Serie A1 Maschile, preview della finale: CT Palermo e Sinalunga Siena a caccia del titolo

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Serie A1 Maschile, preview della finale: CT Palermo e Sinalunga Siena a caccia del titolo

Le due matricole si daranno battaglia sui campi del Circolo Stampa Sporting di Torino, con in palio il titolo di Campione d’Italia

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Salvatore Caruso - Wimbledon 2021 (ph. AELTC_Ian Walton)
 

Mancano meno di ventiquattro ore all’ultimo atto della Serie A1 Maschile 2022. Una sfida che vedrà due protagoniste a sorpresa: CT Palermo e TC Sinalunga Siena. I due circoli sono passati dalla promozione, al termine della passata stagione, alla finale scudetto in un anno e partire dalle 10 di domenica 11 dicembre si daranno battaglia per il titolo di Campioni di Italia. Teatro della sfida sarà il veloce indoor del Circolo Stampa Sporting di Torino, che vedrà come da programma i 4 singolari e i 2 doppi. In caso di parità, sul 3-3 si giocherà un ulteriore doppio di spareggio.

Ripercorriamo, quindi, il percorso delle due squadre in questa stagione e quali potrebbero essere i protagonisti che animeranno la finale di domenica. La sfida sarà trasmessa in diretta su SuperTennis e SuperTennix.

CT PALERMO

 

Inseriti nel Girone 2 con i campioni uscenti del New Tennis Torre del Greco e i semifinalisti del 2021 del TC Pistoia, il compito dei siciliani era veramente arduo. I pronostici, tuttavia, sono fatti per essere sovvertiti ed i siciliani hanno chiuso il girone da imbattuti con 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio, per un totale di 28 incontri vinti. In semifinale il CT Palermo ha sconfitto per 4-2 in trasferta il TC Rungg Sudtirol per poi garantirsi la qualificazione per la finale grazie al 3-1 in terra siciliana al termine dei 4 singolari (i due doppi ininfluenti non si sono disputati).

La rosa del CT Palermo schierabile in questa finale vede lo spagnolo Albert Ramos Vinolas, Salvatore Caruso, Gabriele Piraino, Carlos Gomez Herrera, Omar Giacalone, Pietro Marino e Francesco Mineo Mineo.

La notizia principale per la squadra capitanata da Davide Cocco è rappresentata dal ritorno in squadra del numero 39 al mondo Albert Ramos Vinolas. Il trentaquattrenne spagnolo ha un curriculum di elevato spessore, con i quattro titoli ATP in carriera e il best ranking al numero 17. Ramos in questa stagione di A1 ha disputato due singolari entrambi chiusi con il successo contro Cozzolino e Moraing.

L’altro straniero della squadra è un altro spagnolo: Carlos Gomez-Herrera, attuale numero 903 in singolo ma con un best ranking al numero 268. Il trentaduenne di Marbella è stato protagonista delle semifinali. Due vittorie in singolare su due contro gli altoatesini Winkler e Figl e un successo in doppio in coppia con Caruso. Nella fase a gironi sono arrivati due successi su quattro in singolare e quattro in doppio.

E proprio Salvatore Caruso è stata la stella della squadra siciliana. Da circa due mesi il siciliano si allena sui campi del CT Palermo, seguito dal suo coach Paolo Cannova. Cinque vittorie su cinque nella fase a gironi con ottime vittorie contro Pedro Martinez, Escoffier e Moraing, a cui si aggiungono due successi in doppio. Caruso ha poi spianato la strada in semifinale grazie al successo in tre set nel big match con Gaio in quel di Appiano, per poi replicare in doppio con Gomez Herrera.

