US Open: Ruud non fallisce la prova, superato Khachanov e prima finale a Flushing Meadows

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US Open: Ruud non fallisce la prova, superato Khachanov e prima finale a Flushing Meadows

Casper Ruud inciampa vicino al traguardo nel terzo set ma chiude in quattro contro Karen Khachanov. Seconda finale Slam dell’anno e a una partita dal n. 1 in classifica

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Casper Ruud - US Open 2022 (foto Twitter @daviscup)
 

[5] C. Ruud b. [27] K. Khachanov 7-6(5) 6-2 5-7 6-2

Casper Ruud non accusa la pressione e conquista la finale dello US Open: sarà il primo norvegese a giocarsi il titolo a New York e il quarto scandinavo a 30 anni dalla vittoria di Edberg. Il prossimo numero due o uno del mondo (se stanotte Tiafoe supererà Alcaraz, Casper giocherà la finale già sicuro della prima posizione) ha sconfitto in quattro set Karen Khachanov che comunque ricorderà queste due settimane tra le migliori della sua carriera. Dopo un primo set molto teso (chiuso, però, da uno scambio spettacolare da 57 colpi), il norvegese si è sciolto nel secondo parziale, salvo poi tornare poco sicuro sul finale di terzo. Ma nel quarto set Ruud è stato freddo e coraggioso ed è apparso in controllo sin da subito. Contro Alcaraz (lo spagnolo ha vinto entrambi i precedenti) o Tiafoe (sarebbe il primo incontro tra i due) Casper giocherà la seconda finale Slam della stagione e della carriera dopo il Roland Garros.

Il match – inizio non spettacolare, con qualche errore di troppo da una parte e dall’altra. Il primo a passare avanti è Ruud, che sfonda con il dritto, senza però trovare la giusta continuità al servizio nel game successivo, permettendo a Khachanov di entrare col rovescio e andare a pizzicarlo sugli errori, per un immediato contro-break. Nel settimo game c’è un nuovo possibile punto di svolta, decisamente a favore del russo, che va a prendersi anche il break di vantaggio. Il n.27 del tabellone ha il merito di riuscire a scambiare bene da fondo, specie sul rovescio, che gli permette di cavalcare un non perfetto Ruud (anche se con poca continuità), che è invece incapace di dare il suo ritmo e costruire il punto come sa, con anche troppi errori. Peccato che, come spesso gli capita, il russo subito dopo spenga il cervello e regali con tre erroracci il contro-break al norvegese, con la tensione finora vera protagonista del match. Alla fine, Ruud è quello che sbaglia di meno, e tanto gli basta per portare a casa un primo set non da ricordare, con entrambi i giocatori contratti e schiacciati dalla pressione, ma la maggior solidità ed esperienza nel tie-break fanno la differenza. Il norvegese serve bene, andando a pizzicare Khachanov sul lato destro o con servizi al corpo che impediscono al russo di giocare al meglio, e gli costano anche errori. Da incorniciare un set point da 55 colpi, da cui addirittura Casper riesce ad uscire con un gran rovescio lungolinea.

 

Inizia nel peggiore dei modi il secondo parziale per Khachanov, che sembra perder ancor di più fiducia e, nonostante annulli tre palle break nel game di apertura, capitola già nel terzo gioco sotto il livello decisamente alzatosi da parte del norvegese, che ha finalmente trovato la giusta quadratura del proprio dritto, stanando l’incertezza del russo. E sembra aver scavato il definitivo solco Ruud, quantomeno in questo secondo set, con un puntuale doppio break arrivato grazie a un dritto che oramai è diventato una sentenza, e apre il campo come vuole al n.5 del seeding, che pian piano sta iniziando a trovare buone notizie anche dal rovescio, che lungolinea arriva spesso a punire. Dall’altro lato Khachanov troppo in balia dell’avversario, emotivamente schiacciato e quasi senza più la forza di trovare il campo. E non a caso, sulla falsariga di quanto visto nel parziale, Ruud chiude in scioltezza un altro game al servizio senza perdere punti, come in tutti quelli giocati nel parziale, dove la solidità e l’incisività al servizio, insieme alla continuità da fondo, specie dell’esplosivo dritto, di tutt’altra velocità, hanno regalato un severo 6-2 al norvegese.

