ATP IW: Pospisil eroe in California, Murray a casa!

Clamoroso a Indian Wells! Esordio fatale per Murray, la partita perfetta la fa il canadese: si apre una voragine nel tabellone. Thiem spedito, Monfils e Goffin un po' meno

ATP IW: Pospisil eroe in California, Murray a casa!

[Q] V. Pospisil b. [1] A. Murray 6-4 7-6(5) (Marco Pardini)

È il giocatore più forte del mondo, sapevo che avrei dovuto giocare un match perfetto. Adesso sono senza parole“. L’impresa di giornata porta la firma di Vasek Pospisil, che batte per la prima volta in carriera il n.1 del mondo Andy Murray. Lo fa attaccando la rete con continuità, senza timori reverenziali e approfittando di uno scozzese nervoso e poco lucido nei momenti cruciali. Del resto Indian Wells non è mai stato il torneo preferito da Andy Murray, i risultati parlano chiaro con lo scozzese che ha raggiunto una sola volta la finale, nel 2009 sconfitto da Nadal, ed è uscito anzi tempo in diverse occasioni per mano di giocatori modesti come Young, Garcia-Lopez e Delbonis. Tuttavia nessuno si aspettava un esito simile nella sessione serale del day 3 del torneo. Vasek Pospisil, canadese, ragazzo classe ’90 scivolato alla posizione numero 129 delle classifiche mondiali e costretto alle qualificazioni pur vantando un best ranking di 25, si è preso la sua rivincita. Gli infortuni, un periodo di involuzione e una cattiva gestione delle aspettative hanno bloccato la crescita di questo ragazzo che ha sofferto l’ingombrante figura del connazionale Raonic vivendo spesso nell’ombra dello stesso. I pochi acuti della sua carriera, ormai datati, come la vittoria in doppio di Wimbledon con Sock nel 2014, la prima finale in singolare a Washington persa contro Raonic, ma soprattutto i quarti sull’erba londinese nel 2015 sconfitto dallo stesso Murray, rendono il risultato di questa sera decisamente sorprendente. È vero che la versione 2017 di Murray era stata poco convincente nonostante il recente successo di Dubai e la finale di Doha di inizio anno, ma la versione di Indian Wells è apparsa ancora più preoccupante.

 

Il numero uno è costretto a salvare subito tre palle break nel game d’apertura del match ma è il primo a tentare l’allungo strappando il servizio a Pospisil nel quarto gioco. Entrambi però, soffrono al servizio e si apre una serie di quattro break consecutivi conclusa nell’ottavo gioco quando il canadese riesce a tenere il servizio e a portarsi in parità. Murray tenta di allungare gli scambi, di far muovere l’avversario che invece cerca di comandare con il dritto scendendo continuamente a rete per mettere pressione allo scozzese che, estremamente falloso, inizia ad innervosirsi. Il nono gioco è emblematico con Murray che, avanti nel punteggio e in controllo del game, sbaglia, si fa rimontare e nervoso, concede il break all’avversario. Nel gioco successivo Pospsil pasticcia un po’ nei pressi della rete ma, aiutato dal servizio e da un pizzico di riga colpito con uno schiaffo al volo di dritto, chiude il parziale per 6-4 aggiudicandosi per la prima volta un parziale contro lo scozzese. Il buon momento di Pospisil continua nei primi minuti del secondo set, il dritto pesante del canadese continua ad essere penetrante, forzando gli errori di Murray sempre più inquieto sul campo e sempre più in difficoltà nel punteggio quando scivola sotto due zero con chance di doppio break nel terzo gioco per il canadese. Il pubblico rumoreggia, Murray sbraita contro il suo angolo mentre gli occhi di Pospisil brillano di ardore sotto la luna piena sull’enorme Stadium 1. Ma qui è puntuale la reazione del campione che tira fuori il carattere, prende in mano la situazione, si fa più aggressivo e approfittando anche di qualche piccola, giustificabile, incertezza di Pospisil, recupera lo svantaggio e passa avanti nel punteggio. Tuttavia il canadese non si scompone, ha chiaro quello che deve fare, cerca di trovare coraggio, spinge da fondocampo accelerando con il dritto e cercando poi di verticalizzare velocemente a rete concludendo con voleè che dimostrano una sensibilità acuta in una mano capace di generare allo stesso tempo anche violentissime conclusioni.