Altri due siciliani hanno sfoggiato prestazioni sensazionali per portare il CT Palermo in finale: Omar Giacalone e Gabriele Piraino. Giacalone, classe 1992, è numero 863 della classifica ATP, con un best ranking al numero 327 nel settembre del 2015. Il nativo di Mazara del Vallo è stato una macchina conquista punti con cinque vittorie in sei match della fase a gironi. A questi successi si aggiungono 4 doppi vinti e le due vittorie contro contro gli altoatesini Winkler e Figl in semifinale. Piraino è una delle speranze del tennis siciliano. 19 anni, numero 541 del ranking, in questa stagione di A1 vanta un bilancio di 5 vittorie e su 8 match disputati in singolare e di 6 successi su 7 match in doppio.

Completano l’organico due atleti palermitani il ventunenne Pietro Marino (1 successo in singolo e 2 in doppio in stagione) e il ventenne Francesco Mineo Mineo, 20 anni (due successi entrambi in doppio).

TC SINALUNGA SIENA

Inseriti nel Girone 3, i toscani hanno avuto la meglio di TC Parioli, TC Crema e Società Canottieri Casale. Una cavalcata che ha vinto Sinalunga strappare il pass per le semifinali con largo anticipo, per poi perdere l’imbattibilità a qualificazione acquisita nell’ultima sfida contro il TC Crema. Sinalunga ha chiuso il girone in vetta con 13 punti frutto di 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, per un totale di 23 incontri vinti. In semifinale il TC Sinalunga Siena ha sconfitto per 4-2 in trasferta il Park Genova nella sfida di andata. I toscani si sono garantiti la qualificazione per la finale grazie al 3-1 tra le mura amiche al termine dei 4 singolari (i due doppi ininfluenti non si sono disputati).

La rosa del CT Sinalunga Siena schierabile in questa finale vede lo slovacco Jozef Kovalik, Matteo Gigante, lo spagnolo Oriol Roca Batalla, Marcello Serafini, Luca Vanni, Marco Miceli, Daniele Bracciali, Richard Biagiotti e Amedeo Malfetti.

Il numero 1 della squadra toscana, guardando il ranking ATP, è lo slovacco Jozef Kovalik. 30 anni, numero 139 Atp, Kovalik vanta un best ranking alla posizione 80. In questa stagione ha conquistato il sesto challenger della sua carriera a Tulln, in Austria. Il nativo di Bratislava è stato schierato solo in due giornate, rimanendo imbattuto: due vittorie in singolare e una in doppio.

L’altro straniero di casa Sinalunga è lo spagnolo Oriol Roca Batalla. 29 anni, numero 269 ATP, il nativo di Barcelona, vanta in carriera 27 titoli a livello ITF, due dei quali conquistati in questo 2022. In questa stagione di A1 ha preso parte a tre sfide, con tre successi su tre in singolare e due su tre in doppio. Importante anche il contributo in semifinale con la vittoria di uno dei doppi (con Serafini) che hanno deciso la sfida di andata, e il successo contro Coppejans nella sfida di ritorno che ha chiuso la pratica finale per Sinalunga.

Matteo Gigante è la giovane stella di Sinalunga. Classe 2022, il mancino romano si trova al numero 246 del ranking ATP e nel suo palmares vanta un titolo ITF vinto quest’anno in Egitto. In questa stagione di Serie A1, il romano ha conquistato tre successi in cinque match nella fase a gironi in singolare, e due doppi (su due). In semifinale Gigante ha conquistato il doppio con Vanni nella semifinale di andata. Sontuosa prestazione nella sfida di ritorno, nella quale ha annichilito Gianluca Mager con un netto 6-1 6-0.

Marcello Serafini, numero 522 Atp, ha disputato cinque sfide nella fase a gironi per Sinalunga. Il ventenne di Riccione quest’anno ha vinto i suoi primi tre tornei ITF. Tre vittorie in singolo e altrettante in doppio nella fase a gironi. Un successo in singolare e uno in doppio nella semifinale vittoriosa contro Park Genova.

Il ventiquattrenne Marco Miceli ha un bilancio di tre vittorie in singolare, due delle quali conquistate contro Ceppellini e Sorrentino nella semifinale con Genova. Il trentasettenne Luca Vanni, da poco unitosi all’Accademia di Piatti, ha dato il suo contributo alla causa toscana con i due successi in singolare.

