oggi sia identica a quelle dei miei nonni cinquant’anni fa“. Niente male per un’adolescente che a casa sua può sì guidare la macchina, ma non ancora votare né bere alcolici. Parole forti che la ragazzina ha pronunciato poco prima che si andasse a votare per il quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti. 

Ci viene ancora una volta in soccorso Mouratoglou: “Ha una tale fiducia in se stessa che le serve non solo nel tennis, ma le permette anche di fare un discorso come questo“.

Che Coco Gauff non sia una ragazza come tutte le altre lo dimostra anche quando ci racconta di come si sia trovata, troppo presto, davanti a un bivio fondamentale della sua vita: “Nel 2018, poco prima di Wimbledon, ho faticato molto a capire cosa volevo fare realmente nella mia vita futura. Per un anno almeno sono stata sull’orlo della depressione, faticavo a vedere il lato positivo delle cose, ero confusa, pensavo tanto e piangevo spesso“. Un adolescente non dovrebbe conoscere il significato della parola depressione, questo deve aver pensato Coco mentre osservava i suoi coetanei vivere le loro esperienze da liceali mentre lei si trovava già ingabbiata nei rigidi schemi connessi a una carriera sportiva di successo. “Spesso passo troppo tempo a paragonare la mia vita a quella dei miei coetanei che vanno a scuola e che vedo così felici nella loro normalità. Così mi veniva da pensare che fosse quello ciò che volevo, ma poi ho capito che nessuno nella vita reale è felice tanto quanto dimostra di esserlo sui social media“.

D’altra parte, non nascondiamocelo: chi tra i suoi coetanei avrebbe mai potuto vivere quel pomeriggio a Wimbledon?

In considerazione della sua giovane età, a causa della policy WTA, Gauff non può partecipare a molti tornei. Uno dei pochi è quello di Linz (ottobre 2019) nel quale viene sconfitta all’ultimo turno delle qualificazioni. Una disdetta, attraversare mezzo mondo e perdere in quel modo. Ma non si è predestinati per nulla; infatti viene ripescata come lucky loser e il vento inizia a soffiare forte nelle sue vele, fino a farle vincere il primo titolo nel circuito maggiore. Un percorso costellato di vittime illustri (Kiki Bertens e Jelena Ostapenko tra tutte) e premiato dal suo nuovo best ranking al n. 71 WTA.

Coco Gauff – Linz 2019 (foto via Twitter, @WTALinz)

Sports Illustrated ci mette la ciliegina, premiandola come “Breaktrough Athlete 2019”. E su Sports Illustrated mica ci sono solo tennisti; qui si fa sul serio, la concorrenza è multidisciplinare. 

All’Australian Open, l’ultimo torneo prima del Covid, batte di nuovo Venus e si vendica di Naomi Osaka, prima di essere fermata dalla futura campionessa Sofia Kenin. 

L’indimenticabile Martina Navratilova dice di lei: “Coco ha grandissime qualità, in campo e fuori e, nonostante l’età, è già attiva politicamente. Quando la vedo sorrido, ha già raggiunto molto e potrà togliersi tante altre soddisfazioni in futuro. Gauff è una di quelle persone che possono cambiare il mondo e sembra volerlo fare. Lo sport nel cambiamento sociale ha sempre avuto un ruolo importante e lo può avere ancora“. 

Ancora una volta sport e vita reale si intrecciano strettamente nel comporre il miracolo Coco Gauff. Su cui vigila attentamente babbo Corey, consapevole che spesso la vita presenta un conto salato ai baby fenomeni. Nessuno deve dimenticare la parabola di Jennifer Capriati che rubava nei negozi o di Andrea Jaeger che fuggì dal mondo ritirandosi in convento. 

