ATP Race to Torino: Djokovic pigliatutto, batte Tsitsipas e lo sorpassa

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ATP Race to Torino: Djokovic pigliatutto, batte Tsitsipas e lo sorpassa

SPONSORIZZATO – Il campione serbo vince il secondo Roland Garros della sua carriera e torna in testa alla classifica Race, che qualificherà otto tennisti alle Finals di Torino

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Novak Djokovic - Roland-Garros 2019 (ph. Roberto DellOlivo)

Novak Djokovic poteva permettere che qualcuno lo sopravanzasse nella classifica dei migliori tennisti della stagione, ovvero la Race to Torino che decreterà i partecipanti alle Nitto ATP Finals 2021? Jamais! Con la vittoria di Parigi ha rimesso le cose a posto e superato Stefanos Tsitsipas.

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Con Gattinoni le Nitto ATP Finals 2021 sono l’occasione per scoprire e gustare Torino

SPONSORIZZATO – Biglietti con esperienze incluse per scoprire il territorio e vedere il miglior tennis mondiale in prima fila: questa la proposta del Gruppo Gattinoni, official tour operator dell’evento

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È iniziato il countdown per le Nitto ATP Finals, il torneo più importante dell’anno dopo quelli del Grande Slam, che dal 14 al 21 novembre 2021 trasformerà Torino in palcoscenico internazionale per tutti coloro che amano il tennis. Le sfide ai massimi livelli si terranno al Pala Alpitour.

Il Gruppo Gattinoni, official tour operator dell’evento che si occupa di turismo ed eventi, dispone di biglietti per tutte le date del torneo, insieme con esperienze e servizi di incoming. Oltre a far vivere l’emozione delle gare, Gattinoni infatti mette a disposizione una ricca gamma di servizi personalizzabili, che vanno dalla logistica – pernottamenti in albergo e trasferimenti – agli spazi a disposizione dell’Hub Gattinoni in centro città e la navetta per il Pala Alpitour, fino ad esperienze che rendono il soggiorno a Torino e nel Piemonte unico e sorprendente.

Alcune proposte sono declinate sull’ASPETTO ENOGASTRONOMICO. Esperienza Vermouth vi trasformerà in raffinati barman; a Torino il vermouth è nato e diventato rito, e sarà divertente cimentarsi fra vino, zucchero, erbe e spezie per creare la propria versione, con tanto di bottiglia personalizzata. Un percorso interattivo con un indiscusso maestro, fra aneddoti, curiosità, pubblicità vintage, postazioni con imbuti e contagocce e naturalmente degustazione.

 

Un’altra eccellenza torinese si gusta con la Esperienza Giandujotto; il laboratorio sul famoso cioccolatino prevede la storia, le proprietà delle nocciole, l’arte della pasticceria e il cimentarsi in prima persona nella preparazione. Se non volete essere artefici, Sweet Torino vi svelerà i luoghi storici che hanno deliziato i palati più illustri. L’itinerario guidato vi condurrà nei locali dove sono nati i dolci torinesi dal Settecento in poi; fra una passeggiata e un assaggio, vi calerete nell’atmosfera di una Torino d’altri tempi.

Se non siete dolci-addicted vi intrigherà di più Aperitivo d’artista, alla scoperta della tradizione. Passeggiando nelle principali piazze scoprirete un lato festoso di Torino, ascolterete storie su protagonisti e bevande, e naturalmente approfitterete di test, con due degustazioni. Noi italiani siamo manici del caffè, si sa. “Aroma di Caffè” è l’esperienza nel Museo Lavazza, che fa seguire il racconto e la visita a una preparazione diretta, dove i partecipanti mettono in pratica segreti e tecniche delle varie miscele.

Altre proposte del Gruppo Gattinoni ruotano attorno all’ASPETTO CULTURALE. Non vi aspettereste di scoprire laTorino Sotterranea e invece, a 15 metri di profondità, vi verranno svelate le gallerie del ‘700, i rifugi della seconda guerra mondiale e le ghiacciaie del più grande mercato cittadino.

Rimarrete a bocca aperta con l’esperienza Torino Magica perché probabilmente non sapete che la città ha un lato esoterico. Sorta alla confluenza di due fiumi, Po e Dora, e posta al vertice di due triangoli, quello della magia bianca e quello della magia nera, Torino custodisce enigmi, simboli e storie inquietanti. Dal mistero del Portone del Diavolo agli spettrali dragoni, dalle grotte alchemiche alla donna velata che regge il calice del Sacro Graal: da non perdere!
Amore a prima vista è decisamente più tradizionale: si visiteranno i capolavori dei grandi architetti che hanno celebrato i fasti di Casa Savoia. Ma anche luoghi insoliti e poco conosciuti, scrigni che testimoniano la magnificenza dell’antica città Reale.

Il “Museo Egizio” di Torino è secondo solo a quello del Cairo. Immancabile la visita guidata che vi aiuterà ad orientarvi fra 5000 anni di storia, nei meandri di una delle civiltà più evolute. Last but not least il “Museo del Cinema”, all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo della città. L’edificio, progettato da Antonelli come sinagoga e mai utilizzato come tale, offre una collezione su cinque piani e uno spettacolare ascensore panoramico della città, cinta dalle Alpi. 