Cinque successi in doppio, invece, il contributo di un altro esperto giocatore del team toscano. Stiamo parlando di Daniele Bracciali, 44 anni, ritirato dal circuito internazionale ma ancora implacabile in doppio in serie A1.

Completano la rosa Richard Biagiotti e Amedeo Malfetti. Biagiotti ha conquistato due vittorie in doppio e una in singolare. Malfetti ha conquistato un match in doppio in coppia con Daniele Bracciali.

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Pietro Romeo Scomparin e il successo nei tornei Open: “In due anni punto a fare il salto” [ESCLUSIVA]

Il 21enne veneto ha vinto l’Open Rodeo di Mirano e sta preparando la stagione del suo decollo. “Mi piace sciare ma non sono bravo come Sinner”

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Scomparin Pietro - Foto Padova Oggi

Nel penultimo week-end di gennaio a Mirano è andata in scena la sesta edizione del ‘Rodeo Aquarius FITP’ riservato ai seconda categoria, primo appuntamento dell’anno nel club Miranese, con più di 40 partecipanti provenienti da svariate regioni d’Italia. L’ha spuntata il vicentino Pietro Romeo Scomparin che in finale ha avuto la meglio su un ottimo Riccardo Parravicini, classificato 2.6 e tesserato per il TC Padova. Il tennista veneziano infatti ha dato parecchio filo da torcere al più titolato avversario (classificato 2.2), arrivando anche ad avere un set point nel primo set. Lo avesse messo a segno forse il match avrebbe raccontato una storia diversa, ma il 21enne Scomparin, tesserato per il Tennis Villafranca, è riuscito a salvarsi e a rimettere la partita sui giusti binari fino a concludere col punteggio di 5-4(3) 4-1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vincitore per avere un suo commento.

Buongiorno Pietro, disturbiamo?

 

Assolutamente no, oggi sono stato a sciare ad Asiago con mio padre e mio fratello e adesso stiamo tornando a casa. Lo sci mi piace moltissimo, tanto che da piccolo facevo le gare.

Un emulo di Sinner dunque?

No, no (ride, ndr), non ero così forte come lui. Diciamo che me la cavavo.

Come te la cavi anche con la racchetta in mano. Nella tua zona fai letteralmente man bassa di Open.

(ride, ndr), effettivamente ne vinco abbastanza. L’anno scorso ho vinto quattro tornei e pure questa stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria a Mirano. Anche se qui purtroppo come testa di serie n.1 ho disputato solo una partita mentre avrei bisogno di giocare molto di più per preparare le prossime trasferte.

C’era un premio in denaro?

No, gli unici benefit sono stati che non ho pagato l’iscrizione e che alla fine mi hanno regalato del materiale del Circolo.

Parlavi delle tue prossime trasferte.

In febbraio sarò ad Antalya (Turchia), in marzo invece in Croazia e ad aprile a Palmanova (Spagna).

Riprendi dunque l’esperienza nei tornei Futures che avevi cominciato nel 2022 quando hai giocato 30 partite (con 19 vittorie), raggiungendo tre volte il tabellone principale. Poi ti sei fermato, come mai?

Sì, nei primi mesi ho avuto un buon rendimento, conquistando anche il mio primo punto ATP al Cairo. Poi ho interrotto perché ho cambiato allenatore e mi sono trasferito al Tennis Villafranca. Poi ho anche studiato disperatamente inglese perché mi erano arrivate un paio di proposte di borsa di studio dai College USA. Solo che era richiesto un livello linguistico C1 (il secondo più alto dopo il C2, ndr) e io sono riuscito ad ottenere solo un B2. Così non sono andato (ride, ndr).

Hai detto che ti sei trasferito a Villafranca. Con chi ti alleni?

Con Marco Speronello che come vincitore di Open avrebbe parecchie cose da insegnarmi (ride, ndr).

Con il Villafranca giochi la B2?

Quest’anno non più perché farò la B1 con Schio e probabilmente la prossima stagione giocherò in A2 con Bassano.

La tua superficie preferita?

