WTA Ranking: best ranking Yafan Wang e Andreescu

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WTA Ranking: best ranking Yafan Wang e Andreescu

Sono stabili le prime 23 giocatrici in classifica. In attesa dei risultati del primo Premier Mandatory stagionale, Yafan Wang, vincitrice ad Acapulco, sale fino al n.49. Bianca Andreescu entra tra le prime 60

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In attesa del primo Premier Mandatory della stagione, la classifica di oggi non vede movimenti nelle prime posizioni. Per la precisione, la prima atleta che si sposta è Carla Suarez Navarro, che risale di due posizioni fino al n.24, prendendo il posto che una settimana fa era di Lesia Tsurenko (-4, n.28), campionessa uscente ad Acapulco. Il ranking delle prime 20 atlete del mondo è il seguente:

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6871 19
2 0 Simona Halep 5727 17
3 0 Petra Kvitova 5605 22
4 0 Sloane Stephens 5277 21
5 0 Karolina Pliskova 5145 22
6 0 Elina Svitolina 4900 19
7 0 Kiki Bertens 4885 26
8 0 Angelique Kerber 4880 19
9 0 Aryna Sabalenka 3565 26
10 0 Serena Williams 3406 10
11 0 Anastasija Sevastova 3325 23
12 0 Ashleigh Barty 3285 20
13 0 Caroline Wozniacki 3117 18
14 0 Daria Kasatkina 2985 24
15 0 Julia Goerges 2780 25
16 0 Elise Mertens 2745 24
17 0 Madison Keys 2726 15
18 0 Qiang Wang 2607 22
19 0 Caroline Garcia 2460 23
20 0 Garbiñe Muguruza 2430 22

Scendendo in classifica, i movimenti degni di nota riguardano le protagoniste dei due tornei della scorsa settimana, quello di Acapulco e il 125K di Indian Wells. La cinese Yafan Wang, vincitrice a sorpresa del titolo in Messico, entra in top50 – più precisamente al n.49 – grazie alle 16 posizioni in più conquistate con i 280 punti della vittoria in finale su Sofia Kenin (+2, n.33). Bel miglioramento anche per la semifinalista, Bianca Andreescu: 11 posti in più per la canadese e un nuovo best ranking, il n.60. Ci si avvicina (al best ranking) l’altra semifinalista, Donna Vekic (+2, n.26). La croata resta infatti a un solo passo dal suo miglior piazzamento di sempre (25° posto). Grazie al trofeo conquistato a Indian Wells, rientra in top100 Viktorija Golubic. Il salto in avanti di 21 posti posiziona la svizzera al n.82, subito davanti all’atleta da lei sconfitta nella finale del 125K statunitense, Jennifer Brady (+11, n.83).

Per una rossocrociata che rientra nella top100, ce n’è un altra che la saluta. Si tratta di Stefanie Voegele (-29, n.109), finalista ad Acapulco nel 2018. Altre atlete in discesa quest’oggi sono: Daria Gavrilova (-5, n.53), che esce dalla top50, Rebecca Peterson (-8, n.64), Kristina Mladenovic (-5, n.65) e Amanda Anisimova (-6, n.67), semifinalista al 125K di Indian Wells di un anno fa, sconfitta dalla nostra Errani.

 

Infine, andiamo a dare un’occhiata alla classifica delle prime 30 avulsa dai risultati del Premier Mandatory di Indian Wells 2018. Ricordiamo che il torneo è obbligatorio per le prime del mondo, di conseguenza il risultato che otterranno non potrà essere rimpiazzato con un altro migliore attualmente fuori dal loro best16.

CLASSIFICA LIVE
Posizione Variazione Giocatrice Punti Punti in uscita
 1  Naomi Osaka 5871 1000
 2  1 Petra Kvitova 5540 65
 3  -1 Simona Halep 5337 390
 4  Sloane Stephens 5212 65
 5  Karolina Pliskova 4930 215
 6  1 Kiki Bertens 4875 10
 7  -1 Elina Svitolina 4835 65
 8  Angelique Kerber 4665 215
 9  Aryna Sabalenka 3500 65
 10  Serena Williams 3341 65
 11  1 Ashleigh Barty 3275 10
 12  -1 Anastasija Sevastova 3205 120
 13  Caroline Wozniacki 2997 120
 14  2 Elise Mertens 2735 10
 15  2 Madison Keys 2716 10
 16  -1 Julia Görges 2715 65
 17  1 Qiang Wang 2487 120
 18  2 Garbiñe Muguruza 2420 10
 19  2 Anett Kontaveit 2345 10
 20  -1 Caroline Garcia 2340 120
 21  -7 Daria Kasatkina 2335 650
 22  Jeļena Ostapenko 2186 65
 23  Belinda Bencic 2030 35
 24  2 Donna Vekic 1865 10
 25  2 Su-wei Hsieh 1800 65
 26  -1 Danielle Collins 1786 120
 27  1 Lesia Tsurenko 1741 10
 28  -4 Carla Suarez Navarro 1708 215
 29  Maria Sharapova 1706 10
 30  Camila Giorgi 1705
         
 48  -7 Maria Sakkari 1118 120
 49  -11 Petra Martic 1081 215
 56  -20 Venus Williams 995 390

Resta al comando Naomi Osaka, anche se Petra Kvitova le si avvicina e riduce il distacco (che ora è di 1266 punti) a soli 331 punti. Salta all’occhio la (potenziale) uscita dalla top20 di Daria Kasatkina, la finalista dell’anno scorso. In pericolo anche Maria Sakkari (-120 punti per lei), Petra Martic (-215 punti) e soprattutto Venus Williams (-390 punti), che rischia di uscire dalle prime 50 del ranking.

CASA ITALIA

Settimana caratterizzata dal segno negativo: perde ben 91 posti Sara Errani, che esce dalle prime 200 del mondo e si ritrova al n.234. Per lei si prospetta un 2019 complicato. Anche Camilla Rosatello fa registrare un balzo all’indietro: -27 posti per la nostra atleta, che si deve accontentare del n.437. Perdono 7 posizioni Jasmine Paolini (n.208) e Stefania Rubini (n.318). Il movimento in salita più consistente è quello di Martina Trevisan: si tratta però di un avanzamento di soli 4 posti che la porta al n.162.

Resta stabile al n.30 Camila Giorgi, che non potrà migliorare la propria posizione visto che ha annunciato che non parteciperà a Indian Wells.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
30 0 Camila Giorgi 1705 20
162 4 Martina Trevisan 355 24
189 1 Martina Di Giuseppe 303 24
208 -7 Jasmine Paolini 280 30
212 2 Giulia Gatto-Monticone 277 30
229 3 Anastasia Grymalska 254 29
234 -91 Sara Errani 247 12
280 0 Deborah Chiesa 177 26
306 1 Jessica Pieri 151 19
318 -7 Stefania Rubini 142 21
372 0 Federica Di Sarra 100 22
375 2 Georgia Brescia 98 22
391 1 Gaia Sanesi 88 13
398 0 Martina Caregaro 84 19
429 0 Lucrezia Stefanini 72 17
437 -27 Camilla Rosatello 69 12
450 1 Martina Colmegna 60 18
467 -1 Dalila Spiteri 55 11
468 -1 Cristiana Ferrando 55 17
498 1 Lucia Bronzetti 46 13

NEXT GEN RANKING

Sale al n.2 Bianca Andreescu, fresca semifinalista ad Acapulco. Retrocede di due posti Amanda Anisimova, oggi al n.4.(Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Dayana Yastremska 2000 37
2 2 Bianca Andreescu 2000 60
3 0 Marketa Vondrousova 1999 61
4 -2 Amanda Anisimova 2001 67
5 0 Anastasia Potapova 2001 72
6 0 Olga Danilovic 2001 115
7 0 Iga Swiatek 2001 125
8 0 Claire Liu 2000 137
9 0 Sofya Zhuk 1999 154
10 0 Kaja Juvan 2000 169

NATION RANKING

Sono stabili le prime 5 posizioni del ranking per Nazioni.La Bielorussia guadagna una posizione e affianca la Germania al 5° posto. Rientra in classifica la Spagna, che si posiziona al 10° posto a pari merito con il Belgio. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 31
2 0 Repubblica Ceca 50
3 0 Ucraina 71
4 0 Russia 75
5 0 Germania 91
  1 Bielorussia 91
7 0 Cina 97
8 0 Romania 103
9 0 Australia 109
10 0 Belgio 123
  Spagna 123
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6871 19
2 0 [ROU] Simona Halep 27 5727 17
3 0 [CZE] Petra Kvitova 28 5605 22
4 0 [USA] Sloane Stephens 25 5277 21
5 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 5145 22
6 0 [UKR] Elina Svitolina 24 4900 19
7 0 [NED] Kiki Bertens 27 4885 26
8 0 [GER] Angelique Kerber 31 4880 19
9 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3565 26
10 0 [USA] Serena Williams 37 3406 10
11 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3325 23
12 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 3285 20
13 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3117 18
14 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 2985 24
15 0 [GER] Julia Goerges 30 2780 25
16 0 [BEL] Elise Mertens 23 2745 24
17 0 [USA] Madison Keys 24 2726 15
18 0 [CHN] Qiang Wang 27 2607 22
19 0 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 23
20 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2430 22
21 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2355 24
22 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2251 22
23 0 [SUI] Belinda Bencic 21 2065 22
24 2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1923 21
25 0 [USA] Danielle Collins 25 1906 22
26 2 [CRO] Donna Vekic 22 1875 24
27 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1865 25
28 -4 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1751 18
29 0 [RUS] Maria Sharapova 31 1716 13
30 0 [ITA] Camila Giorgi 27 1705 20
31 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 26
32 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1565 23
33 2 [USA] Sofia Kenin 20 1564 25
34 -1 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1550 23
35 -1 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1502 18
36 1 [USA] Venus Williams 38 1385 12
37 -1 [UKR] Dayana Yastremska 18 1381 21
38 0 [CRO] Petra Martic 28 1296 20
39 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1295 29
40 1 [CHN] Shuai Zhang 30 1250 23
41 -2 [GRE] Maria Sakkari 23 1238 23
42 1 [CZE] Katerina Siniakova 22 1237 25
43 1 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1229 28
44 -2 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1223 26
45 0 [GBR] Johanna Konta 27 1210 23
46 1 [USA] Alison Riske 28 1183 25
47 -1 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1181 24
48 2 [BLR] Victoria Azarenka 29 1177 16
49 16 [CHN] Yafan Wang 24 1142 24
50 -1 [CZE] Barbora Strycova 32 1141 23
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 0 [CZE] Petra Kvitova 2510 5
2 0 [JPN] Naomi Osaka 2186 3
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 1440 3
4 0 [SUI] Belinda Bencic 1283 6
5 0 [UKR] Elina Svitolina 966 4
6 0 [NED] Kiki Bertens 881 6
7 0 [USA] Danielle Collins 807 4
8 0 [ROU] Simona Halep 736 4
9 0 [AUS] Ashleigh Barty 735 2
10 0 [BEL] Elise Mertens 702 5
11 0 [BLR] Aryna Sabalenka 701 5
12 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 701 6
13 2 [CRO] Donna Vekic 671 5
14 6 [USA] Sofia Kenin 665 5
15 2 [CAN] Bianca Andreescu 637 6
16 -3 [GER] Angelique Kerber 630 4
17 -3 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 562 5
18 22 [CHN] Yafan Wang 545 5
19 -3 [UKR] Lesia Tsurenko 535 4
20 -2 [SVK] Viktoria Kuzmova 503 6

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Adriano Panatta, settant’anni di citazioni

“Non voglio insegnare un tipo di gioco frustrante”. Ripercorriamo alcune frasi del campione romano su come vede il tennis e su come vorrebbe insegnarlo

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Adriano Panatta, oggi settantenne, è certamente il più grande tennista italiano (uomo) dell’Era Open, l’unico in grado di conquistare uno Slam (o di raggiungerne la finale) e l’unico ad aver procurato frequenti dispiaceri ad uno dei più grandi, vale a dire Bjorn Borg, tanto da essere l’unico ad aver battuto l’Orso a Bois de Boulogne, e per ben due volte.

Anche dopo il ritiro dalle scene, Panatta è riuscito a rimanere una figura familiare alla gran parte del pubblico italiano, non solo per i suoi trascorsi sui campi (e ora pure al cinema…), ma piuttosto per due caratteristiche da sempre molto nette della sua dialettica: da un lato, la schiettezza, che l’ha spesso portato a prendere posizioni controverse su vari temi; dall’altro, la deprecatio temporum dello stile di gioco contemporaneo, un aspetto che l’ha reso il paladino di una vena nostalgica comune a tanti appassionati, e per questo ancora più amato. Il suo gioco (che con espressione vetusta viene sempre definito “dei gesti bianchi”) e il suo approccio al professionismo sono passati, grazie alle sue affermazioni successive, a incarnare un idealismo tennistico fondato sulle sue sfumature più ludiche ed estetizzanti, lontane dal podismo della pressione da fondo e dalla velocità delle racchette moderne.

La combinazione dei due tratti, non comune fra i grandi del tennis, quasi sempre dediti all’encomiastica dello sport in quanto ben consapevoli che la storicizzazione del presente ne consoliderà la genealogia e quindi il loro ruolo all’interno di essa, ha reso le sue affermazioni motivo di interesse e di scalpore, seppur non sempre condivisibili (motivo per cui microfoni ed editori continuano a cercarlo con notevole frequenza), ed è per questo che UbiTennis ha deciso di celebrarlo con una raccolta delle sue migliori frasi, frasi che più di tutto raccontano Adriano Panatta, un uomo che guarda il tennis come l’ha giocato.

 

“A me piace parlare dello sport allegro. Il tennis di Nastase è allegro, il tennis di Noah è allegro. […] Lo sport professionistico non fa bene a nessuno, perché i giocatori sono macchine da corsa portate all’estremo. In più nel tennis sei sempre solo, e giocando tanto inevitabilmente diventi un po’ matterello [sic]”, La7, presentazione di “Il tennis è musica” del 2018 con Gaia Tortora.

“Ah, la veronica non si insegna: viene naturale. Quella per annullare il match point a Pavel Hutka, seguita da una volée in tuffo, al primo turno di Parigi ‘76, è forse la più celebre. Il nome veronica lo inventò il giornalista Rino Tommasi. Forse, per non alimentare la mia falsa fama di seduttore, era meglio chiamarla Filiberto!”, Corriere, 2020.

“Mica ce l’ho con il rovescio a due mani. Ho solo detto che a una mano è più elegante e che, se posso, lo insegno così. Ma se arriva un bimbo che naturalmente attacca l’altra mano e colpisce bene, non sarò certo io a staccargliela, per carità di Dio. Quello che volevo dire è che nella mia scuola vorrei insegnare un tennis facile e voglio che i miei collaboratori la pensino come me, e non come si fa altrove. Perché le cose facili sono per certi versi le più complicate da insegnare, ma anche quelle che rendono felici. Se un ragazzino inizia a giocare, cresce, si diverte e ha tante soluzioni in campo, difficilmente smetterà. Non voglio insegnare un tipo di gioco frustrante, cioè quello che oggi fanno quasi tutti […] non è una questione ideologica, è che per fare quel tennis lì, botte di dritto e botte di rovescio e corse forsennate, servono qualità fisiche e forza mentale straordinarie, e mica tutti ce l’hanno. […] Chi diffonde quel tipo di gioco, secondo me, non fa il bene della maggior parte dei giocatori. Crei molti infelici”, in un’intervista di oggi a Federico Ferrero su Tennis Magazine Italia.

“Borg e Vilas hanno rovinato una generazione di giocatori. Oggi non c’è più un giocatore d’attacco, capace di ammorbidire la palla. Andre Agassi è stato l’evoluzione di questo tennis. Ha inventato un nuovo modo di giocare, primo attaccante a fondo campo. Oggi trovi degli energumeni che impugnano l’attrezzo. Il tennis è un’altra cosa. Guardo Federer. Lui gioca troppo bene. Lui è un illuso, vorrebbe battere quella belva di Nadal giocando bene a tennis. Impossibile, Panorama, 2006.

“Non l’ho mai detto a nessuno, conservo un’unica cosa: la pallina del match point contro Vilas a Roma, una Pirelli. Se la fece regalare mio padre Ascenzio, custode del Tc Parioli. Quando è mancato, riordinando casa, l’ho trovata. Poi è sparita di nuovo, misteriosamente. L’ha ripescata di recente mia figlia Rubina in un cassetto. È sbiadita, dura come un sasso. E con il tempo si è rimpicciolita, come i vecchi”, Corriere, 2020.

“Al Roland Garros in particolare giocai il miglior tennis della mia vita, dopo aver annullato con un tuffo un match point dell’avversario e surclassato Borg nei quarti di finale. Sessanta secondi di pienezza totale, di felicità, alla fine della finale con Harold Solomon e poi basta. La sera, nella cena di gala, ricordo, ero già molto triste. Un senso di vuoto. Quasi una depressione, che mi è durata tre settimane di seguito, Panorama, 2006.

“[P]er Berlinguer dovevamo andare in Cile. E voleva lo sapessimo. Per il segretario del Pci non sarebbe stato giusto che la Coppa finisse nelle mani del Cile del regime-Pinochet piuttosto che nelle nostre. Da lì in poi la strada verso la partenza si fece in discesa. Fu come un liberatutti. Il governo Andreotti disse che lasciava libero il Coni di decidere, quest’ultimo lasciò libera la Federazione e di fatto ci ritrovammo a Santiago, liberi di vincere. Grazie a Berlinguer. La Repubblica, 2009.


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Racconti

A 4000 miglia da Wimbledon, l’All Iowa Lawn Tennis Club è il regalo di un padre al figlio scomparso

Oggi vi raccontiamo la storia di Mark Kuhn, che con il figlio Alex ha costruito una piccola replica del centrale di Wimbledon in Iowa

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Non c’è un appassionato di tennis nel mondo che non apprezzi la perfezione e la cura dei campi di Wimbledon. E anche in un posto apparentemente remoto – lontano ben 4000 miglia dal Centre Court – come l’Iowa c’è un piccolo pezzo di quella tradizione del “verde” che parte da Church Road. Jack Cullen, nell’ultima edizione del “Des Moines Register“, ha parlato della storia di Mark e Alex James Kuhn, padre e figlio, che hanno creato una replica del campo centrale di Wimbledon nei pressi di Charles City, in Iowa.

La storia dell’All Iowa Lawn Tennis Club parte da lontano, nel 1962. Il piccolo Mark ha 11 anni e si è appassionato al tennis ascoltandolo per radio. Un giorno del 1962 porta il pony della sorella ad abbeverarsi e vede un campo di mangimi per bestiame. Arriva l’illuminazione: è il posto perfetto per costruirci un campo da tennis. Il giorno stesso prende le misure del campo ma il progetto resta un sogno per decenni.

Olivia Sun / The Register

40 anni dopo, la morte di un vicino (e amico) agricoltore riporta alla luce il sogno d’infanzia e nel 2002 Mark decide di realizzare quel campo d’erba. La costruzione è da subito complicata: sono necessari 16 camion pieni di suolo sabbioso, sei file di tubi di drenaggio e 15 irrigatori. Mark e suo figlio Alex devono anche rimuovere uno per uno tutti i sassi presenti sul terreno.

 
Il campo prima della lavorazione. Olivia Sun / The Register

Il progetto ‘sfida’ anche le osservazioni degli esperti dell’università dell’Iowa, che sconsigliato di realizzare campo in erba a causa delle rigide temperature invernali. Alla fine Mark riesce nel suo intento: il campo viene inaugurato nel 2006, dopo quattro anni di lavori intensi, e il successo si palesa praticamente subito. L’All Iowa Lawn Tennis Club riceve una caldissima accoglienza dal pubblico, con cento visitatori dall’inaugurazione. Arriva anche il plauso degli addetti ai lavori, come Ryan Knarr, direttore del torneo della Pennsylvania, che l’ha definito “unico nel suo genere“.

Olivia Sun / The Register

Il riconoscimento arriva anche dalla più grande eccellenza nel mondo dei campi da tennis in erba, il torneo di Wimbledon. Dopo anni di lettere mandate da Mark nella speranza di ottenere uno stage con i giardinieri di Wimbledon, la sua richiesta viene accettata nel 2012. L’anno successivo Kuhn riceve i biglietti per il Centrale di Wimbledon come regalo dai giardinieri, e si fa accompagnare dalla moglie Denise e dal figlio Alex. Nel 2016 gli viene addirittura dato il pass di ospite onorario per tutte e due le settimane del torneo, in quello che è il coronamento di un sogno durato una vita.

Come a volte accade, dopo il punto più alto arriva tragicamente quello più basso. Per Mark questo succede proprio durante la sua memorabile esperienza a Wimbledon nel 2016: suo figlio Alex si toglie la vita a 34 anni. Alex Kuhn era reduce da un paio di mesi complicati, nonostante avesse avuto un ruolo importante, come consigliere comunale, nella chiusura di una fabbrica di maiali che minacciava di avere un impatto negativo sull’ecosistema della zona. Stava seguendo delle terapie per combattere l’ansia, e suo papà Mark ne era a conoscenza, ma non avrebbe mai immaginato che sarebbe potuto arrivare a tanto.

Per superare il dolore della sua scomparsa e per onorarne la memoria, Kuhn realizza uno degli ultimi sogni del figlio: sostituire i semi del campo con gli stessi utilizzati per far crescere l’erba del centrale di Wimbledon, i semi del loglio perenne. In più crea la fondazione ‘Alex J. Kuhn’, destinata a raccogliere fondi in favore della lotta contro le malattie mentali e la depressione.

Non è l’unico nuovo inizio per l’AILTC. La tennista statunitense Madison Keys, originaria dell’Iowa, si è interessata alla vicenda e prenderà parte a un torneo di beneficenza (senza spettatori) che si terrà presso il Club il 31 luglio e l’1 agosto.

Olivia Sub / The Register

Vi starete domandando se, passando per Charles City, sia possibile scambiare due colpi sul campo che ‘mima’ il centrale di Wimbledon nel bel mezzo dell’Iowa rurale. La risposta è sì. Kuhn non accetta soldi per la prenotazione dei campi, ma solamente donazioni. Sarà creata a breve la All Iowa Lawn Tennis Foundation, che raccoglierà queste donazioni e si impegnerà nella promozione del tennis su erba e delle iniziative sociali in Iowa.

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Area test

Il profile di Donnay si chiama Formula 100 Unibody e vi aiuterà molto

Il test in campo del nuovo profile di Donnay, la Formula 100 Unibody, potenza e comfort al servizio di tutti.

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Classico non vuol dire certo non assecondare le richieste del mercato. Ecco perché nella gamma delle racchette Donnay è presente anche la Formula 100, un telaio profile. Ovviamente, Donnay ha cercato anche in una racchetta del genere ci conservare le caratteristiche chiave dei suoi modelli, e cioè un “contatto” con la palla molto piacevole e confortevole ma capace, allo stesso tempo, di offrire potenza e rotazione. Formula 100 adotta la tecnologia Unibody, la novità Donnay del 2020, e cioè una costruzione del telaio interamente in grafite in tutti e quasi i 70 cm del telaio, questo significa che il manico, un punto troppo spesso ritenuto meno importante del resto, è costruito senza ricorrere a pallets o schiuma poliuretanica. Con questa tecnologia Donnay lo costruisce interamente in grafite, come il resto della racchetta, che diventa così ancora di più un corpo unico, consentendo di avere una resa migliore in termini di feeling con la palla, la priorità quando su un telaio c’è la serigrafia Donnay. Esteticamente, nei lati del piatto corde troviamo in bianco sul nero opaco le scritte Donnay e Formula. Il fusto cambia spessore dai 21 millimetri degli steli ai 26 del cuore, in testa la racchetta è larga 24 millimetri.

Qui la recensione del modello Allwood 102 di Donnay

Caratteristiche

Piatto corde 100 inch2
Peso 300g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Rigidità 57 RA
Profilo 21-26-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

 
Il manico interamente in grafite: è la tecnologia Unibody

Test in campo

I vantaggi del sistema Unibody si fanno sentire, con un valore di rigidità al di sotto dei 60 punti, Formula Unibody restituisce i vantaggi di un telaio con rigidità maggiore. Specie i colpi piatti escono dalle corde in maniera energica, con il plus però di avere controllo e stabilità frutto grazie all’innovazione delal nuova tecnologia. Che risulta migliore, in termini di feeling e di maggior potenza a disposizione, rispetto a Hexa.  Rispetto alla Allwood o anche alla Pro One stessa, il top di gamma per gli agonisti in casa Donnay, Formula risulta un telaio meno sensibile ma perché è più adatto a cercare la potenza. Si ci gioca bene da fondo campo, chi non ha ancora sbracciate poderose può trovare in questo telaio un compagno ideale per far uscire la pallina con velocità nonostante il poco sforzo avendo in cambio una sensazione di comfort praticamente impareggiabile. Non ci sono vibrazioni, questo anche perché il telaio è molto stabile. Non abbiamo in mano un telaio progettato per generare spin, e di fatto le soluzioni ottimali si ottengono quando imprimiamo giusto un po’ di copertura alla palla, senza esasperare. Questo perché Formula si rivolge a un pubblico magari ancora non di livello agonistico. Il vantaggio nelle esecuzioni dei colpi piatti si percepisce soprattutto al servizio, ma anche a rete dove risulta molto sensibile. Da fondo la palla esce con facilità e velocemente, le caratteristiche che un amatore cerca in un telaio del genere, solo che Donnay aggiunge più feeling e delicatezza di impatto rispetto alla concorrenza.

Conclusione

Formula Unibody è unna racchetta profilata ideata per giocare in maniera classica, cercando precisione e con una buona spinta a disposizione grazie alla massa del telaio, molto reattivo. State riprendendo a giocare da poco o dopo un infortunio? Questa è una delle scelte possibili.

Testata con corde String Project Magic(1,25 tensione 23/24Kg), String Project Hexa Pro (1,25 tensione 23/24 Kg e 1,20 tensione 23/24 Kg)

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