I tornei pre-Australian Open si giocheranno a Melbourne (o forse no?)

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I tornei pre-Australian Open si giocheranno a Melbourne (o forse no?)

Secondo l’Herald Sun, i cinque eventi australiani (compresa la ATP Cup) verranno spostati in Victoria, lo Stato dove si disputa l’Australian Open, ma il governatore locale frena

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Peter Rolfe del Sun Herald ha riportato in esclusiva che verrà creata una bolla a Melbourne, sede dell’Australian Open (in programma dal 18 al 31 gennaio), in maniera non dissimile da quanto fatto dallo US Open lo scorso agosto. Se da un lato era vista da tempo come l’ipotesi più probabile, la novità è che Tennis Australia è riuscita a salvare tutti i tornei in programma sul territorio nazionale, spostandoli presso la metropoli che fa da capitale allo Stato della Victoria. Si tratta di un’impresa non da poco, perché stiamo parlando di ben cinque manifestazioni, una delle quali combined:

  • la ATP Cup, la cui prima edizione si è disputata quest’anno fra Sydney, Perth e Brisbane, che non aveva ancora date certe;
  • il Canberra International, ATP Challenger e W25 in programma dal 4 al 10 gennaio;
  • il Brisbane International, WTA Premier in programma dal 6 al 12 (il torneo ha già annunciato il trasloco);
  • l’Hobart International, WTA International in programma dal 9 al 16 (anche questo evento ha già dato per certa la nuova sede);
  • l’Adelaide International, WTA Premier e ATP 250 in programma dal 10 al 16.

I tornei si dovrebbero disputare per la maggior parte a Melbourne Park, o eventualmente in altri luoghi dello Stato come Bendigo (che quest’anno ha ospitato due Challenger consecutivi, quello di Canberra e il proprio, a causa degli incendi) e Traralgon. “La grande notizia è che ora stiamo puntando su un solo luogo, vale a dire la Victoria, perché è lì che si gioca l’Australian Open”, ha detto Craig Tiley, CEO di Tennis Australia. Non ci sono invece notizie sugli altri tornei di inizio stagione (Doha nel maschile, Shenzhen nel femminile, il combined di Auckland) ma è praticamente certo che, anche qualora si disputassero, non lo faranno nei consueti slot temporali.

LA BOLLA

La decisione è dovuta all’impossibilità per le altre sedi di fornire le infrastrutture per la quarantena e di “garantire la possibilità di spostarsi liberamente fra città”. Secondo Tiley, “ora non c’è più il rischio che l’Australian Open si possa giocare senza dei giocatori”. Questo significa che i giocatori (circa 550) voleranno direttamente a Melbourne verso metà dicembre, mentre prima di questa decisione i loro arrivi sarebbero stati sparpagliati per l’isola, e che saranno confinati a una bolla (i.e. gli alberghi) per le due settimane di quarantena, durante le quali potranno comunque allenarsi. Prima di essere ammessi, però, dovranno risultare due volte negativi al tampone. Una volta terminata la quarantena, tuttavia, saranno liberi di muoversi per la regione.

 

La stagione di football australiano si è a sua volta giocata all’interno di una bolla in Queensland, ma Tiley ha riconosciuto la necessità di un regime più duro per quanto concerne quella del tennis, visto che gli atleti e i loro team arrivano da ogni parte del mondo. Il presidente federale ha aggiunto che il programma dei cinque tornei sarà riprogettato, e che potrebbero esserne aggiunti degli altri dopo la fine dello Slam.

LA DECISIONE DEVE ANCORA ESSERE UFFICIALIZZATA

Nonostante Tiley abbia già garantito che questa sarà la soluzione adottata, non vi è ancora certezza. L’articolo ha un piccolo asterisco che recita “subject to ATP and WTA approval”; in sostanza, l’ufficialità non c’è ancora, ma sembra difficile pensare a una soluzione migliore, almeno per salvare i tornei australiani. Soprattutto, però, il premier della Victoria, Daniel Andrews, ha chiarito a The Age, un altro quotidiano dell’isola, che questi piani non sono ancora stati finalizzati, definendo l’articolo del Sun “decisamente speculativo”.

