ATP Vienna: Rublev parte forte, già fuori Shapovalov

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ATP Vienna: Rublev parte forte, già fuori Shapovalov

Solo cinque partite in programma nella prima giornata: Monfils si ritira contro Carreno, avanti Anderson e Coric

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Assegnati i due titoli ATP 250 della settimana ormai passata, il circuito si divide fra Vienna e Nur-Sultan. La capitale austriaca ospita un “500” che, per campo di partecipanti, quest’anno assomiglia molto a un Masters 1000, complice anche l’assenza del torneo di Basilea. Nonostante il ritiro dell’ultimo momento di Diego Schwartzman, restano ben cinque i top 10 in tabellone, tra i quali il numero 1 del mondo Novak Djokovic e l’idolo di casa Dominic Thiem, con un “taglio” al numero 31 del ranking. Proprio Thiem ha detto che questo “è probabilmente l’ATP 500 migliore di sempre“. Difficile contraddirlo guardando gli avversari che deve affrontare per replicare il trionfo dello scorso anno, anche se il primo ostacolo, Kei Nishikori, ha dato forfait ed è stato sostituito da Vitaliy Sachk, ventitreenne ucraino oltre il 500° posto del ranking al suo primo main draw ATP. Non che Dominic non sia in grado di crearsi problemi un po’ con chiunque ai primi turni.

Tornando a Schwartzman, ufficialmente ritirato per un problema alla spalla, non si può certo biasimare Diego per rinunciare a un torneo dove, in quanto finalista uscente, non ha quasi possibilità di incamerare punti, dopo aver disputato quindici incontro in sei settimane. Di certo non si lamenta Lorenzo Sonego, entrato come lucky loser, che debutterà contro Dusan Lajovic.

Il programma inizia con una delusione per gli spettatori austriaci, non più di mille (per sessione) sugli spalti: Dennis Novak, wild card e amicissimo per semprissima di Thiem, è stato sconfitto Kevin Anderson dopo due ore e tre quarti al tie-break del terzo set, nel quale si è trovato avanti per 6-3, senza però riuscire a trasformare nessuno dei tre match point, commettendo anche doppio fallo su quello con la battuta a disposizione. Anderson, entrato con il ranking protetto, è anche dovuto ricorrere al MTO all’inizio del terzo set per farsi trattare il ginocchio destro, operato due volte negli ultimi tredici mesi. Al prossimo turno, troverà Pablo Carreño Busta che è stato invece in campo appena 39 minuti contro Gael Monfils. Il trentaquattrenne parigino, come il coetaneo Anderson, ha richiesto un trattamento da parte del fisioterapista – al collo, nel suo caso – ma con risultati ben diversi: sotto 6-1 2-0 è arrivato il ritiro. Evitata la bolla newyorchese, Monfils è stato sconfitto all’esordio a Roma, Amburgo e Parigi, per poi dare forfait ai due tornei di Colonia. Protagonista di un ottimo avvio di stagione (ottavi a Melbourne, dodici vittorie di fila che gli hanno portato due titoli e una finale in febbraio), la pausa forzata non ha per nulla giovato a Lamonf.

 

Com’era prevedibile, non ha avuto alcun problema Andrey Rublev contro il qualificato Norbert Gombos. Il 6-3 6-2 è arrivato in un’ora esatta e con esso la vittoria numero 35 in stagione a fronte di 7 sconfitte, e ora il moscovita può attendere Jannik Sinner. O Casper Ruud. Relegato sul campo dei doppisti (ufficialmente Next Gen Court), Borna Coric ha regolato con un doppio 6-4 Taylor Fritz e aspetta senza troppa impazienza il vincitore del derby tra Novak Djokovic e Filip Krajinovic.

