Il 2015 degli azzurri: successi, delusioni e sorprese

Focus

Il 2015 degli azzurri: successi, delusioni e sorprese

Ripercorriamo il cammino dei cinque italiani top 100 nella stagione appena conclusa

Pubblicato

il

 
 

Analogamente a quanto fatto per le nostre tenniste, usiamo questi giorni che ci separano dalla ripresa dell’attività agonistica (si riparte il 3 gennaio) per provare ad approfondire quanto fatto dagli azzurri nel 2015 che volge al termine. Ne ripercorriamo i risultati principali ottenuti quest’anno tra Grande Slam, tornei del circuito e coppa Davis, giocando infine a valutare le loro prestazioni. Se per le ragazze era facile stimare in senso generale la stagione appena conclusa come trionfale, quella dei maschi presenta più possibili punti di vista. Numeri alla mano, non è stata trionfale e non siamo la potenza mondiale decantata dalle fonti federali: non abbiamo vinto neanche un torneo e non annoveriamo più un giocatore tra i primi venti del mondo, a differenza di quanto accaduto nelle ultime due stagioni. Tuttavia, sono arrivate anche diverse soddisfazioni sufficienti a far ritenere la stagione positiva: abbiamo battuto in tornei dello Slam due leggende ed attuali top 5 come Federer (Seppi a Melbourne) e Nadal (Fognini a New York, risultato arrivato altre due volte nel 2015) e contiamo su due giocatori nella top 30 e cinque tra i primi 100, tra i quali un viso nuovo come il fresco ventitreenne Cecchinato. Inoltre, siamo rimasti nel World Group della Coppa Davis e con Matteo Donati, ventenne di Alessandria entrato quest’ anno nei primi 200, si intravede una speranza reale anche di avere un ricambio di livello per gli ultratrentenni Seppi e Lorenzi. In ogni caso, di seguito, abbiamo giocato ricapitolando schematicamente l’anno sportivo di Fognini, Seppi, Bolelli, Lorenzi e Cecchinato (in rigoroso ordine di classifica), i principali protagonisti della stagione 2015 del tennis azzurro.

Fabio Fognini

Ranking: 21 ( 20 a fine 2014)

 

Record Vinte/Perse: 32/25

Percorso negli Slam  Australian Open  Roland Garros  Wimbledon  US Open
Turno raggiunto 1T (l. A. Gonzalez) 2T (l. B. Paire) 2T (l. V. Pospisil) 4T (d. F. Lopez)

Bilancio Davis: 4-1 (2-1 in singolare)

Highlights:

Risultato ottenuto  Categoria torneo  Luogo/Nome torneo
Finale ATP 500 Rio de Janeiro, Amburgo
Semifinale ATP 500 Pechino
Quarti di finale ATP 500 Barcellona, Vienna
ATP 250 Kitzbuhel, Umago

La stagione in review: parte molto male la stagione in singolare di Fabio, che torna dalla trasferta australiana senza vittorie, perdendo a Melbourne da Alejandro Gonzalez, colombiano 107 al mondo (oggi 141). Per il primo acuto bisogna attendere la seconda metà di febbraio: a Rio annulla tre matchpoint a Vesely al primo turno, elimina Delbonis al tiebreak del terzo solo al nono matchpoint, sconfigge in semi per la prima volta in carriera Nadal (7-5 al terzo) per poi arrendersi in finale a Ferrer. Dopo, una serie di risultati deludenti sino a fine luglio, tra i quali forse spicca la sconfitta nel match decisivo in Davis contro il nr 130 kazako Nedovyesov (oggi 160), con l’unica vera eccezione della seconda vittoria stagionale a Barcellona negli ottavi contro Rafa. Ad Amburgo centra la finale nell’ATP 500 già vinto due anni prima. Arriva a New York senza altri acuti, ma al terzo turno con una grande prova rimonta da due set sotto contro Nadal. Il finale di 2015 ha come lampi la trasferta russa in Davis (vince tutti e tre gli incontri ai quali prende parte), la semi all’ ATP 500 di Pechino sul cemento ed i quarti indoor a Vienna.