“L’idea che la questione sia già chiusa, e che ora i giocatori verranno tutti qui a Melbourne, è semplicemente sbagliata – niente è ancora stato deciso. Dobbiamo lavorare metodicamente, perché è un evento importante, ma evitare una terza ondata lo è ancora di più, e continueremo a cercare di risolvere le problematiche del caso. Credo che il torneo potrà aver luogo, ma sarà diverso dal solito.

Andrews ha confermato che si preferirebbe far disputare tutti i tornei nello stesso posto, ma ha anche detto che il gruppo responsabile della gestione della salute pubblica (l’equivalente del nostro CTS) dovrà approvare il piano. “Vogliamo che lo Slam si giochi, così come vogliamo che si giochi il Boxing Day Test di cricket, ma per quest’ultimo sport il numero di atleti da mettere in quarantena è nettamente inferiore, quindi le sfide che circondano l’Australian Open saranno molto diverse”. La strada sembra però tracciata, visto che Hobart, dove si gioca per il circuito WTA, ha già annunciato il trasferimento, così come Brisbane sede di un Premier e di due gironi della ATP Cup:

PORTE APERTE

Non stupisce che si vada con i piedi di piombo, soprattutto perché le decisioni riportate dall’Herald Sun per quanto concerne il pubblico sono molto più ambiziose rispetto a quelle dello US Open o del Roland Garros, dove si andava dalle porte chiuse alle porte con un piccolissimo spiraglio. In tema di presenza in situ, dal 23 novembre in Victoria sarà consentito l’ingresso al 25 percento degli appassionati: per il Boxing Day Test, tradizionale incontro di cricket che si disputa il 26 dicembre a Melbourne fra l’Australia e una sfidante (quest’anno sarà l’India), 25.000 persone dovrebbero potersi recare al Melbourne Cricket Ground, che ha una capienza di 100.024. L’Australian Open si giocherà in un ambiente aperto, giocatori e fan potranno muoversi liberamente, ha affermato Tiley.

Questa possibilità è determinata dalle cifre positive della pandemia in Australia e nella regione di Melbourne. Stando al sito covidvictoria.com, nelle ultime due settimane non è stato riportato neanche un caso di Coronavirus in tutta la Victoria – i casi attivi al momento sono solo tre. Dall’inizio della pandemia il totale è stato di 20.345 casi e 819 morti in un’area dove abitano 6.69 milioni di persone, la più densamente popolata del continente.

Nelle settimane successive, poi, la percentuale di astanti dovrebbe progressivamente aumentare, e quindi all’Australian Open ci si dovrebbe aggirare fra il 25 e il 50 percento. La Rod Laver Arena può contenere fino a 14.820 persone per un match di tennis, il che significa che si potrebbe arrivare ad oltre 7.000 appassionati sugli spalti, anche se l’articolo per ora non riporta eventuali differenze normative fra partite con il tetto aperto e con il tetto chiuso. “Sono sicuro che, se rimaniamo a zero casi fino a gennaio, allora il governo rivedrà la questione del pubblico, ha concluso Tiley. “Ora si tratta solo di ultimare i dettagli della quarantena con il governo locale per garantire la sicurezza della comunità e dei giocatori coinvolti”.

Gli aspetti che vanno ancora finalizzati riguardano l’utilizzo delle mascherine, che non ha per il momento una legislazione specifica per lo Stato, e i trasporti per i giocatori dagli alberghi ai circoli. Non sono decisioni di poco conto, vista che la posta in palio è la salute pubblica, e quindi non deve stupire che le autorità locali non abbiano voluto confermare nulla fino a quando non sarà stato limato anche l’ultimo particolare. Allo stesso tempo, però, la sicurezza di Craig Tiley e le dichiarazioni pubbliche degli organizzatori di Brisbane e Hobart fanno pensare che l’ufficialità sia una questione di quando, non di se.

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ATP

Bella vittoria di Sonego a Metz, ma va fuori Mager. Sconfitta inattesa per Seppi a Nur-Sultan

Lorenzo straripante contro Fucsovics, mentre Andreas si incarta con la wild card Skatov

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ATP 250 Nur-Sultan

La giornata azzurra inizia con la brutta sconfitta di Andreas Seppi nel suo match di esordio all’Astana Open contro la wild card locale Timofey Skatov, n. 280 ATP, al suo secondo incontro del circuito maggiore. 7-6 (3) 4-6 6-1 per quasi tre ore di battaglia in cui è stato decisivo il lunghissimo primo parziale, andato al ventenne kazako (di nascita, non frutto della campagna acquisti della federtennis nazionale) dopo aver recuperato un break e annullato quattro set point. Troppo incostante Andreas nel corso del match e alla fine la stanchezza si è fatta sentire.

