Mouratoglou: “Kyrgios miglior servizio di sempre, ecco la top 5”. E Roddick contesta il proprio terzo posto

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Mouratoglou: “Kyrgios miglior servizio di sempre, ecco la top 5”. E Roddick contesta il proprio terzo posto

Il coach Patrick Mouratoglou spiega le sue scelte, ma insorgono Andy Roddick, Brad Gilbert, Ljubicic e il mondo social, tra chi vuole Ivanisevic, chi Federer e chi… Arthurs

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Nick Kyrgios - US Open 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)
 

Patrick Mouratoglou la sa lunga. Sul tennis, sicuramente, ma ancora di più su come restare sulla breccia e su come continuare a far risplendere le ammalianti luci della propria accademia. Che, alla fine, significa che è molto bravo nel proprio lavoro, parte del quale sono i brevi video che posta sui suoi canali social, per esempio dando interessanti consigli tecnici, tattici, mentali… In mezzo a questi e altri ancora, sembra che Pat si stia lanciando su un classico il cui appeal resiste al passare del tempo: le top 5.

Così ha dapprima sfoderato quella con le cinque migliori risposte, ma non è che fosse granché: Agassi presente, primo posto occupato da Novak Djokovic, insomma, l’ABC. Al massimo, qualcuno poteva storcere il naso per l’assenza di Andy Murray oppure cedere alle lusinghe delle altissime percentuali di Rafa Nadal in ribattuta (ma sarebbe davvero una valutazione sbagliata?) o ancora tirare in ballo le superfici. Dopo quell’antipasto, Mouratoglou ha calato l’asso, diciamolo pure in inglese, l’ace, con la top 5 dei servizi ATP. Ecco i nomi accompagnati dalla stringata motivazione offerta dallo stesso Patrick.

5 – Pete Sampras. Il servizio più imprevedibile e indecifrabile sia sulla prima, sia sulla seconda.

 

4 – Ivo Karlovic. Grazie alla propria altezza, 209 cm (211 per l’ATP) ha costruito una grande carriera principalmente sulla battuta.

3 – Andy Roddick. Il modo più violento di tirare il servizio nella storia del tennis.

2 – John Isner. Nel match più lungo della storia, non è stato brekkato per otto ore di fila.

1 – Nick Kyrgios. È al primo posto perché oggi i giocatori rispondono molto meglio ed è senza dubbio il migliore attualmente.

Se il segreto del servizio di Nick è già stato svelato da Luca Baldissera, attualmente impegnato con Vanni Gibertini a guidare da e verso l’Indian Wells Tennis Garden, l’argomento lanciato da Mouratoglou si presta a scatenare discussioni come neanche l’ex sempreverde “esiste l’amicizia tra uomo e donna?”, a partire dal fatto che una top 5 contiene cinque elementi, né più meno. Un po’ lo stesso discorso della top 10 del ranking che ne ospita dieci, per quanto si possa pensare che almeno una quindicina di tennisti la debbano occupare (o, al contrario, che la meritino in tre o quattro).

Lo sviluppo più interessante dell’infinito botta e risposta conseguente arriva non tanto dalla reazione dei vari appassionati che contestano posizioni e occupanti, quanto da quella di un ex pro. Ma non un Reilly Opelka o un Goran Ivanisevic che contestano la loro esclusione, quanto del numero 3 della lista, Andy Roddick. E non perché ritiene di aver avuto una valutazione inferiore alle aspettative, tutt’altro. Ecco cosa scrive su Twitter:

“Il mio servizio non era migliore di quello di Pete, Goran, Karlovic, eccetera. Anche di qualcuno come Arthurs, che non aveva tanto altro, ma ciò non significa che la sua battuta non fosse tra le migliori”.

Wayne Arthurs, mancino australiano classe 1971 (come Ivanisevic) con un best ranking di n. 44, vanta 8 vittorie in 30 scontri con i primi 10 ed è quinto assoluto per percentuali di punti vinti con la prima battuta (81,2%).

Attivissimo sul social da 280 caratteri, Brad Gilbert non poteva esimersi dall’intervenire con la sua lista per periodi: Sampras primo negli ’80-’90, Federer nei 2000 e Isner dal 2010.

Mentre il dibattito si infuocava e con Ivan Ljubicic che aveva replicato alla lista con un semplice ma efficace “0 – Ivanisevic”, è tornato a farsi vivo Mouratoglou. Con una bella tanica di benzina in mano, il coach francese si è rivolto a quello croato: “Nessun problema ad aggiungere nomi di altri grandi battitori. Goran era incredibile al servizio. La domanda è: chi toglieresti per far posto a lui o a Roger?”.