La terra, però adesso mi sto allenando parecchio sul veloce a Treviso perché il primo torneo sarà a Ortisei per le pre-qualificazioni BNL e lì non solo il superficie è molto rapida ma saremo anche in quota.

Sempre sulle orme di Sinner. A proposito di giocatori forti hai mai giocato con qualcuno di loro?

Con Sinner cinque anni fa ci palleggiai in Grecia quando lui stava iniziando a fare i primi ITF.

E con gli altri ragazzi della cosiddetta new wave italiana?

Non è che tennisticamente li conosca tanto bene perché da piccolo non ero forte come loro. Tanto per dire a 16 anni ero ancora terza categoria. Ho giusto incrociato Bellucci all’Open di Trissino un anno e mezzo fa quando lui vinse battendo in finale Speronello (da cui io persi in semifinale) che era sopra 6-4 4-1 e poi finì per perdere 7-6 al terzo.

Adesso non stanno attraversando un momento particolarmente brillante.

Ci sta perché nel tennis non è facile tenere costantemente un livello alto. Poi ci sono vari fattori che possono influire: infortuni, cambio di allenatore, la famiglia. Quindi non è mai un processo rettilineo.

Tu comunque li vedi tutti in top 100?

Certamente, hanno tutti il livello per ottenere quei risultati.

E tu invece che ambizioni hai?

Per quest’anno mi piacerebbe arrivare al n.600 ATP. L’anno prossimo magari arrivare a 300/400 per poi fare il salto.

Parliamo anche di un eventuale piano B. La scuola?

Ho fatto il Liceo Scientifico Scienze Applicate, i primi quattro anni frequentando e l’ultimo online perché viaggiando non ci riuscivo più.

Grazie Pietro, speriamo tu ci dia occasione di scrivere ancora di te.

Farò il possibile (ride, ndr) e intanto grazie per l’interesse.

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Un Gigante da scudetto: “Questo titolo è per la fiducia che mi hanno dato”[ESCLUSIVA]

Il tennista romano racconta le emozioni per lo scudetto conquistato dal circolo toscano e gli obiettivi per la nuova stagione: “Voglio giocare tante partite. Se sto bene fisicamente e mentalmente sono un avversario molto ostico”

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FINALI SERIE A1 2022 Circolo Stampa Sporting di Torino 11/12/2022 Finale Maschile Ct Palermo - Tc Sinalunga Matteo Gigante Foto Giampiero Sposito/FIT

Le emozioni del primo scudetto non si dimenticano mai. La stagione di Serie A1 appena conclusa ha incoronato il Tennis Club Sinalunga Campione d’Italia 2022. Il circolo toscano del presidente Bernardini [qui l’intervista con il nostro Paolo Pinto] ha sconfitto in finale il CT Palermo nella finale giocata al Circolo Stampa Sporting di Torino. Una stagione iniziata da neopromossa che ha vinto il circolo toscano sorprendere settimana dopo settimana sino a giungere al meritato titolo.

Una rosa solida e completa quella del TC Sinalunga che ha visto tra i protagonisti, come giocatore del vivaio, il mancino Matteo Gigante.  Il classe 2022 romano è stato decisivo nella finale giocata contro i siciliani grazie alla vittoria nella sfida tra i numeri 2 contro Salvatore Caruso, prima dell’esaltante rimonta nel doppio che ha deciso la contesa.

Una stagione che ha regalato molte soddisfazioni a Gigante. Oltre al titolo di Campione d’Italia, il tennista romano ha superato i problemi fisici che lo hanno penalizzato in passato, scalando il ranking. Concluso il 2021 al numero 790, il tennista romano ha raggiunto la top 300. Un balzo in classifica che gli ha permesso di giocare sfide al livello del suo talento.

 

Nella stagione è arrivato un titolo ITF in Egitto e poi il passaggio ai Challenger con le semifinali raggiunte a Vicenza e Forlì. In particolare in Emilia Romagna il tennista romano è partito dalle qualificazioni e ha conquistato la prima vittoria contro un top 100, l’argentino Etcheverry, per poi essere fermato solo al terzo set da Lorenzo Musetti.

