Fognini aspetta ancora una chiamata da Berrettini: "Ho la mia opinione e la tengo per me"

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Fognini aspetta ancora una chiamata da Berrettini: “Ho la mia opinione e la tengo per me”

Fabio, fuori dal doppio alle Olimpiadi di Tokyo 2020 dopo il forfait di Matteo, parla a ‘Repubblica’: “Non voglio commentare, altrimenti vado abbastanza sul polemico. Io per la nazionale mi sono sempre squartato”

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Fabio Fognini alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Twitter @DavisCupFinals)

Dopo la decisione di Jannik Sinner (19enne, n. 23 del mondo che ha come massimo risultato una finale 1000) di saltare i Giochi Olimpici per prediligere l’allenamento, scelta che era stata malvista o addirittura criticata da gran parte dei tifosi, è arrivata anche quella più recente di Matteo Berrettini (tennista stabilmente in top 10 e fresco finalista di Wimbledon). Il forfait del tennista romano, troppo ravvicinato rispetto all’inizio del torneo – come ha spiegato lui stesso ha sperato fino all’ultimo di partecipare – ha impedito una sua sostituzione con un altro tennista azzurro. A criticare quanto accaduto è stato Fabio Fognini, numero 2 della spedizione azzurra.

In un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano La repubblica, è chiaro come il tennista ligure non sia ancora riuscito a mandar giù il rospo della rinuncia di Berrettini, che ha avuto un grave impatto anche sulla sua campagna olimpica. “La scelta di Matteo, la sua piccola decisione di dare forfait si ripercuote anche su di me, perché non potrò giocare il doppio. Con lui qui le chance di vedere l’Italia sul podio, anche nel singolare, sarebbero state più alte. Matteo sta vivendo un momento speciale, non c’è dubbio” ha spiegato Fabio con l’amaro in bocca.

Non voglio commentare, altrimenti vado abbastanza sul polemico…” aveva detto come prima cosa Fognini e ce l’ha messa tutta per tenere fede alla sua premessa iniziale. A proposito dell’infortunio di Matteo alla coscia destra però ha aggiunto: “Non lo so, non lo so. Io non l’ho più sentito. Ho la mia opinione e la tengo per me. Comunque gli auguro di riprendersi presto”. A quanto pare sembra che il fastidio principale stia proprio nell’assenza di una telefonata da parte di Berrettini; Fognini infatti è venuto a conoscenza del suo ritiro attraverso i media.

 

In ogni caso il torneo Olimpico di Tokyo 2020 è alle porte e bisogna guardare avanti. Fognini si presenta all’evento in buone condizioni fisiche ma mentalmente c’è qualcosa da sistemare. “Fisicamente sono a posto e sto colpendo bene la palla, anche se in campo sto vivendo un momento disordinato, diciamo così. Mi è capitato altre volte nei miei 15 annidi carriera. I primi due-tre mesi dopo la vittoria a Montecarlo nel 2019, per esempio, ero smarrito. Dipende solo da me, per fortuna. So come gestirlo. Devo riordinare le idee nella mia testa. Certo, ho 34 anni, che non sono 24… viaggiare molto e tutte queste restrizioni per il Covid stanno pesando un po’ sul mio corpo”.

L’attuale n. 31 del mondo è alla sua terza Olimpiade ma, banale dirlo, questa si sta rivelando unica sotto ogni aspetto. “Sono un po’ triste, perché non c’è il pubblico. Si farà fatica. Fa un caldo pazzesco. L’Ariake Tennis Park è molto bello: hanno fatto due centrali enormi, e non so quanti campetti di allenamento. Ma il vuoto sugli spalti resta, e non mi piace. Questo evento, se messo a confronto con altri disputatisi negli ultimi mesi (come Europei di calcio o torneo di Wimbledon), sembra andare in contro-tendenza e far tornare alla mente il lungo periodo di lockdown dello scorso anno. Non so se si può parlare di ripartenza, secondo me questa verrà ricordata semplicemente come ‘l’Olimpiade diversa’: i divieti per il Covid, ogni giorno un tampone, mascherina ovunque, tavoli alla mensa separati dal plexiglas… è una cosa strana. Sono un po’ frastornato perché mi guardo intorno e mi chiedo: che sta succedendo?” ha ammesso Fabio.

Rappresentare i colori dell’Italia però dà la motivazione necessaria ad affrontare questa sfida.Io per la maglia della nazionale mi sono sempre squartato. Nel senso che non mi sono mai tirato indietro. Sono venuto a Tokyo nonostante non sia nel mio periodo migliore. Posso uscire al primo turno o vincere una medaglia, in ogni caso so che avrò dato il massimo. A questo punto gli è stato chiesto un commento a Sinner, ed è stato efficace quanto un suo rovescio lungolinea: preciso e pulito. “Sono decisioni personali, vanno rispettate. Ma non le condivido”.