Peccato, perché tutto era iniziato come previsto: il nostro fa valere la differenza di livello in termini di ritmo e solidità, arrivando 4-1 in virtù del break al secondo gioco. Skatov, con la sua eastern di rovescio, serve praticamente solo kick a velocità contenute verso il lato sinistro di Seppi. Batti sul rovescio, girati sul dritto: più semplice di così… Il trentasettenne di Caldaro allenta un po’ la presa, incappa in un brutto game di servizio mentre l’altro trova continuità e la partita si riapre. Determinante il turno di battuta di Skatov sul 4-5, quando risale da 15-40 e salva due vantaggi esterni per poi chiudere dopo ventidue punti. Sui quattro set point per Andreas, l’allievo di José Altur ha invece indirizzato la battuta verso il dritto avversario, in un paio di occasioni ottenendo il punto diretto, nelle altre due uscendo vincitore dallo scambio prolungato. Tie-break con Skatov che non sbaglia più e mette le mani sull’insperato primo set dopo un’ora e venti minuti.

Il suo momento prosegue fino al 3-0 del secondo set, poi la Seppia nazionale torna nei propri panni (e anche Timofey, diciamolo), infila una serie di cinque giochi e pareggia con un 6-4 che potrebbe far svanire qualsiasi velleità kazaka. Invece resta lì, Skatov, fa suoi i primi tre game ai vantaggi che restano nella gambe e nella testa dell’azzurro, il quale peraltro mette in campo meno di una prima su tre nel parziale (46% nel match). Dopo dieci punti di fila per il 173 cm di Petropavlovsk, c’è il moto di seppioso orgoglio finale che tuttavia non evita il 6-1. Prima vittoria ATP per Skatov e secondo turno contro Ymer o Ivashka, assente, come del resto Gerasimov, nel tie di Coppa Davis contro l’Argentina a Baires.

 

Martedì, secondo incontro dalle ore 8 italiane, tocca invece a Lorenzo Musetti che incrocerà per la prima volta il qualificato australiano Marc Polmans.

Il tabellone aggiornato di Nur-Sultan

ATP 250 Metz

Va meglio in Francia, con la convincente vittoria di Lorenzo Sonego che pareggia il bilancio negli scontri diretti con il (quasi) sempre ostico Marton Fucsovics, n. 41 ATP, ma 26° della Race. Un 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti che lascia poco spazio alle interpretazioni, con un Lorenzo tornato in grande spolvero, dopo le delusioni post-Wimbledon, in quella che è in ogni caso la sua miglior stagione: vittoria n. 25 (18 sconfitte), best ranking al 23° posto raggiunto un mese fa, titolo a Cagliari, finale a Eastbourne e la splendida semifinale contro Djokovic a Roma. I piedi che di nuovo girano a mille hanno supportato l’aggressività, i recuperi, l’agonismo – insomma, tutte le caratteristiche del miglior Sonego. Anche Fucsovics sta avendo un’ottima annata e anch’egli ha un po’ tirato il fiato dopo i quarti raggiunti sui Sacri Prati, ma nel lunedì francese c’è stato poco da fare con questo avversario.

Il primo parziale si decide con il break al quarto gioco, propiziato da un grossolano errore sullo smash del ventinovenne di Nyiregyhaza; Sonego va a prendersi i successivi due punti a rete senza dare tempo di riordinare le idee all’altro che si fa infine sorprendere dalla risposta azzurra (o, forse, dal suo stesso servizio). Meno di metà di prime in campo per Lorenzo, che però vince tanti e più punti con la seconda.

Fucsovics, grande atleta e solidissimo negli scambi, è il classico tennista che non si batte da solo. Tranne quando lo fa. In questa sfida, sono senz’altro più i meriti dell’azzurro che, inesorabile in risposta sulle seconde, passa subito avanti dopo il riposo. Marton si inguaia ancora al quinto gioco, che finisce con il cedere con un doppio fallo e un dritto al volo comodamente appoggiato sul grigio oltre la linea di fondo. Non si arrende, però, e si fa ammirare quando gira uno scambio con un recupero incredibile su un contropiede che pareva irraggiungibile e poi, fintando la smorzata, scodella il dritto vincente con nonchalance. Al punto successivo, che potrebbe riaprire il game, tocca a Sonego l’ottimo recupero sul notevole lob magiaro in sensibile mezza volata – sensibilità che però svanisce del tutto sul successivo tentativo di drop shot. Sul 5-1 è ormai show, Fucsovics vince uno scambio ravvicinato con un passante in tweener spalle alla rete, ma può solo accorciare lo svantaggio perché Sonego chiude con la battuta a disposizione.

