ATP Roma, Alcaraz: “Spero di trovare Djokovic in finale”

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ATP Roma, Alcaraz: “Spero di trovare Djokovic in finale”

“Sono contento di giocarmela con i migliori al mondo” – dice Carlitos, in procinto di fare il suo esordio al Foro Italico – “Ho grandi ricordi legati all’Italia e sono contento di essere per la prima volta a Roma”

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È il giocatore da battere e il più in forma del momento, e anche agli Internazionali BNL d’Italia è uno dei grandi favoriti per la vittoria finale, nonostante sia alla prima apparizione sulla terra romana. Stiamo parlando, molti lo avranno già capito, di Carlitos Alcaraz, pronto per il suo esordio sul campo centrale del Foro Italico sabato 13 maggio – non prima dell’una – nel derby spagnolo che lo vedrà di fronte ad Albert Ramos-Vinolas. L’attuale n° 1 della “Race to Turin” ha avuto quasi una settimana per recuperare dagli sforzi che lo hanno condotto alla vittoria a Madrid e prima ancora a Barcellona e, nella tradizionale conferenza stampa pre-torneo, ha lasciato intendere quali siano i suoi obiettivi e le sue sensazioni per il torneo romano.

D. Benvenuto a Roma, Carlos. Credo che tu abbia trascorso le tue prime 24 ore qui a Roma. Quali sono le tue impressioni?

CARLOS ALCARAZ: “È vero, è la mia prima volta qui a Roma. Mi sono allenato due volte e mi sto godendo il club e i tifosi, ma non ho ancora avuto modo di visitare il centro o nient’altro della città”.

 

D. Giocherai contro Ramos, il primo tennista che hai affrontato in un torneo ATP. Cosa ti ricordi di quella partita, che credo fosse a Rio? Che esperienza è stata partecipare per la prima volta a un torneo?

CARLOS ALCARAZ: “Beh per me è stata una gran bella partita, la mia prima vittoria ATP contro di lui. Ma è avvenuta molto tempo fa e dopo quella volta ci ho giocato ancora in qualche altra occasione. È sempre stata dura, mi sembra. Credo sia un buon primo turno per me, e dovrò disputare un buon incontro se vorrò andare avanti. Vedremo, posso già dire che è molto bello giocare davanti ai fan italiani e che qui a Roma è certamente fantastico scendere in campo. Mi godrò il momento”.

D. Sei già stato n° 1 del mondo e lo sarai nuovamente, visto che ti basterà scendere in campo qui. È qualcosa che fa la differenza? È importante per te tornare a essere il primo giocatore in classifica, o una volta che lo sei già stato non ti fa più lo stesso effetto di prima?

CARLOS ALCARAZ: “No, non cambia niente per me. Ovviamente è bello recuperare la posizione alla fine di questo torneo, ma non cambierà niente nel mio approccio alle partite”.

D. Hai molti rivali nel circuito, ma possiamo dire che il tuo più grande rivale è dentro di te, perché puoi scegliere tra molte tattiche e colpi ogni volta? È complicato per te trovare la giusta soluzione, quando attaccare, stare dietro…?

CARLOS ALCARAZ: “Qualche volta non è semplice. Ho già detto che ognuno di noi è il più grande rivale di se stesso. Non vale solo per me, ma per tutti. Devi controllare te stesso e le tue emozioni, prima che il tuo avversario. Come hai giustamente detto, devi scegliere la strategia giusta al momento giusto, ed è molto complesso perché abbiamo solo pochi secondi prima di colpire la palla”.

D. Carlos, è la prima volta quest’anno che giochi in uno stesso torneo con Djokovic. Cambia qualcosa in te? Forse c’è più pressione, o più adrenalina?

CARLOS ALCARAZ: “Essere in un torneo insieme a Djokovic è naturalmente grandioso, averlo qui e imparare da lui. È sempre un’ottima cosa avere i giocatori migliori del circuito presenti, e spero di incontrare Nole in finale. Se fossi un tifoso vorrei sempre poter ammirare i migliori giocatori al mondo, anche perché si può davvero imparare da chiunque”.

D. Non hai giocato lo scorso anno a Roma e nemmeno alle ATP Finals a Torino, ma hai giocato diverse volte in Italia, come alle Next Gen ATP Finals. Hai qualche ricordo in particolare? Credo tu abbia giocato contro Bonfiglio, non so se hai memoria di quello o di qualche altro incontro…

CARLOS ALCARAZ: “Sì, mi ricordo quel match e ho un sacco di bei ricordi legati all’Italia. Qui ho vinto il mio primo Challenger e ho disputato la mia seconda finale, non mi ricordo se ho giocato anche qualche ITF, ma sono cresciuto partecipando a tornei in questo Paese”.

D. Hai parlato molto della volontà di sorridere in campo, e di essere positivo. Sono curioso, qual era il tuo atteggiamento quando eri più giovane e forse meno maturo? E qual è stato l’impatto di Kiko Navarro (primo allenatore di Alcaraz, ndr) sulla tua carriera?

CARLOS ALCARAZ: “Certamente quando ero più giovane ero una persona totalmente diversa. Probabilmente non mi divertivo come mi diverto oggi. Lanciavo racchette e mi lamentavo spesso. Era diverso (sorride, ndr). Poi ho iniziato a controllare le mie emozioni e a divertirmi sul campo da tennis. Kiko è stato molto utile per me, e ho condiviso con lui diversi momenti, per esempio il mio primo viaggio lontano dalla Spagna. Ma ho avuto altri allenatori prima di Kiko, per esempio uno che si chiamava Carlos come me. Anche lui mi ha aiutato tanto quando ero più giovane”.

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