La gioia più grande: arrivare all’ultimo Slam dell’anno senza una vittoria sul cemento e poi concedersi il lusso di giocare benissimo e battere per la terza volta nel 2015 RafaNadal, il quale non sarà più il dominatore di un tempo ma è pur sempre il n. 5 al mondo, è una fotografia fedele di cosa Fabio sappia fare nel bene e nel male.

La delusione più cocente: lo sanno anche i muri che quando Fabio è in giornata negativa può perdere da chiunque (vedasi Zverev, n. 215, a Valencia questo ottobre), ma chi come lui punta a diventare un top player non può non mangiarsi le mani per la sconfitta in un Grande Slam contro un modestissimo avversario come Gonzalez a Melbourne.

Analisi con voto: difficile valutare la stagione di un giocatore come Fabio. Puoi rammaricarti per un potenziale tecnico che sembra non totalmente espresso, per alcuni suoi atteggiamenti sbagliati (in calo), per certe sconfitte inopinate, ma resta che il primo giocatore dai tempi di Barrazzuti (1977-78) a terminare per due anni di seguito nella top 20, quest’anno ha sfiorato una clamorosa (per il povero tennis italiano) tripletta. Il ventunesimo posto finale del ranking, arrivato in una stagione dove non sono stati vinti tornei ma nella quale sono stati raggiunti una serie di ottimi piazzamenti, e la grande soddisfazione di aver battuto per tre volte una leggenda come Nadal, è comunque un risultato positivo, specie se si aggiungono le postille del successo in doppio agli Australian Open e dell’accesso con vittoria di un incontro nel round robin delle ATP Finals, sempre in coppia con Simone Bolelli. 6.5

Andreas Seppi

Ranking: 29 (45 a fine 2014)

Record Vinte/Perse: 26-25

Percorso negli Slam  Australian Open  Roland Garros  Wimbledon  US Open
Turno raggiunto 4T (l. N. Kyrgios) 1T (l. J. Isner) 3T (l. A. Murray) 3T (d. N. Djokovic)

Bilancio Davis: 1-1 in singolare

Highlights:

Risultato ottenuto  Categoria torneo  Luogo/Nome torneo
Finale ATP 500 Halle
ATP 250 Zagabria
Semifinale ATP 500 Amburgo
ATP 250 Doha

La stagione in review: parte come meglio non potrebbe la stagione di Andreas. Dopo la semifinale a Doha a Melbourne trova la vittoria più importante in carriera, sconfiggendo Roger Federer in quattro set con una prova di alto livello al terzo turno, dopo una striscia negativa di dodici sconfitte negli scontri diretti. Per un soffio manca l’accesso ai quarti, che sarebbe stato il miglior risultato di sempre in uno Slam: viene eliminato da Krygios dopo una battaglia di cinque set ed avendo avuto a favore un matchpoint. Sembra il preludio al superamento del miglior posizionamento in carriera nel ranking (nr 18 nel gennaio 2013), anche perché arriva la finale a Zagabria (persa contro Garcia-Lopez),  ma non è cosi: ci si mette la sfortuna con un fastidioso infortunio all’anca. Dopo Indian Wells gioca solo a Montecarlo, salta la stagione sulla terra e torna solo al Roland Garros. Sull’erba di Halle raggiunge un’ottima finale (sebbene aiutato dai ritiri di Monfils e Nishikori) e sempre in Germania, questa volta ad Amburgo sulla terra, raggiunge l’ultimo pregevole risultato del 2015 (semifinale persa nettamente contro Nadal). Dopo un buon US Open, la stagione termina mestamente (una vittoria negli ultimi sei incontri disputati).

La gioia più grande: sconfiggere in un grande Slam una leggenda imperitura di nome Roger Federer, giocando molto bene e con grande personalità nei momenti decisivi (ha vinto due tie break) è un bellissimo premio alla carriera che un giocatore encomiabile per dedizione come Andreas meritava ampiamente.

La delusione più cocente: Australian open croce e delizia per Seppi. Dopo il magnifico successo su Roger, l’accesso ai quarti è stato davvero ad un passo. Due set avanti, un matchpoint nel quarto sul 6-5 e servizio Krygios, la palla break sul 4-4 del quinto restano un grande rimpianto in un torneo giocato benissimo dal bolzanino.