Vincere una medaglia per lui sarebbe un risultato notevole, ma in famiglia il maggior prestigio resterebbe lo US Open 2015 vinto da Flavia Pennetta, la quale annunciò il suo ritiro proprio al termine del match. Anche a Fabio potrebbe accadere qualcosa di simile in caso di podio? “Sicuramente ci penso. Ho sempre detto, però, che se faccio un risultato come quello di Flavia, non mi ritiro subito. Gioco un altro anno, per festeggiare. Poi saluto tutti e chiudo”.

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‘Sotto rete’, la storia delle ATP Finals raccontata da Ubaldo: la macchia nera di Ivan Lendl

SPONSORIZZATO – Secondo episodio della webseries di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Ubitennis. Si parla di sportività alle Finals: dall’orgoglio di Becker alla ‘macchia’ di Lendl

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Sotto rete si vince e si perde, ci si emoziona e ci si esalta. A volte ci si comporta in modo sportivo, a volte si ascolta quella vocina mefistofelica che vuole rincorrere la vittoria ad ogni costo, anche se quel costo comporta il calpestare le comune regole del fair play. Ce ne parla il direttore Ubaldo Scanagatta, citando aneddoti della storia delle Nitto ATP Finals che rappresentano entrambi i modi di comportarsi sul campo; da una parte la grande sportività dello statunitense Tom Gorman e l’orgoglio di Boris Becker, dall’altra Ivan Lendl che dopo aver fatto qualche calcolo… perse volontariamente contro Connors nel 1980 al Madison Square Garden.

Di seguito trovate il teaser della seconda puntata di Sotto Rete‘, la webseries di Intensa Sanpaolo in collaborazione con Ubitennis che vi abbiamo presentato qui.

Per ascoltare l’intero episodio, restare aggiornati sulle prossime tappe o per rivivere e riascoltare quelle precedenti, trovate tutto a questo link sul portale di Intesa Sanpaolo.

 

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ATP

Con Gattinoni le Nitto ATP Finals 2021 sono l’occasione per scoprire e gustare Torino

SPONSORIZZATO – Biglietti con esperienze incluse per scoprire il territorio e vedere il miglior tennis mondiale in prima fila: questa la proposta del Gruppo Gattinoni, official tour operator dell’evento

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È iniziato il countdown per le Nitto ATP Finals, il torneo più importante dell’anno dopo quelli del Grande Slam, che dal 14 al 21 novembre 2021 trasformerà Torino in palcoscenico internazionale per tutti coloro che amano il tennis. Le sfide ai massimi livelli si terranno al Pala Alpitour.

Il Gruppo Gattinoni, official tour operator dell’evento che si occupa di turismo ed eventi, dispone di biglietti per tutte le date del torneo, insieme con esperienze e servizi di incoming. Oltre a far vivere l’emozione delle gare, Gattinoni infatti mette a disposizione una ricca gamma di servizi personalizzabili, che vanno dalla logistica – pernottamenti in albergo e trasferimenti – agli spazi a disposizione dell’Hub Gattinoni in centro città e la navetta per il Pala Alpitour, fino ad esperienze che rendono il soggiorno a Torino e nel Piemonte unico e sorprendente.

Alcune proposte sono declinate sull’ASPETTO ENOGASTRONOMICO. Esperienza Vermouth vi trasformerà in raffinati barman; a Torino il vermouth è nato e diventato rito, e sarà divertente cimentarsi fra vino, zucchero, erbe e spezie per creare la propria versione, con tanto di bottiglia personalizzata. Un percorso interattivo con un indiscusso maestro, fra aneddoti, curiosità, pubblicità vintage, postazioni con imbuti e contagocce e naturalmente degustazione.

 

Un’altra eccellenza torinese si gusta con la Esperienza Giandujotto; il laboratorio sul famoso cioccolatino prevede la storia, le proprietà delle nocciole, l’arte della pasticceria e il cimentarsi in prima persona nella preparazione. Se non volete essere artefici, Sweet Torino vi svelerà i luoghi storici che hanno deliziato i palati più illustri. L’itinerario guidato vi condurrà nei locali dove sono nati i dolci torinesi dal Settecento in poi; fra una passeggiata e un assaggio, vi calerete nell’atmosfera di una Torino d’altri tempi.

Se non siete dolci-addicted vi intrigherà di più Aperitivo d’artista, alla scoperta della tradizione. Passeggiando nelle principali piazze scoprirete un lato festoso di Torino, ascolterete storie su protagonisti e bevande, e naturalmente approfitterete di test, con due degustazioni. Noi italiani siamo manici del caffè, si sa. “Aroma di Caffè” è l’esperienza nel Museo Lavazza, che fa seguire il racconto e la visita a una preparazione diretta, dove i partecipanti mettono in pratica segreti e tecniche delle varie miscele.

