Sevastova cerca il miracolo: batte Osaka, finale con Wozniacki

Prima finale in un Premier per Sevastova. Speranza Singapore, ma per rimanere in corsa dovrà superare Wozniacki che non fa sconti a Wang. Osaka si consola: da lunedì sarà numero 4 WTA.

Sevastova cerca il miracolo: batte Osaka, finale con Wozniacki
Anastasija Sevastova - US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

OSAKA SALUTA LA CINA – Se ieri si diceva che Osaka fosse stata costretta a giocare contro i suoi demoni, oggi invece qualche spiritello si annidava nelle palle insidiose e tagliate che Sevastova (alla quarta vittoria stagionale contro una top10) le ha proposto. Per la giapponese è arrivata la seconda sconfitta del suo swing asiatico, dopo la finale persa contro Pliskova a Tokyo: un’opaca prestazione che sembra essere dettata principalmente da un naturale esaurimento di energie fisiche e soprattutto mentali, la conclusione di un processo iniziato nell’incontro precedente con Zhang.

LA PARTITA – La scioltezza con la quale Sevastova gioca i suoi colpi più improbabili, in questa semifinale si è estesa anche alla battuta, e con disinvoltura è riuscita a trovare ace e prime vincenti. Osaka invece a tratti è apparsa distratta e i suoi colpi potenti si andavano a scagliare contro le ottime scelte tattiche di Anastasija, che al settimo game è passata meritatamente in vantaggio. Naomi stessa riconosce di essere sotto tono e al primo faccia a faccia con il suo coach Sascha Bajin, la giapponese fa un po’ di autocritica: “Sto giocando in maniera terribile”. Ma riconoscere i propri limiti non basta ad abbassare il rendimento degli altri, e senza problemi la lettone chiude il primo set (proprio con un ace) per 6-4, facendosi bastare quell’unico break.

 

Nel secondo parziale la musica non cambia e non ci sono parole di Bajin che possano risollevare Osaka, mentre l’intervento della fisioterapista se non altro le dà lo slancio per giocare gli ultimi game. La numero 20 del mondo tentenna un po’ sul finale, ma con un altro 6-4 fa sua la sfida e raggiunge così la prima finale della carriera in un torneo categoria Premier. Questo risultato le permetterà anche di salire in classifica: sarà almeno numero 12 del mondo, posizione mai raggiunta prima. Tuttavia se vorrà essere presente a Singapore per le WTA Finals dovrà vincere anche il prossimo match, altrimenti sarà fuori dalla corsa (al momento è 11esima nella Race). Anche a Naomi alla fine non è andata così male: la semifinale raggiunta a Pechino le farà scalare due posti e da lunedì sarà numero 4.

WOZNIACKI CERCA IL BIS A PECHINO – Nonostante il grande incitamento del pubblico di casa, Qiang Wang non riesce a diventare la prima tennista cinese a raggiungere la finale del torneo di Pechino e si arrende contro Caroline Wozniacki, la quale su questi campi l’aveva già battuta in due precedenti occasioni, nel 2015 e nel 2017 (mentre il totale dei faccia a faccia era 3-1) ed era stata campionessa qui nel 2010.

LA PARTITA – Il sogno vissuto da Wang fino ad ora sul suolo cinese (dove aveva conquistato 17 vittorie stagionali a fronte di 2 sconfitte) in questa semifinale si è tramutato in un incubo e la principale artefice di questo cambio repentino è stata Wozniacki, autrice di una prestazione impeccabile. La numero 2 del mondo non si è mai distratta dal primo all’ultimo game e in quelle, rarissime, situazioni in cui la sua avversaria le spingeva prepotentemente sul dritto, lei trovava sempre il modo per cavarsi fuori dal buco. Nel primo set la danese ha sfruttato al massimo una partenza contratta della numero 28 del mondo chiudendo subito 6-1 e la strada si era messa in discesa anche nel secondo parziale. Entrambe le tenniste hanno come base fondante del loro stile di gioco la solidità da fondo ma con la differenza che la cinese riesce ad essere più pericolosa quando decide di giocare un colpo d’attacco, e le cose hanno iniziato ad andarle per il verso giusto nel momento di massimo pericolo. Sotto di un set e di un break, Wang ha trovato la forza per accennare una reazione ma una volta riagguantata la parità i suoi colpi sono tornati ad essere imprecisi e Caroline è riuscita a chiudere 6-1 6-3 sotto l’ora e mezza di gioco.

La danese quindi, al terzo posto tra le giocatrici ancora in attività per numero di tornei vinti su cemento dopo le sorelle Williams (20), raggiunge meritatamente la 53esima finale della carriera e contro Anastasja Sevastova, prossima avversaria, ha sempre vinto nei cinque precedenti, tuttavia l’ultima sfida tra le due, a Roma quest’anno, è stata la più equilibrata e anche l’unica in cui la lettone è riuscita a strappare un set all’ex-numero 1 del mondo. Il risultato della finale non è così scontato ed entrambe non hanno ancora perso un set in questo torneo.

Risultati:

A. Sevastova b. [8] N. Osaka 6-4 6-4
[2] C. Wozniacki b. [WC] Q. Wang 6-1 6-3

Il tabellone completo

La Race to Singapore aggiornata

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