Analisi con voto: Andreas, che il prossimo febbraio compie trentadue anni, sembrava in fisiologico calo di rendimento. La sua classifica di fine anno scendeva costantemente dal 2012 e si era chiusa nel 2014 con un 45esimo posto che non faceva presagire nulla di memorabile per il 2015. Invece sono arrivati brillanti risultati nella prima parte di stagione: l’infortunio all’anca ha pregiudicato una probabilissima raccolta di punti nella campagna europea sulla terra battuta che probabilmente gli avrebbe consentito di chiudere l’anno a ridosso dei primi 20. Resta un esempio per i tennisti italiani per la capacità di sacrificio e la dedizione al nostro sport, caratteristiche che gli hanno permesso, pur non avendo un talento cristallino, di chiudere per il quinto anno consecutivo tra i primi 50 e per l’undicesimo tra i primi 100. 6.5

Simone Bolelli

Ranking: 58 (55 a fine 2014)

Record Vinte/Perse: 28/26 (2-1 nel circuito Challenger)

Percorso negli Slam  Australian Open  Roland Garros  Wimbledon  US Open
Turno raggiunto 2T (l. R. Federer) 3T (l. D. Ferrer) 1T (l. K. Nishikori) 1T (d. D. Goffin)

Bilancio Davis: 2-2 ( 0-2 in singolare)

Highlights:

Risultato ottenuto   Categoria torneo   Luogo/Nome torneo
Quarti di finale ATP 500 Amburgo
ATP 250 Shenzhen, San Pietroburgo, Nottingham, Bucarest, Marsiglia, Sydney

La stagione in review: non riesce il miglioramento del career best ranking (36 nel febbraio 2009) a Simone che si mantiene nello stesso range di classifica nel quale aveva terminato il 2014. Eppure la stagione era iniziata bene: a fine febbraio erano stati già raggiunti due quarti di finale (Sidney battendo Goffin, Marsiglia sconfiggendo Raonic) e la stessa primavera europea su terra battuta non era stata avara di soddisfazioni (quarti a Bucarest, ottavi all’ATP Masters 1000 di Madrid sconfiggendo Kevin Anderson al primo turno, terzo turno al Roland Garros). Sulla congeniale erba raccoglie ancora un quarto a Nottingham, poi anche la sfortuna nel sorteggio (Nishikori al primo turno, dal quale perde solo al quinto) gli impedisce di ottenere soddisfazioni a Wimbledon. Dopo non aver raccolto nessun risultato di rilievo nella campagna estiva sul cemento americano, gli altri due quarti a Shenzen e San Pietroburgo non bastano a fare altro che difendere le posizioni della scorsa stagione.

La gioia più grande: superando a Marsiglia Raonic ha interrotto una lunghissima striscia negativa di trentacinque sconfitte contro i top ten, grande soddisfazione che poteva sbloccarlo psicologicamente e che invece è rimasta isolata sia per salire nel ranking, sia per raccogliere altri analoghi acuti, eccezion fatta per l’altra bella vittoria a San Pietroburgo contro Berdych ottenuta a settembre.

La delusione più cocente: giocare un ottimo tennis e trovarsi avanti due set ad uno al Roland Garros contro un mostro sacro della terra battuta come David Ferrer poteva essere la svolta positiva di una stagione; il crollo negli ultimi due set fa invece pensare al solito potenziale non totalmente espresso in carriera dal bolognese

Analisi con voto: sette quarti di finale raggiunti in stagione su ogni superficie del circuito ATP, scalpi importanti come Raonic e Berdych  e gli stessi Kevin Anderson e Goffin sono buoni risultati, ma non da top 30 come tanti appassionati ed addetti ai lavori ritengono sia il valore del potenziale di Simone. Seppi,  per non scomodare le imprese delle ragazze, dimostra che allenandosi bene anche i maschietti azzurri possono raggiungere ottimi risultati una volta superata la soglia dei trent’anni e magari Simone ne seguirà le tracce. Intanto questo 2015 raggiunge per lui la sufficienza piena solo considerando anche i già citati per Fognini risultati ottenuti in doppio, specialità nella quale è salito dalla 131° posizione di inizio anno alla tredicesima finale. 6

Paolo Lorenzi

Ranking: 68 (64 a fine 2014)