Come se non bastasse Pospisil esce vincitore anche da scambi prolungati, variando molto il ritmo con dritti carichi di top spin e rovesci tagliati in slice, mostrando finalmente un’eccellente condizione atletica e costringendo Murray a diversi errori grossolani in manovra. Entrambi, con alti e bassi, tengono i rispettivi turni di battuta e l’esito più giusto per un set decisamente equilibrato è il tie break. Nonostante un meraviglioso lob di Murray nel primo punto del tie break, il primo a tentare un allungo è il canadese, carico e aggressivo, sempre alla ricerca della rete, che approfitta di un sanguinoso doppio fallo dello scozzese nel quarto punto per scappare nel punteggio. Murray appare soffocato dalle continue incursioni a rete di Pospisil e come a Melbourne contro Zverev, giocatore con caratteristiche simili a Vasek, fatica a trovare soluzioni. L’urlo liberatorio del canadese arriva al quarto match point con uno splendido tracciante di dritto in diagonale sul quale Andy può solo guardare. Il tabellone maschile subisce così il secondo grande scossone della giornata dopo l’eliminazione di Tsonga, nello stesso quarto di Murray, ad opera di Fognini concedendo così a diversi giocatori una grande occasione per raggiungere le semifinali. Per Murray, in difficoltà nel gestire la pressione di essere il numero uno del mondo, si tratta della seconda grande delusione dell’anno dopo Melbourne. Vasek invece – che al prossimo turno se la vedrà con il qualificato serbo Lajovic (1-0 Canada nei precedenti) – trova la vittoria della carriera, cercata, voluta e meritata, con cattiveria e decisione, con quel sorriso che da tempo ormai non vedevamo più splendere sul suo volto.

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[8] D. Thiem b. J. Chardy 6-2 6-4 (Matteo Polimanti)

La campagna californiana della testa di serie numero 8 Dominic Thiem inizia sul campo numero 2 con il francese Jeremy Chardy, attualmente numero 80 del mondo ma con un best ranking di 25 e giocatore sempre ostico su questo tipo di campi. Partenza falsa per Chardy che nel game di apertura commette due doppi falli consecutivi consegnando subito il break di vantaggio al suo avversario: la trama del match appare dall’inizio molto chiara con Thiem intento a cercare con costanza il rovescio ballerino del francese, che al contrario prova a comandare con il suo dritto piatto e ficcante. Chardy ha la possibilità di rientrare nel parziale sul 3-1 procurandosi tre palle break, annullate però con il servizio da Thiem, che al contrario del suo avversario riesce a concretizzare le occasioni ed effettua il secondo break sul 4-2, chiudendo poi al gioco successivo il primo set in 35 minuti di gioco. Secondo set più equilibrato, passaggio a vuoto ad inizio parziale per Thiem che perde a zero il servizio ma riconquista subito il break nuovamente alla prima occasione dimostrando come sappia giocare da campione i punti chiave del match: equlibrio fino al 4-4 quando Chardy viene tradito dal suo colpo preferito, affossa in rete un comodo dritto e dà la possibilità all’austriaco di chiudere l’incontro al cambio di campo; il francese non vuole mollare, si procura altre due chance di break ma ancora una volta nel momento decisivo Thiem se la cava con il servizio e al primo match point chiude con il punteggio di 6-2 6-4. Il prossimo avversario dello stakanovista austriaco uscirà dalla sfida tra Misha Zverev e il portoghese Joao Sousa in una parte del tabellone presidiata da Gael Monfils e Stan Wawrinka.

[11] D. Goffin b. K. Khachanov 6-4 3-6 6-3 (Chiara Nardi)

Sullo Stadium 4 esordisce il belga David Goffin, testa di serie n. 11 e con un recente passato da top 10, contro il russo Karen Khachanov, avversari per la prima volta in carriera. Il match inizia con un buon ritmo tenuto da Goffin, che strappa immediatamente il servizio a un Khachanov molto falloso e sale poi 2-0. Il russo migliora il rendimento al servizio, risponde bene e trova ottime accelerazioni con entrambi i fondamentali, che lo portano sul 4-2, approfittando anche delle molte seconde di servizio di Goffin. Karen torna ad essere meno aggressivo e a subire l’iniziativa di Goffin, che sale 5-4. Prima di portare a casa il set alla terza occasione, il belga annulla due palle break al russo e commette poi due doppi falli sui primi due set point. Il secondo parziale è piuttosto rapido: David ha un passaggio a vuoto nel quarto game e Karen, dopo aver salvato quattro palle break nel primo gioco, gestisce bene i suoi turni di servizio e porta il match al terzo set. Il primo a conquistare un servizio di vantaggio è il russo al termine di un quinto game molto lungo, ma nel gioco successivo Khachanov regala a Goffin il contro break. Il tennista belga sale poi 5-3 e conquista a 0 l’ultimo game grazie ad un errore di rovescio di Khachanov dopo un dritto profondo di Goffin. Al terzo turno il n. 12 del mondo affronterà il vincente del match Dzumhur-Ramos Vinolas.