Altre proposte del Gruppo Gattinoni ruotano attorno all’ASPETTO CULTURALE. Non vi aspettereste di scoprire laTorino Sotterranea e invece, a 15 metri di profondità, vi verranno svelate le gallerie del ‘700, i rifugi della seconda guerra mondiale e le ghiacciaie del più grande mercato cittadino.

Rimarrete a bocca aperta con l’esperienza Torino Magica perché probabilmente non sapete che la città ha un lato esoterico. Sorta alla confluenza di due fiumi, Po e Dora, e posta al vertice di due triangoli, quello della magia bianca e quello della magia nera, Torino custodisce enigmi, simboli e storie inquietanti. Dal mistero del Portone del Diavolo agli spettrali dragoni, dalle grotte alchemiche alla donna velata che regge il calice del Sacro Graal: da non perdere!
Amore a prima vista è decisamente più tradizionale: si visiteranno i capolavori dei grandi architetti che hanno celebrato i fasti di Casa Savoia. Ma anche luoghi insoliti e poco conosciuti, scrigni che testimoniano la magnificenza dell’antica città Reale.

Il “Museo Egizio” di Torino è secondo solo a quello del Cairo. Immancabile la visita guidata che vi aiuterà ad orientarvi fra 5000 anni di storia, nei meandri di una delle civiltà più evolute. Last but not least il “Museo del Cinema”, all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo della città. L’edificio, progettato da Antonelli come sinagoga e mai utilizzato come tale, offre una collezione su cinque piani e uno spettacolare ascensore panoramico della città, cinta dalle Alpi. 

INFO: clicca qui

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ATP 250 Atlanta: Nakashima sorprende anche Raonic. Sinner in campo alle 19:30

Brandon Nakashima, dopo la finale di Los Cabos, si mette in luce anche ad Atlanta eliminando il primo favorito. L’esordio di Sinner contro O’Connell nel tardo pomeriggio

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Brandon Nakashima - ATP Atlanta 2021 (ph. @ATLOpenTennis _ Alex Smith)

Procede l’ATP 250 di Atlanta, uno dei due tornei che si sta disputando in contemporanea alle Olimpiadi di Tokyo (l’altro il 250 di Kitzbuhel, dove è in gioco ancora Mager). Ancora in attesa dell’esordio di Sinner, che avverrà questo giovedì sera alle 19:30 italiane (13:30 locali) in apertura di programma contro l’australiano O’Connell, si è già delineato a grandi linee l’eventuale percorso dell’italiano qualora dovesse superare il primo ostacolo. Le due sfide successive sarebbero certamente contro un tennista statunitense: uno tra Isner e Sock e successivamente il vincitore dell’altro derby tra Fritz (tds n.5) e Opelka(n.4).

Reduce dall’intervento al menisco di inizio giugno, che comunque non gli ha impedito di essere in campo già a Wimbledon (buon terzo turno, sconfitto da Zverev) e Los Cabos – dove è stato fermato in semifinale da Norrie – Taylor Fritz ha battuto in rimonta Steve Johnson, facendo emergere progressivamente la sua maggiore freschezza. Meno problemi invece per Reilly Opelka, che dopo aver ceduto il servizio nel primissimo game dell’incontro con Bjorn Fratangelo ha recuperato lo svantaggio, condotto il set al tie-break e prevalso senza troppi problemi, concedendo poi appena quattro punti al suo avversario in risposta nel secondo set.

L’altro quarto di finale che si è delineato, nella parte alta del tabellone, è invece privo di teste di serie. Thompson ha battuto in due set Gojowczyk, approfittando di un corridoio mal presidiato dall’ottavo favorito Harris, e adesso affronterà Brandon Nakashima che a sorpresa ha battuto in rimonta il primo favorito Milos Raonic. Il quasi ventenne (compirà gli anni il 3 agosto) nato in California si era già messo in mostra a Los Cabos, sconfitto anche lui da Norrie ma soltanto in finale, e sulla sua superficie naturale sta facendo molto bene anche ad Atlanta. C’è stata lotta anche nel primo set vinto da Raonic, con il canadese avanti 4-2 ma poi ritrovatosi a gestire un quindici molto complesso sotto 5-4 30-30, ma alla fine l’ex finalista di Wimbledon ha trovato il guizzo giusto per chiudere 7-5.

 

Nel secondo set i valori in campo già assai prossimi si sono praticamente pareggiati e Nakashima, sfruttando una maggiore simmetria nei colpi da fondo, ha trovato il break su un dritto a rete di Raonic portandolo fino alla fine. Il terzo set si è sviluppato nello stesso modo, ma Nakashima ha fallito due match point sul 5-4 e perso il break di vantaggio, trovandosi costretto a disputare il tie-break. Anche qui si è portato avanti, ha mancato altre due palle match (sul secondo gran dritto in corsa di Milos) ma alla terza ha sfruttato bene il servizio per centrare i quarti di finale.

Il tabellone completo

A.S.

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