Intervista all'agente di Roger Federer e Coco Gauff

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Intervista all’agente di Roger Federer e Coco Gauff

Qualcuno lo ha ribattezzato Re Mida. Tony Godsick, marito di Mary Joe Fernandez, intervistato dal direttore sulla nuova stella Coco Gauff

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Cori Gauff - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Londra, il direttore

La sua è una piccola grande società di management, la Team8Global, ma che si sta muovendo benissimo, certo favorita dal rapporto instaurato con il cliente di maggior prestigio esistente nel panorama tennistico mondiale, Roger Federer. Ma se Roger rappresenta passato, presente e futuro in campo maschile – futuro perché anche da “pensionato” continuerà a essere un mito per questo mondo anche al di fuori del tennis – la ragazzina prodigio della Georgia Coco Gauff è certo la nuova stella destinata ad illuminare il firmamento oggi piuttosto opaco del pianeta donna.

Per non farsi mancare nulla Tony, che ha favorito e costruito il rapporto dei suoi due clienti con Barilla, si è lanciato anche nella creazione della Laver Cup, appoggiandosi alla federazione australiana e americana, prima di avviare anche una collaborazione con l’ATP. Decisamente Godsick è un tipo che si sa muovere bene. E certamente l’exploit di Coco Gauff a spese del suo idolo Venus Williams, un primo exploit che non sarà certo l’ultimo, anche se non è detto che venga subito seguito da quello con la temibilissima Rybarikova – ex semifinalista in questo torneo e vittoriosa su Sabalenka al primo turno – ha fatto salire in maniera già esponenziali le azioni dellaTeam8Global. Ho incontrato Tony e gli ho fatto questa breve intervista.


Tony Godsick, non sei certamente “miope”. Hai un dono che ti permette di vedere lontano. Coco Gauff è stata una scelta decisamente azzeccata. Con Federer era stato più facile, no?
Beh sì, quando ho iniziato a lavorare con Federer aveva già vinto cinque titoli dello Slam ed era il numero uno del mondo, per cui era più semplice capire che c’era del potenziale. Ovviamente, Coco è un giovane talento, ha soltanto 15 anni, ma si comporta in maniera estremamente professionale, lavora duro, le piacciono i grandi palcoscenici, e qui le è stata data la possibilità di essere messa su un campo molto importante di fronte al suo idolo. Possono accadere due cose: o viene soverchiata dalle emozioni oppure riesce ad accogliere la sfida e dare il meglio di se stessa. Fortunatamente è stata capace di scegliere la seconda opzione. È stato molto emozionante assistere alla sua vittoria, ma non bisogna aspettarsi che diventi una consuetudine. A causa della sua età, ci sono ancora delle restrizioni nel numero di tornei che può disputare, sta ancora maturando, come giocatrice e come persona, e il nostro ruolo è quello di lavorare con i suoi genitori e il suo staff tecnico per far sì che l’ambiente in cui si trova sia il più adatto possibile alla sua crescita.

 

In questi giorni si è visto come lei sia già molto a suo agio ad essere qui, fianco a fianco con le giocatrici di vertice. Non è un torneo facile in cui vincere una grande partita, può suscitare un po’ di timore nelle giovani tenniste, e la maniera con cui ha vinto, la sua compostezza, dice molto su quella che è la sua maturità.
Anche dopo la vittoria, in conferenza stampa, parlava come una veterana, non sembrava per nulla un’esordiente. Da quando la conosco è sempre stata molto a suo agio a parlare con le persone, sia adulti sia coetanei, e a comportarsi in maniera adeguata alle circostanze. È stata cresciuta molto bene, ha due splendidi fratelli, molto educati anche loro, quindi si può dedurre che siano stati ben educati dai loro genitori.

Non hai mai avuto dubbi a suggerire a Barilla la partnership con Coco?
Nessuno ha la sfera di cristallo. Siamo una piccola agenzia di management e lavoriamo solamente con un numero limitato di atleti. Quello che abbiamo visto in Coco, nella sua famiglia e nel suo entourage è stato qualcuno disposto a lavorare duro, quindi ne abbiamo parlato con Barilla, che sa valutare bene gli sportivi, hanno avuto a che fare con tanti campioni anche loro. Ci hanno dato fiducia e sono contento che la fiducia che hanno riposto in noi sia stata ben ripagata.

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Gli scenari di qualificazione del Gruppo Agassi: come si qualificano Nadal, Medvedev e Zverev

C’è confusione in giro: facciamo un po’ di ordine, regolamento alla mano

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Sembra che ci sia un po’ di confusione attorno ai possibili esiti del Gruppo Agassi, quello che vede impegnati Tsitsipas, Zverev, Nadal e Medvedev, al termine della seconda giornata di incontri. Una confusione che ha contribuito a ingenerare lo stesso Nadal dopo aver rimontato in modo piuttosto incredibile Medvedev da uno svantaggio di 5-1 nel terzo set; lo spagnolo ha detto di essere contento perché è padrone del suo destino, ma le cose non stanno così. Tsitsipas ha battuto nettamente Zverev ed è qualificato, sebbene non ancora sicuro del primo posto, e gli altri tre – persino Medvedev – hanno tutti una possibilità di passare assieme a lui. Vediamo tutti gli scenari possibili in questa tabella.