Ma babbo non è il solo a vigilare. Durante il torneo di Charleston, la 16enne è rimasta bloccata da sola in ascensore e ha chiesto aiuto con Tik Tok (lei non suona l’allarme come noi umani!). In un attimo ha ricevuto mezzo milione di like: la ragazza è ormai mainstream. Speriamo che qualcuno abbia anche chiamato i soccorsi.

Il finale di 2020 di Coco Gauff, dopo la ripresa del circuito, non è stato eccellente con un record di sei vittorie e altrettante sconfitte in incontri di main draw (tra le più deludenti quella contro Martina Trevisan al Roland Garros). Le cose sono andate così così fino all’Australian Open – tre vittorie e tre sconfitte con l’uscita dalla top 50 – ma il cambio di marcia è stato evidente dal torneo di Adelaide, dove ha raggiunto la semifinale persa di un soffio contro Belinda Bencic. Dal torneo australiano agli Internazionali d’Italia, dove Coco si è spinta nuovamente fino al penultimo atto, fanno 13 vittorie (15 se consideriamo le qualificazioni) e 6 sconfitte. La classifica la vede adesso al trentesimo posto – best ranking – a distanza non certo siderale (600 punti) dalla top 20. Insomma, come non essere convinti che i capitoli migliori siano quelli ancora da scrivere? 

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Pagelle

Pagelle Roma: Imperatore Rafa, gladiatore Sonego

Rafa Nadal centra la decima agli Internazionali d’Italia battendo Djokovic. Swiatek padrona, Sonego show e la Fit che fa sempre centro

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Non è colpa loro eh, sia chiaro. Ci hanno pure provato a perdere e in più di un’occasione ma alla fine, per l’ennesima volta sono arrivati in fondo ancora loro. Ce l’aveva quasi fatta Shapovalov (7) a fermare il primo, ma niente. Ce l’aveva quasi fatta Tsitsipas (7,5) a fermare il secondo, ma niente.

“La NextGen siamo noi” ha detto Nole e si capisce, lo ha detto mentre guardava Pietrangeli in tribuna. Ma forse aveva proprio ragione Fabio Fognini (4,5 nel torneo, 10 alla dichiarazione dell’epoca) quando disse che “La NextGen è una cazzata”.
È così la finale di Roma è stata ancora una volta una storia tra loro due, gli eterni rivali nella città eterna. Fenomeni, mostruosi, inarrivabili, incommensurabili per abnegazione e voglia di vincere e non arrendersi mai.

Rafa Nadal (10) l’ha spuntata, come da pronostico e come da tradizione e può puntare verso Parigi con serenità ritrovata. Saranno felici dalle parte di Porte d’Auteuil che “Roma è davvero il posto più importante della mia carriera” ma vabbè, sono anche abituati ai discorsi di Rafa. E comunque, provateci voi ad essere originali se vi tocca fare sempre gli stessi discorsi negli stessi posti.
Insomma Djokovic (9) battuto ma non abbattuto, era chiaro che alla lunga avrebbe pagato l’accumulo di stanchezza ma tanto è tra qualche settimana che si parrà la sua nobilitade.

 

È stato un torneo entusiasmante, soprattutto per coloro i quali avevano comprato i biglietti nei mesi scorsi per poi ricevere una comunicazione che i loro tagliandi non rientravano nel 25% dei posti disponibili e vedere la Fit (10 e lode per la fantasia), mettere in vendita quegli stessi biglietti a prezzi raddoppiati. O per chi aveva acquistato un biglietto per la sessione serale e se l’è trovata dimezzata, salvo ricevere un voucher (di soldi neanche a parlarne). O per chi aveva acquistato un biglietto che comprendeva cinque partite, ne ha viste quattro e ha ricevuto in omaggio una bottiglietta di amuchina. Ma delle avventure degli spettatori ne abbiamo già parlato in settimana e non vi tedieremo oltre.