Record Vinte/Perse: 8 -18 ( 43-13 nel circuito Challenger)

Percorso negli Slam  Australian Open  Roland Garros  Wimbledon  US Open
Turno raggiunto 2T (l. V. Pospisil) 1T (l. G. Muller) 1T (l. J. Vesely) 1T (d. J. Vesely)

Bilancio Davis: 1-0 ( a risultato acquisito)

Highlights:

Risultato ottenuto  Categoria torneo  Luogo/Nome torneo
Titolo Challenger Tour Medellin, Pereira, Cortina, Eskisehir
Finale Challenger Tour Bogotà
Semifinale Challenger Tour Monterrey, Cordenons, Mestre, San Luis Potosi
Quarti di finale ATP 250 Quito
Challenger Tour Portorose, San Benedetto

La stagione in review: la solita lunga e molto intensa stagione di Paolo (35 tornei giocati, nessuno tra i primi 100 ha giocato così tante settimane nel 2015) si apre con belle soddisfazioni anche nel circuito maggiore. Agli Australian Open sconfigge Dolgopolov al primo turno e poi a Quito nell’ ATP 250 sulla terra battuta raggiunge i quarti. Da quel momento in poi un calo di rendimento testimoniato da una lunga serie di eliminazioni al primo turno, gli fa sfiorare a metà maggio un’inopinata uscita dai primi 100. Da quel momento in poi Paolo si rimbocca le maniche con la consueta determinazione e spirito di sacrificio: si reimmerge nel circuito Challenger in giro per il mondo dove riesce anche quest’anno (dopo Ramirez Hidalgo è il giocatore ad avere raccolto in assoluto più vittorie nel circuito “minore”) a vincere ben quattro titoli e confermare la lusinghiera classifica con la quale aveva concluso il 2014.

La gioia più grande: sarà pur vero che Dolgopolov è giocatore capace di tutto nel bene e nel male, ma sconfiggere quello che a gennaio era il 23esimo giocatore al mondo ed ottenere così la seconda vittoria in carriera (tra l’altro consecutiva, ma a New York nel 2014 Nishioka si era ritirato) in un torneo del Grande Slam resta una sorta di meritatissimo premio alla carriera per il giocatore toscano.

La delusione più cocente: sconfiggere Gilles Muller al primo turno del Roland Garros dopo la vittoria su Dologopolov a Melbourne, poteva rappresentare il superamento della più classica delle prove del nove rispetto alla capacità di Paolo di potersi togliere belle soddisfazioni anche nei tornei Major. Invece, dopo aver condotto per due set a zero ed essere stato in vantaggio di un minibreak in entrambi i tie-break persi, è arrivata una amara sconfitta al quinto set, al termine di una lunghissima battaglia diluita in due giorni di gara.

Analisi con voto: non sorprende che Paolo in questo 2015 abbia raccolto, tra tornei dello Slam e del circuito ATP, solo 195 dei 725 punti complessivamente raccolti in stagione, percentuale pari ad appena il 27% del totale. Lorenzi, senza essere stato dotato da Madre Natura di un talento cristallino, ha costruito una carriera ricchissima di soddisfazioni (quarto anno terminato nella top 100) girando con grande successo il duro circuito dei challenger, in location non sempre comode o affascinanti, affrontando avversari col sangue agli occhi per portare a casa la classica pagnotta (i punti per cercare di accedere ai tornei maggiori ed i soldi per quantomeno rientrare dalle spese varie). Sorprende al massimo che ci riesca con questa efficacia a 34 anni passati, dando l’impressione di avere ancora le forze psicofisiche per continuare anche nel 2016 a farsi valere. Un autentico esempio ed un orgoglio di abnegazione, amore per il tennis ed intelligenza tattica del quale speriamo poter godere ancora a lungo. 6.5

Marco Cecchinato

Ranking: 90 (159 a fine 2014)

Record Vinte/Perse: 0/4 ( 45/16 nel circuito Challenger)

Percorso negli Slam  Australian Open  Roland Garros  Wimbledon  US Open
Turno raggiunto 1T (d. M. Fish)

Bilancio Davis: 0-0

Highlights:

Risultato ottenuto  Categoria torneo  Luogo/Nome torneo
Titolo Challenger Tour Torino
Finale Challenger Tour Genova
Semifinale Challenger Tour Szczecin, Caltanisetta, Napoli, San Benedetto, Roma 2, Todi, Perugia, Roma, Milano, Vercelli
Quarti di finale Challenger Tour Padova, Mohammadia

La stagione in review: primi tre mesi di stagione molto difficili per il tennista siciliano. Sconta la coraggiosa decisione di provare ad entrare nei tornei del circuito maggiore tramite la porta di servizio delle qualificazioni, ma viene ripagato solo in due occasioni (Rio De Janeiro e Buenos Aires, dove comunque perde al primo turno del tabellone principale). Con l’inizio della stagione su terra battuta in Europa, torna a calcare i campi del circuito challenger e dopo due semi raggiunte a Napoli e Vercelli, arriva l’unico torneo di questa categoria vinto nel 2015, quello di Torino. Cerca senza successo di passare le quali a Roma e Parigi, decide di non provarle a Wimbledon ed intanto inanella una serie di piazzamenti nei tornei minori che gli consentono finalmente di sfondare il muro dei primi 100 in classifica a fine luglio. Si prepara poi per il suo primo accesso diretto per gli US Open (dove perderà al primo turno) qualificandosi per il torneo di Winston Salem, dopo non esserci riuscito a Cincinnati. Finale di stagione nuovamente dedicato ai challenger sulla terra rossa europea (si leva lo sfizio di raggiungere la finale a Genova sconfiggendo quel Ramos-Vinolas che un paio di settimane dopo avrebbe eliminato un certo Roger Federer a Shanghai) dai quali ricava i punti per ottenere l’attuale best career di 83° giocatore al mondo.

La gioia più grande: sconfiggere a settembre nel ricco challenger di Genova Ramos-Vinolas, giocatore tra i primi 70, e lottare strenuamente in finale con un ex top 10 come Almagro in finale, ha dimostrato a Marco di essere vicino al definitivo e più difficile salto di qualità, quello di lottare alla pari con i protagonisti del circuito maggiore, dopo essersi costruito una classifica dignitosissima nel duro mondo dei challenger.

La delusione più cocente: l’occasione di esordire a New York nello scorso settembre in un Grande Slam con una vittoria prestigiosa e mediaticamente importante su Mardy Fish era ghiotta e raggiungibile ( l’americano ex top ten era al suo ultimo torneo in carriera ed in tutta la stagione aveva partecipato ad appena quattro tornei). Il primo set vinto è sembrato un buon viatico in tal senso, poi un pizzico d’emozione e la disabitudine a giocare in palcoscenici così importanti l’ha tradito: un vero peccato, ma il siciliano ci riproverà.

Analisi con voto: il ventitreenne allievo di Christian Brandi aveva senza dubbio un obiettivo minimo per la sua stagione 2015. Quello di entrare tra i primi 100 giocatori al mondo, garantendosi così la possibilità di accedere direttamente nei tabelloni del Grande Slam e in quelli ATP (ad eccezione dei Masters 1000). Vi è riuscito già a luglio, tramite l’impervia strada dell’”inferno” dei Challenger, sconfiggendo con continuità tennisti non di primo piano, ma che lottano alla morte su ogni punto, forse anche più di molti tra i giocatori più titolati e famosi: una vittoria, una finale e ben dieci semi hanno portato la riserva di punti necessari per ottenere il traguardo. I puristi potranno storcere il naso che si arrivi alla soglia dell’ottantesima posizione non avendo raccolto punti nel circuito maggiore e con una sola vittoria (il già citato successo su Ramos-Vinolas) contro top-100, ma resta il valore di un risultato importante ottenuto da un azzurro quando non aveva ancora compiuto neanche 23 anni. Al 2016 il compito di dare le prime vere risposte sulla competitività di Cecchinato nel circuito maggiore, intanto il siciliano può essere senz’altro soddisfatto di quanto fatto quest’ anno. 6.5

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA 125 Contrexeville, nei quarti derby tra Sara Errani e Camila Rosatello

Sfida tricolore in Francia per un posto in semifinale. Ancora in corsa nel torneo anche Jasmine Paolini

Pubblicato

il

Sara Errani - ITF Brescia 2022 (foto GAME)