Per parlare di quanto fatto nella stagione in corso e dello storico scudetto conquistato con il TC Sinalunga, abbiamo intervistato in esclusiva Matteo Gigante.

D: Buon pomeriggio Matteo, congratulazioni per le tue prestazioni in questa stagione di Serie A1. Sei stato uno dei protagonisti di questa cavalcata da sogno del TC Sinalunga, da neopromossa a campione d’Italia. Quali sono le tue sensazioni in merito a questo successo?

Gigante: “È stato sicuramente un campionato giocato alla perfezione da parte nostra. Abbiamo perso solo una partita, ma era una sfida che contava relativamente poco [sconfitta contro il TC Crema a qualificazione acquisita, ndr]. Sconfitta arrivata anche perché durante quella sfida non avevamo l’intera rosa a disposizione. Il nostro lo abbiamo fatto quando eravamo tutti insieme e in quei casi abbiamo sempre vinto. Sinceramente non ce lo aspettavamo, ma sapevamo di essere una squadra temibile e molto forte e alla fine si è rivelato così.

D: Una finale molto combattuta contro il TC Palermo che ti ha visto portare a casa due vittorie quella in singolare contro Caruso e quella in doppio in coppia con Kovalik recuperando un set e un break di svantaggio.

Gigante: “Sono state due partite molto dure. Anche perché all’inizio in singolo era sinceramente un po’ teso perché c’era tanto tifo. Sapere che dei tifosi erano partiti alle 4 del mattino da Sinalunga per vederci giocare a Torino è stata una motivazione in più, quindi è stato fantastico. Poi per fortuna ho vinto un grande tie-break nel primo set e nel secondo mi sono sciolto e ho giocato molto meglio rispetto al primo. In doppio ad inizio partita eravamo un po’ scarichi. Infatti il primo set è sfilato molto velocemente. Nel secondo i nostri avversari [Ramos Vinolas e Giacalone, ndr] hanno continuato a giocare bene. Poi siamo riusciti a recuperare il break di svantaggio. In quell’occasione abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, ma anche molta bravura nel restare sempre lì e recuperare la partita. I super tie-break sono sempre un terno al lotto e siamo stati molto bravi a vincerlo.”

D: Il tuo legame con il TC Sinalunga è nato 5 anni fa quando ancora eri una giovane promessa, qual è il tuo rapporto con il circolo e con il presidente?

Gigante: “Quando mi avevano chiamato non sapevo neanche esistesse la Serie A. Era una cosa completamente nuova per me. Poi non ero nessuno a quell’epoca e loro sono stati molto bravi a scegliermi e a darmi fiducia. Questo titolo è sicuramente per loro, per la fiducia che mi hanno dato e spero di regalargli tante altre soddisfazioni in futuro

D: La Serie A1 è una competizione che punta molto sul doppio. Si giocano 2 match in ogni turno e ha un peso rilevante dato che spesso si rivela decisivo per le sorti delle sfide. Quali sono le tue sensazioni quando giochi in doppio?

Gigante: “Mi trovo molto bene a giocare in doppio. In stagione ci sono state delle occasioni in cui potevamo mischiare tutte le coppie possibili ed eravamo comunque tutte coppie forti. Questo è un vantaggio che abbiamo come squadra. Nel nostro team sono presenti Serafini, Vanni, Bracciali, Kovalik e Roca Batalla. Possiamo giocare tutti con tutti e questo è sicuramente una grande forza per la squadra.”

D: Parliamo della tua stagione. A fine 2021 stavi poco dentro gli 800 al mondo (eri il numero 790) adesso sei al numero 251 con un best ranking alla posizione 226. Come giudichi la tua stagione?