Per fortuna ci hanno pensato i nostri a farci dimenticare tutto. Lorenzo Sonego (9,5) ha insegnato a Belotti e compagni cosa significhi il cuore-Toro, ma soprattutto dopo questo torneo ora ha il dovere di credere in una carriera da top, poiché ha tutto per restare a lungo in vetta. E il sogno di giocare la Finals in casa si trasforma sempre più in un obiettivo.

Matteo Berrettini (7,5) ha dato una lezione agli italopitechi, spiegando con un elegante sorriso che se hai perso 6-2 il secondo set non puoi prendertela con un errore arbitrale, Jannik Sinner (7) ha perso con Nadal e si è arrabbiato, il che non può che essere una buona notizia.

Marco Cecchinato (5) non ha preso bene la mancata wildcard andata a Mager (6,5) lamentandosi di bambini e caramelle, mentre Camila Giorgi (4) è riuscita a perdere una partita che poteva perdere solo lei. Poi vabbè, l’arbitro ha un po’ esagerato nell’invocare assistenza contro Sergio Giorgi, che sarà pure scatenato ma non per questo è giusto trattarlo come un serial-killer.

Sono successe anche cose imprevedibili in questo torneo, tipo la pioggia che costringe ad una programmazione improvvisata o tipo Nishikori (7) che vince una partita per ritiro dell’avversario, al punto che eravamo sicuri si trattasse di un errore della grafica.

Lorenzo Musetti (6) ha dovuto sorbirsi gli strali dei tifosi da bar per la sconfitta con Opelka (8,5) salvo poi scoprire che Opelka è un signor giocatore. Certo l’idea degli organizzatori di programmare la partita  sul campo 1 dove gli out sono piccoli  non è un colpo di genio. Nadal ha avuto “la fortuna” di sfidare il gigante americano sul centrale e infatti si è piazzato a rispondere sul Pietrangeli…

Iga Swiantek (10) ha demolito tutte le sue avversarie, lanciandosi nel migliore dei modi verso la riconferma a Parigi, e il primo pensiero dopo la vittoria è stato poter finalmente mangiare il tiramisù. Se aggiungiamo che ha chiamato il suo gatto Grappa, capite perché la polacca è già un nostro idolo.

In tutto ciò ha pure rifilato un doppio indigesto bagel alla malcapitata Pliskova (7), che solo in gioventù aveva beccato una sconfitta simile, in un torneo Itf a Latina: fossimo in lei, eviteremmo di andare a giocare nel nascente torneo di Frosinone.

Ah, come abbiamo detto sopra Nadal e Djokovic continuano a dominare. A Roma abbiamo scorto Andy Murray giocare il doppio. E domani torna in campo a Ginevra un certo svizzero. Venus e Serena (auguri alla nostra Pigato che l’ha beccata alla prima partita della vita) ripartono da Parma. Magari non è proprio come dice Fognini, ma sul pianeta terra (rossa) i dinosauri non hanno nessuna intenzione di estinguersi.

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Flash

Classifica ATP: best ranking per Sinner, Sonego supera Fognini

Jannik sale al numero 17, Sonego (27) precede Fognini di un posto. Cecchinato fuori dalla top 100

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Lorenzo Sonego - Roma 2021 (foto Twitter @InteBNLdItalia)

“Nihil sub sole novum” (Qohelet 1,9-10)

Niente di nuovo sotto il sole del tennis. I Giovani Ribelli hanno tentato per la centesima volta di scalzare contemporaneamente Nadal e Djokovic dal loro scranno e per la centesima volta sono stati costretti a tornare mestamente dietro la lavagna. Probabilmente più che le loro capacità alla fine potrà il tedio: tra dieci anni forse anche i due discendenti di Erode si stancheranno di maltrattare bambini. Non tragga in inganno il secondo posto in classifica occupato da Medvedev; per lui vale la definizione che Jorge Luis Borges diede della democrazia: un incidente statistico (tra i primi 10 del mondo per la verità c’è un incidente statistico ben più clamoroso di questo, ma per rispetto non lo diciamo apertis verbis; ci limitiamo a sottintenderlo).