Nel ‘Grand Est Open 88’, un ITF W125 in corso di svolgimento sui campi in terra rossa di Contrexeville (paesino di 3.650 anime situato nel dipartimento dei Vosgi, in Francia) sarà derby italiano nei quarti di finale tra l’intramontabile Sara Errani e Camilla Rosatello. La 35enne di Massa Lombarda (n.171 del ranking mondiale), dopo aver sconfitto all’esordio 7-6(5) 6-3 la russa Oksana Selekhmeteva (n.147 WTA), si è ripetuta al secondo turno imponendosi in rimonta, con il punteggio di 2-6 6-2 6-4, dopo quasi due ore di partita, su Olga Danilovic, n.122 WTA. La 21enne serba è giocatrice forte ma non fortissima, ma diciamo che noi abbiamo per lei un occhio di riguardo in quanto figlia dell’indimenticabile Sasha Danilovic, l’ex stella del basket che a Bologna ha lasciato mille cuori infranti…per i più svariati motivi. Comunque sia ‘Sarita’, che sappiamo essere grande appassionata di palla a spicchi, è stata solidissima e nel parziale decisivo ha recuperato ben tre volte un break di svantaggio, concludendo a braccia alzate la terza sfida (tutte vittoriose) con Olga.

Venerdì la tennistaromagnola si giocherà un posto in semifinale con Camilla Rosatello, n.259 del ranking, promossa dalle qualificazioni, in una sfida per cui non ci sono precedenti. La 27enne di Saluzzo, dopo aver sconfitto all’esordio nel main draw la messicana Fernanda Contreras Gomez, n.185 WTA, ha sconfitto per 7-6(7) 6-1, in un’ora e 39 minuti di gioco, la francese Alice Robbe, n.294 WTA, alla quale ha annullato ben sette set-point (quattro nel decimo game, uno nel dodicesimo e due nel tie-break). Inoltre potrebbe aggiungersi una terza italiana perché Jasmine Paolini (n.64 WTA e terza testa di serie), dopo il successo in rimonta sulla statunitense Bernarda Pera (n.125 WTA), tornerà in campo venerdì per affrontare la russa Anna Blinkova (n.137 WTA), con la moscovita in vantaggio 2-1 nei precedenti, anche se la 26enne di Castelnuovo Garfagnana ha vinto l’ultima sfida lo scorso anno all’ITF W125 di Bol (Croazia) quando poi si aggiudicò il titolo. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Wimbledon: Nadal eroico, altra vittoria epica. Ma se perdesse 8 servizi anche con Kyrgios non vincerebbe mai

LONDRA – Taylor Fritz non è riuscito a ribatterlo. Ma Rafa ha 7 vite e il miraggio del 23° Slam è la molla (anche se lui nega). Il dottore farà il miracolo? Gli antidolorifici non bastano. Ha servito prime a 170 km orari, seconde a 152…

Pubblicato

il

Rafael Nadal – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Chi ha visto i miei video conosce già il mio pensiero. Per chi non li ha visti dico che Nadal è stato ancora una volta formidabile, direi quasi eroico, più o meno come quando in Australia ha rimontato Medvedev in quel modo.

Giocare con una contrattura (stiramento) addominale quando si dovrebbe servire sopra ai 200 km orari è una impresa titanica, alla fin fine quasi assurda perché per quante iniezioni antidoloriche uno possa decidere di prendere per…farsi del male, un conto è sopportare quel sacrificio nel corso di una finale, un altro è sottoporsi a quel supplizio in un quarto di finale, quando ben che vada ci saranno ancora due partite da giocare. Non c’è bisogno che Rafa si informi da Matteo Berrettini che è stato fermo mesi e quando ha ripreso un po’ troppo presto la cicatrice ha colpito ancora.

E poi quelle che aspettano Rafa non sono due partite qualsiasi. La prima contro un Kyrgios che non è mai più stato, in otto anni, in questo stato fisico e mentale e che giocherà la sua prima semifinale di sempre in uno Slam, 8 anni dopo i quarti raggiunti qui, la seconda molto eventuale contro Djokovic che ha vinto le ultime tre edizioni di Wimbledon e lotta come Rafa – ma dicendolo a chiare note (cosa che Rafa fa con un po’ meno trasparenza) – per aggiungere un altro Slam alla sua cintura.