Gigante: “Innanzitutto l’anno scorso ero così in basso in classifica perché sono stato cinque mesi fermo [per un problema al gomito, ndr]. È stata molto dura riprendermi, però l’ho fatto alla grande. Ne ho parlato col mio coach Alessandro Galli, e posso dire che questa stagione è stata un anno di sperimentazione di questi tornei. Sicuramente il prossimo anno proverò a fare molto meglio, anche perché quest’anno non ho fatto sempre le cose giuste. Però comunque ho fatto un grande salto e questo sarà  sicuramente un punto di partenza per la nuova stagione.”

D: Durante la stagione hai fatto anche il passaggio dai tornei ITF, conquistando anche il tuo primo titolo a Sharm El-Sheikh, ai Challenger, disputando anche due semifinali. Hai percepito differenze nel passaggio al livello superiore?

Gigante: “Sinceramente non ho avuto molte difficoltà. Anzi mi piace di più giocare a livello Challenger anche perché l’ambiente è diverso. I tornei sono organizzati meglio. Ci sta il cambio palla come nei tornei ATP e quindi mi dà uno stimolo maggiore. E poi giocare con gente più forte è sicuramente più stimolante rispetto al partire da favorito, come avviene negli ITF.”

D: Adesso hai qualche giorno per rifinire la preparazione e poi si riparte per la nuova stagione. Su cosa state lavorando con coach Galli?

Gigante: “Stiamo lavorando molto sul dritto e sul servizio, che sono due colpi che posso fare sicuramente meglio. In aggiunta sto lavorando molto sulla parte atletica e mi sto preparando al meglio per la prossima stagione.

D: La nuova stagione per te ripartirà dal Challenger di Oeiras, due tornei consecutivi indoor. Quali sono gli obiettivi per questo 2023

Gigante: “L’obiettivo per questa nuova stagione è quello di giocare tante partite, di arrivare sempre alla fasi finali dei tornei. Punto ad essere concentrato ogni settimana e in ogni allenamento per esprimere sempre un buon gioco e un buon livello sia in termini di atteggiamento in campo sia  livello mentale anche durante allenamenti e partite. Anche perché se sto bene fisicamente e mentalmente sono un avversario molto ostico”

D: A livello fisico dopo i problemi che hai avuto in passato come ti senti? Stai lavorando su qualche aspetto specifico?

Gigante: “Ora sto bene. Alla fine di quest’anno ho avuto una piccola ricaduta ma ora sto bene. Sto lavorando tanto sul gomito, facendo stretching e rinforzandolo ogni giorno. Quindi spero che ci siamo meno problemi rispetto al solito.”

D: Tu sei uno dei talenti seguiti dall’agenzia di management gestita da Fabio Fognini. Qual è il tuo rapporto con lui?

Gigante: “È una bravissima persona. È un orgoglio essere nel suo team perché mi ha scelto lui e sono molto fiero di questo. Qualche settimana fa sono stato a Sanremo con lui per una settimana di allenamenti quindi è stimolante stare in sua compagnia.”

D: Tu sei romano e il torneo più importante d’Italia sono gli Internazionali. Hai già giocato nelle qualificazioni nel 2020 e in quel match contro Ivashka sei stato per tre volte ad un punto dalla vittoria. L’augurio è che quest’anno ti possiamo trovare nuovamente in tabellone.

Gigante: “Lo spero. Ormai sono passati due anni da quel giorno. Lo scorso anno ho giocato le prequali ma non mi sono qualificato. Questo anno darò sicuramente il 200% per avere un posto in tabellone agli internazionali questo è poco ma sicuro.

Grazie mille Matteo e auguri di buone feste da parte della redazione di Ubitennis

Gigante: “Grazie e auguri anche a tutti voi”.