Non sappiamo se Ljubo pensasse di cavarsela con quel tweet laconico; a ogni modo, pungolato dal popolo social, Ivan Ljubicic si è deciso a dire la sua: “Primo servizio, Ivanisevic o Karlovic. Secondo: Federer o Isner”. Aprendo così un nuovo capitolo (è arrivato pure Mardy Fish) che non è andato in pausa neanche quando in campo c’era Stan. O Lucia.

Non ci resta quindi che lasciare “i ragazzi” al loro dibattito, non senza invitare i lettori a postare la propria top 5 (tanto la scrivereste comunque). La top 5 dei Coach che andrebbero giustiziati se arrivasse la Rivoluzione del Tennis…

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Roland Garros: Tsitsipas non fa sconti a Ofner. Raggiunge Alcaraz ai quarti

Finisce la favola del qualificato austriaco Sebastian Ofner. Il greco rispetta il pronostico e si prepara ad affrontare il numero 1 Carlos Alcaraz

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2023 (foto Roberto dell'Olivo)

[5] S. Tsitsipas b. [Q] S. Ofner 7-5 6-3 6-0

Il match conclusivo sul Court Suzanne Lenglen, nonché del programma maschile, vedeva affrontarsi il numero 5 Stefanos Tsitsipas contro il numero 118 Sebastian Ofner. Il match ha regalato parecchi punti spettacolari, sia nella parte iniziale quando l’austriaco è sceso in campo senza troppe pressioni riuscendo a fare gioco pari con Tsitsipas, sia quando, dopo aver incamerato il primo set a fatica (7-5 recuperando un break e sventando la minaccia tiebreak), il greco ha potuto contare su una maggior fiducia che si andava ad unire ad un atteggiamento sempre più rilassato da parte di Ofner, consapevole della sconfitta ormai inevitabile.

Per la terza volta su sette partecipazioni al Roland Garros Tsitsipas raggiunge i quarti di finale (obiettivo che ancora gli manca sia a Wimbledon che allo US Open, mentre a Melbourne sono ben quattro le occasioni in cui ha raggiunte, e superato, i quarti). Adesso per lui ci arà la sfida più attesa da quando è stato sorteggiato il tabellone: affrontare il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz, dal quale ha perso tutti e quattro i precedenti. Partendo dalle qualificazioni invece, il torneo dell’austriaco Ofner si può considerare un grande successo: ha portato a casa sei incontri perdendo cinque set (due dei quali contro Fognini) e, a 27 anni, lunedì prossimo potrà festeggiare l’ingresso tra i primi 100 del mondo per la prima volta in carriera

 

IL MATCH – All’inizio del set si complicano un po’ le cose per Tsitsipas che si trova coinvolto in una vera e propria lotta fisica contro l’austriaco fatta a colpi di racchetta. Il match prende i binari di un classico da terra battuta, con il copione che prevede scambi duri da fondo risolti con colpi a tutto braccio. La testa di serie numero 5 rimonta da uno svantaggio 3-1, e pian piano fa breccia nella difesa di Ofner; l’austriaco prima rischia di cedere sul 5-4, e poi ad un passo da tiebreak arriva il passo falso che gli costa il primo set per 7-5. 

Di fatti il match termina lì perché nella successiva ora di gioco, Ofner riuscirà a portare a casa solamente tre game contro i dodici di Tsitispas che gli permetteranno di chiudere col punteggio di 7-5 6-3 6-0.

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Musetti dopo la batosta con Alcaraz: “La cosa più difficile è lottare, oggi ho scelto la via comoda: lasciarsi andare”

“Ho fatto tutto quello che non dovevo fare” così Lorenzo Musetti, eliminato al Roland Garros dal n.1. “Lui è stato più grintoso, non c’è da stupirsi del suo gioco”

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Lorenzo Musetti - Roland Garros 2023 (foto Roberto Dell'Olivo)

Risultato decisamente netto quello con cui il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz ha raggiunto i quarti di finale del Roland Garros, estromettendo Lorenzo Musetti, battuto 6-3 6-2 6-2. Di seguito le risposte date in italiano dal 21enne Musetti:

D: Quando la situazione sembrava un po’ compromessa ti abbiamo visto tirare delle manate. È forse un rimpianto di qualcosa che non hai fatto all’inizio?