Nadal passa solo se batte Tsitsipas (con qualsiasi punteggio) e se Medvedev gli fa il favore di battere Zverev, Medvedev invece si qualifica solo se vince in due set e Tsitsipas batte Nadal. Zverev (che come Medvedev può qualificarsi solo come secondo) passa in ogni caso se vince ma anche se perde in tre set e Tsitsipas batte Nadal. In sostanza, tra i tre candidati l’unico ad avere il destino in mano è Zverev.

IL REGOLAMENTO – Breve ripassino per capire come si arriva alla tabella riassuntiva. A parità di partite vinte, se i contendenti sono due, viene semplicemente considerato lo scontro diretto; quando i contendenti sono tre, invece, tutto dipende dalla possibilità che venga a delinearsi un ‘superior player‘ (giocatore con un quoziente set migliore) o un ‘inferior player‘ (giocatore con quoziente set peggiore). Se succede, il migliore passa/il peggiore rimane escluso e tra i due giocatori che rimangono con lo stesso quoziente set lo scontro diretto torna dirimente (è il caso di Nadal che vince 2-0 e Zverev che vince 2-1; quoziente set pari, passerebbe il tedesco perché ha vinto lo scontro diretto).

Se non succede e tutti e tre i giocatori si presentano con lo stesso quoziente set, si procede all’analisi del quoziente game per determinare l’ordine di classifica. Non è un caso che può verificarsi per il Gruppo Agassi, però, quindi riponete pure le calcolatrici.

 

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Al Roland Garros si giocherà con palle Wilson dal 2020

Dalla prossima stagione l’azienda di Chicago sarà partner di due tornei dello Slam nel calendario tennistico

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Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros cambierà le palle da gioco dalla prossima stagione. Dopo la lunga collaborazione con Babolat, dal 2020 sarà Wilson a fornire le palline allo Slam parigino. Lo ha annunciato la Federazione francese, la FFT, in un comunicato in cui rende nota la nova partnership che che durerà per le prossime cinque stagioni. L’azienda statunitense con sede a Chicago ora collaborerà con due Slam su quattro, dal momento che fornisce da anni le palline dello US Open. Chissà se sentirà il cambiamento Rafa Nadal, dodici volte campione e probabilmente l’uomo da battere anche nella prossima edizione.

L’azienda inoltre porterà anche il suo rinnovato team di incordatori al servizio dei partecipanti all’evento del prossimo giugno. La Federazione Francese e Wilson, oltre a fornire materiale tecnico dedicato al torneo, collaboreranno anche al di fuori dei campi del Roland Garros. Oltre a produrre la “pallina ufficiale” del torneo, il brand statunitense collaborerà accanto alla FFT in numerosi progetti che hanno l’obiettivo di promuovere il tennis su più livelli.

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ATP Finals, il programma di giovedì: alle 21 la super sfida tra Djokovic e Federer

Berrettini in campo alle 15: l’azzurro, già eliminato, proverà a vincere almeno una partita contro Thiem, già sicuro della semifinale. Nole e Roger si giocano la qualificazione in un match da dentro o fuori

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Novak Djokovic e Roger Federer - Wimbledon 2015 (foto @Gianni Ciaccia)

La giornata di giovedì regalerà spettacolo agli appassionati di tennis. Alle 15, Matteo Berrettini tenterà di chiudere la sua prima esperienza alle ATP Finals con una vittoria in saccoccia. Dall’altra parte della rete troverà Dominic Thiem, già certo del primo posto nel girone e che dunque potrebbe concedere qualcosina al tennista azzurro.

Il match del giorno è però quello che alle 21 vedrà affrontarsi Novak Djokovic e Roger Federer. Entrambi sono costretti a vincere per poter accedere alle semifinali e questo dà all’incontro un contorno da “quarto di finale” che spingerà i due a dare il massimo sul campo.

Situazione analoga per quanto riguarda il doppio. Klaasen e Venus si sono infatti già assicurati la vittoria del girone e sfideranno alle 19 Dodig e Polasek, già eliminati. Decisivo invece l’incontro delle 13 tra Kubot/Melo e Ram/Salisbury.

Il programma completo di giovedì 14 (orari italiani)

ore 13: [2] L. Kubot/ M. Melo vs [4] R. Ram vs J. Salisbury
ore 15: [5] D. Thiem vs [8] M. Berrettini
ore 19: [5] R. Klaasen/ M. Venus vs [8] I. Dodig/ F. Polasek
ore 21: [2] N. Djokovic vs [3] R. Federer

Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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