Ritrova un po’ di estro in avvio di terzo set Khachanov, trovando spesso grandi angoli con il rovescio, colpo di cui aumenta i giri, e tornando a fare punti in risposta, con addirittura palla break. Ma è il gioco generale ad essersi alzato, dato che anche Ruud sta tenendo bene il suo gioco, sia dal fondo che in battuta. In questo parziale anche il servizio sta facendo molto per il russo, che ha perso solo 2 punti con la prima in campo e ha già messo a segno 5 ace, giocando con maggiore intensità e imponendo a tratti il suo ritmo piuttosto che la costruzione di Ruud. Il set arriva all’undicesimo game con una sola palla break, concessa dal norvegese, e ben poco da vedere a livello di scambi, con tutto che procede secondo il servizio e la serenità che entrambi ora hanno, per quanto la qualità ancora non sia eccelsa. Clamorosamente, e in modo del tutto inaspettato per come si era messa la partita, è Karen Khachanov a vincere il terzo set e forzare il quarto, approfittando dell’unico passaggio a vuoto della partita di Ruud, proprio nel dodicesimo game del parziale, con errori di dritto non da lui, che lo condannano. Meriti comunque al russo, che non ha mai mollato e ha sempre saputo restituire palle anche difficili, oltre che gran servizi, al suo avversario, che a un set dal traguardo ha iniziato a sentire il peso dell’aspettativa.

La tensione la fa da padrone anche in avvio di quarto set: prima Khachanov spreca malamente due occasioni per chiudere il primo game senza soffrire, poi un dritto tremebondo di Ruud si ferma a metà rete sulla prime delle due palle break a disposizione (sulla seconda bene il russo con il servizio). Karen alla fine si salva, ma solo per il momento perché pochi minuti dopo il norvegese torna nella versione vista nel secondo parziale. Casper risponde bene, ma la differenza la fa in difesa quando ha una nuova chance per brekkare: difesa che diventa attacco grazie a un dritto in corsa vincente che merita il premio di miglior colpo del match.

Ruud prova la fuga verso il traguardo e Khachanov gli è d’aiuto con più di un errore macroscopico di dritto: le palle break arrivano anche sul 3-1 per il norvegese che è puntuale e coraggioso nell’approfittarne. Il gap è ormai incolmabile per il russo anche perché Casper gioca con relativa serenità e infatti chiude senza patemi sul 6-2: allo scoccare delle tre ore di gioco è una palla corta vincente a decretare la fine del match. Domenica Ruud disputerà la seconda finale Slam della stagione e della carriera, con la prospettiva di poter salire al n. 1 del ranking mondiale. Estendendo, invece, il discorso al circuito ATP sarà la sua 14esima volta in un atto conclusivo e il bilancio è promettente: 9 vittorie e solo 4 sconfitte.

(ha collaborato Andrea Mastronuzzi)

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Australian Open

Australian Open, preview semifinali maschili: sembra tutto pronto per Tsitsipas-Djokovic, ma le fiamme di Khachanov e Paul bruciano ancora

La finale che tutti desiderano è ormai sempre più vicina, ma un russo e un americano non saranno così d’accordo

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo aver assistito a due semifinali femminili di buon livello, ma magre in termini di emozioni, ci si avvia verso un venerdì con gli ultimi 4 tra gli uomini…ancora meno entusiasmante. Sulla carta, il vento sembra tutto a favore di una finale Tsitsipas-Djokovic, messa in conto da molti ad inizio torneo, da tutti arrivati a venerdì scorso. Ma gli sconvolgimenti, nel tennis, sono sempre all’ordine del giorno, e i due sfidanti dei giganti (chi più, chi meno) si giocheranno tutte le loro carte in partite che possono valere una buona fetta di carriera.

[18] Karen Khachanov – [3] Stefanos Tsitsipas

Se c’è qualcuno che sembra essere in forma come raramente ha mai mostrato prima, che apparentemente abbia infine compiuto il suo destino, senza dubbio è Karen Khachanov. Il russo, che esplose come primo ad altissimi livelli tra i connazionali, vincendo Bercy 2018, era stato poi messo in ombra dalle incredibili ascese di Medvedev e Rublev. Oggi il n.18 del seeding è alla seconda semifinale Slam di fila, e appare pronto a dare filo da torcere anche a Tsitsipas. Il greco ha giocato un torneo finora sontuoso, condito da prestazioni strabilianti al servizio e una sicurezza sulla palla da far paura, con le accelerazioni di dritto, accoppiate a una battuta curata al minimo dettaglio e battezzata con la massima potenza, hanno tenuto a distanza gli avversari. Il solo Sinner ha impensierito davvero Stefanos, che giocherà la quarta semifinale in Australia negli ultimi 5 anni (terza di fila), partendo però per la prima volta da favorito, dopo aver perso contro Nadal nel 2019 e negli ultimi due anni con Medvedev.