Lorenzo Musetti: Sicuramente potevo fare molte altre cose rispetto a quelle che ho fatto, ho fatto forse tutto quello che non dovevo fare (sorride). Ci eravamo prefissi di avanzare sul suo rovescio o comunque imporre un gioco su qeul’angolo dove fa meno male. Col dritto muove molto bene la palla, spesso viene a rete e si avvicina molto. Credo che i piani di gioco erano simili per tutti e due, il primo che riusciva a prendere il controllo con il dritto provava ad imporre il gioco per vincere il punto. Io oggi non mi sono espresso come avrei voluto. Non credo si tratti di emozione, ma più che altro devo avere consapevolezza di me stesso e del livello che ho; non devo fare confusione quando sono di fretta. A volte mi faccio prendere troppo da chi c’è dall’altra parte. Ci sto lavorando e speriamo che già dai prossimi tornei questa sconfitta mi sia da lezione.

 

D: Comunque in passato hai battuo anche Djokovic quindi si possono ripartire da queste belle sensazioni per andare avanti.

Lorenzo Musetti: Non serve ripartire dal passato perché è una cosa poco realistica. Una cosa che mi serve è proprio vedere, analizzare questo match giocata in maniera sbagliata sin dall’inizio e vedere cosa avrei dovuto fare, sicurmente anche nei match precedenti, per valutare cos’è il mio gioco e cosa sarà in futuro. Partendo da questo torneo, i match con Shevchenko e Norrie sono state giocate da manuale quindi andranno osservate anche queste che rappresentano un cambio di marcia, senza ombra di dubbio.

D: Sei stato sorpreso da certe giocate di Alcaraz? Discese a rete, palle corte ecc
Lorenzo Musetti: Sicuramente certi numeri, certi gesti atletici altri giocatori non li fanno, però ecco sei numero 1 al mondo, il più giovane della storia del tennis, un significato ce l’abbia. C’è poco da sorprendersi. Ovvio che in campo, soprattutto per la situazione di svantaggio si tende a meravigliarsi un po’. Più che altro mi sono sorpreso in maniera negativa di quello che facevo io, troppe volte uscivo dallo scambio, magari con una palla corta che non c’entrava nulla, servito sempre male, di fretta, non mi sono mai caricato. Un atteggiamento non positivo che reputo influente sul mio gioco. Ovvio che se al numero 1 al mondo gli lascia anche questo, dà il megio di sé come ha fatto vedere. Su qualsiasi superficie sta imponendo il suo gioco su chiunque.

D: Da una partita di questo tipo cosa ti resta per capire cosa fare per raggiungere quel livello?

Lorenzo Musetti: Questa partita mi serve non dico come bagno di umiltà perché non ho avuto la sfacciataggine di dichiarare qualsiasi che non fosse vera. Oggi mi sento solo di accettare che lui ha giocato meglio, è entrato più grintoso, con più voglia di vincere e mi ha battuto tre set a zero. La cosa più difficile credo sia proprio lottare, io oggi ho scelto la via più comoda che è quella di lasciarsi andare, arrendersi un po’; la prossima volta sceglierò di lottare. Ma proprio da queste partite imparo a scegliere la via più dura che darà i suoi frutti.

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Roland Garros: Sabalenka a corrente alternata batte Stephens in due set

Aryna Sabalenka parte forte, si incarta, ma ha la meglio su Sloane Stephens che esce con diversi rimpianti. La bielorussa ai quarti trova Elina Svitolina

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Aryna Sabalenka - Roland Garros 2023 (foto Roberto dell'Olivo)

[2] A. Sabalenka b. S. Stephens 7-6(5) 6-4

È finito come da pronostico lo scontro serale tra due campionesse Slam, quella in carica dell’Australian Open e quella dello US Open 2017: Aryna Sabalenka, vittoriosa nelle tre precedenti sfide, si è imposta in due set su Sloane Stephens, 7-6(5) 6-4 in 101 minuti che non hanno dato esattamente la carica agli spettatori del Philippe-Chatrier. Le emozioni sono più che altro derivate dall’andamento insensato dell’incontro, un po’ da montagne senza bandiera, prevedibilmente soggetto alla prestazione di Sabalenka, partita fortissimo salvo poi perdere precisione, soprattutto con il dritto. Stephens, quasi mai propositiva, in nessun momento è sembrata sul punto di poterla vincere, eppure ha rimpianti in entrambe le frazioni – a due punti dal vincere la prima, a uno dal contro-sorpasso nella seconda.