73% di punti vinti al servizio e nessuna palla break concessa – di più, mai permesso all’avversario di arrivare a “40” in risposta. Quinta testa di serie sorteggiato nel quarto inferiore presidiato da Carreño Busta, al secondo turno Sonego troverà il vincente fra il qualificato Holger Rune e un lucky loser, non ancora annunciato, che sostituirà in tabellone Popyrin.

Niente da fare invece per Gianluca Mager, fermato 6-3 7-6(5) dal n. 36 ATP Nikoloz Basilashvili nel primo confronto diretto in assoluto. Il risultato del primo set è frutto di una partenza dell’azzurro praticamente senza la prima di servizio (uno su dieci). In grossa difficoltà sulla seconda, rischia addirittura lo 0-4 ma, sulla palla del doppio break, la risposta resta sulle corde di Basilashvili. Mager si procura poi un’opportunità del rientro anche grazie a una delle classiche pause del ventinovenne di Tbilisi, il quale si riprende però in tempo per cancellare l’occasione giocando con la sua solita spinta. Ritrovata in fretta la solidità, Nikoloz si fa bastare l’iniziale vantaggio per assicurarsi il set.

Gianluca non controlla la risposta sulla pesante prima georgiana e sfuma il possibile 2-0, ma il servizio è finalmente arrivato a dargli una mano e anche negli scambi da fondo riesce a essere meno falloso. Tra gran colpi e brutture, il ventiseienne di Sanremo salva il settimo gioco, mentre sul 5-4 sbaglia un dritto in palleggio a due punti dal set. L’impressione è che ci sia spesso un’immotivata fretta da parte di Mager e il testa a testa nel tie-break è risolto dal passante di Basilashvili che punisce l’avventurosa – se non precipitosa – discesa a rete del nostro.

Il tabellone aggiornato di Metz

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ATP

Il futuro dell’ATP: dal 2023 tornei Masters 1000 sempre più grandi, sempre più ricchi

Gaudenzi presenta l’ATP del futuro: dieci Masters 1000 di cui sette nel formato di 11-12 giorni. Montepremi in aumento con orizzonte fino al 2030

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In un documento che L’Équipe ha avuto modo di consultare, Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha confermato alcuni punti del piano strategico su cui l’organo di governance del tennis maschile sta lavorando da 18 mesi, che sarebbero stati già approvati dal Board e dovrebbero essere applicati a partire dal 2023. Si tratta nello specifico di un accordo su una nuova formula di spartizione degli utili tra tornei e giocatori, livelli più alti di montepremi garantiti a lungo termine e l’aumento del numero dei tornei Masters 1000, sette dei quali avranno l’opportunità di disputarsi sulla lunga distanza di 12 giorni (come Indian Wells e Miami già oggi) causando una modifica sostanziale nell’equilibrio del calendario maschile.

“Queste misure rappresentano un passo avanti significativo per il nostro sport e nel modo in cui i nostri giocatori e gli organizzatori dei tornei operano nell’ambito della partnership paritaria dell’ATP Tour“, ha affermato Gaudenzi. “È solo attraverso questo spirito di partnership, trasparenza e coincidenza di interessi che possiamo davvero massimizzare il nostro potenziale e concentrarci sulla concorrenza che affrontiamo nel sempre più ampio panorama dello sport e dell’intrattenimento“.

Queste misure arrivano in un momento in cui sono in forte aumento le controversie sulla legittimità della governance ATP mentre crescono le recriminazioni di molti giocatori, che si considerano finanziariamente danneggiati dai tornei. Creata sotto la guida di Novak Djokovic e Vasek Pospisil, la PTPA (Associazione Giocatori di Tennis Professionisti) è il simbolo di questa ribellione interna rispetto alla quale, in un certo senso, questa riforma dell’ATP costituisce una reazione.