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Il trionfo del TC Sinalunga, Marcello Serafini: “Sapevamo di essere competitivi ma non ci aspettavamo questo grande risultato” [ESCLUSIVA]

Da neo-promossa a campione di Serie A1. Il tennista romagnolo racconta la cavalcata scudetto del circolo toscano e gli obiettivi della nuova stagione: “Il primo obiettivo è entrare stabilmente nei Challenger. Ora ho più consapevolezza”

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FINALI SERIE A1 2022 Circolo Stampa Sporting di Torino 11/12/2022 Finale Maschile Ct Palermo - Tc Sinalunga Marcello Serafini Foto Giampiero Sposito/FIT

Dopo un anno di purgatorio la favola del Tennis Club Sinalunga è diventata realtà. Il club toscano ha sbaragliato la concorrenza laureandosi Campione d’Italia, per la prima volta nella sua storia, nel gran finale disputatosi al Circolo Stampa Sporting di Torino. La matricola terribile ha visto tra i protagonisti della sua corsa da sogno un tennista del proprio vivaio, il ventenne Marcello Serafini. Il tennista di Riccione, numero 517 del ranking ATP in singolare e 383 in doppio, è stato grande protagonista per la squadra toscana durante tutta la stagione. Di rilevante importanza per la strada verso il titolo, i successi ottenuti sia nella semifinale di andata contro il Park Genova, sia nel match scudetto contro il CT Palermo. 

In particolare nel gran finale di Torino, Serafini ha avuto l’onere di giocare il primo match della sfida. Compito svolto con diligenza dal nativo di Riccione che ha conquistato il primo punto per la squadra toscana al termine di una battaglia durata quasi due ore contro il palermitano Piraino. Un stagione che, oltre al titolo di Campione d’Italia con il TC Sinalunga, ha visto Serafini conquistare sei titoli a livello ITF: 3 in singolare (i primi della sua giovane carriera) e altrettanti in doppio (che si uniscono a quello conquistato nel 2021 ad Ulcinj).

Per raccontarci le emozioni vissute durante la grande impresa compiuta con la maglia del Sinalunga e per parlare di quanto fatto nella stagione in corso, abbiamo intervistato in esclusiva Marcello Serafini.

 

D: Buonasera Marcello, congratulazioni per il titolo di Campione di Italia. Siete partiti da squadra neopromossa e siete giunti fino alla conquista del titolo. Come giudichi questa esperienza?
Serafini: “Sicuramente noi non ci aspettavamo di arrivare fino alla finale, di giocarci lo scudetto o addirittura di vincerlo. Da neopromossa l’obiettivo era inizialmente ottenere la salvezza. Sapevamo di avere una squadra abbastanza competitiva, ma sicuramente non ci aspettavamo questo grande risultato.

D: Una finale dalle forti emozioni. Vi era una significativa presenza di pubblico sugli spalti. Tu hai dovuto rompere il ghiaccio giocando il primo match contro Piraino. Come giudichi la tua prestazione?
Serafini: “La partita è stata molto difficile. Personalmente non ho giocato il mio miglior tennis, perché sono entrate in gioco molte componenti. Ero abbastanza teso perché era la mia prima partita davanti ad un pubblico così grande. Inoltre, avevo anche una responsabilità non solo mia, ma per tutta la squadra dato che era la prima sfida in programma. Sicuramente è stato difficile, però alla fine sono uscito indenne da dei momenti anche abbastanza difficili. Sono molto contento della partita che ho vinto perché non era assolutamente facile”.

D: Tu sei un giocatore del vivaio. Come è nato il tuo rapporto con Sinalunga? Si tratta di una realtà piccola ma molto solida. La si può considerare come una piccola grande famiglia?
Serafini: Loro mi contattarono svariati anni fa, perché per essere considerato vivaio bisogna aver fatto almeno due anni prima dell’Under 16. Io all’epoca ero piccolo, avevo circa 15 anni e  loro mi chiamarono per rafforzare la componente vivaio. L’idea di giocare la Serie A per me era una cosa molto lontana, quasi un sogno. Ho risposto assolutamente sì, non vedevo l’ora di far parte della squadra. Tutte le persone del circolo, dai soci al Presidente Bernardini (qui l’intervista del nostro Paolo Pinto), passando per tutti i dirigenti sono veramente molto simpatici. Sono stati ospitali sin dalla prima volta che sono andato lì e mi sono sentito sempre come a casa”.