 

Rafa lotta per lo Slam n.23, Nole per il n.21, e chissà che poi fra i due litiganti non sia il terzo, Kyrgios, a godere. Chi può escluderlo? Vedrò che cosa ne pensano i bookmakers, ma anche loro mica ci azzeccano sempre. Basti vedere chi avevano decretato fortemente favorito fra Sinner e Alcaraz.

Tre quarti di finale su 4 sono finiti al quinto set. Forse alla fine quello meno incerto è stato quello perso da Sinner, perché oggettivamente negli ultimi tre set la superiorità di Djokovic, tale e quella a quella di Sinner prima del terzo set, è apparsa abbastanza netta e irreversibile.

Norrie aveva rimontato Goffin e vinto soltanto 7-5 al quinto, mentre Nadal è riuscito a spuntarla soltanto al tiebreak decisivo del quinto set su Fritz che era talmente disperato da confessare in tv: “Questa è la prima volta dopo un match di tennis che ho avuto voglia di piangere”.

A metà secondo set Nadal ha creduto di doversi ritirareSuo padre, forse più saggio di lui, ma anche meno guerriero, lo ha invitato a farlo. Rafa non gli ha dato retta. Ha deciso di continuare servendo a tre quarti di velocità. La media della velocità dei suoi servizi, influenzata dal primo set nel quale ancora non aveva avvertito eccessivo dolore, è stata di 106 miglia orarie sulla prima (170 km orari), e di 94,6 sulla seconda (fra 152 e 153 km orari).

Così ha perso 8 volte il servizio nel match. Ecco: se Rafa dovesse perdere 8 volte il servizio con Kyrgios si può scordare di raggiungere la finale.

I medici oggi sembrano capaci di fare miracoli. A volte. Abbiamo letto in passato di presunti strappi guariti con la velocità di uno stiramento, presunti stiramenti guariti con la velocità di una contrattura.

Le nostre esperienze di tennisti della domenica ci consiglierebbero riposo assoluto per 3 settimane almeno. Ma oggi la medicina, che è capace anche di anestetizzare un piede di un tennista in modo che questi che zoppicava visibilmente anche nel solo camminare, correva invece come una lepre, sembra capace di risolvere anche problemi irrisolvibili per la gente normale.

I campioni sembrano sempre più non essere gente normale. Nadal di sicuro, con i suoi 36 anni compiuti, normale non lo è, altrimenti non lo definrebbero tutti…Fenomeno, con la effe maiuscola. Ma anche Djokovic, Ma anche Federer fino a oltre i 37-38 anni. E Murray che lotta come un pazzo con un’anca di titanio?

Mah. Oggi come oggi, senza aver visto alcuna ecografia, senza avere la minima idea del dolore che può aver provato Rafa quando è finito l’effetto degli antidolorifici, penso onestamente – e superficialmente lo ammetto – che il suo generosissimo sacrificio sia stato inutile.

Lui stesso ha detto “Se gioco…” e “Spero di poter giocare…” e anche “Devo essere al 100 per 100…”.

Insomma io onestamente non vedo come possa essere al 100 per 100. Tuttavia posso capire che ci voglia ancora provare, perché chi può sapere se Kyrgios non si alzi venerdì mattina con la testa da un’altra parte, con il piede sbagliato.

Il problema che Rafa analizzerà di sicuro, però, sarà: “Ma se anche battessi Kyrgios in una delle sue giornate di mattana, folli…poi come faccio a battere anche Djokovic?”.

Vedremo. Non credo che oggi arrivi alcuna notizia, perché secondo me Rafa proverà fino all’ultimo a giocare. La mentalità è quella. Mi spezzo ma non mi piego. Un guerriero nato e cresciuto. Mai davvero invecchiato.

Ci proverà salvo che stia proprio a pezzi. Oppure se il suo dottore di fiducia gli dicesse: “Guarda che se ci giochi sopra starai fermo per 6 mesi e la cicatrice che indebolisce perennemente il muscolo addominale non te la toglierà più nessuno”.

