Indian Wells, ecco le wild card: Djere e Aliassime in coppia, Anisimova e Andreescu per il futuro

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Indian Wells, ecco le wild card: Djere e Aliassime in coppia, Anisimova e Andreescu per il futuro

Dieci atleti statunitensi tra i tredici inviti concessi per il tabellone principale di Indian Wells. Nove su dieci nelle qualificazioni

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Bianca Andreescu - Acapulco 2019 (foto via Facebook, @AbiertoMexicanoDeTenis)

Così come Ubitennis è in partenza per l’inizio del Sunshine Double, anche i migliori giocatori del mondo si stanno preparando in vista del BNP Paribas Open di Indian Wells, che si svolgerà dal 4 al 17 marzo. Intanto sono stati finalmente resi noti i nomi di coloro che beneficeranno di una wild card: come era lecito aspettarsi molti di loro sono di provenienza nord-americana. I primi tre infatti sono gli statunitensi Reilly Opelka (vincitore due settimane fa del suo primo torneo ATP a New York), Donald Young (semifinalista all’Oracle Challenger di Newport) e Jared Donaldson, che vanno ad aggiungersi ai nove statunitensi presenti nella entry List maschile.

Opelka e Young si sono guadagnati questo l’invito proprio grazie ai punti conquistati nella Oracle Challenger Series. Gli altri ad essere stati premiati sono invece due tennisti che al momento stanno mostrando grandi cose, seppur su una superficie differente (la terra rossa), e che tra di loro si sono contesi il titolo nella finale di Rio de Janeiro pochi giorni fa. Si tratta del 18enne canadese Felix Auger-Aliassime e del 23enne Laslo Djere, fresco di best ranking alla posizione n. 37 e in crescendo.

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Per arricchire invece il tabellone femminile, che già così è strabordante di stelle – tutte le prime 30 presenti ad eccezione di Sharapova in convalescenza dopo l’operazione alla spalla – si è pensato bene di puntare sulle giovani e in particolare due wild card sono state concesse alla 17enne americana Amanda Anisimova (che quest’anno vanta gli ottavi di finale agli Australian Open) e alla 18enne Bianca Andreescu (vincitrice la settimana scorsa dell’Oracle Challenger Series di Newport e in campo anche questa settimana ad Acapulco).

 

Le altre scelte invece sono ricadute sulle statunitensi Jennifer Brady (23 anni, n. 94), Taylor Townsend (22 anni, n. 91), Madison Brengle (28 anni, n. 95), e Sachia Vickery (23 anni, n. 119) quest’ultima capace lo scorso anno di eliminare al primo turno Garbine Muguruza. Infine anche Jessica Pegula (25 anni, n. 92) ha ricevuto una wild card, conquistata grazie alla finale raggiunta a Newport. L’ultimo invito rimasto, l’ottavo, sarà assegnato ad un’altra giocatrice a stelle e strisce al termine del WTA 125K di Indian Wells, in base alla classifica finale della Oracle Challenger Series.

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Per quanto riguarda invece i tabelloni di qualificazione, le wild del torneo maschile sono andate a cinque statunitensi: Christopher Eubanks, Marcos Giron, Mitchell Krueger, JJ Wolf e Evan Song, vincitore lo scorso mese del torneo di pre-qualificazione. Hanno invece ricevuto l’invito per il tabellone di qualificazione femminile, le americane
Francesca di Lorenzo, Allie Kiick, Catherine Mcnally e Ashley Kratzer (la vincitrice delle pre ‘quali’), e la sudafricana Zoe Kruger.

Entry list delle qualificazioni maschili

Entry list delle qualificazioni femminili

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ATP Anversa: Rinderknech sfiderà Sinner, Brooksby passeggia su Van de Zandschulp

Il tennista francese supera Lajovic e sarà l’avversario di Jannik nei quarti, Brooksby lascia solo due game all’olandese

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Jenson Brooksby a Washington 2021 (Credit: Ryan Loco)

Non è stata una buona giornata per le teste di serie nel torneo ATP 250 di Anversa, con ben due delle prime otto saltate negli incontri di mercoledì. L’unica testa di serie ad avanzare è stata quella numero 1, Jannik Sinner, vincitore su Lorenzo Musetti nell’attesissimo derby tutto italiano. Ad aspettarlo nei quarti di finale ci sarà il francese Arthur Rinderknech, che ha superato in tre set la testa di serie numero otto del tabellone Dusan Lajovic. Una partita estremamente combattuta e ricca di palle break, con Lajovic che ha sprecato un break di vantaggio nel primo set (poi perso) e non ha convertito tre palle break in apertura di terzo, che avrebbero potuto indirizzare la partita in maniera diversa. Il tennista francese sarà un avversario comunque non semplice per Sinner, come già dimostrato nella loro sfida di Lione in cui Rinderknech è uscito vincitore a sorpresa ma con grande merito.

Vittoria non banale per Jenson Brooksby, che continua il suo ottimo momento di forma lasciando solo due game ad un altro giocatore emerso dagli US Open, l’olandese Botic Van de Zandschulp. Il tennista americano ha offerto ancora una volta una prova di grande solidità, smantellando il servizio del suo avversario e imponendosi nella maggior parte degli scambi. Brooksby se la vedrà con Davidovich Fokina, che riscatta un periodo molto complicato con una vittoria su Christian Garin, testa di serie numero 3 del torneo. Neanche il cileno sta vivendo un momento molto positivo. Garìn infatti non vince due partite di fila da Wimbledon, dove è stato fermato negli ottavi da Novak Djokovic. Il numero 17 del mondo ha avuto l’opportunità di breakkare per primo nel terzo set, ma dopo l’occasione mancata ha ceduto di schianto consegnando due break di fila al suo avversario e la partita.

Risultati:

 

Davidovich Fokina b. [3] Garìn 4-6 6-3 6-3
[Q] Brooksby b. Van de Zandschulp 6-2 6-0
Rinderknech b. [8] Lajovic 6-3 4-6 6-2
[1] Sinner b. Musetti 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato

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ATP Mosca: passano Cilic e Millman

L’australiano supera Marchenko al terzo e sfiderà Khachanov ai quarti. Giovedì l’esordio delle primi due teste di serie Rublev e Karatsev

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Marin Cilic - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Più sofferta del previsto la vittoria di Federico Coria contro la wild card locale Alibek Kachmazov, numero 638 ATP. L’argentino dopo aver vinto piuttosto comodamente il primo set 6-2 si è un po’ distratto nel secondo, rischiando di finire sotto di 5-2 (con doppio break). Coria ha poi rimontato fino al 4-4, ma si è poi lasciato scippare il parziale con un break nell’undicesimo game. Nel terzo set però il gioco è tornato a seguire lo spartito imposto dall’argentino, che si è infine aggiudicato l’incontro con un altro 6-2. Tutto tranquillo invece per Mackenzie McDonald, che ha disposto di Yoshihito Nishioka con un comodo 6-3 6-4.

Molto interessante la partita tra John Millman e Ilya Marchenko. Il primo set vinto agevolmente dall’australiano per 6-1 non sembrava lasciare spazio alla possibilità di un match equilibrato, invece Marchenko è riuscito a superare i tantissimi errori del primo parziale e ha dato vita a una battaglia molto godibile, anche se alla fine ha comunque perso. Secondo e terzo set si sono protratti per un’oretta ciascuno, contro i 22 minuti del primo, e già questo dato lascia capire quanto sia stato drastico il cambio di atteggiamento dell’ucraino. Millman dal canto suo ha mantenuto alto il livello della pressione da fondocampo con ambedue i fondamentali e nel parziale decisivo ha sfruttato un piccolo calo atletico dell’avversario (forse rallentato anche da un problemino alla gamba) per prendersi un break di vantaggio. Marchenko ha mostrato orgoglio fino alla fine, annullando tre match point sul 5-3 e procurandosi una palla break nel game successivo prima di cedere alla quinta palla del match.

Buona vittoria anche per Cilic, che supera in due set Tommy Paul. Il croato ha sofferto molto nel primo parziale: prima ha recuperato due break di svantaggio e poi ha annullato una palla break sia sul 3-3 che sul 5-5, trovando poi lo strappo decisivo. Il secondo set è stato invece molto più semplice per Marin che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco, chiudendo col punteggio di 6-3.

 

Il tabellone aggiornato

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Australian Open

Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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