Nell’ultimo match di giornata, Jurij Rodionov, come Novak wild card e membro della scuderia di Wolfgang Thiem, si è reso protagonista dell’impresa di giornata battendo Denis Shapovalov davanti al pubblico amico. Il ventunenne nato a Norimberga, n. 153 ATP, mancino, dotato di buona mano e oggi particolarmente efficace nei pressi della rete, ha ottenuto la sua prima vittoria nel circuito maggiore un mese fa al Roland Garros contro Chardy. Il suo secondo successo arriva ora ai danni del numero 12 del mondo che, com’è intuibile, ci ha messo del suo per uscire in due set. 34 errori non forzati per Shapo tra i quali 10 doppi falli, decisivi nelle fasi finali dei due parziali.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [WC] D. Novak 6-7(2) 6-4 7-6(6)
P. Carreño Busta b. [7] G. Monfils 6-1 2-0 rit.
[5] A. Rublev b. [Q] N. Gombos 6-3 6-2
[WC] J. Rodionov b. [8] D. Shapovalov 6-4 7-5
B. Coric b. T. Fritz 6-4 6-4

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Strage di big a Rotterdam: subito fuori Medvedev e Zverev

Brutte figure all’esordio per la prima e terza testa di serie del torneo. Il russo si fa eliminare in due set da Lajovic, mentre Sascha lascia il passo a Bublik

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La testa di serie numero uno, Daniil Medvedev, e la numero tre, Alexander Zverev, sono stati precocemente eliminati dall’ATP 500 di Rotterdam al termine di due prestazioni piuttosto scialbe. Entrambi hanno perso in due set i rispettivi match contro Dusan Lajovic e Alexander Bublik in maniera abbastanza simile, lasciandosi sfuggire in extremis un primo set equilibrato e arrendendosi di fatto nel secondo.

Medvedev, dopo uno scambio di break nella pancia del set, è arrivato a giocarsela al tiebreak nel quale però Lajovic è subito scappato sul 6-2, rendendo davvero difficile ogni tentativo di rimonta del russo. Il serbo ha condotto la propria partita con la solita perizia e abnegazione, approfittando alla grande della giornata no del proprio avversario. Medvedev dall’altro lato pescava qua e là colpi spettacolari (su tutti un rovescio no look in avanzamento davvero pregevole), ma era nel complesso inconsistente. Un chirurgico break nel nono gioco ha poi segnato la sua sconfitta, la seconda consecutiva (sempre contro un giocatore serbo curiosamente) dopo la batosta nella finale dell’Australian Open contro Novak Djokovic. Lajovic affronterà dunque Borna Coric negli ottavi di finale.

Zverev invece ha sprecato un break di vantaggio in ciascun set: nel primo, dopo essere andato avanti 2-0, si è fatto riprendere sul 4-4 e poi addirittura beffare nel dodicesimo gioco dopo essere arrivato a due punti dal tiebreak. Nel secondo set, Sascha si è invece issato sul 3-1, ma da quel momento in poi non ha più vinto neanche un game finendo per cedere il parziale, e con esso la partita, con il punteggio di 6-3. Pur senza commettere doppi falli, il tedesco ha nuovamente litigato con la seconda che spesso non superava i 130 km/h e atterrava innocua dalle parti di Bublik, sorprendentemente cinico nel gestire le difficoltà del più blasonato avversario. Il kazako sarà il prossimo avversario di Tommy Paul, che ha superato in due set Lorenzo Sonego.

Il peggio, o meglio, i segnali meno confortanti, è però arrivato nel post partita. Se Medvedev ha addirittura evitato di comparire in conferenza stampa, Zverev invece ha detto cose che lasciano un po’ cadere le braccia e che certificano ancora una volta il grande scarto che purtroppo ancora sussiste tra i Next Gen e la vecchia guardia in termini di mentalità. Il tedesco ha detto di non curarsi molto della sconfitta perché Rotterdam è un torneo nel quale non si trova bene, tirando in ballo soprattutto le palline utilizzate (‘dovrebbero testarle di più‘, il messaggio lanciato nella breve conferenza stampa). Non il massimo della comunicazione, soprattutto visto che stiamo parlando di un top 10 ormai stabile, nonché potenziale pretendente al numero uno in futuro – anzi teoricamente già adesso.

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ATP Rotterdam, Sonego è già ai saluti: Paul si esalta contro l’azzurro

Due ore di battaglia, ma lo statunitense gioca su un livello molto alto. “Fa solo numeri”, ammette Lorenzo, non sostenuto dalle prime di servizio nel tie break. Paul sfiderà Bublik, che ha eliminato a sorpresa Zverev

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Dopo l’uscita ai quarti di Montpellier per mano di Goffin (poi vincitore del torneo), Lorenzo Sonego saluta troppo presto Rotterdam. Non sarà stata la miglior partita della carriera quella interpretata contro Tommy Paul, ma va detto che i meriti dello statunitense superano le incertezze che può aver avuto il numero quattro d’Italia. Per arrivare al 6-4 7-6 finale devono trascorrere due ore di battaglia, che regalano al ventitreenne del New Jersey un secondo turno più aperto del previsto. Per quanto Bublik sia in un momento di grazia, meglio incontrare lui che Sascha Zverev superato a sorpresa proprio dal kazako sul campo centrale. Considerazione che fa aumentare il dispiacere per la sconfitta, anche perché Sonego aveva incontrato e sconfitto Bublik al Roland Garros.

PASSAGGIO A VUOTO – I primi due game durano un quarto d’ora, entrambi i giocatori hanno difficoltà con le prime di servizio. Al punto da smarrirlo, generando un break e contro-break. Dopo non aver sfruttato (sul 2-2) tre occasioni per strappare il servizio, nel settimo game Sonego inciampa in un decisivo passaggio a vuoto. Gioco consegnato nelle mani del suo avversario a zero, con tre errori evitabili tra dritto e rovescio. Servizio perso senza opposizione, si torna a rincorrere. Questa volta però la reazione immediata non c’è, con Paul che riesce a piazzare il primo allungo (5-3) utile a condurre in porto il set.

BATTAGLIA – L’avvio del secondo parziale sembra l’alba della partita. Nuovamente break e controbreak, ma questa volta Lorenzo è psicologicamente bravo a rimanere centrato. Dopo aver perso il primo game, andava interrotta l’inerzia negativa. Per tornare a lottare spalla a spalla, pur senza grandi sicurezze nei fondamentali in cui di solito eccelle: il servizio e la palla corta, che Paul sembra leggere facilmente con lo spostamento in avanti. Lo statunitense, oggi 56 ATP, si dimostra a suo agio quando può entrare nel campo. Fa solo numeri, borbotta Lorenzo, prima di perdere il game del 3-3. Due game più avanti, sul 4-4, Sonego va sotto 0-30 e rivede lo spettro del momento che ha spaccato il primo set.

 

Stavolta Paul però ci mette del suo, alza la percentuale di errori e si fa sfuggire ai vantaggi un punto delicatissimo. Lo statunitense si trova a dover servire per rimanere nel set, ben due volte, fino al tie-break. L’intensità sale, entrambi si prendono rischi. Sul 5-5 si materializza il primo match point, grazie a un rovescio imprendibile che va a pizzicare la riga. Sonego non molla, nonostante non sia sostenuto dalle prime. Sul 6-6 si guadagna il suo set point, esaltandosi con generosità in difesa. Non arriva però al traguardo, visto che ancora una volta Paul ha il merito di giocare meglio i punti chiave. Se la partita si fosse allungata, forse, sarebbe stato complicato mantenere un livello così alto.

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ATP Buenos Aires, a Mager il derby contro Caruso: “Giocare a livello ATP è bellissimo”

Due set lottati vinti da Gianluca contro Salvatore in Argentina, tra caldo e umidità. “Fare come a Rio? Mi piacerebbe tanto!” dice il sanremese. “Non ho giocato molto a livello ATP e ma la godo al massimo”

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Gianluca Mager - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Subito in campo il derby azzurro a Buenos Aires per dare spazio sul Centrale intitolato a Guillermo Vilas ai quattro incontri che vedono impegnati sei tennisti argentini. È il primo confronto a livello ATP tra Salvatore Caruso e Gianluca Mager, ma l’ottava considerando i circuiti minori, con Gianluca vincitore solo della prima e dell’ultima. Ed è proprio Mager a uscire vittorioso in due set da un match complicato da affrontare per entrambi, tipico quando si sfidano due connazionali.

Rispetto ad altre partite si è un pochino più tesi” confermato il vincitore, Gianluca, raggiunto in conferenza da Ubitennis poco dopo l’incontro. Poi qui c’è un’umidità davvero incredibile, oltre al sole che picchia fortissimo. Anche questo non ci ha aiutato a giocare bene“. In Argentina è pur sempre estate e si toccano i trenta gradi.