 

Karen ha giocato un torneo altrettanto di livello, vincendo una gran partita con Tiafoe in 4 (tie-break decisivo folle) e approfittando del triste ritiro di Korda nei quarti, ma senza alcun dubbio merita di trovarsi a giocare per un posto in finale. Può dare problemi effettivi al greco? La risposta è un sì convinto, ma non fortissimo: il gioco di Khachanov è duro, fatto di intensità e accelerazioni, terreno sul quale senza dubbio troverà degne risposte dal n.3 del mondo. Tsitsipas se servirà come fatto finora, e riuscirà a non dare fissi riferimenti da fondo campo al russo, cercandone di stanare gli errori per vincere la partita prima di tutto psicologicamente, non dovrebbe avere problemi. Sottolineiamo che anche da questo punto di vista Karen ha mostrato però progressi in questo torneo, e sembra essere arrivata qualche certezza in più anche in termini di aggressività e di tattica durante il match, dunque attenzione a darlo già per spacciato in ogni caso (per quanto i precedenti siano 5-1 per il greco, seppur mai in uno Slam). Anche le quote, infatti, sono nette, ma non eccessivamente: 1,40 su Bet365, Eurobet e Goldbet la vittoria della tds n.3, con i tre siti che ancora concordano nel dare a 3 l’upset (difficile, non impossibile) del moscovita.

[4] Novak Djokovic – Tommy Paul

Quella di Khachanov potrebbe essere un’impresa, e ipotizzarla non appare chissà che utopia…ma a Tommy Paul serve un vero e proprio miracolo. L’americano è la sorpresa n.1 del tabellone maschile, giunge ai quarti da non testa di serie e con un ruolino di marcia in cui ha battuto avversari forse non sempre di primissima fascia, ma giocando sempre serenamente e con la giusta grinta per portare a casa i match (oltre a gestire bene la tensione, come contro Shelton ai quarti). Ma tutte le buone cose dell’americano, primo dal 2009 ancora in gara a questo punto in Australia, impallidiscono di fronte a ciò che ha finora mostrato Novak Djokovic. Il serbo è in condizioni a dir poco straripanti, i fastidi alla gamba sembrano ormai un lontano ricordo, e il gioco espresso è difficile anche da commentare, pensare da reggere per i malcapitati avversari (il nativo del New Jersey lo proverà per la prima volta in carriera sulla propria pelle).

Paul gioca un tennis frizzante, veloce, senza eccedere nello scambio lungo né cercare troppo di chiudere in fretta, oltre a un notevole gioco di piedi che potrebbe rivelarsi decisivo…per vincere un set. Già, triste a dirsi considerando che si parla di una semifinale Slam, ma probabilmente il massimo a cui può ambire Tommy (che da lunedì sarà anche n.19 al mondo, best ranking) è quello di strappare un parziale al serbo e cercare quantomeno una dignitosa figura. Anche se, considerando le condizioni di Nole, servirà anche una sua bella mano, se non in termini di errori quantomeno di un calo di intensità negli scambi e di efficienza al servizio, che possano permettere a Paul di prendere ogni tanto in mano lo scambio. Insomma un brutto Djokovic e un Paul perfetto potrebbero portare a partita pari, per quanto in ogni caso non mancherà lo spettacolo, tra colpi da showman ed entusiasmanti lotte da fondo e a rete. Ma soprattutto, nel tennis l’impossibile, proprio quando meno ce lo si aspetta può diventare possibile, e anche una semifinale senza nulla da dire può diventare una grande storia. I bookmakers non sembrano essere però molto d’accordo: l’affermazione di Nole (e il fatto che giochi la decima semifinale solo qui a Melbourne, con un bilancio di 9 vittorie, sempre tramutatesi in titoli, non aiuta) è a 1,05 su Bet e Goldbet, a 1,04 su Eurobet, che paga invece 11 volte la posta il sogno americano, contro le 10 degli altri due operatori.