LA TOP 20

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia11063 
2MedvedevRussia9780 
3NadalSpagna9630 
4ThiemAustria8445 
5TsitsipasGrecia7430 
6ZverevGermania7115 
7RublevRussia6090 
8FedererSvizzera5605 
9BerrettiniItalia3958 
10SchwartzmanArgentina3465 
11Bautista AgutSpagna3215 
12Carreno BustaSpagna3058 
13GoffinBelgio2875 
14MonfilsFrancia27031
15ShapovalovCanada2675-1
16RaonicCanada25184
17SinnerItalia25001
18HurkaczPolonia24981
19Auger-AliassimeCanada24962
20DimitrovBulgaria2540-3


Questa settimana il vertice della classifica ATP fornisce pochi spunti di riflessione. Poiché del nuovo miglior record di Sinner parleremo dopo, resta solo da sottolineare l’uscita di Casper Ruud dall’elenco dei migliori 20 e l’ennesimo rientro di Felix Auger-Aliassime. Più stimolanti le retrovie: il primo tennista statunitense in classifica è John Isner che occupa la posizione numero 34; alla 35 c’è Reilly Opelka, un atleta sulle cui fattezze il Lombroso avrebbe scritto un trattato; mai tennista fu più di lui simile a un memorabile villain della saga 007: lo squalo.

 

CASA ITALIA

Ogni settimana il tennis maschile italiano regala grandi imprese; se non è Berrettini a eccellere è Sinner, o Musetti, oppure Fognini o – come a Roma – un Magnifico Lorenzo Sonego. Insomma: toujours pernis. Con la semifinale agli Internazionali d’Italia Sonego ha eguagliato il proprio best ranking. Jannik Sinner ha fallito per la seconda volta l’assalto a Nadal ma si può consolare con un altro passo avanti in classifica che fa di lui il settimo italiano meglio piazzato di sempre dal 1973 ad oggi. Lorenzo Musetti non è riuscito a difendere gli ottavi di finale raggiunti un anno fa a Roma e ciò gli costa sei posti; Marco Cecchinato esce nuovamente dai primi 100. I migliori italiani:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 3958
17Sinner12500
27Sonego52132
28Fognini-11923
76Travaglia-7939
81Caruso 906
86Mager4879
88Musetti-6860
93Seppi4809
105Cecchinato-5761
138Gaio-1548
160Giannessi1458
164Fabbiano 439
167Lorenzi 428
176Giustino-2399
191Marcora1366


Questa settimana Fognini, Caruso e Travaglia giocheranno a Ginevra; Sinner e Musetti prenderanno invece parte al torneo di Lione.

LE RACE

Rafael Nadal torna da Roma con 1.000 punti in più e un posto tra i migliori otto della stagione: è sesto tra cotanto senno. Berrettini occupa la nona poltrona e Sinner la decima.

FINALS TORINO
PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATP
1TsitsipasGrecia31105
2DjokovicSerbia29201
3RublevRussia27607
4ZverevGermania22506
5MedvedevRussia22302
6NadalSpagna22203
7KaratsevRussia168525
8HurkaczPolonia146018


Musetti guadagna un posto nella corsa verso la qualificazione al torneo Next Generation:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1310172001
2Auger-AliassimeCanada665192000
3MusettiItalia511882002
4KordaUSA495652000
5JM CerundoloArgentina3971462001
6BrooksbyUSA3021652000
7BaezArgentina2651832000
8AlcarazSpagna2441142003
9MachacCechia2131432000

BEST RANKING

Miglior posizione della carriera per:

GiocatoreNazionePosizione
SinnerItalia17
KaratsevRussia25
BublikKazakistan38
Davidovich FokinaSpagna45
HanfmannGermania92


E adesso tutti al lago a vedere Lancillotto-Federer che torna in campo dopo Dubai.

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