 

Le principali misure da ricordare

  • Nella categoria Masters 1000, il montepremi ‘globale’ dovrebbe aumentare dagli attuali 62,5 milioni di dollari (53,2 milioni di euro) del 2021 ai 76,4 milioni di dollari (65 milioni di euro, +22%) durante la prima stagione in cui entrerà in azione questo piano (2023), con incrementi annuali del 2,5% a seguire.
  • Il bonus di fine anno derivante dai Masters 1000 passerà da 11,5 milioni di dollari (9,8 milioni di euro) a 15,5 milioni di dollari (13,2 milioni di euro) per arrivare a 18,4 milioni di dollari (15,6 milioni di euro) nel 2030. Sarà diviso tra trenta giocatori (attualmente sono 12).
  • Maggiore trasparenza attraverso dati finanziari verificati da organismi indipendenti per i Masters 1000, che forniscano piena trasparenza ai giocatori per un periodo di 31 anni.
  • Per quanto riguarda il calendario: aumento del numero di tornei Masters 1000 chiamati a diventare eventi di 11-12 giorni, con altri cinque tornei che adotteranno un formato simile a quello già utilizzato oggi per Indian Wells e Miami, per un totale quindi di sette Masters 1000 ‘allungati. Ci saranno venti giorni aggiuntivi di gioco in questa categoria e “305 “posti di lavoro” in più all’anno per i giocatori tra singolare, doppio e tornei di qualificazione grazie a questi tabelloni ampliati“, ha detto Gaudenzi. 
  • Saranno previsti 10 Masters 1000 (invece dei 9 attuali) e 16 ATP 500 (invece dei 13 attuali) .

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WTA Lussemburgo: Ostapenko abdica, secondo titolo in carriera per Tauson

La lettone si sveglia nel secondo set, ma finisce per cedere al terzo. Buona prestazione per la danese che vince la seconda finale su due disputate

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Prosegue il settembre d’oro delle 2002 grazie alla vittoria di Clara Tauson nel WTA 250 di Lussemburgo. La danese vince il secondo titolo su due finali giocate, superando in tre set la campionessa in carica Jelena Ostapenko (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) e andando a sedersi poco lontano dalla top 50 (da lunedì sarà numero 52, migliorando di diciotto posizioni il suo best ranking). La partita si è animata ed è diventata interessante da metà secondo set in poi, dopo che per un’oretta l’incostanza e il nervosismo della lettone avevano reso le cose molto facili a Tauson.

Entrambe giocano in maniera molto aggressiva da fondo, spingendo molto bene con ambedue i fondamentali. La differenza però, almeno a inizio match, è che Tauson mantiene la palla in campo con buon margine, mentre Ostapenko o piazza il vincente o sbaglia entro i primi tre colpi (più spesso la seconda). La danese trova dunque il break già nel terzo game e bissa poi nel nono, chiudendo 6-3 e guadagnandosi il diritto di servire per prima anche nel secondo set. Le difficoltà continuano per una nervosissima Ostapenko, che salva una palla break nel quarto gioco e riesce a mantenersi in scia nel punteggio. Sul 3-3, la lettone ottiene per la prima volta la chance di strappare il servizio all’avversario, ma la manca. Il nastro gliene regala un’altra smorzando in maniera imprendibile un suo slice un po’ tremebondo e Jelena stavolta non vanifica il dono della sorte, giocando in maniera molto aggressiva. L’improvviso break destabilizza Tauson che non riesce a esprimersi al meglio nei game successivi, ritrovandosi in poco tempo da una posizione di totale controllo a dover giocare un insidioso terzo set.

L’urlo con cui Ostapenko accompagna la vittoria del parziale lascia presagire battaglia e così è. La lettone addirittura sale 2-1 con un break a zero, ma si fa subito recuperare da Tauson. Il gioco decisivo probabilmente è il quinto, durato ben sedici punti: Ostapenko si procura due palle break (la prima con un gran pallonetto vincente), ma la danese riesce a cancellarle entrambe con coraggio e tiene alla fine il servizio. Lo scoglio superato permette a Tauson di recuperare sicurezza e di rimettere dunque pressione sull’avversaria, che infatti al primo momento delicato crolla. Chiamata a servire per rimanere in partita sul 5-4, Ostapenko abdica con quattro erroracci non forzati e concede a Tauson la gioia del secondo titolo in carriera.

 

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