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Australian Open

Australian Open, programma 27 gennaio: le semifinali maschili. Tsitsipas e Khachanov nella notte italiana, Djokovic-Paul alle 9.30

La Rod Laver Arena apre le porte alle 12 australiane per il doppio misto, a seguire le semifinali maschili non prima delle 4:30 italiane con Kachanov e Tsitsipas; Djokovic e Paul chiudono il programma

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Venerdì 27 gennaio si prepara ad essere il giorno del verdetto che molti hanno già scritto. Tsitsipas-Djokovic continua ad essere la finale più quotata, ma questo Australian Open è stato pieno di sorprese ed è ancora tutto da vedere, sul campo. La Rod Laver Arena spalanca le porte alle 12 australiane per iniziare con il doppio misto previsto tra la coppia Sania Mirza e Rohan Bopanna contro Luisa Stefani e Rafael Matos.

Non prima delle 4:30 italiane apriranno le danze delle semifinali maschili Stefanos Tsitsipas e Karen Khachanov. Il greco numero 4 del mondo non arriva particolarmente stanco dal momento che solo Sinner è riuscito a fargli sudare la corsa per questa semifinale, conquistando il terzo e il quarto set di un combattuto ottavo di finale, e costringendolo a lottare fino al quinto set per 4 ore di gioco. Per il resto, Tsitsipas, non ha concesso a nessun altro di allungare il match più del dovuto ed è sempre riuscito a vincere in tre set. Idee molto chiare, continuità del suo gioco e lucidità nei momenti chiave sono state le tre armi che hanno condotto il greco in questo sfida contro un altrettanto preparato Karen Kachanov. Il russo, che ha concesso qualcosa in più rispetto a Tsitsipas in questa corsa degli Australian Open, arriva però in semifinale reduce dagli ottavi vinti senza storia in tre set contro un pessimo Nishioka, e dal quarto di finale vinto anche grazie al ritiro di Korda nel terzo set per l’infortunio al polso. Ci si aspetta quindi di vedere due semifinalisti pronti a giocarsi un match intenso per conquistare la finale degli Australian Open 2023.

A seguire scenderanno in campo il favorito del torneo, Novak Djokovic, contro la rivelazione del torneo, Tommy Paul. È vero, il serbo fino ad ora sta facendo paura e avendo smaltito il fastidio alla gamba, sembra essere nella sua forma migliore. Però, bisogna dare attenzione anche a Tommy Paul, l’americano numero 35 del mondo, perché questo Australian Open fino ad ora è stato anche il suo. Dopo aver battuto la testa di serie numero 30 del torneo, Davidovich Fokina in cinque set, ha sconfitto il numero 39 del mondo in tre veloci set, per poi battere agli ottavi di finale la testa di serie numero 24, Roberto Bautista-Agut.

 

I pronostici parlano chiaro, ma lasciamo che sia il tennis a parlare, e magari domenica ci ritroveremo ad accendere la televisione per assistere ad una finale russo-americana.

Nel mentre, la Margaret Court Arena aprirà le porte alle 12 australiane alle semifinali dei doppi femminili che inizieranno con la coppia Barbora Krejcikova e Katerina Siniakova contro Marta Kostyuk e Elena-Gabriela Ruse. A seguire ci sarà la coppia americana Coco Gauff e Jessic Pegula contro Shuko Aoyama e Ena Shibahara. A chiudere il programma seguirà il doppio maschile degli Australian Open legends tra i fratelli Bryan, Bob e Mike, contro Marcos Baghdatis e Radek Stepanek.

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Australian Open

Australian Open, Scanagatta: “Quello schiacciasassi di un Djokovic… 6 game a de Minaur e 7 a Rublev, solo Tsitsipas può fermarlo? O neppure lui?” [VIDEO]

Il commento del direttore di Ubitennis dopo il completamento dei quarti di finale del tabellone maschile e di quello femminile all’Australian Open 2023. In collaborazione con Intesa Sanpaolo

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Novak Djokovic supera Andrey Rublev lasciandogli solo sette game, dopo aver schiantato in modo simile Alex De Minaur, e giocherà la semifinale contro Tommy Paul. L’americano, alla sua prima semifinale Slam, non sembra in grado di poterlo ostacolare. Dall’altra parte Stefanos Tsitsipas proverà a centrare la sua seconda finale Slam: di mezzo c’è Karen Khachanov.

Si può ritenere Tsitsipas un avversario in grado di fermare un Djokovic parso pienamente ristabilito dal problema alla gamba e in piena corsa per il suo decimo Australian Open?

Di questo e delle semifinali femminili (Rybakina-Azarenka e Linette-Sabalenka) parla Ubaldo Scanagatta nel suo commento al Day 10 dell’Australian Open 2023.

 

Il resto del video, che qui potete vedere in anteprima, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

Clicca QUI per vedere il video completo!

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