Allora, in questo caso, verrà fatto consiglio di famiglia e si deciderà il daffarsi. Ritirarsi in semifinale è brutto, è triste, ma è capitato a tanti, Berrettini ne sa qualcosa anche se non era ancora semifinale,  anche se non a tennisti che hanno appena raggiunto l’ottava semifinale e contavano di fare la terza doppietta Roland Garros-Wimbledon nello stesso anno (come nel 2008 e nel 2010) oltre che di vincere il 23mo Slam. Anche se Rafa non lo dice, è la vera molla per tutto, la ragione per cui è venuto fin qui recuperando miracolosamente  dal piede malato.

Chi vivrà vedrà. L’augurio, naturalmente, è quello di assistere domani venerdì alla miglior semifinale possibile fra Kyrgios e Nadal, anche perché non mi aspetto granchè dall’altra semifinale Djokovic-Norrie perché penso che Nole vincerà 3 set a zero…se non si distrae per un set.

Per finire vi invito ad andare su Ubitennis.net a vedere la video intervista realizzata con Brad Gilbert, ex n.4 del mondo, ed ex coach di Agassi, Roddick, Murray e altri. Dà i suoi pronostici, parla di Sinner e Berrettini, di Cahill…insomma chi se la cava con l’inglese non se lo perda finchè non saremo riusciti a organizzarne la traduzione.

Continua a leggere

Focus

Federer e le sorelle Williams, la fine è vicina?

La competizione “è una droga legale che molte persone vorrebbero avere” dice Navratilova. Venus, Serena e Roger sono nella fase finale della carriera, ma il ritiro ufficiale non sembra prossimo

Pubblicato

il

Non è facile smettere, e lo sanno bene Roger Federer e le sorelle Venus e Serena Williams, che nonostante l’età e i conseguenti acciacchi e i sempre più sporadici tornei ancora non hanno annunciato il loro ritiro ufficiale dalle competizioni. La ventitre volte campionessa Slam è tornata a giocare quest’anno a Wimbledon nel singolare dopo mesi di assenza, perdendo però al primo turno dopo un buon match contro la francese Harmony Tan. In un articolo sul New York Times Christopher Clarey prova ad analizzare la situazione di questi tre tennisti, ormai soltanto part-time, e la possibilità che nessuno di questi tre si ritiri in maniera definitiva per davvero. La stessa Venus, impegnata nel doppio misto ai Championships, ha detto in maniera enigmatica “Non saprete mai quando potrei presentarmi (per giocare ndr)“.

Come spiega l’agente americano Tom Ross il ritiro definitivo è anche una scelta economica. “Il ritiro ufficiale non solo pone fine alla carriera da giocatore. Può risolvere un contratto di sponsorizzazione o un accordo di sponsorizzazione e ridurre la visibilità di una star. In genere, è ufficiale che quando annunci il tuo pensionamento, ciò sta chiaramente dando all’azienda il diritto di recedere.“. Viene comunque difficile immaginare un abbandono degli sponsor per Roger Federer o Serena Williams, con il primo che ha un contratto anche per il post-tennis e la seconda che ha letteralmente un edificio riservato a lei nel quartier generale di Nike a Portland.

Anche perché per le superstar non mancano le possibilità di gioco anche in caso di prolungati periodi di inattività. Qualsiasi torneo del mondo concederebbe una wild card a sportivi ma anche macchine di soldi ed interesse come Serena o Federer. Per Martina Navratilova è anche una questione psicologica. “Ti rendi conto di quanto sei fortunato ad essere là fuori a fare quello che facciamo. È una droga. È una droga molto legale che molte persone vorrebbero avere, ma non possono ottenere”.

In sostanza non è tanto remota la possibilità che questi tennisti, come John McEnroe che non ha mai ufficialmente annunciato il ritiro anche per questioni di sponsor, possano continuare a giocare ancora per un po’ per selezionatissimi eventi all’anno, giusto per fare, come ha detto Federer durante la cerimonia per i 100 anni del Centrale, “one more time. Anche perché, come dice Navratilova stessa (che dopo aver annunciato il ritiro ha vinto uno Slam in doppio a 49 anni), “Il fatto è che se ti piace giocare, allora gioca. Venus ha giocato e la gente dice che sta danneggiando la sua legacy. No, quei titoli sono ancora lì“.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement