La preview di Ubaldo e Steve Flink: “Lo US Open è nelle mani di Novak Djokovic”

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La preview di Ubaldo e Steve Flink: “Lo US Open è nelle mani di Novak Djokovic”

“Solo lui può perderlo, mai stato così super favorito”, dice Flink. Scanagatta: “Ma allora avrà una tremenda pressione sulle spalle”. Dieci italiani direttamente in tabellone, è un record. Le chance di Matteo Berrettini… però c’è Medvedev. Il grande libro di Steve su Pete Sampras

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Novak Djokovic - US Open 2018 (foto Art Seitz)

Il Direttore Ubaldo Scanagatta è tornato con una nuova conversazione a distanza, e stavolta Steve Flink, suo tradizionale compagno di chat, è l’intervistato. Di seguito il video, diviso in due parti: la prima sul tabellone maschile dello US Open, la seconda sul nuovo libro di Steve, che contiene lunghe conversazioni con Pistol Pete e con molti dei suoi rivali principali, oltreché con alcuni dei giocatori che lo idolatravano da bambini, fra cui un certo serbo di belle speranze…

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

00:00 – Si apre con una gara a chi ha fatto più US Open di fila, e la vince Steve: “Li ho fatti tutti [quindi dal 1968, ndr] ad eccezione di quello del 1970, e ci ho lavorato come giornalista dal 1974”. Ubaldo ne ha fatti ‘solo’ 36 di fila, 38 in totale. “Sarà strano non esserci dopo tutto questo tempo, ma possiamo fare i nostri soliti video, magari sarà proprio come stare seduti nell’Arthur Ashe!”

 

02:18Il favorito secondo Steve? Spoiler alert: è uno dei due vincitori del torneo che parteciperanno, ma non è Cilic…

03:00Il tabellone di Djokovic: “Nole non ha avuto un sorteggio semplicissimo, il vincitore di Bublik-Edmund al secondo turno potrebbe dargli fastidio, soprattutto il kazako perché serve benissimo”. Anche un potenziale ottavo con Isner potrebbe essere interessante, anche se Ubaldo non è convinto che John abbia le armi per vincere un tre su cinque con il serbo.

04:30 – A proposito di lungagnoni, cosa ne pensano di Reilly Opelka che tanto bene ha fatto questa settimana? “Serve meglio di Isner, me l’ha detto Tsitsipas”, è il responso di Ubaldo, mentre Steve non è d’accordo: “Credo che serva bene quanto Isner, ma che si muova molto meglio”. Una cosa è certa: bisogna rivolgere una prece al povero greco che questa settimana si è fatto Anderson, Isner, Opelka, e stasera Raonic, tutti di fila!

06:56“Quando guardo un match fra big server posso solo pensare alle parole del grande Rino Tommasi: iniziamo direttamente dal tie-break!”

08:30 – Parte alta del tabellone: qual è il pronostico di Steve Flink? “Credo che potremmo vedere una semifinale molto intrigante fra Djokovic e Tsitsipas…” E Zverev? “Be’, se serve come negli ultimi giochi con Murray…”

10:59 – Parte bassa: sarà Medvedev vs Thiem? “Il russo ha fatto benissimo lo scorso anno, ma credo che Thiem sia pronto per vincere uno Slam dopo aver perso tre finali”. Ubaldo però non è così sicuro del Dominator: “Questa settimana è stato disastroso, ha vinto solo due punti in risposta contro Krajinovic, se giocherà così non andrà lontano! E potrebbe dover passare attraverso due canadesi, Auger-Aliassime agli ottavi e Milos Raonic, che sta giocando benissimo, ai quarti…”

13:08 – E il nostro Matteo Berrettini? Ubaldo: “Credo possa arrivare agli ottavi facilmente, ma lì avrebbe Rublev, che ha già battuto l’anno scorso. Credo possa ripetersi, perché il russo è talentuoso ma si prende delle pause durante il match?” Come se la caverebbe Matteo in un eventuale quarto con Medvedev? “Sarebbe molto dura, è meglio augurarsi che glielo faccia fuori Dimitrov!”

15:24 – Ubaldo ha ricordato David Mercer, giudice di sedia della finale di Wimbledon ’84 fra McEnroe e Connors, scomparso di recente. Queste le parole elegiache di Steve: “Ha lavorato anche come commentatore, ed era uno che amava profondamente il gioco. Abbiamo perso un vero compagno”

16:50 – Se Fognini non fosse stato convalescente, l’Italia avrebbe avuto 11 giocatori in tabellone, ma il ligure rientrerà per Roma e Parigi. A proposito del Roland Garros, il torneo sta cercando di alzare la quota di 5000 accessi giornalieri portandola a 15000 (5000 sì, ma per stadio). Steve farà una capatina? “Non ho in programma di andare, e sinceramente non credo nemmeno che sarei ammesso nel Paese in questo momento…”

19:34 – Si passa al nuovo libro di Steve, ‘Pete Sampras. Greatness revisited’: “Il libro uscirà il primo settembre su Amazon, sono veramente emozionato, perché credo che ci saranno molti spunti per i lettori. Ho parlato con Pete stesso ma anche con con molti dei suoi rivali, fra cui Edberg, Courier, Chang, e Ivanisevic. Ho parlato anche con Novak Djokovic, che ha parlato di cosa significasse per lui Pistol Pete in quanto idolo d’infanzia”.

20:45 – La verità, quanto hai importunato il povero Pete? “Non ho contato le ore che abbiamo passato insieme, ma sono state parecchie, abbiamo iniziato nel novembre del 2018 e siamo andati avanti a singhiozzo fino allo scorso autunno. Credo che sentire i commenti positivi dei suoi contemporanei l’abbia fatto riflettere in maniera diversa sulla sua carriera.

21:43 – Sampras è uno di quelli che ricordano ogni singolo punto? “No, Agassi e Navratilova sono così ma Pete non pensa in quel modo. Ha una memoria molto buona, ma tende soprattutto a ricordare i punti importanti

21:47 – Come alcuni ricorderanno, ma a 14 anni Pete fu convinto dal suo primo coach, Peter Fischer, a staccare la sinistra dal rovescio bimane, altro aspetto di cui si parla nel libro: “Fu molto difficile per lui, perché Fischer gli chiese di pensare ai benefici che ne avrebbe tratto nel lungo periodo, quando il colpo a una mano l’avrebbe aiutato a vincere Wimbledon. Lui si convinse e smise di preoccuparsi dei match che stava perdendo a livello juniores, perché sapeva che alla fine avrebbe avuto ragione lui, e credo che i suoi 14 Slam siano una buona prova a sostegno della bontà di quella decisione!”

24:10 – Ubaldo aveva commentato con Rino Tommasi uno dei primi match di Sampras, una sconfitta per triplice 6-1 con Michael Chang al Roland Garros, e aveva stentato a credere che quel ragazzo fosse lo stesso che Gianni Clerici aveva vaticinato come futuro N.1 (anche qui, lo Scriba non aveva tutti i torti). Anche Steve ricorda quegli esordi stentati: “All’inizio si stava ancora abituando al nuovo rovescio e al gioco dei pro, ma a partire dal 1990, quando vinse il suo primo US Open, divenne un altro giocatore

25:30 – Pistol Pete deve la sua fama (e il suo soprannome) al suo servizio, che Ubaldo definisce “forse il migliore di sempre, soprattutto sulla seconda”. Steve concorda: “Un aspetto di cui non si parla abbastanza è la sua forza mentale, perché soprattutto sulle palle break non aveva mai paura del doppio fallo, e si prendeva sempre dei rischi. Per certi versi era davvero come se avesse due prime

26:26 – Sampras non si fa vedere spesso ai tornei – non gli manca il tennis? “Non credo che non gli manchi, perché so che guarda tutte le finali importanti e che è rimasto impressionato dalla finale di Wimbledon dello scorso anno. Semplicemente credo che non sia ossessionato dal gioco come i suoi contemporanei e che non gli interessi farsi vedere ancora dopo essere stato sotto i riflettori per 15 anni, e lo rispetto per questo”.


Il tabellone maschile dello US Open 2020
Il tabellone femminile dello US Open 2020

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ATP

L’ATP aggiorna ancora il sistema di ranking

Tra marzo e agosto 2021, i tennisti potranno preservare il 50% dei punti ottenuti nei tornei non disputati nel 2020 (qualora il risultato di quest’anno non fosse migliore)

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Fabio Fognini - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dall’ATP sono arrivati aggiornamenti sulla questione classifiche. Il ranking, che è rimasto congelato dal 16 marzo al 24 agosto 2020, è passato dal classico sistema di validità annuale a uno a 22 mesi e poi a 24 mesi, a seguito di un’altra delibera dell’ATP dello scorso ottobre. A gennaio la data di ripresa del sistema tradizionale era stata ulteriormente posticipata alla settimana del 15 marzo, ma recentemente l’associazione dei giocatori ha deciso di prorogare ancora il termine.

Nel periodo tra il 4 marzo e il 9 agosto 2021 (incluso Masters 1000 di Toronto), i giocatori potranno mantenere il 50% dei punti dei tornei che non si sono disputati nel 2020 (ad esempio Montecarlo), ovviamente a patto che il risultato del 2021 non sia migliore. Per fare un esempio pratico, prendendo proprio il torneo di Montecarlo, Fabio Fognini potrà mantenere 500 dei 1000 punti conquistati vincendo il titolo nel 2019, sempre che non raggiunga la finale (che offre 600 punti) o rivinca il torneo. La stessa logica è stata applicata – in maniera sorprendente, a onor del vero – anche ai tornei riprogrammati in un periodo diverso, come gli Internazionali di Roma o il Roland Garros. Ipoteticamente dunque, se Rafael Nadal e Novak Djokovic dovessero perdere al primo turno al prossimo Roland Garros, manterrebbero rispettivamente 1000 e 600 punti. Discorso simile per Jannik Sinner che, avendo raggiunto i quarti nello Slam parigino lo scorso anno, di fatto è sicuro di mantenere 180 punti (equivalenti cioè ad un ottavo di finale).

Per il resto i criteri rimangono gli stessi annunciati alla fine del 2020 e qui sotto riassunti:

 
  • I giocatori che abbiano giocato lo stesso evento due volte nel corso del periodo sopra indicato (marzo 2019 – 9 agosto 2021) potranno conteggiare i punti derivanti dal migliore risultato tra i due
  • Ai fini del calcolo del ranking di un giocatore, verranno presi in considerazione 19 risultati e non 18 come negli anni passati. Questi includono i quattro Slam, gli otto Masters 1000 obbligatori (escluso dunque Montecarlo) e i sette migliori risultati ottenuti negli altri tornei (Rolex Montecarlo Masters, ATP Cup, ATP 500, ATP 250, Challenger, ITF). Le ATP Finals 2021 conteranno come evento addizionale per coloro che si qualificheranno.
  • Ai fini della qualificazione alle ATP Finals di Torino e alle Next Gen ATP Finals di Milano, verranno considerati i punti raccolti nel corso dell’anno solare; le due Race saranno dunque stilate sulla base dei soli risultati ottenuti nei tornei del 2021. C’è dunque la possibilità che a fine anno la posizione di un giocatore nella Race to Turin non coincida con il suo ranking ATP.

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ATP

Strage di big a Rotterdam: subito fuori Medvedev e Zverev

Brutte figure all’esordio per la prima e terza testa di serie del torneo. Il russo si fa eliminare in due set da Lajovic, mentre Sascha lascia il passo a Bublik

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La testa di serie numero uno, Daniil Medvedev, e la numero tre, Alexander Zverev, sono stati precocemente eliminati dall’ATP 500 di Rotterdam al termine di due prestazioni piuttosto scialbe. Entrambi hanno perso in due set i rispettivi match contro Dusan Lajovic e Alexander Bublik in maniera abbastanza simile, lasciandosi sfuggire in extremis un primo set equilibrato e arrendendosi di fatto nel secondo.

Medvedev, dopo uno scambio di break nella pancia del set, è arrivato a giocarsela al tiebreak nel quale però Lajovic è subito scappato sul 6-2, rendendo davvero difficile ogni tentativo di rimonta del russo. Il serbo ha condotto la propria partita con la solita perizia e abnegazione, approfittando alla grande della giornata no del proprio avversario. Medvedev dall’altro lato pescava qua e là colpi spettacolari (su tutti un rovescio no look in avanzamento davvero pregevole), ma era nel complesso inconsistente. Un chirurgico break nel nono gioco ha poi segnato la sua sconfitta, la seconda consecutiva (sempre contro un giocatore serbo curiosamente) dopo la batosta nella finale dell’Australian Open contro Novak Djokovic. Lajovic affronterà dunque Borna Coric negli ottavi di finale.

Zverev invece ha sprecato un break di vantaggio in ciascun set: nel primo, dopo essere andato avanti 2-0, si è fatto riprendere sul 4-4 e poi addirittura beffare nel dodicesimo gioco dopo essere arrivato a due punti dal tiebreak. Nel secondo set, Sascha si è invece issato sul 3-1, ma da quel momento in poi non ha più vinto neanche un game finendo per cedere il parziale, e con esso la partita, con il punteggio di 6-3. Pur senza commettere doppi falli, il tedesco ha nuovamente litigato con la seconda che spesso non superava i 130 km/h e atterrava innocua dalle parti di Bublik, sorprendentemente cinico nel gestire le difficoltà del più blasonato avversario. Il kazako sarà il prossimo avversario di Tommy Paul, che ha superato in due set Lorenzo Sonego.

Il peggio, o meglio, i segnali meno confortanti, è però arrivato nel post partita. Se Medvedev ha addirittura evitato di comparire in conferenza stampa, Zverev invece ha detto cose che lasciano un po’ cadere le braccia e che certificano ancora una volta il grande scarto che purtroppo ancora sussiste tra i Next Gen e la vecchia guardia in termini di mentalità. Il tedesco ha detto di non curarsi molto della sconfitta perché Rotterdam è un torneo nel quale non si trova bene, tirando in ballo soprattutto le palline utilizzate (‘dovrebbero testarle di più‘, il messaggio lanciato nella breve conferenza stampa). Non il massimo della comunicazione, soprattutto visto che stiamo parlando di un top 10 ormai stabile, nonché potenziale pretendente al numero uno in futuro – anzi teoricamente già adesso.

Il tabellone completo di Rotterdam

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ATP

ATP Rotterdam, Sonego è già ai saluti: Paul si esalta contro l’azzurro

Due ore di battaglia, ma lo statunitense gioca su un livello molto alto. “Fa solo numeri”, ammette Lorenzo, non sostenuto dalle prime di servizio nel tie break. Paul sfiderà Bublik, che ha eliminato a sorpresa Zverev

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Dopo l’uscita ai quarti di Montpellier per mano di Goffin (poi vincitore del torneo), Lorenzo Sonego saluta troppo presto Rotterdam. Non sarà stata la miglior partita della carriera quella interpretata contro Tommy Paul, ma va detto che i meriti dello statunitense superano le incertezze che può aver avuto il numero quattro d’Italia. Per arrivare al 6-4 7-6 finale devono trascorrere due ore di battaglia, che regalano al ventitreenne del New Jersey un secondo turno più aperto del previsto. Per quanto Bublik sia in un momento di grazia, meglio incontrare lui che Sascha Zverev superato a sorpresa proprio dal kazako sul campo centrale. Considerazione che fa aumentare il dispiacere per la sconfitta, anche perché Sonego aveva incontrato e sconfitto Bublik al Roland Garros.

PASSAGGIO A VUOTO – I primi due game durano un quarto d’ora, entrambi i giocatori hanno difficoltà con le prime di servizio. Al punto da smarrirlo, generando un break e contro-break. Dopo non aver sfruttato (sul 2-2) tre occasioni per strappare il servizio, nel settimo game Sonego inciampa in un decisivo passaggio a vuoto. Gioco consegnato nelle mani del suo avversario a zero, con tre errori evitabili tra dritto e rovescio. Servizio perso senza opposizione, si torna a rincorrere. Questa volta però la reazione immediata non c’è, con Paul che riesce a piazzare il primo allungo (5-3) utile a condurre in porto il set.

BATTAGLIA – L’avvio del secondo parziale sembra l’alba della partita. Nuovamente break e controbreak, ma questa volta Lorenzo è psicologicamente bravo a rimanere centrato. Dopo aver perso il primo game, andava interrotta l’inerzia negativa. Per tornare a lottare spalla a spalla, pur senza grandi sicurezze nei fondamentali in cui di solito eccelle: il servizio e la palla corta, che Paul sembra leggere facilmente con lo spostamento in avanti. Lo statunitense, oggi 56 ATP, si dimostra a suo agio quando può entrare nel campo. Fa solo numeri, borbotta Lorenzo, prima di perdere il game del 3-3. Due game più avanti, sul 4-4, Sonego va sotto 0-30 e rivede lo spettro del momento che ha spaccato il primo set.

 

Stavolta Paul però ci mette del suo, alza la percentuale di errori e si fa sfuggire ai vantaggi un punto delicatissimo. Lo statunitense si trova a dover servire per rimanere nel set, ben due volte, fino al tie-break. L’intensità sale, entrambi si prendono rischi. Sul 5-5 si materializza il primo match point, grazie a un rovescio imprendibile che va a pizzicare la riga. Sonego non molla, nonostante non sia sostenuto dalle prime. Sul 6-6 si guadagna il suo set point, esaltandosi con generosità in difesa. Non arriva però al traguardo, visto che ancora una volta Paul ha il merito di giocare meglio i punti chiave. Se la partita si fosse allungata, forse, sarebbe stato complicato mantenere un livello così alto.

Il tabellone completo di Rotterdam

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