Le difficoltà iniziali sono tutte dal lato sanremese (‘lui ha cominciato bene, giocava ‘giusto’, dice Gianluca) delle rete con il break in apertura. Quando l’altro è capace di maggiore solidità e tu possiedi più penetrazione nei colpi, è elementare intuire cosa fare in campo. Così Mager affretta soluzioni, anche in uscita dal servizio, che si risolvono in errori e Sabbo mantiene il vantaggio con facilità davvero eccessiva, arrivando anche a incrementarlo fino al 5-2 pesante. Poi ti viene il dubbio di aver fondato quell’elementare intuizione su situazioni e conoscenze vere in generale e anche già sperimentate in campo, ma che non necessariamente valgono per il qui e adesso ed è allora una buona idea evitare di essere responsabili dell’avversarsi dei propri timori. Insomma, Gianluca comincia a tenere in campo qualche palla in più prima di tentare l’accelerazione, di cui spesso non ha bisogno perché incassa l’errore del ventottenne di Avola e lo raggiunge sul 5 pari.

 

Lui sul 5-4 mi ha un po’ aiutato, non ha giocato un buon game, e da lì la partita è entrata in lotta” analizza il sanremese. Il tie-break, a questo punto giusta conclusione, ripropone la situazione di punteggio di 5-2 del set con il doppio (in questo caso mini) break di vantaggio, però per Mager. Si fa anch’egli agguantare, ma poi prende a due mani coraggio e racchetta per un rovescio lungolinea che gli spalanca il campo e approfitta dell’errore di Caruso per chiudere 7-5.

Salvatore Caruso – Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Carte scoperte in un secondo set decisamente più lineare, con “Giangi” che si affida al servizio nei momenti di bisogno e il siciliano che, non sfruttato lo 0-40 in risposta nel secondo gioco, a sua volta esce bene dalle difficoltà, ma solo fino al 4 pari, quando cede a zero la battuta. “Nei momenti decisivi del secondo set ho servito sempre bene, anche quando ero sotto 0-40. Lui è uno che risponde molto bene” è la coda dell’analisi di Mager, che ottenuto il break non esita e chiude senza problemi, tornando alla vittoria dopo le due sconfitte all’esordio della trasferta australiana e quella di Cordoba.

Al secondo turno affronterà Pablo Andujar, fin troppo facile vincitore di Londero, ma non certo nel periodo migliore della carriera a dispetto di quel 57° posto nel ranking. Chiediamo a Gianluca se sono già scattate le ‘Rio vibes‘, i ricordi sudamericani relativi alla finale raggiunta a Rio lo scorso anno poco prima che iniziasse la pandemia. “Eh, mi piacerebbe tanto riuscirci di nuovo! A Rio avevo giocato più partite, perché avevo passato le quali, e venivo da un anno ottimo a livello challenger, mentre dopo il lockdown non ho giocato benissimo. Pablo lo conosco, giochiamo insieme la Serie A a Genova e l’ho affrontato un paio di volte. Per me giocare a livello ATP è una cosa bellissima, perché non ci ho giocato tanto ed è ancora una cosa nuova, quindi me la godo al massimo“.

Dopo la vittoria a Melbourne 1 contro Seppi, arriva invece un secondo derby sfortunato per Caruso, che veniva direttamente dal bel confronto Slam con Fognini. “Ho fatto fatica a ritrovare il mio tennis dal 5-2. Poi lui, che stava facendo molti errori, è salito un attimo e la partita si è rimessa in equilibrio. Sono partite particolari perché giochiamo con degli amici: ceniamo assieme e giochiamo a carte assieme, ma in campo diventano avversari e devi pensare a batterli“. Del resto, poter giocare più derby a livello ATP è solo positivo: “Vuol dire che nel circuito siamo in tanti, adesso“.

Tornando ai padroni di casa, a chiudere l’invasione albiceleste del programma di martedì, precisamente (per modo di dire) non prima della mezzanotte italiana, la sfida mancina ma soprattutto arrotina tra Fede Delbonis e il fenomeno della scorsa settimana, il nuovo idolo di casa, il diciannovenne “dalle quali al trofeo senza passare dal via”, Juanma Cerundolo. Nel novembre 2019, a Montevideo, fu il trentenne di Azul a imporsi per 6-2 7-6 contro l’allora n. 483.

Risultati:

G. Mager b. S. Caruso 7-6(5) 6-4
[WC] F. Diaz Acosta vs [Q] J. Munar
[Q] F. Cerundolo vs F. Coria
[SE] F. Bagnis vs [8] F. Tiafoe
F. Delbonis vs [SE] J.M. Cerundolo
[Q] L Klein b. A. Martin 6-4 6-3
[Q] S. Nagal b. J. Sousa 6-2 6-0

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