In apertura abbiamo sottolineato “serale” perché Amélie Mauresmo, direttrice del Roland Garros, ha infine programmato un incontro femminile nella sessione delle 20.15. L’anno scorso aveva subito le critiche (e chiesto scusa) per la scelta di metterne uno solo alla decima giornata e anche quest’anno la scelta è arrivata – comprensibilmente – dopo una settimana. E, prevedibilmente, qualcuno si è liberato del biglietto per non correre il rischio di doversi trovare qualcos’altro da fare già alle 21.00. Un rischio che è sembrato materializzarsi quando la numero 2 del mondo si è issata senza sforzo sul 5-0, salvo poi disunirsi fino a ritrovarsi sotto 4-5 nel tie-break che le è stato invece pressoché donato dall’avversaria. Parziali piuttosto netti in termini di punti per l’una e per l’altra anche nella seconda partita e, di nuovo, Sloane si è fermata, quasi evaporata, su quelle tre palle per il 5-4.

 

In quelli che sono i suoi primi quarti di finale parigini, Aryna affronterà una sorprendente Elina Svitolina, che ha eliminato la n. 9 Daria Kasatkina. 1-1 il bilancio degli scontri diretti.

Primo set – Sabalenka parte a razzo, l’altra la riprende ma si ferma a due punti dal traguardo

Sabalenka, prima a servire, comincia a spingere fin da subito. Stephens cerca la profondità, un paio di rovesci vanno lunghi e si ritrova sotto 0-2. Sloane, almeno all’apparenza, ha l’atteggiamento di chi vorrebbe evitare di spostarsi in campo, non l’ideale di fronte a un’avversaria che tira forte senza strafare, trovando anche angoli interessanti. Stephens dice al suo coach, il goat barbadiano Darian King, che non sente la palla. La sente invece la numero 2 del mondo che vola 5-0, mentre immaginiamo Amélie Mauresmo in panico per aver messo in prime time un match da 50 minuti.

Piccolo calo di intensità dell’altra e la trentenne della Florida si iscrive a referto, fa il pugnetto e si prende anche un secondo game. Se ne va un set point, tutta l’attenzione che Sabalenka aveva messo nelle fasi iniziali è svanita nel nulla, il dritto è scomposto, l’altra legge meglio le traiettorie anche perché la velocità della palla in arrivo è un po’ scesa nel vano tentativo di tenerla in campo.

Con l’aiuto dell’atteso doppio fallo (il primo ma pesante), quella che qui ha fatto finale nel 2018 serve per il 5 pari e lo agguanta dopo 14 punti, nonostante un paio di nastri non benevoli e altre tre occasioni per Aryna di mettere le mani sul parziale – occasioni non gestite al meglio, anzi. Torna a vincere un game, Sabalenka, mentre Stephens cerca (con scarsi risultati) di cedere alla tentazione di affidarsi esclusivamente al gioco di rimessa.

Nel tie-break, la n. 30 WTA si affida alla ritrovata pulizia e precisione dei colpi e va avanti un paio di volte grazie agli errori di Aryna che certo non tira indietro il braccio. Sul 5-4, tuttavia, commette tre errori che vanificano la sua rincorsa e Sabalenka si prende il set. 18-25 il saldo tra vincenti e non forzati per Aryna, 4-11 per Stephens: non sarà “un gran”, ma almeno c’è. Match.

Secondo set – Sabalenka allunga, si fa riprendere, ma chiude piazzando nove punti di fila

Quattro turni di servizio se ne vanno senza sussulti, poi Stephens si distrae, forse anestetizzata dalla propria passività, e regala il turno di battuta. Aryna consolida con la tranquillità offertale un incontro sempre più in discesa, mentre Sloane rimane in scia sperando che l’altra renda il regalo. Lo fa subito, la venticinquenne di Minsk, incartandolo con due brutti errori colpendo in avanzamento, e Stephens sale 40-0, ma a 5 arriva Sabalenka, che con due ottime risposte un drittone finale punisce due pessime imprecisioni bimani di Stephens.

Sloane non c’è più e Aryna tira dritto indisturbata verso il match con Svitolina. L’ucraina potrà ben poco se l’altra terrà l’intensità folgorante dell’inizio di questo match, ma difficilmente non saprà approfittare dei cali altrettanto vistosi di questa domenica sera.

La giornata non si conclude con la conferenza stampa della vincitrice perché, comunicano gli organizzatori, Sabalenka non farà quella “generale”, bensì ci sarà un’intervista con un giornalista della WTA. Poi ce la faranno avere.

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