D: In Serie A1 ha un peso rilevante il doppio, il 33%. Tu hai avuto modo di dimostrare la tua propensione in questa specialità. Hai conquistato 4 titoli a livello ITF, 3 dei quali quest’anno. E in questa stagione di Serie A1 sia con lo spagnolo Roca Batalla sia con Bracciali hai giocato dei match di ottimo livello. Quali sono state le tue sensazioni?
Serafini:Il doppio è una specialità che mi piace molto, devo dire la verità. Avendo un compagno di fianco è anche più facile rientrare in partita nei momenti più difficili. Inoltre si gioca in maniera molto più strategica e a me piace molto usare tanti schemi in partita. Mi trovo bene con tutti i compagni della squadra, abbiamo un’ottima affinità”.

D: La tua passione per il tennis è nata grazie a tuo padre, sei partito dal tennis Club Riccione, poi è chiamata della FIT e poi la scelta di lavorare alla Vavassori Tennis Academy. Come descriveresti il tuo percorso di crescita?
Serafini: “All’età di 14 anni arrivò questa chiamata da parte della Federazione. L’opportunità di allenarmi in una accademia per provare ad intraprendere la strada del professionismo. Per me era una occasione irripetibile. Avevo l’occasione di allenarmi mattina e pomeriggio, con la Federazione che dava un supporto economico molto importante. Per me è stato fondamentale”.

D: Lo scorso anno al terzo torneo da pro, sei giunto in semifinale a Sharm el-Sheikh. Quest’anno sono arrivati i primi tre titoli ITF con i successi di Ulcinj, in Montenegro, Pescara e Salerno. Qual è il tuo giudizio su questa stagione?
Serafini: “Questa stagione è da dividere in due parti secondo me. La prima molto negativa. Ho avuto molti problemi durante le partite e non riuscivo a trovare il mio gioco. Poi da una settimana all’altra è cambiato tutto. Da quando ho vinto il primo titolo in Montenegro ho acquisito molta più consapevolezza. Il mio gioco ha iniziato ad evolversi così come la mia fiducia. Quello è stato il punto di svolta”.

D:  Parlando del tuo stile di gioco, sei un giocatore che ama verticalizzare, scendere a rete e predilige un gioco aggressivo. Su cosa state lavorando in vista della nuova stagione?
Serafini: “Con il mio team stiamo lavorando molto sulla continuità. Spesso capita che io abbia dei cali di attenzione e di concentrazione abbastanza importanti che vanno eliminati per provare a salire ancora di più di livello.

D: Visti i risultati a livello ITF ottenuti in stagione, quali sono gli obiettivi per il 2023?
Serafini: “Il primo obiettivo a livello di classifica sarà entrare stabilmente nei Challenger, che non sia subito tabellone principale ma anche qualificazioni per comunque giocare partite di livello più alto contro giocatori anche di maggiore esperienza. Sicuramente fare tante partite di quel livello, mi aiutare a far crescere anche il mio tennis”.

D: Hai comunque già giocato a livello Challenger in questa stagione e nella passata. Qual è la principale differenza con il circuito ITF?
Serafini: “La programmazione cambia totalmente tra i due circuiti. A livello di gioco non ho avvertito questa grande differenza ma l’ho percepita di più nel preparare la partita. Nel circuito Challenger sono praticamente tutti dei professionisti quasi affermati, quindi la differenza secondo me sta più nell’approccio mentale.”

D: Come hai detto poc’anzi, l’approccio mentale è un aspetto sui cui state lavorando in vista della prossima stagione. Ritieni che la continuità durante l’intero match sia ciò che ti permetterà di fare il salto di qualità?
Serafini: “Sicuramente sì. Credo sia il mio punto più debole, ma anche quello dove  ho più margini di miglioramento. Durante il match capita che ho dei momenti in cui mi estraneo totalmente e sto cercando col mio team di eliminarli piano piano”.

Marcello grazie per il tempo che ci hai dedicato e auguri da parte di tutti noi  di Ubitennis di buone feste.
Serafini: “Grazie e auguri di buone feste a tutti voi”.

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