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ATP 250 Atlanta: Nakashima sorprende anche Raonic. Sinner in campo alle 19:30

Brandon Nakashima, dopo la finale di Los Cabos, si mette in luce anche ad Atlanta eliminando il primo favorito. L’esordio di Sinner contro O’Connell nel tardo pomeriggio

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Brandon Nakashima - ATP Atlanta 2021 (ph. @ATLOpenTennis _ Alex Smith)

Procede l’ATP 250 di Atlanta, uno dei due tornei che si sta disputando in contemporanea alle Olimpiadi di Tokyo (l’altro il 250 di Kitzbuhel, dove è in gioco ancora Mager). Ancora in attesa dell’esordio di Sinner, che avverrà questo giovedì sera alle 19:30 italiane (13:30 locali) in apertura di programma contro l’australiano O’Connell, si è già delineato a grandi linee l’eventuale percorso dell’italiano qualora dovesse superare il primo ostacolo. Le due sfide successive sarebbero certamente contro un tennista statunitense: uno tra Isner e Sock e successivamente il vincitore dell’altro derby tra Fritz (tds n.5) e Opelka(n.4).

Reduce dall’intervento al menisco di inizio giugno, che comunque non gli ha impedito di essere in campo già a Wimbledon (buon terzo turno, sconfitto da Zverev) e Los Cabos – dove è stato fermato in semifinale da Norrie – Taylor Fritz ha battuto in rimonta Steve Johnson, facendo emergere progressivamente la sua maggiore freschezza. Meno problemi invece per Reilly Opelka, che dopo aver ceduto il servizio nel primissimo game dell’incontro con Bjorn Fratangelo ha recuperato lo svantaggio, condotto il set al tie-break e prevalso senza troppi problemi, concedendo poi appena quattro punti al suo avversario in risposta nel secondo set.

L’altro quarto di finale che si è delineato, nella parte alta del tabellone, è invece privo di teste di serie. Thompson ha battuto in due set Gojowczyk, approfittando di un corridoio mal presidiato dall’ottavo favorito Harris, e adesso affronterà Brandon Nakashima che a sorpresa ha battuto in rimonta il primo favorito Milos Raonic. Il quasi ventenne (compirà gli anni il 3 agosto) nato in California si era già messo in mostra a Los Cabos, sconfitto anche lui da Norrie ma soltanto in finale, e sulla sua superficie naturale sta facendo molto bene anche ad Atlanta. C’è stata lotta anche nel primo set vinto da Raonic, con il canadese avanti 4-2 ma poi ritrovatosi a gestire un quindici molto complesso sotto 5-4 30-30, ma alla fine l’ex finalista di Wimbledon ha trovato il guizzo giusto per chiudere 7-5.

 

Nel secondo set i valori in campo già assai prossimi si sono praticamente pareggiati e Nakashima, sfruttando una maggiore simmetria nei colpi da fondo, ha trovato il break su un dritto a rete di Raonic portandolo fino alla fine. Il terzo set si è sviluppato nello stesso modo, ma Nakashima ha fallito due match point sul 5-4 e perso il break di vantaggio, trovandosi costretto a disputare il tie-break. Anche qui si è portato avanti, ha mancato altre due palle match (sul secondo gran dritto in corsa di Milos) ma alla terza ha sfruttato bene il servizio per centrare i quarti di finale.

Il tabellone completo

A.S.

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Olimpiadi Tokyo 2020, Djokovic sul caldo: “Ci siamo lamentati. Sono contento che ci abbiano ascoltato”

Rispondendo a Ubaldo, Nole racconta di essere andato a protestare contro le durissime condizioni di gioco insieme a Zverev e Medvedev

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Purtroppo più che per il tennis giocato, il torneo olimpico ha fatto parlare di sé per le difficilissime condizioni di gioco legate al caldo e all’elevato tasso di umidità. In campo femminile sono stati ben quattro i ritiri, l’ultimo dei quali particolarmente impressionante: nel corso del proprio quarto di finale contro Marketa Vondrousova, la spagnola Paula Badosa è stata addirittura accompagnata fuori dal campo in sedia a rotelle, dopo essersi accasciata a terra alla fine del primo set. Per fortuna l’eco di questi spiacevoli episodi sembra finalmente essere giunta alle orecchie degli organizzatori e dell’ITF che hanno deciso di posticipare l’inizio dei match alle 15 a partire da domani.

Parte del merito di questo (tardivo) attacco di buon senso sembra da imputare alle ripetute e numerose proteste di giocatori e giocatrici, come confermato anche dal numero uno al mondo Novak Djokovic in risposta a una domanda del Direttore Ubaldo Scanagatta.

Sono contento che abbiano deciso che abbiano deciso di riprogrammare i primi incontri alle 15 a partire da domani. Noi siamo andati a parlare con il supervisor oggi e quando dico ‘noi’ intendo Zverev, Medvedev e io, insieme ai capitani. Ho parlato anche con Khachanov e Carreno-Busta, quindi la maggior parte dei ragazzi impegnati nei quarti era d’accordo. Certo, idealmente mi sarebbe piaciuto che la decisione fosse stata applicata qualche giorno prima, ma comunque è una buona cosa perché nessuno vuole vedere incidenti come quello capitato a Badosa.

 

Le condizioni sono davvero brutali. Probabilmente la gente pensa che ci stiamo solo lamentando, ma tutti gli sport di resistenza – e il tennis deve essere considerato come uno sport di resistenza – si svolgono più tardi perché la combinazione tra alte temperature e alta umidità è terribile. Ormai sono vent’anni che gioco a tennis da professionista e non ho mai sperimentato condizioni del genere in tutta la mia carriera, per così tanti giorni consecutivi. Può essere capitato di dover fronteggiare un caldo simile a Miami o a New York o da qualche altra parte, ma per una giornata sola, qui è così tutti i giorni. Credo che sia meglio anche per gli spettatori poter assistere al miglior tennis possibile, perché le condizioni sono davvero drenanti per le energie dei giocatori.”

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