[28] P. Kohlschreiber b. A. Dolgopolov 6-7(3) 1-1 rit. (Andrea Ciocci)

Incontro di cartello, quello fra Dolgopolov e Kohlschreiber, in quest’inizio un po’ sonnacchioso di torneo. Da un lato l’ineffabile ucraino, volto da efebo e colpi da mago, fresco vincitore a Buenos Aires dopo una siccità di titoli durata cinque anni. Dall’altro, l’esperto teutonico, sette volte a un punto dal battere Sir Andy Murray a Dubai – e abbonato a questi “quasi” sgarbi, come sperimentato da sua maestà Federer nel 2015 ad Halle, giardino di riserva dello svizzero. Si inizia con Dolgopolov che, come nella natura del suo tennis a margine zero, alterna grandi punti a errori non forzati. Ma, complice anche un Kohlschreiber che risponde dai teloni, è decisamente lui a condurre le danze. Punto dopo punto, toglie il tempo al tedesco. Un’aggressività che paga: il primo break è per lui. Kohlschreiber tiene duro, salva un set point sul 5-2. E aspetta gli immancabili unforced di Dolgopolov, che cede il servizio sul 5-3. Si arriva al tiebreak. Dove l’ucraino in versione “avanti tutta” vince il primo parziale per 7-2, nonostante appaia sofferente alla caviglia che l’ha costretto al ritiro a Rio. Ma con l’inizio della seconda frazione si capisce la ragione del forcing estremo dell’ucraino. La caviglia fa troppo male e lo costringe a evitare il benché minimo scatto. Chiaramente menomato, Dolgopolov si ritira sul punteggio di 7-6 1-1, in una partita che stava dominando ben più di quanto non dica lo score. Il tedesco attende il vincente del match Wawrinka-Lorenzi.

Gli altri incontri (Diego Serra)

A inizio giornata cade Ivo Karlovic, numero 21 ATP, contro il giapponese Yoshihito Nishioka, che nel primo set risponde bene a ben 7 palle break di Karlovic, per poi giocarsi benissimo la prima palla break che il servizio del croato gli concede. Si disunisce Karlovic nel secondo set facendosi brekkare per altre due volte. Non ci sono invece break come facilmente prevedibile tra John Isner e Mikhail Kukushkin, due set che si concludono al tiebreak in cui ha la meglio lo statunitense. Fatica solo un set Tomas Berdych contro Bjorn Fratangelo, statunitense wild card numero 112 del mondo. Primo set con un break per parte e Fratangelo che ha due set point nel decimo game, che però fallisce. Il tiebreak consegna a Berdych il set. Secondo set senza storia, con due break iniziali del giocatore ceco. Eliminato invece in tre set Feliciano Lopez, nell’incontro contro Dusan Lajovic spettacolare il terzo set, che ha consegnato al tiebreak il match al giocatore serbo. Vince in tre set Gael Monfils contro Darian King, numero 138 ATP, proveniente dalle Barbados. King gioca un primo set perfetto, brekkando tre volte il francese, che appare svogliato e sconclusionato al servizio. peccato che Darian non giochi i due set restanti lasciando via libera a Monfils. Avanza Pablo Cuevas battendo in due set Martin Klizan, in una partita in bilico nel primo set quando il gioco aggressivo di Klizan costringe Cuevas al tiebreak, che il giocatore uruguagio fa suo. Ancora tiebreak anche nel secondo set con Klizan che smarrisce il servizio sempre sul più bello. Ora Cuevas affronterà Fognini, tre a uno i precedenti a favore di Fabio.

Risultati:

[8] D. Thiem b. J. Chardy 6-2 6-4
[11] D. Goffin b. K. Khachanov 6-4 3-6 6-3
[LL] Y. Nishioka b. [19] I. Karlovic 6-4 6-3
F. Fognini b. [7] J.W. Tsonga 7-6(4) 3-6 6-4
[20] J. Isner b. [LL] M. Kukushkin 7-6(0) 7-6(8)
[21] P. Carreno Busta b. [Q] P. Gojowczyk 7-5 6-2
[28] P. Kohlschreiber b. A. Dolgopolov 6-7(3) 1-1 rit.
[6] T. Berdych b. [WC] B. Fratangelo 7-6(4) 6-4
[Q] D. Lajovic b. [30] F. Lopez 6-2 4-6 7-6(2)
[29] M. Zverev b. J. Sousa 6-4 6-3
[22] A. Ramos-Vinolas b. D. Dzumhur 6-4 5-7 7-5
[16] R. Bautista Agut b. A. Mannarino 7-5 6-2
[10] G. Monfils b. [Q] D. King 3-6 6-0 6-1
[27] P. Cuevas b. M. Klizan 7-6(3) 7-6(5)
[3] S. Wawrinka b. P. Lorenzi 6-3 6-4
[Q] V. Pospisil b. [1] A. Murray 6-4 7-6(5)

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