I match dell’anno: ovviamente, il meraviglioso Fedal

Ripercorriamo il 2017 attraverso le partite più belle ed emozionanti dell'anno. Gennaio - Per manifesta superiorità: Federer-Nadal, finale dell'Australian Open

I match dell’anno: ovviamente, il meraviglioso Fedal

Gennaio ha subito detto una chiara verità, che poi sarebbe stata confermata dai mesi a venire: quest’anno tutto sarà diverso, ma per tornare com’era prima. Ha illuso quella vittoria di Djokovic a Doha, in finale con l’allora numero 1 Murray. Ha emozionato quella di Muller a Sydney, la prima della carriera ma non l’ultima della stagione. Ha dato un indizio importante quella di Dimitrov a Brisbane, a due anni dall’ultimo titolo. Ma LA partita che ha spiegato a tutti come sarebbe stato il 2017, prima che tutti iniziassero a crederlo possibile, è stata la finale dell’Australian Open tra Federer e Nadal.

IL PRE-PARTITA

 

Il miracolo di Federer si manifesta per gradi, progressivamente. Che lo svizzero sia ben più di un rientrante in convalescenza sembra evidente dal terzo turno contro Tomas Berdych. Una rara mattanza sulla Rod Laver Arena, che Radek Stepanek dal box di Berdych sottolinea con questo sguardo. Poi la vittoria sofferta contro Nishikori, quella agevole contro Mischa Zverev e un’altra faccenda complessa in semifinale contro Wawrinka. Dall’altra parte del tabellone Nadal non si fa notare troppo, elimina di pura resistenza l’esuberante Sascha Zverev e di banale regolarità un blando Raonic. Contro Dimitrov è partita vera, splendida e vibrante. Senza l’epilogo del torneo sarebbe stata di gran lunga la partita del torneo e del mese. Se non che ci si è ritrovati improvvisamente di fronte al Federer-Nadal numero 35, a quasi 15 mesi dall’ultima sfida. Gli epigoni non sono ancora pronti perché questi due tornano a contendersi una finale Slam dopo 6 anni (Roland Garros 2011). E mai come questa volta, sembra proprio che…

LA PARTITA

[17] R. Federer B. [9] R. Nadal 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3

Il dritto in diagonale che si stampa sulla riga tirato da Roger Federer è l’ultima palla colpita in questo incredibile, pazzesco Australian Open, ed è anche la palla che lo consegna per sempre, ancor più di prima se possibile, a quella dimensione che non si può più davvero chiamare storia, e nemmeno leggenda, ma Mito. E non ci va da solo, ma con colui che ha diviso con lui il campo stanotte. Grazie a voi, Roger e Rafa, Dio se ci eravate mancati.

PERCHÉ PROPRIO QUESTA?

Davvero, serve aggiungere altro?

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